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Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Ringraziando oscarmoreno per questa digressione sul narcisimo connaturato all'essere umano, e quindi potenzialmente presente in tutte le attività, terrei però presente che, come è stato anche detto da lui, è questione complessa e difficile da giudicare senza un campo di osservazione e strumenti adeguati. A meno di non aver conosciuto approfonditamente Madre Teresa o di averla avuta in analisi (!!) ritengo che sia impossibile esprimersi sulle qualità del suo narcisismo. Anche le intuizioni più geniali vanno suffragate con i mezzi adatti, se no si corre il rischio del solipsismo e dell'autoreferenzialità.
Saluti
Giusto per non lasciare cadere nel vuoto un appunto interessante, e volendo comunque argomentare le mie asserzioni, direi che, conformememnte a quanto ho proposto, sono le opere, cioe' quello che si fa, che ci fa identificare come persone con buona autostima o nasrcisiti patologici.
Per cio' che riguarda suor Teresa basta leggere qualche biografia sul suo conto, sopratutto quelle che contengono molte testimonianze sul suo carattere e modo di fare e di condurre le cose, per poter affermare che una certa impronta narcisistica non mancava.
Sempre in linea con quanto propongo, e cioe' che la diagnosi, piu' che sul lettino e sulla poltrona, sarebbe bene differirla alla vita vissuta, fatta sopratutto di atti, piu che non pensieri e parole, che restano a noi in gran parte sconosciuti, citerei un caso emblematico della vita italiana, e dell'esposizione, delle dichiarazioni, delle pubblicazioni, dei gesti giornalieri, della mimica e della prossiemica osservabili a tutte le ore del giorno e della notte di questo personaggio.
Il nostro esimio cavaliere.
Per stabilire quanto questa persona sia narcisista si ha bisogno di anni di sedute psicoanalitiche?
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
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Originalmente inviato da
oscarmoreno
Il nostro esimio cavaliere.
Per stabilire quanto questa persona sia narcisista si ha bisogno di anni di sedute psicoanalitiche?
:approved:Oltretutto chi diavolo se lo prenderebbe in carico un devastato di tal fatta??.........beh....ripensandoci però l'analista in questione farebbe certamente un mucchio di soldi!:asd:
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
....
Sempre in linea con quanto propongo, e cioe' che la diagnosi, piu' che sul lettino e sulla poltrona, sarebbe bene differirla alla vita vissuta, fatta sopratutto di atti, piu che non pensieri e parole, che restano a noi in gran parte sconosciuti, citerei un caso emblematico della vita italiana, e dell'esposizione, delle dichiarazioni, delle pubblicazioni, dei gesti giornalieri, della mimica e della prossiemica osservabili a tutte le ore del giorno e della notte di questo personaggio.
Il nostro esimio cavaliere.
Per stabilire quanto questa persona sia narcisista si ha bisogno di anni di sedute psicoanalitiche?
Non sono d'accordo. Se la riferiamo alla vita vissuta, dove sta la "patologia" del Cavaliere? E' un uomo stimato, di successo, capace di condurre un'azienda, in grado di diventare Presidente del Consiglio, padre e marito... insomma, se stessi solamente ai "fatti osservati" posso contestargli di tutto (ma è un giudizio politico, non psicologico) ma non di essere in qualche modo "patologico".
Se lo metto sul lettino (o sul cavalletto bioenergetico) magari scopro altro, chi lo sa? O magari no.
La diagnosi di struttura non la si fa sul piano manifesto, per quel che ne capisco e so io.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Concordo con willy. Dall'esterno è quasi impossibile produrre ipotesi, si rimane nel campo delle opinioni, che sono, per definizione opinabili. Per fare qualche ipotesi è necessario almeno qualche colloquio, ovvero un dispositivo specifico per quello scopo.
Saluti
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Concordo con willy. Dall'esterno è quasi impossibile produrre ipotesi, si rimane nel campo delle opinioni, che sono, per definizione opinabili. Per fare qualche ipotesi è necessario almeno qualche colloquio, ovvero un dispositivo specifico per quello scopo.
Quasi impossibile, ma non impossibile... direi che nel caso di quest'uomo Porta a Porta è un dispositivo sufficientemente specifico... :asd:
YouTube - Lo show del clown Berlusconi: "Annusi, odoro di santità"
Saluti,
ikaro
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
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Originalmente inviato da
willy61
Non sono d'accordo. Se la riferiamo alla vita vissuta, dove sta la "patologia" del Cavaliere? E' un uomo stimato, di successo, capace di condurre un'azienda, in grado di diventare Presidente del Consiglio, padre e marito... insomma, se stessi solamente ai "fatti osservati" posso contestargli di tutto (ma è un giudizio politico, non psicologico) ma non di essere in qualche modo "patologico".
Se lo metto sul lettino (o sul cavalletto bioenergetico) magari scopro altro, chi lo sa? O magari no.
La diagnosi di struttura non la si fa sul piano manifesto, per quel che ne capisco e so io.
Guglielmo
Citazione:
E' un uomo stimato, di successo, capace di condurre un'azienda, in grado di diventare Presidente del Consiglio, padre e marito...
Questo e' il personaggio dei mass media e percio' questo e' un giudizio politico.
A ma non interessa quello che e' nella societa, ma come si comporta nelle varie occasioni in cui si ha la possibilita di osservarlo nel suo manifestarsi, con molti piu dati che non avendolo sul lettino o sul cavalletto [che lui snobberebbe, perche vorrebbe un cavallo bianco, come minimo].
I filmati di You tube portati da ikaro mi sembrano molto significativi.
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
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Originalmente inviato da
oscarmoreno
Questo e' il personaggio dei mass media e percio' questo e' un giudizio politico.
A ma non interessa quello che e' nella societa, ma come si comporta nelle varie occasioni in cui si ha la possibilita di osservarlo nel suo manifestarsi, con molti piu dati che non avendolo sul lettino o sul cavalletto [che lui snobberebbe, perche vorrebbe un cavallo bianco, come minimo].
I filmati di You tube portati da ikaro mi sembrano molto significativi.
Perché, Oscar, il come si comporta nella societò, non è forse uno dei modi in cui "si comporta nelle varie occasioni in cui si ha la possibilita di osservarlo nel suo manifestarsi"?
E, davvero, hai a disposizione molti più dati in quel modo che in un altro? Consentimi di dubitarne. Gli strumenti di osservazione determinano ciò che può essere osservato. Non è che con il telescopio posso osservare i virus, mi serve un microscopio elettronico.
Così, non posso diagnosticare la quota di narcisismo di Berlusconi vedendolo in TV. Può avere mille motivi per agire così lì.
Davvero, mi sento di dire "beata ingenuità". O hai doti sovrumane, o credi davvero di poter valutare le dinamiche inconsce a partire dai dati osservabili. Io mi limito a cercare di comprenderle nella situazione analitica.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
E, davvero, hai a disposizione molti più dati in quel modo che in un altro? Consentimi di dubitarne. Gli strumenti di osservazione determinano ciò che può essere osservato. Non è che con il telescopio posso osservare i virus, mi serve un microscopio elettronico.
Così, non posso diagnosticare la quota di narcisismo di Berlusconi vedendolo in TV. Può avere mille motivi per agire così lì.
Davvero, mi sento di dire "beata ingenuità". O hai doti sovrumane, o credi davvero di poter valutare le dinamiche inconsce a partire dai dati osservabili. Io mi limito a cercare di comprenderle nella situazione analitica.
Certamente, la mia era una provocazione, non è che credo che uno possa fare una diagnosi attraverso un video di Youtube o una partecipazione a Porta a Porta, però se pensiamo all'operato di questo signore, al suo rapporto con la Legge, a quello che comunque dice di sè qualche indicazione ce l'abbiamo, giusto per restare nel campo della fantapsicoanalisi direi che dopo 2 minuti sul divano incomincerebbe a parlare di suo padre...
Saluti,
ikaro
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Certamente, la mia era una provocazione, non è che credo che uno possa fare una diagnosi attraverso un video di Youtube o una partecipazione a Porta a Porta, però se pensiamo all'operato di questo signore, al suo rapporto con la Legge, a quello che comunque dice di sè qualche indicazione ce l'abbiamo, giusto per restare nel campo della fantapsicoanalisi direi che dopo 2 minuti sul divano incomincerebbe a parlare di suo padre...
Saluti,
ikaro
E di quando cantava in crociera, accompagnato da mamma.....:rolleyes:
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
E di quando cantava in crociera, accompagnato da mamma.....:rolleyes:
E di quando fa esplodere il suo vulcano artificiale per rallegrare le serate in villa certosa...circondato dai suoi servi...
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Gli strumenti di osservazione determinano ciò che può essere osservato. Non è che con il telescopio posso osservare i virus, mi serve un microscopio elettronico.
Così, non posso diagnosticare la quota di narcisismo di Berlusconi vedendolo in TV. Può avere mille motivi per agire così lì.
Davvero, mi sento di dire "beata ingenuità". O hai doti sovrumane, o credi davvero di poter valutare le dinamiche inconsce a partire dai dati osservabili. Io mi limito a cercare di comprenderle nella situazione analitica.
perche'...nella situazione analitica hai a disposizione altri strumenti oltre ai tuoi occhi e ai tuoi orecchi?
In questo caso anche l'analista e' un ingenuo....il paziente puo avere mille motivi per agire cosi'...
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Ma certo oscar, hai a disposizione il setting, ovvero un assetto legato sia ad aspetti formali che interni specificamente destinato allo scopo della diagnosi strutturale e della sua cura.
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
ama77
Avendo io stessa aperto la discussione, vi chiedo di tornare in tema, grazie.
Penso che parlare del luogo fisico ove tenere un colloquio con finalita' conoscitive e terapeutiche, sia entro l'argomento, in quanto fattore comune a ogni forma di psicoterapia.
Le opinioni su questo possono essere molte, variegate e sostenute da motivazioni consistenti.
Cosi come introdurre l'argomento del gioco come fattore comune per ogni intervento diretto a bambini, con fini preventivi, curativi o alche solamente ludico-igienici.
E' semplicemente una espansione del termine psico-terapia, quale e' la ludo-terapia.
Citazione:
... oscarmoreno ha simpaticamente deciso di intraprendere la sua battaglia contro la psicologia. .
Non ho deciso nulla...semplicemente colgo in alcuni argomenti degli spunti per insinuare il dubbio e sollecitare la riflessione. Non mi pare di offendere nessuno in questo.
Una disciplina che vuole confermarsi scienza, come affermato da qualche presente, non puo' sottrarsi a critiche o distinzioni o contrasti con la svalutazione, lo spregio o la violenza verbale.
Alle confutazioni si risponde con argomenti, non con insulti e violenza, a cui, anche il tuo tono sembra associarsi.
Questo io ho sempre cercato di fare.
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Penso che parlare del luogo fisico ove tenere un colloquio con finalita' conoscitive e terapeutiche, sia entro l'argomento, in quanto fattore comune a ogni forma di psicoterapia.
Le opinioni su questo possono essere molte, variegate e sostenute da motivazioni consistenti.
Cosi come introdurre l'argomento del gioco come fattore comune per ogni intervento diretto a bambini, con fini preventivi, curativi o alche solamente ludico-igienici.
E' semplicemente una espansione del termine psico-terapia, quale e' la ludo-terapia.
Non ho deciso nulla...semplicemente colgo in alcuni argomenti degli spunti per insinuare il dubbio e sollecitare la riflessione. Non mi pare di offendere nessuno in questo.
Una disciplina che vuole confermarsi scienza, come affermato da qualche presente, non puo' sottrarsi a critiche o distinzioni o contrasti con la svalutazione, lo spregio o la violenza verbale.
Alle confutazioni si risponde con argomenti, non con insulti e violenza, a cui, anche il tuo tono sembra associarsi.
Questo io ho sempre cercato di fare.
Ecco la mia nèmesi!...
Mio caro Oscar (se non intendi consentirmi l'uso del colloquiale "tu", fammelo sapere, e ritornerò ad un più formale "lei". Il "voi", per questioni ideologiche, è escluso in partenza).
Una disciplina che vuole connotarsi come scienza non si sottrae certo alla discussione. A patto che vengano rispettati i termini di una discussione scientifica.
Ha poco senso continuare a sostenere, per post e post, qui e in altri luoghi, che la psicoterapia ha la stessa valenza e le stesse caratteristiche di una chiacchierata tra amici sull'erba verde, ma non degnarsi mai di portare uno straccio di prova al riguardo di quanto si afferma.
Nota bene. Portare prove non equivale a dichiarare che l'avversario non ha prove. Non è che mi puoi dire: "Sì, ma, secondo me, non funziona". Dimostralo, se ci riesci.
E, dato che ci sei, dammi anche la dimostrazione che una chiacchierata con un filosofo (durata a tua scelta, setting a tua scelta, ecc. ecc. ecc. [io tendo ad essere generoso con l'avversario quando duello. Ho fiducia nelle mie pistole...]) produce almeno gli stessi risultati di una psicoterapia (di qualsivoglia indirizzo).
Dopo, ma solo dopo, potrai anche continuare a sproloquiare di delfini, evoluzionismo, genetica e consimili argomentucci da quattro soldi.
Buona vita
P.S.: Per i moderatori. Questo non è un attacco personale a Oscar (delle cui vicissitudini, a livello personale, mi importa come del destino dei ciclidi del Mar Nero). E' un attacco, deliberato (e ancora poco violento) ad un metodo di discussione adottato dal suddetto. Non è possibile che uno dica "La pasta è calorica e contiene carboidrati" e che si senta rispondere "le salsicce sono buone solo con il finocchio selvatico".
Imparare a discutere, rimanendo in argomento, anche quando ti si fanno domande scomode e richieste pertinenti, a quanto vedo, è cosa per cui non è sufficiente una laurea in filosofia (e la cosa mi stupisce non poco, dato che ne sento tante sui deficit dell'insegnamento della psicologia, pensavo in altre facoltà stessero meglio. Devo amaramente ricredermi).
Guglielmo
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
In sostanza sono d'accordo con willy. Mi piacerebbe aggiungere però alcune ulteriori considerazioni.
Comincerei dal fatto che porre dubbi e provocazioni rispetto ad una disciplina specifica, significa prima di tutto conoscere la stessa in maniera sufficientemente approfondita per poter avanzare argomenti seri, non opinioni personali. Con tutto il rispetto per oscar, ma mi sembra evidente che questa conoscenza avanzata del mondo della psicoterapia non sia emersa nei numerosi post scritti. Ma la cosa che più colpisce è che non vi sia stato un atteggiamento teso a fare domande, a cercare di comprendere di cosa si stesse parlando, ad accorgersi dei propri limiti (che non avendo formazione specifica è logico che ci siano). Credo che le nostre discussioni si sarebbero sviluppate diversamente. E' invece prevalso un atteggiamento a mio parere improntato da subito alla provocazione ed alla messa in discussione dei temi trattati, quasi li si conoscesse tutti alla perfezione (salvo poi martellare con la nenia che chi è del mestiere si creda ok, svalutando chi non lo è...). Come a dire che uno psicologo che va ad insegnare in un forum di infermieri come si devono fare le medicazioni, si può aspettare che qualche utente del forum faccia notare errori marchiani.
Un chiaro esempio di questo è confondere il titolo "fattori comuni alle psicoterapie", che richiama un'area specifica di ricerca sui fattori curativi in psicoterapia, con una discussione sulle modalità tecniche comunemente utilizzate in psicoterapia, come il colloquio appunto.
Per non parlare poi del debordare in argomenti che nulla hanno a che vedere con la discussione, come ad esempio insinuare pretese narcisistiche (senza offendere, però, vero?).
Mi scuso con i moderatori per essere andato OT, mi auguro per l'ultima volta.
Saluti
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
...............
dammi anche la dimostrazione che una chiacchierata con un filosofo (durata a tua scelta, setting a tua scelta, ecc. ecc. ecc. [io tendo ad essere generoso con l'avversario quando duello. Ho fiducia nelle mie pistole...]) produce almeno gli stessi risultati di una psicoterapia (di qualsivoglia indirizzo).
Ci sono le prove neurologiche legate all'uso della PET e della TAC funzionale che indicano che in un ragionamento articolato di qualsiasi natura e oggetto, le zone cerebrali messe in movimento, cioe' piu' sanguificate, con molteplici diffuse e alternanti, sono le stesse.
Lo stesso si ottiene in tutte le partecipazioni attive ad un dialogo psicologico, il che vale a dire che Carmide, Cratilo e Critone che discutono con Socrate, metteno in moto gli stessi meccanismi mentali messi in moto durante una psicoterapia colloquiale o di gruppo.
Molto meno invece se si tratta di psicoanalisi, dove il dialogo e' praticamente inesistente [perdonate la schiettezza del linguaggio].
Da cui si deduce che non e' possibile distiguere "funzionalmente" i vantaggi di una psicoterapia rispetto ad un "dialogo sui massimi sistemi".
Ma procediamo...
Con Carmide il dialogo e' volto a cio' che e' saggezza, cioe': “agire in ogni circostanza in modo pacato”, come risponde Cratilo.
Inutile dire che questo dovrebbe esser anche lo scopo di buona parte della psicoterapia, ma che qui qualcuno non sa cosa sia. Anche se psicologo.
Ma quando interviene Crizia la definizione di saggezza e': "Conoscere te stesso", che presuppone una scienza, perche' il "conoscere" e' prerogativa di una scienza [episteme] e non dell'opinione [doxa].
Per cui "conoscere se stessi" diventa la "scienza del conoscere se stessi", che si puo' tradurre liberamente in "psico analisi".
Ora chi mi assicura che riflettere su me stesso con un filosofo che sappia proporre adatte insinuazioni, non sia comparabile a cio' che compie lo psicologo? Le prove di laboratorio? Le statistiche? la misurazione della soddisfazione del paziente?
Ma passando oltre...
Socrate e' solo un nome, e di solito abusato. Nessuno psicologo andra' mai a leggere i suoi dialoghi, anche se forse ne varrebbe la pena.
Molto meglio tutta l'abbondante bibliografia sui benefici della filosofia per il benessere psicologico, dallo stranoto PLatone e' meglio del prozacdi M.Lou, a La consulenza filosofica, di A. Gerd, alla nascita ormai diffusa dei Caffe' filosofici, il cui setting e' appunto un locale pubblico, e la terapia, una terapia di gruppo.
Si puo' obiettare che le discussioni non vertono su questo o quel sintomo accusato dal paziente, ma di solito si sente dire che nemmeno gli psicologi si occupano del sintomo, ma della struttura della personalita'.
In questo senso L'analisi transazionale mette in rilievo l'importanza dell'Adulto nella gestione del se, cosi come la psicoanalisi l'importanza di un Io efficace per l'equilibrio della personalita'.
Quindi non e' tanto importante l'argomento dibattuto, a mio parere, quanto la capacita di energizzare l'adulto, la capacita' di indagine e ragionamento, il rafforzamento degli schemi razionali, l'aderenza al qui e adesso, e la padronanza di se.
Che qui deficita un po', almeno in un caso.
Ma non vorrei andare ot, perche' poi il cattivo sono sempre io...
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Ci sono le prove neurologiche legate all'uso della PET e della TAC funzionale che indicano che in un ragionamento articolato di qualsiasi natura e oggetto, le zone cerebrali messe in movimento, cioe' piu' sanguificate, con molteplici diffuse e alternanti, sono le stesse.
Ci sono? Portale. Cognome e nome dell'autore, titolo dell'articolo o del testo, rivista su cui è comparso lo studio ecc. ecc. ecc. Lo so, noi scienziati siamo noiosi, ma le cose funzionano in questo modo: no proofs, no party.
Citazione:
Lo stesso si ottiene in tutte le partecipazioni attive ad un dialogo psicologico, il che vale a dire che Carmide, Cratilo e Critone che discutono con Socrate, metteno in moto gli stessi meccanismi mentali messi in moto durante una psicoterapia colloquiale o di gruppo.
Prego, una dimostrazione, qui, non consiste nell'affermare una propria opinione. E, sinceramente, in questo caso non è possibile alcuna dimostrazione. A meno che tu non possa evocare Carmide... O hai fatto la PET anche a lui?
Citazione:
Molto meno invece se si tratta di psicoanalisi, dove il dialogo e' praticamente inesistente [perdonate la schiettezza del linguaggio].
Perdono la schiettezza. Non l'ignoranza. Che è l'unico fattore cui io possa attribuire una simile castroneria. A meno che tu non riesca a dimostrare, qui ed ora, che in "psicoanalisi" (che vuol dire in ogni possibile forma e orientamento di ispirazione psicoanalitica) non esiste il dialogo (Se ti sente un kleiniano ti fa a fettine sotto una montagna di interpretazioni)
Citazione:
Da cui si deduce che non e' possibile distiguere "funzionalmente" i vantaggi di una psicoterapia rispetto ad un "dialogo sui massimi sistemi".
Da cosa si deduce? Te la suoni e te la canti come credi. Se poni tu stesso le premesse, le conclusioni saranno commisurate alle premesse. Dato che la premessa riguardante la psicoanalisi è falsa come Giuda, e le altre non sono dimostrate, cosa accidenti si può dedurre, se non che tu pensi che quel che hai detto, per il semplice fatto che l'hai detto, sia vero?
Citazione:
Ma procediamo...
Con Carmide il dialogo e' volto a cio' che e' saggezza, cioe': “agire in ogni circostanza in modo pacato”, come risponde Cratilo.
Inutile dire che questo dovrebbe esser anche lo scopo di buona parte della psicoterapia, ma che qui qualcuno non sa cosa sia. Anche se psicologo.
Mentre chi è un infermiere, naturalmente, ne sa molto di più... Tanto da definire lui, che non ha mai studiato psicoterapia, non la pratica come terapeuta o come paziente, non la conosce, quello che la psicoterapia "dovrebbe essere". Il solito vizio dei filosofi: se il mondo non va d'accordo con le loro idee, tanto peggio per il mondo. Aveva ragione il vecchio Carletto: "I filosofi hanno interpretato il mondo per troppo tempo. Adesso è ora di cambiarlo".
Citazione:
Ma quando interviene Crizia la definizione di saggezza e': "Conoscere te stesso", che presuppone una scienza, perche' il "conoscere" e' prerogativa di una scienza [episteme] e non dell'opinione [doxa].
Per cui "conoscere se stessi" diventa la "scienza del conoscere se stessi", che si puo' tradurre liberamente in "psico analisi".
Ora chi mi assicura che riflettere su me stesso con un filosofo che sappia proporre adatte insinuazioni, non sia comparabile a cio' che compie lo psicologo? Le prove di laboratorio? Le statistiche? la misurazione della soddisfazione del paziente?
Il semplice fatto che il filosofo nulla conosce dell'inconscio. Né del suo, né di quello del paziente. E non se n'è mai interessato. A differenza dello psicoanalista, che ne ha fatto oggetto di studio e di lavoro.
Citazione:
Ma passando oltre...
A forza di passare oltre mi sa che ti dimentichi da dove sei partito... ma proviamo a seguirti nel tuo peregrinare...
Citazione:
Socrate e' solo un nome, e di solito abusato. Nessuno psicologo andra' mai a leggere i suoi dialoghi, anche se forse ne varrebbe la pena.
E ti sbagli, dimostrando di non conoscere nulla della psicoterapia cognitiva. In particolare dell'uso del dialogo socratico in psicoterapia.
Citazione:
Molto meglio tutta l'abbondante bibliografia sui benefici della filosofia per il benessere psicologico, dallo stranoto PLatone e' meglio del prozacdi M.Lou, a La consulenza filosofica, di A. Gerd, alla nascita ormai diffusa dei Caffe' filosofici, il cui setting e' appunto un locale pubblico, e la terapia, una terapia di gruppo.
Si puo' obiettare che le discussioni non vertono su questo o quel sintomo accusato dal paziente, ma di solito si sente dire che nemmeno gli psicologi si occupano del sintomo, ma della struttura della personalita'.
Che, probabilmente, per te è una cosa tipo sarchiapone...
Citazione:
In questo senso L'analisi transazionale mette in rilievo l'importanza dell'Adulto nella gestione del se, cosi come la psicoanalisi l'importanza di un Io efficace per l'equilibrio della personalita'.
Ah! E, di grazia, da dove salta fuori l'importanza di un "Io efficace"? E cosa sarebbe mai "l'equilibrio della personalità"? Inoltre, dato che hai sostenuto ad ogni pié sospinto che l'Adulto dell'AT è una realtà fenomenologica, mentre l'Io freudiano è una semplice astrazione, come puoi adesso paragonarli tra loro e trovare assonanze e similitudini tra due oggetti che hai dichiarato essere incommensurabili? Se vuoi trovare paralleli e fattori comuni a psicoanalisi e AT, va bene, ma temo tu debba scegliere altri "oggetti".
Citazione:
Quindi non e' tanto importante l'argomento dibattuto, a mio parere, quanto la capacita di energizzare l'adulto, la capacita' di indagine e ragionamento, il rafforzamento degli schemi razionali, l'aderenza al qui e adesso, e la padronanza di se.
Che qui deficita un po', almeno in un caso.
Ho capito che, per te, è importante solo quel che tu decidi sia importante. Non diagnostico, perché non posso. Ma ti giuro che sono tentato assai di farlo. Facciamo a turno. Stavolta decido io cosa è importante e cosa no. Va bene?
Anche perché la capacità di indagine e ragionamento con il desiderio e l'inconscio non hanno nulla a che vedere.
Citazione:
Ma non vorrei andare ot, perche' poi il cattivo sono sempre io...
E' da quando sei qui che sei OT. Non c'è bisogno che decidi di farlo. Lo fai da te, senza nemmeno accorgertene. Ed è questo il grave...
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Il solito vizio dei filosofi: se il mondo non va d'accordo con le loro idee, tanto peggio per il mondo.
Perdonami willy ma tu scambi fischi per fiaschi! Una cosa è un buon vino, un'altra l'acqua bagnata...:approved::asd: (io mi tengo fuori...:P)
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale
Citazione:
Anche perché la capacità di indagine e ragionamento con il desiderio e l'inconscio non hanno nulla a che vedere.
In AT il fine di ogni intervento e' quello di rendere la persona cosciente dei desideri del suo Bambino, ma anche delle ingiunzioni e delle spinte alle quali soggiace.
Di conoscere a fondo, attraverso l'analisi della matrice del copione, l'analisi dei minicopioni, delle transazioni, delle emozioni parassite, il Genitore che e' interiorizzato, e i suoi rapporti col Bambino.
Ma tutto cio' lo si fa solo agendo attraverso l'Adulto, cioe' la parte razionale che e' in noi.
Perche' anche il bambino ha un adulto in nuce, chiamato "piccolo professore" che lo fa sciegliere fra il meglio e il peggio.
E' a questo Adulto che ci si puo' appellare per convincere il Bambino o il Genitore che certi atteggiamenti non sono adeguati.
L'Adulto e' razionalita', oggettivita', capacita' di sintesi e aderenza alla realta'.
E' l'Adulto che capisce [da solo o aiutato], ad un certo punto, se e' contaminato da un Genitore invadente, magari un Genitore Normativo, iracondo e brutale, e riesce a contenerlo o liberarsene.
E' l'Adulto che riconosce la contaminazione del Bambino ribelle che non tollera nessun tipo di opposizione, critica, osservazione, perche' si sente sempre aggredito nella sua stessa esistenza.
Se l'Adulto e' escluso invece, si ha la follia psicotica.
Se e' contaminato dal Genitore, si ha un adulto direttivo e intransigente, che tollera solo chi si sottomette e lo ossequia.
Se e' contaminato dal Bambino ribelle, non tollera nessuna opposizione, ma diventa legge a se stesso, e vuole imporla agli altri.
Se e' fragile diventa ossessivo e rigido, perche' solo stringendosi alle sue certezze riesce a sostenere l'angoscia.
Se e' contrariato diventa rabbioso e isterico, perche' non tollera chi non usa i suoi strumenti per valutare la realta'.
Ecco perche' l'Adulto e' la chiave che regge l'insieme.
Se crolla l'adulto abbiamo solo dipendenza parassitaria o ribellione caotica [Bambino], e dall'altra parte rigidita' e violenza o una delega in bianco senza limiti[Genitore]
Ecco perche' i filosofi si sono sforzati tanto di mirare alla sua educ-azione.
Cio' che e' psicologia si e' accodata a questa esigenza, a volte neppure consapevolmente.
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Comincerei dal fatto che porre dubbi e provocazioni rispetto ad una disciplina specifica, significa prima di tutto conoscere la stessa in maniera sufficientemente approfondita per poter avanzare argomenti seri, non opinioni personali.
Cio' che mi lascia perplesso in questo forum, e che sembra ci passi parecchia gente, ma c'e' una specie di timore reverenziale ad intervenire.
E questo e' un clima esattamente contrario a cio' che dovrebbe essere una Agora sulla discussione psicologica, che, se non vado errato, comprende qualcosa come 500 diverse forme di attuazione della psico.terapia.
Come mai questa atmosfera da sancta sanctourum, dove i profeti sembrano essere solo due o tre?
Forse questo e' uno dei motivi del mio atteggiamento...ma sei tu lo psicologo. Oramai un po' mi conosci.
Citazione:
Con tutto il rispetto per oscar, ma mi sembra evidente che questa conoscenza avanzata del mondo della psicoterapia non sia emersa nei numerosi post scritti. Ma la cosa che più colpisce è che non vi sia stato un atteggiamento teso a fare domande, a cercare di comprendere di cosa si stesse parlando, ad accorgersi dei propri limiti (che non avendo formazione specifica è logico che ci siano). Credo che le nostre discussioni si sarebbero sviluppate diversamente.
Uno porta quello che ha. Se la mia e' piu una conoscienza pratica che non teorica...non ci posso far nulla. Gran parte dei post esposti sono piu' ermetici della critica alla ragion pura, e non mi chiariscono nulla. Per cui dico la mia la dove posso....porta pazienza.
Citazione:
Un chiaro esempio di questo è confondere il titolo "fattori comuni alle psicoterapie", che richiama un'area specifica di ricerca sui fattori curativi in psicoterapia, con una discussione sulle modalità tecniche comunemente utilizzate in psicoterapia, come il colloquio appunto.
Ecco...qui non sono molto d'accordo, perche', a mio parere, in una disciplima che si basa sopratutto sul carisma dell'operatore, e sull'effetto placebo dell'intervento, il setting ha una importanza non da poco, e rientra, secondo me, nella terapia a tutti gli effetti.
Ecco perche' reputo che, in alcuni casi, uno scenario sereno e aperto sia meglio che un angusto buggigattolo dove si costringe il paziente a guardare il soffitto, o il muro di fronte.
Ma bisognerebbe chederlo ai pazienti...ti pare?
Citazione:
Per non parlare poi del debordare in argomenti che nulla hanno a che vedere con la discussione, come ad esempio insinuare pretese narcisistiche (senza offendere, però, vero?).
Ohh..mi spiace se hai subito la mia allusione come una ferita narcisistica...volevo solamente farti notare una impressione che emana dai tuoi scritti, sempre perfetti e inappuntabile, e quell'icona di Freud cosi austera e compassata.
Da qui l'impressione.
Magarai sei un burlone, simpatico e di compagnia. Ma l'immagine che offri qui e' diversa. Almeno a me. Ma esula da me ogni intento anche lontanemente offensivo.
A che pro poi?
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Ci sono le prove neurologiche legate all'uso della PET e della TAC funzionale che indicano che in un ragionamento articolato di qualsiasi natura e oggetto, le zone cerebrali messe in movimento, cioe' piu' sanguificate, con molteplici diffuse e alternanti, sono le stesse.
Lo stesso si ottiene in tutte le partecipazioni attive ad un dialogo psicologico, il che vale a dire che Carmide, Cratilo e Critone che discutono con Socrate, metteno in moto gli stessi meccanismi mentali messi in moto durante una psicoterapia colloquiale o di gruppo.
Solo un piccolo appunto. Che l'attivazione delle stesse aree cerebrali renda analoghi i processi mentali implicati, allo stato attuale non è dimostrato nè dalla psicologia generale nè dalle neuroscienze.
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Cercando di procedere per ordine...
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Ci sono le prove neurologiche legate all'uso della PET e della TAC funzionale che indicano che in un ragionamento articolato di qualsiasi natura e oggetto, le zone cerebrali messe in movimento, cioe' piu' sanguificate, con molteplici diffuse e alternanti, sono le stesse.
Lo stesso si ottiene in tutte le partecipazioni attive ad un dialogo psicologico, il che vale a dire che Carmide, Cratilo e Critone che discutono con Socrate, metteno in moto gli stessi meccanismi mentali messi in moto durante una psicoterapia colloquiale o di gruppo.
Molto meno invece se si tratta di psicoanalisi, dove il dialogo e' praticamente inesistente [perdonate la schiettezza del linguaggio].
Da cui si deduce che non e' possibile distiguere "funzionalmente" i vantaggi di una psicoterapia rispetto ad un "dialogo sui massimi sistemi".
E' difficile anche solo scegliere un punto di partenza per mostrare come quanto hai scritto non corrisponda allo stato dell'arte in materia. Sia il vertice neuroscientifico, anche attraverso il neuroimaging citato, che quello psicologico mostrano con una messe di dati abbondante che la psicoterapia presenta capacità di modificazione di processi cerebrali e mentali che un normale dialogo non possiede. Non solo: mostrano anche le le diverse forme di psicoterapia operano in maniera specifica, fermo restando punti in comune. Quindi parlare di fattori aspecifici come il dialogo, l'accettazione e simili come di elementi sufficienti per produrre cambiamento è semplicemente insostenibile al giorno d'oggi. Ci sono fattori specifici (di metodo, di tecnica) che permetto invece che questo processo avvenga.
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Si puo' obiettare che le discussioni non vertono su questo o quel sintomo accusato dal paziente, ma di solito si sente dire che nemmeno gli psicologi si occupano del sintomo, ma della struttura della personalita'.
Questo non è esatto. In psicoterapia ci sono diversi approcci sintomatici. Aggiungo che parlare di struttura non significa ignorare il sintomo ma inserirlo in un contesto molto più ampio e complesso, necessità giustificata per motivi epistemici (evitare riduzionismi).
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Cio' che mi lascia perplesso in questo forum, e che sembra ci passi parecchia gente, ma c'e' una specie di timore reverenziale ad intervenire.
E questo e' un clima esattamente contrario a cio' che dovrebbe essere una Agora sulla discussione psicologica, che, se non vado errato, comprende qualcosa come 500 diverse forme di attuazione della psico.terapia.
Come mai questa atmosfera da sancta sanctourum, dove i profeti sembrano essere solo due o tre?
Forse questo e' uno dei motivi del mio atteggiamento...ma sei tu lo psicologo. Oramai un po' mi conosci.
A me quel che lascia stupito è la tua sicurezza nel prescrivere ad altri quel che dovrebbero fare. Adesso ti prendi addirittura la briga di dire al forum intero chi come e quanto dovrebbe intervenire... ma una padellina di cavoli tuoi no?
Citazione:
Uno porta quello che ha. Se la mia e' piu una conoscienza pratica che non teorica...non ci posso far nulla. Gran parte dei post esposti sono piu' ermetici della critica alla ragion pura, e non mi chiariscono nulla. Per cui dico la mia la dove posso....porta pazienza.
Allora studia. Dopo, quando avrai capito, torna.
Citazione:
Ecco...qui non sono molto d'accordo, perche', a mio parere, in una disciplima che si basa sopratutto sul carisma dell'operatore, e sull'effetto placebo dell'intervento, il setting ha una importanza non da poco, e rientra, secondo me, nella terapia a tutti gli effetti.
Per fortuna su cosa si basano le discipline non dipende da te. Dimostra che è così come dici, prima di trarre conclusioni. Ma già, tempo perso e filo cassariato. Il giorno che avrò da te una dimostrazione di una qualsiasi tua affermazione, pago da bere a tutti i moderatori.
Citazione:
Ecco perche' reputo che, in alcuni casi, uno scenario sereno e aperto sia meglio che un angusto buggigattolo dove si costringe il paziente a guardare il soffitto, o il muro di fronte.
Ma bisognerebbe chederlo ai pazienti...ti pare?
I quali preferiscono stare in studi, bugigattoli (con una g, non due [per pura curiosità, ma quando citi Platone ricopi da qualche parte? Te lo chiedo perché in quei casi di orrori ortografici non ne vedo...]), insomma ovunque, tranne che all'aperto con OscarMoreno che discute socraticamente delle proprietà di oggetti che ignora completamente... una ragione ci sarà.
Buona vita
Guglielmo
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Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
...a mio parere, in una disciplima che si basa sopratutto sul carisma dell'operatore, e sull'effetto placebo dell'intervento, il setting ha una importanza non da poco...
OT Praticamente tra me e Vanna Marchi o un qualsiasi altro imbonitore non c'è alcuna differenza: una certa dose di carisma e una (in)sana capacità di proporre placebo ai clienti!
Però se ci trasferissimo in campagna all'aperto insieme a capre e cavoli saremmo ancora più ricchi e apprezzati! Quasi quasi mi cerco un campo.../OT
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Il giorno che avrò da te una dimostrazione di una qualsiasi tua affermazione, pago da bere a tutti i moderatori.
Sto sperando in una dimostrazione, su su impegno... :D
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Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale
Seguitando...
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Cio' che mi lascia perplesso in questo forum, e che sembra ci passi parecchia gente, ma c'e' una specie di timore reverenziale ad intervenire.
E questo e' un clima esattamente contrario a cio' che dovrebbe essere una Agora sulla discussione psicologica, che, se non vado errato, comprende qualcosa come 500 diverse forme di attuazione della psico.terapia.
Come mai questa atmosfera da sancta sanctourum, dove i profeti sembrano essere solo due o tre?
Forse questo e' uno dei motivi del mio atteggiamento...ma sei tu lo psicologo. Oramai un po' mi conosci.
Se questa è la tua sensazione potresti porti qualche domanda... anche sull'atteggiamento conseguente. Questa stanza poi è dedicata a discutere di argomenti specialistici, e quindi è normale che ci siano persone che pongono dubbi ed esprimono perplessità, ed altre che magari ci sono passate tempo prima e hanno qualche idea in più. Da qui a raffigurare il regno del terrore e della censura (con annesso paladino della rivoluzione...) ne passa. Basta guardare le decine di discussioni dove partecipano persone che pongono domande.
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Uno porta quello che ha. Se la mia e' piu una conoscienza pratica che non teorica...non ci posso far nulla. Gran parte dei post esposti sono piu' ermetici della critica alla ragion pura, e non mi chiariscono nulla. Per cui dico la mia la dove posso....porta pazienza.
Come dicevo sopra, mi pare che ci sia rispetto per ciò che ciascun utente porta. Ma atteggiamenti saccenti, specie se non supportati nè da conoscenza pratica (chè chi non è psicoterapeuta non ne ha, a quanto ne so...) nè teorica, possono facilmente urtare, non credi? Ribadisco che se le parti fossero rovesciate e qualche psicologo scrivesse castronerie su un forum di infermieri non ci sarebbe da stupirsi se gli venisse fatto notare...
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Ecco...qui non sono molto d'accordo, perche', a mio parere, in una disciplima che si basa sopratutto sul carisma dell'operatore, e sull'effetto placebo dell'intervento, il setting ha una importanza non da poco, e rientra, secondo me, nella terapia a tutti gli effetti.
Stante ciò che hai già scritto in merito al fatto che fare una psicoterapia e parlare con uno incontrato per strada sono fatti identici, non dovrebbe sorprendere quanto dici con questa frase. Che per me è assolutamente errata, giacchè il cambiamento in psicoterapia è ottenuto mediante fattori precisi e l'effetto placebo non c'entra nulla.
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Ecco perche' reputo che, in alcuni casi, uno scenario sereno e aperto sia meglio che un angusto buggigattolo dove si costringe il paziente a guardare il soffitto, o il muro di fronte.
Appunto, ovvie conseguenze di un certo tipo di mentalità e di idee su cosa sia una psicoterapia. Sicuramente generazioni di psicoterapeuti si staranno mangiano le mani per non aver capito prima che fare una corsetta nel parco col paziente è una soluzione adatta se non migliore ad uno studio professionale. Scusa il sarcasmo, ma salvo rare eccezioni (dove peraltro c'è dietro un pensiero specifico sull'utilizzo di una determinata cornice al posto di un'altra), strumenti come il lettino, o il divano, o una situazione protetta e privata continuano ad essere utilizzati per qualche motivo...
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Ohh..mi spiace se hai subito la mia allusione come una ferita narcisistica...volevo solamente farti notare una impressione che emana dai tuoi scritti, sempre perfetti e inappuntabile, e quell'icona di Freud cosi austera e compassata.
Da qui l'impressione.
Magarai sei un burlone, simpatico e di compagnia. Ma l'immagine che offri qui e' diversa. Almeno a me. Ma esula da me ogni intento anche lontanemente offensivo.
Magari sono austero e compassato, magari sono burlone e di compagnia, cosa importa? Siamo qui per discutere di temi che ci interessano e sarebbe interessante valutare quelli.
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
A che pro poi?
Non so, dimmelo tu...
Saluti
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
ama77
Sto sperando in una dimostrazione, su su impegno... :D
Eh, ama, la vedo grigia... per te. Comunque, se passi da Bergamo sono disposto a pagarti da bere lo stesso, anche senza le dimostrazioni di Oscar...
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
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Originalmente inviato da
Studiolover
Solo un piccolo appunto. Che l'attivazione delle stesse aree cerebrali renda analoghi i processi mentali implicati, allo stato attuale non è dimostrato nè dalla psicologia generale nè dalle neuroscienze.
non e' dimostrato neppure il contrario.
e visto che ogni volta che il cane di Pavlov sbavava quando sentiva la campana e' logico pensare che dentro il suo cervello si smuovevano le stesse aree che producevano lo stesso effetto.
Ergo, quando si muovono le stesse aree aree cerebrali gli effetti sono sommariamente simili, a fare una distinzione chiamando una terapia e l'altra chiacchierata e' puro eufemismo.
La differenza sta semmai nella parcella.
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
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Originalmente inviato da
gieko
Cercando di procedere per ordine...
E' difficile anche solo scegliere un punto di partenza per mostrare come quanto hai scritto non corrisponda allo stato dell'arte in materia. Sia il vertice neuroscientifico, anche attraverso il neuroimaging citato, che quello psicologico mostrano con una messe di dati abbondante che la psicoterapia presenta capacità di modificazione di processi cerebrali e mentali che un normale dialogo non possiede. Non solo: mostrano anche le le diverse forme di psicoterapia operano in maniera specifica, fermo restando punti in comune. Quindi parlare di fattori aspecifici come il dialogo, l'accettazione e simili come di elementi sufficienti per produrre cambiamento è semplicemente insostenibile al giorno d'oggi. Ci sono fattori specifici (di metodo, di tecnica) che permetto invece che questo processo avvenga.
Come dire che un alunno che segue una lezione non apprende nulla, ne nozioni, ne capacita' di ragionamento?
Come dire che ascoltare una opinione articolata, da parte di un soggetto normale, non provoca nessun cambiamento della fisiologia mentale di costui, e che percio' non solo non sara' in grado di capire cio' che dice l'altro, ma neppure di rifletterci a posteriori ed eventualmente cambiare opinione, decisioni e comportamento?
Come dire che le emozioni provate durate un colloquio che investa le strutture profonde della personalita' non producono cambiamenti, se non sono indotte da uno psicologo?
...e come mai ogni volta che willi mi legge si incazza come una biscia?
Citazione:
Questo non è esatto. In psicoterapia ci sono diversi approcci sintomatici. Aggiungo che parlare di struttura non significa ignorare il sintomo ma inserirlo in un contesto molto più ampio e complesso, necessità giustificata per motivi epistemici (evitare riduzionismi).
Questo e' cio' che fa anche un dialogo che parta da presupposti esistenziali.
Il tema del dolore e' trattato praticamente da tutti i filosofi, e persino gli artisti ne fanno oggetto di rappresentazione e di analisi.
Perche' un approccio psicologico deve avere piu' successo che non un approccio artistico o filosofico?
In fondo il linguaggio onirico e' preverbale, e retto dall'immagine.
Quando Freud unvita a riflettere su uno dei suoi casi clinici, non stimola una funzione visiva?
Non si vedono i suoi personaggi agire come in un film? Non si sentono le emozioni scorrere lungo il corpo?
Io credo che la mente sia di piu' di qualcosa da manipolare con qualche artificio verbale.
Penso che la mente e' sottoposta a stimoli continui ad ogni ora del giorno, e pretendere che una psicoterapia qualsiasi influisca in modo sostanziale e' come pretendere che solo la parola o l'atto del terapista possa provocare un cambiamento strutturale, mentre tutto il resto e' nulla.
Questo e' l'equivalente del pensiero magico del bambino, che pensa che basti la formula magica per trasformare il ranocchio in un principe e una principessa morta in una bella ganza vivente, affascinante e innamorata [magari del terapista].
Ma sara' che ho troppa fantasia...
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
non e' dimostrato neppure il contrario.
Ma non era questa la tua tesi. La tesi che ti è stato chiesto di dimostrare è quella che tu stesso hai enunciato. Non altre. E l'onere della prova è tuo, non di altri.
Citazione:
e visto che ogni volta che il cane di Pavlov sbavava quando sentiva la campana e' logico pensare che dentro il suo cervello si smuovevano le stesse aree che producevano lo stesso effetto.
E' anche logico pensare che il Sole giri intorno alla Terra, dato che ogni mattina lo vediamo sorgere e ogni sera tramontare. Peccato non sia vero.
La logica è una pessima guida per l'esperimento. E la scienza consiste nell'osservare i dati e modificare la propria teoria in funzione dei dati ottenuti dagli esperimenti. Cosa che ti rifiuti pervicacemente di fare. Dal che la mia incazzatura nei tuoi confronti.
Citazione:
Ergo, quando si muovono le stesse aree aree cerebrali gli effetti sono sommariamente simili, a fare una distinzione chiamando una terapia e l'altra chiacchierata e' puro eufemismo.
Ergo un cacchio. L'unico ergo che ne derivo è che non ne capisci nulla di epistemologia, di costruzione di esperimenti scientifici e di milionate di altre cose. E che presentarti come un counsellor filosofico, quello sì che è un eufemismo.
Citazione:
La differenza sta semmai nella parcella.
Quan'è la tua (senza fattura, ovviamente, dato che non hai partita iva)?
Guglielmo
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Citazione:
Ecco...qui non sono molto d'accordo, perche', a mio parere, in una disciplima che si basa sopratutto sul carisma dell'operatore, e sull'effetto placebo dell'intervento, il setting ha una importanza non da poco, e rientra, secondo me, nella terapia a tutti gli effetti.
Per fortuna su cosa si basano le discipline non dipende da te. Dimostra che è così come dici, prima di trarre conclusioni. Ma già, tempo perso e filo cassariato. Il giorno che avrò da te una dimostrazione di una qualsiasi tua affermazione, pago da bere a tutti i moderatori.
Se cosi non fosse non vedo perche maghi e fattucchiere abbondano e hanno un giro di affari di molto superiore alla categoria di psicologi e simili, compresi i filosofi.
Questo ti dovrebbe bastare come prova del successo di chi ha un po' di carisma e una adatta scenografia.
Perfino la Madonna, che notoriamente non e' iscritta all'albo di nessuna professione, men che meno degli psicologi, ottiene piu' successo in termini di affluenza e, a dire dei pazienti, anche piu' risultati.
Nessuno ti nega i tuoi studi, che io non sminuisco e non svaluto, perche' non ne ho interesse, essendo la mia una critica e un incitamento a fondare meglio la scienza e l'arte psicologica, che e' sempre una appendice filosofica.[e inoltre sono ricco di famiglia e vivo di rendita:D]
Ma negare l'effetto carismatico della presenza del terapista e degli attrezzi del mestiere, simboli del potere, e' pura sciocchezza, perche' tutte le arti mediche, e non solo, hanno basato il loro potere su questo.
Ecco perche Feud insisteva sulla scenografia del setting teraputico.
Dovresti saperlo, vista la tua preparazione.
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Originalmente inviato da
oscarmoreno
Ecco perche Feud insisteva sulla scenografia del setting teraputico.
"scenografia" per descrivere la stanza d'analisi è un temrine nuovo, ora me lo segno :asd:
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
non e' dimostrato neppure il contrario.
e visto che ogni volta che il cane di Pavlov sbavava quando sentiva la campana e' logico pensare che dentro il suo cervello si smuovevano le stesse aree che producevano lo stesso effetto.
Ergo, quando si muovono le stesse aree aree cerebrali gli effetti sono sommariamente simili, a fare una distinzione chiamando una terapia e l'altra chiacchierata e' puro eufemismo.
La differenza sta semmai nella parcella.
Tu hai proposto un'ipotesi: visto che una discussione di filosofia (o di politica eccetera) attiva le stesse zone del cervello coinvolte nel dialogo proprio della psicoterapia, i processi implicati sono analoghi.
Secondo la più rudimentale filosofia della scienza, un'ipotesi (tra l'altro non verificata sperimentalmente) non può essere portata a dimostrazione di un'altra tesi. D'altronde, la conoscenza troppo scarsa che abbiamo attualmente dei processi mentali complessi non permette per ora di costruire un valido disegno sperimentale relativo alla questione.
Tra parentesi, mi pare che ignori anche la distinzione presente in statistica tra correlazione e relazione di causa effetto.
Psicologia generale e statistica sono esami dei primissimi anni della facoltà: non ci si improvvisa psicologi.
Il discorso sul cane di Pavlov ignora gli ultimi cinquant'anni della psicologia e delle neuroscienze. La teoria del black box è stata ampiamente sconfessata, per fortuna, ed oggi esistono tra le altre cose la psicologia cognitiva, la psicofisica legata alla statistica, la neuropsicologia e tutto un mondo di psicologia generale in veloce evoluzione - per ora, di nuovo, ancora scarsamente integrata con la psicoterapia dinamica.
La teoria di Pavlov è interessante e utile, ma si limita a trovare corrispondenze tra stimoli e risposta. Sarebbe come dire: siccome vedere "Titanic" fa uscire lacrime dagli occhi e prendere una martellata sull'alluce fa uscire lacrime dagli occhi, allora i processi mentali che si attivano tra lo stimolo (film o martellata) e la risposta (lacrime) sono gli stessi.
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Originalmente inviato da
oscarmoreno
Se cosi non fosse non vedo perche maghi e fattucchiere abbondano e hanno un giro di affari di molto superiore alla categoria di psicologi e simili, compresi i filosofi.
Questo ti dovrebbe bastare come prova del successo di chi ha un po' di carisma e una adatta scenografia.
Anche il Papa ha una sua scenografia. Anche i capi di stato, i manager, anche OscarMoreno ha la sua. Ma esistono molte definizioni di "successo".
Tu, a quanto pare, scegli la definizione economica (ha successo chi guadagna molto), il che - consentimelo - è singolarmente in contrasto con la tua autodefinizione di benestante (a proposito, per quale ragione ti hanno pensionato prima del tempo?)
La mia, da professionista e non da ciarlatano, è diversa. Ha successo chi riesce a far sì che le persone vivano in funzione delle possibilità che la loro struttura caratteriale consente loro. E se il mio intervento è in grado di modificare alcuni aspetti di questa struttura e consentire loro una vita che valutano migliore, per me ho successo.
Citazione:
Perfino la Madonna, che notoriamente non e' iscritta all'albo di nessuna professione, men che meno degli psicologi, ottiene piu' successo in termini di affluenza e, a dire dei pazienti, anche piu' risultati.
Nessuno ti nega i tuoi studi, che io non sminuisco e non svaluto, perche' non ne ho interesse, essendo la mia una critica e un incitamento a fondare meglio la scienza e l'arte psicologica, che e' sempre una appendice filosofica.[e inoltre sono ricco di famiglia e vivo di rendita:D]
Aldilà che la psicologia è una scienza e non ha bisogno di essere l'appendice di nessuno (non siamo un tratto dell'intestino tenue, benché tu sembri insistere a pensare il contrario), le entità mitiche non vengono ormalmente prese in considerazione da me.
La percezione di entità mitiche (madonne, troll, oscarmoreno e counsellor filosofici vari) rientra a pieno titolo tra i disturbi della percezione. E come tale va trattata.
La tua non mi pare una critica. Mi pare, più sinceramente, una continua denigrazione associata ad una costante presa per il culo e della professione che esercito e degli studi che ho seguito e della mia pratica professionale. E sono veramente stanco di leggerti, dato che non riesci ad insegnarmi nulla.
Dato che sei ricco di famiglia e vivi di rendita allora potresti rivolgere i tuoi interessi verso altri forum, nei quali troverai certamente una serie di sprovveduti porntissimi ad ascoltarti. Da qui ti vedrei been cacciato a pedate.
Citazione:
Ma negare l'effetto carismatico della presenza del terapista e degli attrezzi del mestiere, simboli del potere, e' pura sciocchezza, perche' tutte le arti mediche, e non solo, hanno basato il loro potere su questo.
Ecco perche Feud insisteva sulla scenografia del setting teraputico.
Dovresti saperlo, vista la tua preparazione.
Figurati. Io vedo i miei pazienti in tuta da ginnastica. A piedi nudi. E senza attrezzi mitici, dei quali non ho alcuna necessità. Lo strumento del terapeuta è il terapeuta stesso. Non ci serve altro.
Detto questo, invito tutti a visitare il nuovo thread da me aperto: Richiesta pubblica di ban per l'utente OscarMoreno
Buona vita
Guglielmo
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Citazione:
Originalmente inviato da
ama77
OT Praticamente tra me e Vanna Marchi o un qualsiasi altro imbonitore non c'è alcuna differenza: una certa dose di carisma e una (in)sana capacità di proporre placebo ai clienti!
Però se ci trasferissimo in campagna all'aperto insieme a capre e cavoli saremmo ancora più ricchi e apprezzati! Quasi quasi mi cerco un campo.../OT
tu apri una dolorosa ferita per la psicoterapia...
Le capacita' di cogliere l'attenzione, di comprendere le dinamiche pulsionali del soggetto, di manipolare la sua capacita' di riflessione e di ideazione sono ben espresse da questo personaggio pubblico, come da altri, del resto.
Quella che usa questa signora e' psicologia, indubbiamente, e la sua capacita' e' comprovata dal giro di affari che e' riuscita a creare.
Ovviemente la sua e' una "magia negativa", e come tale deve essere perseguita, per il bene pubblico.
Ma secondo me merita una riflessione, perche' la capacita' di carpire l'attenzione e la capacita' di manipolazione dovrebbe essere oggetto di studio, e non svalutata, accusando i plagiati di essere degli sciocchi.
E anche un terapista che tiene legato a se un paziente per anni, ovviamente a pagamento, andrebbe guardato con lo stesso sospetto.
Per cio' che riguarda il setting, invece, io credo che lo studio serva piu' a far sentire tranquillo il terapista, che non ad essere di vera utilita' alla terapia.
Giocare in casa e' sempre elemento di vantaggio. Basta chiederlo ad un allenatore di calcio. E psicologia e' anche questo.
Ma almeno varrebbe la pena di rendersene conto.
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Originalmente inviato da
Johnny
"scenografia" per descrivere la stanza d'analisi è un temrine nuovo, ora me lo segno :asd:
Se cosi non fosse, allora che male c'e' nel traferirlo dove piu' ci piace?
In fondo l'unico strumento che serve ad una seduta di psicoterapia, sono due bocche e quattro orecchi.
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Originalmente inviato da
willy61
Io vedo i miei pazienti in tuta da ginnastica. A piedi nudi. E senza attrezzi mitici, dei quali non ho alcuna necessità. Lo strumento del terapeuta è il terapeuta stesso. Non ci serve altro.
Guglielmo
...e allora che cosa hai contro i parchi, i sentieri di campagna o il domicilio del paziente?
Se il luogo del setting non conta puo' essere ovunque. Non ti pare?
Ma non credo di aver detto nulla di nuovo.
E nemmeno di scandaloso...
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Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
...e allora che cosa hai contro i parchi, i sentieri di campagna o il domicilio del paziente?
Se il luogo del setting non conta puo' essere ovunque. Non ti pare?
Ma non credo di aver detto nulla di nuovo.
E nemmeno di scandaloso...
E quando mai ho detto che il setting non conta nulla?
Questo l'hai sostenuto tu. E a te tocca dimostrare che è vero. Non a me.
Inoltre, se contano allo stesso modo, e a me sta bene lo studio, perché insisti nel volermi far vedere i pazienti dove aggrada a te?
Guglielmo
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Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
E quando mai ho detto che il setting non conta nulla?
Questo l'hai sostenuto tu. E a te tocca dimostrare che è vero. Non a me.
Inoltre, se contano allo stesso modo, e a me sta bene lo studio, perché insisti nel volermi far vedere i pazienti dove aggrada a te?
Guglielmo
tut
Willy, credo siano state le tute ed i piedi nudi, previsti dal setting della bioenergetica a far pensare alla campagna..:rolleyes::P
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Originalmente inviato da
Studiolover
Tu hai proposto un'ipotesi: visto che una discussione di filosofia (o di politica eccetera) attiva le stesse zone del cervello coinvolte nel dialogo proprio della psicoterapia, i processi implicati sono analoghi.
Secondo la più rudimentale filosofia della scienza, un'ipotesi (tra l'altro non verificata sperimentalmente) non può essere portata a dimostrazione di un'altra tesi. D'altronde, la conoscenza troppo scarsa che abbiamo attualmente dei processi mentali complessi non permette per ora di costruire un valido disegno sperimentale relativo alla questione.
..........
La teoria di Pavlov è interessante e utile, ma si limita a trovare corrispondenze tra stimoli e risposta. Sarebbe come dire: siccome vedere "Titanic" fa uscire lacrime dagli occhi e prendere una martellata sull'alluce fa uscire lacrime dagli occhi, allora i processi mentali che si attivano tra lo stimolo (film o martellata) e la risposta (lacrime) sono gli stessi.
sostanzialmente d'accordo...con un distinguo.
Io sto mettendo a confronto un dialogo filosofico con un dialogo psciologico-terapeutico.
Tu col titanic e col martello fai intervenire altri fattori.