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Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Domani, 20 gennaio 2009, si insedierà alla Casa Bianca Barack Obama.
Figlio di una hippie e di un keniota, cresciuto con i nonni, dal nulla è riuscito non solo a diventare il primo presidente nero della storia, ma a portare un vento di speranza e di unità in tutto il mondo.
In questo topic vorrei che scrivessimo le esperienze in cui ce l'abbiamo fatta, in cui abbiamo avuto successo, in cui siamo usciti vincitori.
Ci sono tanti topic sui problemi nel trovare lavoro, sulle difficoltà della professione "psicologo", ed è giusto che sia così: gli ostacoli sono tanti ed è importante che ce li illustriamo a vicenda.
Ma ci sono anche tante opportunità, tante storie di psicologi che ce l'hanno fatta o che sono riusciti a incominciare ad avviare qualcosa...
Se le condividiamo, se condividiamo i motivi che secondo noi stanno alla base, anche senza entrare troppo nei dettagli tecnici, penso possa essere di aiuto per tutti.
Portiamo un vento di speranza nella psicologia :metal:
Daevorn
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Inizio io, copio il post che ho fatto in un altro topic.
(in pratica un anno e mezzo fa circa chiedevo consiglio a voi sull'opportunità di fare un lavoro che non c'entrasse niente con la psicologia, con l'idea nel tempo rimanente di portare avanti la libera professione...
Ieri dopo tanto tempo sono tornato nel forum di opsonline e l'ho ritrovata in prima pagina, ecco come è continuata la storia)
ehi, il mio vecchio topic!
Vi aggiorno su quello chenè successo...
Alla fine ho lavorato nel ristorante un mesetto, poi ho realizzato che per far funzionare una qualsiasi attività bisogna metterci dentro molto impegno, e portare avanti in parallelo due cose così diverse era impossibile.
Ho chiuso tutto e ho iniziato a pensare... ho fatto le mie considerazioni, le mie riflessioni e sono giunto alla stessa conclusione di cui sopra: due cose in parallelo sono molto difficili da portare avanti, e io per come sono fatto non ne sono capace.
Mi riferisco al cercare di portare avanti la proefssione da psicologo e il lavorare come educatore o similia.
Ho soppesato i vari fattori e ho pensato:"è conveniente per me lavorare a 7 euro l'ora e rallentare la professione da psicologo in cui potrei guadagnarne minimo (ma minimo) 20? è economicamente funzionale?"
No, non lo era. E non ho lavorato per 6 mesi.
Me lo potevo permettere, ma ho dovuto fare delle scelte...
Sento di diversi amici o ex compagni di università a cui i genitori affitano appartamenti, pagano scuole di specializzazione, regalano macchine, ecc, è questo ben venga, la nostra generazione è la prima dal dopoguerra dove i figli sono più poveri dei genitori...
quello che mi fa strano è che tanti di questi ex compagni poi lavorano come educatori, non riescono a lavorare come psicologi e, giustamente, si frustrano.
C'è un problema di scelte economiche a lungo termine, secondo me...
Ad esempio, con i soldi di un appartamento in affitto a milano ci si prende minimo 600 euro al mese, ossia, a 7 euro all'ora, sono 85 ore al mese da educatore, ossia 21 ore alla settimana.
In tutto questo tempo ci sono tante occasioni per sviluppare la propria professione, sono ore in cui si può lavorare per sviluppare in modo proficuo il proprio lavoro.
Questo è un esempio molto particolare, che vale per alcune tipologie di persone, ma vi assicuro che qui a milano ne conosco di diverse che sono in questa medesima situazione.
Io vivo ancora con i miei genitori ma in quest'anno che ho passato a casa ho sviluppato il mio lavoro e ora grazie a Dio guadagnano due volte un educatore, e soprattutto ho avviato la professione da psicologo, sto piano piano gettando le basi per il futuro.
Questo discorso si basa su due pilastri:
1. l'avere un minimo di aiuto dalla famiglia (e purtroppo non tutti possono averlo)
2. avere un atteggiamento proattivo e imprenditoriale verso la professione (e purtroppo non tutti lo hanno)
L'assunto di base, che ho avuto modo di vedere in tanti contesti in questo anno e mezzo di lavoro e che tanti colleghi più anziani mi confermano, è che la "gente comune" vuole lo psicologo!
Il problema è che non lo sanno perchè non hanno occasione di incontrarne uno dal vivo: quando però per un motivo o per l'altro entrano in contatto, sono felici come una pasqua e iniziano ad "utilizzarlo" dal punto di vista lavorativo.
Io non credo che gli psicologi siano troppi, che non ci sia lavoro, che siamo destinati alla fame; io credo che la gente ha bisogno degli psicologi ma che gli psicologi non si "fanno trovare".
Per "farsi trovare", e qui mi collego a quanto detto sopra, bisogna però investire del tempo, preparare serate, farsi conoscere... tutte attività che, se portate avanti da soli, prendono tanto tempo, e se si lavora 20 ore alla settimana come educatore capisco che possa diventare un problema.
Vorrei sapere cosa ne pensate voi, chi abita in una città meno grande di Milano, chi ha avuto un'espereinza simile, ecc ecc
Ciao
Daevorn
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Ciao, Daevorn. La tua esperienza è molto significativa ed importante. Vorrei chiederti quali sono stati i passi che hai fatto in concreto per arrivare alla tua svolta professionale. Ovvero, come hai costruito la tua nuova strada?
Grazie
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Allora, come prima cosa ho fatto l'inventario delle cose che sapevo fare o che avrei potuto imparare...
In particolare,avevo fatto la formazione sul metodo feuerstein (un metodo di potenziamento cogntivo) e ho deciso di puntare su quello.
per me è stato molto importante avere un campo di "specializzazione", più specifico dell'essere piscologo e basta.
dopo aver analizzato la situazione, ho iniziato a muovermi.
Per prima cosa ho organizzato un corso per bambini in una parocchia.
Come ho fatto?
Molto semplicemente ho preso l'elenco delle parocchie su internet e ho iniziato ad andare in ognuna di essa per proporre al parocco il mio corso: tanti mi han detto di no, DUE mi han detto di sì.
A quel punto quello che dovevo fare era pubblicizzare il corso: ho fatto delle brochure (ora col senno di poi mi accorgo che facevano cagare :asd:) e ho iniziato a distribuirle nelle zone delle parocchie.
In una parocchia non ho avuto iscritti, nell'altra mi hanno chiamato 3 mamme, di cui 2 hanno iscritto il figlio.
Ho investito un sacco di tempo e ho raccolto solo due iscritti?
No!
Perchè prima di tutto ho fatto esperienza, sia professionale sia di marketing, e poi perchè la mamma di una bambina, a corso finito, mi ha mandato un'altra mamma che aveva un problema col figlio.
L'anno dopo, ho riproposto al prete il corso, aggiungendo come attività di marketing una serata di presentazione (a cui hanno aprtecipato una decina di persone)
Risultato?
Molte chiamate, nessun iscritto al corso, ma due mamme presenti alla serata hanno voluto mandarmi i figli nello studio perchè secondo loro i figli avevano bisogno di un intervento più mirato.
Sbattimento?
Relativo, un paio di pomeriggi per distribuire i volantini, un paio di giorni per fare la brochure, tot tempo per andare nelle chiese a parlare coi preti
Ovviamente questo è stato una delle iniziative che ho portato avanti, in parallelo ne ho fatte altre...
Quello che mi ha fatto imparare questa esperienza è che se si riesce a vincere il timore iniziale (dopotutto sembravoun po' un venditore di aspirapolveri quando andavo dai preti a proporre il corso :asd:) qualcuno che ci contatta c'è...
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Ciao a tutti!
E' molto che seguo il forum di ops, ma è la prima volta che partecipo ad una discussione.
Sì, credo anche io che è possibile lavorare come psicologo o come psicoterapeuta, ma come giustamente suggerisce Daevorn Li, è la nostra prospettiva che deve cambiare.
Leggo troppe discussioni incentrate su "dove" trovare lavoro e non su "come" muoversi per poter fare il proprio lavoro!
Chi è un affezionato di ops si ricorderà le discussioni del mitico HT Sirri (non credo ci siano più nell'archivio del forum) che stimolava i più giovani, e anche meno, a promuovere la propria attività e professionalità, sempre seguendo i suggerimenti dei vari ordini regionali e nei limiti delle competenze di ognuno.
Beh, io sono uno dei tanti psicologi che, anche grazie agli "scossoni" del dott.Sirri, ha deciso qualche anno fa di rimboccarsi le maniche e di smettere di soggiornare nella solita cooperativa come "pseudo-educatore-perchè-tanto-è-un-contratto-sicuro-e-per-noi-psicologi-non-c'è-lavoro".
Primo punto: ho cominciato a studiare l'abc del marketing, come si organizza un business plan, promuovere la propria attività,ecc. e dopo 6-8 mesi, saccheggiando la biblioteca comunale con tutti i testi sacri del marketing, avevo alla fine un'idea meno vaga di quali cose bisogna sapere, se si vuole aprire un' attività in proprio.
Ed è proprio così che sono partita: so che molti colleghi più "tradizionalisti" storceranno il naso, ma per almeno 2 anni mi sono vissuta come un'impresa:"Io ero la mia impresa".
No, non sono quelle solite sciapate americane: "Sii imprenditore di te stesso!!", ma più che altro ho cercato una strada o chiamiamolo modello, come quello dell'azienda che fa marketing pubblicitario, promozioni, ha clienti, ecc., che mi consentisse di organizzare meglio il mio lavoro.
Oggi non sarebbe più pensabile per me muovermi in quel modo, perchè il lavoro vero è arrivato e quindi sono molto più concentrata sulla mia professione che sull'avvio della professione, tuttavia non dimentico mai almeno le più banali coordinate da mantenere anche se organizzo un semplice seminario divulgativo.
Restando nel tema "Yes we can!" credo che troppi giovani colleghi non si rendano conto che, chi fa una scelta universitaria come la nostra, non può pretendere che, conquistata la laurea e l'abilitazione od una specializzazione, potrà andare in giro a distribuire curricula come se piovesse o aspettare rarissimi bandi di concorso a tempo determinato, chi sceglie di fare lo psicologo deve mettere in conto che la stragrande maggioranza delle persone comuni non sa cosa fa lo psicologo nè cosa fargli fare (anche gli Enti pubblici , ahimè!), quindi siamo noi che dobbiamo proporci, offrire la nostra consulenza dove serve, presentare progetti in Enti pubblici o privati su servizi carenti o su criticità emergenti, ecc.
Allo stesso tempo la tirata d'orecchie andrebbe fatta a molte Università ed Ordini Regionali che, tranne rari casi illuminati, non aiutano i più giovani con seminari di orientamento al mondo del lavoro, informazioni concrete su come un professionista possa promuovere la propria attività, sempre nei limiti della decenza, ed allo stesso tempo promuovendo il ruolo dello psicologo tra la cittadinanza.
Sicuramente questo è un discorso molto complesso, e questi pochi spunti che ho riportato non rendono l'idea della situazione generale, comunque, per non uscire fuori tema, brava Daevorn Li!:approved: il tuo esempio è un pò quello che intendo, e credo sia giusto che ognuno debba fare la sua parte: promuovendo la nostra attività promuoviamo tutta la categoria! Coraggio!!:ihih:
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Wow che meraviglia questa discussione! Se qualcuno ha altre esperienze simili LE RACCONTI!!!! E' importante per tutti!
Per quanto riguarda me posso dire che, oltre naturalemnete a lavorare come educatrice, ho deciso di avviare l'attività privata con molta MOLTA fatica. Primo, perchè non ero convintissima, secondo perchè non so vendermi e questo è un dato di fatto. So che ho una buona preparazione e, visto che lavoro da 5 anni con pazienti psichiatrici, credo di non essere tanto male.
In pratica ci ho messo tanto a decidermi ad iniziare (terrotizzata di avere un paziente da sola) Quando mi sono decisa, tutta la pubblicità del mondo non è bastata a frne arrivare neanche uno. Ora, dopo 6 mesi, mi stanno chiamando varie persone da internet, mezzo sul quale non avrei scommesso una cicca. Ora spero nel passaparola...ma qualcosa si è mosso. E devo dire che sono un pelino più sicura di me anche quando rispondo al telefono. Piano piano...
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Citazione:
Originalmente inviato da
joconda77
Quando mi sono decisa, tutta la pubblicità del mondo non è bastata a frne arrivare neanche uno. Ora, dopo 6 mesi, mi stanno chiamando varie persone da internet, mezzo sul quale non avrei scommesso una cicca. Ora spero nel passaparola...ma qualcosa si è mosso. E devo dire che sono un pelino più sicura di me anche quando rispondo al telefono. Piano piano...
scusa Joconda ma con "da internet" cosa intendi? hai messo annunci su un sito o cose simili?
grazie!!!
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Si Alessandro, ci molti siti dove inserire i propri dati professionali, alcune inserzioni sono a pagamento altre gratuite. Devi solo informarti se è necessario chiedere il parere del tuo Ordine professionale (il mio fa fare la richiesta via mail, la procedura è abbastanza semplice).
Devi solo spulciare il web e trovare questi siti. A questo punto sono indecisa se fare un mio sito personale, visto che sembra che paghi.
In bocca al lupo!
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
dear Joconda, grazie per le informazioni.
devo ancora iscrivermi all'ordine (regione Abruzzo), poi magari contatto il presidente e vedo come muovermi.
ho consultato le vari liste on line di psicologi qui a Pescara, ne sono segnalati davvero molti... magari è utile trovare un modo efficace di strutturare il proprio contatto, tipo con-o-senza foto, curriculum, aree di competenza ecc... tu come ti sei mossa?
grazie e a presto!!
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Io ho messo le info minime indispensabili, anche perchè per inserire le diciture "esperto in..." ci vogliono determinati titoli. Ho messo anche la foto, ma ti dirò, è un mistero su come una persona scelga il terapeuta in internet.
Per fare una statistica mi serve più tempo: però nel mio piccolo ho notato che chi scegli sul web lo fa su base impulsiva, ovvero, è disperato un quel momento!
Se vuoi iniziare subito a fare qualcosina come psi, io ti consiglio di specializzarti in un qualcosa e puntare inizialmente su quello (es. una mia amica ha fatto il corso sul test di Roscharch), poi allarga le prospettive...
In bocca al lupo
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Ragazzi, questo topic è geniale. Perchè ti dà coraggio e visti gli ostacoli onnipresenti nella nostra professione, ha un grosso effetto...psicologico. Trovo tante notizie su OPS, ma spesso mi scoraggio. Qualche giorno fa ho ricevuto l'ennesima proposta di lavoro da un ente, anche di una certa importanza stavolta, interessati al mio lavoro, ma con la solita richiesta:"...non possiamo pagarti, ma più in là ci sono possibilità di assunzioni e se tu dai una cosa a noi, è probabile che noi ne daremo una a te". Da notare: "è probabile". Nella fattispecie, mi avrebbero assunta come educatrice, tra l'altro. Certo, non è edificante, ma una busta paga ed un contratto non sono una cosa su cui sputare di questi tempi. Ovviamente, ciò presupponeva ch'io mi fidassi ciecamente di loro. Mi sentivo molto giù, ma data "la serietà e l'importanza" della struttura in questione, pensavo di accettare e considerarla una forma d'investimento. Ma stavo male, mi sentivo non rispettata...forse soprattutto da me stessa. Poi, dal mio stesso malessere è venuta la risposta: ma chi l'ha detto che devo considerarmi fortunatissima se riuscirò ad essere assunta come educatrice? e tutto questo perchè ho una paura folle di promuovere me stessa? Che poi, la mia paura è iniziare. Ho deciso di rimboccarmi le maniche e cominciare a lavorare con coraggio per realizzare il mio sogno, che è quello di fare il mio mestiere, il più bello del mondo...
Ecco, leggere le poche esperienze di gente che dice "yes, we can" mi ha fatto bene al cuore, perchè mi sento meno sola in quest'avventura.
Il mio non è un racconto di chi ce l'ha già fatta, ma di chi sta iniziando ora. Anch'io però ho una piccola vittoria da raccontare: aver superato quel terrore iniziale, che mi ha bloccata per tanto tempo e mi ha orientata verso scelte lavorative più sicure, ma spesso frustranti e comunque lontane dai miei interessi.
Grazie ancora a chi raccontando la propria esperienza riesce a infondere fiducia in chi come me ama molto questo mestiere assurdo e crede che si possa scrivere il proprio destino.
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Ciao gattomio, e tu in che modo ti sei o ti stai promuovendo?
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Ciao, la mia esperienza si è svolta in modo un pò diverso: in che senso? ora vi spiego.....
Dopo la laurea (ed il relativo tirocinio) ho cominciato facendo l'educatore e nel frattempo frequentavo una scuola di specializzazione. Terminati gli studi ho interrotto l'attività educativa ed ho iniziato: 1) a pubblicizzarmi sui giornali locali 2) a scrivere articoli per chiunque volesse pubblicarmeli 3) a presentarmi OVUNQUE (blibioteche, palestre, case di riposo, centri di accoglienza, centri per disabili, centri di ascolto, associazioni di volontariato ecc.) non per chiedere lavoro ma per proporre dei progetti o delle serate 4) ho contattato i medici di base, ed altri professionisti che svolgono attività privata per proporre delle collaborazioni. Dopo quasi 1 anno di fatiche titaniche ed aver collezionato un numero incalcolabile di "vai a farti friggere" il mio nome ha cominciato a girare, ho avuto i primi pazienti ed hanno cominciato a chiamarmi per tenere dei corsi o per collaborare presso vari centri. Per circa due-tre anni ho fatto lo psicologo a tempo pieno (e devo ammettere di essermi montato un pò la testa, di soldini ne giravano parecchi, avevo due studi pieni zeppi di pazienti e cominciavo ad avere idee più alte tipo aprire un centro o una scuola). Sapete alla fine cosa è successo? man mano che i clienti finivano il loro percorso terapeutico l'agendina cominciava ad avere dei buchi, fin quando non si svuotò totalmente. I centri presso cui collaboravo non rinnovarono l'offerta ed io mi ritrovai a fare di nuovo l'educatore per tirare a campare la scusa classica è: "Porta pazienza dobbiamo operare dei tagli, non ci sono fondi". Quale fu il mio errore? Avevo lavorato male? Avevo dei clienti insoddisfatti? secondo me no, il mio errore fu quello di non essere stato capace, una volta avviata l'azienda, di portarla avanti, di mantenere i rapporti nella maniera giusta. Ora sto riprendendo le strategie di marketing già usate in passato ma sembra che non abbiano lo stesso effetto in un territorio dove mi sono già bruciato. Quindi sto pensando di trasferirmi altrove e ricominciare da capo, ma se lascio l'unico lavoro che ho e poi fallisco vado a vivere sotto i ponti! In conclusione, bisogna essere buoni imprenditori fino in fondo, non basta avviare l'azienda ma bisogna essere capaci di mantenersela.
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Ciao Jung, volevo chiederti....che tipo di serate o di corsi hai proposto?? e quali sono i corsi che secondo la tua esperienza hanno avuto un impatto maggiore ?? grazie mille
p.s. complimenti a chi ha pensato a questa discussione.....è geniale!!!!
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
mah guarda ho fatto un pò di tutto . . . dove non arrivavo io invitavo dei colleghi più esperti. Comunque dipende dove ti proponi: nelle scuole ho lavorato sul bullismo, sui disturbi alimentari, sulle dipendenze e sul disagio giovanile in genere mentre nelle biblioteche ha riscosso maggiore successo la comunicazione ed il rilassamento. inoltre, ti puoi proporre ad altri che stanno già facendo dei loro corsi e introdurre tu un tema. in realtà le occasioni per spaziare non mancano, è chiaro che devi essere capace di proporti, avere delle competenze tecniche, creare un aggancio col pubblico e rispondere alle loro domande (non sempre facile visto che ti chiedono le cose più assurde). temi più caldi attualmente sono quelli sul disagio giovanile, il bullismo, i disturbi alimentari. Altro non mi viene in mente.
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
grazie mille Jung e in bocca al lupo per il tuo lavoro:approved:
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Citazione:
Originalmente inviato da
jung
In conclusione, bisogna essere buoni imprenditori fino in fondo, non basta avviare l'azienda ma bisogna essere capaci di mantenersela.
jung hai toccato un punto molto interessante!
io non sono arrivato ancora a quel punto :asd: però mi sembra una considerazione molto importante da tenere a mente, anche perchè l'implicatura è che se si vuole lavorare come liberi professionisti bisogna sempre reinventarsi...
il che è molto stimolante :D
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
E per fortuna ci sono gli imprevisti che ci danno la spinta a cercare nuovi stimoli!!:yahoo:
Sono d’accordo con Daevorn e Jung fa una precisazione importante:
Citazione:
il mio errore fu quello di non essere stato capace, una volta avviata l'azienda, di portarla avanti, di mantenere i rapporti nella maniera giusta.
Credo sia indispensabile rinnovarsi, ma non solo perché “sennò il lavoro diminuisce”, ma perché altrimenti esauriamo le nostre energie, la spinta a migliorare e ad accrescere l’esperienza.
Il lavoro clinico, o in generale il lavoro del professionista nel proprio studio, è un lavoro di grande solitudine. Chi da studente sogna la propria libera professione in autonomia con i “propri pazienti/utenti” tutti i giorni in studio , una volta professionista deve per forza scendere a patti con un’immagine un po’ idealizzata, dove si scopre che il nostro lavoro è davvero impegnativo e faticoso e senza rendersene conto ci si ritrova senza più forze e idee.
Credo che Jung abbia fatto un buon lavoro con i suoi pazienti (tanto che hanno concluso il percorso terapeutico), ed è normale che avendo messo tutto il suo impegno nel lavoro con loro, stanco e soddisfatto non avrà avuto più tempo o energie per fare altro.
Anche io mi sono interrogata spesso su questo punto: nel mio caso ho ritenuto utile trovare dei colleghi che supervisionassero con una certa frequenza i miei casi (come tralaltro credo facciano tutti i professionisti più o meno giovani!!) e che mi dessero quella possibilità di condividere il lavoro dello studio e sentirmi meno intrappolata nella solitudine della mia “stanzetta”.
Poi, oltre ad i “supervisori”, penso che condividere con altri colleghi progetti o associazionismo sia anche un’ utile strada da affiancare al lavoro in studio.
Anche se so bene che molti psicologi, me compresa, abbiamo la sindrome della primadonna…e facciamo fatica a lavorare in gruppo…:sarcasm:
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Daevorn ti ho inviato un pm :ciao:
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Ciao ragazzi
sto preparando un progetto da presentare alle scuole elementari della mia provincia :medito
sapreste dirmi se c'è un tariffario...non so quanto chiedere per un progetto di approssimativamente 60 ore:Ops:
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Questa sera,
questa discussione cade proprio a proposito! Vi racconto la mia storia: mi laureo nel 2002,dopo il tirocinio post lauream e l'esame di stato comincio a propormi, cercare concorsi, ecc... niente. Non mi abbatto, intanto comincio a lavorare come impiegata penso progetti: bullismo, paure dei bambini, niente intanto mi iscrivo alla scuola di specializzazione e comincio a lavorare come educatrice nel nido (lavoro che faccio tuttora), intanto apro lo studio (lo tengo per 3 anni) e vado da medici di base, pediatri, e così via niente. Non mi abbatto e continuo chiudo lo studio, contatto una residenza per anziani ed organizzo un corso per i familiari (la direttrice propone sabati mattina a cavallo delle feste io accetto, siamo alla fine 4 persone qualche volta tre). Intanto a Novembre finisce la scuola di specializzazione, il tirocinio post lauream e mi ritrovo a ricominciare... forse dovrei avere il coraggio di mollare tutto ed investire come avete fatto voi
Un bacio e buona fortuna a tutti
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
che bei resoconti!alcuni mi mettono davvero forza!anche io ovrrei propormi come psicologa quando avrò fatto l'eds, progettare riprendendo l'argomento svuluppato nella mia tesi:paure infantili.
inoltre lavoro come insegnante presso scuola primaria, lavoro che mi entusiasma e che mi piace moltissimo e che mai lo abbandonerò. la mia idea è quella di affiancare l'impresa psicologica accanto a questo lavoro più stabile che io possiedo e non lo trovo impossibile perchè lavorando 24 ore a settimana poi hai tutto il tempo per progettare e tutta l'estate per pensare!!!affiancare due lavori (di cui uno come libero professionista non deve esserte impossibile).
evviva chi ha messo in atto un ATTEGGIAMENTO PROATTIVO...i frutti si vedono e spero di raggiungerli presto anche io, il coraggio di andar a bussare alle porte (perchè questo è quello che facciamo come i rappresentanti di aspirapolveri) ce l'ho quindi...vedremo!
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
c'è anche un'altra discussione simile a questa e trovo che siano entrambe utili.
sono nconvinta anch'io, diventata terapeuta a dicembre, che la richiesta di consulenze e psicoterapia ci sia.
lo vedo da un semplice dato personale, che non fa statistica, per carità: non sono pochi gli amici che ho inviato a dei colleghi.non sono poche le persone di cui so che stanno seguendo un percorso terapeuitco.
non c'è solo la terapia, chiaro, ma per esempio credo (ci proverò ora..) che le scuole siano un ambito non inarrivabile.
bisogna crederci, avere le energie per farlo (e se ci credi, magari escono..), la competenza (ma quella con un po' di capacità di autocritica e l'esperienza non è uno status quo: si può migliorare).e ci vuole capacità imprenditoriale.
quella che mi manca toooootalmente e anzi, se avete "consigli" (una formula magica? ; )) da darmi, li ascolto.
anche le energie sono un po' venute meno, ma dopo qualche lavoretto (aec o di tut'altro genere), qualche progetto otttenuto qua e là, 1 solo paziente fisso (e consulenze varie)..e...disoccupazione che mi sono potuta permettere, sono qui, sto tentando di recuperare queste energie, anche se, data la veneranda età, mi sono data un tempo.
però insomma, anche vedendo altri colleghi che c'hanno creduto di più, vi dico che mantenere il sangue freddo, studiare, crearsi una rete con contatti, seminari, brochure, rende.
auguri a tutti (pure a me!)
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
Citazione:
Originalmente inviato da
Serena75
c'è anche un'altra discussione simile a questa e trovo che siano entrambe utili.
bisogna crederci, avere le energie per farlo (e se ci credi, magari escono..), la competenza (ma quella con un po' di capacità di autocritica e l'esperienza non è uno status quo: si può migliorare).e ci vuole capacità imprenditoriale.
approfitto del tuo discorso, per infilarmi nella discussione!:asd:
innanzitutto complimentoni a tutti/e...anch'io credo che a forza di "aspettare la manna dal cielo" non si troverà mai un briciolo di lavoro in questo campo, ma bisogna sperimentarsi, inventarsi ed esplorare il territorio.
serena, come dici tu però bisogna anche crederci...ed io in questo ho un pò difficoltà.
come si fa a sentirsi pronti a lavorare come psicologi?
dopo anni di studio, 1000 ore di tirocinio, l'esame di stato, teoricamente so di sapere tanto, ma nel momento in cui dovrei mettermi in gioco non so praticamente cosa fare e da dove iniziare. mi rendo conto che questo non è un lavoro dove ci sono dei "movimenti" precisi da fare per ottenere qualcosa, come fa un operaio oppure un artigiano. in questo lavoro dipende tutto dalla situazione, si "gioca" con le persone e bisogna stare molto attenti.
ma come si fa a sentirsi pronta per fare consulenza psicologica oppure un intervento in classe?
sono tutte competenze che ti fornisce una scuola di specializzazione?
voi che ce l'avete fatta come avete fatto a cominciare? quando si sente veramente di avere delle competenze ed inizare a sperimentarsi?
questo penso che sia il problema che porta me e forse molti altri a fare lavori che centrano poco o niente con la psicologia...
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
ciao!
guarda, molto di ciò che ti ho detto è quello che non ho, ma so che si può avere (si impara molto dai propri errori ; ))
per me che sono uscita dal vecchio ordinamento e che ho un senso decisamente spiccato -pure troppo- di autocritica, ti dico che io non sono uscita preparata dall'università, perchè
1-toccare troppi argomenti, senza approfondirli e nemmeno farlo per quelli essenziali (diagnosi, tecniche del colloquio, modalità d'intervento..) difficlimente fa uscire persone competenti (spare..saper fare..saper essere..mmm)
2-ho studiato poco per me e molto per gli esami
il tirocinio e l'esame di stato sono un riscatto e un modo per "slatentizzare" quanto studiato, se ben fatti.
quindi, dire quando ci sente competenti per buttarsi è in parte soggettivo.
in altra parte mi verrebbe da dire che oggettivamente.. non ci si sente mai, mai abbastanza competenti.
e allora forse, per chi non ci si sente il punto chiave è credere di poterlo diventare (crederci vuol dire anche questo, no?)
la specializzazione ti forma alla psicoterapia ( e nemmeno sempre) e quindi qualunque altra competenza non c'entra.
per chi non ha le idee chiare mi sento di dire di approfondire le tematiche d'interesse, senza investire in capitali enormi.
magari sbaglio, magari esiste il super master che ti fa sfondare perchè lo sfondi tu ; )
ma, pensando ad esempio alla scuola, io mi muoverei sondando la domanda sul territorio, facendo corsi a basso costo magari di pochi giorni, magari anche più d'uno, ma ce ne sono di buoni, fatti anche da cooperative,ad esempio che magari rendono di più del masterone da 5000 euro.
così, non si rischia di averli spesi per qualcosa che magari in fondo non ci appassiona così tanto e dove poi non riusciamo a trovare sbocchi.
il masterone, magari dopo.
spero di averti in parte risposto
baci
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
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Originalmente inviato da
klaudia82
evviva chi ha messo in atto un ATTEGGIAMENTO PROATTIVO...i frutti si vedono e spero di raggiungerli presto anche io, il coraggio di andar a bussare alle porte (perchè questo è quello che facciamo come i rappresentanti di aspirapolveri) ce l'ho quindi...vedremo!
Attenta a considerare il bussare alle porte in maniera riduttiva, perchè quello è un blocco, e neanche piccolo.
In realtà, proporre professionalità e servizio è un vantaggio per chi ti apre la porta (continuando con la metafora), e conviene a loro starti ad ascoltare.
Senza contare che non bussi nelle case dei privati ma di aziende (pubbliche o private che siano) e, se non sono proprio cieche, conviene loro ascoltare ogni proposta che viene fatta.
Tutto sta nel mostrare il vantaggio che la struttura otterrebbe servendosi della tua professionalità.
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Riferimento: Yes we can! [Topic delle esperienze di successo]
dove sono le altre esperienze di successo? tutto qui? che depressione:mumble: