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E' tutto un magna magna
Il titolo non fuorvii.
L'occasione mi è data dalla nuova pubblicità che appare in alto a destra del forum; trattasi del "Psicologia del comportamento alimentare e tecniche di gestione del peso corporeo".
Nella descrizione mi ha particolarmente colpito (oltre ai 1.640 euro rateizzabili :asd:) anche questa frase:
Il problema del sovrappeso esiste ed aumenta di anno in anno arrivando a raggiungere quote preoccupanti tanto da sollecitare la produzione e lo sviluppo di metodologie di intervento capaci di intervenire non tanto sul sintomo (il peso) ma sulle cause (cosa porta all’aumento ponderale, quali i comportamenti patogenerativi, perché una persona mangia in misura maggiore al suo fabbisogno)
Allora dico: ma siamo davvero arrivati a questo punto?
C'è ormai davvero bisogno dello psicologo (a voi ve lo auguro perchè è lavoro, ma insomma ...) per imparare a mangiare?
Cioè per prevenire un fenomeno che si da' così per scontato che si manifesti...
Il pagare un professionista per "imparare come si mangia" non è il fallimento della scuola e dell'educazione familiare?
Mi verrebbe provocatoriamente da dire: "mia nonna e mia mamma me lo hanno sempre detto gratis come e quanto mangiare, e a 39 anni ho le analisi perfette"....
Quindi?
...dite dite
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Riferimento: E' tutto un magna magna
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semplificatore
Mi verrebbe provocatoriamente da dire: "mia nonna e mia mamma me lo hanno sempre detto gratis come e quanto mangiare, e a 39 anni ho le analisi perfette"....
Quindi?
...dite dite
Se dovessi ascoltare mia madre su quanto mangiare a quest'ora sarei un'arancina coi piedi con chiare difficoltà di deambulazione...:sbonk:
Cmq è anche vero che negli ultimi tempi il rapporto con il cibo è cambiato...se prima si mangiava per vivere, (e se pensiamo ai periodi bellici, non era tanto scontato avere un pezzo di pane) adesso si mangia per tutt'altro motivo!!
il cibo è diventato un pretesto per incontrarsi...almeno io ho degli amici che se gli chiedi "che facciamo sta sera?" ti rispondono "andiamo a mangiare fuori" 9 volte su 10!!
Forse pensare ad uno psicologo che ti insegni a mangiare può risultare alquanto strano, ma effettivamente l'aumento di disturbi alimentari tra gli adolescenti non lo rende così improbabile...
Basta andare davanti all'ingresso di una qualsiasi scuola e contare quanti bambini obesi ci sono...:eek: è impressionante!!!
Quindi una buona educazione alimentare visto che non riesce a darla la famiglia...(anche se effettivamente dovrebbe essere suo compito il compito) non vedo perchè non possa darla un psicologo!!
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Riferimento: E' tutto un magna magna
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Originalmente inviato da
semplificatore
Allora dico: ma siamo davvero arrivati a questo punto?
C'è ormai davvero bisogno dello psicologo (a voi ve lo auguro perchè è lavoro, ma insomma ...) per imparare a mangiare?
Beh, in tempo di carestia ogni pertugio e galleria...
Non mi sorprende il proliferare di corsi di ogni genere e tipo. Come insegnano le tecniche di marketing il bisogno va creato per vendere. Anche dove non c'è.
Se poi si tratta di patologia è un altro problema... Ma per quello ci sono già gli psicoterapeuti.
Saluti
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Riferimento: E' tutto un magna magna
l'obesità è una malattia e quindi mi sembra giusto prevenirla. Forse il dubbio viene dal fatto che a fare questa "prevenzione" possa essere uno psicologo? Forse questo fatto può essere capito meglio se si considera che il problema non è il cibo, ma il rapporto col cibo (ecco la dimensione psicologica). E mi sembra che ultimamente i disturbi alimentari siano aumentati di parecchio.
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Il bisogno va creato, easy :sisi:
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Riferimento: E' tutto un magna magna
quando si parla di comportamento alimentare si entra anche nel campo dei disturbi alimentari, e il "saper mangiare" è solo una dimensione del problema, la più riduttiva a mio avviso. Se una persona vuole stare in linea non va dallo psicologo, ma in palestra o al massimo dal dietologo, e il più delle volte come dici tu bastano i consigli familiari. Ma se una persona è un'obesa patologica o bulimica ad esempio, ecco che entra in gioco il comportamento alimentare come dimensione più ampia, e l'aiuto di uno psicologo può essere molto utile, a mio avviso.
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Caro johnny, non si è più nemmeno liberi di essere sovrappeso? Se non è sentito come un problema, perchè porlo e proporlo? Se il problema c'è ed è avvertito come tale portando ad una domanda di cura, come dicevo sopra, ci sono gli psicoterapeuti...
Saluti
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Originalmente inviato da
gieko
Caro johnny, non si è più nemmeno liberi di essere sovrappeso? Se non è sentito come un problema, perchè porlo e proporlo? Se il problema c'è ed è avvertito come tale portando ad una domanda di cura, come dicevo sopra, ci sono gli psicoterapeuti...
Saluti
certo chiunque è libero di essere sovrappeso, bisogna vedere però perché uno è sovrappeso, infatti l'articolo riportato da Semplificatore dice di non concentrarsi sul peso ma sulle "cause (cosa porta all’aumento ponderale, quali i comportamenti patogenerativi, perché una persona mangia in misura maggiore al suo fabbisogno)". Considerando che i bambini di oggi sono sempre più obesi (in America è così da un po', speriamo di non fare la stessa fine in Italia) il che cpmporta anche dei rischi per la salute, mi sembra giusto fare prevenzione
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Sì, ma che c'entra lo psicologo con la prevenzione (compito dei dietologi) o con la ricerca di cause e la patologia (compito dello psicoterapeuta)?
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Riferimento: E' tutto un magna magna
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Originalmente inviato da
Johnny
certo chiunque è libero di essere sovrappeso, bisogna vedere però perché uno è sovrappeso, infatti l'articolo riportato da Semplificatore dice di non concentrarsi sul peso ma sulle "cause (cosa porta all’aumento ponderale, quali i comportamenti patogenerativi, perché una persona mangia in misura maggiore al suo fabbisogno)". Considerando che i bambini di oggi sono sempre più obesi (in America è così da un po', speriamo di non fare la stessa fine in Italia) il che cpmporta anche dei rischi per la salute, mi sembra giusto fare prevenzione
NON è un articolo.
E' il dettaglio dell'oggetto di un convegno organizzato credo da Altrapsicologia o altra simile entità.
C'è nella pubblicità che appariva fino a l'altro ieri.
Se poi è tratto da un articolo non so.
Mi viene in mente: si fanno anche conferenze psicologoformanti per tutto ciò che riguarda droghe e simili?
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Riferimento: E' tutto un magna magna
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Originalmente inviato da
Johnny
l'obesità è una malattia e quindi mi sembra giusto prevenirla. Forse il dubbio viene dal fatto che a fare questa "prevenzione" possa essere uno psicologo? Forse questo fatto può essere capito meglio se si considera che il problema non è il cibo, ma il rapporto col cibo (ecco la dimensione psicologica). E mi sembra che ultimamente i disturbi alimentari siano aumentati di parecchio.
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Caro johnny, non si è più nemmeno liberi di essere sovrappeso? Se non è sentito come un problema, perchè porlo e proporlo? Se il problema c'è ed è avvertito come tale portando ad una domanda di cura, come dicevo sopra, ci sono gli psicoterapeuti...
Saluti
Johnny infatti non ha parlato di sovrappeso ma di obesità, sono due cose diverse, l'obesità è una malattia che può portare molte e diverse problematiche di salute. Quindi mi sembra giusto fare prevenzione.
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Sì, ma che c'entra lo psicologo con la prevenzione (compito dei dietologi) o con la ricerca di cause e la patologia (compito dello psicoterapeuta)?
il dietologo può sicuramente fare prevenzione nel senso di fornire informazioni sul modo corretto di alimentarsi, ma lo psicologo può fare prevenzione nel senso del rapporto con il cibo, in quanto, solo per fare un esempio banale, è molto frequente che quando si sta giù di morale si ricorra al cibo etc. Inoltre lo psicologo può fare valutazioni e consulenze...ben prima che si arrivi a un vero e proprio disturbo alimentare che richiede una terapia a lungo termine, e dunque uno psicoterapeuta. Quindi secondo te per fare un corso ad esempio di educazione sessuale e parlare di contraccezione dovrebbe esserci solo la figura del ginecologo?
Citazione:
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semplificatore
Mi viene in mente: si fanno anche conferenze psicologoformanti per tutto ciò che riguarda droghe e simili?
certo, vengono organizzati convegni su quasi tutte le problematiche di cui si occupano gli psicologi...e le dipendenze sono una di queste.
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Riferimento: E' tutto un magna magna
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chiocciolina4
Johnny infatti non ha parlato di sovrappeso ma di obesità, sono due cose diverse, l'obesità è una malattia che può portare molte e diverse problematiche di salute. Quindi mi sembra giusto fare prevenzione.
Va bene, correggo: non si è più liberi di essere obesi?
Citazione:
Originalmente inviato da
chiocciolina4
il dietologo può sicuramente fare prevenzione nel senso di fornire informazioni sul modo corretto di alimentarsi, ma lo psicologo può fare prevenzione nel senso del rapporto con il cibo, in quanto, solo per fare un esempio banale, è molto frequente che quando si sta giù di morale si ricorra al cibo etc. Inoltre lo psicologo può fare valutazioni e consulenze...ben prima che si arrivi a un vero e proprio disturbo alimentare che richiede una terapia a lungo termine, e dunque uno psicoterapeuta. Quindi secondo te per fare un corso ad esempio di educazione sessuale e parlare di contraccezione dovrebbe esserci solo la figura del ginecologo?
Ho qualche idea di quale sia il ruolo dello psicologo... E' chiaro che la mia vuole essere una riflessione rispetto alla domanda/provocazione di semplificatore. Dal mio punto di vista la necessità di inventare sempre nuovi ambiti porta a delle forzature, oltre che ad una presenza della psicologia che diventa asfissiante (oltre ad essere di livello sempre più scadente). Personalmente la cosa mi garba poco e penso che possa avere una ricaduta negativa sulla società.
Quindi prendendo spunto dalla questione del cibo, mi sembra chiaro che una prevenzione generica, quale quella fatta nelle scuole, sia un'attività positiva. Mi sembra altrettanto chiaro che "fare prevenzione nel senso del rapporto con il cibo", come dici tu, ha ben poco senso. E' una cosa troppo complessa ed inutile per chi non è coinvolto nel problema (chi è depresso mangia di più... e con ciò?), mentre chi ne è colpito (obesi compresi, visto che sottolineate che si tratta di patologia) dovrebbe ricorrere ad interventi ben diversi.
Poi se si vuole trovare spazio per lo psicologo, lo si può sempre creare (anche dove non ci sarebbe...), ma mi chiedo a che pro. Serve solo a dare lavoro a schiere di disoccupati? Serve a saturare di sapere psicologico ogni campo applicativo?
Ciò che non ammazza, ingrassa... Appunto
Saluti
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Riferimento: E' tutto un magna magna
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Originalmente inviato da
gieko
Poi se si vuole trovare spazio per lo psicologo, lo si può sempre creare (anche dove non ci sarebbe...), ma mi chiedo a che pro. Serve solo a dare lavoro a schiere di disoccupati? Serve a saturare di sapere psicologico ogni campo applicativo?
Bè in tempi di crisi...ogni occasione è "buona".
Ritengo comunque che se un invervento dello psicologo ci deve essere dovrebbe essere "diffuso", andando ad informare meglio sulle "dipendenze" sia la scuola che le famiglie....
Mi pare che il problema sia la dipendenza o la cattiva gestione del "vizio"...(cibo o altro) non l'oggetto in sè...
Quindi è la dipendenza che va educata.
Anche le sigarette allora,... l' 80 % di voi studenti fuma fuori delle facoltà ... quello è vizio o è dipendenza? Se fosse dipendenza allora è inutile che uno psicologo vada a fare il corso sull'educazione all'alimentazione...
La mala alimentazione fa male come la sigaretta fa venire il cancro.
Quindi si avrebbe il paradosso di uno psicologo dipendente per una cosa che va a cercar di evitare la dipendenza da un'altra.
Ma poi, dove è il confine tra vizio e dipendenza?
Dove è lecito intervenire?
Oppure, bisogna per forza intervenire o è - di nuovo - dar lavoro allo psicologo?
Ai posteri (non fumatori) l'ardua sentenza
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Riferimento: E' tutto un magna magna
secondo me si mischiano 2 discorsi diversi:
io credo ci sia molta speculazione sulla professione di psicologo ma non tanto da parte degli psicologi stessi...il problema è che quello degli psicologi è un mercato saturo ma si continuano ad aprire nuove facoltà, non si fa un'accurata informazione sui (non) sbocchi lavorativi , la gente continua a vedere quella degli psicologi come una "missione per le persone che amano tanti gli altri" ( :look: ),non si fa una selezione accurata (basta vedere quanti aspiranti psicologi non sappiano mettere in fila un discorso in italiano corretto) e si creano centinaia di corsi e corsettini a pagamento ma la cui spendibilità è veramente limitata e che svliscono anche un pò la figura dello psic.(ovviamente è un discorso generale)
quindi la "malafede" (se vogliamo vederla) non è nello psicologo o aspirante tale ma in chi ci specula su.
discorso diverso è quello che ha iniziato semplificatore sulle dipendenze.
se uno psicologo fuma non può andare a fare prevenzione sulle dipendenze.
che significa? lo psicologo chi è? un superuomo??:asd:
lo psicologo è un professionista che possiede determinate competenze e padroneggia determinate tecniche...il fatto che le usi o meno su se stesso non è influente.
(ovvio uno psicologo che si ammazzi di canne da mattina a sera magari può essere abbastanza inquietante :asd: ma l'esempio che faceva semplificatore era sul fumo di sigaretta)
non mi pare che dai medici si pretenda uno stile di vita salutistico e nè che dagli avvocati si pretenda morigeratezza e legalità :asd:
ed allora perchè si sta sempre a cavillare su quello che deve o non deve fare lo psicologo ?
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Riferimento: E' tutto un magna magna
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Originalmente inviato da
semplificatore
NON è un articolo.
E' il dettaglio dell'oggetto di un convegno organizzato credo da Altrapsicologia o altra simile entità.
va bè, ho detto "articolo" in senso lato....potevo scrivere "oggetto della citazione", "oggetto del convegno".
per il resto cindivido l'dea di Lepre Marzolina.
Anche perché lo psicologo non si basa sulla propria esperienza personale di vita, ma su teorie e tecniche apprese negli studi e nell'esercizio della professione. Per fare prevenzione contro il fumo, non è detto che egli non debba fumare. Deve sapere come fare prevenzione.
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Originalmente inviato da
Lepre*marzolina
non mi pare che dai medici si pretenda uno stile di vita salutistico e nè che dagli avvocati si pretenda morigeratezza e legalità :asd:
ed allora perchè si sta sempre a cavillare su quello che deve o non deve fare lo psicologo ?
Ma a me pare invece proprio di SI!!!!
Caspita!!!
Quindi, arrivo a dire, che uno psicologo, oltre ad un curriculum di provata onestà almeno intellettuale, potrebbe (o dovrebbe o sarebbe auspicabile che) almeno avere uno stile di vita da non-dipendente!
Altrimenti niente corsi di aggiornamente e va tutto in vacca!!!:asd:
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Concordo con semplificatore.
E poi siamo davvero sicuri che serva dire alla gente "come deve fare", "quale stile di vita adottare"? Se poi l'oncologo fuma 20 sigarette al giorno, che credibilità ha?
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Riferimento: E' tutto un magna magna
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Originalmente inviato da
semplificatore
Ma a me pare invece proprio di SI!!!!
Caspita!!!
Quindi, arrivo a dire, che uno psicologo, oltre ad un curriculum di provata onestà almeno intellettuale, potrebbe (o dovrebbe o sarebbe auspicabile che) almeno avere uno stile di vita da non-dipendente!
Altrimenti niente corsi di aggiornamente e va tutto in vacca!!!:asd:
quindi nel momento in cui io divento psicologo devo impegnarmi ad avere relazioni perfette, devo essere sempre esempio di diplomazia ed avvedutezza, non devo indulgere in vizi di alcun tipo,non devo litigare con mio marito e devo dire sempre la cosa giusta ai miei figli.
e dove lo trasmettono sto film?
:asd: siamo psicologi non siamo mica budda! :asd:
poi se proprio vogliamo dirla tutta, e concludere questo drammatico off topic, nei corsi per smettere di fumare della usl non ti dicono "come si deve fare" e "come si deve vivere" ma semplicemente si fanno riflettere le persone sulle motivazioni al fumare e sui costi/benefici del fumare.
poi se la persona smette è bene, altrimenti amen...ognuno è libero di fare ciò che crede con la sua vita.
lo scopo non è "convincere" ma informare ed aiutare chi vuole smettere.
quindi se lo psicologo, l'oncologo, il medico o chi per lui , conscio di quelli che sono i vantaggi e gli svantaggi del fumare decide di farlo ancora per me mantiene la sua credibilità se è bravo come professionista e se ha le competenze.
poi sulla necessità di "onestà intellettuale" beh questa prescindere l'essere psicologi o medici o spazzini...quella dovrebbe essere propria di ogni persona indipendentemente dalla professione...
io mi concentrerei su questa cosa e sul fatto che ogni anno vengono illusi centinaia di matricole aspiranti psicologi che non lavoreranno mai e che sborseranno fior di quattrini per presunti corsi qualificanti piuttosto che fare questioni di lana caprina su un ipotetico superpsicologo.
poi ovviamente ognuno ha le sue opinioni. :dunno:
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Riferimento: E' tutto un magna magna
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Originalmente inviato da
Lepre*marzolina
io mi concentrerei su questa cosa e sul fatto che ogni anno vengono illusi centinaia di matricole aspiranti psicologi che non lavoreranno mai e che sborseranno fior di quattrini per presunti corsi qualificanti piuttosto che fare questioni di lana caprina su un ipotetico superpsicologo.
Ma su questo potrei anche essere d'accordo....
Lo hai rilevato nella realtà pratica?
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Citazione:
Originalmente inviato da
semplificatore
Ma su questo potrei anche essere d'accordo....
Lo hai rilevato nella realtà pratica?
scusa eh ma basta uscire dall'università per capire che il mercato degli psicologi (forse escludendo quelli del lavoro) è saturo.
quando ho chiesto alla psicologa nel sert dove faccio tirocinio come ha iniziato mi ha risposto:
"ho lavorato gratis per 2 anni al dsm" (perchè le usl per gli psicologi fanno dei contratti annuali per cui tu hai gli stessi doveri di chi lavora, quindi ferie contate, orari da rispettare e turni precisi, però non ti pagano) "poi mi hanno affidato un piccolo progetto e poi ho iniziato a guadagnare qualcosina piano piano..magari devi aspettare che qualcuno vada in maternità o in pensione"
ovviamente è solo un esempio ma bisognerebbe dirlo a chi si accinge ad iscriversi a psicologia..
fino a pochi anni fa lo psicologo poteva lavorare come educatore, ma ora (almeno in emilia romagna) non prendono più gli psicologi perchè (a detta loro) sono "troppo qualificati"
Intanto continuano ad aprire facoltà di psicologia, corsi nuovi e nuove scuole di specializzazione....
guarda che diventare psicoterapeuti costa...ed ora come ora nemmeno quello è garanzia di lavoro...e bisognerebbe dire anche questo.
pochi giorni fa mi è arrivata per posta la pubblicità di una scuola di specializzazione per "psicologo scolastico"....
mi sono informata e i 10 licei che ci sono qui dove abito ora non prevedono la presenza di uno psicologo ma fanno capo tutti allo spazio giovani della usl (gestito da uno psicologo ed un educatore) e così anche le scuole medie.
ovviamente sono piccoli esempi, ma è risaputo che in Italia non c'è una mentalità molto aperta nei confronti degli psicologi (questo forse anche per colpa degli psicologi stessi) ma mi domando perchè si continuano a creare figure professionali per cui "di fatto" poi non c'è richiesta?
non sarebbe più logico garantire "prima" delle leggi a tutela dello psicologo e poi creare corsi ad hoc?
e noi siamo qui a parlare del fatto che lo psicologo non dovrebbe fumare??!!!!!
beh vista la situazione mi meraviglierei se trovassi uno psicologo che non fuma :asd: (questa era una battuta)
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Grandissima :rotfl: anche se è tutto tristemente vero...
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Riferimento: E' tutto un magna magna
finalmente lepre per una volta dice cose sensate e sacrosante...brava :lode:
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Riferimento: E' tutto un magna magna
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Originalmente inviato da
Lepre*marzolina
e noi siamo qui a parlare del fatto che lo psicologo non dovrebbe fumare??!!!!!
beh vista la situazione mi meraviglierei se trovassi uno psicologo che non fuma :asd: (questa era una battuta)
Dal mio punto di vista, dovremmo essere qui a parlare del fatto che lo psicologo non dovrebbe lavorare in determinati ambiti motivato dalla disperazione ma da scelte libere e consapevoli. Come dire: rifletterei sul fatto che vengono proposti ambiti sempre nuovi in cui lo psicologo avrebbe un ruolo. Ma ne siamo così sicuri? O non sarà mica per questo che proliferano proprio per questo motivo corsi e scuole?
Saluti
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Riferimento: E' tutto un magna magna
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Originalmente inviato da
gieko
Va bene, correggo: non si è più liberi di essere obesi?
Ho qualche idea di quale sia il ruolo dello psicologo... E' chiaro che la mia vuole essere una riflessione rispetto alla domanda/provocazione di semplificatore. Dal mio punto di vista la necessità di inventare sempre nuovi ambiti porta a delle forzature, oltre che ad una presenza della psicologia che diventa asfissiante (oltre ad essere di livello sempre più scadente). Personalmente la cosa mi garba poco e penso che possa avere una ricaduta negativa sulla società.
Quindi prendendo spunto dalla questione del cibo, mi sembra chiaro che una prevenzione generica, quale quella fatta nelle scuole, sia un'attività positiva. Mi sembra altrettanto chiaro che "fare prevenzione nel senso del rapporto con il cibo", come dici tu, ha ben poco senso. E' una cosa troppo complessa ed inutile per chi non è coinvolto nel problema (chi è depresso mangia di più... e con ciò?), mentre chi ne è colpito (obesi compresi, visto che sottolineate che si tratta di patologia) dovrebbe ricorrere ad interventi ben diversi.
Poi se si vuole trovare spazio per lo psicologo, lo si può sempre creare (anche dove non ci sarebbe...), ma mi chiedo a che pro. Serve solo a dare lavoro a schiere di disoccupati? Serve a saturare di sapere psicologico ogni campo applicativo?
Ciò che non ammazza, ingrassa... Appunto
Saluti
certo che si è liberi di essere obesi, credo che nessuno psicologo (ma nemmeno un dietologo) costringa un obeso a dimagrire...semplicemente, come ha detto lepre, si fa una corretta informazione e prevenzione e poi se la persona, valutato tutto, decide che essere obesi è lo stile di vita che vuole adottare, ok.
Il rapporto con il cibo è sicuramente una cosa molto complessa come dici tu, ma non credo sia inutile affrontarla anche con chi non presenta ancora il problema...soprattutto in ambiti come cibo e sessualità, dove le implicazioni culturali contano moltissimo. E, per tornare al corso da cui trae spunto il thread, credo che questi corsi in genere diano una preparazione sul corretto comportamento alimentare, sia in chi ha il problema sia in chi non ce l'ha. Quindi chi non ha il problema può essere indotto a riflettere sulle implicazioni del proprio rapporto col cibo, e chi ha il problema può trarre giovamento non solo da uno psicoterapeuta, ma anche da uno psicologo.
Poi, a prescindere dal discorso che si fa in questo thread, è ovvio che inventarsi un lavoro solo perchè c'è disoccupazione non è opportuno, ma non mi sembra che sia il caso di uno psicologo che si forma sulle tematiche dell'alimentazione, visto che l'uomo quando mangia non fa semplicemente opera di nutrizione del fisico.
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Citazione:
Originalmente inviato da
chiocciolina4
certo che si è liberi di essere obesi, credo che nessuno psicologo (ma nemmeno un dietologo) costringa un obeso a dimagrire...semplicemente, come ha detto lepre, si fa una corretta informazione e prevenzione e poi se la persona, valutato tutto, decide che essere obesi è lo stile di vita che vuole adottare, ok.
La questione centrale è riflettere sulla domanda dell'utenza che si rivolge ad una figura professionale per risolvere problemi inerenti al cibo. Quando c'è una motivazione in questo senso possiamo presupporre che il cibo stia diventando un problema. Si entra così nel campo della clinica. Se non ci sono problemi nell'area della nutrizione, non ci sarà una domanda in tal senso, e credo che l'informazione fornita nelle scuole e dai media sia sufficiente alle necessità di conoscere degli utenti.
Quando parlo di "libertà di essere obesi", sottointendo che se vogliamo considerare l'essere umano come un soggetto complesso in grado di operare autonomamente nelle proprie scelte di vita, intendo dire che, finchè la domanda non parte dal soggetto, il professionista non può fare molto. E che la domanda c'è quando il soggetto avverte un qualsivoglia disagio, aprendo le porte alla necessità di interventi clinici.
Coerentemente scrivi:
Citazione:
Originalmente inviato da
chiocciolina4
Quindi chi non ha il problema può essere indotto a riflettere sulle implicazioni del proprio rapporto col cibo, e chi ha il problema può trarre giovamento non solo da uno psicoterapeuta, ma anche da uno psicologo.
Ma mi chiedo: su quali implicazioni lo psicologo dovrebbe far riflettere una persona che non sente una sofferenza rispetto al cibo? Non ha già scelto un modo di essere al mondo che gli è congeniale?
Saluti
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Riferimento: E' tutto un magna magna
La realtà (impopolare forse, almeno qui dentro) è che vengono sfornate figure professionali che non hanno alcuna esigenza di essere.
Vengono istituiti (e mantenuti) corsi di Laurea esclusivamente per alimentare un certo sistema universitario di rendite e di privilegi.
Non già con uno sguardo al futuro occupazionali di chi quei corsi di Laurea li frequenta.
Un esercito di psicologi non serve a nulla. La società non ne ha bisogno.
Migliaia di cattedre universitaria non servono a nulla. Perchè non producono nulla, se non un sistema parassitario e di rendita.
Come non servono a nulla migliaia fra parlamentari, consiglieri regionali, provinciali,comunali, circoscrizionali.
O 150.000 avvocati in Italia.
Servirebbero più infermieri, operai, tecnici di laboratorio, informatici ITALIANI.
Solo che chiacchierare di Freud e Lacan è meno pesante che fare un clistere ad un ottantenne o impastare una cofana di calce....
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Citazione:
Originalmente inviato da
**Ayax**
La realtà (impopolare forse, almeno qui dentro) è che vengono sfornate figure professionali che non hanno alcuna esigenza di essere.
Vengono istituiti (e mantenuti) corsi di Laurea esclusivamente per alimentare un certo sistema universitario di rendite e di privilegi.
Non già con uno sguardo al futuro occupazionali di chi quei corsi di Laurea li frequenta.
Un esercito di psicologi non serve a nulla. La società non ne ha bisogno.
Migliaia di cattedre universitaria non servono a nulla. Perchè non producono nulla, se non un sistema parassitario e di rendita.
Come non servono a nulla migliaia fra parlamentari, consiglieri regionali, provinciali,comunali, circoscrizionali.
O 150.000 avvocati in Italia.
Servirebbero più infermieri, operai, tecnici di laboratorio, informatici ITALIANI.
Solo che chiacchierare di Freud e Lacan è meno pesante che fare un clistere ad un ottantenne o impastare una cofana di calce....
...................gasp!
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Io non parlo di Frued e Lacan, visto che sono di tutt'altro orientamento, ma ti assicuro che anche a voler fare solo questo non è certo meno pesante di tante altre cose. Io lavoro con i bambini autistici... dico bambini per comodità visto che seguo anche un ragazzo di 26 anni, e non è certo meno dura che fare il clistere al vecchio ottantenne.
Tornando in topic, i disturbi alimentari sono una brutta cosa, soprattutto quando sembrano disturbi alimentari ma in realtà sono altro: non è poi così infrequente trovarsi davanti ad un obeso che risulta essere affetto da disturbo ossessivo compulsivo.
Nessuno vuole obbligare gli obesi ad andare in terapia nè invadere campi che non ci competono, ma un lavoro sinergico fatto in equipe con un nutrizionista può molto aiutare le persone.
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Citazione:
Forse pensare ad uno psicologo che ti insegni a mangiare può risultare alquanto strano, ma effettivamente l'aumento di disturbi alimentari tra gli adolescenti non lo rende così improbabile...
Basta andare davanti all'ingresso di una qualsiasi scuola e contare quanti bambini obesi ci sono...:eek: è impressionante!!!
Quindi una buona educazione alimentare visto che non riesce a darla la famiglia...(anche se effettivamente dovrebbe essere suo compito il compito) non vedo perchè non possa darla un psicologo!!
Una buona educazione, ammesso che serva a qualcosa, dovrebbe darla uno psicologo?! Concordo con Semplificatore e Gieko. E pure con Ajax. (anche se sono uno di quelli che preferisce leggere Freud e Lacan piuttosto che fare un clistere!)
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Speravo che l'intervento non fosse preso sul piano personale da qualcuno...
Speranza vana.
Citazione:
Originalmente inviato da
Antopsi
Io non parlo di Frued e Lacan, visto che sono di tutt'altro orientamento, ma ti assicuro che anche a voler fare solo questo non è certo meno pesante di tante altre cose. Io lavoro con i bambini autistici... dico bambini per comodità visto che seguo anche un ragazzo di 26 anni, e non è certo meno dura che fare il clistere al vecchio ottantenne.
La mia analisi era settoriale, non individuale.
Muovevo dall'assunto che le risorse, in questo Paese, sono distribuite malissimo.
Con risorse intendo anche le capacità di molti giovani, non solo quelle finanziare che risultano spalmate solo nelle tasche di inetti burocrati.
E' tutto un meccanismo che si autoalimenta...
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Riferimento: E' tutto un magna magna
Citazione:
Originalmente inviato da
**Ayax**
Con risorse intendo anche le capacità di molti giovani, non solo quelle finanziare che risultano spalmate solo nelle tasche di inetti burocrati.
E' tutto un meccanismo che si autoalimenta...
Questo è poco ma sicuro.
Dopo aver letto gli interventi, mi sto facendo davvero l'idea che questa faccenda dell'approccio con il cibo andrebbe affrontata direttamente a scuola, affinchè ogni eventuale e potenziale magagna venga stroncata sul nascere (intendo scuola elementare e media).
So che a livello di direzioni didattiche e istituti comprensivi esiste la possibilità che dei soggetti esterni possano presentare a inzio anno dei progetti didattici portati avanti, in caso di approvazione, non direttamente dalle insegnanti, ma dai professionisti/promotori del soggetto stesso.
Per quel che ho visto per il mio lavoro (ricordo che vengo cose di cartoleria alle scuole) riguardano di solito visite di istruzione (es fattorie) o laboratori di vario genere (teatro, disegno,educazione fisica,motoria, ecc.)
A livello "psicologico" non so se ne esistano, ma sarebbero in questo caso senz'altro utili.
Ovvio però che chi li fa non ci guadagna tanto.
Sicuramente meno di 1640 euro :asd: