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...quando un borderline si arrabbia....
....cosa che accade molto spesso, sono cavoli amari!!
A parte gli scherzi...che consigli dare ad un'operatore che, con questo tipo di pz. si è sempre posto in modo corretto e poi, per la necessità di mettere un "paletto" (opporre un rifiuto ad un "apparentemente innocuo" piacere che in precedenza aveva fatto) scatena le furenti ire del borderline di cui sopra, che rifiuta ogni contatto??
Come uscirne? Che atteggiamento tenere? Pensavo un atteggiamento di ferma disponibilità, in attesa che passi la tempesta. Cosa ne pensa che ha esperienza con questo tipo di pazienti?
Grazie!!!!!
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione:
Originalmente inviato da
franci00
....cosa che accade molto spesso, sono cavoli amari!!
A parte gli scherzi...che consigli dare ad un'operatore che, con questo tipo di pz. si è sempre posto in modo corretto e poi, per la necessità di mettere un "paletto" (opporre un rifiuto ad un "apparentemente innocuo" piacere che in precedenza aveva fatto) scatena le furenti ire del borderline di cui sopra, che rifiuta ogni contatto??
Come uscirne? Che atteggiamento tenere? Pensavo un atteggiamento di ferma disponibilità, in attesa che passi la tempesta. Cosa ne pensa che ha esperienza con questo tipo di pazienti?
Grazie!!!!!
Le furenti ire fanno parte delle fluttuazione dei Border. Da quanti anni ci lavori con loro e che quale metodo?
La ferma disponibilità può andare bene, ma che significa in termini di comportamento terapeutico.
Il Border "scoppia", solitamente con chi ama, e oltre ai molti signi ficati di questi scoppi, vi é la richiesta di aiuto.
Se mi posso permettere, attento alle manipolazioni.
A tua disposizione ( lavoro con questo disturbo e con molte difficoltà anch'io).
Ciao
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
aggiungerei che nonostante la patologa, o per meglio dire etichetta nosografica, esiste una notevole mutevolezza nelle personalità border, che per quanto coattivi e stereotipati sono persone e come tali profondamente diverse le une dalle altre. Per cui partire dal presupposto che c'è un metodo giusto per comportarsi con un borderline vuol dire anche relegare la sua patologia alla cronicità immutabile impedendoti una creatività relazionale che potrebbe farti avere molti modi con i quali comportarti con lui. Per cui mi sposterei dalla posizione centrata sulla patologia a quella centrata sulla persona, e non trascurerei la tua persona come oggetto dell'analisi. per esempio chiedendoti come ti senti meglio tu a comportarti con lui, oppure come preferisci comportarti con lui, e quali sono gli aspetti che ritieni lui abbia frainteso/strumentalizzato nella vostra relazione e sui quali tu, nell'ambito del tuo ruolo, puoi lavorare.
tieni presente che una volta trovata una soluzione non avrai molte altre possibilità di riproporla, poichè lui si adatterà a te, poichè tu, come lui, sarai divenuta prevedibile e stereotipata, e quindi ti troverai nuovamente a dover cercare una soluzione.
spero di esserti stato utile e non averti invece confuso le idee. un saluto
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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massimomassimo
aggiungerei che nonostante la patologa, o per meglio dire etichetta nosografica, esiste una notevole mutevolezza nelle personalità border, che per quanto coattivi e stereotipati sono persone e come tali profondamente diverse le une dalle altre. Per cui partire dal presupposto che c'è un metodo giusto per comportarsi con un borderline vuol dire anche relegare la sua patologia alla cronicità immutabile impedendoti una creatività relazionale che potrebbe farti avere molti modi con i quali comportarti con lui. Per cui mi sposterei dalla posizione centrata sulla patologia a quella centrata sulla persona, e non trascurerei la tua persona come oggetto dell'analisi. per esempio chiedendoti come ti senti meglio tu a comportarti con lui, oppure come preferisci comportarti con lui, e quali sono gli aspetti che ritieni lui abbia frainteso/strumentalizzato nella vostra relazione e sui quali tu, nell'ambito del tuo ruolo, puoi lavorare.
tieni presente che una volta trovata una soluzione non avrai molte altre possibilità di riproporla, poichè lui si adatterà a te, poichè tu, come lui, sarai divenuta prevedibile e stereotipata, e quindi ti troverai nuovamente a dover cercare una soluzione.
spero di esserti stato utile e non averti invece confuso le idee. un saluto
Sono d'accordo su tre punti:
1- prima di una diagnosi c'é una persona;
2- non esiste un metodo giusto
3 questo si collega al primo: ogni bordeline ( scusa la disgressione nosografica ) é un borderline con un proprio mondo e un proprio modo di relazionare.
Vorrei però aggiungere che ci sono dei suggerimenti sul comportamneto terapeutico che possono indirizzare chi é meno esperto ( se lo é): uno di questi é, secondo me, la manipolazione che usa il soggetto borderline e gli scoppi, legati alle fluttuazioni. Questi sono apetti che, grossolanamente si possono generalizzare sui soggetti con tale disagio.
Su questo volevo permettermi un suggerimento al collega che ha chiesto consigli.
Un saluto.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
forse non mi sono espresso bene, non intendevo svalutare nessuno, solo aggiungere alcune considerazioni a quelle gia espresse, fornendo un punto di vista differente dal precedente, peraltro utile.
Un saluto
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Citazione:
Originalmente inviato da
massimomassimo
forse non mi sono espresso bene, non intendevo svalutare nessuno, solo aggiungere alcune considerazioni a quelle gia espresse, fornendo un punto di vista differente dal precedente, peraltro utile.
Un saluto
Certo massimo, avevo ben compreso che non c'era nessun intento svalutativo.
Ciao
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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Originalmente inviato da
franci00
....cosa che accade molto spesso, sono cavoli amari!!
A parte gli scherzi...che consigli dare ad un'operatore che, con questo tipo di pz. si è sempre posto in modo corretto e poi, per la necessità di mettere un "paletto" (opporre un rifiuto ad un "apparentemente innocuo" piacere che in precedenza aveva fatto) scatena le furenti ire del borderline di cui sopra, che rifiuta ogni contatto??
Come uscirne? Che atteggiamento tenere? Pensavo un atteggiamento di ferma disponibilità, in attesa che passi la tempesta. Cosa ne pensa che ha esperienza con questo tipo di pazienti?
Grazie!!!!!
Vedi Franci00, riflettendo sulla tua inquietudine e su quanto detto da Massimo, vorrei recriminare sulla poca attenzione, dedicata in italia, sul problema del border ( che ha una sua inquadratura nosografica, certo, rispettando le differenze individuali).
Mi chiedo perché? Si studia il Panico e altri Disturbi d'Ansia che, ormai , sono triti e ritriti. A chi serve rimanere fermi su questi disagi, quando sappiamo che :
1-Border
2- Bulimia
3-Anoressia
4-Psicosi giovanili ( non schizofreniche).
Stanno esplodendo?
Ciao.
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Le furenti ire fanno parte delle fluttuazione dei Border. Da quanti anni ci lavori con loro e che quale metodo?
La ferma disponibilità può andare bene, ma che significa in termini di comportamento terapeutico.
Il Border "scoppia", solitamente con chi ama, e oltre ai molti signi ficati di questi scoppi, vi é la richiesta di aiuto.
Se mi posso permettere, attento alle manipolazioni.
A tua disposizione ( lavoro con questo disturbo e con molte difficoltà anch'io).
Ciao
Beh, veramente non lavoro con border, quindi nessun metodo!!! Mi spiego...lavoro come psicologa (non sono psicoterapeuta) in una casa di riposo, quindi in un contesto particolare...ed è la prima volta che mi imbatto in un border. Ho solo informazioni teoriche ma poca esperienza pratica... Tra l'altro dovrei anche dafre delle indicazioni e delle chiavi di lettura agli operatori. Intanto veramente grazie mille dei suggerimenti, ne hai altri di tipo operativo? Qualche libro ad hoc?
Ciao!!!!
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Tra l'anno scorso e quest'anno, in vari contesti, ho sentito affermare e letto, da parte di specialisti sia psichiatri che psicologi-psicoterapeuti, che vi è una crescente tendenza a collegare ad esempio, il disturbo Bordeline con lo spettro Bipolare, in particolare, con la Bipolare II e la Ciclotimia, cio' che amplierebbe la visione delle fluttuazioni quando sono particolarmente evidenti e/o "furenti", bruttisimo termine tra l'altro, cmq, dico cosi' perchè il border è molto piu' autolesivo che aggressivo verso l'altro; piuttosto, è disperato per l'immenso senso di vuoto che avverte, in linea di considerazione generale, cio' che puo' da una parte essere una prima spiegazione delle cosidette manipolazioni verso l'altro, che ne soffre se è un familiare, ma domandiamoci anche:qs familiare che ruolo ha nell'essere diventato border da parte del proprio congiunto? Inoltre, è collegato ai disturbi dei problemi alimentari, non solo, del consumo di droghe ed in questo contesto di dipendenze, ultimamente, nei giorni scorsi, leggevo su nuove riviste scientifiche, possono innestarsi disturbi dell'ASSE I come forme fobiche, ad es., la fobia per il cibo nell'anoressia e forme di DOC, spesso connesse piu' alla bulimia.
Quindi, mi sembra che come leggevo sopra, sia uno dei disturbi che meriterebbero molta (piu') attenzione, anche per la grande comorbidita' che puo' presentare, discorso di particolare interesse in psicologia clinica e che secondo me, meriterebbe appunto maggiore attenzione, essendo posto sull'ASSE II del DSM , che è quello purtroppo, piu' orfano di interessamento da parte della ricerca scientifica ufficiale e, spesso ignorato se in comorbidita' con disturbi dell'ASSE I. Fatto che puo' portare, ad un aggravamento se non riconosciuto, lavorando solo su un disturbo dell'ASSE I ed aun peggioramento, talvolta evitalbie, se si prende in considerazione solo il Disturbo Bordeline sull'ASSE II, limitandosi a classificazioni e metodi farmacologi e terapeutici standard, senza considerare o/e cogliere la grande presenza di Comorbidita' di Disturbi dell'ASSE I.
Inoltre, al di la' delle tecniche, mi sembra importante il fatto che non solo ogni border è un border a se, cosi' come ogni fobico è un fobico a se', nonostante cio' che si dice, sui disturbi piu' noti ma che prima del suo essere border o fobico, o altro, è una persona ed è e sono tutti, persone tra le persone.
Ciao
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Forse sono off topic, per cui vi autorizzo ad escludermi.
Mi fa piacere, gaia, che hai fatto questo intervento, in proposito vorrei aggiungere che come prima il disturbo borderline era una sorta di poubelle della psichiatria, adesso lo sono i disturbi bipolari tipo II, appunto. Purtroppo il passaggio da border a bipolare elimina la comprensione psicologica del disturbo che lo differenzia dal bipolarismo senza però che vi sia una differenza nella terapia farmacologica somministrata alle due patologie. Chi ha orecchi....! Mi fermo qui perchè a quest'ora incazzarmi mi fa peggio del caffé.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Rispondo a Gaia,
Vi é notevole differenza tra Boderline e Bipolare; ed é necessario stare attenti alle differenze sostanziali tra le due patologie.
Pur vero che il procollo di cura farmacologico é simile -simile, non identico- perché, solitamente gli stabilizzatori, nel primo, sono meno potenti e viene consigliato un utilizzo breve: 6/8 mesi.
Purtoppo molti Border, non vengono diagnosticati correttamente a causa delle numerose complicanze che presentano. Ciò è pericoloso, sia per chi utilizza l'approccio psichiatrico, sia per chi interviene con la psicoterapia ( pericoloso per la persona, che va incontro a seri peggioramenti).
Finisco: prima la persona,poi la diagnosi; ma anche questa, come linea guida per l'intervento, ci deve essere e deve essere corretta.
Ciao
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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Originalmente inviato da
franci00
Beh, veramente non lavoro con border, quindi nessun metodo!!! Mi spiego...lavoro come psicologa (non sono psicoterapeuta) in una casa di riposo, quindi in un contesto particolare...ed è la prima volta che mi imbatto in un border. Ho solo informazioni teoriche ma poca esperienza pratica... Tra l'altro dovrei anche dafre delle indicazioni e delle chiavi di lettura agli operatori. Intanto veramente grazie mille dei suggerimenti, ne hai altri di tipo operativo? Qualche libro ad hoc?
Ciao!!!!
In una casa di riposo, credo tu possa fare ben poco. Ma ti vorrei chiedere: siete sicuri che sono Border?
In una casa di riposo- se non erro- ci sono persone che più spesso hanno problemi neurologici.
Ciao.
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Rispondo a Gaia,
Vi é notevole differenza tra Boderline e Bipolare; ed é necessario stare attenti alle differenze sostanziali tra le due patologie.
Pur vero che il procollo di cura farmacologico é simile -simile, non identico- perché, solitamente gli stabilizzatori, nel primo, sono meno potenti e viene consigliato un utilizzo breve: 6/8 mesi.
Purtoppo molti Border, non vengono diagnosticati correttamente a causa delle numerose complicanze che presentano. Ciò è pericoloso, sia per chi utilizza l'approccio psichiatrico, sia per chi interviene con la psicoterapia ( pericoloso per la persona, che va incontro a seri peggioramenti).
Finisco: prima la persona,poi la diagnosi; ma anche questa, come linea guida per l'intervento, ci deve essere e deve essere corretta.
Ciao
Ti ringrazio per la risposta, tra l'altro chiarificatrice in quanto quello che io ho riportato non è un mio pensiero, ma è una prospettiva che purtroppo, in certi settori piuttosto noti della psichiatria, si sta cercando di portare avanti e promuovere, anche per permettere di curare appounto anche il DBP con stabilizzatori dell'umore, quindi suppongo intuirai a quali settori mi riferisco, cio' che fa si che l'aspetto psicologico, estremamente presente in qs tipo di disturbo, venga ancora una volta relegato in secondo piano se non escluso dalle terapie; il problema dei peggioramenti, a causa di terapie errate avendolo posto anch' io in rilievo, mi trova senz'altro d'accordo, cosi' come il fatto che molti bordeline non siano diagnosticati correttamente; a questo io aggiungerei anche la faccia opposta della medaglia, cioè che ancora esiste una notevole tendenza a diagnostire come bordeline, tutto cio' che "ancora" non si capisce, come una sorta di "via di mezzo in cui collocare i pz atipici rispetto a diagnosi molto piu' note", e che anche cio' è o puo' essere fonte di notevoli errori e peggioramenti per queste persone.
Quindi, dato che credo di aver compreso il concetto che vuoi esprimere, è senz'altro fondamentale, per queste persone, essere in grado prima di proporre qualsiasi piano terapeutico, aver fatto una diagnosi corretta.
Ciao
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Ti rispondo con 3 esempi di Border "incontrate", professionalmente, in questi ultimi mesi
1- trattamento con BDZ per Disturbo d'Ansia
2- trattamento per 10 (dico dieci) anni con Serotoninergici per Depressione
3- trattamento misto BDZ e SSRI per Bulimia.
Tutti e tre i casi presentavano i segni più evidenti del Border.
E' poi vero - e temo, sia il caso della Casa di riposo- che alcune situazioni vengono diagnosticate Border un po' frettolosamente: non bastano gli scoppi di aggressività; questi appartengono anche ad altre strutture.
Ciao.
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Ti rispondo con 3 esempi di Border "incontrate", professionalmente, in questi ultimi mesi
1- trattamento con BDZ per Disturbo d'Ansia
2- trattamento per 10 (dico dieci) anni con Serotoninergici per Depressione
3- trattamento misto BDZ e SSRI per Bulimia.
Tutti e tre i casi presentavano i segni più evidenti del Border.
E' poi vero - e temo, sia il caso della Casa di riposo- che alcune situazioni vengono diagnosticate Border un po' frettolosamente: non bastano gli scoppi di aggressività; questi appartengono anche ad altre strutture.
Ciao.
Tralasciando il fatto che tutti e tre questi disturbi possono essere presenti in persone con DBP, con particolare riguardo alla Bulimia, come un sintomo piuttosto tipico, da quanto ne so io, sinceramente, non riesco a comprendere il senso di questi interventi farmacologici, se non impropriamente "finalizzati" (per non comprensione dello status clinico) ad un progressivo peggioramento delle persone, ad es., sul versante depressivo e vissuti di vuoto, solo per fare un es., molto semplice nel primo caso, ad un possibile viraggio simil-maniacale nel secondo, con possibilita' di azioni auto/eterodistruttive, oltre ad altri tipi di disturbi, quali una depressione maggiorata e molto altro, mentre per il terzo, mi sembra che gia' la bulimia potesse essere un indicatore che potesse fungere da possibile "faro" illuminante vs una diagnosi e qd una proposta terapeutica adeguata, quindi, mi chiedo, come siano possibili tanti errori se effettivamente poi confermati, e mi verrebbe da dire "Ma in che mani siamo"?
Esistono anche dei Test, oltre colloqui in cui rilevare segni e sintomi per arrivare insieme alla Persona che chiede un aiuto, ad una Diagnosi, il piu' possibile corretta.
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Tralasciando il fatto che tutti e tre questi disturbi possono essere presenti in persone con DBP, con particolare riguardo alla Bulimia, come un sintomo piuttosto tipico, da quanto ne so io, sinceramente, non riesco a comprendere il senso di questi interventi farmacologici, se non impropriamente "finalizzati" (per non comprensione dello status clinico) ad un progressivo peggioramento delle persone, ad es., sul versante depressivo e vissuti di vuoto, solo per fare un es., molto semplice nel primo caso, ad un possibile viraggio simil-maniacale nel secondo, con possibilita' di azioni auto/eterodistruttive, oltre ad altri tipi di disturbi, quali una depressione maggiorata e molto altro, mentre per il terzo, mi sembra che gia' la bulimia potesse essere un indicatore che potesse fungere da possibile "faro" illuminante vs una diagnosi e qd una proposta terapeutica adeguata, quindi, mi chiedo, come siano possibili tanti errori se effettivamente poi confermati, e mi verrebbe da dire "Ma in che mani siamo"?
Esistono anche dei Test, oltre colloqui in cui rilevare segni e sintomi per arrivare insieme alla Persona che chiede un aiuto, ad una Diagnosi, il piu' possibile corretta.
Gaia. scherzi? sai quanti Border vengono diagnosticati e trattati (farmacoloicamente o con psicoterapia) per il Disturbo di Asse I.
Un giovane ( questo l'anno scorso però) é stato trattato per DP con la tbs, ed ha presentato uno scompenso tale che ha richiesto,inizialmente, un intervento farmacologico per farlo rientrare.
Sai cosa gli ha detto lo psicoteraputa (?), posto di fronte alle contestazioni del giovane -dopo che aveva avuto una consulenza con altri due professionisti-:" che aveva sbagliato l'intervento."
Spero che queste persone abbiano l'onestà e il coraggio di confermare quanto ho appena scritto.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Purtroppo, non scherzo; sinceramente, io se fossi stata al posto di quella persona che ha saubito lo scompenso, conoscendo episodi del genere a livello clinico, avrei chiesto a lui, di scrivere e confermare, con firma e timbro, la sua diagnosi e la bonta' del trattamento fatto.
Per comprovale la sua di onesta' e poi, farmi ripagare i danni, se fosse possibile, e le successive cure,qd, immaginando sofferenze e spese di una persona in quelle condizioni, che non è certamente l'unica nè l'ultima, purtroppo, a subire danni da trattamenti impropri, per diagnosi errate e relativi trattamenti conseguenti.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Non é semplice,purtroppo, chiedere ed ottenere che le persone si espongano.
Guarda GLMDB, quante diffioltà hanno ad evere denunce che non siano anonime.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Le furenti ire fanno parte delle fluttuazione dei Border. Da quanti anni ci lavori con loro e che quale metodo?
La ferma disponibilità può andare bene, ma che significa in termini di comportamento terapeutico.
Il Border "scoppia", solitamente con chi ama, e oltre ai molti signi ficati di questi scoppi, vi é la richiesta di aiuto.
Se mi posso permettere, attento alle manipolazioni.
A tua disposizione ( lavoro con questo disturbo e con molte difficoltà anch'io).
Ciao
Io ho avuto un amico border, e l'esperienza mi ha insegnato a ignorare i suoi scoppi d'ira e a tentare di portare la sua attenzione su altro. In caso d'insuccesso, lo lasciavo cuocere nel suo brodo per qualche giorno, tanto quando si rifacevo vivo (o se si rifaceva vivo lui per primo) dimenticava tutto (sempre che inavvertitamente non gli dicessi qualche cosa che gli ricordasse il motivo della sua precedente arrabbiatura).
Tu dici che il border "scoppia" solitamente con chi ama. Adesso capisco perché in un certo periodo della sua vita trattava malissimo me e i suoi familiari e, nel contempo, riusciva a essere amabile e paziente con i conoscenti.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Rispondo a Gaia,
Purtoppo molti Border, non vengono diagnosticati correttamente a causa delle numerose complicanze che presentano. Ciò è pericoloso, sia per chi utilizza l'approccio psichiatrico, sia per chi interviene con la psicoterapia ( pericoloso per la persona, che va incontro a seri peggioramenti).
Intendi pericoloso per lo psicoterapeuta? O forse per il paziente?
Il border di cui sopra è stato anni fa in psicoterapia, ma ho l'impressione che la sua psicoterapeuta lo abbia scambiato per un istrionico (e in effetti lui presenta tratti istrionici). Il risultato è, come ho raccontato qualche mesi fa in un altro post, che quando lui ha voglia di "spiazzarmi", fa ricorso alle frasi-macigno udite nel corso delle sedute. :mumble:
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Originalmente inviato da
dogana_vecchia
Io ho avuto un amico border, e l'esperienza mi ha insegnato a ignorare i suoi scoppi d'ira e a tentare di portare la sua attenzione su altro. In caso d'insuccesso, lo lasciavo cuocere nel suo brodo per qualche giorno, tanto quando si rifacevo vivo (o se si rifaceva vivo lui per primo) dimenticava tutto (sempre che inavvertitamente non gli dicessi qualche cosa che gli ricordasse il motivo della sua precedente arrabbiatura).
Tu dici che il border "scoppia" solitamente con chi ama. Adesso capisco perché in un certo periodo della sua vita trattava malissimo me e i suoi familiari e, nel contempo, riusciva a essere amabile e paziente con i conoscenti.
Purtroppo é così, la tendenza del border é di "esplodere" con chi crede non lo possa abbandonare.
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Originalmente inviato da
dogana_vecchia
Intendi pericoloso per lo psicoterapeuta? O forse per il paziente?
Il border di cui sopra è stato anni fa in psicoterapia, ma ho l'impressione che la sua psicoterapeuta lo abbia scambiato per un istrionico (e in effetti lui presenta tratti istrionici). Il risultato è, come ho raccontato qualche mesi fa in un altro post, che quando lui ha voglia di "spiazzarmi", fa ricorso alle frasi-macigno udite nel corso delle sedute. :mumble:
Intendo e mi sembrava ovvio, ma mi sarò spiegato male, che é pericoloso per il Paziente/persona.
Purtoppo in Italia ci si perde su certe banali terapie per l'ansia ( dove ogni trattamento riesce) e non si studia per i boder, che come altri disturbi stanno esplodendo.
Ma, non paga studiare per disturbi un tempo rari.
Ciao
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Purtroppo é così, la tendenza del border é di "esplodere" con chi crede non lo possa abbandonare.
Vuoi dire che esplode solo con chi NON lo abbandonerà mai?
In effetti, io avevo notato questo comportamento:
1) la volta che gli ho comunicato seccamente la mia decisione di non vederlo mai più, perché mi ero stufato dei suoi voltafaccia, lui si è quasi messo a piangere e mi ha raccontato una storia strappalacrime che lo riguardava personalmente (poi ho capito che si trattava di una manipolazione bella e buona, e gli è pure andata bene, perché è riuscito a commuovermi e a farmi tornare sulle mie decisioni);
2) le volte che lo cercavo con una certa insistenza, facendogli capire che avrei avuto piacere vederlo, o si dava alla macchia, facendosi anche negare, oppure mi trattava male.
Il bello è che le volte che gli ho fatto un brutto tiro o gli ho detto una cosa in grado di ferirlo, lui NON si è mai arrabbiato. Reagiva piagnucolando con una voce stridula e dicendo delle stupidaggini. Un altro al suo posto mi avrebbe preso a male parole, oppure sarebbe girato sui suoi tacchi senza più rivolgermi la parola.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Sono stato fidanzato con una Border, i risultati delle terapie non erano molto incoraggianti, (anche perchè non ci voleva andare in terapia), è questo la difficoltà di fare terapia ad un paziente con disturbo di personalità, è che queste persone alzano una armatura caratteriale "questo sono io e sono fatto così".
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Originalmente inviato da
dogana_vecchia
Vuoi dire che esplode solo con chi NON lo abbandonerà mai?
In effetti, io avevo notato questo comportamento:
1) la volta che gli ho comunicato seccamente la mia decisione di non vederlo mai più, perché mi ero stufato dei suoi voltafaccia, lui si è quasi messo a piangere e mi ha raccontato una storia strappalacrime che lo riguardava personalmente (poi ho capito che si trattava di una manipolazione bella e buona, e gli è pure andata bene, perché è riuscito a commuovermi e a farmi tornare sulle mie decisioni);
2) le volte che lo cercavo con una certa insistenza, facendogli capire che avrei avuto piacere vederlo, o si dava alla macchia, facendosi anche negare, oppure mi trattava male.
Il bello è che le volte che gli ho fatto un brutto tiro o gli ho detto una cosa in grado di ferirlo, lui NON si è mai arrabbiato. Reagiva piagnucolando con una voce stridula e dicendo delle stupidaggini. Un altro al suo posto mi avrebbe preso a male parole, oppure sarebbe girato sui suoi tacchi senza più rivolgermi la parola.
Non si può generalizzare; esplosioni le possono avere anche con altri, comunque prediligono le persone sicure: anche se, paradossalmente, l'abbandono lo temono.
Ciao
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione:
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Gaia. scherzi? sai quanti Border vengono diagnosticati e trattati (farmacoloicamente o con psicoterapia) per il Disturbo di Asse I.
Un giovane ( questo l'anno scorso però) é stato trattato per DP con la tbs, ed ha presentato uno scompenso tale che ha richiesto,inizialmente, un intervento farmacologico per farlo rientrare.
Sai cosa gli ha detto lo psicoteraputa (?), posto di fronte alle contestazioni del giovane -dopo che aveva avuto una consulenza con altri due professionisti-:" che aveva sbagliato l'intervento."
Spero che queste persone abbiano l'onestà e il coraggio di confermare quanto ho appena scritto.
Salve a tutti!
Mi sono letta la discussione..molto interessante.
Un chiarimento sulle sigle.. DP= disturbo di personalità o paranoide? tbs= terapia breve strategica?
Meglio chiarirsi piuttosto che fraintendere.. grazie e continuate!! :D
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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Originalmente inviato da
TheGathering
Salve a tutti!
Mi sono letta la discussione..molto interessante.
Un chiarimento sulle sigle.. DP= disturbo di personalità o paranoide? tbs= terapia breve strategica?
Meglio chiarirsi piuttosto che fraintendere.. grazie e continuate!! :D
Grazie per aver chiarito le sigle, mi era sfuggito: visto che dai diverse opzioni, usavo DP, come Disturbo di Panico. tbs:esatta la tua decodificazione.
Grazie comunque
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione:
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Grazie per aver chiarito le sigle, mi era sfuggito: visto che dai diverse opzioni, usavo DP, come Disturbo di Panico. tbs:esatta la tua decodificazione.
Grazie comunque
Ah io invece lo chiamo DAP...disturbo da attacchi di panico... Mi sa che è meglio evitare troppe sigle che poi ognuno ha le sue e non ci si capisce più...eheheh
Comunque i borderline mi affascinano molto...ne ho visti parecchi a tirocinio e ora ricomincerò a vederne sempre per tirocinio... Non credo esista una unica ricetta per saperli approcciare, ma di certo alcuni accorgimenti possono aiutare! Io avevo un amico borderline che non faceva altro che descrivermi le sue ubriacature online nonchè il suo procurarsi tagli. Finchè un giorno è arrivato a scrivermi su messenger "ora mi taglio...le vene". Lì non ci ho visto più...gli ho detto basta. Che non volevo più "assistere" a questi suoi momenti, che non volevo essere sua complice, perchè quello che dicevo per aiutarlo non serviva a niente. Di rendersi conto di quello che stava facendo a me, rendendomi partecipe e impotente nell'osservare il suo momento di autolesionismo da lontano al pc... Io da lì non potevo fare nulla. Gli ho detto che tanto non ci credevo che si sarebbe tagliato le vene. So di essere stata molto estrema ma ero veramente al limite della sopportazione. Dopo 3 ore attaccata a messenger cercando di dargli consigli sui centri a cui rivolgersi e su come distrarsi nei momenti più down, lui mi viene a dire "mi taglio le vene".
Eh no.
Grazie al cielo è stato l'unico caso che ho incontrato nella vita privata, per quanto riguarda le relazioni terapeutiche ho ancora da impararare visto che sono ancora alla laurea specialistica. Comunque cerco di stabilire un rapporto "corretto" senza farmi manipolare....
Mi rendo conto che essere terapeuti di persone così deve essere moooolto difficile....
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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Originalmente inviato da
TheGathering
...Mi rendo conto che essere terapeuti di persone così deve essere moooolto difficile....
Indubbiamente... Ma è soprattutto molto faticoso essere persone così.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Benvenuta fra noi. :yahoo:
Io, invece, sono stato deliziato da telefonate dove mi faceva parte dei suoi propositi suicidari. "Tu sei l'unico a cui faccio questa confidenza", mi diceva con voce rotta. :sbonk: Poi ho scoperto che nello stesso periodo la sera usciva con i suoi amici o combinava seratine con donnine allegre. :mumble:
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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Originalmente inviato da
willy61
Indubbiamente... Ma è soprattutto molto faticoso essere persone così.
Buona vita
Guglielmo
Ovvio.... Come da controtransfert... ;)
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dogana_vecchia
Benvenuta fra noi. :yahoo:
Io, invece, sono stato deliziato da telefonate dove mi faceva parte dei suoi propositi suicidari. "Tu sei l'unico a cui faccio questa confidenza", mi diceva con voce rotta. :sbonk: Poi ho scoperto che nello stesso periodo la sera usciva con i suoi amici o combinava seratine con donnine allegre. :mumble:
Oh mamma, certo che questo ci dà anche idea della scissione...
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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TheGathering
Di rendersi conto di quello che stava facendo a me, rendendomi partecipe e impotente nell'osservare il suo momento di autolesionismo da lontano al pc... Io da lì non potevo fare nulla. Gli ho detto che tanto non ci credevo che si sarebbe tagliato le vene.
mai sfidarli...sono capaci di tutto
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Stando a quanto dice la McWilliams ("La diagnosi psicoanalitica") quindi secondo l'approccio psicoanalitico, l'aspetto fondamentale nel trattamento del borderline è stabilire e mantenere in modo costante le condizioni della terapia, in particolare i confini della relazione. Tali condizioni devono essere poste, osservate e rinforzate da specifiche sanzioni se il pz non le rispetta.
I borderline reagiscono spesso con rabbia ai limiti posti dal clinico, ma alla fine gli saranno grati di essere stati "contenuti" e riceveranno 2 messaggi terapeutici:
1) Il terapeuta considera il pz come un adulto e ha fiducia in lui
2) Il terapeuta rifiuta di essere usato e quindi offre un modello di rispetto di sè.
Ovviamente questo serve anche a favorire il punto criciale della terapia del borderline: favorire l'individuazione e scoraggiare la regressione.
Riguardo all'atteggiamento da tenere nei momenti di rabbia, McWilliams sostiene che bisogna fare il contrario di quello che si fa con i nevrotici, cioè bisogna fare commenti su quanto è accaduto nello stato di rabbia, panico, agitazione, ma solo dopo che tale stato è cessato e il pz si è rassicurato di essere uscito dalla crisi.
In condizione di quiete emotiva il border è disposto a sentire il terapeuta che nomina le varie dinamiche e cerca di comprenderle traendone anche sollievo. Ma durante la crisi recepisce le interpretazioni come una condanna e come un invito a sforzarsi di abbandonare atteggiamenti a cui è attaccato, accrescendone la rabbia e sentimenti di vergogna per gli impulsi immaturi. Parlarne in seguito è invece molto fruttuoso.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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Originalmente inviato da
*-ras-*
Stando a quanto dice la McWilliams ("La diagnosi psicoanalitica") quindi secondo l'approccio psicoanalitico, l'aspetto fondamentale nel trattamento del borderline è stabilire e mantenere in modo costante le condizioni della terapia, in particolare i confini della relazione. Tali condizioni devono essere poste, osservate e rinforzate da specifiche sanzioni se il pz non le rispetta.
I borderline reagiscono spesso con rabbia ai limiti posti dal clinico, ma alla fine gli saranno grati di essere stati "contenuti" e riceveranno 2 messaggi terapeutici:
1) Il terapeuta considera il pz come un adulto e ha fiducia in lui
2) Il terapeuta rifiuta di essere usato e quindi offre un modello di rispetto di sè.
Ovviamente questo serve anche a favorire il punto criciale della terapia del borderline: favorire l'individuazione e scoraggiare la regressione.
Riguardo all'atteggiamento da tenere nei momenti di rabbia, McWilliams sostiene che bisogna fare il contrario di quello che si fa con i nevrotici, cioè bisogna fare commenti su quanto è accaduto nello stato di rabbia, panico, agitazione, ma solo dopo che tale stato è cessato e il pz si è rassicurato di essere uscito dalla crisi.
In condizione di quiete emotiva il border è disposto a sentire il terapeuta che nomina le varie dinamiche e cerca di comprenderle traendone anche sollievo. Ma durante la crisi recepisce le interpretazioni come una condanna e come un invito a sforzarsi di abbandonare atteggiamenti a cui è attaccato, accrescendone la rabbia e sentimenti di vergogna per gli impulsi immaturi. Parlarne in seguito è invece molto fruttuoso.
Ras, lungi da me contestarti, ma lavoro con persone portatrici di questa patologia da molti, troppi anni e , a volte con molto sconforto.
Volevo solo portare la mia esperienza sulla "rabbia": semplicemente agisco prima che sbollisca, attraverso tecniche di provocazione.
A volte riesce, a volte no.Ma chi veramente li conosce?
Ciao
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peste1987
mai sfidarli...sono capaci di tutto
Io avevo adottato questo sistema: la seconda volta che mi ha parlato di idee di suicidio, io ho assunto un tono fermo ma al tempo stesso pacato, da paterfamilias, e gli ho detto: "F***, non voglio più sentirti fare questi discorsi. La prossima volta che mi dici una cosa simile mi arrabbio sul serio". E lui recepiva.
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Originalmente inviato da
dogana_vecchia
Io avevo adottato questo sistema: la seconda volta che mi ha parlato di idee di suicidio, io ho assunto un tono fermo ma al tempo stesso pacato, da paterfamilias, e gli ho detto: "F***, non voglio più sentirti fare questi discorsi. La prossima volta che mi dici una cosa simile mi arrabbio sul serio". E lui recepiva.
I suicidi nei border sono estremamente rari: sono più frequenti le minaccie di suicidio,
Spero di averti risposto.
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Originalmente inviato da
*-ras-*
Stando a quanto dice la McWilliams ("La diagnosi psicoanalitica") quindi secondo l'approccio psicoanalitico, l'aspetto fondamentale nel trattamento del borderline è stabilire e mantenere in modo costante le condizioni della terapia, in particolare i confini della relazione. Tali condizioni devono essere poste, osservate e rinforzate da specifiche sanzioni se il pz non le rispetta.
I borderline reagiscono spesso con rabbia ai limiti posti dal clinico, ma alla fine gli saranno grati di essere stati "contenuti" e riceveranno 2 messaggi terapeutici:
1) Il terapeuta considera il pz come un adulto e ha fiducia in lui
2) Il terapeuta rifiuta di essere usato e quindi offre un modello di rispetto di sè.
Ovviamente questo serve anche a favorire il punto criciale della terapia del borderline: favorire l'individuazione e scoraggiare la regressione.
Riguardo all'atteggiamento da tenere nei momenti di rabbia, McWilliams sostiene che bisogna fare il contrario di quello che si fa con i nevrotici, cioè bisogna fare commenti su quanto è accaduto nello stato di rabbia, panico, agitazione, ma solo dopo che tale stato è cessato e il pz si è rassicurato di essere uscito dalla crisi.
In condizione di quiete emotiva il border è disposto a sentire il terapeuta che nomina le varie dinamiche e cerca di comprenderle traendone anche sollievo. Ma durante la crisi recepisce le interpretazioni come una condanna e come un invito a sforzarsi di abbandonare atteggiamenti a cui è attaccato, accrescendone la rabbia e sentimenti di vergogna per gli impulsi immaturi. Parlarne in seguito è invece molto fruttuoso.
Non sono un terapista, ma un semplice amico di un borderline (in realtà nel corso della mia vita ne avrò frequentati tre o quattro). Mi ha colpito come recepisse quello che gli dicevo in maniera diretta e decisa nelle fasi in cui non era rabbioso. Non sul momento, perché a volte mi contestava o mi contraddiceva con frasi fatte o sciocchezze, ma in una fase successiva dimostrava di aver preso in considerazione le mie affermazioni. Avevo anche l'impressione che in certe occasioni recepisse molto bene quello che gli scrivevo facendo ricorso al medesimo stesso tono perentorio, anche perché da certe sue frasi o comportamenti ho potuto realizzare che avesse rimuginato a lungo sui miei punti di vista.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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Lucio Regazzo
I suicidi nei border sono estremamente rari: sono più frequenti le minaccie di suicidio,
Spero di averti risposto.
Sei andato a dama. :approved:
Infatti, io mi sono sempre guardato dal mettermi a strillare: "Noooooooooooo, che cosa dici!!! Ti prego, non lo dire nemmeno per ischerzo. Giurami che non lo farai mai", eccetera.
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Originalmente inviato da
dogana_vecchia
Sei andato a dama. :approved:
Infatti, io mi sono sempre guardato dal mettermi a strillare: "Noooooooooooo, che cosa dici!!! Ti prego, non lo dire nemmeno per ischerzo. Giurami che non lo farai mai", eccetera.
Hai risposto
Hai fatto molto bene, stai sempre attento alle manipolazioni