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A cosa serve la psicoanalisi?
Vorrei cercare di capire a cosa serve la psicoanalisi come pratica terapeutica. Cioé voglio capire in che modo uno psicoanalista tenterebbe di risolvere un certo problema che gli vien posto. Cito quello che ha scritto Gieko in un altro post che personalmente mi ha lasciato perplesso:
Citazione:
TUTTI i pazienti (candidati compresi) inizialmente fanno una domanda in cui il desiderio inconscio è, in misura maggiore o minore, sempre celato. Ritengo che poi l'analisi permetta l'emergere progressivo del desiderio e l'occuparsene, anche se ciò non avviene sempre nelle forme originariamente pensate.
L'eccessiva enfasi data all'idea di dare ascolto ai desideri inconsci di una persona a me non piace affatto, io vorrei che vengano soddisfatte in una certa misura le mie richieste coscienti, l'inconscio chi lo "vede"? Poi come faccio ad essere sicuro di non essere stato "imbrogliato" in qualche modo? Mi si può dire che al livello inconscio sono stato accontentato in ogni caso. Che la cosa funzioni comunque a me non interessa, io non voglio modificare la natura dei miei desideri, voglio che qualcuno mi aiuti a soddisfare quelli più importanti per me (però quelli che sento più importanti al livello cosciente altrimenti viene introdotto il solito trucco) visto che fino ad ora non ci sono riuscito: la psicoanalisi o un trattamento psicodinamico possono risultare utili in casi come il mio?
La cosa complicata per me è riuscire a soddisfare certi desideri ed esigenze, è in questo punto preciso che incontro delle difficoltà ed è qui che voglio ricevere aiuto, non è certo dai sintomi di tristezza e depressione che voglio guarire ed in fin dei conti non credo che abbia senso parlare di tristezza come sintomo slegandolo dai motivi esistenziali che la provocano, senza motivo non ci sarebbe tristezza, ma un insieme di sensazioni.
Ad esempio se io sono depresso o molto triste in certi momenti perché non riesco a fare qualcosa non desidero che qualcuno mi convinca che riuscire in quella cosa per me non è importante, voglio soltanto che riesca a darmi degli strumenti adeguati per riuscirci (e non solo emotivi), la mia domanda di aiuto è questa, e se non mi si può aiutare in questo io personalmente non desidero ricevere altre cure.
Può darsi che molte persone si rivolgono a queste pratiche con la speranza di ottenere qualcosa senza sapere chiaramente che quel che gli viene offerto non ha quasi nulla a che vedere con quel che chiedono.
Secondo me bisognerebbe essere una volta per tutte chiari e dire "la psicoanalisi non serve per risolvere certi problemi", se cercate delle strategie efficaci per vincere una battaglia, trovare una ragazza o cose del genere rivolgetevi ad altre discipline, uno psicoanalista non può di certo aiutarvi perché non possiede le conoscenze adeguate per "guidarvi" in modo più efficiente ed efficace rispetto ad altre persone o a voi stessi.
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Vorrei cercare di capire a cosa serve la psicoanalisi come pratica terapeutica. Cioé voglio capire in che modo uno psicoanalista tenterebbe di risolvere un certo problema che gli vien posto. Cito quello che ha scritto Gieko in un altro post che personalmente mi ha lasciato perplesso:
L'eccessiva enfasi data all'idea di dare ascolto ai desideri inconsci di una persona a me non piace affatto, io vorrei che vengano soddisfatte in una certa misura le mie richieste coscienti, l'inconscio chi lo "vede"? Poi come faccio ad essere sicuro di non essere stato "imbrogliato" in qualche modo? Mi si può dire che al livello inconscio sono stato accontentato in ogni caso. Che la cosa funzioni comunque a me non interessa, io non voglio modificare la natura dei miei desideri, voglio che qualcuno mi aiuti a soddisfare quelli più importanti per me (però quelli che sento più importanti al livello cosciente altrimenti viene introdotto il solito trucco) visto che fino ad ora non ci sono riuscito: la psicoanalisi o un trattamento psicodinamico possono risultare utili in casi come il mio?
La cosa complicata per me è riuscire a soddisfare certi desideri ed esigenze, è in questo punto preciso che incontro delle difficoltà ed è qui che voglio ricevere aiuto, non è certo dai sintomi di tristezza e depressione che voglio guarire ed in fin dei conti non credo che abbia senso parlare di tristezza come sintomo slegandolo dai motivi esistenziali che la provocano, senza motivo non ci sarebbe tristezza, ma un insieme di sensazioni.
Ad esempio se io sono depresso o molto triste in certi momenti perché non riesco a fare qualcosa non desidero che qualcuno mi convinca che riuscire in quella cosa per me non è importante, voglio soltanto che riesca a darmi degli strumenti adeguati per riuscirci (e non solo emotivi), la mia domanda di aiuto è questa, e se non mi si può aiutare in questo io personalmente non desidero ricevere altre cure.
Può darsi che molte persone si rivolgono a queste pratiche con la speranza di ottenere qualcosa senza sapere chiaramente che quel che gli viene offerto non ha quasi nulla a che vedere con quel che chiedono.
Secondo me bisognerebbe essere una volta per tutte chiari e dire "la psicoanalisi non serve per risolvere certi problemi", se cercate delle strategie efficaci per vincere una battaglia, trovare una ragazza o cose del genere rivolgetevi ad altre discipline, uno psicoanalista non può di certo aiutarvi perché non possiede le conoscenze adeguate per "guidarvi" in modo più efficiente ed efficace rispetto ad altre persone o a voi stessi.
serve per far spendere i soldi a chi ne ha molti, e alle signore di 50 anni che non sanno cosa fare di pomeriggio!:asd:
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
serve per far spendere i soldi a chi ne ha molti, e alle signore di 50 anni che non sanno cosa fare di pomeriggio!:asd:
Oltre ad essere una necessaria valvola di sfogo per i suoi detrattori, che altrimenti se la prenderebbero con il primo che gli capita sotto tiro per strada... :asd:
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Che la cosa funzioni comunque a me non interessa, io non voglio modificare la natura dei miei desideri, voglio che qualcuno mi aiuti a soddisfare quelli più importanti per me (però quelli che sento più importanti al livello cosciente altrimenti viene introdotto il solito trucco) visto che fino ad ora non ci sono riuscito: la psicoanalisi o un trattamento psicodinamico possono risultare utili in casi come il mio?
E perché mai qualcuno dovrebbe fare una cosa del genere? I tuoi desideri, tuoi sono. E tocca a te, e solo a te, trovare il modo di soddisfarli. Se non ci riesci... pace. Mica è obbligatorio riuscire a fare tutto. Se non ci sei riuscito sinora... riprova. Non è detto che non ci riuscirai anche in futuro.
Che c'entra l'analisi con la soddisfazione dei desideri?
Buona vita
Guglielmo
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Originalmente inviato da willy
Che c'entra l'analisi con la soddisfazione dei desideri?
E' la stessa cosa che ho affermato io, probabilmente allora ho inteso bene...
Io però direi che è opportuno chiarirla bene questa cosa, che la psicoanalisi non c'entra nulla con questo. Ho osservato in diversi forum che molte persone espongono dei problemi legati all'insoddisfazione di dover condurre un certo tipo di esistenza e gli vien suggerito spesso di andare in analisi, ma non viene mai chiarito bene che questa non serve a risolvere i problemi che provocano l'insoddisfazione, e se in fin dei conti questi problemi poi li dovranno risolvere comunque da soli (ammesso che ci possano riuscire) senza alcun aiuto oggettivo o suggerimento dell'analista, direi che è meglio non consigliare cose del genere, un supporto morale credo che lo si possa trovare in modo molto più economico.
Questo è meglio chiarirlo subito, perché spesso si investono tempo e denaro in qualcosa che non è capace di offrire quel che molte persone stanno cercando veramente.
Un saluto.
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
E' la stessa cosa che ho affermato io, probabilmente allora ho inteso bene...
Io però direi che è opportuno chiarirla bene questa cosa, che la psicoanalisi non c'entra nulla con questo.
No, scusatemi, ma state dicendo che la psicoanalisi non c'entra nulla con il desiderio del soggetto che bussa alla porta dello psicoanalista? Ho capito bene? Forse, dovremmo chiarirci su cosa intendiamo per desiderio, perchè Freud ha fatto del Wunsch il cuore della sua teoria praticamente...
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Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
No, scusatemi, ma state dicendo che la psicoanalisi non c'entra nulla con il desiderio del soggetto che bussa alla porta dello psicoanalista? Ho capito bene? Forse, dovremmo chiarirci su cosa intendiamo per desiderio, perchè Freud ha fatto del Wunsch il cuore della sua teoria praticamente...
Appunto, forse è il caso di intendersi sul concetto di desiderio, che, nell'ottica psicoanalitica, non è certo corrispondente all'accezione comune.
Ad ogni modo, prima di giungere a conclusioni affrettate e azzardate sul trattamento psicoanalitico, sarebbe opportuno avere una sufficiente cognizione di cosa sia, perchè utilizzi una determinata metodica, quali effetti persegua.
Saluti
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Sostanzialmente tutti vorremmo soddisfare i nostri desideri, per esempio mio nipote vuole uccidere il fratellino più piccolo, non che sia consapevole che facendo certe cose lo ucciderebbe, per lui si tratta solo di eliminare un problema nel modo migliore che può del resto (ha due anni e mezzo). Poi un'altro potrebbe volere una donna, ponendo che la donna non ci stia ha due strade per affrontare la questione: la prima è smettere di insistere, la seconda violentarla. La seconda soddisferebbe il suo desiderio di possederla certamente. Probabilmente non soddisferebbe il desiderio di essere amato da lei (sempre che rientri tra i desideri di questa persona). Ma non è colpa della donna se non ama quell'uomo né tantomeno se non ama il suo stupratore. Poi un'altro potrebbe desiderare di camminare, ma è infermo per via di una lesione. Per cui ha due strade: accettare la cosa; impazzire. Estremizzando la questione dei desideri si vede bene che a volte la dura realtà ci impedisce di soddisfare i nostri desideri, poichè la'mbiente esterno non è sempre né tantomeno facilmente modificabile a nostro piacimento. Quando ci inoltriamo in questa strada, plasmare il mondo come mi pare, succede che ci rimettano altre persone, e non è che sia colpa loro se poi mi odiano, dato che soddisfo i miei desideri a scapito loro. A proposito di freud il passaggio dal principio del piacere al principio di realtà parla più o meno di questa impossibilità nel soddisfare i nostri desideri accettando che i nostri desideri non si possono sempre soddisfare.
Questa provocazione per dire che in psicoterapia (molte psicoterapie) ed in psicoanalisi (tutta la psicoanalisi) si lavora sulla modificazione dell'ambiente interno, e non dell'ambiente esterno. Cioè di come io sto al mondo, e non di come io posso usare il mondo. Si può desiderare la propria madre e le sue carezze, ma se questa è morta che facciamo? ci mettiamo a giocare a scacchi con la morte?
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Originalmente inviato da
massimomassimo
Questa provocazione per dire che in psicoterapia (molte psicoterapie) ed in psicoanalisi (tutta la psicoanalisi) si lavora sulla modificazione dell'ambiente interno, e non dell'ambiente esterno. Cioè di come io sto al mondo, e non di come io posso usare il mondo. Si può desiderare la propria madre e le sue carezze, ma se questa è morta che facciamo? ci mettiamo a giocare a scacchi con la morte?
Questa è una specificazione importante, tuttavia ribadisco che è importante non confondere il desiderio reale, nel senso comune del termine, con il concetto di desiderio in psicoanalisi che rimanda a modalità o strutture di funzionamento inconscio irrigidite e solipsistiche, ad un'identità inconscia monolitica ed inscalfibile che è alla base della sintomatologia, compresa l'impossibilità di perseguire certi obbiettivi. Questo è il livello di lavoro specifico della psicoanalisi rispetto ad altri orientamenti.
Un saluto
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bella primavera
serve per far spendere i soldi a chi ne ha molti, e alle signore di 50 anni che non sanno cosa fare di pomeriggio!:asd:
Questa me l'ha detta anche uno psicoanalista, affermando che ci sono "signore che vanno in analisi invece che andare a giocare a 'canasta'", ed è una persona seria, che lo diceva nel senso che avrebbe preferito dare il posto a chi aveva realmente bisogno, anche se pagavano meno(.....).
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
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Questa me l'ha detta anche uno psicoanalista, affermando che ci sono "signore che vanno in analisi invece che andare a giocare a 'canasta'", ed è una persona seria, che lo diceva nel senso che avrebbe preferito dare il posto a chi aveva realmente bisogno, anche se pagavano meno(.....).
Bah, che sia una persona seria non posso metterlo in dubbio, certo che uno psicoanalista faccia queste considerazioni mi lascia molto perplesso (sul suo essere psicoanalista, intendo), idem per il "reale bisogno", se Tizio si rivolge ad 1 psicoanalista avrà una qualche domanda, sta allo psicoanalista il compito di permettere che qualcosa di questa possa articolarsi...
Saluti,
ikaro
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Questa me l'ha detta anche uno psicoanalista, affermando che ci sono "signore che vanno in analisi invece che andare a giocare a 'canasta'", ed è una persona seria, che lo diceva nel senso che avrebbe preferito dare il posto a chi aveva realmente bisogno, anche se pagavano meno(.....).
bella rosy ho sempre pensato che sei una grande!:approved:
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Originalmente inviato da
ikaro78
Oltre ad essere una necessaria valvola di sfogo per i suoi detrattori, che altrimenti se la prenderebbero con il primo che gli capita sotto tiro per strada... :asd:
Allora spera di non capitarmi sotto tiro...:asd:
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Originalmente inviato da
Char_Lie
E' la stessa cosa che ho affermato io, probabilmente allora ho inteso bene...
Io però direi che è opportuno chiarirla bene questa cosa, che la psicoanalisi non c'entra nulla con questo. Ho osservato in diversi forum che molte persone espongono dei problemi legati all'insoddisfazione di dover condurre un certo tipo di esistenza e gli vien suggerito spesso di andare in analisi, ma non viene mai chiarito bene che questa non serve a risolvere i problemi che provocano l'insoddisfazione, e se in fin dei conti questi problemi poi li dovranno risolvere comunque da soli (ammesso che ci possano riuscire) senza alcun aiuto oggettivo o suggerimento dell'analista, direi che è meglio non consigliare cose del genere, un supporto morale credo che lo si possa trovare in modo molto più economico.
Questo è meglio chiarirlo subito, perché spesso si investono tempo e denaro in qualcosa che non è capace di offrire quel che molte persone stanno cercando veramente.
Un saluto.
Infatti la psicoanalisi non risolve i problemi (proprio 'lei' no :asd:). Vai in analisi perchè devi iniziare a capire che i problemi li devi risolvere da solo: se non ci riesci ti do una mano a 'farti riuscire' ma l'analista non risolve i tuoi problemi. E' di risulta il fatto che la psicoanalisi è un trattamento lungo e quindi dispendioso. In genere il paziente che va in analisi dice spesso ''ma io però non voglio cambiare, voglio solo stare bene, 'tornare' a stare bene 'come prima'...'' ma è ovvio che, almeno in un'ottica psicodinamica, questa è semplicemente una aporia ed un atteggiamento difensivo (che va preso comunque con delicatezza per carità) nel senso che (per semplificare) se sto 'male' significa che la mia intera personalità ha bisogno di modificarsi, di criticarsi, di riconsiderarsi al di là di ogni vanità egoica e, a partire da ciò, a intraprendere un cammino di conoscenza che (a mio parere, salvo casi particolari che vanno presi con le pinze),non penso sia qualcosa di negativo in sè...
Certo, ci sono modi e modi di condurre una analisi e la letteratura insegna in questo senso: spesso (è una mia idea...non solo mia ovviamente) proprio destrutturando il piano teoria-pratica e andando al di la di precetti e convinzioni ossessive inutili e dannose si può evitare di arenarsi...tanto il profondo emerge sempre se si sa ''ascoltare'' pazientemente e con esso tutti i motivi, più o meno prevedibili, di una 'guarigione' (con tutta l'ambiguità che questo termine porta con sè).
Saluti,
Luigi
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Allora spera di non capitarmi sotto tiro...:asd:
Basta che mi stai alla larga, anche se ne dubito, gira e rigira sempre nelle discussioni di psicoanalisi bazzichi, strano leggo dal tuo profilo che sei appassionato di pnl, vade retro!! :P
Saluti,
ikaro
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Infatti la psicoanalisi non risolve i problemi (proprio 'lei' no :asd:). Vai in analisi perchè devi iniziare a capire che i problemi li devi risolvere da solo: se non ci riesci ti do una mano a 'farti riuscire' ma l'analista non risolve i tuoi problemi. E' di risulta il fatto che la psicoanalisi è un trattamento lungo e quindi dispendioso. In genere il paziente che va in analisi dice spesso ''ma io però non voglio cambiare, voglio solo stare bene, 'tornare' a stare bene 'come prima'...'' ma è ovvio che, almeno in un'ottica psicodinamica, questa è semplicemente una aporia ed un atteggiamento difensivo (che va preso comunque con delicatezza per carità) nel senso che (per semplificare) se sto 'male' significa che la mia intera personalità ha bisogno di modificarsi, di criticarsi, di riconsiderarsi al di là di ogni vanità egoica e, a partire da ciò, a intraprendere un cammino di conoscenza che (a mio parere, salvo casi particolari che vanno presi con le pinze),non penso sia qualcosa di negativo in sè...
Certo, ci sono modi e modi di condurre una analisi e la letteratura insegna in questo senso: spesso (è una mia idea...non solo mia ovviamente) proprio destrutturando il piano teoria-pratica e andando al di la di precetti e convinzioni ossessive inutili e dannose si può evitare di arenarsi...tanto il profondo emerge sempre se si sa ''ascoltare'' pazientemente e con esso tutti i motivi, più o meno prevedibili, di una 'guarigione' (con tutta l'ambiguità che questo termine porta con sè).
Saluti,
Luigi
Chapeau! Grande Luigi :yahoo: !!
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
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Questa provocazione per dire che in psicoterapia (molte psicoterapie) ed in psicoanalisi (tutta la psicoanalisi) si lavora sulla modificazione dell'ambiente interno, e non dell'ambiente esterno. Cioè di come io sto al mondo, e non di come io posso usare il mondo.
In entrambi i casi si modifica l'ambiente interno, la differenza è che in un caso si cerca di aumentare la "potenza" dell'individuo, nell'altro si cerca di adattare i desideri alla "realtà" delle coppia terapeutica. Se lo psicoterapeuta non possiede conoscenze più raffinate rispetto alla visione della "realtà" del paziente che ricadono al di fuori della visione del possibile del paziente stesso, non aggiunge niente di nuovo. Queste conoscenze però devono essere realmente efficaci.
Se ho una malattia che credo incurabile e lo psicoanalista conosce una cura o chi può curarmi aumenta la mia "potenza", in caso contrario non risolve alcunché di quel che mi interessava risolvere.
Se voglio davvero uccidere qualcuno magari perché voglio vendicarmi (o per altri motivi) può darsi che non cerco qualcuno che mi spinga ad occuparmi di altro ma che mi dia gli strumenti adatti per mettere in pratica la cosa senza correre troppi rischi, e se non mi si può aiutare in questo, di nuovo, io non ho bisogno di nient'altro, la domanda di aiuto è questa e non va travisata. (lo so che secondo la maggior parte dei punti di vista morali questo sarebbe illecito ma è un esempio per chiarire che l'efficacia strumentale di qualcosa è indipendente da quel che è lecito fare).
A me gli psicoanalisti non servono per gli scopi che ho in mente, i problemi che pongo sono di questa natura ed ho l'impressione che molte persone son come me, per questo poi restano deluse. Se non avete nulla da offrire rispetto a certi problemi abbiate almeno il buon senso di disoccuparvene come farebbe ogni buon medico, perché in certi frangenti fate credere che sapete cosa fare, ma poi un po' alla volta cambiate atteggiamento? (forse qui sbaglio a generalizzare, ma la persona a cui mi sono rivolto si è comportata proprio così, ed io mi rendevo conto di queste manovre).
Quest'ambiguità continua inquina completamente i problemi e le richieste di aiuto che vengono poste inizialmente. Se andate dal dentista per farvi curare un dente, o almeno così presupponete all'inizio, e questo poi dopo dieci sedute di manovre inizia a dirvi che non può accontentarvi, che questo vostro desiderio va elaborato o cose del genere, voi come reagireste?
Io mi sono sentito preso in giro.
Sapete cosa vi dico? A me personalmente tutto questo non interessa, non risolve veramente nulla di quel che vorrei fosse risolto e mi fa perdere solo tempo, ed in questa mia valutazione non credo di sbagliare.
Voglio soltanto mettere in guardia altre persone che potrebbero trovarsi nelle mie stesse condizioni e che vogliono avere soluzioni effettive migliori di non imbarcarsi in avventure simili.
Insomma capita che vien formulata un certo tipo di domanda di aiuto mentre la risposta che vien data da uno psicoanalista va bene per un altro tipo di domanda di aiuto che con la prima non ha quasi nulla a che vedere. Io continuo a pensare che è meglio chiarire bene tutto questo fin dall'inizio.
Un saluto a tutti.
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Vorrei cercare di capire a cosa serve la psicoanalisi
la psicoanalisi è «il nome: 1) di un procedimento per l’indagine dei processi psichici cui altrimenti sarebbe pressoché impossibile accedere; 2) di un metodo terapeutico (basato su tale indagine) per il trattamento dei disturbi nevrotici; 3) di una serie di conoscenze psicologiche acquisite per questa via che gradualmente di assommano e convergono in una nuova disciplina scientifica». (S. Freud, 1922, p. 439).
Citazione:
Originalmente inviato da
bella primavera
serve per far spendere i soldi a chi ne ha molti, e alle signore di 50 anni che non sanno cosa fare di pomeriggio!:asd:
in effetti un prof. disse che qualche anno fa tra le signore di un certo ceto sociale, andava di "moda" andare dallo psicoanalista, e dire "il mio psicoanalista dice....", perciò c'era la difficoltà di distinguere chi veramente aveva bisogno da chi andava per passatempo.
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
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perciò c'era la difficoltà di distinguere chi veramente aveva bisogno da chi andava per passatempo.
Secondo me c'è la difficoltà a distinguere chi è psicoanalista da chi non lo è, 1 psicoanalista che tiene 1 persona che a lui si rivolge invece di andare a giocare a canasta non è 1 psicoanalista, secondo me...
Saluti,
ikaro
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
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In entrambi i casi si modifica l'ambiente interno, la differenza è che in un caso si cerca di aumentare la "potenza" dell'individuo, nell'altro si cerca di adattare i desideri alla "realtà" delle coppia terapeutica. Se lo psicoterapeuta non possiede conoscenze più raffinate rispetto alla visione della "realtà" del paziente che ricadono al di fuori della visione del possibile del paziente stesso, non aggiunge niente di nuovo. Queste conoscenze però devono essere realmente efficaci.
Se ho una malattia che credo incurabile e lo psicoanalista conosce una cura o chi può curarmi aumenta la mia potenza, in caso contrario non risolve alcunché di quel che mi interessava risolvere.
Se voglio davvero uccidere qualcuno magari perché voglio vendicarmi (o per altri motivi) può darsi che non cerco qualcuno che mi spinga ad occuparmi di altro ma che mi dia gli strumenti adatti per mettere in pratica la cosa senza correre troppi rischi, e se non mi si può aiutare in questo, di nuovo, io non ho bisogno di nient'altro, la domanda di aiuto è questa e non va travisata.
A me gli psicoanalisti non servono per gli scopi che ho in mente, i problemi che pongo sono di questa natura ed ho l'impressione che molte persone son come me per questo poi restano deluse. Se non avete nulla da offrire abbiate almeno il buon senso di disoccuparvene come farebbe ogni buon medico, perché in certi frangenti fate credere che sapete cosa fare ma poi un po' alla volta cambiate atteggiamento.
Quest'ambiguità continua inquina completamente i problemi e le richieste di aiuto che vengono poste inizialmente. Se andate dal dentista per farvi curare un dente, o almeno così presupponete all'inizio, e questo poi dopo dieci sedute di manovre bizzarre inizia a dirvi che non può accontentarvi, che questo vostro desiderio va elaborato o cose del genere, voi come reagireste?
Sapete cosa vi dico? A me personalmente tutto questo non interessa, non risolve veramente nulla di quel che vorrei fosse risolto e mi fa perdere solo tempo.
Voglio soltanto mettere in guardia altre persone che potrebbero trovarsi nelle mie stesse condizioni e che vogliono avere soluzioni effettive di non imbarcarsi in avventure simili.
Charlie, hai 1 rappresentazione-macchietta della psicoanalisi e dello psicoanalista, non è niente di tutto ciò che dici, quello che la psicoanalisi offre è 1 cura che ha il suo cuore nell'inconscio, con l'idea che quanto più ci si allontana dall'inconscio tanto più si soffre (almeno nella nevrosi), non so chi tu abbia incontrato o che percorso tu abbia fatto -ma da quel che mi racconti non sembrerebbe proprio una psicoanalisi- questo lavoro comporta un impegno notevole ed ha ovviamente anche dei limiti ma, non c'è solo questo ovviamente, puoi provare con altre strade che magari ti daranno la potenza che cerchi...
Saluti,
ikaro
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
:rolleyes:Aridaje questo con la cura!
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
:rolleyes:Aridaje questo con la cura!
Vedi tu, siamo nella stanza Psicoterapie... :rolleyes:
PS Charlie, qualcuno potrebbe consigliarti, per acquistare potenza, di cambiare nick e mettere 1 tigre come avatar!! ;-)
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
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Originalmente inviato da ikaro78
puoi provare con altre strade che magari ti daranno la potenza che cerchi...
Sai ikaro78 quello che dico è meno astratto di quel che possa sembrare, una volta mi rivolsi ad un certo insegnante affinché mi preparasse in una materia e quella persona fu una delle poche al di fuori dei miei familiari che riuscì a farmi migliorare e raggiungere l'obiettivo pattuito davvero con degli sforzi considerevolmente minori rispetto a quelli che avrei dovuto usare io da solo, questo per me rappresenta un aiuto concreto.
Ho usato il termine "potenza" ma quello che volevo dire era molto semplice.
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
E se la vera 'potenza' venisse dall'accettazione che 'quanto meno potente è l'io' più è potente l'uomo nella totalità? La psicoanalisi ti fa una domanda radicale: sei capace di dis-locare l'Io, l'atollo della coscienza, per scorgere il mare infinito che vi è intorno? C'è un punto nella vita di ognuno, un punto qualsiasi, dal quale l'Io si scorge come da un burrone e non sa andare avanti...esso non da risposte, ne d'altro canto può darne, perchè ciò che è in fondo doloroso da intendere è che l'Io è 'limitato' proprio come un 'complesso': se si comprende il perchè di questa finitudine si capisce il senso dell'inconscio che non è una terra da bonificare ed esaurire, ma la possibilità 'propria dell'io' di incanalarsi verso un senso 'radicalmente suo': un Io ''forgiato'' dall'umiltà più estrema non si 'spezza' davanti a nessuna prova del mondo perchè ora, e solo ora, è veramente forte di un'alleanza che non si esaurisce...è ''potente'', come dici...
Saluti,
Luigi
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Sai ikaro78 quello che dico è meno astratto di quel che possa sembrare, una volta mi rivolsi ad un certo insegnante affinché mi preparasse in una materia e quella persona fu una delle poche al di fuori dei miei familiari che riuscì a farmi migliorare e raggiungere l'obiettivo pattuito davvero con degli sforzi considerevolmente minori rispetto a quelli che avrei dovuto usare io da solo, questo per me rappresenta un aiuto concreto.
Ho usato il termine "potenza" ma quello che volevo dire era molto semplice.
Sai Char_lie, partendo dalla tua prospettiva e dalla tua domanda, si capisce molto bene che non parli di qualcosa di astratto ma di concreto, sia come realmente accaduto, perchè qs cose accadono, purtroppo, sia come tentativo di spiegazione dei tuoi bisogni e del motivo per cui non ritieni adatta a te e ad altre persone la psicoanalisi, oltre a farle delle critiche perchè non ti sei sentito realmente rispettato e non vorresti che altre persone si trovassero in qs situazione; cioè nel sentirsi dirsi inizialmente che quella è la "terapia" giusta per trovarsi poi dopo un po' di fronte ad una specie di "voltafaccia" ed irritabilita' dell'analista, se ho ben capito, a causa della non progressione ed eventuale insuccesso dell'analisi, che ti sara' stata fatta molto "pesare", per indurti a smettere, provocandoti una certa sfiducia e delusione, poichè purtroppo, molti "analisti" che si comportano cosi', ci sono. Hai ragione a dire che invece di farti perdere qualche annetto, ti avrebbe dovuto dire prima che ilprocesso non stava funzionando e permetterti di cercare altrove, o per altre strade, perchè si comprende che qs storia, che ti ha creato secondo ikaro, che pero', mi sembra quello che ha capito meglio la situazone, in qs caso, una rappresentazione da "macchietta", che tu devi aver provato un senso di esasperazione.
Purtroppo, questa è una grande fetta di quel che viene definito il "sommerso" in psicoanalisi, molto piu' comune di cio' che credi, di pazienti che di fatto peggiorano, oltre a non migliorare, senza tirare in ballo tante resistenze o altro, bisognava indicare loro, un'altra strada.
Non so perchè, nel dichiarato bisogno di "far assumere al pz le responsabilita' delle proprie azioni e scelte", poi, si rifugga dall'"assumersi le proprie, per un trattamento che fallisce..da parte degli psicoanalisti, di molti di essi" e si rifugga dalla lettura atttenta della 1 domanda, che ad es., è un'urgenza sul "come fare" per...che eviterebbe molti dolori aggiunti, ad una persona e, a volte, anche allo stesso analista.
Se invece la domanda "come fare ..per" viene accolta, non ci si puo' poi giustificare teoricamente, dicendo che la psicoanalisi non serve a questo, creando una posizione da sottile "doppio legame", in cui porre la persona.
Io credo che da cio' che emerge dalle tue parole, sia piu' adatto un trattamento di altro tipo, per te e per aiutarti veramente, anche a restituirti un po' di fiducia ed equilibrio rispetto a certe urgenze che trapelano dal tuo linguaggio, di essere aiutato concretamente "a"....
Hai diritto a scegliere, per te; essendo stato qs 3d, aperto da te, ti ammiro per il coraggio con il quale hai cmq, portato la tua testimonianza.:)
:ciao:
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Sai ikaro78 quello che dico è meno astratto di quel che possa sembrare, una volta mi rivolsi ad un certo insegnante affinché mi preparasse in una materia e quella persona fu una delle poche al di fuori dei miei familiari che riuscì a farmi migliorare e raggiungere l'obiettivo pattuito davvero con degli sforzi considerevolmente minori rispetto a quelli che avrei dovuto usare io da solo, questo per me rappresenta un aiuto concreto.
Ho usato il termine "potenza" ma quello che volevo dire era molto semplice.
Scusa Char_lie, ma tu per potenza, intendi dire qualcosa come "maggiore capacita' di..."; "riuscire a controllare certe cose che mi accadono, in modo migliore di come riesco oggi.."? Hai usato il termine potenza in una accezione piu' generale, per rendere con forza il tuo pensiero? Cioè potenza per far capire che per te è importante ad es., "acquisire determinate capacita' o potenziarle in modo appropriato a farti vivere meglio"? Credo sia cosi', piu' o meno, giusto?
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Originalmente inviato da
ikaro78
Secondo me c'è la difficoltà a distinguere chi è psicoanalista da chi non lo è, 1 psicoanalista che tiene 1 persona che a lui si rivolge invece di andare a giocare a canasta non è 1 psicoanalista, secondo me...
Saluti,
ikaro
ovviamente lo scopo era quello di tenere i veri pazienti e mandare a giocare a canasta gli altri :approved: anche perché chi ha riferito qeusto fatto era veramente un grande psicoanalista
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Sai Char_lie, partendo dalla tua prospettiva e dalla tua domanda, si capisce molto bene che non parli di qualcosa di astratto ma di concreto, sia come realmente accaduto, perchè qs cose accadono, purtroppo, sia come tentativo di spiegazione dei tuoi bisogni e del motivo per cui non ritieni adatta a te e ad altre persone la psicoanalisi, oltre a farle delle critiche perchè non ti sei sentito realmente rispettato e non vorresti che altre persone si trovassero in qs situazione; cioè nel sentirsi dirsi inizialmente che quella è la "terapia" giusta per trovarsi poi dopo un po' di fronte ad una specie di "voltafaccia" ed irritabilita' dell'analista, se ho ben capito, a causa della non progressione ed eventuale insuccesso dell'analisi, che ti sara' stata fatta molto "pesare", per indurti a smettere, provocandoti una certa sfiducia e delusione, poichè purtroppo, molti "analisti" che si comportano cosi', ci sono. Hai ragione a dire che invece di farti perdere qualche annetto, ti avrebbe dovuto dire prima che ilprocesso non stava funzionando e permetterti di cercare altrove, o per altre strade, perchè si comprende che qs storia, che ti ha creato secondo ikaro, che pero', mi sembra quello che ha capito meglio la situazone, in qs caso, una rappresentazione da "macchietta", che tu devi aver provato un senso di esasperazione.
Purtroppo, questa è una grande fetta di quel che viene definito il "sommerso" in psicoanalisi, molto piu' comune di cio' che credi, di pazienti che di fatto peggiorano, oltre a non migliorare, senza tirare in ballo tante resistenze o altro, bisognava indicare loro, un'altra strada.
Non so perchè, nel dichiarato bisogno di "far assumere al pz le responsabilita' delle proprie azioni e scelte", poi, si rifugga dall'"assumersi le proprie, per un trattamento che fallisce..da parte degli psicoanalisti, di molti di essi" e si rifugga dalla lettura atttenta della 1 domanda, che ad es., è un'urgenza sul "come fare" per...che eviterebbe molti dolori aggiunti, ad una persona e, a volte, anche allo stesso analista.
Se invece la domanda "come fare ..per" viene accolta, non ci si puo' poi giustificare teoricamente, dicendo che la psicoanalisi non serve a questo, creando una posizione da sottile "doppio legame", in cui porre la persona.
Io credo che da cio' che emerge dalle tue parole, sia piu' adatto un trattamento di altro tipo, per te e per aiutarti veramente, anche a restituirti un po' di fiducia ed equilibrio rispetto a certe urgenze che trapelano dal tuo linguaggio, di essere aiutato concretamente "a"....
Hai diritto a scegliere, per te; essendo stato qs 3d, aperto da te, ti ammiro per il coraggio con il quale hai cmq, portato la tua testimonianza.:)
:ciao:
Sono pienamente d'accordo!In fondo, diciamocelo pure, ci stanno un'infinita di indirizzi affini e non e persone qualificate che sicuramente scalzeranno i dubbi che hai intorno alla pratica psicoanalitica Charlie e ti restituiranno fiducia come dice Gaia...
Saluti,
Luigi
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
In entrambi i casi si modifica l'ambiente interno, la differenza è che in un caso si cerca di aumentare la "potenza" dell'individuo, nell'altro si cerca di adattare i desideri alla "realtà" delle coppia terapeutica. Se lo psicoterapeuta non possiede conoscenze più raffinate rispetto alla visione della "realtà" del paziente che ricadono al di fuori della visione del possibile del paziente stesso, non aggiunge niente di nuovo. Queste conoscenze però devono essere realmente efficaci.
Se ho una malattia che credo incurabile e lo psicoanalista conosce una cura o chi può curarmi aumenta la mia "potenza", in caso contrario non risolve alcunché di quel che mi interessava risolvere.
Se voglio davvero uccidere qualcuno magari perché voglio vendicarmi (o per altri motivi) può darsi che non cerco qualcuno che mi spinga ad occuparmi di altro ma che mi dia gli strumenti adatti per mettere in pratica la cosa senza correre troppi rischi, e se non mi si può aiutare in questo, di nuovo, io non ho bisogno di nient'altro, la domanda di aiuto è questa e non va travisata. (lo so che secondo la maggior parte dei punti di vista morali questo sarebbe illecito ma è un esempio per chiarire che l'efficacia strumentale di qualcosa è indipendente da quel che è lecito fare).
A me gli psicoanalisti non servono per gli scopi che ho in mente, i problemi che pongo sono di questa natura ed ho l'impressione che molte persone son come me, per questo poi restano deluse. Se non avete nulla da offrire rispetto a certi problemi abbiate almeno il buon senso di disoccuparvene come farebbe ogni buon medico, perché in certi frangenti fate credere che sapete cosa fare, ma poi un po' alla volta cambiate atteggiamento? (forse qui sbaglio a generalizzare, ma la persona a cui mi sono rivolto si è comportata proprio così, ed io mi rendevo conto di queste manovre).
Quest'ambiguità continua inquina completamente i problemi e le richieste di aiuto che vengono poste inizialmente. Se andate dal dentista per farvi curare un dente, o almeno così presupponete all'inizio, e questo poi dopo dieci sedute di manovre inizia a dirvi che non può accontentarvi, che questo vostro desiderio va elaborato o cose del genere, voi come reagireste?
Io mi sono sentito preso in giro.
Sapete cosa vi dico? A me personalmente tutto questo non interessa, non risolve veramente nulla di quel che vorrei fosse risolto e mi fa perdere solo tempo, ed in questa mia valutazione non credo di sbagliare.
Voglio soltanto mettere in guardia altre persone che potrebbero trovarsi nelle mie stesse condizioni e che vogliono avere soluzioni effettive migliori di non imbarcarsi in avventure simili.
Insomma capita che vien formulata un certo tipo di domanda di aiuto mentre la risposta che vien data da uno psicoanalista va bene per un altro tipo di domanda di aiuto che con la prima non ha quasi nulla a che vedere. Io continuo a pensare che è meglio chiarire bene tutto questo fin dall'inizio.
Un saluto a tutti.
Caro Charlie, mi sembra che non sei interessato a conoscere, e dunque criticare anche, ma anche apprendere, piuttosto sei incavolato marcio e di quel che leggi prendi ciò che ti va di prendere.
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Ciao Charlie, scusami ma vorrei capire cosa ti rode?
Sei paziente ex o attuale, sei studente di psicologia, oppure che? Cosa ti provoca questo amore odio verso la psicoanalisi?
Non capisco bene il tipo di desideri che hai?
Se ti apri un pò, sarebbe più facile capire........
:mano:
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Originalmente inviato da francesca63
Ciao Charlie, scusami ma vorrei capire cosa ti rode?
Sei paziente ex o attuale, sei studente di psicologia, oppure che? Cosa ti provoca questo amore odio verso la psicoanalisi?
Non capisco bene il tipo di desideri che hai?
Se ti apri un pò, sarebbe più facile capire........
Ciao francesca, sono un ex paziente o se vuoi cliente, e non mi son sentito aiutato affatto rispetto a dei problemi che ponevo, nel senso che non mi è stata mostrata alcuna strada alternativa o soluzione più efficace e meno rischiosa: se mi sono rivolto a qualcuno era proprio perché volevo poter disporre di qualche facilitazione.
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Citazione:
Originalmente inviato da massimomassimo
Caro Charlie, mi sembra che non sei interessato a conoscere, e dunque criticare anche, ma anche apprendere, piuttosto sei incavolato marcio e di quel che leggi prendi ciò che ti va di prendere.
Scusami massimomassimo per il ritardo con cui rispondo.
Sul fatto di essere incavolato, è vero e ne sono consapevole. Spesso alcune affermazioni, per così dire, stuzzicano la mia incavolatura. Le mie critiche sono mosse da questi sentimenti così come ogni critica è mossa sempre da qualche sentimento: se ci pensi tra tante cose da poter criticare se ne scelgono soltanto alcune proprio per questo.
Secondo me non ha senso chiedere a qualcuno di togliere una certa sofferenza punto e basta. Si hanno in mente sempre certe situazioni specifiche in cui questa sofferenza non c'è. Ad esempio si potrebbe curare il dolore che una persona prova ad una mano tagliando via tutto il braccio :D, fortunatamente però quasi nessuno pensa che questo intervento risolva il problema. Certo qualcosa per risolvere un problema va cambiato ma "cosa va cambiato" o "può essere cambiato" ed anche "come può essere cambiato" dovrebbe essere già presente nella domanda di aiuto, insomma tutte queste informazioni fanno parte del problema stesso da risolvere.
Le domande di aiuto perciò dovrebbero essere interpretate in modo abbastanza preciso, certo non si può essere precisissimi, ma l'esempio del braccio dovrebbe far riflettere un po' tutti.
In conclusione secondo me bisognerebbe cercare di capire consciamente cosa la persona sta chiedendo precisamente senza suppore che al livello inconscio questa desideri ottenere necessariamente altro, perché questo all'inizio non lo si può sapere e se si accoglie la domanda di aiuto iniziale dicendo che le si può dare una mano, poi lo trovo scorretto tirarsi indietro rispetto a questa cosa strada facendo.
Soltanto se la persona chiede chiaramente di voler capire cosa desidera veramente va aiutata in questo modo secondo me, perché nella sua domanda di aiuto è presente questo interesse.
Ora sono arrabbiato, ma avevo anche pensato che potessi essere stato io a comunicare male quello che volevo, può darsi che la psicoterapeuta era in buona fede ed aveva capito tutt'altro, insomma non ci si era intesi.
Però quella affermazione di gieko che ho riportato all'inizio ha fatto scattare nuovamente i miei dubbi insieme ai miei nervi.
Citazione:
TUTTI i pazienti (candidati compresi) inizialmente fanno una domanda in cui il desiderio inconscio è, in misura maggiore o minore, sempre celato. Ritengo che poi l'analisi permetta l'emergere progressivo del desiderio e l'occuparsene, anche se ciò non avviene sempre nelle forme originariamente pensate.
Come si fa a sapere che per TUTTI è così? Non sarebbe meglio cercare di capire veramente cosa sta cercando e cosa vuole ottenere una persona? Come si fa poi ad assicurarle che in qualche modo la si potrà aiutare se si impostano le cose in questo modo?
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Citazione:
Originalmente inviato da RosaDiMaggio
Cioè potenza per far capire che per te è importante ad es., "acquisire determinate capacita' o potenziarle in modo appropriato a farti vivere meglio"? Credo sia cosi', piu' o meno, giusto?
Ciao RosaDiMaggio, sì più o meno volevo dire questo.
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Due persone si incontrano in una stanza.La prima chiede aiuto per risolvere un problema, la seconda risponde alla richiesta con i soli mezzi della relazione.Da una parte si chiede, ma non è detto che si sappia ciò che si vuole; dall'altra si offrono risposte, ma non è certo che l'offerta corrisponda al bisogno effettivo. Si potrebbe instaurare una comunicazione autentica e produttiva, come anche un dialogo tra sordi. Da cosa dipende che si imbocchi una strada o l'altra? Con quali criteri è possibile stabilire se una relazione è corretta o meno? Il fatto che alcune regole, principi teorici o tecnici vengono imposti come basilari e intoccabili, può essere avvertito dal paziente come una trappola, tuttavia se le regole del gioco non sono negoziate fin dall'inizio, può accadere che il più debole può ricevere aiuto solo al prezzo di una sottomissione intellettuale e affettiva al più forte:una condizione che certo non favorisce la nascita e lo sviluppo di un dialogo autentico.
La volontà di negoziare, non coicide con la disponibilità ad accogliere qualsiasi richiesta o a farsi coinvolgere in ogni avventura.(da:T.Cerere.Comes:Il nuovo sciamano)
Una relazione come la sogni tu, Charlie, non negoziale, (che facilitazioni pretenderesti? Forse la bacchetta magica o giochi di presigio:skunk:per aiutarti?), non è realmente terapeutica, e non ti potrà mai offrire risposte soddisfacenti, ma solo la disponibilità ad essere ascoltato.
Ciao
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Originalmente inviato da
luigi '84
Sono pienamente d'accordo!In fondo, diciamocelo pure, ci stanno un'infinita di indirizzi affini e non e persone qualificate che sicuramente scalzeranno i dubbi che hai intorno alla pratica psicoanalitica Charlie e ti restituiranno fiducia come dice Gaia...
Saluti,
Luigi
Scusami Luigi, ma cio' che intendevo dire io a Char_lie, non ha a che fare con lo scalzare i suoi dubbi intorno alla pratica psicoanalitica e a "restiuirgli fiducia, come dico 'io'"(Gaia)
Io intendevo riferirmi ad un altro tipo di fiducia, che nulla ha a che fare con la pratica psicoanalitica, ma a Char_lie come persona con determinati bisogni, desideri e necessita'; l'importante, per me, è che possa trovare una reale ed adeguata risposta a cio' che chiede, cioè alle sue domande specifiche, indipendentemente dal fatto che cio' possa scalzare i suoi dubbi intorno alla psicoanalisi o confermarglieli. Mi sembra molto piu' importante lui come soggetto che una determinata "pratica...".
Saluti
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Ora sono arrabbiato, ma avevo anche pensato che potessi essere stato io a comunicare male quello che volevo, può darsi che la psicoterapeuta era in buona fede ed aveva capito tutt'altro, insomma non ci si era intesi.
Però quella affermazione di gieko che ho riportato all'inizio ha fatto scattare nuovamente i miei dubbi insieme ai miei nervi.
Come si fa a sapere che per TUTTI è così? Non sarebbe meglio cercare di capire veramente cosa sta cercando e cosa vuole ottenere una persona? Come si fa poi ad assicurarle che in qualche modo la si potrà aiutare se si impostano le cose in questo modo?
Non discuto la tua rabbia e la tua delusione per non esserti sentito aiutato, nè tantomeno la tua eventuale perplessità verso la psicoanalisi e lo scetticismo verso un nuovo trattamento di questo tipo. Solo che queste sono questioni non generalizzabili in quanto tue, legate alle tue dinamiche ed in particolare a quelle che si sono espresse nella relazione terapeutica.
Il fatto è questo, come dice anche francesca: come psicoanalisti si è chiamati ad occuparsi proprio di queste dinamiche relazionali - che sono inconsce, nel senso che rimandano ad esigenze profonde e non consapevoli -, e che sono alla base del sintomo, qualsiasi esso sia.
Sul fatto che ciò sia "per TUTTI così" è banalmente riscontrabile nel momento che tutti gli esseri umani funzionano mediante processi dinamici e, quindi, tutti hanno modalità di funzionamento, strutture relazionali inconsapevoli, in base alle quali si muovono nel mondo (con la differenza che in alcuni casi sono sufficientemente flessibili ed adattive da non creare sintomi, in altri no). Senza tirare in ballo per forza la psicoanalisi, anche alcuni orientamenti cognitivisti si sono da tempo avvicinati a questa visione, considerando schemi di attaccamento che condizionano la vita relazionale del paziente. Chi ha una preparazione specifica sa riconoscere queste domande implicite portate dal paziente, e quindi può dare una risposta concreta al suo disagio, anche se ad un livello differente da ciò che viene espresso verbalmente. Gli indici che segnalano il funzionamento inconscio sono veramente molti, dalle emozioni veicolate nella relazione, alla storia del paziente, al tono di voce, solo per fare alcuni esempi.
Non si obbliga chiaramente nessuno a lavorare a questo livello se non lo si desideri, così come è possibile che proprio la mancata individuazione delle domande inconsce del paziente porti alla collusione e quindi al fallimento della terapia.
Altro non ti so dire, e, come ha detto anche Rosadimaggio, non è tanto importante difendere a spada tratta un modello teorico ed una pratica clinica quanto cercare di capire.
Un saluto
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Due persone si incontrano in una stanza.La prima chiede aiuto per risolvere un problema, la seconda risponde alla richiesta con i soli mezzi della relazione.Da una parte si chiede, ma non è detto che si sappia ciò che si vuole; dall'altra si offrono risposte, ma non è certo che l'offerta corrisponda al bisogno effettivo.
Mi sembra un punto importante questo, vorrei provare a fare alcune sottolineature, anche perchè ho la sensazione che abbiamo lasciato il nostro Charlie con 1 pugno di mosche in mano ed è rimasta forse inevasa la questione iniziale del post, ovvero: A cosa serve la psicoanalisi?. Trovo comunque che l'intervento di Luigi (dislocare l'Io), sia una risposta davvero preziosa a questa domanda. Vado un po' oltre. Francesca dice: "Da una parte si chiede, ma non è detto che si sappia ciò che si vuole". Sono assolutamente d'accordo e, aggiungo, "non è detto che si sappia ciò che si chiede". Su questo punto, mi sembra che Charlie non sia in accordo e in fondo quello che ci dice, peraltro legittimamente è: "Questo chiedo e questo voglio, puoi darmelo? Sì o no? Nì? Cosa vuol dire nì?". Ora, non so come siano andate le cose, visto che Charlie non ce lo racconta, ma a questo livello qualcosa non ha funzionato. Mi spiego, quando Charlie dice "come si fa a sapere che per TUTTI è così" (riferendosi alla frase di Gieko) in fondo chiede, mi pare, "come posso essere sicuro dell'esistenza dell'inconscio?". Ebbene, è questo che secondo me non ha funzionato. Nel senso che i colloqui preliminari all'analisi dovrebbero avere il fine di mostrare al soggetto il fatto che l'Io non è padrone in casa propria e che quindi il sintomo ha un senso che gli sfugge, che sfugge alla coscienza. Questo significa anche far sì che il sintomo da lamento divenga sintomo analitico e come tale interpretabile sotto transfert. Se si dà per scontato questo lavoro -magari facendo subito stendere il paziente sul divano o facendo interpretazioni selvagge, non perchè errate, ma perchè assolutamente fuori tempo per il soggetto- è chiaro che il paziente che chiede aiuto perchè sta male e si sente rispondere "in realtà inconsciamente vuoi quest' altro..." se ne va incazzato e non è stato aiutato in nessun modo -non tanto a livello del "come fare per..." (per questo ci sono i life coach!!) quanto al livello dell'articolazione della domanda- ma qui la responsabilità è solo ed esclusivamente dello "psicoanalista" (o supposto tale), non della psicoanalisi come tale.
Saluti,
ikaro
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Scusami Luigi, ma cio' che intendevo dire io a Char_lie, non ha a che fare con lo scalzare i suoi dubbi intorno alla pratica psicoanalitica e a "restiuirgli fiducia, come dico 'io'"(Gaia)
Io intendevo riferirmi ad un altro tipo di fiducia, che nulla ha a che fare con la pratica psicoanalitica, ma a Char_lie come persona con determinati bisogni, desideri e necessita'; l'importante, per me, è che possa trovare una reale ed adeguata risposta a cio' che chiede, cioè alle sue domande specifiche, indipendentemente dal fatto che cio' possa scalzare i suoi dubbi intorno alla psicoanalisi o confermarglieli. Mi sembra molto piu' importante lui come soggetto che una determinata "pratica...".
Saluti
Si Gaia...io intendevo fiducia in generale (forse mi sono espresso male) che può venire da tante fonti:se si ha un pò più di fiducia in se stessi può darsi che anche una 'pratica' a noi non congeniale possa diventare familiare perchè compresa. E mi pare che si stesse parlando proprio di questo...di 'comprensione'.
Saluti,
Luigi
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Mi sembra un punto importante questo, vorrei provare a fare alcune sottolineature, anche perchè ho la sensazione che abbiamo lasciato il nostro Charlie con 1 pugno di mosche in mano ed è rimasta forse inevasa la questione iniziale del post, ovvero: A cosa serve la psicoanalisi?. Trovo comunque che l'intervento di Luigi (dislocare l'Io), sia una risposta davvero preziosa a questa domanda. Vado un po' oltre. Francesca dice: "Da una parte si chiede, ma non è detto che si sappia ciò che si vuole". Sono assolutamente d'accordo e, aggiungo, "non è detto che si sappia ciò che si chiede". Su questo punto, mi sembra che Charlie non sia in accordo e in fondo quello che ci dice, peraltro legittimamente è: "Questo chiedo e questo voglio, puoi darmelo? Sì o no? Nì? Cosa vuol dire nì?". Ora, non so come siano andate le cose, visto che Charlie non ce lo racconta, ma a questo livello qualcosa non ha funzionato. Mi spiego, quando Charlie dice "come si fa a sapere che per TUTTI è così" (riferendosi alla frase di Gieko) in fondo chiede, mi pare, "come posso essere sicuro dell'esistenza dell'inconscio?". Ebbene, è questo che secondo me non ha funzionato. Nel senso che i colloqui preliminari all'analisi dovrebbero avere il fine di mostrare al soggetto il fatto che l'Io non è padrone in casa propria e che quindi il sintomo ha un senso che gli sfugge, che sfugge alla coscienza. Questo significa anche far sì che il sintomo da lamento divenga sintomo analitico e come tale interpretabile sotto transfert. Se si dà per scontato questo lavoro -magari facendo subito stendere il paziente sul divano o facendo interpretazioni selvagge, non perchè errate, ma perchè assolutamente fuori tempo per il soggetto- è chiaro che il paziente che chiede aiuto perchè sta male e si sente rispondere "in realtà inconsciamente vuoi quest' altro..." se ne va incazzato e non è stato aiutato in nessun modo -non tanto a livello del "come fare per..." (per questo ci sono i life coach!!) quanto al livello dell'articolazione della domanda- ma qui la responsabilità è solo ed esclusivamente dello "psicoanalista" (o supposto tale), non della psicoanalisi come tale.
Saluti,
ikaro
Infatti:approved: e, purtroppo, caro ikaro, di psicoanalisti di qs pasta, ce ne sono molti, che non si premurano di fare i necessari colloqui preliminari nei primi incontri, per comprendere e "far comprendere" come si articola la domanda, dandola in se' per scontata, e partendo in quarta, "trascinandosi" il paziente, che non viene logicamente, aiutato in alcun modo, se non ad esasperarsi ed incavolarsi.
Ma puo' anche darsi che se qs colloqui, durante gli incontri preliminari, si facessero sempre con la dovuta relativizzazione del "potere assoluto" della domanda inconscia, per poterla collocare a qs livello, si comprenderebbe che ci sono casi in cui è bene magari rimandare ad altri momenti la sua estrinsecazione in un'analisi, fornendo cmq un feedback al pz, come gli è eticamente dovuto, e, magari, indicargli una strada diversa, come previsto dal codice deontologico degli psicologi.
Non è detto che perchè una persona bussi alla porta di uno psicoanalista, debba ipso factu, ritrovarsi in un trattamento analitico, ma che piuttosto, la sua prima vera urgenza sta nell'ascolto della sua domanda e ad all'analista comportarsi in maniera consona.
Ciao.
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Beh, la mia opinione è che se uno non si trova bene con un terapeuta lo puo cambiare, in fondo è come andare da un parrucchiere, ti offre un servizio e anche se tutti dicono che è bravo puo capitare a te di non trovarti bene. Non si tratta né che il parrucchiere non è bravo né che tu non sei buono, semplicemente hai altri gusti. Inutile chiedere al parrucchiere di cambiare stile, lavora bene col suo e dunque non può farlo con semplicità. Il cliente però può cambiare sia parrucchiere che taglio di capelli. Non mi metterei a fare una crociata ocntro i parrucchieri perchè uno mi ha rasato il collo.
Poi, se la discussione riguarda la durata dell'analisi, il metodo clinico inappropriato e quant'altro la cosa è differente. Ma questo è gia un'altro piano. Un Saluto
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Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?
Citazione:
Beh, la mia opinione è che se uno non si trova bene con un terapeuta lo puo cambiare, in fondo è come andare da un parrucchiere, ti offre un servizio e anche se tutti dicono che è bravo puo capitare a te di non trovarti bene. Non si tratta né che il parrucchiere non è bravo né che tu non sei buono, semplicemente hai altri gusti. Inutile chiedere al parrucchiere di cambiare stile, lavora bene col suo e dunque non può farlo con semplicità. Il cliente però può cambiare sia parrucchiere che taglio di capelli. Non mi metterei a fare una crociata ocntro i parrucchieri perchè uno mi ha rasato il collo.
Poi, se la discussione riguarda la durata dell'analisi, il metodo clinico inappropriato e quant'altro la cosa è differente. Ma questo è gia un'altro piano. Un Saluto
Davvero infelice la metafora del parrucchiere, totalmente fuorviante...