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Quando erra la psicologia?
Quando erra la psicologia? Erra quando afferma che una verità individuale possa avere valore collettivo: questa è una contraddizione in termini. Quando si cerca di spiegare qualche forma patologica della psiche umana enunciando un principio che abbia valore collettivo, comune, generale, si sbaglia. Perchè? Perchè l'intimo dell'uomo è un mondo, che pure essendo analogo per tutti gli individui, pur essendo simile fra individui di una stessa evoluzione, tuttavia non è identico.
Facciamo un esempio. Alla fine del secolo scorso, in tempi non molto distanti come cronologia, ma molto lontani come usi, abitudini e costumi, al sorgere della psicologia, Freud pensò che tutto poteva essere spiegato con il sesso.
Si è poi constatato che ciò non corrisponde a verità; e via via che trascorrerà il tempo, apparirà che quella affermazione era falsa e corrisponderà sempre meno alla realtà. Essa andava bene per una data mentalità, per certi individui che avevano certe abitudini quando il sesso era represso, viveva e vegetava nell'intimo di ognuno.
Già oggi, che questa repressione avviene in minor misura, si vede che il pensiero di Freud non corrisponde alla realtà attuale, e ancora meno vi corrisponderà domani.
Si è cominciato a vedere che, oltre al sesso, esiste quella che abbiamo definito "espansione dell'io", il moto ambizioso egoistico dell'individuo. Questo va bene oggi come andava bene ieri e andrà bene ancora domani, ma verrà giorno in cui non corrisponderà più alla realtà del momento degli individui.
E come questo differenziarsi avviene nel corso dei tempi, allo stesso modo avviene tra individuo e individuo. Così, asserire nell'esame di un caso che una qualche forma nevrotica abbia origine dal sesso o dalla volontà di potenza, è una pretesa assurda. Anche il fatto che dei nevrotici guariscano o siano guariti in seguito a cure psicologiche, non dimostra affatto che la diagnosi fosse vera: la guarigione può avvenire per molti altri fattori, non ultimo - ma fra i primi per importanza - la fiducia nel medico anche se il medico sta seguendo una strada sbagliata.
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
questo thread è scritto tra parentesi...
cosa significa???
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
a parte che non capisco su cosa verte la discussione, in generale sono d'accordo, nel senso che ogni epoca produce i prpri modelli teorici, il proprio modo di vedere il mondo, la reatà, e quindi una concezione dell'essere umano e della "malattia". Poi io concordo in gran parte con il "costruttivismo", quindi da un certo punto di vista mi trovi d'accordo.
Però Freud, al pari di ogni altro, ha elaborato un modello teorico che era coerente con la sua epoca, che deriva dai modelli precedenti, e che ha aiutato a costruire quelli successivi.
Alcuni aspetti della teoria freudiana sono validi tutt'ora (altri no, ovviamente)
Come sostiene Kuhn si succedono delle "rivoluzioni".
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
errore scusate, le ho tolte
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
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*-ras-*
a parte che non capisco su cosa verte la discussione, in generale sono d'accordo, nel senso che ogni epoca produce i prpri modelli teorici, il proprio modo di vedere il mondo, la reatà, e quindi una concezione dell'essere umano e della "malattia". Poi io concordo in gran parte con il "costruttivismo", quindi da un certo punto di vista mi trovi d'accordo.
Però Freud, al pari di ogni altro, ha elaborato un modello teorico che era coerente con la sua epoca, che deriva dai modelli precedenti, e che ha aiutato a costruire quelli successivi.
Alcuni aspetti della teoria freudiana sono validi tutt'ora (altri no, ovviamente)
Come sostiene Kuhn si succedono delle "rivoluzioni".
tante domande può scaturire il post che ho pubblicato.
una è questa: si può applicare una verità oggettiva nell'analisi soggettiva?
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
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vitanostra
tante domande può scaturire il post che ho pubblicato.
una è questa: si può applicare una verità oggettiva nell'analisi soggettiva?
c'è un grande dibattito a riguardo, che coinvolge la "scientificità" della psicologia, in quanto la psiche per definizione non è una realtà "empirica".
a mio parere, la verità non è oggettiva, ma sempre soggettiva, perché prospettica. Noi abbiamo sempre una visione parziale della realtà, la vediamo dal nostro punto di vista. Anche iu vari modelli teorici, colgono una parte della realtà
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*-ras-*
c'è un grande dibattito a riguardo, che coinvolge la "scientificità" della psicologia, in quanto la psiche per definizione non è una realtà "empirica".
a mio parere, la verità non è oggettiva, ma sempre soggettiva, perché prospettica. Noi abbiamo sempre una visione parziale della realtà, la vediamo dal nostro punto di vista. Anche iu vari modelli teorici, colgono una parte della realtà
quindi il mio tragitto per conoscere me stessa è diverso dal tuo?
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
Premesso che stai parlando Filosoficamente, e mi fa piacere xké posso risponderti meglio dei tanti Psicologi che trovi quindi dentro ( non ho ancora iniziato i miei studi di Psicologia ), ti dico una cosa: sbagli nell'impostare il discorso.
Dal tuo testo si deduce, procedendo a ritroso, che la Psicologia analizza, decifra, e pone confini in presenza di un "a priori". Questo è falso.
La Psicologia è figlia del pensiero forte unicamente quando esercita, ma le sue basi sono deboli e variabili a seconda di varianti e condizioni particolari: cultura, società, economia, etica.
L'omosessualità era una malattia fino all'uscita del DSMII.
Il feticismo era comunemente considerato ai margini della sessualità: oggi 8 uomini su 10 non disdegnano un bel piede in bocca, e si parla lungo la variante della "sublimazione" per delineare il confine tra il sano ed il patologico.
Le nevrosi di cui ci parla Freud non sono accomunabili agli esaurimenti nervosi e alle depressioni odierne. Laddove la "sindrome maniaco depressiva" si presentava ad inizio novecento come una patologia tanto rara da poter essere comparata ad un "disturbo da personalità multipla" dei giorni nostri, oggi i germi dello stress e della depressione sono insiti nelle masse tanto che tra 20 anni si parlerà di "omodepressione", ovvero essere "depressi" sarà "normale" come oggi è "normale" essere "stressati".
Da qui trai tu le tue conclusioni.
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vitanostra
quindi il mio tragitto per conoscere me stessa è diverso dal tuo?
....questo è un altro quesito rispetto al tuo primo post. A riguardo, direi proprio che la risposta è si. Il tragitto di ognuno è personale.
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
...tutto ciò non è attualità e cronaca
chiedo che siano bannati tutti quanti
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*-ras-*
....questo è un altro quesito rispetto al tuo primo post. A riguardo, direi proprio che la risposta è si. Il tragitto di ognuno è personale.
se per ognuno analizzato si trae esperienze diverse, come si fa ad ottenere un bagaglio di esperienze per assimilare un punto fermo?
da quello che tu affermi, si può trarre che l'esperienza accumulata dagli analizzati non serve, allora mi domando, come possiamo analizzare il prossimo e il prossimo ancora se l'esperienza fatta non mi serve?
ci sarà un punto in comune e poi un'altro per analizzare il prossimo?
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vitanostra
come possiamo analizzare il prossimo e il prossimo ancora se l'esperienza fatta non mi serve?
ci sarà un punto in comune e poi un'altro per analizzare il prossimo?
In estrema sintesi, prendi un campione piuttosto consistenze di persone accomunate dalla medesima cultura ( quella dominante, non le minoranze ), etica, costumi, storia, e li osservi, così deduci i comportamenti più frequenti e li definisci "normali".
Da ciò poni una linea di confine oltre la quale c'è la patologia.
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Cercatore
In estrema sintesi, prendi un campione piuttosto consistenze di persone accomunate dalla medesima cultura ( quella dominante, non le minoranze ), etica, costumi, storia, e li osservi, così deduci i comportamenti più frequenti e li definisci "normali".
Da ciò poni una linea di confine oltre la quale c'è la patologia.
la fiducia nel psicologo da 1 a 10?
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Originalmente inviato da
vitanostra
la fiducia nel psicologo da 1 a 10?
Eh, io ho capito dove vuoi andare a parare. Dato che non esiste la verità assoluta, come può una persona qualsiasi ( anche se dotata di certificato apposito ) dirmi che sono malato di mente?
A livello Filosofico il tuo discorso regge. È quando si cade in depressione o si vede la gente parlare con gesù cristo che cade e si sente il bisogno dello Psicologo ( ci vuole lo psicoterapeuta, ma lasciamo perdere le sottigliezze ).
Ripercorri a ritroso la storia della Psicologia e della Psicanalisi. Perché storicamente si è sentito il bisogno di studiare i meccanismi mentali umani? Perché proprio il "quel" periodo storico?
Limite della medicina o nuova frontiera della conoscenza umana?
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
non ho capito dove vuol andare a parare il discorso :mumble:
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Ripercorri a ritroso la storia della Psicologia e della Psicanalisi. Perché storicamente si è sentito il bisogno di studiare i meccanismi mentali umani? Perché proprio il "quel" periodo storico? Limite della medicina o nuova frontiera della conoscenza umana?
non concordo, perché il bisogno di studiare i meccanismi mentali umani l'uomo l'ha sempre sentito. Già Platone parla di anima (razionale-irascibile-concupiscibile), Aristotele (vegetativa-sensitiva-razionale) e Leibniz teorizza l'esistenza delle "Monadi"che poi influenzeranno Freud per il concetto di inconscio.
Ogni epoca ha il suo modello della "psiche". Lo studio della psiche non nasce né con la psicologia scientifica né con la psichiatria.
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
il concetto di normalità è un concetto statistico, puro e semplice. Se stai dentro un range allora sei nella norma, se sei un outsider allora sei fuori norma/anormale. La normalità, come tu affermi, è un concetto che si basa su una condivisione e su un consenso di tipo teorico, culturale, storico ecc. Ad esempio, l'omosessualità è riprovevole nella cultura occidentale del dopoguerra ma era norma e anzi costume promosso nella Grecia antica. Faccio quest'esempio perchè è eclatante, ma se ne potrebbero fare molti altri.
La questione che mi pare di cogliere è: come fa uno psicologo ad essere certo di seguire una strada giusta e di fare un percorso davvero terapeutico col proprio paziente?
Giusta domanda, che riprende la questione della scientificità posta da ras.
Uno psicologo ha una formazione accademica che poi si sposa con una pratica che gli permette di coniugare la sua formazione e la teoria a cui fa riferimento con la realtà sociale, storica e istituzionale. A ciò si aggiunge un lavoro di analisi che lo psicologo stesso compie su di sè per imparare a vedere le proprie zone d'ombra, lavorarci su per poi poter essere d'aiuto al proprio paziente.
Ma non c'è solo questo. La psicologia ha diversi indirizzi ed orientamenti, e la loro ragion d'essere è che alcuni sono più appropriati per un disturbo ed altri per un altro, per cui non esiste uno psicologo che curi ogni forma di disagio.
Inoltre, e questa è una cosa molto importante a mio vedere, ogni percorso di cura in cui siano coinvolti un clinico ed un paziente/utente è una costruzione condivisa unica, perchè si verifica una combinazione irripetibile di due mondi, di due individualità, e il lavoro che si realizza non è mai unidirezionale (dal clinico al paziente) ma anzi è bidirezionale in quanto permette un arricchimento reciproco.
Infine è bene ricordare che ogni terapeuta porta anche in supervisione i propri casi proprio perchè uno psicologo non ha nè la scienza infusa, nè è sempre sicuro di essere nel giusto, visto che l'oggetto del lavoro è quanto di più mutevole possa esistere, ossia la mente umana.
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Morgana-z
La psicologia ha diversi indirizzi ed orientamenti, e la loro ragion d'essere è che alcuni sono più appropriati per un disturbo ed altri per un altro, per cui non esiste uno psicologo che curi ogni forma di disagio.
si direi addirittura che ogni epoca ha prodotto i suoi modelli della mente, le sue patologie, e le sue terapie
(ad esempio: psicoanalisi alla fine dell'800= l'isteria; terapia sistemica anni'60=terapia della famiglia; terapia cognitiva=metafora uomo-computer, depressione; ecc...)
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
proviamo a ipotizzare che sopra la psiche ci sia qualcosa che abbia un equilibrio perfetto e che questa cosa ordini alla mente il dafarsi in modo perfetto, naturalmente parliamo di questa cosa come un quid che abbia gli attributi di una moralità massima, esempio ,altruismo, amore, insomma che non abbia nulla di negativo o meglio di conflittuale.
secondo me si riesce a dare a tutti la stessa cura, del tipo, conosci te stesso e questa cosa, quid è quello da conoscere.
secondo me si riesce a mettere assieme qualcosa che va oltre la psiche e che è molto più adattabile a tutti, non alla massa, ma a tutti.
Non ci si può, sempre secondo il mio modesto parere, limitarsi solo alla psiche, anche teoricamente, si può ipotizzare senza cadere nella noia o nell’assurdo.
D'altronde lo psicologo è un ricercatore e chi meglio di lui può intrigarsi nei labirinti del Sentire.
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
Ciao scusate.. sposto in "sulle professioni di Psicologo" :)
buona continuazione
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vitanostra
proviamo a ipotizzare che sopra la psiche ci sia qualcosa che abbia un equilibrio perfetto e che questa cosa ordini alla mente il dafarsi in modo perfetto, naturalmente parliamo di questa cosa come un quid che abbia gli attributi di una moralità massima, esempio ,altruismo, amore, insomma che non abbia nulla di negativo o meglio di conflittuale.
secondo me si riesce a dare a tutti la stessa cura, del tipo, conosci te stesso e questa cosa, quid è quello da conoscere.
secondo me si riesce a mettere assieme qualcosa che va oltre la psiche e che è molto più adattabile a tutti, non alla massa, ma a tutti.
Non ci si può, sempre secondo il mio modesto parere, limitarsi solo alla psiche, anche teoricamente, si può ipotizzare senza cadere nella noia o nell’assurdo.
D'altronde lo psicologo è un ricercatore e chi meglio di lui può intrigarsi negli labirinti del Sentire.
vitanostra, ho evidenziato due parti che vorrei discutere con te e con gli altri:
1. se parli di un qualcosa che possa dare degli ordini alla mente in modo perfetto allora tu ipotizzi un'Entità, una Norma...che sia trascendente e perfetta.
Ciò che ipotizzi è necessariamente al di fuori dall'umano che è necessariamente corruttibile e imperfetto, poichè legato alla materia.
La psicologia parla di psiche ma non dimentica mai che esiste un rapporto psiche-soma che è inevitabile e da cui derivano delle implicazioni molteplici. Non si può parlare di psiche in termini astratti e metafisici, proprio perchè la vita psichica non lo è, e il lavoro terapeutico è in realtà necessariamente agganciato alla vita del soggetto.
2. vorrei capire meglio, se ti va, in che modo differenzi " tutti" da "la massa" e il motivo di tale distinzione.
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
Secondo me questo thread utile partendo dal fatto che c'è un confronto dialettico sull'epistemologia delle discipline psicologiche è viziato dal solito difetto che vi è anche nella rappresentazione sociale della psicologia come scienza e dello psicologo come professionista (o psicoteraputa a questo punto)...
Mi spiego meglio il difetto di cui parlo sopra è la visione prospettica appunto che vede la psicologia come una scienza che etichetta ciò che è patologico da ciò che non lo è... Intendiamoci la psicologia è anche questo ma non soprattutto questo e la professione dello psicologo non si esurisce nella relazione con un paziente (anzi non è nemmeno di sua competenza la psicoterapia)...
Personalmente io vedo la psicologia come una disciplina integrata tra sapere propriamente scientifico che utilizza la tecnologia e gli strumenti propri di ogni tempo (si va dal tachistoscopio alla PET, passando per l'Analisi fattoriale) e sapere derivante dallo studio individuale dei casi o da ricerche empiriche...
Quindi premesso che lo studio della mente umana (ma si potrebbe dire di ogni fenomeno che si presenta in natura) è trasversale a tutte le epoche della storia mentre ciò che cambia sono la cultura, il linguaggio, le metodologie e i risultati al quale giunge tale studio..
Sul fatto che ci sia o no qualcosa che dirige la nostra mente, ognuno di noi avrà una propria prospettiva (e anche qui il contesto culturale è il primo a dirigerla) e quindi occorre parlare di "vita", o meglio con il liguaggio scientifico odierno di "sistema vivente" e personalmente trovo molto interessante e abbastanza esauriente il principio di "autopoiesi", che a mio modesto parere usando un nuovo linguaggio ci permette di superare la dicotomia corpo-mente....
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
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Morgana-z
vitanostra, ho evidenziato due parti che vorrei discutere con te e con gli altri:
1. se parli di un qualcosa che possa dare degli ordini alla mente in modo perfetto allora tu ipotizzi un'Entità, una Norma...che sia trascendente e perfetta.
Ciò che ipotizzi è necessariamente al di fuori dall'umano che è necessariamente corruttibile e imperfetto, poichè legato alla materia.
La psicologia parla di psiche ma non dimentica mai che esiste un rapporto psiche-soma che è inevitabile e da cui derivano delle implicazioni molteplici. Non si può parlare di psiche in termini astratti e metafisici, proprio perchè la vita psichica non lo è, e il lavoro terapeutico è in realtà necessariamente agganciato alla vita del soggetto.
2. vorrei capire meglio, se ti va, in che modo differenzi " tutti" da "la massa" e il motivo di tale distinzione.
tu dici che la materia è imperfetta e corruttibile, ma chiediamoci dove veramente finisce la materia e rispetto cosa è più o meno imperfetta?
secondo , nel dire la massa, intendo i più e tutti son tutti nessuno escluso.
ci sono degli apparecchi che misurano una materia molto più sottile del piano fisico e gli impulsi che emana sono molto più vicini al nucleo centrale di noi stessi.
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
io credo, vitanostra, che non si possa parlare di un quid perfetto se rimaniamo nell'ambito dell'umano, che è necessariamente un umano materiale, corporeo, proprio perchè la nostra psiche si sviluppa a partire da una base somatica e non può prescindervi.
Tu hai detto che "è molto più adattabile a tutti, non alla massa, ma a tutti."...ma allora tutti e massa coincidono. E allora-questo io ancora non capisco-perchè tale distinzione"?
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
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vitanostra
tu dici che la materia è imperfetta e corruttibile, ma chiediamoci dove veramente finisce la materia e rispetto cosa è più o meno imperfetta?
secondo , nel dire la massa, intendo i più e tutti son tutti nessuno escluso.
ci sono degli apparecchi che misurano una materia molto più sottile del piano fisico e gli impulsi che emana sono molto più vicini al nucleo centrale di noi stessi.
Ciao vitanostra, sto seguendo un po' dall'esterno qs interessante discussione e mi ha colpito qs passaggio, dove tu dici:" ma chiediamoci dove veramente finisce la materiia e risapetto cosa èm piu' o meno imperfetta?"
Tu intendi dire che anche la materia o proprio la materia in sè è in realta' perfetta, e forse anche piu' perfetta di cio' che noi chiamiamo in generale lo "psichico o psichismo", (molto piu0 difettoso, in qs prospettiva) perchè la materia, è nei suoi molteplici aspetti, sia intraindividuali umani nella propria organizzazione interna, dal livello piu' alto a quello piu' basso di struttura e funzionamento, perfettamente "organizzata", sia interindividuali, che in tutti gli altri esseri naturali con le proprie caratteriche materiali, sono organizzate molto bene in modo funzionale alla continuita' della vita ed al suo perpetuarsi in forme diverse, anche dopo la morte individuale a livello materiale di un individuo? E non parlo di reincarnazione ma di organizzazione e ciclo vitale della terra e delle sue forme materiali con le loro caratteristiche specifiche, che essendo mutevoli nel corso del tempo e dei tempi, seguono una organizzazione che potrebbe dirsi perfetta?
Mi sono avvicinata in qualche punto a cio' che stai cercando di far emergere, dal tuo punto di vista?
Grazie della risposta
Ciao
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RosadiMaggio
Ciao vitanostra, sto seguendo un po' dall'esterno qs interessante discussione e mi ha colpito qs passaggio, dove tu dici:" ma chiediamoci dove veramente finisce la materiia e risapetto cosa èm piu' o meno imperfetta?"
Tu intendi dire che anche la materia o proprio la materia in sè è in realta' perfetta, e forse anche piu' perfetta di cio' che noi chiamiamo in generale lo "psichico o psichismo", (molto piu0 difettoso, in qs prospettiva) perchè la materia, è nei suoi molteplici aspetti, sia intraindividuali umani nella propria organizzazione interna, dal livello piu' alto a quello piu' basso di struttura e funzionamento, perfettamente "organizzata", sia interindividuali, che in tutti gli altri esseri naturali con le proprie caratteriche materiali, sono organizzate molto bene in modo funzionale alla continuita' della vita ed al suo perpetuarsi in forme diverse, anche dopo la morte individuale a livello materiale di un individuo? E non parlo di reincarnazione ma di organizzazione e ciclo vitale della terra e delle sue forme materiali con le loro caratteristiche specifiche, che essendo mutevoli nel corso del tempo e dei tempi, seguono una organizzazione che potrebbe dirsi perfetta?
Mi sono avvicinata in qualche punto a cio' che stai cercando di far emergere, dal tuo punto di vista?
Grazie della risposta
Ciao
tutta la materia è perfetta nei suoi limiti ove è espressa o si muve.
anche i sogni sono di materia più sottile, la mente stessa è materia molto più sottile dei sogni e del corpo fisico e così via fino a tutto quello che costituisce l'individuo, attenzione, non ho detto uomo, ecco secondo me tutto è in successione e perfetto come il funzionamento del nostro corpo.
ma veramente pensiamo che questa macchina perfetta nei suoi meccanismi quale è il corpo umano, non abbia qualcosa che gli fa da specchio?
nella psicologia c'è il gioco dello specchi ma esso rimane imprigionato nei limiti che gli diamo noi.
il mio prossimo mi fa da specchi, questa, e voi tutto lo sapete, è un grande Verità che nessuno può mettere in discussione, quindi , una delle tante domande che mi pongo è questa, qual'è lo specchi che riguarda tutti noi?
pare che anche il sistema solore, la galassia l'universo abbiano dei movimenti che li troviamo nell'intimo nostro.
usciamo da questa restrizione della visione schematica che ci fa rimanere legati alla materia più densa quale è il corpo fisico, e cerchiamo qualcosa di più profondo e sottile, secondo me c'è.
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Riferimento: Quando erra la psicologia?
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Morgana-z
io credo, vitanostra, che non si possa parlare di un quid perfetto se rimaniamo nell'ambito dell'umano, che è necessariamente un umano materiale, corporeo, proprio perchè la nostra psiche si sviluppa a partire da una base somatica e non può prescindervi.
Tu hai detto che "è molto più adattabile a tutti, non alla massa, ma a tutti."...ma allora tutti e massa coincidono. E allora-questo io ancora non capisco-perchè tale distinzione"?
allora, massa è come i più, questo volevo intendere, perchè questa distinzione? perchè la cosa è rivolta a tutti e non a molti. chiaro ora?
sapessi quanto è perfetto l'uomo e la sua psiche e viceversa, questo mi porta ad affermare che tutte le malattie, tutte nessuno esclusa in ultima analisi, provengono dalla psiche e questa è la prova che la sintonia tra i due è, non perfetta ma perfettissima.
detto questo,non posso pensare a una cosa che non sia perfetta e giusta che riguardi , non solo l'uomo ma tutto quello che possa esistere.
se riusciamo a comprendere che la perfezione ci avvolge e circonda, possiamo trovare e credere che un analisi deve essere altrettanto appoggiandosi e tenendo in considerazione tutto quello che compone l'individuo o forse è questo il problema e cioè di cosa siamo composti? fino dove arriva l'individuo? c'è anche da dire di quella cosa innata che oramai è ammessa dalla scienza, da dove proviene? tante domande ci possiamo porre, ma se non riusciamo ad accettare che in tutte le risposte ci deve essere lo stesso equilibrio che ci compone, sarà difficile trovare risposte che calzare tutti e non i più o i meno.
perchè la differenza tra molti e tutti? sai benissimo che certe patologie riguardano tante persone ma non tutte. ma una cosa è certa, che anche sul fatto che abbiamo una bocca e 2 orecchie, vuole dire tanto, poi ognuno legge quello che vuole dalla vita, ma se quello che legge deve essere utile a chi si propone di aiutare, be cari miei, è meglio cercare di trarre il più possibile da noi o dagli altri , prescindendo da noi stessi.
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Riferimento: Quando erra la psicologia?parte seconda
Quando erra la psicologia? parte seconda
L'individuo è un mondo e può darsi benissimo che il suo egoismo sia talmente radicato che non si manifesti. Cosa si tratta di scoprire nell'intimo nostro, in ultima analisi? Se prendiamo esempio dalla psicologia, possiamo rispondere: "il sesso". Ma è pur sempre espansione dell'io. Può presentarsi alla nostra indagine il sesso e solo il sesso? Non può essere. Vi è sempre espansione dell'io. Tralasciando le altre passioni, fra le quali potrebbe esserci quella dovuta al sesso, in ultima analisi è sempre l'io che, in questo come in ogni campo, vuol predominare, coronarsi di conquiste e via dicendo.
Dunque, che cosa ha da scoprire veramente l'individuo nel suo mondo nascosto, che possa rimanere nascosto e non manifestarsi in nessuna circostanza della vita? Dalle manifestazioni che l'individuo può avere nel suo intimo, provocate dall'ambiente esteriore che la vita di ogni giorno gli fornisce, l'individuo può risalire ad una verità molto ampia dell'intimo suo, tale che nessun lato oscuro possa rimanere tale. Sarà questione di tempo, ma se egli eserciterà la costante consapevolezza, riuscirà a vedere una parte molto grande dell'intimo suo.
D'altra parte qua non si tratta di arrivare alla mèta ultima. Basta, appunto, cominciare.