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...sulla professione di Counsellor
Ciao a tutti. Questo e' il mio primo posting.Ci tenevo a dire la mia sull'argomento. Vivo in Inghilterra da 6 anni ormai. Mi sono trasferita dopo aver conseguito la laurea in Psicologia Clinica presso l'univerisita' di Padova e aver concluso tirocinio ed esame di stato. Non vorrei parlare in questa sede di come gli psicologi italiani vengano snobbati in questo paese...
Ma piuttosto della tradizione di Counselling che esiste in Inghilterra, nella speranza di fare un po' di chiarezza su questa professione. So che in Italia si tratta di una professione piuttosto recente e premetto di non essere al corrente della modalita' con cui il counsellor sia stato 'presentato' e introdotto nell'universo professionale. Se l'intenzione e' quella di rifarsi ad un modello anglosassone ho come l'impressione che l'impresa non sia riuscita, o magari non ancora.
Il counsellor qui in inghilterra non si sovrappone alla figura dello psicologo, ma semmai a quella dello psicoterapeuta. Ho appena conseguito il mio diploma di Counsellor Psicodinamico presso l'universita' di Reading. Per accedere corsi di counselling (che sono sempre post-lauream e non ad un livello inferiore a questo) bisogna avere gia' conseguito un degree inerente alla psicologia. In quello da me frequentato e c'e' pure un limite di eta' non inferiore ai 25 anni per accedervi. Si fanno colloqui e controcolloqui per essere ammessi. Nei due anni di corso la teoria e la pratica sono assolutamente intersecati. I pazienti vengono visti con la supervisione settimanale di un Supervisor .
In piu' si e' obbligati a sottoporsi a psicoterapia psicoanalitica (a proprie spese) per tutta la durata del corso. Dopo questi due anni si puo' scegliere di aggiungere il master di un anno che non e' altro che l'elaborazione di una tesi sperimentale (con soggetti ed elaborazione qualitativa dei dati). Io ora sto frequentando il mio anno di master ma sono gia' un Counsellor psicodinamico qualificato. Posso condurre una terapia a breve o lungo termine di tipo dinamico (transfert e controtransfert sono il mio pane quotidiano)anche come libera professionista. C'e' un albo professionale ed un codice etico molto severo a cui devo continuamente rendere conto tramite case studies e corsi di aggiornamento post-professione.
Ora non so quanto tutto questo sia comune alla vostra esperienza. Ma volevo puntualizzare che per me diventare counsellor e' stato un arricchimento della mia precedente conoscenza (sempre troppo teorica purtroppo)e condizione di psicologo clinico. Inoltre non mi sento assolutamente in competizione con lo psicologo che qui, come anche in Italia, si occupa prettamente di Diagnosi e non di psicoterapia. L'unica differenza tra il Counsellor psicodinamico ed uno psicoanalista qui e' che lo psicoanalista puo' vedere i sui pazienti piu' di una volta a settimana per una terapia piu' 'profonda', mentre io vedo i miei pazienti una volta a settimana. Ma gli strumenti psicoterapeutici sono esattamente gli stessi.
Mi piacerebbe avere qualche feedback da questo forum, se non altro per chiarirmi le idee su come il Counsellor sia percepito in Italia. Dal mio punto di vista le rivalita' degli psicologi nei confronti dei Counsellors sembrano un assoluto controsenso...silviaxxx
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Non conosco la realta inglese e quindi non so quali siano i percorsi previsti per diventare psicoterapeuta. Da quanto scrivi sembrerebbe che tu abbia una formazione di tipo psicoterapeutico anche se viene chiamata "counselling". In Italia, invece, i counsellor non possono assolutamente fare psicoterapia nè a lungo nè a breve termine ed è forte la sovrapposizione con la figura dello psicologo o dello psicoterapeuta dal momento che la definizione dell'agire del counselling si basa spesso sulla quantomeno ambigua distinzione tra problematiche "momentanee" e psicopatologia (che dal punto di vista epistemico trovo infondata) o sull'idea che il counselling serva a "mobilitare risorse già presenti" (un'altra contraddizione in termini).
Personalmente poi non credo che la distinzione tra counselling dinamico e psicoanalisi possa risiedere solo nella minor frequenza di sedute, ma questo è un altro discorso.
Saluti
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Originalmente inviato da
gieko
Non conosco la realta inglese e quindi non so quali siano i percorsi previsti per diventare psicoterapeuta. Da quanto scrivi sembrerebbe che tu abbia una formazione di tipo psicoterapeutico anche se viene chiamata "counselling". In Italia, invece, i counsellor non possono assolutamente fare psicoterapia nè a lungo nè a breve termine ed è forte la sovrapposizione con la figura dello psicologo o dello psicoterapeuta dal momento che la definizione dell'agire del counselling si basa spesso sulla quantomeno ambigua distinzione tra problematiche "momentanee" e psicopatologia (che dal punto di vista epistemico trovo infondata) o sull'idea che il counselling serva a "mobilitare risorse già presenti" (un'altra contraddizione in termini).
Personalmente poi non credo che la distinzione tra counselling dinamico e psicoanalisi possa risiedere solo nella minor frequenza di sedute, ma questo è un altro discorso.
Saluti
Concordo...poi "mobilitare risorse già presenti" significa sapere quali sono queste risorse presenti, e praticamente è il 90% della diagnosi psicologica. I counsellor possono essere utili assolutamente si! Ma prima i pazienti devono passare dallo psicologo che decide a chi e se inviare, come per molte patologie è bene che il paziente passi prima dallo psichiatra o da chi ha una formazione medica che non dallo psicologo.
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Originalmente inviato da
carozzicarozzi
Concordo...poi "mobilitare risorse già presenti" significa sapere quali sono queste risorse presenti, e praticamente è il 90% della diagnosi psicologica. I counsellor possono essere utili assolutamente si! Ma prima i pazienti devono passare dallo psicologo che decide a chi e se inviare, come per molte patologie è bene che il paziente passi prima dallo psichiatra o da chi ha una formazione medica che non dallo psicologo.
Ho come l'impressione che stiamo dicendo la stessa cosa. Infatti io come counsellor vedo pazienti che mi vengono riferiti sia da dipartimenti psicologici che da medici di base. La diagnosi non c'e' dubbio che la faccia lo psicologo. Quello che non capivo e' il ruolo che viene attibuito al counsellor in Italia, che dal mio punto di vista e' qualcosa di diverso dallo psicologo, invece da come me lo descrivete sembra che in Italia stia venendo intordotto come figura professionale che per qualche motivo si sovrappone a quella di psicologo? Non so...
Mi auguro che venga messo un po' di ordine...nell'interesse del paziente piu' che altro, il quale deve essere messo in condizioni di scegliere in modo sufficientemente informato a chi rivolgersi per un adeguato sostegno psicologico e terapeutico.
Saluti, Silviaxxx
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"L'unica differenza tra il Counsellor psicodinamico ed uno psicoanalista qui e' che lo psicoanalista puo' vedere i sui pazienti piu' di una volta a settimana per una terapia piu' 'profonda', mentre io vedo i miei pazienti una volta a settimana. Ma gli strumenti psicoterapeutici sono esattamente gli stessi."
Ma per piacere....
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Premesso che non conosco il percorso formativo anglosassone per diventare psicoterapeuta, mi sembra che sia molto grave sovrapporre la figura del counsellor a quella dello psicologo ma ancor di più a quella dello psicoterapeuta. Ovviamente se si ha una formazione di base (laurea in Psicologia) che permette di approcciarsi a questo tipo di formazione..... nulla da dire. E' una scelta: o segui un percorso di formazione in Psicoterapia o lo segui in Counelling. Li considero ben diversi!!! ma resta cmq una scelta personale.......
Purtroppo, però, non è sempre così .... anzi per la maggior parte coloro che decidono di intraprendere un percorso di Counselling (parlo della realtà italiana ovviamente) sono persone che ritengono di potersi approcciare alla psicologia solo per attitudini o interessi personali. Intendo dire che spesso scelgono quel tipo di formazione i laureati in altro che improvvisamente si riscoprono psicologi o ancor peggio psicoterapeuti. Ovviamente io parlo in base alla mia personale esperienza in merito. Se la realtà non è questa sarò ben lieta di sapere come funziona il tutto.
Io conosco persone laureate in Lettere, Filosofia, Pedagogia...... che decidono di diventare counsellor seguendo un corso di formazione della durata di due anni. Conosco anche un direttore di una scuola di Counselling (ovviamente laureato in filosofia) che mi ha confermato il fatto che il 90% degli iscritti nella sua scuola sono laureati in Lettere e Filosofia. Ora io non ho nulla contro queste persone ma mi sembra un po' che ci sia la tendenza di andare a mangiare nella mangiatoia altrui. Io non avrei mai la convinzione di diventare Insegnante di Lettere o quant'altro solo perchè magari avrei modo di frequentare un corso della durata di due anni attinente al campo in questione.
Purtroppo però in Italia c'è un po' questa tendenza e soprattutto ciò che più mi lascia basita è il fatto che queste persone con la tranquillità più assoluta alla domanda “Scusa, ma cosa può fare il counsellor?” rispondono “E' una figura emergente che a breve andrà a sostituire la figura dello Psicologo o dello Psicoterapeuta!!!” ..... Cosa!!!!????? Ora scusate lo sfogo ma sono ormai anni che mi sento rispondere così e sinceramente sono stanca!!!!!
Davvero non posso credere che ci siano persone convinte di potersi formare in questo modo!!!! Ora, oltre alla solita confusione tra psicologo e psicoterapeuta (e non mi sembra il caso parlare qui di tutte le altre figure oggetto di confusione continua), credo ci sia proprio confusione di ruoli tra ciò che è “Psiche” e ciò che esula dal campo. Più chiaramente: se sei un laureato in Lettere o anche in Filosofia approfondisci il tuo campo ma non andare a pretendere di diventare anche Psicologo o ancor peggio Psicoterapeuta (vi prego fermiamoli!!) se non hai le basi per poterlo fare.
Ma poi la differenza tra lo Psicoterapeuta e il Counsellor può risiedere solo nel numero di sedute settimanali??? Io non credo!!!! Se si considera lo psicoterapeuta abilitato a una terapia più profonda come può anche il counsellor usare gli stessi strumenti? Insomma quanta confusione c'è ????? Ovviamente io parlo sempre in base alla mia esperienza personale e sarò lietissima di sapere che la realtà è ben diversa!!!!
ciao a tutti
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Vuoi un consiglio? Vieni pure in Italia e apri tranquillamente uno studio di psicoterapia. Se non sei iscritta a nessun albo lo potrai fare tranquillamente anche dopo la terza media e hai anche la fortuna di non pagare la previdenza all'enpap.
Saluti
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Originalmente inviato da
carozzicarozzi
Vuoi un consiglio? Vieni pure in Italia e apri tranquillamente uno studio di psicoterapia. Se non sei iscritta a nessun albo lo potrai fare tranquillamente anche dopo la terza media e hai anche la fortuna di non pagare la previdenza all'enpap.
Saluti
Il mio intervento qui non aveva nessun intento polemico.
Circa la mia qualifica di counsellor dinamico (che vorrei ricordare si aggiunge a quella di psicologa clinica con abilitazione alla professione in Italia) ho semplicemente riportato la mia esperienza professionale in un paese diverso dal nostro, senza la pretesa di tornare in Italia ad esercitare senza la tutela di un albo. Che, vorrei ricordare, rappresenta una tutela soprattutto per il paziente...
Sono assolutamente solidale con gli psicologi Italiani se l'introduzione della figura di counsellor in Italia e' stata fatta senza criteri e regolamentazioni (questo e' quello che traspare dai diversi postings su questo forum).
E' evidente che la figura di counsellor in Italia non corrisponde a quella inglese. Ma questo era semplicemente cio' che volevo capire.
Anzi questo mio racconto doveva essere inteso a sostegno di chi crede che per interagire con un paziente con difficolta' psicologiche ci voglia una preparazione adeguata, non certo la terza media...
Circa la mia comparazione tra psicoanalista e consellor dinamico ammetto di essere stata molto superficiale. Non voleva essere una provocazione ma semplicemente un modo per enfatizzare la serieta' che accompagna l'esercizio della professione di un counsellor dinamico qui in Inghilterra.
Circa il Suo consiglio, me ne guardero' certo bene prima di ritornare in un paese che scatena rivalita' professionali cosi' aspre e controproducenti.
Saluti
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Originalmente inviato da
silviaxxx
Circa il Suo consiglio, me ne guardero' certo bene prima di ritornare in un paese che scatena rivalita' professionali cosi' aspre e controproducenti.
Saluti
Brava..almeno stiamo tranquilli entrambi...
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Ciao a tutti.
Sn una pedagogista e un'educatrice professionale e sto svolgendo un master in counselling socioeducativo c/o l'I.F.R.E.P (Istituto di Formazione e Ricerca per Educatori e Psicoterapeuti)..X intenderci si tratta della scuola di Pio Scilligo.
Bisogna fare una certa distinzione nel counselling.
Se parliamo di counselling psicologico diciamo che si avvicina parecchio alla psicoterapia.
Anche se non ci sn regole precise, può approcciarsi a questa chi ha almeno fatto 3 anni di scuola di specializzazione in psicoterapia perchè ne possiede gli strumenti.
per quanto riguarda il consellig socioeducativo è una relazione d'aiuto a livello sociale che non va a modificare i processi interni di un individuo ma si occupa delle relazioni con l'ambiente esterno.
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Carl Gustav Jung molto prima che si parlasse di counseling ha detto: "Il compito più alto per la Psicoterapia nel nostro tempo è di servire interamente la crescita personale dell'individuo". La realtà è che qui in Italia il Counseling è una scorciatoia per molti per fare psicoterapia pur essendo incompetenti e spesso creando seri danni agli utenti. So di gente finita all'ospedale psichiatrico per colpa di trattamenti eseguiti da counselors. Come si fa a trattare una persona senza essere in grado di fare una diagnosi psicologoica? E se ci fosse una psicosi latente il counselor la sa vedere? E se una persona facesse delle scelte in base a delle patologie e non a delle inclinazioni? Il counselor non ha le competenze per lavorare a livello psoicologico.
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Il counsellor psicologico ci lavora, quello socioeducativo, come nel mio caso, no.
Hai gli strumenti per riconoscere qualcosa di più profondo (attenzione riconoscere) e per fare l'invio a un psicoterapeuta.
Qui poi dipende dalla formazione che ricevi ma ti posso assicurare che ti vengono appunto forniti gli strumenti per capire se la difficoltà del cliente è qualcosa di momentaneo relativo a un particolare evento esterno o se è invece una difficoltà relativa alla sua personalità e che il cliente mette in atto in tutte le aree della sua vita quotidiana.
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Originalmente inviato da
rosablu77
Il counsellor psicologico ci lavora, quello socioeducativo, come nel mio caso, no.
Hai gli strumenti per riconoscere qualcosa di più profondo (attenzione riconoscere) e per fare l'invio a un psicoterapeuta.
Qui poi dipende dalla formazione che ricevi ma ti posso assicurare che ti vengono appunto forniti gli strumenti per capire se la difficoltà del cliente è qualcosa di momentaneo relativo a un particolare evento esterno o se è invece una difficoltà relativa alla sua personalità e che il cliente mette in atto in tutte le aree della sua vita quotidiana.
Con tutto il rispetto per te e per tutti quelli che hanno una formazione in counselling seria, a parte l'artificiosa distinzione tra "difficoltà momentanea" e "difficoltà relativa alla personalità" (come se le due cose potessero essere distinte...), non capisco però la differenza tra ciò che potrebbe fare già da sè uno psicologo (colloquio diagnostico, invio). Qui nasce il problema, a mio modesto parere:il counselling psicologico mi sembra più una "specializzazione" destinata a psicologi clinici che non una professione autonoma, cosa che in molti rivendicano.
Saluti
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Ho già detto che sono una pedagogista e un'educatrice professionale.
Io lavoro sull'autonomia della persona nel qui e ora.
Non faccio diagnosi e non mi interessa come dato.
Non mi sevre per far acquisire delle autonomie alla persona.
Il counselling socioeducativo è una specializzazione in questo.
Spiego meglio con un es. la differenza tra difficoltà momentanea e relativa alla personalità.
Se ad es. una persona sta subendo una separazione può essere che in quel momento non veda tutti gli strumenti di cui dispone per far fronte a ciò.
Il compito del counsellor socioeducativo è quello di aiutarla a riscoprire questi strumenti, a farglieli riconoscere.
la definizione di momentanea è data dal fatto che questa persona prima non ha mai avuto difficoltà nel riconoscere e usare le sue risorse.
Questo lo individui con alcuni strumenti che facendo formazione vai ad usare.
Così come puoi aiutare un insegnante con i suoi alunni.
Sono sempre difficoltà relazionali riferite a distorsioni nell'usare le competenze comunicative, ecco perchè sociali.
Il counselling psicologico è sicuramente destinato a psicologi che fanno però una formazione in questo senso.
Uno psicologo che fa una scuola di specializzazione in psicoterapia e arriva al III anno può intraprendere questa strada.
Nella scuola che frequento essi fanno già psicoterapia al III anno supervisionati. Uno psicologo laureato senza specializzazione è difficile che abbia questi strumenti che si acquisiscono solo specializzandosi nelle diverse scuole di pensiero e che servono appunto per fare terapia.
P.S. Può essere che il termine di counsellor inganni perchè fino a poco tempo fa lo usavano solo gli psicologi anche se poi in Italia non è mai esistita questa definizione e nei paesi anglossassoni il termine viene usato con una diversa accezione.
L'analisi transazionale ad es. fa differenza tra l'uso dell'A.T in educazione, in campo clinico, nel counselling...
Come vedete una stessa teoria della comunicazione può essere usata nei diversi ambiti senza sovrapporsi ma con delle differenze notevoli.
Tenete presente che sono tanti i professionisti che si occupano di relazione d'aiuto e ognuno ha la sua specificità.
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Credo ci sia una bella differenza tra una persona che abbia già una sua professionalità e faccia una scuola di counseling (per migliorare le proprie prestazioni e l'aiuto che può dare nel suo lavoro, es. educatore, infermiere,... purchè non faccia lo psicoterapeuta o psicologo) e una persona che fa una scuola di counseling per fare il counselor come professione. Mi spiego meglio, se io faccio l'infermiere e credo che per migliorare la relazione con i pazienti nel mio lavoro mi possa servire una scuola di counselor ben venga, purche continui a fare l'infermiere. Il pericolo è quando le persone vogliano fare lo psicologo e come scorciatoia fanno una scuola di counselor e quella diventa la loro professione. Il counselinig non ha inventato l'acqua calda quando parla di lavorare sulle potenzialità della persona ecc., molti modelli di psicoterapia hanno sempre parlato di questo. La realtà è che anche le scuole più serie di counseling aperte a tutti hanno i programmi delle scuole di psicoterapia ma molto ridotti. La realtà è che ci sono troppe scuole di psicoterapia e per stare in piedi hanno bisogno di fare corsi di counseling (non riconosciuti dal MIUR).
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Originalmente inviato da
psichellis
“Scusa, ma cosa può fare il counsellor?” rispondono “E' una figura emergente che a breve andrà a sostituire la figura dello Psicologo o dello Psicoterapeuta!!!” ..... Cosa!!!!????? Ora scusate lo sfogo ma sono ormai anni che mi sento rispondere così e sinceramente sono stanca!!!!!
Davvero non posso credere che ci siano persone convinte di potersi formare in questo modo!!!! Ora, oltre alla solita confusione tra psicologo e psicoterapeuta (e non mi sembra il caso parlare qui di tutte le altre figure oggetto di confusione continua), credo ci sia proprio confusione di ruoli tra ciò che è “Psiche” e ciò che esula dal campo. Più chiaramente: se sei un laureato in Lettere o anche in Filosofia approfondisci il tuo campo ma non andare a pretendere di diventare anche Psicologo o ancor peggio Psicoterapeuta (vi prego fermiamoli!!) se non hai le basi per poterlo fare.
Ma poi la differenza tra lo Psicoterapeuta e il Counsellor può risiedere solo nel numero di sedute settimanali??? Io non credo!!!! Se si considera lo psicoterapeuta abilitato a una terapia più profonda come può anche il counsellor usare gli stessi strumenti? Insomma quanta confusione c'è ????? Ovviamente io parlo sempre in base alla mia esperienza personale e sarò lietissima di sapere che la realtà è ben diversa!!!!
ciao a tutti
Non so dove hai sentito queste cose ma per quella che è la mia esperienza non è così.
Per esercitare in Italia la professione di psicologo e psicoterapeuta devi essere iscritto all'albo.
Senza fare polemiche cmq se si va a vedere cosa può fare uno psicologo, nel codice deontologico c'è scritto che si occupa anche di Piani educativi personalizzatoi e di consulenza educativa..
Strano risultano essere competenze esclusivamente di un educatore o di un pedagogista...
Se la mettiamo su questo piano non ne usciamo +!!!
Anch'io conosco una ragazza che è psicologa e in realtà mi ha detto che fa la psicoterapeuta (bisognerebbe denunciare all'albo).
Alla fine questo vale per qualunque professione.
Sta a ognuno di noi rispettare certe regole e non fare qualcosa che non si può fare..
Per quanto riguarda il numero delle sedute posso dire che non sono quelle settimanali a fare la differenza ma è la profondità dell'intervento che va valutata.
E' chiaro che un percorso che va al di là delle 10 sedute non è più un counselling di tipo educativo ma di tipo psicologico e psicoterapeutico...perchè signiifca che ci sn conflitti profondi che il cliente contatta che non sono a livello esterno ma interno.
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Secondo me si continua a confondere il counselling psicologico con gli altri tipi.
Mi risulta tra l'altro che per iscriversi a un master di counselling psicologico bisogna essere psicologi.
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Per chi volesse discutere con maggior cognizione di causa sul sistema anglosassone ecco quanto c'è nel web inglese....
Psychotherapy
What's the difference between a psychotherapist and a counsellor?
In practice, very little: some practitioners may choose to call themselves counsellors, while others - even with identical qualifications - may call themselves psychotherapists.
Traditionally, people offering short-term help to patients or clients - especially those in the voluntary sector - tended to call themselves counsellors, while people who had trained on a psychotherapy course, lasting at least two years, would call themselves psychotherapists. But nowadays this distinction seems to have blurred.
Quite apart from anything else, many psychotherapists also call themselves counsellors.
One reason for this is that they think the public find 'counselling' a more understandable and less frightening term than 'psychotherapy'.
Another reason is that when practitioners pay to put themselves into a telephone directory, they are aware that many potential clients will start by looking up 'counsellors' because it comes before 'psychotherapists' alphabetically. So they put their advert into the counselling section.
Sometimes therapists advertise in both the counselling and psychotherapy sections. And if they also have a qualification in hypnosis they often put themselves into the hypnosis section, too. So one therapist can be listed under all three headings. Confusing, isn't it?
The British Association for Couselling and Psychotherapy
Altre info anche al link
BACP - The British Association for Counselling and Psychotherapy
e, naturalmente, al sito della British Psychological Society The British Psychological Society
Il titolo "psicologo" in UK non è protetto e non lo è neanche in Germania. In Germania eiste un Ordine degli Psicoterapeuti, ma non degli Psicologi. In UK mi pare di capire che non c'è nè l'uno nè l'altro e che dal 2001 la British Psychological Society ha istituito un Registro dei "Chartered Psychologists" senza però valore legale. Confesso che non ho avuto tempo per leggermi proprio tutto a questo proposito, ma vi passo i links per chi volesse approfondire.
Comunque, per quel che ho potuto vedere, mi pare che la legislazione che protegge la nostra professione in Italia sia la migliore e la più avanzata.
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
La confusione secondo me è generata dal fatto che si tende a individuare il counsellor con lo psicologo o uno psicoterapeuta.
In realtà il counsellor lavora sulla prevenzione e non sulla patologia o psicopatologia.
Credo che in questo ci sia, da parte di taluni psicologi, la pretesa di onniscenza per quanto riguarda la relazione d'aiuto.
Allego il regolamento del CNCP (Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti) in Italia così magri ci si può confrontare con dei dati concreti.
...::: Associazione Counselling C.N.C.P. - Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti :::...
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
silviaxxx
Il mio intervento qui non aveva nessun intento polemico.
Circa la mia qualifica di counsellor dinamico (che vorrei ricordare si aggiunge a quella di psicologa clinica con abilitazione alla professione in Italia) ho semplicemente riportato la mia esperienza professionale in un paese diverso dal nostro, senza la pretesa di tornare in Italia ad esercitare senza la tutela di un albo. Che, vorrei ricordare, rappresenta una tutela soprattutto per il paziente...
Sono assolutamente solidale con gli psicologi Italiani se l'introduzione della figura di counsellor in Italia e' stata fatta senza criteri e regolamentazioni (questo e' quello che traspare dai diversi postings su questo forum).
E' evidente che la figura di counsellor in Italia non corrisponde a quella inglese. Ma questo era semplicemente cio' che volevo capire.
Circa il Suo consiglio, me ne guardero' certo bene prima di ritornare in un paese che scatena rivalita' professionali cosi' aspre e controproducenti.
Saluti
Io, invece, mi congratulo con Te!
Per il coraggio ad affrontare una realtà "faccia a faccia", come quella inglese, o meglio, anglo-sassone che, forse, parte da un blocco di partenza con un po' di presunzione, rispetto ad altre realtà nazionali (europee) come quella italiana...ma, almeno, alla fine, riconosce il sacrificio e la professionalità, se e quando siano acquisite, anche di un Italiano.
In questo riconosco che i paesi anglo-sassoni sono esempi di regolamentazione e di meritocrazia.
Tornando a quanto sopra: a me è capitato che un collega scozzese, dopo la dimostrazione finale ad un Corso a Londra, si sia avvicinato e si sia complimentato con me ("Sono orgoglioso di averTi conosciuto")...in Italia non mi è mai capitato!
E neanche, come negli Stati Uniti, avere seduto accanto a me un Professore universitario che a sessant'anni stava frequentando un Corso di PNL "advanced", inteso, per lui come aggiornamento!
"Rivalità professionale": è il termine giusto...Rivalità, appunto, e non competizione. Almeno fosse in Italia riferito a rivalità tra pari...mentre spesso si assiste (o si vive iin prima persona. come nel mio caso) a "sceneggiate" dovute più a "gelosia professionale" e allo "sgomitamento" per emergere, senza nessuna acquisizione di competenze ulteriori, oltre alla Laurea...è capitato a me personalmente che una collega, formatrice aziendale come me (ho vent'anni di lezioni frontali con gli adulti e undici nella formazione manageriale), quando, alla mia domanda sulla preparazione tecnica (per accordarci su una condotta comune in aula)...al telefono è partito un urlo: "Lo vuoi capire che sono Laureata in Psicologia?!!".
Non voglio dire, come il vecchio (ma "rifatto") Baglioni "Viva l'Inghilterra"...ma ci vorrebbe un po' di umiltà in più da parte di tanti colleghi italiani, per accrescere le proprie competenze, con Corsi anche in Italia, non dico quasi tutti all'estero come ho fatto io.
Poi, da pari buttarsi nella "competizione professionale"...ma alla pari.
Non vedo un buon futuro in Italia, senza regolamentazione e senza una sana voglia di competere tra pari.
Se è scorretta e ingiusta la competizione tra Counselor-non Psicologi e Psicologi che possono sotenere colloqui di Counseling psicologico, ci deve essere anche negli altri ambiti...ma, a oggi, la realtà mi sembra tutt'altro.
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Buongiorno a tutti
Se posso, mi piacerebbe chiarirmi le idee su alcuni aspetti della professione di counsellor.
Non entro nel merito dei contenuti (di cosa fa un counsellor e di cosa lo differenzia da uno psicologo o uno psicoterapeuta). Mi sembra un aspetto complicato, farraginoso e che scatena spesso una serie di battaglie in cui ognuna delle due professioni svaluta l'altra.
Mi interessa di più capire una spetto del "come" si fa. Relativo agli obblighi verso il cliente, i colleghi e la comunità in generale.
Io sono psicologo e, per avere l'autorizzazione a lavorare come tale, devo essere iscritto ad un albo professionale regionale. L'iscrizione comporta anche il rispetto del Codice Deontologico. Se non rispetto questo Codice, il mio Ordine può sospendermi o espellermi dall'Albo, e io perdo ogni diritto ad esercitare la professione di psicologo. E mi possono pure mandare in galera se insisto nonostante una sospensione o un'espulsione.
Ora, nel caso dei counsellor, come funzionano le cose? Vedo che molte associazioni di counsellor hanno un loro Codice Deontologico. Sono ben fatti, e contengono cose non troppo diverse da quello del mio Ordine. Ma cosa accade se violano quel codice?
Detto un po' fuori dai denti, essendo il counselling una rofessione non riconosciuta, non esiste alcuna legge o regolamento che obblighi un counsellor a mantenere un determinato standard di comportamento. Al limite potrà venire espulso dall'associazione cui appartiene, ma nessuno può impedirgli di continuare a lavorare. Non ha nemmeno l'obbligo di rispettare il segreto professsionale.
Allora, io mi chiedo se non sarebbe preferibile, da parte di noi psicologi, avere una normativa e un riconoscimento legislativo della professione di counsellor piuttosto che il caos attuale. Almeno, i clienti sarebbero più protetti, avrebbero maggiori diritti. E chi lavora male verrebbe messo rapidamente in condizioni di non nuocere.
Che mi dite?
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Quello che dici può essere in parte condiviso.
Esistono però tante professioni che non hanno un albo.
Io sono una pedagogista e un'educatrice professionale.
Non ho un'albo.
Il valore della mia professione non è dato dall'albo, ma dall'etica professionale e personale.
Vale lo steasso ad es. per i sociologi, i filosofi etc etc.
Purtroppo in Italia si è rimasti troppo ancorati agli albi come se questi fossero garanzia di segreto professionale, di deontologia etc...
Questo vale anche per gli avvocati, i medici, etc..
Servono solo a creare delle caste e non ditemi che non è così..
Voi psicologi vi state lamentando del vostro albo da un sacco di tempo e ho colleghe psicologhe che quando si sn rivolte ad esso per dei problemi se la sn cavata con un nulla di fatto...
P.S. Secondo voi chi ha scritto il codice deontologico dei counsellor in Italia se non degli psicologi??
E' strano come gli psicologi si sentano "spogliati" di quella che dicono essere una loro competenza e poi sono loro stessi che promuovono gli stessi corsi di counselling..
Un paradosso, non trovate??
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Ciao RosaBlu
Personalmente, non mi sento "in concorrenza" con i counselor. Né mi dispiace che le scuole di psicoterapia offrano percorsi formativi di diverso tipo.
La tua risposta non mi soddisfa, al momento, perché non mi pare ce la si possa cavare dicendo "Ma voi psicologi vi lamentate degli albi", né parlando del "valore della professione".
Io non ho posto la questione in termini di valore della professione. Che la professione di counsellor, come tante altre, abbia un valore lo dò per scontato. Non è questo il punto.
Il punto è che, se sbaglio io, il cliente ha uno strumento di difesa "forte" (come accade per medici, avvocati e persino dottori commercialisti). Se sbaglia il counsellor non succede nulla di nulla.
Quanto a chi abbia scritto i codici deontologici, non ne ho la più pallida idea, e non vedo che c'entri. Ho sempre pensato fossero stati scritti dai counsellor, dato che chi altri può normare una condotta professionale, se non chi quella professione la pratica?
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Credo che i problemi siano molteplici e non così semplici come si voglia far apparire. La realtà è che le scuole di counseling in Italia, anche le più "serie" hanno una formazione di un week-end al mese per due o tre anni. Totale 60 giorni al massimo? Mi sembra un pò poco per dare delle competenze dove si possa realmente aiutare una persona (parlo di competenze e non di titolo). Per quanto riguarda gli psicologi che formano counselors credo sia un problema di numero; troppi psicologi e per assurdo hanno bisogno di insegnare ad altri per guadagnare, ma questo alla fine va contro loro e la salute delle persone. L'ultimo punto che vorrei considerare è quello del segreto professionale. Non credo sia cosa di poco conto per la tutela del cliente, un conto è una legge, un'altro è la presunta professionalità di una persona che può aver fatto l'alberghiera e un corso di pochi week-ends e che non hai mai visto. Chi tutela la persona?
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
silviaxxx
L'unica differenza tra il Counsellor psicodinamico ed uno psicoanalista qui e' che lo psicoanalista puo' vedere i sui pazienti piu' di una volta a settimana per una terapia piu' 'profonda', mentre io vedo i miei pazienti una volta a settimana. Ma gli strumenti psicoterapeutici sono esattamente gli stessi.
Allora spiega alla tua collega (ma non solo) che in italia le cose stanno in un altra maniera, anche solo per legge. Anche io riconosco una funzionalità e una capacità lavorativa autonoma per i consuellor...ma non certo quando fanno i discorsi come sopra.....
Saluti
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willy61
Ciao RosaBlu
Io non ho posto la questione in termini di valore della professione. Che la professione di counsellor, come tante altre, abbia un valore lo dò per scontato. Non è questo il punto.
Il punto è che, se sbaglio io, il cliente ha uno strumento di difesa "forte" (come accade per medici, avvocati e persino dottori commercialisti). Se sbaglia il counsellor non succede nulla di nulla.
Quanto a chi abbia scritto i codici deontologici, non ne ho la più pallida idea, e non vedo che c'entri. Ho sempre pensato fossero stati scritti dai counsellor, dato che chi altri può normare una condotta professionale, se non chi quella professione la pratica?
Buona vita
Guglielmo
Guglielmo,
mi sento di rispondere perchè sn una di quelle persone, ormai migliaia credo in Italia, che ha frequentato un Corso triennale di Counseling.
Ma la maggior parte delle quali non ha nessuna intenzione di fare la professione di Counselor.
Siamo un'esigua minoranza che crede realmente nella professione di Counselor.
Io dall'aver frequentato il Corso triennale ho tratto molto giovamento, soprattutto nell'apprendere l'integrazione tra diverse metodologie.
Riguardo il Codice: alcune Associazioni hanno un loro Codice deontologico, scritto da chi ha fondato e dirige le Associazioni che, a oggi sono Psicologi e psicoterapeuti...e anche nelle scuole i docenti, infatti, sn quasi tutti psicoterapeuti.
Io ho preso sul serio il Codice deontologico (in questo caso della SICo), ma durante le lezioni (quindi la scuola) ci ha fatto confrontare anche con il Codice deontologico dell'Ordine degli psicologi.
Voglio dire che tra scuola e Associazione di garanzia (così si chiamerà nel futuro, perchè garantirà non solo il percorso formativo, ma l'esperienza)...ce ne sono state di occasioni per meditare sull'etica professionale, se uno vuole farla propria.
Certo che nn essendo a oggi una professione riconosciuta dalla legge, il cliente non ha strumenti di tutela...ma, sinceramente, anche un paziente difficilmente è in grado di stabilire se e quando uno psicoterapeuta sbagli nei suoi confronti.
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Ciao a tutti, sono nuovo e scusate se non mi sono presentato (ho messo un post un paio di giorni fa nel trend delle presentazioni). Come avete visto nei miei messaggi precedenti ho una certa visione riguardo al counseling come formazione. Il problema è che ho visto personalmente counselors trattare disturbi o addirittura far fare regressioni. Ho saputo di una persona finita in psichiatria con deliri e allucinazioni dopo varie sedute da un counselor. Non sono uno psicologo, per me sarebbe molto più facile frequentare una scuola di counseling visto che lavoro, al posto che l'università. Il problema principale credo sia che molti counselors (forse la maggiorparte) trattino probemi psicologici come ansia, depressione... senza averne le competenze e nell'illegalità, non essendo una figura sanitaria.
Mi ripeto nel dire che quì in Italia la formazione dei counselors è a dire tanto di 500 ore. Credo sia molto poco per fare quello che molti counselors fanno, aprirsi uno studio, ecc. Non sono daccordo sul fatto che si fanno discriminazioni per i titoli e non per le competenze. Uno psicologo fa 7500 ore all'università (300 CFU) 1000 ore di tirocinio e se fa psicoterapia altre 4000 ore. Totale 12500 ore. E' chiaro che la differenza di formazione per l'aiuto psicologico non sia solo una differenza legale legata al "pezzo di carta" ma anche di competenze vere e proprie. Anche per questo ho scelto di iscrivermi a psicologia. Grazie
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Originalmente inviato da
evolution
Il problema principale credo sia che molti counselors (forse la maggiorparte) trattino probemi psicologici come ansia, depressione... senza averne le competenze e nell'illegalità, non essendo una figura sanitaria.
Mi ripeto nel dire che quì in Italia la formazione dei counselors è a dire tanto di 500 ore. Credo sia molto poco per fare quello che molti counselors fanno, aprirsi uno studio, ecc. Non sono daccordo sul fatto che si fanno discriminazioni per i titoli e non per le competenze. Uno psicologo fa 7500 ore all'università (300 CFU) 1000 ore di tirocinio e se fa psicoterapia altre 4000 ore. Totale 12500 ore. E' chiaro che la differenza di formazione per l'aiuto psicologico non sia solo una differenza legale legata al "pezzo di carta" ma anche di competenze vere e proprie. Anche per questo ho scelto di iscrivermi a psicologia. Grazie
Io sono laureata in Scienze dell'Educazione (V.O).
Pensate davvero che all'Università si facciano più ore di quelle di un percorso di counselling??
Non so, forse le cose sn cambiate, ma ricodo che in effetti potevi dare un esame senza frequentare e questo sia nella mia facoltà che in psicologia dove prima il sistema dei crediti non esisteva.
Il percorso di counselling, come quello che frequento io, si compone di 500 ore.
Sinceramente non ho mai affrontato nei miei studi universitari un simile percorso con messa in pratica immediata delle competenze acquisite...
Anche nella scuola di psicoterapia si fa cmq un weekend al mese solo che è prolungata per 4 anni..
In alcune scuole non è neanche prevista la psicoterapia su se stessi...che sinceramente trovo sconvolgente..
Se ci vogliamo confrontare non è sul numero di ore che dobbiamo discutere ma sulla qualità dei percorsi.
Sono poi d'accordo che chi accede ai corsi di counsellor deve essere come minimo in possesso di laurea umanistica.
Purtroppo su questo è la stessa legislazione sui master in Italia che non è regolamentata.
Si può chiamare master un qualunque corso destinato a diplomati o a lureati.
Per quanto riguarda il fatto che molti counsellor trattino casi clinici beh questo è profondamente scorretto ma vale x qualunque professione.
Quanti medici ci sn che trattano pazienti e poi magari non sn laureati o si giustificano dicendo che hanno fatto dei corsi di medicina alternativa etc??
Chiunque potrebbe aprirsi uno studio e dire che fa relazioni d'aiuto e chiamarsi consulente e nex potrebbe obiettare nulla...
P.S. Sinceramente sarei d'accordo per una regolamentazione ed è proprio l'obiettivo delle associazioni professionali. Non è possibile però aprire albi nuovi in Italia ma solo associazioni di categoria. L'Italia è uno dei Paesi che è ancora legato ai titoli e non alle reali competenze.
Per titoli non intendo prescindere dalla laurea ma a partire da questa fare dei percorsi e valutare poi le competenze apprese.
Ad es. se io mi rivolgo a un avvocato che garanzie ho che questo ha delle reali competenze? Ci sn avvocati iscritti all'albo da 10 anni che non hanno mai esercitato la professione....
Questo potrebbe essere un buon terreno per la valutazione: l'esercizio continuo della professione e l'aggiornamento professionale.
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Originalmente inviato da
evolution
Non sono daccordo sul fatto che si fanno discriminazioni per i titoli e non per le competenze. Uno psicologo fa 7500 ore all'università (300 CFU) 1000 ore di tirocinio e se fa psicoterapia altre 4000 ore. Totale 12500 ore. E' chiaro che la differenza di formazione per l'aiuto psicologico non sia solo una differenza legale legata al "pezzo di carta" ma anche di competenze vere e proprie. Anche per questo ho scelto di iscrivermi a psicologia. Grazie
Anch'io sn iscritto a Psicologia e sn ormai vicinissimo alla Laurea.
Le ore che hai citato (in CFU) bisogna vedere, proprio nell'interesse del cliente (così si chiama quello dei Counselor), se si sono trasformate in competenze: per me possono essere una buona base, un vero e proprio quadro di riferimento per lo sviluppo di competenze, ma non costituiscono già da sole "competenze".
E Te lo dimostro con un esempio: alcune istituzioni non solo nel Lazio, ma anche al Nord stanno assumendo Psicologi (triennalisti) per lavorare in Centri di ascolto e ne conosco un paio...una ha si è diplomata Counselor e poi si è iscritta all'Università (e ha frequentato un Corso di aggiornamento per Counselor con me), un'altra si è or, ora laureata e già sta conducendo colloqui in un Centro di ascolto senza nessuna formazione...è giusto che la formazione della seconda sia tutta "sul campo" e con l'interlocutore-cavia??
Tutta la mia formazione extrauniversitaria l'ho fatta (e pagata) proprio nel rispetto chi ho di fronte durante il colloquio di relazione di aiuto o counseling.
Quindi, l'etica parte da qui, prima ancora che dal Codice deontologico, e non dal mero calcolo delle ore...altrimenti saremmo, al termine del percorso universitario, tutti "competenti" allo stesso modo.
Non è così, purtroppo. Mi sarei fatto parecchie vacanze all'estero, o altro, invece che Corsi di aggiornamento, in week-end passati in un'aula a fare colloqui simulati e poi discutendo se si era creato un rapporto empatico oppure no o se il Counselor era stato efficace oppure no.
Però, ora, dai risultati riconosco che è stato utile, molto utile.
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Originalmente inviato da
carozzicarozzi
Allora spiega alla tua collega (ma non solo) che in italia le cose stanno in un altra maniera, anche solo per legge. Anche io riconosco una funzionalità e una capacità lavorativa autonoma per i consuellor...ma non certo quando fanno i discorsi come sopra.....
Saluti
Ancora insisti carozzicarozzi????
Ho gia' detto di avere peccato di superficialita' quando ho fatto questa affermazione...Devo forse mettere il cilicio e frustarmi la schiena per questo?
Un altro utente che ha voluto approfondire in modo intelligente le mie affermazioni senza sparare a zero su queste ha riportato la differenza tra counsellor e psicoterapeuta cosi' come e' definita qui in Inghilterra dalla British associaltion for Counselling e Psychotherapy (BACP).
Carozzicarozzi dai un'occhiata...e' scritto in inglese...
Saluti
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Io, invece, mi congratulo con Te!
Per il coraggio ad affrontare una realtà "faccia a faccia", come quella inglese, o meglio, anglo-sassone che, forse, parte da un blocco di partenza con un po' di presunzione, rispetto ad altre realtà nazionali (europee) come quella italiana...ma, almeno, alla fine, riconosce il sacrificio e la professionalità, se e quando siano acquisite, anche di un Italiano.
In questo riconosco che i paesi anglo-sassoni sono esempi di regolamentazione e di meritocrazia.
Tornando a quanto sopra: a me è capitato che un collega scozzese, dopo la dimostrazione finale ad un Corso a Londra, si sia avvicinato e si sia complimentato con me ("Sono orgoglioso di averTi conosciuto")...in Italia non mi è mai capitato!
E neanche, come negli Stati Uniti, avere seduto accanto a me un Professore universitario che a sessant'anni stava frequentando un Corso di PNL "advanced", inteso, per lui come aggiornamento!
"Rivalità professionale": è il termine giusto...Rivalità, appunto, e non competizione. Almeno fosse in Italia riferito a rivalità tra pari...mentre spesso si assiste (o si vive iin prima persona. come nel mio caso) a "sceneggiate" dovute più a "gelosia professionale" e allo "sgomitamento" per emergere, senza nessuna acquisizione di competenze ulteriori, oltre alla Laurea...è capitato a me personalmente che una collega, formatrice aziendale come me (ho vent'anni di lezioni frontali con gli adulti e undici nella formazione manageriale), quando, alla mia domanda sulla preparazione tecnica (per accordarci su una condotta comune in aula)...al telefono è partito un urlo: "Lo vuoi capire che sono Laureata in Psicologia?!!".
Non voglio dire, come il vecchio (ma "rifatto") Baglioni "Viva l'Inghilterra"...ma ci vorrebbe un po' di umiltà in più da parte di tanti colleghi italiani, per accrescere le proprie competenze, con Corsi anche in Italia, non dico quasi tutti all'estero come ho fatto io.
Poi, da pari buttarsi nella "competizione professionale"...ma alla pari.
Non vedo un buon futuro in Italia, senza regolamentazione e senza una sana voglia di competere tra pari.
Se è scorretta e ingiusta la competizione tra Counselor-non Psicologi e Psicologi che possono sotenere colloqui di Counseling psicologico, ci deve essere anche negli altri ambiti...ma, a oggi, la realtà mi sembra tutt'altro.
Ti ringrazio....
sei tra i pochi che ha capito il senso del mio intervento...
Come psicologa avevo difeso gli psicologi Italiani se il problema era quello di chiedere una maggiore definizione della professione del Counsellor in Italia. Ma come Counsellor dinamico volevo precisare che nel mio paese 'acquisito'e' una professione seria e minuziosamente controllata da un codice etico molto severo, e che forse l'introduzione di questa figura professionale in Italia era stata fatta con critei diversi, tutto qua...
Sulla rivalita'/gelosia professionale...beh alcune risposte che ho ricevuto qui putroppo confermano i nostri cumuni pensieri su questo argomento...
Saluti, silviaxxx
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Ciao Silvia,
beh io vorrei approffittare x chiederti che tipo di formazione professionale deve affrontare un cousellor in UK x diventare tale.
I docenti del master che frequento in Italia mi hanno detto che in effetti da "voi" è abbastanza organizzato, così come dici tu e che ci sn dei criteri di controllo di qualità sulla professione.
A quanto ne so io i counsellor in UK si occupano ad es. nelle scuole di orientamento scolastico, fanno orientamento professionale etc etc.
Grazie.
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Originalmente inviato da
silviaxxx
come Counsellor dinamico volevo precisare che nel mio paese 'acquisito'e' una professione seria e minuziosamente controllata da un codice etico molto severo.
Ciao Silvia,
beh io vorrei approffittare x chiederti che tipo di formazione professionale deve affrontare un cousellor in UK x diventare tale.
I docenti del master che frequento in Italia mi hanno detto che in effetti da "voi" è abbastanza organizzato, così come dici tu e che ci sn dei criteri di controllo di qualità sulla professione.
A quanto ne so io i counsellor in UK si occupano ad es. nelle scuole di orientamento scolastico, fanno orientamento professionale etc etc.
Grazie.
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Originalmente inviato da
rosablu77
Ciao Silvia,
beh io vorrei approffittare x chiederti che tipo di formazione professionale deve affrontare un cousellor in UK x diventare tale.
I docenti del master che frequento in Italia mi hanno detto che in effetti da "voi" è abbastanza organizzato, così come dici tu e che ci sn dei criteri di controllo di qualità sulla professione.
A quanto ne so io i counsellor in UK si occupano ad es. nelle scuole di orientamento scolastico, fanno orientamento professionale etc etc.
Grazie.
Io ti posso dire quale e' stata la mia esperienza, perche' le cose cambiano a seconda dell'orientamento teorico dello specifico corso in Counselling.
Come 'Psychodynaic Counsellor', questo e' il mio titolo qui, ho frequentato un corso biennale post-lauream e adesso sto facendo il terzo anno per completare il ciclo, che e' l'anno di Master dedicato al mio progetto di ricerca. Durante il corso ho frequentato settimanalmente ( e non solo per un weekend al mese) l'universita' per i seminari teorici. Dopo i primi 4 mesi ho iniziato il mio tirocinio clinico presso una struttura di Counselling dove ricevevo una Supervisione one-to-one settimanale per coprire un totale di 150 ore di counselling svolto con i pazienti che mi venivano riferiti dalla'Agenzia, alla quale venivano aloro volta riferiti per lo piu' da medici di base o da altre strutture che svolgono interventi a breve termine.
Ho anche dovuto sottopormi come paziente a terapia psicoanalitica (come ho gia' precisato, a mie spese!) per tutta la durata del corso.
Ora ricevuta la qualifica (la cerimonia di laurea e' stata molto diversa dalla nostra come potrai immaginare...) che io lavori come libera professionista o presso una struttura pubblica/privata, sono obbligata a ricevere Supervisione continua, la cui frequenza varia a seconda del numero di pazienti visti settimanalmente. E questo vale per sempre.
Sono inscritta al BACP dove, per diventare ulteriormente accreditata, devo dimostrare di avere raggiunto un totale di 450 ore di counselling one-to-one. Una volta raggiunta l''accreditation' devo continuamente aggiornarla per mantenere lo status, attraverso la frequentazione di seminari o scrivendo articoli e cosi' via.
Utilizzando un modello di intervento dinamico, lavoro sull'interpretazione di transfert e controtransfert, rifacendomi ai modelli teorici di BION, WINNICOTT,KLEIN, BOWLBY et al...
Qualsiasi altro corso di counselling comunque, che sia Integrativo,Cognitivo-comportamentale etc, richiede una laurea per accedervi. Se la qualifica precedentemente acquisita non e' affine all'ambito psicologico bisogna frequentare un anno introduttivo al counselling presso l'universita'...
Ti dico di piu'. Qui in Inghilterra esitone la figura professionale di Counselling Psychologist, che e' un percorso ancora diverso...
Come vedi si tratta di un percorso ben strutturato.
Saluti, silviaxxx
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Originalmente inviato da
millelune
Per chi volesse discutere con maggior cognizione di causa sul sistema anglosassone ecco quanto c'è nel web inglese....
Psychotherapy
What's the difference between a psychotherapist and a counsellor?
In practice, very little: some practitioners may choose to call themselves counsellors, while others - even with identical qualifications - may call themselves psychotherapists.
Traditionally, people offering short-term help to patients or clients - especially those in the voluntary sector - tended to call themselves counsellors, while people who had trained on a psychotherapy course, lasting at least two years, would call themselves psychotherapists. But nowadays this distinction seems to have blurred.
Quite apart from anything else, many psychotherapists also call themselves counsellors.
One reason for this is that they think the public find 'counselling' a more understandable and less frightening term than 'psychotherapy'.
Another reason is that when practitioners pay to put themselves into a telephone directory, they are aware that many potential clients will start by looking up 'counsellors' because it comes before 'psychotherapists' alphabetically. So they put their advert into the counselling section.
Sometimes therapists advertise in both the counselling and psychotherapy sections. And if they also have a qualification in hypnosis they often put themselves into the hypnosis section, too. So one therapist can be listed under all three headings. Confusing, isn't it?
The British Association for Couselling and Psychotherapy
Altre info anche al link
BACP - The British Association for Counselling and Psychotherapy
e, naturalmente, al sito della British Psychological Society
The British Psychological Society
Il titolo "psicologo" in UK non è protetto e non lo è neanche in Germania. In Germania eiste un Ordine degli Psicoterapeuti, ma non degli Psicologi. In UK mi pare di capire che non c'è nè l'uno nè l'altro e che dal 2001 la British Psychological Society ha istituito un Registro dei "Chartered Psychologists" senza però valore legale. Confesso che non ho avuto tempo per leggermi proprio tutto a questo proposito, ma vi passo i links per chi volesse approfondire.
Comunque, per quel che ho potuto vedere, mi pare che la legislazione che protegge la nostra professione in Italia sia la migliore e la più avanzata.
Non e' esatto. La British Psychological Society (BPS) e' di fatto un albo professionale ed e' l'unico per psicologi in UK. Al suo interno ci sono le varie sezioni dedicate allo specifico ambito professionale (Clinical, Occupational etc..). Se non si raggiunge lo status di 'chartered' non si puo' lavorare come psicologo. Uno psicologo italiano iscritto all'albo in Italia non diviene automaticamente chartered in UK, anzi...
Sull'aspetto legale, concordo con l'assoluta indipendenza legislativa della BPS. Ma di fatto nessuno puo' esercitare come psicologo senza essere un membro dellla BPS.
Saluti
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Traditionally, people offering short-term help to patients or clients - especially those in the voluntary sector - tended to call themselves counsellors, while people who had trained on a psychotherapy course, lasting at least two years, would call themselves psychotherapists. But nowadays this distinction seems to have blurred.
Quite apart from anything else, many psychotherapists also call themselves counsellors.
One reason for this is that they think the public find 'counselling' a more understandable and less frightening term than 'psychotherapy'.
GRAZIE Milleune, Questo e' cio' che dicevo...
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Da quanto ho letto mi sembra che il percorso che ha fatto silvia in Inghilterra sia sovrapponibile a quello che svolgiamo in Italia per diventare psicoterapeuti. Personalmente non ho nulla da dissentire, ma ma bisogna tenere presente che in Ingheliterra i termini "counsellor" e "psicoterapeuta" sono praticamente sinonimi.
Non così accade in Italia, invece. La realtà italiana appare molto più confusa, oltre che per la regolamentazione, per ciò che riguarda lo statuto scientifico del counselling psicologico. A mio modo di vedere la distinzione tra "disagi momentanei" e "disagi della personalità" è arbitraria e non ha fondamenti epistemici ufficienti per essere sostenuta. L'idea che vi possano essere eventi episodici che determinino uno stato di malessere che porta alla richiesta di un aiuto psicologico si scontra con il dato della presenza di una struttura di personalità (più o meno patologica, questo poco importa) che "non regge più" determinando la domanda di aiuto. Anche una psicosi può slatentizzarsi per eventi occasionali, ad indicare che la struttura psicotica è già presente, seppure asintomatica.
A mio parere cade quindi la definizione di counselling, così come quella di sostegno psicologico, come tipologia di intervento specifica in situazioni "non gravi", quando si tratta piuttosto di prblematiche strutturali (eventualmente di ordine nevrotico).
Saluti
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Originalmente inviato da
gieko
Da quanto ho letto mi sembra che il percorso che ha fatto silvia in Inghilterra sia sovrapponibile a quello che svolgiamo in Italia per diventare psicoterapeuti. Personalmente non ho nulla da dissentire, ma ma bisogna tenere presente che in Ingheliterra i termini "counsellor" e "psicoterapeuta" sono praticamente sinonimi.
Non così accade in Italia, invece. La realtà italiana appare molto più confusa, oltre che per la regolamentazione, per ciò che riguarda lo statuto scientifico del counselling psicologico. A mio modo di vedere la distinzione tra "disagi momentanei" e "disagi della personalità" è arbitraria e non ha fondamenti epistemici ufficienti per essere sostenuta. L'idea che vi possano essere eventi episodici che determinino uno stato di malessere che porta alla richiesta di un aiuto psicologico si scontra con il dato della presenza di una struttura di personalità (più o meno patologica, questo poco importa) che "non regge più" determinando la domanda di aiuto. Anche una psicosi può slatentizzarsi per eventi occasionali, ad indicare che la struttura psicotica è già presente, seppure asintomatica.
A mio parere cade quindi la definizione di counselling, così come quella di sostegno psicologico, come tipologia di intervento specifica in situazioni "non gravi", quando si tratta piuttosto di prblematiche strutturali (eventualmente di ordine nevrotico).
Saluti
Sono perfettamente d'accordo.
Saluti, Silviaxxx
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Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
L'idea che vi possano essere eventi episodici che determinino uno stato di malessere che porta alla richiesta di un aiuto psicologico si scontra con il dato della presenza di una struttura di personalità (più o meno patologica, questo poco importa) che "non regge più" determinando la domanda di aiuto. Anche una psicosi può slatentizzarsi per eventi occasionali, ad indicare che la struttura psicotica è già presente, seppure asintomatica.
A mio parere cade quindi la definizione di counselling, così come quella di sostegno psicologico, come tipologia di intervento specifica in situazioni "non gravi", quando si tratta piuttosto di problematiche strutturali (eventualmente di ordine nevrotico).
Saluti
Quindi secondo questa definizione una persona che attraversa un momento nella sua vita di malessere deve avere per forza un problema psicologico e non di natura educativa e quindi di conseguenza non patologico.
Beh interessante questo...
Mette in evidenza una differenza sostanziale tra un pedagogista o un educatore ad esempio e uno psicologo..
La differenza è che come professionista non svaluto e ritengo professionalmente diversa e utilissima la professione di psicologo ma non colgo questo stesso apprezzamento inversamente...
Mi pare di cogliere, ma vedete se vi torna, come avevo già detto, l'onniscenza di alcuni psicologi su tutto ciò che riguarda le relazioni d'aiuto...