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35 Anni: Tempo Di Bilanci
Ciao a tutti/e.
A settembre compirò 35 anni e, pensando a come ho speso professionalmente questa mia parte di vita, vengo presa da un grande sconforto. In questo spazio vorrei confrontarmi soprattutto con chi, come me, non è agli inizi del percorso lavorativo, e quindi non è sorretto dal naturale entusiasmo dei neofiti, ma sente di essere insoddifatto dei livello raggiunto e non sa cosa fare , perchè troppo tardi per cambiare lavoro o perchè troppo specializzato( io ho alle spalle una scuola di psicoterapia ed un master) o perchè non si sa fare altro ( ho alle spalle il liceo classico). Preciso io ho sempre lavoricchiato, dico così perchè lo stipendio non è mai stato sufficiente alla mia sussistenza economica, prima come coordinatore e ora come psicologa in diversi ambiti.Ma ogni anno la spada di damocle incombe: e se non rivincono l'appalto e mi lasciano a casa,e se non arrivano i finanziamenti e mi lasciano a casa...ecc. Ho l'impressione di non aver costruito nulla,di poter perdere tutto e l'idea di dover ricominciare di nuovo a costruirmi i contatti a fare marketing di lottare con chi, più giovane, si vende a poco, mi distrugge. Molte volte vorrei abbandonare tutto, stare a casa a fare la casalinga e farmi mantenere da mio marito, soprattutto in questo periodo che sono stata chiamata per diverse proposte ma o per mancanza di finanziamenti o perche c'è il raccomandato di turno più forte di me,mi vien detto " mi dispiace lavori bene ma..." ; io sono stufa dei " lavori bene" e poi non se ne fa niente se non conosci l'assessore, il poltico, il prete di turno. 35enni di ops qual'è la vostra situazione lavorativa, a questo punto della vita, professionalmente come vi sentite.
Una psicologa confusa e amareggiata!!!!
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
ciao, qui è un quasi trentenne di ops!
il bilancio da me non è in rosso, è da crack cirio o parmalat!!!!
hahahahahhahahahahahahahahaha!!!!
La mia zona, l'Abruzzo vive una fase decisamente di regressione nel nostro ambito, chairisco sono psicologo iscritto all'ordine, corsi in psicologia del benessere e 1 anno di specializzazione cognitiva comportamentale sulle spalle e diverse qualifiche nelel risorse umane, amministrazione e gestione del personale.
Francamente ho raccolto davvero poco, solo i call center mi amano, ma io non amo troppo loro e quindi lavoro ad intermittenza, non ti dico i lavori da educatore cosa sono, meglio chiamarli lavori da domatore di circo hahahahahahahahaha!
Non ho contatti con la Chiesa menchè meno con i politici però ho deciso di spostarmi al nord per lavorare... un esempio, mentre nelle agenzie di lavoro qui si chiedono perchè uno psicologo faccia anche corsi di formazione in gestione Hr, in Friuli, ieri ho spedito il curriculum oggi mi hanno chiamato per uno stage... vedi tu questi quanto c**** stanno avanti!
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Che dire...a quasi 36 anni da compiere il 18 di questo mese, il tuo messaggio avrei potuto scriverlo io. La tua vita professionale corrisponde alla mia, esattamente così come l'hai descritta. Per giunta oggi ho deciso che non posso decisamente permettermi di proseguire la scuola di specializzazione visto che ho altre spese fisse a cui far fronte. Non mi conforta minimamente sapere che putroppo molti altri colleghi hanno le braghe altrettanto calate. La professione va reinventata, l'inutile Ordine cancellato e l'ENPAP disintegrato.
Qui in Veneto le cose non vanno meglio che in Abruzzo.
Che dire ragazzi, buttiamoci su qualcos'altro...oggi ho mandato gli incartamenti per un concorso che naturalmente non è per psicologo visto che per quello chi vuole esclusivamente la specializzazione più cara del mondo.
Però non dobbiamo buttarci troppo giù, su questa terra ci dobbiamo pur stare o no?
E che cavolo! Arriverà pur il momento che non avremo spazio sufficiente nell'agenda!
Vorrei poterti consolare ma oggi anche io sono in una pessima giornata dal punto di vista "bilanci" ma, accidenti, non voglio arrendermi! Accidenti!
Sentiamo di cosa ti occupi tu? Qual'è il tuo campo....immaino un po' tutti per necessità, proprio come me...dai su recuperiamo un po' di identità professionale...racconta, racconta...
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Perdono...ho scritto Abruzzo perchè ho confuso la tua località con quella del messaggio di francesco 27 ma tanto mi riferivo a entrambi...
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Grazie per la solerzia con cui mi avete risposto. é vero mi occupo di tutto e di fatti mi sento molto frammentata. Gli incarichi che riprenderò a Settembre dovrebbere essere: supervisione ad educatori per due cooperative, sembra un bel lavoro ma per arrivarci ci impiego 2 ore e quindi perdo l'intera giornata per poche ore, questo è il motivo per cui vorrei abbandonare questi lavori ma senza il sostitutivo..., consulenza per un'associazione di volontariato sempre che il progetto che ho presentato in provincia venga finanziato, consulenza per insegnanti presso una scuola, incarico al carcere di cremona alla straordinaria cifra di 17,66 euro l'ora.
Mi sposto tantissimo, devo aggiornarmi in campi molto diversi l'uno dall'altro per poi alla dichiarazionedei redditi vergognarmi di fronte al commercialista che mi dice per consolarmi, che gli inizi sono duri per tutti ( questo è il terzo anno di partita iva, prima ero dipendente).
Io non ho per fortuna problemi di tipo economico, la scuola me l'hanno pagata i miei e a casa viviamo con lo stipendio di mio marito, è che io non mi sento degna come lavoratrice,mi sembra di fare ancora "dei lavoretti" come se fossi una neolaureata. L'ultima considerazione è che se avessi un figli non potrei gestire la maggior parte dei miei lavoro data la distanza con la mia residenza e quindi mi dico " tanta fatica che poi potrei perdere tutto?" senza rimpianti, ovviamento, se avessi un figlio, ma comunque dovrei ricominciare d'accapo. Nelle altre professioni fai 10 anni di gavetta e puoi dire di aver costruito qualcosa noi no, ogni anno potrebbe essere un nuovo inizio.
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Cara trentacinquenne frustrata,
non ti conosco, non ho idea di quale sia il tuo profilo umano ma quello professionale mi è molto familiare...mi torna.
Non posso che essere solidale con te ed esprimerti tutta la mia sincera comprensione e vicinanza; credimi: so di cosa stai parlando.
Ti descrivo il mio di profilo: alla vigilia dei 34 anni, sposata (per fortuna almeno lui ha un lavoro fisso ma uno stipendio non certo stratosferico!), un meraviglioso bambino da cui traggo ogni giorno la fiducia e la forza per affrontare la giornata successiva.
Il lavoro: dopo anni di turni, di sabati e domeniche a "sfacchianare" come educatrice (retribuzione da fame), ho voluto osare, fare il grande passo...come diciamo noi psicologi...seguire il mio processo di auto-realizzazione; ho mollato l'impiego di educatrice e ho aperto p.iva con la speranza che, piano piano, contatto dopo contatto, avrei tessuto la mia rete e avrei finalmente cominciato ad esercitare il mestiere per cui ho studiato per buona parte della mia vita.
Ah...giusto per precisare: laurea in psico, specializzazione in psicoterapia, tirocinii etc....tutto assolto!
Bilancio dopo 2 anni di auto-priomozione (con episodi anche umilinati!):
una mini collaborazione con una cooperativa per un monte lavorativo di 5 ore alla settimana. Il resto del tempo? lo trascorro su internet a scovare offerte di lavoro, a mandare curriculum nell'attesa che la fortuna giri anche da questa parte.
La paura più grande? di perdere irrimediabilmente la serenità, di "inquinare" con l'ansia e il malumore che derivano da questa situazione la mia vita privata, di ammalarmi.
Anch'io spesso vorrei ribaltare questa situazione, cambiare professione ma che cosa faccio a 34 anni senza altre qualifiche ed esperienze? Nada!
Di questo passo quelli da curare saremo noi psicologi!
Scusate lo sfogo ma il periodo lo richiede!
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Carissime colleghe, vi sono solidale e vi dico che la vostra situazione possiede comunque un elemento enormemente positivo, da non sottovalutare. Avete comunque la possibilità di fare il vostro lavoro da psicologhe in quanto la vostra famiglia/marito vi può sorreggere economicamente. Io, invece, non avendo questa possibilità, ho dovuto ABBANDONARE da anni la mia professione per fare tutt'altro e racimolare uno straccio di stipendio che consenta a me ed al mio ragazzo di andare avanti (per cercare di campare a Roma si deve lavorare in 2). E vi dico che l'amarezza, il malumore e lo scoramento si sono impadroniti della mia vita quasi totalmente.
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Cara Giunone,
è il gran rispetto che ho per chi non può permettersi di provare a realizzare la nostra aspirazione lavorativa che mi fa andare avanti a provare e riprovare sapendo di lottare anche per chi non può permettersi di farlo.
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Grazie, psi. Ti faccio un grande in bocca al lupo per la tua carriera, sperando che la ruota giri anche per chi si trova nella mia stessa situazione...
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
ciao psi, ciao a tutti!
io ho 28 anni e lavoro come educatrice, pagata pochissimo, devo fare un mucchio di sacrifici e la notte proprio quando il giorno dopo ho scuola di psicoterapia (e non vi dico..mi tocca tenere gli occhi aperti con le mani)..
Da quel che sento tutti (tranne i più fortunati..o come dite voi, magari, alcuni "immanicati") sono un pò messi come noi/voi. Vi dico che a volte mi verrebbe voglia di piantare lì la scuola di psicoterapia (anche se è quello che ho sempre sognato di fare: scelta emotiva) e di fare altro..almeno metterei da parte 20.000 euro per il mio futuro, anzichè spenderli per una scuola che non mi dà una speranza sicura di poter trovare un lavoro (ripiego razionale). Eppure no, ci provo..qualcosa mi dice di andare avanti.
Ma, ditemi voi, ne vale la pena o no? Davvero non c'è lavoro anche dopo la scuola?
Quanti di quelli che conoscete voi hanno aperto uno studio con successo o trovato lavoro nel pubblico..quanti e soprattutto come ce l'hanno fatta?
Proviamo a capirlo insieme!
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Ciao a tutti/e.
La mia situazione è abbastanza differente da quella della maggior parte di voi. Ho 46 anni, un diploma di perito chimico industriale, laurea in psicologia, master in psicologia culturale, due anni di scuola di psicoterapia.
Lavoro dove ho sempre lavorato, in un'industria di produzione cemento. Adesso sto in provincia di Cuneo, a sostituire il responsabile della produzione che è in ferie.
Lavoro da psicologo? Tutti i giorni. In fondo, il mio lavoro qui è di coordinamento, formazione e verifica dei risultati. Motivazione del personale, gestione dei conflitti, formazione alla sicurezza... tutte cose per le quali la laurea in psicologia clinica mi è stata utilissima.
Certo, qualcosa come psicologo clinico lo faccio. Un paio di pazienti, corsi di formazione in bioenergetica. A settembre parto con le classi di esercizi in collaborazione con l'ARCI di Bergamo. Ho la mia partita IVA e vivo decentemente.
La questione di fondo, secondo me, è che non capisco come mai tanti di voi accettano di venire presi a pesci in faccia da cooperative e call-center piuttosto che cercare lavoro come operai in qualche industria. Anche lì sarebbero contratti a tempo determinato, almeno all'inizio. Ma, almeno qui al nord, si passa rapidamente a tempo indeterminato. E si guadagna bene (vedo periti agrari lavorare in fabbriche di tessuti, a tempo determinato ma con stipendi da 1200 euro netti al mese, quindi vi dico, non è che il titolo di studio, in certe realtà conti chissà quanto. L'importante è la disponiblità ad imparare e la capacità di mettersi in gioco).
Non so, sono curioso di capire cosa faccia sì che tante persone intelligenti e capaci scelgano costantemente lavori sottopagati. Ma è meglio essere un conduttore di impianti con la tuta ma con un buono stipendio e una decente considerazione a livello sociale, o un educatore sottopagato e con scarsi riconoscimenti anche al di fuori del lavoro?
Sono io che vedo le cose con gli occhiali rosa? Sono io che mi sbaglio e, magari, queste strade le avete già percorse senza successo? Può darsi. E sarei curioso di capire meglio.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Citazione:
Originalmente inviato da
ElisaPag
ciao psi, ciao a tutti!
io ho 28 anni e lavoro come educatrice, pagata pochissimo, devo fare un mucchio di sacrifici e la notte proprio quando il giorno dopo ho scuola di psicoterapia (e non vi dico..mi tocca tenere gli occhi aperti con le mani)..
Da quel che sento tutti (tranne i più fortunati..o come dite voi, magari, alcuni "immanicati") sono un pò messi come noi/voi. Vi dico che a volte mi verrebbe voglia di piantare lì la scuola di psicoterapia (anche se è quello che ho sempre sognato di fare: scelta emotiva) e di fare altro..almeno metterei da parte 20.000 euro per il mio futuro, anzichè spenderli per una scuola che non mi dà una speranza sicura di poter trovare un lavoro (ripiego razionale). Eppure no, ci provo..qualcosa mi dice di andare avanti.
Ma, ditemi voi, ne vale la pena o no? Davvero non c'è lavoro anche dopo la scuola?
Quanti di quelli che conoscete voi hanno aperto uno studio con successo o trovato lavoro nel pubblico..quanti e soprattutto come ce l'hanno fatta?
Proviamo a capirlo insieme!
Ciao elisa, la scuola non ti dà sicuramete garanzie di inserimento ma ti dà maggiori opportunità come ad esempio per molti concorsi. Della mia classe chi lavora, lo fa poco ed a sprazzi ed è mantenuto dalla famiglia. Bisogna perseverare sicuramente nella ricerca e provare più concorsi possibili.
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Aggiungo una osservazione:
durante un convegno organizzato dalla mia Scuola, il vice sindaco della mia città, dopo un bellissimo sproloquio sull'utilità e l'indispensabilità della ns professione terminò ammonendoci in tal modo con voce stentorea: "Mi raccomando, NON ACCETTATE UN LAVORO CHE NON SIA IL VOSTRO!! NON DOVETE FARLO ASSOLUTAMENTE!!" ripetendolo 5-6 volte..
Mi volevo alzare e menarla!!
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Cari amici,
ho 48 anni, lavoro da 25 anni in un'azienda di informatica, settore amministrativo, azienda che ha subito in questi anni una ristrutturazione dopo l'altra e noi impiegati, pur essendo inquadrati con un contratto a tempo indeterminato, non sappiamo mai cosa ci toccherà l'anno successivo, siamo passati attraverso cassa integrazione, contratti di solidarietà, cessioni di ramo d'azienda ,acquisizioni varie, vi assicuro che pur trattandosi di una grossa azienda (eravamo 15000 ora siamo 2500 dipendenti) la precarietà ed il senso di incertezza lo viviamo da anni sulla nostra pelle con tutto ciò che comporta.
Sono psicologa, ma pur avendo fatto una scelta lavorativa diversa che speravo mi garantisse un po' di sicurezza, questa sicurezza non l'ho mai avuta e convivo comunque con la frustrazione che mi deriva dal fare un lavoro che non amo.
A me i vs 35 anni sembrano così pochi... penso magari li avessi io, potrei ancora dare un corso diverso alla mia vita... non so... vorrei dirvi di non arrendervi e seguire quella che sentite essere la vs strada, tempo per i rimpianti c'e sempre e qualunque scelta si faccia.
Baci
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Ciao ragazzi, vi abbraccio tutti!
Io comincio solo ora ad affacciarmi al mondo del lavoro e sto amaramente constatando quanto dite. La situazione è grigia e magra ovunque.
Vi auguro tutto il bene del mondo!:bacetto:
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Il mio bilancio da psicologo mi riesce impossibile farlo in quanto lo sono da 3 anni, ma alle spalle ho 20 anni di laboratorio chimico (anch'io p. chimico) e credo che all'età cronologica di ognuno ed al susseguirsi di "necrologi" di una professione che molto spesso osservo qui, sia necessario chiedersi quanto di interessante, originale, autentico, affidabile ci accompagni in una professione. Questo è ciò che oggi il mondo del lavoro cerca!
E' chiaro che andare a infoltire volontariato, coop, onlus, educatori, animatori (tra un pò faremo pure i clown da strada, sempre dopo un corso ad hoc e tirocinio ovvio) non fa altro che svalutare una professione! Anche perchè vi siete per caso chiesti chi ha ideato e realizzato questi contesti lavorativi "alternativi"? Vi siete mai chiesti il perchè di tanti corsi di formazione e da chi sono ideati e realizzati?...ma non è per caso che una corposa fetta di psicologi (magari pure specializzati) della scorsa generazione (anni 80) nell'odore di profonda crisi si è cimentato in tali segmenti che oggi fanno da polo lavorativo pressochè unico e altrettanto fallimentare a livello retributivo?
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Beh,
vedo che siamo tutti nella stessa barca, io ho 32 anni, sono laureata dal 2005 lavoro da 8 anni in un call center, però con contratto a tempo indeterminato part time, sono al primo anno della scuola di specializzazione, e alle spalle tante esperienze di volontariato, molto soddisfacenti ma per nulla remunerative, da quest'anno lavoro in tribunale come giudice onorario (cosa che ho ottenuto solo con le mie forze senza nessuna raccomandazione, e di cui sono orgogliosissima), ma in modo molto saltuario.
Del mio lavoro al call center, seppur sicuro, non ne posso più, sono stanca di fare l' operatrice telefonica, ed occupare l' altra mezza giornata in tirocini gratuiti vari!!!
Vorrei avere più tempo per me e per la mia famiglia, non credo sia umano occupare tutto il giorno in mille cose diverse, non vedo niente di certo nel mio futuro come psicologa, onestamente anche la motivazione a continuare la scuola a volte vacilla, dato che non mi dà nessuna garanzia, ed in compenso costa tantissimo.
Non so che senso abbia continuare a sperare di fare la psicologa a tempo pieno, vista la situazione generale.
Eppure dicono che all' estero la situazione sia diversa, non so voi, ma io sto pensando da un pò, sempre più seriamente di fare la "pazzia" di andarmene dall' italia...
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Ciao Lugana,
complimenti per l'incarico da giudice onorario. Come hai fatto? Hai partecipato all'ultima selezione? Ho sempre pensato fosse un incarico riservato a persone con titoli e pubblicazioni. Quindi ce la si può fare?
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Citazione:
Originalmente inviato da
psicologo
Ciao a tutti/e.
A settembre compirò 35 anni e, pensando a come ho speso professionalmente questa mia parte di vita, vengo presa da un grande sconforto. In questo spazio vorrei confrontarmi soprattutto con chi, come me, non è agli inizi del percorso lavorativo, e quindi non è sorretto dal naturale entusiasmo dei neofiti, ma sente di essere insoddifatto dei livello raggiunto e non sa cosa fare , perchè troppo tardi per cambiare lavoro o perchè troppo specializzato( io ho alle spalle una scuola di psicoterapia ed un master) o perchè non si sa fare altro ( ho alle spalle il liceo classico). Preciso io ho sempre lavoricchiato, dico così perchè lo stipendio non è mai stato sufficiente alla mia sussistenza economica, prima come coordinatore e ora come psicologa in diversi ambiti.Ma ogni anno la spada di damocle incombe: e se non rivincono l'appalto e mi lasciano a casa,e se non arrivano i finanziamenti e mi lasciano a casa...ecc. Ho l'impressione di non aver costruito nulla,di poter perdere tutto e l'idea di dover ricominciare di nuovo a costruirmi i contatti a fare marketing di lottare con chi, più giovane, si vende a poco, mi distrugge. Molte volte vorrei abbandonare tutto, stare a casa a fare la casalinga e farmi mantenere da mio marito, soprattutto in questo periodo che sono stata chiamata per diverse proposte ma o per mancanza di finanziamenti o perche c'è il raccomandato di turno più forte di me,mi vien detto " mi dispiace lavori bene ma..." ; io sono stufa dei " lavori bene" e poi non se ne fa niente se non conosci l'assessore, il poltico, il prete di turno. 35enni di ops qual'è la vostra situazione lavorativa, a questo punto della vita, professionalmente come vi sentite.
Una psicologa confusa e amareggiata!!!!
ciao a tutti, io di anni ne ho 37,lavoro come educatrice frustrata e sottopagata, ogni giorno penso ad una alternativa possibile di lavoro che mi possa dare maggiori soddisfazioni ma, purtroppo con la maturità scientifica, laurea in psicologia, 2 master, uno in psicologia scolastica sul quale avevo puntato molto e uno sulle relazioni familiari, non è che si possa fare molto altro!fortunatamente ho la vita familiare che mi aiuta ad essere più serena, un marito, con un lavoro un po' più soddisfacente e un bambino che è la gioia più grande!ora sto valutando l'idea o dell'insegnamento (anche se non è molto facile nemmeno quella) o di fare una scuola di specializzazione in psicoterapia, anche se non avendo poi la certezza comunque di un lavoro investire ancora soldi è molto impegnativo, sono molto indecisa ma non riesco nemmeno ad abbandonare la speranza un giorno di poter fare quello per cui ho studiato e che mi piacerebbe fare, anche se, a quest'età ormai laureati in altre facoltà lavorano già facendo quello per cui hanno studiato!!!sono molto delusa anche dal nostro ordine che ogni anno mi domando se sia il caso di continuare a pagare visto l'aiuto che ci fornisce!!! e sono molto amareggiata nel sentire che la situazione è così per molti di noi... in bocca al lupo a tutti.
Un'ultima cosa: qualcuno mi saprebbe dire dove si dovrebbero fare gli esami per integrare il piano di studio ai fini dell'insegnamento?sempre alla facoltà di psicologia?grazie, Elena
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Citazione:
Originalmente inviato da
psicologo
Ciao a tutti/e.
A settembre compirò 35 anni e, pensando a come ho speso professionalmente questa mia parte di vita, vengo presa da un grande sconforto. In questo spazio vorrei confrontarmi soprattutto con chi, come me, non è agli inizi del percorso lavorativo, e quindi non è sorretto dal naturale entusiasmo dei neofiti, ma sente di essere insoddifatto dei livello raggiunto e non sa cosa fare , perchè troppo tardi per cambiare lavoro o perchè troppo specializzato( io ho alle spalle una scuola di psicoterapia ed un master) o perchè non si sa fare altro ( ho alle spalle il liceo classico). Preciso io ho sempre lavoricchiato, dico così perchè lo stipendio non è mai stato sufficiente alla mia sussistenza economica, prima come coordinatore e ora come psicologa in diversi ambiti.Ma ogni anno la spada di damocle incombe: e se non rivincono l'appalto e mi lasciano a casa,e se non arrivano i finanziamenti e mi lasciano a casa...ecc. Ho l'impressione di non aver costruito nulla,di poter perdere tutto e l'idea di dover ricominciare di nuovo a costruirmi i contatti a fare marketing di lottare con chi, più giovane, si vende a poco, mi distrugge. Molte volte vorrei abbandonare tutto, stare a casa a fare la casalinga e farmi mantenere da mio marito, soprattutto in questo periodo che sono stata chiamata per diverse proposte ma o per mancanza di finanziamenti o perche c'è il raccomandato di turno più forte di me,mi vien detto " mi dispiace lavori bene ma..." ; io sono stufa dei " lavori bene" e poi non se ne fa niente se non conosci l'assessore, il poltico, il prete di turno. 35enni di ops qual'è la vostra situazione lavorativa, a questo punto della vita, professionalmente come vi sentite.
Una psicologa confusa e amareggiata!!!!
ciao a tutti, io di anni ne ho 37,lavoro come educatrice frustrata e sottopagata, ogni giorno penso ad una alternativa possibile di lavoro che mi possa dare maggiori soddisfazioni ma, purtroppo con la maturità scientifica, laurea in psicologia, 2 master, uno in psicologia scolastica sul quale avevo puntato molto e uno sulle relazioni familiari, non è che si possa fare molto altro!fortunatamente ho la vita familiare che mi aiuta ad essere più serena, un marito, con un lavoro un po' più soddisfacente e un bambino che è la gioia più grande!ora sto valutando l'idea o dell'insegnamento (anche se non è molto facile nemmeno quella) o di fare una scuola di specializzazione in psicoterapia, anche se non avendo poi la certezza comunque di un lavoro investire ancora soldi è molto impegnativo, sono molto indecisa ma non riesco nemmeno ad abbandonare la speranza un giorno di poter fare quello per cui ho studiato e che mi piacerebbe fare, anche se, a quest'età ormai laureati in altre facoltà lavorano già facendo quello per cui hanno studiato!!!sono molto delusa anche dal nostro ordine che ogni anno mi domando se sia il caso di continuare a pagare visto l'aiuto che ci fornisce!!! e sono molto amareggiata nel sentire che la situazione è così per molti di noi... in bocca al lupo a tutti.
Un'ultima cosa: qualcuno mi saprebbe dire dove si dovrebbero fare gli esami per integrare il piano di studio ai fini dell'insegnamento?sempre alla facoltà di psicologia?grazie, Elena
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
ciao a tutti..mi unisco al coro di chi fa bilanci anche se da buona ottimista non li reputo così negativi..
ho 29 anni e lavoro da quando ho cominciato l'università..lavori poco attinenti ma che mi hanno permesso di finire gli studi senza dover chiedere troppo ai miei genitori..
a 4 anni dalla laurea mi trovo a la vorare per una cooperativa..ovviamente..in una casa famiglia e sinceramente credo che sia semrpe meglio essere sottopagati in un lavoro chein cui la nostra competenza e conoscenza valga qualcosa..
nel frattempo ho fatto 2 master e quest'anno mi sono trovata davanti il dilemma di iscrivermi ad una scuola di specializzazione a cui ho dovuto rinunciare a favore della fondazione di un'associazione che gestisce un centro polifunzionale per la famiglia a roma..ci credo molto anche se le spese sono tante..e ho dovuto accantonare la scuola per ora..chissà..
cmq..il senso di tutto questo secondo me sta nel fatto che abbiamo scelto un lavoro indispensabile per il benessere di tutti ma capito da pochi..
prima o poi arriverà il riscontro..ne sono sicura..
nel frattempo teniamo duro..
buone vacanze a tutti
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Io cerco di consolarmi così
Mi dico: ma esisterà un'altra categoria professionale come la nostra, con un forum così ricco, bello e lamentoso? Avete mai trovato un forum di medici precari, avvocati precari, architetti disperati?
Ho notato che noi psicologi ci lamentiamo della precarietà, vorremmo il lavoro fisso, ma se ci pensiamo bene i commercialisti, gli avvocati, gli architetti sono liberi professsionisti come noi, saranno partiti bassi e poi se sono stati bravi-e per bravi intendo una serie ampissima di cose belle e brutte- campano con il loro lavoro.
Leggevo in un blog di precari, trovato tra l'altro qui su ops, che gli architetti non se la passano mica tanto meglio di noi...e gli studi universitari credo siano un pò più impegnativi dei nostri.
Io me lo dico per cercare di consolarmi un pò, ma è vero: un pò siamo in un momento storico difficile, un pò la categoria è inflazionata, quindi è dura ma non si deve soccombere.
A me spesso mi viene la depressione leggendo la precarietà in cui siamo tutti noi, la fatica, le raccomandazioni, i lavori sottopagati e così via...poi quando voglio farmi proprio del male, sbircio sui siti di psicologi come me, o più giovani, e sembra che facciano mille cose e mi dico: ma sarò deficiente io che mi sembra di non avere tempo e denaro per tutti qui corsi e master o lavori su lavori...poi dico
STOP
smetto di piangermi addosso e di fare la vittima e cerco di trovare i lati positivi in quello che ho fatto e che sto facendo, CERCO DI CAPIRE DOVE HO SBAGLIATO e provo ad aggiustare il tiro.
Funzionerà? O sarò l'ennesima volpe che non arriva all'uva?
Ciao!!!
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Citazione:
Originalmente inviato da
talpa979
...a 4 anni dalla laurea mi trovo a la vorare per una cooperativa..ovviamente..in una casa famiglia e sinceramente credo che sia semrpe meglio essere sottopagati in un lavoro chein cui la nostra competenza e conoscenza valga qualcosa...
Io sarò vecchio, ma continuo a pensare che l'uomo non vive di solo pane, ma anche di un poco di salame tra le fette. Quindi, ad un lavoro mal pagato, ne preferisco uno ben pagato.
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Io di anni ne ho 30, ma i primi bilanci inizio a farli "già" da adesso. Guardando al passato penso di aver fatto tanti errori ma di essermi sempre ripreso, e da essi aver imparato comunque qualcosa. Forse l'errore più grande l'ho fatto a 18 anni quando non ho seguito il consiglio di un professore "illuminato": "andatevene all'estero finché potete", lo ripeteva sempre. Ed oggi posso dire che era il passo giusto da fare era quello. Ma gli affetti, la famiglia, l'amore per la mia città, la paura...ed ora eccomi qua. Come vedo il futuro del nostro paese? Nero. Come vedo il futuro della nostra professione? Nerissimo. Siamo in un paese a crescita zero, stiamo progressivamente perdendo terreno nei confronti delle altre nazioni. Il potere di acquisto sta inesorabilmente calando: tra qualche anno non ci saranno nemmeno più i soldi per andare dal medico. La voce di spesa "psicologo" sarà considerata fondamentale dalle famiglie italiane? Oppure per comprare da mangiare risparmieranno sulla psicoterapia? E le aziende si affideranno al consulente psicologo? Credo proprio di no!. Attualmente siamo costretti a fare lavori che con la nostra professione non hanno nulla a che vedere. Su, pensa che comunque stai imparando un mestiere mentre ti sottopagano: mandiamo giù la pillola così. Non ho i dati, ma sento di poter affermare che mezza psicologia in Italia si regge (economicamente) sulla formazione dei futuri colleghi. Nella clinica i pazienti sono pochi per tutti gli psicologi. Per ciò che concerne gli altri campi, una politica professionale “miope” ha permesso l’ingresso nel settore di numerosi concorrenti (autorizzati o meno). Qualcuno dirà: “smettila di lamentarti ed impegnati per cambiare le cose”. Mi sto muovendo in questa direzione da sempre. E dico che le più grandi resistenze al cambiamento non le ho trovate nei “rivali” ma tra i colleghi. Perché è facile trincerarsi dietro la visione comune della psicologia. Perché ci sono colleghi felici di pagare 6000 euro l’anno per specializzarsi. Perché c’è chi è soddisfatto di fare l’educatore al posto dello psicologo perché tanto da ogni situazione lavorativa si impara qualcosa. Spero di non aver offeso nessuno con le mie parole, nel caso chiedo scusa ma tanta è l’amarezza che alcune volte esagero. Ed esagerando vi dico: se conoscente qualcuno che può darvi una spinta fatevi aiutare, altrimenti informatevi sul costo del biglietto aereo per la destinazione che più vi piace. Magari mi deciderò anche io ad andarmene o magari mi metterò a fare un altro lavoro.
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Citazione:
Originalmente inviato da
psicologo
Ciao Lugana,
complimenti per l'incarico da giudice onorario. Come hai fatto? Hai partecipato all'ultima selezione? Ho sempre pensato fosse un incarico riservato a persone con titoli e pubblicazioni. Quindi ce la si può fare?
Ciao,
ho partecipato al bando allegando tutti i miei titoli, poi sono stata contattata per un colloquio con altre centinaia di persone, e dopo molti mesi (non ci pensavo proprio più), insapettatamente, mi hanno convocata, dicendomi che ero stata presa!!!!
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Grazie Lugana,
se posso permettermi, quali erano i tuoi titoli? Mi servirebbe saperlo per capire se avrei potuto parteciparvi anch'io. Sai io mi sono frenata perchè come al solito non mi ritengo abbastanza idonea. Io ho una scuola di specializzazione ed un master in psicologia giuridica e le esperienze di lavoro già citate. E tu?
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Citazione:
Originalmente inviato da
psicologo
Grazie Lugana,
se posso permettermi, quali erano i tuoi titoli? Mi servirebbe saperlo per capire se avrei potuto parteciparvi anch'io. Sai io mi sono frenata perchè come al solito non mi ritengo abbastanza idonea. Io ho una scuola di specializzazione ed un master in psicologia giuridica e le esperienze di lavoro già citate. E tu?
in attinenza al ruolo in tribunale, mi sono occupata e mi occupo tuttora di psicologia giuridica, soprattutto nel campo delle adozioni e dell' abuso minorile, ed ho una miriade di attestati anche corposi relativi a questo settore ed ho esperienza nell' ambito neuropsicologico, in quanto ho collaborato con il dipartimento di neuroscienze cliniche. La specializzazione per me è ancora in corso. Io ho imparato a buttarmi rischiamndo anche di prendere cantonate, però come vedi a volte si viene ripagati...
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willy61
Io sarò vecchio, ma continuo a pensare che l'uomo non vive di solo pane, ma anche di un poco di salame tra le fette. Quindi, ad un lavoro mal pagato, ne preferisco uno ben pagato.
sono d'accordo con te, non lavorerei mai in una comunità, dove ti ritrovi a fare i piatti, lavare il pavimento (qui in Sicilia i colleghi che fanno questo lavoro mi dicono che è ordinaria amministrazione), o male che vada, lavare i bimbini, per di più con una retribuzione ridicola che SE arriva, arriva dopo mesi e mesi di volontariato...
E' assurdo che della gente laureata permetta di essere umiliata così, il problema secondo me è che di gente che accetta tali condizioni se ne trova sempre purtroppo, se non lo facesse più nessuno, forse le comunità cambierebbero atteggiamente, ma fino a quando troveranno "polli da spennare" la situazione non cambierà....
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Riferimento: 35 Anni: Tempo Di Bilanci
Bilancio di una trentenne a Ottobre:
età: 30 a Ottobre
condizione contrattuale: precaria appunto: a Ottobre: fuori!
retribuzione: 1300 euro al mese più i ticket x 14 mesi
professione: segretaria
attinenza con la psicologia....:ehm:
E dire che avevo scelto di fare la segretaria per avere più stabilità contrattuale... invece, volendo fare il salto di qualità son rimasta impegolata nella spirale del lavoro a tempo determinato, per cui, mia cara 35enne, secondo me fai bene a continuare il percorso in una professione in cui credi. Nonostante tutto, sei riuscita a formare una famiglia cosa che io ho una paura incredibile di fare, non fosse altro perchè, appunto, se anche tutto va' bene e mi rinnovano il contratto, arriverò a 31 anni precaria....e i figli???
Quando li faccio? E vivere col fidanzato? Con quello che spende?E se non mi rinnovano il contratto?
Però io non me la sono sentita di affrontare le peripezie che sento raccontare in queste pagine. Purtroppo anch'io non ho mai fatto scuole per fare un'altro lavoro e posso solo vendere l'inglese che è migliorato a furia di lavorare traducendo articoli scientifici. A quanto pare vale più di 6 anni di studio, visto che per fare l'educatrice mi pagavano 6.30 euro l'ora....ferie e malattie...ahahaha
insomma, secondo me non è giusto che persone che investono anni e anni di studio, con poi tutti i sacrifici che comporta, si trovino a dover gioire di una carica che a loro è stata assegnata, a centinaia di altre persone, con competenze simili, no.
Apprezzo moltissimo la riflessione di Psicobart: secondo me ha dipinto un quadro perfetto della situazione. Il lavoro di psicologo clinico è anche utile, ma è un bene di lusso, ed in Italia stiamo andando verso una situazione in cui ci fermiamo a riflettere quale tipo di carta scottex costa di meno per decidere quale comprare.
Però poi mi rimane una rabbia profonda e costante: le mie colleghe che hanno fatto la scuola di interpreti e traduttori avranno 25, 28 anni(con 4 anni di esperienza alle spalle). per loro affrontare un anno e tre mesi di lavoro precario è stato una passeggiata. Quando sarà il momento di confermarmi, non si fermeranno forse a riflettere sulla possibilità che son in età da figli? E tutto per cosa? Per aver voluto fare un'università che mi piaceva? per aver voluto terminare il percorso di studi?
Io credo che qualcuno debba assumersi la responsabilità di comunicare ai nuovi iscritti quello a cui vanno incontro. Come andy66 fa' notare nel post iniziale, a molti fa' comodo che cio siano "polli da spennare" per insegnare nuove pseudo-professioni.
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Aggiungo poerò, che, al contrario di Paolaluna, a me il mio lavoro piace molto e che, come dice Willy, occasioni di usare la psicologia ce ne sono ogni giorno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Quello che mi fa' girare i cosiddetti è la situazione lavorativa in generale, cioè, voglio dire, perchè, per il solo fatto di aver fatto una determinata scelta universitaria, dobbiamo finire col guadagnare meno di un operaio?
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che desolazione leggere queste pagine! sono una studentessa (ho appena concluso il primo anno), e sentire i vostri mi fa davvero venire dubbi e perplessità sulla mia scelta, della quale sono sempre stata più che convinta.
mi chiedo solo se questa è una situazione riservata agli psicologi, o se invece è la realtà per molte altre figure professionali...
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BabyGrand
che desolazione leggere queste pagine! sono una studentessa (ho appena concluso il primo anno), e sentire i vostri mi fa davvero venire dubbi e perplessità sulla mia scelta, della quale sono sempre stata più che convinta.
mi chiedo solo se questa è una situazione riservata agli psicologi, o se invece è la realtà per molte altre figure professionali...
sinceramente....tu sei ancora in tempo per cambiare facoltà, sei solo al primo, pensa che hai davanti almeno altri 4 anni di studio più uno di tirocinio gratuito, più eventualmente altri 4 di specializzazione con relativo tirocinio gratuito, e probabilmente, se lavorerai sarai perennemente precaria e sottopagata
Questa è la dura realtà, quantomeno è giusto saperlo
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Ciao Babygrand, un'altro aspetto da considerare è la non facile spendibilità del ns percorso di studi. per es. in Lombardia molti comuni, case di riposo, comunità ecc. vogliono solo laureati in scienze dell'educazione, e lo specificano spesso negli annunci, e quindi oltre a non avere un posto per noi, anzi subiamo la concorrenza di figure spurie, dobbiamo prendere l'elemosina delle altre figure professionali. A milano gli psicologi vengono impiegati nell'adm ma solo perchè non ci sono abbastanza educatori. è importante che tu sappia le difficoltà che troverai per vivere di questo lavoro, la maggior parte non vive di questo lavoro... e alla lunga pesa!
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Il fatto che che io sono convinta che questa sia una situazione diffusa non solo per gli psicologi, ma anche per molte altre figure professionali. Non vorrei cambiare facoltà, rinunciare ai miei sogni, per poi trovarmi nella stessa situazione, con l'aggravante di aver intrapreso un percorso che non mi piace, che non è quello che desideravo.
A me piacerebbe molto lavorare nell'ambito della neuropsicologia, e magari riuscire ad aprire uno studio. è davvero così impossibile? è stato un caso conoscere psicologi che lavorano e che sono soddisfatti del loro lavoro?
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io ho 30 anni,specializzata in criminologia e grafoanalisi,...lavoro come educatrice presso una scuola,ma lascerò perchè fa schifo e ti pagano una cavolata e faccio,sempre come educatrice adm.
per fortuna collaboro con un policlinico privato come psicologa e in 2 anni che è aperto ho visto 7 pazienti,ma cose minime rimangono poco essendo privato...
la situazione è vergognosa perchè la gente che lavora nel nostro campo è sempre solo il raccomandato di turno,spesso incompetente(constatato personalmente nella neuropsichiatria del mio paese),se non hai appoggi non si riesce a fare proprio un bel niente....
inoltre l'ordine non ci tutela permettendo che la figura dell'educatore spesso si sostituisca alla nostra...
in più le coop.mangiano sopra il nostro lavoro e questo non è onesto...
infine le università di pscio ci propongono facciate rosa quando ci iscriviamo assolutamente infondate,l'avessi saputo avrei tutt'altro.
insomma per fortuna i miei hanno un'azienda,credo finirò lì perchè proprio non vedo nessun'altra chance!!
grazie Italia!!
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Ciao a tutti! Come si suol dire: mal comune, mezzo gaudio :jd: La mia vita non è diversa dalle vostre: 31 anni, diploma di maturità scientifia, laurea in psicologia, 3° anno di scuola di specializzazione. Lavoro come insegnante di sostegno in una scuola privata ma è veramente uno schifo: praticamente la mia professionalità deve essere calpestata sotto i piedi ogni giorno perchè la collega di classe, lì da 28 anni, non ha un brciolo di formazione nel settore handicap e ha delle pretese assurde! Risultato? Passo la maggior parte del tempo con i mio alunno in un "aula di sostegno", sapendo che faccio solo il suo male ma non potendo fare altrimenti! Non parliamo del lavoro di psicologa! Ho tentato anch'io di fare il "grande passo" e ho aperto p.iva e studio ma ancora niente all' orizzonte! E quanti curriculum ho inviato, in quanti posti sono stata a far colloqui... E poi mi ritrovo la sera su internet in attesa di un miracolo che so che non avverrà mai! Mio marito mi dice che sarebbe meglio che facessi la casalinga e la mamma a tempo pieno ma nonostante tutto io credo troppo in questa professione e il lavoro da insegnante è solo l' entrata economica che mi permette di continuare a sperare che un giorno ce la farò anch'io, che magari mi sveglierò al mattino senza la nausea di una vita che non mi appartiene... Io continuerò a crederci e se non basta sono disposta anche ad emigrare, ma la mia carriera è davvero importante! Come qualcuno ha già detto: "Grazie Italia!". Viviamo in un Paese che sta andando con le gambe all' aria e niente funziona come dovrebbe!:bleah:
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Sebbene questo 3d abbia assunto come prevedibile contorni drammatici, spesso retorici, ma anche purtroppo reali di una professione che secondo me si è "venduta male" anzi non si è proprio saputo vendere... quanto leggiamo qui è il risultato di una mancata o errata imprenditoria del settore e credo che da una semplice analisi sia evidente... quale immagine dello psicologo è stata "venduta" negli ultimi 20 anni? quale interiorizzata dalla comunità? Secondo me la questione è tutta qui!
Se oggi leggo che lo psicologo clinico "medio" pur di racimolare qualche soldo fa altro (educatore, volontario, call center, adm...); se oggi la formazione non fa altro che sfornare futuri formatori/formandi invece che professionisti attivando un ormai consolidato circolo vizioso; se chi seleziona altro in contesti lavorativi il cui fabbisogno è la figura da psicologo è proprio uno psicologo... se cari colleghi non siamo capaci di fare gruppo fra noi e noi (non l'Ordine) cambiare quest'immagine professionale che ormai troviamo radicata in giro (Carli ci ha fatto un libro) e renderla competitiva, efficace, indispensabile tra la collettività... allora sì che tra 35 anni mi divertirò davvero a leggere cosa potrà essere divenuta una professione come questa :yahoo:
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Andy66_rm
se cari colleghi non siamo capaci di fare gruppo fra noi e noi (non l'Ordine) cambiare quest'immagine professionale che ormai troviamo radicata in giro
Purtroppo dal basso possono solo partire le proposte, i cambiamenti si fanno dall'alto. Purtroppo lo scarto di potere tra chi inizia una professione e chi difende il proprio ruolo è troppo ampio. Si può fare gruppo ma se non ci sono gli strumenti per produrre il cambiamento serve a poco. Di più, l'unico movimento associazionistico realmente esistente nel nostro mondo professionale è quello riconducibile alla formazione psicoterapica privata oppure al sindacato dei lavoratori pubblici. Ed ovviamente la loro missione non è difendere gli interessi di giovani colleghi PSICOLOGI (NON-PSICOTERAPEUTI). Mi permetto di dare un consiglio a tutti: studiatevi le leggi che regolano la nostra professione, non prendete come oro colato quello che vi dicono rispetto a ciò che potete fare o non potete fare come psicologi. Fatevi un'idea vostra, rispettate la vostra morale e seguite la vostra etica, ed in caso di dubbio chiedete un parere alle autorità preposte al controllo dell'esercizio della nostra disciplina. Chiedete però pareri su casi specifici, in questo modo forzerete una riflessione da parte di chi esercita il potere.
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PsicoBart
Purtroppo dal basso possono solo partire le proposte, i cambiamenti si fanno dall'alto. Purtroppo lo scarto di potere tra chi inizia una professione e chi difende il proprio ruolo è troppo ampio. Si può fare gruppo ma se non ci sono gli strumenti per produrre il cambiamento serve a poco. Di più, l'unico movimento associazionistico realmente esistente nel nostro mondo professionale è quello riconducibile alla formazione psicoterapica privata oppure al sindacato dei lavoratori pubblici. Ed ovviamente la loro missione non è difendere gli interessi di giovani colleghi PSICOLOGI (NON-PSICOTERAPEUTI). Mi permetto di dare un consiglio a tutti: studiatevi le leggi che regolano la nostra professione, non prendete come oro colato quello che vi dicono rispetto a ciò che potete fare o non potete fare come psicologi. Fatevi un'idea vostra, rispettate la vostra morale e seguite la vostra etica, ed in caso di dubbio chiedete un parere alle autorità preposte al controllo dell'esercizio della nostra disciplina. Chiedete però pareri su casi specifici, in questo modo forzerete una riflessione da parte di chi esercita il potere.
... e chi esercita il potere se non noi? sì proprio noi che scriviamo su questo forum... Perchè delegare a chissà quale astratta entità il nostro futuro? La storia ci insegna che i cambiamenti partono dal basso altrimenti staremmo ancora ai tempi del Papa-Re e della ghigliottina... iniziamo ad es. a evitare di contattare e nutrire contesti altri dalla psicologia, iniziamo a disertare scuole che non insegnano una professione ma arricchiscono solo i nostri CV... certo, ci vuole coraggio, tanto coraggio e indipendenza economica... ma se vogliamo evitare che una professione come la nostra riacquisti valore e dignità tutto deve iniziare dal giovane, dal gruppo compatto, motivato, intenzionato a cambiare uno scenario che troppi nostri predecessori hanno reso arido.
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Originalmente inviato da
Andy66_rm
... e chi esercita il potere se non noi? sì proprio noi che scriviamo su questo forum... Perchè delegare a chissà quale astratta entità il nostro futuro? La storia ci insegna che i cambiamenti partono dal basso altrimenti staremmo ancora ai tempi del Papa-Re e della ghigliottina... iniziamo ad es. a evitare di contattare e nutrire contesti altri dalla psicologia, iniziamo a disertare scuole che non insegnano una professione ma arricchiscono solo i nostri CV... certo, ci vuole coraggio, tanto coraggio e indipendenza economica... ma se vogliamo evitare che una professione come la nostra riacquisti valore e dignità tutto deve iniziare dal giovane, dal gruppo compatto, motivato, intenzionato a cambiare uno scenario che troppi nostri predecessori hanno reso arido.
A parte rari esempi, la storia ci insegna che i cambiamenti sociali avvengono quando qualcuno che sta già al potere (o li nei dintorni) cavalca il malcontento generale facendo proprie alcune delle proposte che vengono dal basso. Per questo secondo me è importante fare quante più richieste di cambiamento al potere. Davanti a tante richieste legittime alcune dovranno necessariamente essere accolte: anche nell'ottica di auto-protezione da parte di chi detiene il potere.
Sull'attivarsi in prima persona siamo in totale accordo. Parlando di psicoterapia. Secondo me il problema non è nelle scuole che non insegnano la professione (non so nemmeno se ce ne siano, io do per scontato che un istituto riconosciuto sia valido). A livello morale trovo pessimo che si faccia pagare così tanto un percorso formativo che non garantisce spendibilità professionale. O meglio che si limita ad erodere (spesso a sproposito) il campo di applicazione della psicologia.
Ovviamente la formazione post-laurea non è l'unico male della nostra professione ma è sicuramente un campo che andrebbe totalmente rivisto. Poi ci sarebbero da rivedere (nel senso di facilitarle) le questioni legate alla pubblicità della propria attività, all'utilizzo degli strumenti informatici, all'attività peritale. Ad esempio non sarebbe male consentire ai giovani iscritti di acquistare a prezzi ridotti il materiale testologico. Oppure magari verificare perché ci sono così pochi psicologi che lavorano nella selezione.
Ma se su queste questioni non discutono le autorità, che cambiamenti si possono ottenere. Non è certo infrangendo le regole, per quanto assurde, che si può cambiare la situazione.
Proporre modifiche questo si che si può fare. Poi però penso che l'unica sollevazione di massa è avvenuta quando qualcuno ha cercato di modificare la legge sulla psicoterapia. E così mi cadono le braccia. Un po come mettere a posto la propria stanza mentre il palazzo sta crollando.