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Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Salve a tutti
Non sono nè uno psicologo, nè uno studente di psicologia, ma uno studente d'ingegneria che ha bisogo di un aiuto. Mi son fatto un briciolino di conoscienze sul disturbo di cui soffro, il Disturbo di panico. Purtroppo la mia vita è totalmente condizionata da questo problema, che a periodi si fa più opprimente con dei picchi. Ho preso qualche libro sul tema e mi sembra che le strade da percorrere possono essere due:
- terapia di tipo cognitivo-comportamentale
- terapia breve strategica
Cosa mi consigliate? Forse è una domanda banale, ma per chi ne soffre non lo è...
Faccio notare che il mio problema non tocca solo l'ambito spaziale, ma anche quello relazionale...
Inoltre qualcuno è a conoscienza di qualche Specialista con la s maiuscola per il Disturbo di panico nella zona Portogruaro-Pordenone?
Esiste un albo ufficiale dove i professionisti sono iscritti?
Mi è capitato in passato di andare da persone poco serie e quindi non vorrei ripetere l'esperienza..
Grazie mille e scusate se la mia presenza non è gradita, ma ho un forte bisogno d'aiuto.
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Perché non una psicoanalisi?
I dati che conosco indicano che non esiste una terapia che funzioni meglio di un'altra per un determinato disturbo. Quindi, perché precludere altre possibiità oltre a quelle che hai citato?
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Quanto alle altre domande:
Esiste l'Albo Professionale degli Psicologi, che è suddiviso in Ordini Regionali. Il sito dell'Ordine del Friuli Venezia-Giulia è il seguente: Ordine degli Psicologi Consiglio del Friuli - Venezia Giulia
Se telefona alla Segreteria dell'Ordine, negli orari indicati sul sito, può chiedere l'elenco degli psicoterapeuti della sua Regione, così da poterli sentire e fare la scelta che ritiene più opportuna.
Per i nominativi, pur conoscendone, temo sia contrario alle norme che regolano il forum pubblicare qui i loro nomi. Se lo desidera, posso inviarle dei nominativi tramite PM (messaggio privato).
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Salve a tutti
Non sono nè uno psicologo, nè uno studente di psicologia, ma uno studente d'ingegneria che ha bisogo di un aiuto. Mi son fatto un briciolino di conoscienze sul disturbo di cui soffro, il Disturbo di panico. Purtroppo la mia vita è totalmente condizionata da questo problema, che a periodi si fa più opprimente con dei picchi. Ho preso qualche libro sul tema e mi sembra che le strade da percorrere possono essere due:
- terapia di tipo cognitivo-comportamentale
- terapia breve strategica
Cosa mi consigliate? Forse è una domanda banale, ma per chi ne soffre non lo è...
Faccio notare che il mio problema non tocca solo l'ambito spaziale, ma anche quello relazionale...
Inoltre qualcuno è a conoscienza di qualche Specialista con la s maiuscola per il Disturbo di panico nella zona Portogruaro-Pordenone?
Esiste un albo ufficiale dove i professionisti sono iscritti?
Mi è capitato in passato di andare da persone poco serie e quindi non vorrei ripetere l'esperienza..
Grazie mille e scusate se la mia presenza non è gradita, ma ho un forte bisogno d'aiuto.
Io conosco uno psicoanalista molto serio che lavora a Pordenone. Nel caso, contattami in privato!
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
ieri a porta a porta l'argomento erano gli attacchi di panico, l'avete visto? C'era Sorrentino (neurologo) che presentava un libro scritto con Cinzia Tani, da una parte, e Crepet dall'altra, più vari vip che hanno sofferto di DAP. Da parte di Sorrentino è stato il trionfo del riduzionismo, per fortuna c'era Crepet che teneva le redini della discussione e evitava di banalizzare il discorso, altrimenti sembrava che curare la psiche fosse come curarsi l'influenza.
A un certo punto Sorrentino ha detto a Crepet che gli psicoanalisti tengono i pz in analisi degli anni e raccontano favole.
A me sembra invece che le favole le racconti lui dicendo che lo psicofarmaco curi il disturbo: il farmaco infatti allevia il sintomo nella fase acuta, ma non cura il disturbo in sé, infatti poi gli attacchi tornano (questo gliel'ha detto anche Crepet, definendo lo psicofarmaco come una illusoria pillola della felicità)
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
ieri a porta a porta l'argomento erano gli attacchi di panico, l'avete visto? C'era Sorrentino (neurologo) che presentava un libro scritto con Cinzia Tani, da una parte, e Crepet dall'altra, più vari vip che hanno sofferto di DAP. Da parte di Sorrentino è stato il trionfo del riduzionismo, per fortuna c'era Crepet che teneva le redini della discussione e evitava di banalizzare il discorso, altrimenti sembrava che curare la psiche fosse come curarsi l'influenza.
A un certo punto Sorrentino ha detto a Crepet che gli psicoanalisti tengono i pz in analisi degli anni e raccontano favole.
A me sembra invece che le favole le racconti lui dicendo che lo psicofarmaco curi il disturbo: il farmaco infatti allevia il sintomo nella fase acuta, ma non cura il disturbo in sé, infatti poi gli attacchi tornano (questo gliel'ha detto anche Crepet, definendo lo psicofarmaco come una illusoria pillola della felicità)
Per quel che ne so, curare un DP su un soggetto che ha trascorsi di assunzione di psicofarmaci allunga il percorso che porta alla riduzione o rimozione del disturbo.
Ciao. Lucio
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
ieri a porta a porta l'argomento erano gli attacchi di panico, l'avete visto? C'era Sorrentino (neurologo) che presentava un libro scritto con Cinzia Tani, da una parte, e Crepet dall'altra, più vari vip che hanno sofferto di DAP. Da parte di Sorrentino è stato il trionfo del riduzionismo, per fortuna c'era Crepet che teneva le redini della discussione e evitava di banalizzare il discorso, altrimenti sembrava che curare la psiche fosse come curarsi l'influenza.
A un certo punto Sorrentino ha detto a Crepet che gli psicoanalisti tengono i pz in analisi degli anni e raccontano favole.
A me sembra invece che le favole le racconti lui dicendo che lo psicofarmaco curi il disturbo: il farmaco infatti allevia il sintomo nella fase acuta, ma non cura il disturbo in sé, infatti poi gli attacchi tornano (questo gliel'ha detto anche Crepet, definendo lo psicofarmaco come una illusoria pillola della felicità)
Mi piacerebbe sapere quante copie del suo libro ha venduto negli ultimi mesi e, soprattutto, quante persone sono passate dal suo studio dopo che lo abbiamo visto e letto OVUNQUE, ancora un po' pure sulla carta igienica, non poteva certo mancare a Porta a Porta... :asd:
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Mi piacerebbe sapere quante copie del suo libro ha venduto negli ultimi mesi e, soprattutto, quante persone sono passate dal suo studio dopo che lo abbiamo visto e letto OVUNQUE, ancora un po' pure sulla carta igienica, non poteva certo mancare a Porta a Porta... :asd:
Menomale che in Italia abbiamo il nostro Vespone a fare informazione seria e disinteressata...:lode: la presenza del grande (:asd:)Sorrentino ne è l'ulteriore prova!...povera psicologia...:sbonk:...mi resta una sola cosa da fare...:jd:
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Originalmente inviato da
Tiredddd
Salve a tutti
Non sono nè uno psicologo, nè uno studente di psicologia, ma uno studente d'ingegneria che ha bisogo di un aiuto. Mi son fatto un briciolino di conoscienze sul disturbo di cui soffro, il Disturbo di panico. Purtroppo la mia vita è totalmente condizionata da questo problema, che a periodi si fa più opprimente con dei picchi. Ho preso qualche libro sul tema e mi sembra che le strade da percorrere possono essere due:
- terapia di tipo cognitivo-comportamentale
- terapia breve strategica
Cosa mi consigliate? Forse è una domanda banale, ma per chi ne soffre non lo è...
Faccio notare che il mio problema non tocca solo l'ambito spaziale, ma anche quello relazionale...
Inoltre qualcuno è a conoscienza di qualche Specialista con la s maiuscola per il Disturbo di panico nella zona Portogruaro-Pordenone?
Esiste un albo ufficiale dove i professionisti sono iscritti?
Mi è capitato in passato di andare da persone poco serie e quindi non vorrei ripetere l'esperienza..
Grazie mille e scusate se la mia presenza non è gradita, ma ho un forte bisogno d'aiuto.
Perchè non dovrebbe essere gradita la tua presenza?...
A parte questo, volevo rispondere alla tua richiesta su base strettamente personale: capisco molto bene la tua sgradevole situazione e siccome a me non interessa tanto fare le difese di un orientamento o di un altro, il mio consiglio è di pensare ad una terapia 'combinata' (se il disturbo è realmente invalidante) affinchè tu possa trarre sollievo pressochè immediato. Potresti per esempio contattare uno psichiatra e allo stesso tempo rivolgerti ad uno psicoterapeuta (se lo psichiatra è anche un bravo terapeuta direi ancora meglio). Sempre secondo la mia esperienza (che non è clinica sottolineo,ma personale e di studio) mi sembra che una terapia comportamentale,per così dire,abbia un effetto limitato nel tempo e dia luogo a ricadute (qualunque buon manuale di psichiatria evidenzia questo dato tratto da statistiche...non è quindi una personale antipatia...).L'approccio cognitivo coglie invece livelli più ampi ed è volto ad una maggiore ristrutturazione degli stessi.
Ad ogni modo per una esplorazione e ristrutturazione pressochè totale della personalità che, per forza di cose, è un percorso a lungo termine, anche io mi orienterei per una psicoterapia analitica: bisogna rimboccarsi un pò le maniche e lavorare parecchio ma il successo, se avrai la fortuna di trovare un bravo psicoanalista e avrai una motivazione forte, è assicurato. Si tratta di prendersi realmente cura di sè e già questo richiede del tempo...che non è mai perso. Forza e coraggio.
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Ringrazio tutti le Persone (medici, studenti o altro) che hanno risposto alla mia richiesta d'aiuto...
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
La trasmissione di Vespa è stata semplicemente VERGOGNOSA.
Primo, perché non è stato invitato neanche uno psicologo (né se non sbaglio è stato "nominato" durante la trasmissione), poi perché sono state dette cose assolutamente superficiali quando non francamente false. Questo perché il dibattito era tra un neurologo "esperto" di panico (che descriveva l'amigdala come una sorta di tumore generatore di panico e l'anidride carbonica come un veleno capace di mandare il tilt il cervello) e un'affascinante psichiatra redento che parlava di anima il quale, avendo avuto almeno il merito di valorizzare gli aspetti umani e psicologici del disturbo, non ha saputo dare comunque alcuna spiegazione complessa e competente.
Auguro a Vespa di intossicarsi con l'anidride carbonica almeno per una volta ;-)
Rispetto a quanto detto, vorrei dire che non faccio un torto a nessuno se sostengo che i dati di ricerca esistono e che, per quando riguarda il disturbo da attacchi di panico, la terapia più efficace è la cognitivo-comportamentale.
Mentre la psicoanalisi si è dimostrata sconveniente per tempi, costi e quindi (perlomeno) per efficienza, se non proprio per efficacia.
Dal sito Ordine Nazionale Psicologi è possibile arrivare a vedere gli albi professionali di tutte le regioni. Conditio sine qua non, inmho, che lo psicologo che sia anche psicoterapeuta.
In bocca al lupo.
Ale
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Solitamente per i DP sono solitamente utilizzate molteplici terapie a seconda dei casi. Credo che tutte queste varietà debbano essere viste su aspetti diversi. La terapia cognitivo-comportamentale tende a rinforzare i comportamenti che possono produrre un evitamento di questo disturbo. La terapia psicodinamica dovrebbe aiutare a riconoscere le cause di tali disturbi... Una mia amica aveva un DAG ed eseguiva tutti e tre i tipi di terapie (compresa quella farmacologica conn SSRI e triciclici). Appartenendo alla stessa categoria nel DSM IV credo debba essere curata cmq in una maniera molto simile. Poi dipende sempre dall'individualità della malattia e dalla forza di volontà a passare tale terapia.
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Corcordo con gli ultimi interventi ma mi sembra opportuno aggiungere che i dati che vengono citati sono certamente veri e che la terapia cognitivo-comportamentale dia ottimi risultati con i dusturbi dello spettro ansioso ma c'è una cosa molto importante da considerare: sembra abbastanza evidente dalla lettura dei suddetti dati che questo intervento assuma caratteristiche simili ad un trattamento farmacologico nel senso che studi di follow up rilevano che con l'attenuarsi della pratica delle tecniche comportamentali acquisite il paziente ricade quasi subito nella manifestazione sintomatologica; in verità, questo sembra più un dato relativo al DOC ma con le nevrosi fobiche il passo è breve. Con i farmaci lo stesso: o si instaura un trattamento quasi 'vitale' (nel senso di un sostegno a tempo 'indeterminato')o i sintomi tornanon se non 'discussi' in una psicoterapia intensiva. Queste considerazioni vanno fatte non perchè si deve per forza fare un torto a qualcuno o altro ma perchè verosimilmente ci inducono ad una pratica fatta all'insegna dell'umiltà e del buon senso: io per esempio ho un orientamento analitico ma non ho problemi a consigliare (almeno come primo passo...)una terapia combinata ad esempio...
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Anche io ho assistito a porta a porta: mi chiedo quanta gente che soffre di quei problemi si sarà illusa sentendo che bastano i farmaci a risolvere i disagi! :mumble: Non è giusto fare informazione di questo tipo, anche perchè
Crepet era isolato e non era la persona adatta a spiegare bene come stanno le cose. Se vogliono pubblicizzare un libro o sponsorizzare le case farmaceutiche dovrebbero essere più chiari e corretti.
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
In Italia (non so da altre parti), funziona solo la pubblicità. Vespa è solo il burattino di tanti più grossi di lui. Dietro questi spettacoli ci sono sempre le stesse persone. Gente che ormai ha tutto il monopolio dell'informazione mediatica più importante d'Iatlia. Sono sempre le stesse persone e le case farmaceutiche hanno anch'essi il loro guadagno. Bisognerebbe pubblicizzare molte altre cose, ma non viene fatto solo per questioni di soldi.
Come conseguente conseguenza delle bizzarre e sconcertanti nuove idee su spazio e tempo, mente e materia... Abbiamo imparato ad affrontare la disciplina in modi totalmente inaspettati e nuovi, tali che sembrano stravolgere il senso comune e andare più d'accordo con il misticismo che con il materialismo.
cit. Paul Davies:medito:
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
[QUOTE=imaginaryday;1948386] La terapia cognitivo-comportamentale tende a rinforzare i comportamenti che possono produrre un evitamento di questo disturbo.
Mi permetto di correggerti, non è affatto così...te lo dico da "gatto a gatto" ;-)
Anzi le prime strategie di intervento sono rivolte *proprio* all'evitamento, che la TCC considera il principale fattore di mantenimento del disturbo.
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
[QUOTE=luigi '84;1948394]Corcordo con gli ultimi interventi ma mi sembra opportuno aggiungere che i dati che vengono citati sono certamente veri e che la terapia cognitivo-comportamentale dia ottimi risultati con i dusturbi dello spettro ansioso ma c'è una cosa molto importante da considerare: sembra abbastanza evidente dalla lettura dei suddetti dati che questo intervento assuma caratteristiche simili ad un trattamento farmacologico nel senso che studi di follow up rilevano che con l'attenuarsi della pratica delle tecniche comportamentali acquisite il paziente ricade quasi subito nella manifestazione sintomatologica;
E' vero per le tecniche comportamentali, molto meno per le *psicoterapie* cognitivo-comportamentali (che includono le tecniche, all'interno di un percorso complesso di psicoterapia che produce effetti anche a lungo termine). Il numero di ricadute è senz'altro minore rispetto all'intervento farmacologico e basta.
"in verità, questo sembra più un dato relativo al DOC ma con le nevrosi fobiche il passo è breve. "
Hai ragione, il DOC presenta più facilmente ricadute dopo il trattamento. Ma il passo non è così breve da disturbo d'ansia a DOC, visto che il DOC è (ahimè) uno dei disturbi più invalidanti e resistenti in assoluto.
Con i farmaci lo stesso: o si instaura un trattamento quasi 'vitale' (nel senso di un sostegno a tempo 'indeterminato')o i sintomi tornanon se non 'discussi' in una psicoterapia intensiva. Queste considerazioni vanno fatte non perchè si deve per forza fare un torto a qualcuno o altro ma perchè verosimilmente ci inducono ad una pratica fatta all'insegna dell'umiltà e del buon senso: io per esempio ho un orientamento analitico ma non ho problemi a consigliare (almeno come primo passo...)una terapia combinata ad esempio...
Sono assolutamente d'accordo con te :approved:
Saluti,
Alessandro
p.s.
sorry, sono una pippa nel quote
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Quindi nelle TCC i disturbi risultano essere terapie volte ad analizzare i fattori di evitamento che producono la patologia? Almeno ho capito così... Scusa ma sono alle prime armi :-)
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
[QUOTE=lontra71;1950776]
Citazione:
Originalmente inviato da
luigi '84
Corcordo con gli ultimi interventi ma mi sembra opportuno aggiungere che i dati che vengono citati sono certamente veri e che la terapia cognitivo-comportamentale dia ottimi risultati con i dusturbi dello spettro ansioso ma c'è una cosa molto importante da considerare: sembra abbastanza evidente dalla lettura dei suddetti dati che questo intervento assuma caratteristiche simili ad un trattamento farmacologico nel senso che studi di follow up rilevano che con l'attenuarsi della pratica delle tecniche comportamentali acquisite il paziente ricade quasi subito nella manifestazione sintomatologica;
E' vero per le tecniche comportamentali, molto meno per le *psicoterapie* cognitivo-comportamentali (che includono le tecniche, all'interno di un percorso complesso di psicoterapia che produce effetti anche a lungo termine). Il numero di ricadute è senz'altro minore rispetto all'intervento farmacologico e basta.
"in verità, questo sembra più un dato relativo al DOC ma con le nevrosi fobiche il passo è breve. "
Hai ragione, il DOC presenta più facilmente ricadute dopo il trattamento. Ma il passo non è così breve da disturbo d'ansia a DOC, visto che il DOC è (ahimè) uno dei disturbi più invalidanti e resistenti in assoluto.
Con i farmaci lo stesso: o si instaura un trattamento quasi 'vitale' (nel senso di un sostegno a tempo 'indeterminato')o i sintomi tornanon se non 'discussi' in una psicoterapia intensiva. Queste considerazioni vanno fatte non perchè si deve per forza fare un torto a qualcuno o altro ma perchè verosimilmente ci inducono ad una pratica fatta all'insegna dell'umiltà e del buon senso: io per esempio ho un orientamento analitico ma non ho problemi a consigliare (almeno come primo passo...)una terapia combinata ad esempio...
Sono assolutamente d'accordo con te :approved:
Saluti,
Alessandro
p.s.
sorry, sono una pippa nel quote
Niente da aggiungere. Sono d'accordo. Solo che tornerei a sottolineare il fatto che secondo me il DOC (non solo in termini classificatori) e molto più vicino di quanto a volte si pensi al disturbo d'ansia. Oltretutto studi sulla comorbidità rilevano tale familiarità. Non penso sia un caso: il decorso di un disturbo può diventare a tal punto complesso e tentacolare da farci ricredere su molte cose. Il carattere ossessivo del pensiero è presente nel disturbo d'ansia, certamente non nelle stesse modalità del DOC, ma la sua evoluzione non è prevedibile. Poi io non sono un amante della nosografia quindi tendo a erigere ben pochi recinti fra le infinite manifestazioni dell'anima.
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Niente da aggiungere. Sono d'accordo. Solo che tornerei a sottolineare il fatto che secondo me il DOC (non solo in termini classificatori) e molto più vicino di quanto a volte si pensi al disturbo d'ansia. Oltretutto studi sulla comorbidità rilevano tale familiarità. Non penso sia un caso: il decorso di un disturbo può diventare a tal punto complesso e tentacolare da farci ricredere su molte cose. Il carattere ossessivo del pensiero è presente nel disturbo d'ansia, certamente non nelle stesse modalità del DOC, ma la sua evoluzione non è prevedibile. Poi io non sono un amante della nosografia quindi tendo a erigere ben pochi recinti fra le infinite manifestazioni dell'anima.
Infatti, il problema è proprio del sistema nosografico maggiormente in uso (il DSM) che distingue e differenzia quadri sindromici, anche in questo credo che l'insegnamento freudiano (strutture nevrotiche, psicotiche e perverse) sia decisamente attuale e utile nella clinica contemporanea, è vero -come dici- che il carattere ossessivo del pensiero è (spesso) presente nel disturbo d'ansia, quindi tornerei a porre la questione nei termini della nevrosi ossessiva. Dall'Uomo dei topi ad oggi non è che ne sappiamo molto di più, a ben vedere... :approved:
Saluti,
ikaro
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
secondo il mio modello di riferimento (costruttivista post razionalista) bisogna fare atttenzione a non confondere le ossessioni dalla rimuginazione.
sicchè un ossessivo è autorganizzato su temi diversi da un fobico. ad esempio, tema nevralgico del fobico è la pericolosità dell'ambiente in cui si trova, la paura di conseguenze catastrofiche su se stesso. l'ossessivo è orientato su temi di responsabilità, spesso su una doppia immagine di se come colpevole e disgustoso.
insomma ritengo che ci sia una profonda differenza tra un disturbo ossessivo e un disturbo nello spettro fobico ansioso (checchè ne dica il DSM).
ciaz.
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Originalmente inviato da
Tiredddd
Salve a tutti
Non sono nè uno psicologo, nè uno studente di psicologia, ma uno studente d'ingegneria che ha bisogo di un aiuto. Mi son fatto un briciolino di conoscienze sul disturbo di cui soffro, il Disturbo di panico. Purtroppo la mia vita è totalmente condizionata da questo problema, che a periodi si fa più opprimente con dei picchi. Ho preso qualche libro sul tema e mi sembra che le strade da percorrere possono essere due:
- terapia di tipo cognitivo-comportamentale
- terapia breve strategica
Cosa mi consigliate? Forse è una domanda banale, ma per chi ne soffre non lo è...
Faccio notare che il mio problema non tocca solo l'ambito spaziale, ma anche quello relazionale...
Inoltre qualcuno è a conoscienza di qualche Specialista con la s maiuscola per il Disturbo di panico nella zona Portogruaro-Pordenone?
Esiste un albo ufficiale dove i professionisti sono iscritti?
Mi è capitato in passato di andare da persone poco serie e quindi non vorrei ripetere l'esperienza..
Grazie mille e scusate se la mia presenza non è gradita, ma ho un forte bisogno d'aiuto.
Ti sconsiglio molto vivamente una psicoanalisi. Decisamente meglio le seconde due opzioni...comunque se ti va mandami un PM e ti indico uno specialista con la S maiuscola...
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
quali possono essere le cause degli attacchi di panico??o meglio di questo disturbo?
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Mi auguro che la persona che ha chiesto delle indicazioni abbia trovato un buon professionista.
Quanto alle ultime cose scritte, siamo ai limiti della disinformazione pura. Non sarebbe meglio che chi non ha competenze professionali psicologiche si astenesse dall'esprimere pareri soprattutto in situazioni dove ci sono utenti che fanno richieste di aiuto?
Saluti
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Originalmente inviato da
chiaravarri
Ti sconsiglio molto vivamente una psicoanalisi.
Immagino che avrai fior fiore di argomentazioni scientifiche per sostenere questa affermazione, e sicuramente andranno oltre i triti e ritriti ritornelli sul fatto che la psicoanalisi è lunga, che le terapie brevi sono più efficaci e simili...
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Ti sconsiglio molto vivamente una psicoanalisi. Decisamente meglio le seconde due opzioni...
Ecco, anch'io vorrei saperne qualcosa di più sul perchè... Grazie!
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Originalmente inviato da
chiaravarri
Ti sconsiglio molto vivamente una psicoanalisi. Decisamente meglio le seconde due opzioni...comunque se ti va mandami un PM e ti indico uno specialista con la S maiuscola...
Premesso che ognuno é libero di scegliere la terapia che sente più vicina a se stesso, quindi dalla comportamentale alla rogersiana alla gestalt, alla cognitiva ed altre; come mai fai questa affermazione così decisa sulla psicoanalisi, sconsigliandola vivamente ad un'altra persona? Cioé su quali basi, che non siano il tempo? Nel senso che questo, é piuttosto scontato venga apportato come motivo.
C'è un tema di separazioni - in senso di difficoltà "di" -dietro, magari? O cosa?
Qual'é data l'incisività della tua affermazione, il discrimine tra le tre terapie citate?
Per noi é sempre utile sentire opinioni che portino argomenti alle affermazioni fatte; c'é sempre da imparare.
Grazie della risposta
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Per rispodnere alla domanda "qual è la causa degli attacchi di panico" (sarebbe meglio dire "il significato" più che la causa), cito alcuni passi di un manuale di psicologia clinica:
in generale l'ansia è espressione di un conflitto interno che è importante indagare per poi rielaborarlo. E' una forma di paura, un campanello di allarme lanciato dall'Io che avverte un pericolo che va individuato (...) Per quento riguarda gli attacchi di panico (va poi specificato se sono con o senza agorafobia) nella storia personale delle persona che soffrono di questo disturbo spesso sono presenti eventi stressanti, o la separazione da figure significative prima dell'insorgenza dell'attacco. Secondo una lettura psicodinamica il soggetto non riesce nei momenti di difficoltà a fare appello a un'immagine interna positiva per contenere l'ansia, perché in lui è scarsamente sviluppata la costanza d'oggetto. (...) Il tipo di conflitto espresso attraverso l'attacco di panico è il punto centrale da esplorare. (...) Poiché gli attacchi di panico si presentano spesso in situazioni di separazione è importante esplorare le tematiche legate alla dipendenza (...) e angoscia abbandonica.
(...)
Per quanto riguarda il tipo di terapia, dipende dalla diagnosi specifica in cui si manifesta l'attacco di panico. In generale, per i disturbi d'ansia, essendo mantenuto un buon contatto con la realtà, può essere applicata una terapia espressiva. Tre approcci sono largamente usati: comportamentale, cognitivo-comportamentale e psicodinamico. .
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Vedi tu cosa fare.
Non spendere tanti soldi. Non ne vale la pena.
Ti ringrazio a nome dell'utente che ha chiesto aiuto...molto gentile.
Io lo so cosa sconquassa la chimica del cervello...anzi quasi quasi scrivo un libro su come evitare i forum...dove alcuni utenti particolarmente saggi dispensano attacchi di panico sotto forma di post.
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
non riesco a segnalare il post ai moderatori, lo farò in privato, perché mi sembra pieno di assurdità. Fra l'altro mi sembra al limite del fantascientifico che queste affermazioni semideliranti vengano date in un forum di psicologia da un utente che psicologo non è! Questo tipo di risposte oscarmoreno sarebbero degne di yahoo answers, più che di un sito in cui gente che veramente soffre di tale disturbo cerca informazioni.
Per rispodnere alla domanda "qual è la causa degli attacchi di panico" (sarebbe meglio dire "il significato" più che la causa), cito alcuni passi di un manuale di psicologia clinica:
in generale l'ansia è espressione di un conflitto interno che è importante indagare per poi rielaborarlo. E' una forma di paura, un campanello di allarme lanciato dall'Io che avverte un pericolo che va individuato (...) Per quento riguarda gli attacchi di panico (va poi specificato se sono con o senza agorafobia) nella storia personale delle persona che soffrono di questo disturbo spesso sono presenti eventi stressanti, o la separazione da figure significative prima dell'insorgenza dell'attacco. Secondo una lettura psicodinamica il soggetto non riesce nei momenti di difficoltà a fare appello a un'immagine interna positiva per contenere l'ansia, perché in lui è scarsamente sviluppata la costanza d'oggetto. (...) Il tipo di conflitto espresso attraverso l'attacco di panico è il punto centrale da esplorare. (...) Poiché gli attacchi di panico si presentano spesso in situazioni di separazione è importante esplorare le tematiche legate alla dipendenza
(...)
Per quanto riguarda il tipo di terapia, dipende dalla diagnosi specifica in cui si manifesta l'attacco di panico. In generale, per i disturbi d'ansia, essendo mantenuto un buon contatto con la realtà, può essere applicata una terapia espressiva. Tre approcci sono largamente usati: comportamentale, cognitivo-comportamentale e psicodinamico. .
Si tratta di informazioni sommarie, comunque scientifiche, tanto per tranquillizzare quell'utente che ha chiesto informazioni a riguardo. E non c'entrano né gli LSD né la cannabis.
Niente da aggiungere...sono d'accordo. Solo specificherei che effettivamente la cannabis può avere effetti derealizzanti e spersonalizzanti e provocare intensi stati di agitazione. Ma queste conseguenze si innestano su personalità già di per sè 'paniche'. Quindi la cannabis (il più delle volte) ha pochissimo a che fare con l'eziologia del disturbo.:approved:
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Ecco, anch'io vorrei saperne qualcosa di più sul perchè... Grazie!
Provo a rispondere io che non sono propriamente un comportamentista o un mago...mi chiedo: perchè quando si leggono i trattati di psicologia clinica e psicoterapia scritti da psicoanalisti e psicoterapeuti formatisi psicodinamicamente si trovano spesso e anche 'volentieri' riferimenti a terapie di altro tipo e invece quando si apre un manuale di social cognition non compare nemmeno per sbaglio o errore di stampa un concetto psicoanalitico? Io vedo in una certa letteratura psicoanalitica una umiltà e una elasticità di pensiero invidiabili tanto che si arriva, in alcuni casi, a sconsigliare un trattamento psicoanalitico classico (mi riferisco proprio a ciò che si dice 'psicoanalisi')a certe categorie di pazienti...non vedo d'altro canto la stessa umiltà e cultura antropologica in chi si interessa di altri orientamenti che, nella vorticosa ricerca di una validazione scientifica che vada di pari passo con quella oggettività propria dell'ideologia medica, fanno di alcuni concetti miseri la base per una informazione frammentaria ma che, d'altro canto, collude con l'esigenza del nostro tempo di trovare risposte funzionali a perpetuare una logica di efficenza sociale che ha fatto del mondo un mero contenitore di voglie e una serra per corpi vuoti.
Mi chiedo ancora: si è realmente a conoscenza degli sviluppi clinici della psicoanalisi? Si rammenta per caso che la cosiddetta psicoterapia breve che interviene su un focus preciso (e quindi, verosimilmente, su conflitti anche superficiali dalla cui risoluzione anche un 'panico' potrebbe trovare giovamento?)è di matrice psicoanalitica? Si rammenta che esistono molteplici forme di trattamento psicodinamico? Non nomino nemmeno la psicoterapia analitica (junghiana) perchè so che non gode di buona fama nemmeno nelle università figuriamoci altrove...e questa è un'altra brutta storia.
Ognuno può essere eccellente in quello che fa...ma mi domando ancora: perchè io (e molti altri...) che dedico e dedicherò tanto tempo alla psicoanalisi non ho problemi a consigliare una terapia combinata e invece molti non fanno che disinformazione (penso a quel santone di Sorrentino...), oltretutto nell'ignoranza quasi totale di concetti, modi, clinica, riflessione che la psicoanalisi racchiude come tesori preziosi? E ancora: abbiamo realmente capito cosa significa e cosa ha significato per la storia dell'Occidente questa 'oscura' regina che, con buona pace di tutti, domina il pensiero 'realmente' clinico?
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
luigi '84
Niente da aggiungere...sono d'accordo. Solo specificherei che effettivamente la cannabis può avere effetti derealizzanti e spersonalizzanti e provocare intensi stati di agitazione. Ma queste conseguenze si innestano su personalità già di per sè 'paniche'. Quindi la cannabis (il più delle volte) ha pochissimo a che fare con l'eziologia del disturbo.:approved:
Saluti,
Luigi
tralasciando le polemiche e volendo essere costruttivi...in cosa consiste l'eziologia del disturbo?
Io ti posso assicurare, perche' toccato con mano, personalmente e attraverso casi seguiti girornalmente, che l'attacco di panico nel consumatore di cannabis e' una realta'.
Un caso l'ho ossservato piu' volte con una risposta immediata: fumare uno spinello e, ancor prima di arrivare alla fine, essere assalito dall'attacco di panico.
Altri casi invece avevano un intermezzo temporale. C'era quello che fumava alla domenica, e regolarmente il lunedi pomeriggio aveva l'attacco di panico.
C'era quello che intervallava periodi di quiescienza degli attacchi, perche' non fumava, che riprendevano appena ricominciava a fumare.
Per l' LSD, oggi poco usata come droga psichedelica, si hanno fenomeni di spersonalizzazione, derealizzazione, attacchi di panico, conversioni isteriche, ansia generalizzata, e allucinazioni, che a volte non regrediscono piu' completamente.
Mi pare ovvio che questi disturbi si inseriscano su una personalita' in qualche modo predisposta, o sensibile. Altrimenti sarebbe un fenomeno generalizzato.
Cio' non toglie che sia una causa eziologica, sola o insieme ad altre, ed e' bene che chi consuma queste sostanze lo sappia.
Mi pare.
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
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Originalmente inviato da
##laura##
quali possono essere le cause degli attacchi di panico??o meglio di questo disturbo?
Cio che rilevo e' che, a parte attacchi personali, o divagazioni, non ho ancora letto risposte a questa domanda.
Ma sopratutto non leggo di esempi osservati da un punto di vista clinico, ne riferibili alla propria attivita' professionale, ne seguiti nel tempo.
Se c'e' chi ha preso in cura qualche persona con questo disturbo si faccia avanti, e ci dica quali sono le sue ipotesi eziologiche, e come ha trattato il caso.
Mi pare l'unico modo per rispondere alla domanda posta sopra, oltre che a quella iniziale.
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
siamo d'accordo che le droghe provochino certi disturbi psichici, ma non è corretto dire che gli attacchi di panico siano causati dalla droga, soprattutto a utenti che ne soffrono e cercano informazioni a riguardo. Da qui è nata la mia reazione.
Può essere che chi si droga poi abbia attacchi di panico, ma è errato dire che tutti gli attacchi di panico siano dovuto a droghe e/o cause genetiche.
Infatti, essendo il DAP un disturbo che fa parte dei disturbi d'ansia, quindi rientrante nell'area nevrotica, il punto focale è il conflitto intrapsichico, ed è questo che va indagato ed elaborato tramite la terapia. Questo per quanto riguarda la cosiddetta eziologia. Sul come si sviluppa un attacco di panico (secondo un'ottica cognitivista), invece, ha dato una risposta mi sembra esauriente Roscellino: c'è una errata interpretazione dei segnali fisici (respirazione, battito cardiaco, ecc...), che vengono interpretati come l'inizio di un attacco, il che genera un circolo vizioso che, in pochi istanti, porta all'attacco vero e proprio.
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Originalmente inviato da
oscarmoreno
tralasciando le polemiche e volendo essere costruttivi...in cosa consiste l'eziologia del disturbo?
Io ti posso assicurare, perche' toccato con mano, personalmente e attraverso casi seguiti girornalmente, che l'attacco di panico nel consumatore di cannabis e' una realta'.
Un caso l'ho ossservato piu' volte con una risposta immediata: fumare uno spinello e, ancor prima di arrivare alla fine, essere assalito dall'attacco di panico.
Altri casi invece avevano un intermezzo temporale. C'era quello che fumava alla domenica, e regolarmente il lunedi pomeriggio aveva l'attacco di panico.
C'era quello che intervallava periodi di quiescienza degli attacchi, perche' non fumava, che riprendevano appena ricominciava a fumare.
Per l' LSD, oggi poco usata come droga psichedelica, si hanno fenomeni di spersonalizzazione, derealizzazione, attacchi di panico, conversioni isteriche, ansia generalizzata, e allucinazioni, che a volte non regrediscono piu' completamente.
Mi pare ovvio che questi disturbi si inseriscano su una personalita' in qualche modo predisposta, o sensibile. Altrimenti sarebbe un fenomeno generalizzato.
Cio' non toglie che sia una causa eziologica, sola o insieme ad altre, ed e' bene che chi consuma queste sostanze lo sappia.
Mi pare.
Sono d'accordo. Infatti cercavo di specificare quanto sopra. Dici bene anche su una possibile eziologia: in effetti una persona che non ha mai sperimentato il panico potrebbe sviluppare un simile disturbo dopo essersi sottoposta all'influsso della cannabis. Conosciamo bene una particolarità del panico: una volta vissuto e conosciuto è difficilissimo non 'richiamarlo' a sè attraverso una sorta di circolo vizioso della cognizione. Penso che possano esistere casi in cui una personalità predisposta non sviluppi un disturbo ben strutturato: in questi casi la cannabis può portare in superficie ciò che in condizioni normali è in uno stato quiesciente...so di persone che sotto l'effetto della cannabis hanno vissuto conflitti antichi che si drammatizzavano in una serie di immagini confuse e velocissime: questo materiale rimosso e portato alla luce con violenza avvolge in uno stato quasi di 'follia' il malcapitato...l'Io è debole, l'inconscio signoreggia totalmente.
Veramente strana la cannabis...ha effetti che 'aderiscono' perfettamente alla struttura della personalità ed è questo uno dei motivi che la fanno una sostanza ambigua ancora non molto conosciuta.
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
Roscellino
Ti faccio un esempio. Ad una mia amica venivano gli attacchi di panico quando guidava in autostrada (non solo ma soprattutto in questa situazione).
Che cosa succedeva?
Mentre guidava incominciava a pensare "che cosa faccio se mi viene un attacco di panico adesso?", "sarebbe veramente un casino", "potrei avere un incidente" "dovrei accostare" "la gente mi noterebbe e penserebbe che sono pazza". Incominciava a pensare queste e altre mille sfighe possibili.
Parallelamente prestava moltissima attenzione alle proprie sensazioni corporee.
Giustamente, per accorgersi in tempo, caso mai le stesse venendo un attacco. Nello stato d'ansia in cui era, ovviamente aveva già il battito cardiaco accelerato e iperventilazione.
Queste sensazioni le confermavano di stare per avere un attacco di panico, la paura aumentava e con essa il battito cardiaco, il respiro e...e via di questo passo l'attacco di panico lo stava già avendo.
Questo circuito a feedback positivo fra cognizioni emozioni e attivazione corporea è il centro dell'attacco di panico.
La terapia cognitivo-comportamentale cerca di spezzare questo circolo vizioso.
Questo non toglie in alcun modo legittimità ad altre teorie sull'attacco di panico. Tanto meno alle riflessioni psicoanalitiche che possono sicuramente integrarsi con quelle cognitiviste.
E qua voglio dire la mia sul discorso a cui chiaravarri, paladina dell'antipsicanalisi, ha dato il via e che luigi ha portato avanti e più in sù.
L'atteggiamento di chiusura e arroganza verso gli altri approcci è trasversale nella psicologia. Non solo nel cognitivismo, nel costruttivismo, nel comportamentismo dunque, ma anche nella psicoanalisi, nella psico breve strateg e in quelle altre 100 o 200 scuole di pensiero.
Fondamentalmente l'atteggiamento settario serve esclusivamente a degli interessi economici, alla competizione con gli altri approcci per i pazienti e i nuovi adepti e in nessun modo un interesse scientifico.
Ecco. Questo è parlare: comunicare tra persone serie per un arricchimento reciproco.:approved:
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
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Originalmente inviato da
gieko
Immagino che avrai fior fiore di argomentazioni scientifiche per sostenere questa affermazione, e sicuramente andranno oltre i triti e ritriti ritornelli sul fatto che la psicoanalisi è lunga, che le terapie brevi sono più efficaci e simili...
No gieko, io mi sento sempre piu' ignorante, e soprattutto sto ancora imparando, quindi prendi quello che scrivo come le umili opinioni (non argomentazioni scientifiche...) di una studentessa che ha ancora anni e anni e anni di studio davanti a se. Pero' rimango ferma sulla mia idea, io una psicoanalisi per un Disturbo da Attacchi di Panico non la consiglio. Non si tratta di un'arrabbiatura personale (ma starete pensando gia' tutti che sono resistente...). Inoltre mi spiace deluderti ulteriormente ma si, uno dei motivi e' anche e soprattutto il fatto che la psicoanalisi e lunga...non volermene, ma io non consiglierei mai 10 anni e passa di analisi per curare il DAP! E con questo non sto sminuendo il problema sia ben chiaro...e' un dato di fatto che si possono ottenere buoni risultati in minor tempo, e qui il fior fiore di argomentazioni scientifiche come le chiami tu non sono le mie ma quelle di persone che proprio gli ultimi deficienti non sono...
Comunque sto leggendo "Il Libro Nero della Psicoanalisi"...interessante...e ora verro' sbranata! :argh:
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Originalmente inviato da
chiaravarri
Comunque sto leggendo "Il Libro Nero della Psicoanalisi"...interessante...
Veramente un buon testo per informarsi senza pregiudizi sulla psicoanalisi!Non potevi scegliere di meglio...:rolleyes::jd:
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Disturbo da panico:che terapia intraprendere?
l'equivoco viene dal fatto che quando si dice "psicoanalisi" si intende la psicoanalisi classica, quella freudiana, che può durare molto tempo.
In realtà OGGI esiste tra le terapie ad approccio psicodinamico, la cosiddetta "Psicoterapia analitica a breve termine" che dura poco (una paio d'anni), va meno in profondità ed è quindi più incentrata sull'area conflittuale. Ed esistono anche, ad esempio, terapie di gruppo o familiari ad approcio analitico.
Poi che ci si senta più "attratti" da una terapia congitivia, piuttosto che cognitivo-comportamentale o sistemico-relazionale, è un altro discorso. Ma si tenga presente cmq che di terapie analitiche ne esistono anche a breve termine centrate sul sintomo.
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Ritengo che sia utile esprimersi con molta cautela in discussioni dove ci sono utenti in difficoltà che richiedono delle indicazioni, motivo per cui le impressioni possono essere anche dannose, specie se scarsamente argomentate o espresse a sproposito o senza competenze.
Detto questo...
Citazione:
Originalmente inviato da
chiaravarri
io non consiglierei mai 10 anni e passa di analisi per curare il DAP! E con questo non sto sminuendo il problema sia ben chiaro...e' un dato di fatto che si possono ottenere buoni risultati in minor tempo, e qui il fior fiore di argomentazioni scientifiche come le chiami tu non sono le mie ma quelle di persone che proprio gli ultimi deficienti non sono...
Dato che dici di aver molto da imparare, questa può essere l'occasione per iniziare a fare dei piccoli distinguo, ad esempio a partire dal fatto che con una psicoanalisi non si curano solo gli attacchi di panico ma si interviene sulla struttura di personalità che è alla base del sintomo. Di conseguenza sono necessari tempi ben più lunghi per lavorare al di là delle manifestazioni sintomatiche. Non è un capriccio degli psicoanalisti la considerazione di tempi solitamente prolungati (durante i quali, faccio peraltro notare, alcuni sintomi tra cui il panico scompaiono spesso dopo un breve periodo, a testimonianza del loro legame con strutture personologiche legate alla dipendenza).
Non si tratta quindi di ottenere gli stessi risultati con tempi diversi, questo è ovvio. Peraltro è necessario porsi il problema legato alle frequenti ricadute, agli spostamenti sintomatici ed alla mancanza di cambiamenti strutturali che i trattamenti brevi comportano.
Quanto alla letteratura che citi presenta diverse criticità proprio in considerazione del fatto che vengono paragonati solitamente trattamenti completamente differenti rispetto agli scopi ed ai metodi, con criteri di efficacia esclusivamente basati sull'estinzione del sintomo.
Citazione:
Originalmente inviato da
chiaravarri
Comunque sto leggendo "Il Libro Nero della Psicoanalisi"...interessante...e ora verro' sbranata! :argh:
Se ti interessa è già stato aperta una discussione su questo libro. Potresti trovare spunti critici qui http://www.opsonline.it/forum/psicol...isi-43041.html. Trattasi comunque di un'operazione di marketing di scarso rilievo epistemologico. Ci sono testi critici sulla psicoanalisi ben più attuali ed interessanti.
Saluti