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La bellezza? E' mezza ricchezza
Riprendo un articolo da Lavoce.info - ARTICOLI
LA BELLEZZA? E' MEZZA RICCHEZZA
di Nicola Persico 05.09.2008
E' opinione comune che altezza e bellezza siano di aiuto non solo nella vita in generale ma anche sul lavoro, determinando stipendi più alti per chi è esteticamente più "dotato". Alcuni studi recenti sfatano però questo mito. Bellezza e altezza sono importanti nell' adolescenza perchè incidono positivamente sull'autostima. Ed è questo, a ben vedere, che nella vita adulta può fornire un vantaggio, anche salariale. Sia per gli uomini sia per le donne.
E’ opinione comune che essere belli sia di aiuto non solo nella vita in generale, ma anche sul lavoro. La letteratura scientifica conferma questa opinione (1). Per esempio, un noto studio basato su interviste di lavoratori canadesi e statunitensi correla i salari con la bellezza, quest’ultima misurata soggettivamente dall’intervistatore. La maggior parte dei soggetti (circa 55%) è classificata di “bellezza media”, ma non mancano i molto brutti e i molto belli (2). L’analisi statistica conferma l’esistenza di un premio salariale (in media) per i belli. Quel 32% degli uomini che sono di bellezza superiore alla media riceve un premio salariare del 5% rispetto agli uomini di bellezza media, mentre quel 9% degli uomini che sono più brutti della media ha un salario inferiore del 9%. Fra le donne, il premio salariale medio per le belle è 4%, la penalità media per le brutte è 5% del salario. Anche gli alti se la passano bene. Un altro articolo, che peasseremo in rassegna tra breve, mostra che ad ogni centimetro di altezza adulta in più corrisponde un premio salariale di circa l’1% in media. I belli e gli alti, insomma, guadagnano di più.
Come si spiegano il “premio alla bellezza” e il “premio all’altezza”? Tali premi salariali di solito sono assimilati a fenomeni classicamente discriminatori, come le differenze salariali associate con la razza o il sesso. Infatti, per la maggior parte delle occupazioni, non ci aspettiamo che la bellezza o l’altezza influiscano sulla produttività. Perciò, per spiegare il premio alla bellezza o all’altezza si invocano una gamma di fattori di carattere discriminatorio, dai socio-culturali (la bellezza/altezza è desiderabile nel nostro immaginario culturale, ed è quindi premiata inconsciamente) a quelli evolutivi (siamo condizionati ad apprezzare bellezza e altezza come segnali di "buoni geni", cioè di geni resistenti a malattie dell'infanzia). Dunque, appare esservi un’abbondanza di spiegazioni per il premio alla bellezza o all’altezza. Ma queste spiegazioni sono proprio vere?
ALTI? MEGLIO “DA PICCOLI”
Un recente articolo (3) suggerisce di no. L’articolo, basato sull'analisi di ampie indagini a campione inglesi e statunitensi, mostra che, benché i maschi adulti alti guadagnino mediamente di più degli adulti bassi (circa 1% del salario per ogni centimetro in più, sia in Inghilterra che negli USA), il premio salariale all’altezza afferisce non all’altezza da adulti, ma bensì all’altezza da adolescenti. Cioè, l’analisi dei dati mostra che un adulto basso che però era relativamente alto da adolescente riceve lo stesso vantaggio salariale di un adulto alto (e che era anche alto da adolescente). Di converso, un adulto alto che però era un adolescente relativamente basso non riceve (in media) il vantaggio salariale che corrisponderebbe alla sua altezza da adulto. I dati rivelano altresì che l'altezza pre-adolescenziale non contribuisce al premio all'altezza, né il premio all'altezza riflette uno sviluppo precoce (4). L’articolo mostra, dunque, che il “premio all’altezza adulta” non esiste; gli adulti alti guadagnano di più perché, in media, erano relativamente alti anche da adolescenti. Ciò che esiste è il “premio all’altezza da adolescenti”. Siccome l'altezza da adolescenti non è di solito nota sul posto di lavoro, si sospetta che il premio salariale afferisca ad un qualche fattore correlato all’altezza da adolescenti. La fiducia in se stessi, o altre qualità analoghe, appaiono quali fattori plausibili.
Questa analisi sfata un mito: il premio all'altezza non riflette una discriminazione o preferenza presente nell'ambiente di lavoro. L'apparente discriminazione, in realtà, riflette un fattore plausibilmente produttivo (forse la fiducia in se stessi) ma difficile da misurare. Le spiegazioni evolutive, culturali, etc., non giocano dunque un ruolo, o se lo giocano, è un ruolo che si svolge nell’adolescenza e che possibilmente si ripercuote nella produttività da adulti attraverso un altro fattore: la fiducia in se stessi, appunto.
FIDUCIA IN SE’ E PERCEZIONE DELL’IO
E' possibile che fattori analoghi operino nel caso del premio alla bellezza? Uno studio in tal senso non esiste ancora. Però vi sono degli studi condotti da psicologi che dimostrano che l'immagine di se stessi si forma appunto durante l'adolescenza, e poco si adatta alle mutate circostanze dell'età adulta. Uno studio interessante (5) chiede a un campione di ragazze americane il loro “ livello di soddisfazione con il proprio corpo” all’età di 18 anni e, allo stesso tempo, compila delle valutazioni “obiettive” sulla loro bellezza a 13 e 18 anni, chiedendo a dei “giudici” di valutare la loro bellezza in fotografia. L’analisi dei dati mostra che, per queste ragazze, il livello “soggettivo” di soddisfazione con il proprio corpo all’età di 18 anni è correlato alla bellezza “obbiettiva” a 13 anni, ma non alla bellezza “obiettiva” a 18 anni. Dunque, per le ragazze soggette allo studio, l’immagine di se stesse si ècristallizzata attorno ai 13 anni e non si è adattata alle circostanze sopravvenute dopo. Sembra ragionevole che anche la fiducia in se stessi sia “permanentemente determinata” dalla bellezza da adolescenti. In questo caso anche il premio alla bellezza, che i dati evidenziano, potrebbe mascherare un premio alla fiducia in se stessi.
I risultati ottenuti riguardo all'altezza fanno riflettere sull'interpretazione di una vasta letteratura che misura la discriminazione razziale, per sesso, e per altre importanti caratteristiche visibili. E' possibile che, come per l'altezza, anche parte delle disparità salariali associate con la razza, o con il sesso, siano dovute a fattori "produttivi" di difficile misurazione, quali la fiducia in se stessi. Ovviamente la metodologia utilizzata per l'altezza non può essere applicata alla razza, o al sesso, poiché mentre l'altezza da adolescenti differisce da quella adulta, il sesso o la razza da adolescenti non mutano nel tempo.
E PER CHI CAMBIA SESSO?
A dispetto di questo ostacolo, un divertente studio ha fatto uso del solo caso in cui il sesso varia nel tempo: il cambio di sesso operato dai transessuali (6). Lo studio ha misurato la variazione del salario di 18 uomini che si trasformarono in donne, e di 25 donne che si trasformarono in uomini (7). E' interessante che, mentre coloro che si trasformarono in donne ebbero in media una diminuzione di salario, le donne trasformate in uomini ebbero un incremento di salario. Naturalmente è rischioso generalizzare da questo campione singolare. Però, con tutte le cautele necessarie, questo studio sarebbe consistente con l'ipotesi discriminatoria classica, cioè che il premio salariale afferisce al sesso, come percepito nell’ambiente di lavoro.
In conclusione, il messaggio per i lettori adulti è questo: se eravate alti da adolescenti, il vostro salario riflette in parte la sicurezza in voi stessi; se non lo eravate, vi meritereste un salario più alto. Le lettrici, invece, sappiano che il premio all’altezza per le donne esiste, ma afferisce all’altezza adulta, non a quella da adolescenti.
(1)Daniel S. Hamermesh e Jeff E. Biddle , “Beauty and the Labor Market.” The American Economic Review, Vol. 84, No. 5, (Dec., 1994), pp. 1174-1194.
(2)L’intervistatore attribuisce a ogni soggetto un livello di bellezza scelto fra cinque possibilità, da “homely” (brutto/a, circa l’1% del campione) fino a “strikingly beautiful” (bellissimo/a, circa 2.5% del campione).
(3)Nicola Persico, Andrew Postlewaite, e Dan Silverman “The Effect of Adolescent Experience on Labor Market Outcomes: The Case of Height”. Journal of Political Economy 112 (2004), pp. 1019 - 1053.
(4)Cioè dall’aver raggiunto la propria altezza finale in età precoce.
(5) Gianine D. Rosenblum and Michael Lewis “The Relations among Body Image, Physical Attractiveness, and Body Mass in Adolescence” Child Development, Vol. 70, No. 1 (Jan. - Feb., 1999), pp. 50-64.
(6) Kristen Schilt and Matthew Wiswall, “Before and After: Gender Transitions, Human Capital, and Workplace Experiences.” Manoscritto, New York University, Agosto 2006. Per trasparenza osservo: il Professor Wiswall è un mio college nel dipartimento di Economia alla New York University.
(7) I dati sono stati raccolti a conferenze per transessuali tenutesi a Seattle, Los Angeles, e Austin. I questionari riproducevano ldomande di una ampia indagine a campione amministrata negli Stati Uniti, la Current Population Survey.
Che ne pensate? Qual'è la vostra esperienza in proposito? Quando leggete gli annunci di offerte di lavoro e trovate tra i requisiti "bella presenza", che fate?
a) Prenotate una settimana in beauty-farm prima di fissare l'appuntamento
b) Ve ne fregate, tanto è l'ennesimo stage
c) Ve ne fregate. Tanto gli altri (le altre) non hanno la minima possibilità di sopravanzarvi
d) Vi incazzate e la considerate una discriminazione
e) È un complotto capitalista per escludere i più intelligenti
f) È un complotto comunista per escludere i più intelligenti
g) ...
Buona vita
Guglielmo
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L'articolo è lungo e non ho il tempo di leggerlo.
Però, semplificando molto e anche luogocomuneggiando come piace fare a me, dico quanto segue (e parlo ovviamente SOLO delle donne).
Le donne belle fighissime sanno fin da piccole che son belle e cercano da grandi lavori da belle e/o tendenzialmente fidanzati ricchi che poi le mantengono in quanto offrono loro un valore aggiunto, la bellezza, che giustifica il non lavorare
Le donne medie di solito diventano impiegate o maestre. Invidiano un po' le prime.
Le donne non-oggettivamente-belle vanno a fare lavori più manuali senza fidanzato ricco che se le sposi. Non invidiano le prime perchè fin da ragazzine vengono trattate "da brutte". Sviluppano però una forza interiore maggiore.
Il tutto E' ovviamente una discriminazione ingiusta ma reale.
Molte volte è colpa degli uomini che ragionano (giustamente :-) ) coi testicoli.
Altre volte son le stesse donne che accettano o comunque tollerano tali comportamenti.
eh eh eh eh
Io rido e ci malizio (voce del neo verbo maliziare) però ritengo che una quota di verità ci sia eccome.
ho detto
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Riferimento: La bellezza? E' mezza ricchezza
veramente diabolico ma dannatamente vero...
...a dire il vero è giusto ma triste...secondo voi sono incompatibili bellezza e bella personaità? insomma essere "ricchi" e belli?:mumble:
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Riferimento: La bellezza? E' mezza ricchezza
non credo sia proprio impossibile... conosco una bella donna (e quando dico bella dico BELLA!) che interiormente è ricchissima ed è pure intelligente ma non ha un pollo da spennare (anche perchè non lo cerca tale) e non riesce a trovare lavoro facilmente... cos'è?
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Riferimento: La bellezza? E' mezza ricchezza
Magari vivrò nel mondo dello zucchero filato, però secondo me la bellezza è sicuramente un valore ed indubbiamente un vantaggio, ma non è necessariamente una discriminate. Pertanto quale che sia la causa - immagine dell'adolescenza o fattori evolutivi - a seconda del contesto, a seconda della persona che giudica ed a seconda delle altre qualità che accompagnano il soggetto può influire come non sortire alcun effetto.
Proviamo a paragonare due ambienti in cui la bellezza conta, la televisione ed il teatro. Sono due mondi similari, perché basati molto sull'immagine, ma tuttavia dissimili nel determinare cosa è bello e cosa no.
In Veline, la bellezza di una ragazza è giudicata su criteri abbastanza riconoscibili: se essa è alta, abbronzata, dai capelli lunghi, bionda o mora ha le caratteristiche di una Velina. Se ad essa viene affiancata una donna oggettivamente più bella, ma che ad esempio è di colore, muscolosa e calva, come reagiranno pubblico e produttori? Quasi sicuro, la seconda non diventerà mai Velina, appunto perché la testa calva non corrisponde a quel modello di bellezza riconoscibile, mentre lo è essere abbronzata ed avere capelli biondi. Ma allora il fattore discriminante non è la bellezza fisiologica, ma quella culturale (il modello di Velina, alta, ecc.). Quindi a domanda "Bellezza, mezza ricchezza?", qua bisogna rispondere di no.
Passiamo ora all'altro polo, il teatro. I suoi criteri non sono così definiti, perché non c'è un modello riconoscibile, e perché si ha bisogno di una tecnica ed una formazione alle spalle, e perché ci sono modi diversi di fare teatro. In questo ambiente, tanto il modello Velina quanto la donna di colore hanno la stessa possibilità di potervi accedere. Però si vedono spesso sul palcoscenico muoversi tanto persone estremamente belle, quanto altri che fisicamente lasciano molto a desiderare. Avete mai fatto caso che a volte si vedono recitare uomini grassissimi, donne sgraziate, ragazzi magri da far spavento, persone molto basse? Questo lascia intendere che la scelta richiede sì un minimo di aspetto fisico, ma può non fare alla differenza: a pari formazione e capacità, ma aspetto antitetico, si presentano sia casi in cui la ciccionissima viene preferita alla modella di colore di cui sopra, e casi in cui la modella viene preferita alla donna in sovrappeso. Anche qui, dunque, nella scelta intervengono fattori culturali ed artistici prima che fisici. A domanda "Bellezza, mezza ricchezza?" altra risposta negativa.
Se questo accade in un mondo in cui l'immagine conta, sia a scopo di lucro o a scopo d'arte, perché non dovrebbe accadere anche nel mondo del lavoro, laddove i fattori culturali sono preponderanti rispetto ai casi in questione? Una donna di media bellezza e capace di far quel lavoro supera tanto la brutta senza competenze quanto la modella con poca esperienza. Se poi la donna viene pagata meno dell'uomo, è più facile fare riferimento a spiegazioni sociali e storiche (ad esempio l'emancipazione della donna molto recente che ancora suscita molti sospetti) che questioni sessuali.
Ovviamente, come non si deve esagerare con i luoghi comuni, così non si deve generalizzare in questo tipo di analisi. L'unica cosa di cui sono sicuro è che la bellezza importa, sì, ma nel suo valore culturale (che non è per forza più oggettivo di quello naturale). E dunque non esiste una legge matematica secondo cui
A) ogni donna bella si consideri tale da piccolissima, sia felice o cerchi un marito ricco
B) ogni donna media invidia quella super-bella oppure non ricerca mai il lavoro da Velina. Anche queste inoltre possono trovarsi un marito ricco; Carla Bruni non è questo mostro di bellezza, eppure si è sposata Sarkozy
C) le donne brutte vanno a fare le operaie o sono infelici (vedi la donna in sovrappeso del teatro)
Nel concreto dell'articolo sarò più breve. Posso capire quando viene detto che una persona più bella/alta acquista una maggiore stima di sé sin da piccolo, e dunque è più portata alle relazioni interpersonali o diventa più ambiziosa. Trovo invece una generalizzazione eccessiva quando lo studio cerca di affermare che il "vantaggio salariale" (a me fa ridere anche solo considerarlo un valore scientifico, tante sono le oscillazioni sul rendimento) sia direttamente proporzionale all'altezza adolescenziale. Innanzitutto perché fattori di stima possono anche essere altri, come il fatto di stimarsi più intelligente, o essere più ricco o maggiormente amato. In secondo luogo perché la stima di sé non si misura in centimetri d'altezza, ma è personale: due ragazzi alti esattamente 1.75 cm potrebbero percepirsi l'uno come alto-bello, l'altro come troppo alto e quindi meno bello della norma. Se avesse ragione l'articolo, entrambi dovrebbero avere la stessa fiducia in se stessi, ma non è così. E nei risultati statistici, dovrebbero avere lo stesso bonus salariale, ma sia che questo avvenga o meno una premessa di partenza viene invalidata. Cioè o altezza=fiducia=bonus, o tutti gli adolescenti alti hanno fiducia di sé.
Io non ho nulla contro questi studi. Dico solo che partono da un sacco di preconcetti (il ragazzo alto ha stima di sé), generalizzazioni (tutti i posti di lavoro pagano poco meno le donne degli uomini) e campionature (trans) che lasciano il tempo che trovano. I soggetti analizzati avevano tutti lo stesso grado di istruzione? Erano tutti affabili allo stesso modo? Erano assunti dallo stesso tipi di datore di lavoro, dello stesso sesso, età, formazione, città di nascita, ecc? Proviamo ad analizzare gli uffici in cui il datore è un uomo misogino (che quindi più la donna è bella, più è penalizzata) e quelli in cui è una donna che favorisce le donne (che quindi più la donna è intraprendente, più è favoreggiata). Dubito che il risultato sarebbe lo stesso dello studio del signor Persico.
Se poi c'è un'uniformità dei giudizi, allora bisogna dire che c'è uniformità culturale prima che fisiologica, e come qualsiasi altro fattore culturale può influenzare o meno. Dunque non è determinate, dunque "Bellezza non è mezza ricchezza".
Scusate la prolissità.
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Originalmente inviato da
agatarossa
non credo sia proprio impossibile... conosco una bella donna (e quando dico bella dico BELLA!) che interiormente è ricchissima ed è pure intelligente ma non ha un pollo da spennare (anche perchè non lo cerca tale) e non riesce a trovare lavoro facilmente... cos'è?
Ed ecco un'altra prova contro il signor Persico, le generalizzazioni ed i luoghi comuni
PS: miiiii, mai postare sulla scia di un'indignazione, fai un sacco di orrori ortografici
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Ed ecco un'altra prova contro il signor Persico, le generalizzazioni ed i luoghi comuni
scusa la mia più profonda ignoranza e la mia incapacità (temporanea) di comprendere...
ma critichi quello che ho detto o sei d'accordo con me?:mumble:
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Citazione:
Originalmente inviato da
agatarossa
Ed ecco un'altra prova contro il signor Persico, le generalizzazioni ed i luoghi comuni
scusa la mia più profonda ignoranza e la mia incapacità (temporanea) di comprendere...
ma critichi quello che ho detto o sei d'accordo con me?:mumble:
Sono d'accordo, intendevo dire: "l'aneddoto di agatarossa è un'altra prova contro ecc"
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:blush: scusami se non sono stata tempestiva nel capirlo :sbonk:
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E di che, io non capisco il 95% delle cose che mi vengono dette :rolleyes:. E poi mi sono espresso male io, vorrei tanto farti tornare indietro nel tempo per mostrarti come avevo formulato il pensiero nella prima battitura :asd:
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è vero che il rapporto bellezza-ricchezza non è regolato da alcuna certezza matematica ma è pur vero che la società in genere è innanzitutto un sistema culturale esteso ed in esso penetrano innumerevoli stereotipi come quello della donna bella ma stupida e se invece è acuta è sicuramente brutta...io sn convinta dell'esistenza di questa realtà ma il vero problema è che l'abbiamo creata noi. la società classifica, generalizza e distribuisce i vari ruoli sociali...ma perche questo accade prevalentemente alle donne? temo che dopo l'emancipazione stiamo andando incontro alla regressione...il problema è che tacitamente abbiamo accettato tutto ciò, forse sperando di essere apprezzate più dagli uomini senza capire che principalmente dovevamo essere fiere di noi stesse e di come siamo...sarebbe stato giusto se le stesse donne avessero dettato i canoni di bellezza individuale (e comunque sempre unica)...accettare prima se stesse e successivamente avere più solidarietà femminile e denunciare ogni tipo di classificazione! donne belle dentro e fuori esistono, tutto sta nell'avere grinta e dimostrarsi belle...ma per davvero
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Non so voi ma tra un bar con la cameriera bella e uno con la cameriera brutta il caffè lo prendo in quello con la bella.
Almeno all'inizio.
Poi se mi accorgo che la bella ci sputa dentro allora magari cambio.
E così fanno praticamente tutti.
In tal caso, però, a seguito dello sputo, non concependo il concetto di cameriera brutta torno da mammà e il caffè me lo faccio a casa
ho detto
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Che cosa desideriamo noi vedendo la bellezza? Desideriamo di essere belli; crediamo che a ciò vada congiunta molta felicità. Ma questo è un errore. (Nietzsche)
e così è...continua ad illuderti che la bella ragazza è anche buonissima ma se ci sputa e non la vedi continuerai a bere quel delizioso caffè pensando che sia addirittura più buono!
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Originalmente inviato da
ilaria89.
e così è...continua ad illuderti che la bella ragazza è anche buonissima ma se ci sputa e non la vedi continuerai a bere quel delizioso caffè pensando che sia addirittura più buono!
Lo è anche con lo sputo :asd:
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povero noi:asd:
contento tu...:P
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...Non sono io ad esser contento.
E' il mondo che perdona molto di più ai belli che ai brutti.
Ed è per questo che le strade per loro (e quindi per me ... eh eh eh) risultano più spianate.
Faccio anche presente che esistono anche quelle brutte e antipatiche...per quelle solo il convento!
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d'accordo x quelle brutte e antipatiche...e d'accordo anche che il mondo che perdona più ai belli che ai brutti...ma alla fine di tutto anche la bellezza (fisica) scompare e allora se hai qualche altra bella qualità vieni accettato ma se non hai nulla da offrire...uno rimane solo e vecchio...(e con questo non sto difendendo la categoria:zott:)...quindi se la bellezza si accompagna a un bel carattere ben venga...e considera che non sono una di quelle tipe che è arrabbiata con il mondo perciò si mette alla difesa di particolari "categorie"...non ne sentirei l'esigenza...però...manca l'equità e solo nei confronti di noi donne!
ciaoooo
:inchino::ciao::sfuma:
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Originalmente inviato da
ilaria89.
ma alla fine di tutto anche la bellezza (fisica) scompare
...ma poi la bellezza sfiorita viene sostituita prontamente dalle neo giovani e belle che fino dai dodici anni si vestono da veline in quanto belloconsapevoli.
Citazione:
Originalmente inviato da
ilaria89.
però...manca l'equità e solo nei confronti di noi donne!
Questo è assolutamente vero! Sono il primo a dirlo!
Ma non preoccupatevi, io amo tutto le belle e le brutte.
Però quelle brutte la devono dare alla svelta sennò non ha senso :D:D:D
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cinico e consapevole di esserlo!:asd:
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Ilaria e Semplificatore (qual'è il tuo nome?), sono d'accordo con voi quando parlate di discriminazione sessuale. Sarebbe stupido negarla; se ho detto questo chiedo scusa, mi sono espresso male.
Io cercavo solo di criticare in primo luogo l'articolo, che ha la pretesa di essere scientifico e non di presentare un'analisi della società e dei suoi stereotipi.
Citazione:
In conclusione, il messaggio per i lettori adulti è questo: se eravate alti da adolescenti, il vostro salario riflette in parte la sicurezza in voi stessi; se non lo eravate, vi meritereste un salario più alto. Le lettrici, invece, sappiano che il premio all’altezza per le donne esiste, ma afferisce all’altezza adulta, non a quella da adolescenti
Questo dice una cosa diversa da quella che state recriminando. Non dice "la società si basa sullo stereotipo della donna alta come bella" e quindi "la donna bella che non risponde ad esso viene discriminata". Dice "donna alta da adulta = bonus salariale". Come se i centimetri avessero più influenza del titolo di studio, l'intraprendenza ed anche la bellezza di cui parlate, che (a livello oggettivo e culturale) non si manifesta solo nell'altezza.
Per gli uomini è ancora più assurdo, visto che l'adolescenza è un periodo che ognuno vive diversamente, non è condizionata totalmente dai centimetri.
Nicola, ma per favore.
Di qui il paragone con la matematica, che poi è ovviamente degenerato. Nicola universalizza e generalizza, ma la società funziona diversamente; se la donna alta superasse il capo misogino non otterrebbe certo il bonus salariale. A livello concreto, questo studio è parziale e fuorviante perché la società non è la matematica ("meno male" e "che sfortuna" allo stesso tempo).
Poi c'era un discorso a livello generale, e qui sono stato un'onda in piena. Se il discorso di prima era una risposta alla scientificità dell'articolo, quello generale è se la bellezza sia una ricchezza sempre e comunque (come implicitamente cerca di sostenere l'amato Nicola). Ripeto, questa seconda critica non voleva dire "la bella e la brutta non sono discriminate", ma "la bella può essere tanto discriminata quanto la brutta" e "la donna bella non ha sempre successo perché bella". Infatti una parte dell'argomentazione era basata proprio sulla discriminazione tra donna carina ma che rispetta lo stereotipo e donna bellissima ma percepita come estranea ad esso.
Quindi anche qui non si può generalizzare. In primo luogo, in certi ambiti conta di più, in altri tutto, in altri nulla. In secondo luogo anche negli ambienti in cui conta al massimo grado può non sortire effetti: la donna nera, secondo la legge "bellezza=ricchezza" fallisce. Lo stesso discorso lo si può fare in negativo (l'intelligenza non è mezza ricchezza) che in positivo (la bruttezza non è mezza povertà), per cui anche ad un ipotetico articolo "L'intelligenza? E' mezza ricchezza" avrei recriminato con la stessa forza.
In ultimo luogo, cercavo di attenuare la concezione di bellezza come discriminante (ed in questo accolgo i vostri rimproveri) affermando che essa da sola aiuta un 70-80% delle volte, ma non sempre. A Veline, la donna stereotipata ma che non sa ballare non potrà mai entrare in quel mondo. E la modella che vuole sposarsi un marito ricco ma che non riesce a farsi notare non riuscirà mai ad accalappiare Biratore. E visto che dopo un po' i mariti ricchi finiscono, mentre le donne belle sono in numero maggiore, non tutte riescono nell'obiettivo e sono costrette a fare le insegnanti o le operaie.
Poi è ovvio che si preferisce la cameriera carina al mostro, ed è altrettanto ovvio che se la prima rovescia il caffè viene licenziata. Ma proprio per questo dubito che i gestori si limitino alla "bella presenza" nello scegliere/conservare il personale. Mettiamo l'ipotetico annuncio di Willy con un altro requisito "uso del computer richiesto": ci va una tettona, alta e disponibile, e magari si vende anche sessualmente. Se la prende comunque in saccoccia quando, una volta ottenuto il posto di lavoro, deve usare il computer. Una botta e viene rimandata a casa; è brutto ma almeno un po' più di giustizia c'è.
Adesso che ho razionalizzato il discorso forse tutto è un po' più chiaro.
Con la discriminazione di cui siete entrambi portavoce sono però d'accordo. Solo essa non è di natura, ossia la donna è discriminata perché tale, ma per fattori culturali e sociali. E su tale fondamenta deve cominciare la lotta, quindi non rivendicare i "diritti delle donne" ma delle cittadine.
PS: quest'ultima cosa solo per dire che odio la femminista che dice "la donna è migliore / più intelligente dell'uomo".
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Citazione:
Originalmente inviato da
Democrito
Ilaria e Semplificatore (qual'è il tuo nome?),
...ma come? Non hai visto il mio avatar?
...il mio nome è Bond, James Bond!
(più o meno)
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Riferimento: La bellezza? E' mezza ricchezza
ora ci sono...ma tanto per la precisione anche io odio il femminismo incallito e ovviamente anche l'opposto, sono due modi diversi per fare discriminazione.:sisi:
ora ti sottopongo una situazione... ieri ho assistito in tv ad una "causa" dove moglie e marito, genitori di una bambina (molto piccola ma non ricordo precisamente l'età) litigavano perchè la madre voleva ad ogni costo sottoporre la figlia ad un intervento chirurgico che le potesse modificare la lunghezza delle ossa, farla così diventare alta e slanciata, evitandole la possibilità di rinunciare alla partecipazione di concorsi...fino a che punto può arrivare la morbosità di un genitore nei confronti di un figlio e portarlo anche a crearsi delle vere paranoie?
esattamente come hai appena detto sono sicura che l'errore è nella società che semplifica e stereotipa, ma come si può diventare causa di problemi di questo genere? un genitore non dovrebbe difendere da queste realtà? (o almeno mettere in guardia) :mumble:
bye...
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Riferimento: La bellezza? E' mezza ricchezza
ahahahahhah allora io che sono bassa dovrei avere una bassa autostima :P
comunque scelgo la C, me ne frego perchè sono sicura del fatto mio. al massimo mi sistemo le sopracciglia e mi depilo le gambe per evitare l'effetto "pantaloni di flanella" ;)
però vero è che l'influenza del periodo adolescenziale sull'autostima conta. sicurezza di sè significa anche essere spigliati, sapersi "intortare" la gente... e quanti di noi in adolescenza sono stati "fatti a pezzi" per i brufoli, il naso lungo, le orecchie a sventola o, al contrario, osannati per le nostre grazie. Sono cose che contano.
ps: ma dato che sono bassa e piacente, come dovrebbe essere il mio salario? :|
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Riferimento: La bellezza? E' mezza ricchezza
la bellezza è mezza ricchezza...:sisi:
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Anche lo studio della psicologia sociale ce lo insegna.
Quando vediamo una persona piacente ci facciamo un'impressione di lei positiva, inferiamo dei tratti di personalità quali l'intelligenza... basandoci solo sull'aspetto fisico, che è l'unica fonte di informazione in nostro possesso.
Siamo fatti così... sono processi che scattano automaticamente.
Certo poi se la conosci bene...ti rendi conto se è effettivamente come ce la immaginavamo...