Io penso che era ora che il governo prendesse una decisione simile, spero solo che venga applicata e che faccia effetto! Voi cosa ne pensate?
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Io penso che era ora che il governo prendesse una decisione simile, spero solo che venga applicata e che faccia effetto! Voi cosa ne pensate?
E' un argomento molto interessante sul quale mi sono battuta proprio recentemente..
Io credo che utilizzando una metafora, potremmo paragonare lo spauracchio del 5 in condotta agli psicofarmaci.. mi spiego.
Io sono contro l'uso smoderato degli psicofarmaci, e credo che DA SOLI non servano a nulla.. per questo inizialmente in molte terapie vengono utilizzati in modo combinato con la psicoterapia per far sortire a quest'ultima effetti migliori. Dopo un po' l'utilizzo degli psicofarmaci (se hanno sortito effetto) cessa, per lasciar posto alla terapia pura e semplice.
Allo stesso modo potrebbe essere una buona soluzione utilizzare il 5 in condotta per far 'star buoni' i ragazzini ormai diventati bulli, e far così in modo che loro ascoltino "la loro psicoterapia", cioè le parole degli insegnanti, che spesso vengono presi come paternali senza senso, che però hanno la possibilità di cambiare veramente chi li ascolta (parlo di quei prof che ci mettono l'anima nell'insegnamento).. questione di tempo (quanto? non lo so)..
Però potrebbe essere una (spero temporanea) trincea, senza che però questo diventi un regime territoriale.. inutile, se così continuano le cose (con la dittatura non si ottiene nulla!)!!!!
Era ora, il comportamento va educato al pari di ogni altro aspetto e mi sembra giusto che la scuola (luogo di formazione) valuti anche quello.
Sapersi comportare bene è importante nella vita almeno quanto sapere una lezione di storia, o di matematica, anzi, forse è ancora più importante.
Anche perché oltre a punire gli alunii indisciplinati, verranno premiati quelli diligenti.
Bene Gelmini, brava.
L'unica cosa che vorrei è che si continuasse anche ad essere rimandati in una materia se non la si è studiata bene durante l'anno, invece ho sentito che torneranno i debiti e i crediti formativi
Sono d'accordo. Non c'era nessun modo di sanzionare certi comportamenti che invece vanno fermati
si ma la gelmini ha parlato della condotta come argine del bullismo...ma per piacere, vi pare che il bullo che picchia il compagno con handicap si fa fermare da un 5 in condotta? Si tratta di dinamiche completamente diverse, però in generale per l'educazione sono d'accordo.
Secondo me non è del tutto inutile: molti bulli non agiscono solo per desiderio di violenza fine a se stessa, o meglio, lo fanno perchè pensano che sia priva di conseguenze pratiche nella loro vita.
Un tempo il sette in condotta era già fatale se ricordo le storie delle generazion idi nonni :P
Almeno un sei si, lo si può accettare come limite ^^
Il fatto che i bulli ora pensano: oh qua mi bocciano davvero, è già qualcosa di diverso.
Non lo sottovaluterei!
Sono perplesso. Ero alle scuole superiori alla fine degli anni '70. Al primo quadrimestre di quinta ebbi 7 in condotta.
Ma non perché fossi uno scapestrato incorreggibile. Semplicemente, dato che il professore di italiano e storia preferiva insegnare storia della chiesa che storia dell'Italia, e dato che le sue "lezioni" di letteratura italiana consistevano principalmente nella lettura (non commentata) di una serie di autori, me ne andavo tranquillamente a studiare altrove o a passeggio con qualche ragazza.
Idem per altre materie.
Poi mi presentavo alle interrogazioni, prendevo il mio otto e me ne tornavo a fare quel che mi interessava.
Ecco, nel secondo quadrimestre di quell'anno dovetti ritornare a frequentare tutte le lezioni, altrimenti non sarei stato ammesso all'esame di stato. Ma le mie conoscenze non erano scarse, né frammentarie. Né il mio comportamento a scuola era da "bullo" o da "terrorista".
Allora, se posso avanzare un'ipotesi, mi pare che la foga di reintrodurre il "voto di condotta" (di fatto, una valutazione della congruità del comportamento agli standard sociali valutati come "accettabili" dal tale o dal tal altro docente) derivi principalmente da una confusione tra ruolo dell'istituzione scolastica e ruolo della famiglia e dei genitori.
Checché se ne possa dire, il compito della scuola non è (e, a mio parere, non dovrebbe essere) l'educazione, ma l'istruzione. Istruzione, cioè acquisizione di conoscenze e del modo di applicarle correttamente.
L'educazione (compresa l'educazione sociale, sentimentale ecc.) è cosa che, a mio parere, spetta ai genitori.
Addossare alla scuola il compito di educare per me è sbagliato e pericoloso. Facciamo il caso dell'educazione alle relazioni interpersonali. In un'ottica "politically correct", quale è quella attualmente prevalente, esprimere rabbia, aggressività, odio, vengono considerati comportamenti socialmente riprovevoli. Ma io vorrei che mia figlia sapesse amare e sapesse odiare quando è il caso, sapesse anche arrabbiarsi, aggredire, quando è necessario. In modo controllato e utile, ma senza negare l'esistenza né di questi sentimenti, né della possibilità concreta di trasformarli in comportamenti. E credo che responsabili della sua educazione siamo io e la mia compagna, non altri.
Buona vita
Guglielmo
Beh le scuole volenti o nolenti educano solo solo per imitazione dei modelli...modelli che danno anche gli altri studenti, sia gli insegnanti.
Di conseguenza, disciplinando i singoli, si offre un modello meno distruttivo all'intero collettivo.
E' vero: sono i genitori a dover fare per primi e meglio questo lavoro ma...beh, meglio di niente.
E poi ricevere un messaggio congruente in più ambiente, rinforza sempre di più il messaggio, e se esso è sano, non ci vedo niente di male.
Il problema sarebbe come e quale dovrebbe essere questo messaggio...
Ot : è un amore di bimba :cute: :cute:
Ciao, non sono assolutamente d'accordo, la scuola è e deve essere un istituto di istruzione ma anche a pari modo di educazione.Infatti è nella scuola che il bambino ha i suoi primi veri rapporti interpersonali e si misura con gli altri e gli unici adulti che assistono a questi rapporti sono gli insegnanti.
Lo stesso vale per l'adolescente che deve dimostrare la sua virilità prevaricando sugli altri coetanei, sono i professori che assistono a questo e non i genitori che molto spesso intervengono difendendo il loro figlioletto bullo!
Magari l'educazione genitoriale bastasse, il fatto è che spesso i genitori sono peggio dei figli (senza generalizzare ovviamente). Ciao!
hmmm... le mie perplessità aumentano vieppiù.
A scuola ci si arriva dopo 3 anni passati con i genitori (più o meno), i nonni, gli zii, i cugini e i fratelli (se e quando ci sono). Chissà, si vede che l'allattamento non è un "rapporto interpersonale", secondo te.
Quanto al fatto che i genitori sono peggio dei figli, l'affermazione mi suscita una serie di riflessioni:
a) chi decide chi è peggio e chi meglio?
b) dal mio punto di vista, cercare di cambiare gli altri è tempo perso (e filo cassariato, direbbe un'amica)
c) i genitori, copme chiunque altro, possono pure avere delle buone ragioni per comportarsi in un modo.
Sono provocatorio, lo so. Ma mi piacerebbe essere chiaro: non sto sostenendo che i ragazzi (o i bambini) devono fare quel che gli passa per la capa. Gli strumenti di intervento e di punizione dei comportamenti inaccettabili esistono, basta utilizzarli. Ma continuare a spostare la responabilità dei comportamenti non credo risolva il problema. La catena che porta da "è colpa sua", a "è colpa dei genitori", a "è colpa della scuola", a "è colpa della società" porta semplicemente a far sì che nessuno si prenda la responsabilità di se stesso. IMHO.
Buona vita
Guglielmo
allora, cerco di spiegarmi meglio e di venire incontro al tuo discorso psicoanalitico,1° certo che l'allattamento è un rapporto interpersonale, ma io intendevo dire rapporti con la società ESTERNA alla famiglia come lo è con i coetanei.
2° riguardo a chi decide chi è peggio o meglio. Dunque io, personalmente, ritengo che un genitore che si mette contro un insegnante che punisce il figlio per giusti motivi (perchè non credo che un prof. si svegli la mattina e punisca a caso) è sbagliato!
3° dal mio punto di vista, cercare di cambiare gli altri è tempo perso (e filo cassariato, direbbe un'amica) hmmmm.... questo induce a me una riflessione, la bacchetta magica non esiste ma cercare di modificare comportamenti errati non è tempo perso e se fatto bene funziona! non è anche di questo che si occupa la psicologia (specie quella comportamentista)?
4° sono il primo a dire che non si deve attribuire le colpe a destra e a manca! L'ho per caso scritto?
Buona vita anche a te!
Damiano.
P.s. scusa l'ignoranza ma che vuol dire IMHO?
Confido in un pronto ritorno alle punizioni corporali e pubblici ludibri (che da piccolo confondevo coi manubri).
I bambini più teneri potrebbero essere convenientemente cucinati alla diavola con contorno di nonni fritti e genitori alla noia.
p.s. chi crede "semplificatamente" che con il 5 in condotta si risolve il bullismo è un cretino.
Molto ma molto molto si risolverebbe con meglioformare + responsabilizzare + megliopagare + aggiornare + scremarequellibravi gli inseganti.
Un insegnante con la passione per il proprio lavoro risolve tante cose.
Purtroppo sono pochi.
ho detto
non lo so se funziona da "argine", però in effetti chi si comporta così si merita un 5 in condotta. Questo non lo si può negare
bè, erano altro tempi però, un'altra cultura. Oggi il 5 in condotta credo che se lo becchi chi si comporta veramente male.
Facendo valere il voto in condotta
la scuola si prende le sue responsabilità.
Guarda willy io ho visto un sacco di genitori (dato che ho 3 figli)
persino quelli che non sanzionavano i figli che sputavano addosso ai compagni (nella fattispecie mia fliglia)
e la scuola non "aveva armi" per sanzionarli.
per me il voto di condotta può essere un deterrente
anche perchè a volte i bulli (e le bulle c'è una recrudescenza delel femmine bad girls) sono dei vigliacchi
e non rischiano se perdono qualcosa.
I prof dovrebbero essere adulti e responsabili
per cui preferisco che siano loro a snzionare i comportamenti non socilmente accettabili piuttosto che i ragazzi siano lasciati a se stessi.
Se posso permettermi qualche ulteriore provocazione in merito, vorrei buttare lì qualche considerazione.
La questione non se sanzionare o meno comportamenti che la maggior parte delle persone considererebbe inaccettabili. Di fronte a risse, aggressioni, furti ecc. lo strumento della sospensione esiste ancora. Basta utilizzarlo.
Io pongo una domanda seria quando dico: chi decide cosa è giusto e cosa no? Facciamo un esempio: sono un genitore cattolico. Il che vuol dire che ho una serie di valori e di credenze e che mi piacerebbe trasmetterli ai miei figli. Ora, se la scuola deve "educare", e non semplicemente "insegnare", educherà anche al comportamento morale, alla sessualità, ad una visione del mondo. Il che significa trasmettere valori, non semplicemente informazioni. Ma non è detto che i valori trasmessi dalla scuola siano compatibili con i valori trasmessi dalla famiglia. E io mi pongo il problema di chi debba prevalere, in questo caso.
Altro esempio. Nella visione del mondo islamica, il prestito ad interesse è vietato ed è equiparato all'usura (una delle ragioni per cui le banche islamiche funzionano in modo diverso dalle altre banche internazionali, e dano rendimenti maggiori). Ma, nei valori che vengono trasmessi dal sistema educativo (in modo esplicito o implicito), l'interesse su un prestito viene considerato legittimo. Cosa vogliamo? Che venga sanzionato il desiderio di un genitore di religione islamica di educare i suoi figli secondo una serie di valori?
Sono due esempi (estremi, lo so), Ma la questione è chiara, secondo me: se la scuola deve educare, allora deve trasmettere dei valori. Ma, dato che i valori variano a seconda delle culture di appartenenza, chi e come decide quali valori trasmettere? In base a quali considerazioni? Non si rischia, semplicemente, di trasformare la scuola in un ulteriore organo della politica? Di vedere modificati i parametri relativi ai valori da trasmettere a seconda del colore del governo? Che fine fa l'autonomia degli insegnanti? E, ultima considerazione, che fine fa la sfera di autonomia della società civile?
Buona vita
Guglielmo
Ciao, ho capito cosa vuoi dire, giustamente deve prevalere l'educazione famigliare, ma la scuola deve formare ed educare il giovane adulto in una società eterogenea, dove ci sono tanti valori diversi tra loro. Il ragazzo deve avere la possibilità di conoscere altri modi di pensare e non assorbire i valori e i pensieri della famiglia, ha il diritto di scegliere. Quindi la scuola deve offrire un modello educativo basato su valori oggettivi che prepareranno il ragazzo ad affrontare la vita. Quindi un comportamento errato, come nel caso più grave il bullismo, deve essere punito e valutato con una votazione per renderlo più credibile e serio al ragazzo. Si esiste la sospensione, ma apparte il fatto che non viene quasi mai applicata, a volte i ragazzi la prendono come dei giorni di riposo.
Può darsi che neanche il 5 in condotta fermerà episodi negativi, ma magari sarà un inizio per modificare i comportamenti nocivi.
Goodbye!
Valori oggettivi??? Come dire: l'intelligenza dei militari. Cioè, una contraddizione in termini. Non conosco molti valori oggettivi al mondo. Non lo è il "non rubare" (per un ladro, infatti, non rubare è un disvalore); non lo è nemmeno il "non uccidere" (infatti, se sei un soldato, e non uccidi, uccidono te). Quindi, non esistendo valori oggettivi, quali valori la scuola dovrebbe trasmettere? Quelli del governo di turno? Quelli più diffusi nella società? Quelli più diffusi nel mondo (nel qual caso diventiamo tutti buddisti o mussulmani...)?
Capisci che la questione non è semplice...
IL fatto che la sospensione non venga applicata è una caratteristica italiana, di dantesca memoria (le leggi son, ma chi pon mano ad elle...). Cominciamo ad applicare quel che c'è a disposizione, e vedere se funziona, prima di provare altro.
I ragazzi, magari, la prendono come un giorno di riposo. I genitori dei ragazzi non so. Non credo possa far loro piacere perdere qualche giorno di lavoro per seguire i loro figli a casa.
Se il voto di condotta fosse solo un espediente per fermare i comportamenti nocivi, sarei del tutto d'accordo. Il dubbio che mi viene è che questa sia solo una scusa di facciata.
Buona vita a te
Guglielmo
Secondo me basta che insegnanti e genitori si mettano daccordo su alcune questioni di carattere pratico.
Di valori oggettivi...direi che ci sono valori ampiamente condivisi che possono funzionare egregiamente nella società di riferimento e con un pò di flessibilità, e rispetto per le altre culture, arrivare ad un confronto e compromesso soddisfacente.
Un conto è imporre una religione, un altro dire: tutti vogliono che i propri figli abbiano un ora di religione.
A ciascuno la sua, e siamo tutti felici.
Chi poi non vuole fargli fare l'ora di religione, non la faccia e stop.
Fermo restando che fra il lassismo degli ultimi tempi (decennio direi) e la prova di forza che ora si vuol paventare esistono delle misure quantomeno mediatrici, mi chiedo, vi chiedo alcune precisazioni, perlomeno per sapere quale credete sia l'ambito giusto per dibattere una questione così variegata e complessa come "l'educazione".
Ad esempio se abbiamo studi di lungo corso che mostrano quanto sia fallace la repressione, prova ne sia che i paesi con la pena di morte (altro che 5 in condotta) non hanno alcun calo nelle statistiche per i delitti, anzi
Ad esempio se teniamo in considerazione, almeno in questo forum, la componente rinforzante del prestare così tanta eco mediatica ai comportamenti bullisti o che si caratterizzano come reato.
Ad esempio, sono anni che lo ripeto anche qui, come mai la parola prevenzione è stata eliminata dal vocabolari
Ad esempio come mai sono rimaste famiglia e scuola a palleggiarsi questo spinoso ruolo dell'educare, laddove le ormai plurime agenzie educative implicite, tv, palinsesti, pubblicità e spettacolo non vengano neppure sfiorate da questa magmatica problematica, come se la realtà fosse così lineare
En passan
si ok, sono d'accordo. Ma col mio discorso volevo dire semplicemente che in un mondo in cui la persona viene giudicata e valutata anche per come si comporta (ad esempio, nel lavoro: i nostri colleghi psicologi del lavoro ne sanno qualcosa) trovo giusto che la scuola (luogo di formazione) dia un voto anche alla condotta che l'alunno mette in atto in classe.
Poi è ovvio che ci sono condotte che oltrepassano il limite della decenza e si va in veri e propri reati.
si però considera che il 5 in condotta, credo, non è una misura repressiva. E' solamente una valutazione di un comportamento tenuto in classe. Niente di più, niente di meno.Citazione:
Ad esempio se abbiamo studi di lungo corso che mostrano quanto sia fallace la repressione, prova ne sia che i paesi con la pena di morte (altro che 5 in condotta) non hanno alcun calo nelle statistiche per i delitti, anzi
Ma io dico che fine hanno fatto i bravi insegnanti?
Io ci lavoro con le maestre (vendo carta, pennarelli e altre cose simili).
Assisto a scene di ordinaria volgarità d'animo da parte di tantissime insegnanti (alle elementare son quasi tutte donne, io lavoro principalmente con materne ed elementari) oltre che scene di ordinaria ignoranza proprio nel senso che non sanno le cose.
Se un insegnante deve trasmettere dei valori o quantomeno dare strumenti di educazione sia in termini di nozioni sia in termini di far capire come si sta in un gruppo ebbene quelle che vedo io mi fanno ribrezzo.
Se ad esempio una insegnante passa avanti alla gente in fila in negozio dicendo "Ma io ho fretta" per me è una cretina e deve andar a zappare la terra. Non dovrebbe nemmeno entrare in una scuola.
Se una maestra un mese prima delle elezioni non sa la differenza fra Veltroni e Berlusconi (ok, magari non ce n'è poi tante) non dovrebbe azzardarsi ad avvicinarsi a un bambini.
Nel senso che se, come in questi e in tanti altri casi da me visti, si è ignoranti di per sè significa che ciò che insegni è solo una lezione imparata a memoria all'università e ripetuta ai bambini.
Non vedo come queste persone possano avere un bagaglio di buoni valori da trasmettere.
Sinceramente di brave ne vedo si e no il 10 % e quelle sono bravissime, appassionate e indefesse!
Io il problema lo vedo esclusivamente nella formazione degli insegnanti e in un numero CHIUSISSIMO di accessi a scienze della formazione; solo così si formano bravi maestri e professori.
Sarebbe anche auspicabile la possibilità di insegnamente da parte di chi non ha fatto studi specifici ma ha comunque competenze dimostrabili.
Magari un vecchio lupo di mare (se ancora ne esistono) con tanta vita e tante storie alle spalle da raccontare ai bambini.
Ho detto
Ed io quoto. C'è questa idea dell'insegnamento come ripiego in caso non si riesca a raggiungere i propri obiettivi . Pochissime persone possono insegnare, e quelle poche dovrebbero essere pagati di più.
Capisco ancora ancora all'università, nella quale i ragazzi possono supplire alle mancanze degli insegnanti ed in cui conta maggiormente il valore come ricercatore. Ma per tutto il resto dovrebbero compiere selezioni durissime.
Quanto ai post di willy, risponderò in seguito perché ho molto da fare in questa settimana. Mi ritrovo fondamentalmente d'accordo su tutto, solo su di una cosa ho qualche perplessità.
PS: IMHO è l'acronimo per "In my humble opinion"
Gli uccelli volano, il fuoco brucia e la pasta di mamma è insuperabile...:rolleyes:
A parte l'ironia, mi pare ci sia una grande confusione e peggio commistione, tra professionalità e personalità, quasi che le stesse debbano muoversi come siamesi indivisibili. Un docente non è un marziano che vive fuori dai limiti delle umane fallibilità, neppure in una campana di vetro per cui nulla e niente lo turba e sul quale il giudizio (di chi?) sulla moralità delle sue azioni debba influire necessariamente sulla sua capacità didattica. Se stiamo parlando di istruzione , il ministero così si chiama, la maleducazione non credo sia correlata alla capacità conoscitiva e di insegnamento di una materia. Così come un avvocato può essere bravissimo nello stilare una citazione e completamente perso nel relazionarsi con le persone e di questo passo andando. Se invece parliamo di educazione, se è sgarbata una persona, lo è quale che sia il lavoro che compia.
Selezioni durissime mi raccomando, ma CHI seleziona CHI no? E poi CHI seleziona i selezionatori, no? E CHI seleziona chi seleziona i selezionatori, neppure?
Mi pare ci sia un eccesso, ai limiti della invettiva in pubblica piazza per i piccoli pesci e un plauso a piene mani per i grandi, d'altronde vuoi mettere un falso in bilancio? Cannoni per le anguille e guanti per le orche. Italic-style.
Se ci fosse uno spazio per "la voce del forum", queste due rientrerebbero a pieno titolo nella "top ten" :approved:
Uscendo dal cazzeggio, stavolta sono d'accordo con Pat e in disaccordo con Semplificatore. Gli insegnanti sono persone come le altre, così come gli psicoanalisti non sono obbligati a sapere qualcosa di termodinamica (il che mi stupisce sempre, ma tant'è).
Ghiretto apre un discorso molto grande, tirando in ballo le "agenzie formative non ufficiali". Ed ha ragione di aprirlo.
Butto lì qualche considerazione (di fretta, ho parecchio lavoro e poco tempo per seguire il forum, in questi giorni).
Il peso di elementi esterni a scuola e famiglia è enorme, oggi come oggi. E, sinceramente, penso si possa contrastare e modificare in parte, ma non annullare. E' un po' la mia esperienza personale. A casa mia non ho la tv. Mi scarico cartoni animati, documentari, film e li vediamo assieme io e mia figlia. Però basta che vada da mia madre, o da mia sorella, o che parli con i compagni della scuola dell'infanzia e, automaticamente, impara tutto sui Cavalieri dello Zodiaco, chiede lo zainetto delle Winx, cerca le magliette delle Bratz, e così via.
Adesso sono nella fase "mi sta bene l'astuccio delle Winx ma ce lo facciamo assieme". Quindi acquistare stoffa, ceniere lampo, pennarelli per disegnare su stoffa. Poi stampare un disegno da PC, riportarlo su stoffa, colorarlo assieme, mettere assieme i pezzi e... vedremo come se la cava con un astuccio fatto quasi tutto da lei e personalizzato che più di così non si può.
La questione di fondo non credo stia nella volontà/capacità dei genitori di seguire i figli, né nella capacità/volontà dei maestri di insegnare e di educare. Credo la questione sia più "politica" di quanto la maggior parte di noi non riesca ad immaginare. Nelle condizioni attuali, il tempo dedicato al lavoro, per questioni di sopravvivenza, è tale da assorbire quasi completamente le energie di una persona. Che si vede, quindi, costretta a delegare ad altri i compiti di trasmissione del sapere e di trasmissione dell'esperienza. Finché si deve lavorare per vivere (e lavorare per 12 ore al giorno, considerando anche i tempi di percorrenza casa-lavoro, la spesa, la cura della casa, il far da mangiare, ecc.), è chiaro che di tempo per seguire i propri figli se ne ha ben poco. Ma non vedo soluzioni immediate possibili a questa situazione, che - a mio parere - non è "naturale", è+ anzi voluta ed incoraggiata da un sistema di sfruttamento molto forte ed ampio.
Ovvio che, in questo sistema, abbiano un ruolo anche i meccanismi di riproduzione ideologica, mediati da tv, radio ed editoria.
Non ho soluzioni, ovvio. Solo opinioni. Per il momento.
Buona vita e un abbraccio
Guglielmo
Se compri queste cose da me ti faccio lo sconto!!!
A proposito di influenze di "marketing" ...
alcune suddette maestre (peraltro gentilissime) volevano qualche gioco didattico nuovo per la scuola materna....
ebbene ho fatto loro vedere anche l'anima, i giochi e i set migliori pensati da pedagogisti di bravura impossibile...
...alla fine hanno scelto dei libri della Pimpa "perchè li abbiamo visti in edicola"....
Ricordo anche con "piacere" di aver assistito a una tavolata di maestre elementari che celebravano il compleanno di una di loro...mi sono vergognato dalle volgarità che ho sentito provenire da quel tavolo.
Se una è così nella vita non ritengo possa comunicare molto altro della mera nozione al bambino.
Ci sono mestieri che secondo me non possono fare tutti e sono il medico, l'insegnante e forse il capitano di astronave a curvatura.
(lo psicoterapeuta invece cani e porci eh eh eh :asd:)
Chi non ha un background non dico morale ma quanto meno di media intelligenza per favore....c'è tanta richiesta di badanti....
p.s.: ma è mai possibile che le insegnanti sono tra le poche (anche le giovani) che in tantissime non sanno usare Internet e l'e-mail "perchè non ci hanno fatto fare un corso apposito?"
Ma non sono loro stesse capaci di apprendere da soli, al di fuori dei programmi ministeriali???
La vedo dura... mi costerebbe più la spedizione che non il materiale!
Questo perché, forse, non sono mai andate a scuola. Come ripeto da anni, compito della scuola dovrebbe essere quello di insegnare ad imparare. Se riesce a fare quello, ha fatto tutto quel che doveva fare. Il resto avanza.
Peraltro, vedo un sacco di psicologi su questo forum disperati di fronte a SPSS, quando non si chiedono come si possa fare ad inserire indici e sommari o numeri di pagina in word. Ne deduco che il problema è più diffuso e non riguarda solamente le insegnanti.
Buona vita
Guglielmo
O mio dio! Valori oggettivi sono quelli che non ledono la società ma la arricchiscono! Io non credo che per un ladro non rubare è un disvalore, lo fa per vari motivi, ma dato che questo lede la società si suppone che non rubare è un valore oggettivo! Lo stesso vale per il soldato che per forza maggiore uccide (non esce per strada con un mitra a sparare la gente) quindi anche questo è un valore). Il rispetto per l'altro è un valore oggettivo, ecc....
Scusa willy, ma per te quali sarebbero i fantomatici valori che la sacra famiglia deve trasmettere? Se a ogni valore c'è un contro valore allora perchè affermi che la famiglia può trasmettere qualcosa?
Goodbye
OT: scusate, noto quasi solo ora che nel mio pannello personale ho trovato:
- richieste di esser mio amico
- notificazioni con domande
- voti e commenti a singoli post
- passate ammonizioni
scusate se non ho risposto subito ma non sapevo nemmeno esistessero queste cose e tendo a non accorgermene
ho detto
per me semplificatore ha detto delle parole super sagge fatta eccezione per i bambini alla diavola, ma solo un appunto vorrei aggiungere: intanto concordo pienamente con la decisione del 5 in condotta e quindi della bocciatura e poi una domanda secondo voi chi prima di tutto è presente nel contesto scolastico e quindi chi prontamente può agire e correggere determinate scorrettezze da parte dei ragazzi? è pur vero che la famiglia è la prima mini-socierà con cui si enta in contatto ma in breve-brevissimo tempo si enta nella società quella vera e un genitore per quanto attento e vigile non riusirà mai a controllare completamente il proprio figlio, allora secondo me è giusto che i professori (quelli veri) vengano appoggiati quando decidono di intervenire, è vero certamente questo non fermerà il bullismo o simili ma sarà già qualcosa in più...spesso non ci si accorge che uno studente che riceve delle vessazioni pesanti ne rimane segnato, sono tantissimi i ragazzi che rimangono veramente feriti dalle cattiveriedi chi gli è attorno, quindi a mio parere da qualche parte bisognava pur iniziare a correggere il sistema scolastico italiano...se ne sono sentite fin troppe!
Sono completametne d'accordo. Sopratutto con quello che ho grassettato:approved:
Una volta la rai si proponeva comne educatrice prima degli adulti e in un secondo moento dei ragazzi!!!
Poi sono arrivate le tv private che per avere audience si appigliavano a tutto e poi è arrivata mediaseta che ha fatto lo stesso in maniera sempre più professionale.
Devo ancora capire l'utilità educativa di far preferire un pomeriggio a casa piuttosto che all'aria aperta :zott:
Qualche tempo fa mi è capitato di vedere ed analizzare un filmato che mostrava ragazzi distruggere una scuola e genitori negare ed dire "e cosa avra' mai fatto....mica ha ammazzato nessuno!"
adesso mi chiedo quali buone ragioni per comportarsi in tal modo?
per me il voto rimane solo un numero. quando andavo a scuola io si veniva bocciati con il 7 in condotta, non con il 5.