Una informazione:
quando si legge Psicodinamica significa che nella cura si instaura il meccanismo transfert-controtransfet?:rolleyes:
Grazie
Printable View
Una informazione:
quando si legge Psicodinamica significa che nella cura si instaura il meccanismo transfert-controtransfet?:rolleyes:
Grazie
Posta cosi', la domanda è un po' troppo generica; Psicodinamica, puo' essere una teoria, una psicoterapia, che prevede nel corso del proprio andamento, l'instaurarsi di meccanismi di transfert e controtransfert. Pero', in realta', il transfert ed il controtransfert, si instaura anche in altre terapie, diverso è il modo in cui viene concettualizzato ed utilizzato o non utilizzato, al contrario.
Il termine psicodinamico, puo' riferirisi anche a dei processi mentali propri dell'individuo.
Come vedi, dato che la sua accezione puo' essere molto vasta, dovresti provrare a contestualizzarlo un pochino, per capire a cosa vorresti riferirti tu di preciso.
Cmq, se tu vuoi sapere se nelle terapie psicodinamiche o psicoanalitiche si instaura e viene analizzato il transfert ed utilizzato il controtransfert, in generale,la risposta, è si.
Spero di essere stata chiara e che eventualmente, qualcuno possa aiutarti meglio di me.
Ciao:ciao:
grazie del chiarimento :)
Ciao Fantasy,
indirizzo la tua domanda in questa area.
Ciaociao :)
domanda un po' generica, iniziamo dall'etimo:
Dinamica: dal greco ‘dinamikòs’, da ‘dinamis -eos’, "forza", "potenza".
Quindi la psicologia dinamica è un approccio che considera l'apparato psichico come un insieme formato da varie forze che interagiscono tra loro. Queste possono essere in equilibrio, oppure creare dei conflitti più o meno forti (quando il conflitto è molto forte alla abbiamo una psicopatologia).
Della psicologia dinamica fanno parte varie teorie: la psicoanalisi è certamente la più famosa (quindi le "forze" in questione sono l'inconscio, il conscio, l'Io, Es, Super-io), ma ce ne sono anche altre, per esempio l'analisi transazionale di Berne, (le "forze" in questo caso sono l'Io Bambino, Adulto, Genitore), o la Psicologia Analitica di Jung.
In Psicoanalisi, è stato elaborato il concetto di "transfert" (Freud 1905) e quindi successivamente quello di "controtransfert" (Freud 1910). Quindi nella terapia psicoanalitica esistono i fenomeni di transfert e controtransfert.
da quello che ho capito quando si parla di terapia psicodinamica, o si incontra l'aggettivo "psicodinamico" ciò presuppone il concetto psicoanalitico di transfert e controtransfert mentre le altre psicoterapie non comprendono, non usano o non istaurano tale dinamica, o caratteristica o elemento all'interno della cura....
Ci sono anche psicoterapie che utilizzano il transfert in modo diverso da come viene utilizzato all'interno della psicoanalisi, o da terapie psicodinamiche, quali ad es., la terapia della gestalt o la terapia cognitiva piu' moderna. Cmq, il suo ambito principale, rimane quello psicoanalitico, dove fu utilizzato fin dall'inizio, mentre il controtransfert (successivamente, fu scoperta anche l'esistenza di un transfert dell'analista vs l'analizzando), fu scoperto e, soprattutto, si comprese la possibilita' di utilizzarlo a fini terapeutici, solo parecchio tempo dopo.
Ciao:)
Io penso che ciò che contraddistingue la psicologia dinamica non sia l'uso del transfert e controtrasfert, ma piuttosto la concezione secondo cui la psiche sia caratterizzata da forze più o meno in coflitto tra loro. Concordo pienamente, infatti, con quanto ha postato Ras.
A me sembra che a Fantasy interessi piu' l'aspetto del transfert e del controtransfert, dato che le è stato cmq detto che il concetto di Psicodinamica, puo' esssere inteso secondo diverse accezioni, tra cui quella di un livello teorico, mentre lei ha immediatamente e successivamente parlato di qs argomento specifico.
Cio' a prescindere dal fatto che la teoria del conflitto da voi citata è freudianamente parlando, esatta.
Ciao:ciao:
Ma il transfert è qualcosa che si instaura in ogni caso (a mio modesto parere):c'è il fatto che se non viene posto in luce o considerato come dinamica affettiva-effettiva del singolo esso può anche non essere,per così dire, notato e scorrere come un libero ruscello di montagna prendendo di volta in volta le conformazioni del territorio...a Freud non poteva sfuggire una dinamica di tal fatta:in fondo è ovvio (per chi pensa ad un livello psico-dinamico) che lo sfondo inconscio dal quale emerge l'io utilizzi (in maniera complessa per l'io ma in realtà molto semplice per il livello primitivo dell'inconscio) tutti i dati,le sensazioni,le appercezioni,i pensieri complessi,le figure passate che ha a disposizione (a livello biografico) e le disponga secondo,perchè no,una certa 'logica' che ripeto è una logica primitiva lontana dalle ambizioni dell'io ma adattiva al tempo stesso...le 'strategie' di approssimazione all'inconscio,generalmente, mettono in luce i modi della proiezione che retro-agiscono alle spalle di una relazione complessa qual è quella analitica...
Saluti,
Luigi
Le terapie psicodinamiche brevi, che furono inizialmente concettualizzate ed utilizzate, ad es., G. Alexander e French, nella Scuola di Chicago, Malan (Tavistock Clinic, Londra), Mann, Davanloo(qs ultimi due precisano quali tipi di pz non siano candidabili alla terapia dinamica breve, come coloro che si trovano in uno stato psicotico acuto, che hanno bisogno disperato di rel oggettuali ma non riescono a tollerarle, chi si trova in profondissima depressione) si focalizzano molto sul transfert, per fare un esempio; le terapie psicoanalitiche relazionali centrate sulla Teoria dell'Attaccamento, utilizzate soprattutto con gli adolescenti, utilizzano il transfert in un'altra accezione, ritenendo che esso nel suo manifestarsi vs il terapeuta, permette una visione di uno spaccato degli schemi di attaccamento che caratterizzano l'individuo vs i genitori e conseguentemente, vs gli altri. In linea molto generale, il fine della presa di coscienza di qs schemi da parte dell'adolescente e del relativo e complementare modo di porsi nei suoi confronti da parti dei genitori, è quello di riuscire a fargli accettare i limiti che tali forme di attaccamento stesso possono presentare; cio' soprattutto, rispetto a genitori molto problematici che hanno avuto conseguenze negative sul figlio, e di riuscire a "guardare" altrove per trovare cio' che si cerca.
Alcune terapie cognitive moderne, tipo quella strutturalista, utilizza il concetto di transfert in un'accezione diversa da quella psicoanalitica, definendo il terapeuta, per il ruolo che viene ad assumere a livello affettivo per il pz, come "pertubatore interno". Nella terapia della gestalt, c'è piu' di un orientamento, per cui il transfert seppure si verifica, spesso vi è una gestione diversa dello stesso; ad es., le emozioni possono essere amplificate con determinate tecniche, in modo da farle esperire al pz, senza necessariamente "analizzarle" nel senso classico del termine. Alcuni terapeuti gestaltici, pur riconoscendo il verificarsi del fenomeno del transfert, ritengono che una sua analisi, andrebbe a discapito del pz, rafforzando ad es., le sue difese. Tieni conto che si tratta di una terapia centrata sul "qui ed ora" e che punta a sviluppare in modo creativo, con una propria metodologia, le risorse interne del paziente stesso e che spesso il passato viene ugualmente a galla nel presente e ad es., con la tecnica del genogramma ed altre tecniche usate per "chiudere le esperienze problematiche".
Ci sono poi le terapie psicodinamiche di gruppo, dove ugualmente, vi sono intensi processi transferali. (v. ad es. Bion)
Considera poi che il transfert, è un fenomeno che si verifica sempre; per quanto riguarda lo specifico della psicoanalisi, molto sta all'abilita' dell'analista nel cogliere cio' che sta avvenendo e tradurlo in tempi e modi debiti, in interpretazioni utili all'analizzando. E per il processo analitico stesso, cosi' come cogliere il senso del proprio personale controntransfert o transfert vs il pz e saperlo costruttivamente utilizzare per gli stessi scopi.
Ciao:ciao:
Scusate qualcuno sa a chi devo rifarmi per avere informarzioni sull'approccio psicodinamico ad orientamento psicoanalitico, cioè chi sono i pilastri di questo approccio?? Grazie mille, mi serve per la tesi e sono disperata............
Cioè?...
La psicoanalisi tutta è il pilastro di questo approccio. Dipende in ogni caso dal tipo di tesi: qual è l'argomento che delinei? A quali conclusioni vuoi giungere o far giungere il tuo pensiero? E' un discorso critico verso alcuni particolari orientamenti nell'ambito della psicoanalisi stessa?
Mi sembra un discorso molto complesso e la tua domanda è poco chiara a meno che tu non debba fare un resoconto prettamente storico delle teorie psicodinamiche e allora l'opzione migliore sarebbe iniziare da un buon vecchio manuale.
Saluti,
Luigi
Scusami ma qual'è la tua domanda?
Che significa "approccio psicodinamico ad orientamento psicoanalitico?"
Dovresti spiegare meglio qs concetto, soprattutto se ti serve per la tesi, a meno che la domanda non abbia un senso diverso che vuole giungere a qualche particolare conclusione, io ti consiglierei, di riformulare piu' chiaramente la domanda e, poi come ti ha detto Luigi, di consultare i maggiori manuali in tal senso.
Logicamente, se devi fare un tracciato storico non puoi che partire dal fondatore, cioè Freud ed ev. i suoi riferimenti antecedenti, per procedere poi in progressione; se invece devi riferirti ad es., agli approcci psicodinamici derivati dalla psicoanalisi, dovresti almeno indicare a quali tipi di approcci ti riferisci, ad es., se l'argomento, è innanzitutto teorico o clinico, e se se devi parlare di approcci psd in generale o di quelli a breve termine. L'argomento cosi' proposto è troppo generico, essendo molto vasto il campo.
Mi è venuto un dubbio, tu per caso provieni dalla triennale ad approccio cognitivo, per cui la psicodinamica è stata poco studiata? La tesi è triennale o specialistica?
Se ci rispondi, forse, possiamo aiutarti meglio.
Ciao
Ciao io sono della triennale di valutazione e consulenza clinica...il problema è ke nella tesi ho una parte nella quale devo scrivere delle cose + specifiche riguardo il mio tirocinio, il titolo della tesi è "la valutazione psicologica" e la parte del tirocinio riguarda la valutazione all'interno del dip.materno infantile di una asl. L'approccio della mia tutor è psicodinamico ad orientamento psicoanalitico (a livello di scuola di specializzazione) quindi tutti i colloqui vengono valutati in base a questo approccio ma non credo che ci sia un manuale che mi illustri tutte le teorie e che risolva il mio problema...come devo fare??? Grazie siete gentilissimi!!!!
Ragazzi non so se questo è il posto giusto, ma sto studiando l'esame di dinamica e ho bisogno di una delucidazione.
Dunque in metapiscologia Freud parla della rimozione originaria e dice" una prima fase della rimozione che contiste nel fatto che alla rappresenza psichica (ideativa) viene interdetto l'accesso alla coscienza.
Il concetto l'ho capito, però cosa si intende per rappresentanza ideativa?
Nella nota c'è scritto che intende una rappresentanza rappresentativa o rappresentanza data da una rappresentazione. :sbonk:
Spero che mi rispondiate grazie grazie grazie.
La rimozione primaria, interviene sulle rappresentazioni ideative, cioè sulle immagini,
idee, fantasie, ricordi, direttamenti connessi alla pulsione sessule o di altro tipo ed agisce come polo di attrazione per i contenuti della rimozione secondaria, cioè quella che interviene secondariamente perchè i contenuti ideativi sono incomptibili con i valori dell'Io e del Super Io.
Le rappresentazioni ideative rimosse, rimangono attive nell'inconscio e possono riemergere, sotto forma di sogni, lapsus, atti mancati o attraverso associazioni di tipo verbale con altre idee; le loro tracce mnestiche sempre presenti, sono importantissime sec. Freud, per permettere il lavoro analitico, ad es., attraverso le associazioni libere e l' analisi dei sogni.
Questa mi sembra la spiegazione piu' semplice ma congruente con la tua richiesta.
Spero di essere stata chiara
Ciao
:)
Si grazie sei stata chiarissima e gentilissima. :)
Scusami se abuso avrei un'altra domanda.
In introduzione alla psicoanalisi Freud parla delle relazioni tra il contenuto onirico latente e quello manifesto nel sogno, affermando che esistono 4 relazioni: quella della parte per il tutto, quella dell'allusione, quella della rappresentazione per immagini e quella simbolica.
Quella che non mi è chiara è quella della parte per il tutto. Cosa si intende? Forse che contenuto manifesto e latente coincidono come nei sogni infantili? Forse ho capito una stupidaggine :sbonk però ci ho provato.