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Noi, Psicologi furbetti che teniamo pazienti, per 15-20 anni, nei nostri studi dorati
Dopo Porta a Porta, Sorrentino torna a parlare di Panico a Questa Domenica, continuando a sminuire, in maniera decisamente grave, la psicologia e il lavoro di Psicologi e Psicoterapeuti.
Sorrentino parla di "furbetti" che tengono in "studi dorati" pazienti per 15-20 anni. Sorrentino, però, attenzione attenzione menziona, al terzo posto come possibilità di intervento per gli attacchi di panico (dopo la terapia farmacologica e l'esercizio fisico, embè!) la terapia cognitivo-comportamentale, perchè di breve durata (non come la psicoanalisi che, per carità, è molto "interessante" ma dura 15-20 anni).
La cosa, a mio avviso, più grave è che questo viene ripetuto una seconda volta, cioè dopo la partecipazione dello stesso Sorrentino da Vespa. Ma gli Ordini degli Psicologi e Psicoterapeuti, dopo la puntata di Porta a porta, che cosa hanno fatto? Evidentemente, considerando che Sorrentino continua ad andare per programmi ad infangare la psicologia e i professionisti psicologi, UN BEL NULLA! E noi che continuiamo a pagarli 145 euro l'anno...
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Ciao !
scusa , per curiosità chi è Sorrentino? a quale programma ti riferisci?
comunque da quanto vedo e sento in giro come te penso che l'Ordine degli Psi. e la gran parte degli Psicologi affermati, non prendono posizione e non perdono tempo per 'difendere la categoria'. Purtroppo vince l'individualismo. Si vede che a loro basta il giro di clienti che hanno, e non pensano alla reputazione dei colleghi che, giustamente, come dici tu possono risentire della 'cattiva pubblicità' .
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Al di là di chi ha torto o ragione.....io mi domanderei perchè la gente...Sorrentino compreso (ma chi è????)pensa questo!!!!!:rolleyes:
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Al di là di chi ha torto o ragione.....io mi domanderei perchè la gente...Sorrentino compreso (ma chi è????)pensa questo!!!!!:rolleyes:
haidypsy: Rosario Sorrentino è un neurologo! si parlava di psicoterapia, psicoanalisi (come sinonimi:zott:) e il tale dottore ha sostenuto che la psicoanalisi è "una fabbrica di favole" (testuali parole).....l'attacco di panico, secondo tale dottore è dovuto ad una disfunzione del cervello (ha fatto anche uno schemino per far capire meglio) e si citava come cura o il farcela da soli :zott: oppure la medicina...(ovvio!:rolleyes:)..ah...dimenticavo la psicologia NOn è stata nenache menzionata.....si parlava solo di psicoanalisi e medicina!:sbonk:
aldilà della medicina per la cura degli attacchi di panico (che comunque non sono in grado di comemntare...NOn sono un neurologo.....) la cosa che mi ha infastidito è vedere che in studio a "difendere" (perchè, secondo me c'era bisogno di difendersi da quelle cretinerie!!!!!)la psicologia c'era CREPET(psichiatra e psicoterapeuta)....e ho detto tutto!
zuccherinaovviamente senza polemica..credo che certe persone la pensano così...per vari motivi:
1. percorsi di studi e di vita diversi!
2. perchè non consocono /approvano la psicologia !
e comuneu a aprte questo.... credo al cosa assurda non siano le idee di Siorrentino (ognuno ha le sue idee, condivisibili o meno)...credo che la cosa assurda sia invitare, per parlare di attacco di panico, fobie, un neurologo, uno psichiatra (entrambi medici...e mi sta bene!) e NESSUNO psicologo....per la completezza di informazioni, credo bisognava ascoltare pareri diversi!
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mi riferivo a "furbetti che tengono in studi dorati pazienti per 15/20 anni"!Secondo me bisognerebbe riflettere su questo....e non sostenere ingenuamente il contrario ma prenderne atto ed incentivare misure che favoriscano bravi terapeuti e penalizzino gli imbroglioni!Qua sì che dovrebbe intervenire l'ordine!
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Le eccezioni sia in positivo che in negativo ci sono sempree ovunque.
E' anche vero però che bisognerebbe smetterla di perpetuare il luogo comune dello psicoterapeuta manipolatore che fa il lavaggio del cervello al povero paziente mezzo scemo che vende la casa per pagarsi le sedute. Più che di terapeuti sembra che si parli del mago di Nascimiento che tenta di vendere dei chili di sale a migliaia di euro!!! E dai!!!!!!!!!
E' una visione antica che svalorizza sia terapeuta ("son tutti ladri venditori di fumo") che paziente.
La maggior parte dei terapeuti sono onesti e anche tra i pazienti i pirla sono pochi.
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non credo che i pazienti siano scemi...anzi....ritengo piuttosto che non hanno strumenti utili che possano far capire loro che il terapeuta che hanno di fronte è un impostore.......purtroppo se ne renderà conto solo a lungo termine....quando avrà speso tutti i suoi soldi....ma ripeto....non perchè sia scemo...semplicemente non ha strumenti oltre la fiducia(che non è sufficiente)!Bisognerebbe lavorare in questa direzione piuttosto che essere autoreferenziali con i propri saperi.....
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[QUOTE=MEMOLEMEMOLE;1998678]haidypsy: Rosario Sorrentino è un neurologo! si parlava di psicoterapia, psicoanalisi (come sinonimi:zott:) e il tale dottore ha sostenuto che la psicoanalisi è "una fabbrica di favole" (testuali parole).....l'attacco di panico, secondo tale dottore è dovuto ad una disfunzione del cervello (ha fatto anche uno schemino per far capire meglio) e si citava come cura o il farcela da soli :zott: oppure la medicina...(ovvio!:rolleyes:)..ah...dimenticavo la psicologia NOn è stata nenache menzionata.....si parlava solo di psicoanalisi e medicina!:sbonk:
aldilà della medicina per la cura degli attacchi di panico (che comunque non sono in grado di comemntare...NOn sono un neurologo.....) la cosa che mi ha infastidito è vedere che in studio a "difendere" (perchè, secondo me c'era bisogno di difendersi da quelle cretinerie!!!!!)la psicologia c'era CREPET(psichiatra e psicoterapeuta)....e ho detto tutto!
GRAZIE MEMOLEMEMOLE per le informazioni!
se avessi visto e soprattutto udito Sorrentino e Crepet, sicuramente mi sarebbe venuta la pelle d'oca! :swear:
La finalità era quindi svalutare gli psicologi per elevare i medici-neurologi e psichiatri. Pazzesco... Speriamo di riuscire a crearci gli spazi che ci meritiamo senza invasione da parte dei 'camici bianchi'....!
ciao! :smile:
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E quali sarebbero gli strumenti di cui i paienti sono privi e che in mancanza dei quali, non capiscono se non a lungo termine che il terapeuta che hanno davanti, é un impostore?
Dato che lo ripeti ovunque, dovresti pur dircelo prima o poi, in modo che anche noi possiamo capire a che tipologia di terapeuti e pazienti ti riferisci e di cui sembri data l'asserzione decisa, non dubitativa, avere esperienza e conoscenza.
La rivelazione, dai...;)
Cerchiamo, ascoltando la tua testimonianza, di aumentare la nostra conoscenza nell'identficare chi truffa e chi si fa truffare..."la strana coppia".....
Escludendo i casi di criminalità vera e propria di cui si é già parlato, ed evidenti, discorso estendibile del resto ad altri campi.
A volte, anzi, in casi di vera criminalità, ci sono collusioni tra professionalità diverse - tipo, per es-. psicoterapeuta truffatore/medico truffatore/ psichiatra..e via a catena adanno del "truffato", un altro aspetto importantissimo da tener presente in questi episodi.
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Scusate, comunque, Sorrentino a parte che non mi smbra neppure ben conosciuto da come se ne parla ripetutamente in questo forum e come fosse preso a simbolo totemico e controtemico, della svalutazione degli psicologo, non pensate che sarebbe invece auspicbile piuttosto, una collaborazione reciproca? Mel rispetto delle pertinenze di entrambi e per fornire un servixio migliore possile a livelllo diagnostico e, quindi terapeutico, del paziente?
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Gli strumenti devono essere elencati da voi.....noi che non siamo "del mestiere" non ne abbiamo idea......magari lo sapessi...non avrei scritto questo post.
Ps: mi riferisco non solo agli psicologi-psicoterapeuti ma anche a medici(psichiatra)-psicoterapeuti!
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E no, troppo facile, affermare e poi pretendere che il contenuto delle tue affermazioni ti venga fornito da noi, zuccherina, non funziona così; quando parli di "strumenti" tu hai già un'idea degli strumenti cui ti riferisci, giusta o sbagliata che possa essere, secondo altre persone.
In termini bblici, questo si chiama lanciare il sasso e poi ritirare la mano. Ma in quella mano, il sasso, prima di venir lanciato, c'era. :sisi:
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Nel mio precedente post....ho chiesto esplicitamente quali fossero questi strumenti.....quindi non sto lanciando il sasso come dici tu....la mia è una richiesta specifica. Mi rendo conto che deve pur esserci qualcosa che faccia capire chi è il bravo terapeuta e chi no.....ma non saprei....
La psicoterapia...penso...dovrebbe avere degli elementi "visibili" per gli utenti...vorrei solo capire quali possono essere....:mumble:
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Zuccherina
non credo che i pazienti siano scemi...anzi....ritengo piuttosto che non hanno strumenti utili che possano far capire loro che il terapeuta che hanno di fronte è un impostore.......purtroppo se ne renderà conto solo a lungo termine....quando avrà speso tutti i suoi soldi....ma ripeto....non perchè sia scemo...semplicemente non ha strumenti oltre la fiducia(che non è sufficiente)!Bisognerebbe lavorare in questa direzione piuttosto che essere autoreferenziali con i propri saperi.....
In questo post e neppure nell'altro, non mi sembra che tu chieda esplicitamente, quanto piuttosto che affermi in modo esplicito qualcosa di molto grave, parlando di terapeuta impostore che il paziente si renderà conto di avere di fronte solo dopo lungo tempo o a lungo termine, quando avrà speso tutti i suoi soldi, oltre a parlare di fiducia che non basta e non é sufficiente. Essendo un sentimento base dell'esere umano, fin da piccolissimo (dove forse si situa il problema di cui parli sempre tu, livello soggettivo che in vari modi, poi, diviene oggettivo) che lo orienta nel mondo e nelle sue scelte generali, comprese quelle affettive che caratterizzeranno la sua stessa vita, come i rapporti matrimomìniali, di coppia in generale, amicali, fino ai suoi acquisti più importanti e più banali, potresti allora gentilmente spiegarmi, secondo te a cosa servirebbe? Non é il problema sentirsi traditi nella fiducia che risolve la questione, sarebbe solo un altro giro di parole.
La richiesta non é esplicita ma per vie traverse, dove dopo questa ripetizione di terapeuta cimpostore e paziente che non ha gli "strumenti" delle tue idee in proposito , dici che "bisognerebbe lavorare in questa direzione piuttosto che essere autoreferenziali con i propri saperi".
Non so se ti é chiaro ciò che chiedi e come lo chiedi; e che non si può far diventare un tema e dubbio caratteristico di una persona singola e singolare, universale. Nel senso che anche altre persone che potrebbero avere lo stesso tuo dubbio, ce l'hanno come soggetti altri da te, con caratteristiche loro proprie e capacità d'ascolto e riflessione altrettanto proprie, personali. Anche perché non é esistita finora risposta che ti abbia soddisfatta, in nessun thread dove l'identica domanda l'hai fatta , quindi é su questo che sarebbe per te più utile lavorare e pensandoci bene, nel senso di esercizio di pensiero fruttuoso per l'individuo che lo compie, e sintattico-lessicale (non c'entra nulla con le capacità di scrivere), ritornando verso te stessa e riflettendoci, data la continua autoreferenzialità della tua stessa domanda circolare.
Esistono inoltre concetti chiarissimi su come capire se chi si ha davanti é un impostore, oltre che la propria sapienza emotiva - anche perché la fiducia anche se alle stelle in un individuo all'inizio di un percorso, (dove di fatto la fiducia é sempre in realtà dubbia perché un terapeuta deve guadagnarsela, anche già dal primo incontro, se no, il pz non torna, giustamente anche dal più onesto dei terapeuti ) se di tale tipo di soggetto "terapeuta" trattasi, nel soggetto, inevitabilmente crolla entro pochissime sedute e non di certo anni, tranne se si tratta di un soggetto gravissimo ed incapace di sentire e comprendere e di volere, soggetto di per sé incapace di molte altre cose, purtroppo - che é la prima parte in causa ad aver voce fondamentale, al di là di ogni regolamento oggettivo scritto, in questo tipo di comprensione, a meno di voler continuare a mascherare involontariamente con la parola "strumenti", incapacità diverse dei soggetti.
Ci sono anche moltissime documentazioni utili al tale comprensione sul sito dell'Ordine degli Psicologi di tutte le regioni, oltre che su qello Nazionale.
Ci sono moltissime indicazioni sul "come" capire quel che chiedi.
Ci sono inoltre piccoli particolari tecnici che nulla hanno a che fare con l'onestà dello psicologo e dello psicoteraputa che essendo utilizzati a beneficio del paziente da una disciplina finalizzata a ciò, non possono e non debbono essere svelati; anche per non metterli nelle mani di impostori che potrebbero appunto, mal utilizzarli o di professionalità diverse con le quali non c'é una collaborazione diretta "vis a vis"e con un continuo feedback in "presa personale diretta" utilizzabile costruttivamernte.
Ciao
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Riferimento: Noi, Psicologi furbetti che teniamo pazienti, per 15-20 anni, nei nostri
Ciao David, ho visto anch'io la trasmissione su Mediaset e sono rimasto sconvolto per quanto affermato da Sorrentino. Questo perchè durante i miei studi in psicologia clinica, ho sempre imparato che la multidisciplinarità è un valore fondamentale e che il trattamento farmacologico in determinati ambiti patologici è insostituibile MA ha validità a lungo termine se integrata con terapie che ben conosciamo.
Il grave, secondo me, è un'affermazione di sorrentino che nessuno ha postato e cioè che gli attacchi di panico ed altri disturbi d'ansia più in generale, sono malattie curabili farmacologicamente e che non sono state correttamente trattate per molti anni PERCHE' psicoterapeuti e psicoanalisti hanno fuorviato l'opinione pubblica per anni!!!!!!!!!!!!!!!
Non credo sia il caso di commentare ed è giusto quanto diceva una parrtecipante in riferimento a non elevare a simbolo totemico dell'antipsicologia questo Sorrentino, ma bisognerebbe stare attenti al messaggio che viene lasciato passare, soprattutto se dette da un medico incensato per tutta la trasmissione dalla conduttrice che, nel frattempo, promuoveva in continuazione il suo libro!!!
Ma Meluzzi, che era presente, oltre che psichiatra non è anche psicoterapeuta? Perchè non ha replicato se non sfoggiando una conoscenza autoreferenziale in materia di catecolamine e di altri neurotrasmettitori? Forse si indigna maggiormente per "alti" dibattiti quando è opinionista in tutti i reality show dei palinsesti.
Ciao a tutti Davide
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Riferimento: Noi, Psicologi furbetti che teniamo pazienti, per 15-20 anni, nei nostri
L'unico motivo per cui non mi sento sodddifatta dalle risposte è il fatto di dire in breve che l'utente "lo sente da sè emotivamente" se è il terapeuta giusto.....ma è come dire che ci si fida di un amico che poi ti pugnala le spalle....quante volte è accaduto ciò?
e poi perchè parli di piccoli particolari tecnici (che oltre tutto non hanno a che fare con l'onesta)che non devono essere svelati: è ovvio che ci sono...come per tutti i professionisti..........
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Riferimento: Noi, Psicologi furbetti che teniamo pazienti, per 15-20 anni, nei nostri
La percezione emotiva di una situazione di accoglimento della sofferenza ed elaborazione mi sembra un fatto molto concreto cui è difficile negare valore. Per il resto, a fianco al fatto che il terapeuta non è un amico che ti "pugnala alle spalle" per motivi personali, ma un professionista che lavora sulla personalità (o sul sintomo, tutt'al più), forse bisogna arrendersi all'evidenza che, quando si ha a che fare con le relazioni umane, non esiste criterio oggettivo assoluto. Bisogna fare i conti con l'irriducibile soggettività e unicità dei rapporti interpersonali.
E comunque, almeno per alcuni terapeuti, ci sono lunghi percorsi personali che "assicurano" il paziente da cadute dello spazio terapeutico.
Saluti
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ma è troppo semplice ribadire la soggettività dei rapporti interpersonali (cioè è ovvio); questo non vuol dire che ognuno fa come gli pare....ma deve seguire certe regole comportamentali senz'altro e poi deve anche portare rispetto all'utente...
L'utente non può essere privato dei mezzi per capire...e la fiducia, come dice giustamente qualcuno, va conquistata....e non semplicemente data sulla base "dell'essere compresi"!
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Riferimento: Noi, Psicologi furbetti che teniamo pazienti, per 15-20 anni, nei nostri
Temo proprio che con il termine "soggettività" intendiamo due cose differenti. Per me è tutt'altro che una cosa semplice e scontata come dici. E di "ovvio" nei rapporti interpersonali non ci dovrebbe essere nulla...
L'utente ha tutti i mezzi per capire e nessuno glieli può sottrarre. Poi la fiducia è un processo, che, ed è questo che sto dicendo, deve avere delle basi su cui costruirsi, basi che sono percepibili fin da subito e che sono il miglior mezzo per capire se si butteranno soldi oppure no.
Quanto alle regole comportamentali, sono fuori discussione per principio, ma (questo sì, invece) è ovvio.
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Qua si sta giocando sulle parole......dicevo è ovvio dire che i rapporti interpersonali sono soggettivi e non standardizzabili......piuttosto devono essere standardizzati gli strumenti per verificare l'esito di questa fiducia riposta. Mi dirai che non si può prevedere nulla...ed è giusto....ma almeno la buona fede del terapeuta...quella si!
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E perbacco, come si misura la buona fede?
Non mi risulta che esistano strumenti per misurare questa caratteristica delle persone, che siano o non siano terapeuti, salvo che l'esperienza con le stesse. Quindi si possono adoperare solo strumenti indiretti, come i propri stati d'animo e le sensazioni successive ail primo colloquio e così via, come ti è già stato scritto numerose volte.
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:sbonk:ROSADIMAGGIO:sono d'accordissimo con te nel vedere un neurologo (o psichiatra, o medico qualunque)come risorsa per collaborare:approved:..l'unica cosa che non mi è piaciuta è come si è comportato lui in persona in quella trasmissione...ho avuto solo la sensazione (magari solo uan sensazione..) che stesse screditando al psicologia... (aldilà della sua professione, che magagri svolgerà sicuramente in modo ottimale!)...
Zuccherinaho capito cosa intendevi...però io, scusami, non sono d'accordo...premesso che "furbetti" ce ne sono in tutti i mestieri del mondo...non mi trovo d'accordo soprattutto nel discorso sugli strumenti..secondo me siamo su due linee diverse...secondo me la fiducia,la buona fede, l'iscrizione ad un albo,un codice da rispettare, pena la radiazione.... le sensazioni che emergono in un percorso di terapia SONO struemnti validi...per te no.... forse hai ragione tu..ma...come si potrebbe misurare la buoan fede di un terapeuta??? è un concetto troppo astratto per poterlo rendere standardizzabile..non credi????poi se vuoi indici concreti, potremmo far riferiemnto al codice...ora mi vengono in mente questi :
1. rispettod el pz in quanto persona...non far differenze di razza, etnia, religione....
2. rispetto degli orari e delle tariffe
3. rispettod ella privacy, consenso informato,
..............
non so se ho risposto, alemno in parte alla tue domande!
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Memole il punto uno non credo sia tanto attuabile ed adesso ti spiego il perchè: una persona che appartiene ad un etnia per così dire "svantaggiata" difficilmente avrà a disposizione mezzi economici per poter usufruire di una psicoterapia privata.....(non è questione di razzismo da parte dell'operatore (lunghi da me) ma dell'impossibilità pratica. Cioè l'utente non può non sentirsi rispettato perchè semplicemente non metterà piede in uno studio.....
Poi se le cose sono cambiate aggiornatemi voi.....grazie
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gieko nessuno ha la palla di vetro per vedere come è la persona di fronte....appunto per questo ho chiesto se ci sono elementi "oggettivi" che vanno al di là della fiducia, elementi che non hanno a che fare col terapeuta in quanto persona ma terapeuta in quanto professionista!
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Appunto per questo ti si è risposto che, purtroppo (o per fortuna?), non esistono criteri oggettivi. Bisogna farsene una ragione...
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Zuccherina
Memole il punto uno non credo sia tanto attuabile ed adesso ti spiego il perchè: una persona che appartiene ad un etnia per così dire "svantaggiata" difficilmente avrà a disposizione mezzi economici per poter usufruire di una psicoterapia privata.....(non è questione di razzismo da parte dell'operatore (lunghi da me) ma dell'impossibilità pratica. Cioè l'utente non può non sentirsi rispettato perchè semplicemente non metterà piede in uno studio.....
Poi se le cose sono cambiate aggiornatemi voi.....grazie
Ti faccio una domanda.
Che strumenti hai per sapere se il medico che hai davanti è un buon medico?
Talvolta una persona va a chiedere un consulto per, poniamo, un'infiammazione ricorrente della gola. Dopo dieci anni di cicli di antinfiammatori, va da un altro medico che gli prescrive due cicli di inezione e debella il problema per sempre. Quindi? Il primo non era un buon medico. Quali strumenti avevi per saperlo?
E gli avvocati? Fai una lunga e dispendiosa causa legale per un problema e alla fine la perdi. Poi anni dopo, parlando con un amico di amici a sua volta avvocato, scopri che il legale che hai pagato profumatamente per la tua causa persa era incapace. Ma come potevi saperlo? Hai cercato sulle pagine gialle alla voce "avvocati" e hai trovato quello.
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Dai studiolover non si possono paragonare le due cose.....la psicoterapia è senza dubbio scientifica ma "astratta" agli occhi dell'utente che continua a vederla come una cosa a cui affidarsi ciecamente e senza avere voce in capitolo se non la propria sensazione....che per il desiderio di "guarire" potrebbe essere positiva a suo svantaggio.....
Se vado dal dentista perchè mi fa male un dente e vedo che dopo una settimana continua a farmi male cambio.....se vado da uno psicoterapeuta...non me ne rendo conto se non dopo anni......
Ragà non vi sto polemizzando.....voglio capire....
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Memole il punto uno non credo sia tanto attuabile ed adesso ti spiego il perchè: una persona che appartiene ad un etnia per così dire "svantaggiata" difficilmente avrà a disposizione mezzi economici per poter usufruire di una psicoterapia privata.....(non è questione di razzismo da parte dell'operatore (lunghi da me) ma dell'impossibilità pratica. Cioè l'utente non può non sentirsi rispettato perchè semplicemente non metterà piede in uno studio.....
Poi se le cose sono cambiate aggiornatemi voi.....grazie
Le persone realmente svantaggiate economicamente, se fanno presente il loro problema al terapeuta, vengono generalmente agevolate in tutti i modi possibili dalla maggior parte dei professionisti o inviate prontamente da altri che attuano tali tariffe, e ciò accade anche se il terapeuta sente e comprende di non poter lavorare con un dato paziente per motivi di "incompatibilità", quindi, a beneficio della migliore garanzia di un buon lavoro terapeutico, proprio perché qualsiasi tipo di discriminazione, é sanzionata; (dico questo perché forse é un linguaggio che ti arriva di più, in linea diretta e probanbilmente, "gradevole", dato che il resto.....) altrimenti, non sarebbe neppure stato scritto il punto uno che deve essere fondante l'etica del professionista, così come le altre decine di articoli cui tutti sono tenuti ad attenersi. Pensa che il Codice Deontologico, la Carta Etica, i diritti del paziente, costituiscono anche matreria d'esame all'orale per l'EdS fdegli psicologi che sono anche tenuti ad essere costantemente aggiornati su leggi a garanzia del paziente ( e, "misericordiosamente", talvolta, anche per loro), cosa che del resto l'Ordine fa con tutti gli iscritti inviando le normative e relativi cambiamenti-aggiornamenti delle stesse.
Fatte queste premesse se gli psicologi avessero scelto questa professione con l'intenziomne di "fregare" il prossimo, si sarebbero orientati verso altre professioni ben più socialmente anche se non per questo più importanti o valide, solo diverse e dove più facile é nascondere certe imposture mascherandole da altro , socialmente non controllate e scarsamente controllabili, con moltissimo "sommerso" e largamente retribuite indipendentemente dal riguardo verso gli esseri umani per il cui benessere essi si muovono. E di attività "legali" con moltissimo sommerso, ce ne sono parecchie, eh si. E lì i "criteri sandardizzati" spesso, molto spesso, si ritrovano in luoghi e situazioni non piacevoli, per parlare semi metaforicamente:skunk:
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allora faccio un esempio......arriva da voi una persona povera (e quando dico povera vuol dire che non ha proprio niente)...vive nelle case popolari....tipo con 300 euro al mese......(e quei soldi servono giustamente per altre esigenze come mangiare....). Mettiamo che questa persona ha una fortissima depressione dovuta alla morte di una persona cara (per semplificare)....a quale psicoterapeuta potrebbe rivolgersi?????
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Se vado dal dentista perchè mi fa male un dente e vedo che dopo una settimana continua a farmi male cambio.....se vado da uno psicoterapeuta...non me ne rendo conto se non dopo anni......
L'errore sta nel paragone tra malattie. Un disturbo mentale non è un dente da estrarre.
Pensa alla gastrite o al mal di schiena: per esperienza di persone che conosco, ti garantisco che spesso ci vogliono anni e numerosi cambi di specialista prima di trovarne uno che non ti dica "non c'è nulla da fare, cerchiamo di alleviare i sintomi". Non voglio polemizzare con la classe medica, mi limito agli aneddoti; io veramente ho conosciuto persone che, dopo anni a sentire questi discorsi, hanno trovato lo specialista che gli ha risolto il problema in quattro e quattr'otto.
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Riferimento: Noi, Psicologi furbetti che teniamo pazienti, per 15-20 anni, nei nostri
si ma devi ammettere che questo problema è rivolto maggiormente alla psicoterapia.....sono più i casi in cui ciò avviene.....allora bisogna fare qualcosa per "alleviare il problema" se non eliminare.
Mentre con un medico(non mi riferisco agli psichiatra-psicoterapeuti per i quali vale lo stesso discorso sopra)posso facilmente dedurre che non rispondeva affatto alle mie richieste, con uno psicoterapeuta il discorso cambia poichè c'è sempre quell'interrogativo di base"forse se continuavo ad andarci il problema si risolveva".....cioè non c'è mai la certezza che quel determinato psicoterapeuta era un pessimo professionista.....questo è il punto!
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Originalmente inviato da
Studiolover
L'errore sta nel paragone tra malattie. Un disturbo mentale non è un dente da estrarre.
Pensa alla gastrite o al mal di schiena: per esperienza di persone che conosco, ti garantisco che spesso ci vogliono anni e numerosi cambi di specialista prima di trovarne uno che non ti dica "non c'è nulla da fare, cerchiamo di alleviare i sintomi". Non voglio polemizzare con la classe medica, mi limito agli aneddoti; io veramente ho conosciuto persone che, dopo anni a sentire questi discorsi, hanno trovato lo specialista che gli ha risolto il problema in quattro e quattr'otto.
Verissimo, purtroppo; purtroppo per le persone che capitano in queste situazioni e sono costrette a vari ed infruttuosi pellegrinaggi, per lunghi anni, dispendiosi e dolorosi, per il corpo e per l'anima; oltre che per altro. Prima di giungere - e non sempre ci riscono a causa degli "incontri" precedenti che creano un terreno iatrogeno "fertile" - a dei professionisti che riescono a risolvere la loro situzione o almeno a migliorarla. O a non continuare ad illuderli e a permettergli quindi di fare un percorso di elaborazione adeguato.
Di certo, é molto più complesso rendesi conto di aver di fronte quel tipo di medico che un certo tipo di terapeuta che non va bene per te e le tue esigenze e caratteristicge, tranne casi gravissimi o paranoidi, (che vedrebbero sempre e comunque,prima, durante e dopo, se "non si risolve il loro problema peché hanno smesso di andarci, rimanendo in dubbi perenni di "cattivo professionista che poteva fai tanto male ma forse anche bene, ma era "cattivo" perché non me l'ha detto" )il "cattivo terapeuta", anche per il tipo di rappresentazione sociale secolare che esiste dei medici e che purtroppo, per tutti i bravi medici e, soprattutto per i pz che pagano in modo spesso salatissimo, tende ad avere un "effeto alone", mascherando le cartteristiche vere.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
nessuno ha la palla di vetro per vedere come è la persona di fronte....appunto per questo ho chiesto se ci sono elementi "oggettivi" che vanno al di là della fiducia, elementi che non hanno a che fare col terapeuta in quanto persona ma terapeuta in quanto professionista!
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Zuccherina
Dai studiolover non si possono paragonare le due cose.....la psicoterapia è senza dubbio scientifica ma "astratta" agli occhi dell'utente che continua a vederla come una cosa a cui affidarsi ciecamente e senza avere voce in capitolo se non la propria sensazione....che per il desiderio di "guarire" potrebbe essere positiva a suo svantaggio.....
Se vado dal dentista perchè mi fa male un dente e vedo che dopo una settimana continua a farmi male cambio.....se vado da uno psicoterapeuta...non me ne rendo conto se non dopo anni......
Ragà non vi sto polemizzando.....voglio capire....
se parli di "oggettività", devi renderti conto che un'emozione, uno stato d'animo, un'esperienza soggettiva come per esempio un attacco di panico (visto che è il cavallo di battaglia di Sorrentino) non è meno oggettivo di un mal di schiena: un disturbo di panico anzi può essere talmente forte e "oggettivo" da condizionare la tua vita molto più di un mal di schiena. E se dopo un mese, due mesi, tre mesi di psicoterapia il panico diminuisce direi che è "oggettivo" che la psicoterapia sta funzionando perché ha effetti reali nella vita del paziente.
Non servono 15-20 anni. Sorrentino scredita la psicoanalisi perché è un riduzionista e non ha capito niente del disagio psicologico, dopotutto deve vendere i suoi libri e i suoi farmaci. E evidentemente non sa nulla di psicoanalisi.
ciao
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Riferimento: Noi, Psicologi furbetti che teniamo pazienti, per 15-20 anni, nei nostri
Per Johnny
Hai ragione sul fatto che gli attacchi di panico possono condizionare la vita di una perona in modo pesantissimo, e che esistono terapie psicologiche efficaci, la cui efficacia ed effcienza, ( aspetti oggettivi ) è comprovata dal sollievo e scomparsa degli stessi nella persona , quando tali interventi psicoterapeutici, interrompono il circuito che li sostiene , permettendo poi alla persona, se lo desidera, eventualmente, di accedere a percorsi più impegnativi, sul versante strutturale come la psicoanalisi e, prima di ciò , aspetto importantissimo, di riavere un controllo sulla "libertà" della propria vita, libertà grazie a cui possono appunto anche scegliere se prendere o meno una metro o attraversare una strada. Poi, se intraprendere un viaggio di autoconoscenza più o meno profondo per chi non lo avesse scelto come prima opzione, data l'intensità del panico, ad es. e volesse farlo poi. Anche in questi casi, l'efficacia é comprovata dal verificarsi dei cambiamenti desiderati ed utili ed in ogni caso utili per e funzionali per quella persona.
E questo é un discorso riduttivo, non potendo di certo, nessuno di noi scrivere un trattato su un thread per un dubbio univoco, e per rientrare nel tema del thread stesso, gli attacchi di panico e la loro terapia, su tutti gli elementi che rendono evidente il senso del discorso (già fatto altrove, oltre che qui).
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Originalmente inviato da
Zuccherina
allora faccio un esempio......arriva da voi una persona povera (e quando dico povera vuol dire che non ha proprio niente)...vive nelle case popolari....tipo con 300 euro al mese......(e quei soldi servono giustamente per altre esigenze come mangiare....). Mettiamo che questa persona ha una fortissima depressione dovuta alla morte di una persona cara (per semplificare)....a quale psicoterapeuta potrebbe rivolgersi?????
Al buon vecchio servizio pubblico, su questo non c'è scelta perchè nessuno fa beneficenza. E questo vale per tutto il campo della sanità.
Più in generale.
Non vorrei dare addosso ad altri settori ma scandali ben più gravi hanno investito la medicina: "Lady ASL" nel Lazio, o la tal clinica in Lombardia che pur di arraffare soldi s'inventava gli interventi.
E i costruttori senza scrupoli che erigono edifici che al primo tremore collassano?
E' un luogo comune ma i disonesti ci sono ovunque con casi molto conclamati e quanto mai dannosi (in molti casi si contano i morti, non 6 sedute in più del dovuto): comunque se vogliamo continuare a fare delle sterili polemiche sui diabolici psicoterapeuti.......
Per rientrare in temo attacchi di panico: riduzione o maggior controllo sul sintomo. Questo è un aspetto che anche il paziente è in grado di monitorare.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
non è questione di razzismo da parte dell'operatore (lunghi da me) ma dell'impossibilità pratica. Cioè l'utente non può non sentirsi rispettato perchè semplicemente non metterà piede in uno studio.....
E bè? Siamo psicoterapeuti non santi. Poveri noi, dico io, poveri noi. Se invece di galoppare l'angoscia di un mondo drogato dagli imperi farmaceutici i governanti iniziassero a leggere di scienza e a stanziare fondi all'attività psicoterapeutica forse, dico forse, anche i meno fortunati al livello del reddito potrebbero usufruire di interventi psicoterapeutici. La condizione italiana è unica nella sua morbosità: in altri paesi europei lo psicologo, lo psicoterapeuta ha un ruolo ''sociale'' ben diverso. Il gioco è semplice: noi continuiamo a rosolarci con programmi spazzatura, disinformazione,ignoranza dell'utenza (perchè no? Perchè difendere a tutti i costi una utenza che non ha la dignità talvolta di ''informarsi'' seriamente e aspetta il Vespa di turno per la formuletta magica stile 'dieta' alla Sorrentino??...che schifo...) mentre la psicopatologia assume forme tentacolari che ormai ci sfuggono di mano. Quanta ignoranza in chi ci governa e in chi è governato!Ancora si parla di benzodiazepine come fossero la panacea al male di vivere e alla paura! Ma il male di vivere è figlio del suo tempo! E nella fattispecie di quel nostro tempo che dice ''farmaci, farmaci, farmaci...contenzione sociale, esclusione, ignoranza''...la dove tutte queste cose si travestono di quella particolare forma di ''fede'' e ''de-responsabilizzazione'' che va chiamandosi ''scienza''.
Ps. Si fa presto a prendersela con la psicoterapia dicendo che manca di oggettività...ma qualcuno si chiede mai della ''reale'' dico ''reale'' oggettività del farmaco? Quando si dice ''farmaco'' siamo sempre in grado di capire di cosa stiamo parlando? No perchè sembra essere scontata o messa in conto, quando si parla di terapia farmacologica, una totale falsità e direi fesseria: l'assurda convinzione che il farmaco possa di per se ''riorganizzare'' una vita devastata...non è così.
Saluti,
Luigi
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zuccherina mi vengono in mente 2 cose per rispondere al tuo post (del tizio di 300 euro al mese delle case popolari)...
1. un tizio del genere sciuramente non ci penserà proprio alla psicoterapia perchè avrà bisogni più impellenti da sbrigare ....deve prima mangiare, pagare le bollette e la sua depressione sarà sicuraemnte lasciata indietro!:sbonk:e comunque, esiste un servizio pubblico....dove ci sono psicologi /psicoteraputi soggetti alle stesse regole deontologiche ed etiche degli psi privati!
2. aldilà della sensibilità di ognuno, ...mi sento di dire in tutta tarnquillità che IO (forse TU si, ma IO no!:sbonk:) NOn lavorerei gratis.....se volessi farlo, farei volontariato ( lo sto facendo..) ma se dovessi diventare psicoterapeuta per lavoro, NOn credo lo farei x beneficienza.....lo sbaglio di molte persone (ed è MOLTO DIFFUSO) è pensare che fare gli psicologi SIA UNA MISSIONE..... beh..mi dispiace NOn e' così.....si sceglie questo lavoro perchè ci piace, perchè ci affascina ma anche perchè CI FA GUADAGNARE!......
strano ma vero!
....e tra le altre cose....non è veroc he in psicoterapia i progressi si vedono SOLO dopo anni.....certo al guarigione (lasciamo passare il termine......)DI SOLITO è lunga ma I CAMBIAMENTI UTILI li vedrai fin dalle prime sedute.....
certo, si parla di piccoli cambiamenti, che, associati alla fiducia,s ensazioni che il terapeuta riecse a darci..forse sono un aiuto in più per capire se quel terapeuta (o meglio, quella terapia) ci sta facendo bene o meno!
non trovi?
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Originalmente inviato da
Zuccherina
L'unico motivo per cui non mi sento sodddifatta dalle risposte è il fatto di dire in breve che l'utente "lo sente da sè emotivamente" se è il terapeuta giusto.....ma è come dire che ci si fida di un amico che poi ti pugnala le spalle....quante volte è accaduto ciò?
e poi perchè parli di piccoli particolari tecnici (che oltre tutto non hanno a che fare con l'onesta)che non devono essere svelati: è ovvio che ci sono...come per tutti i professionisti..........
ciao Zuccherina...
la psicologia è bella ma guarda così tante sfaccettature che poi quando devi avere una risposta precisa ad una domanda precisa... boom non si capisce più niente.
Ammesso che, se nella vita sei nata sotto una cattiva stella, non hai speranza, per sapere se vai dallo psicoterapeuta giusto, informati.
Informati se lo psicoterapeuta è di "grido" se ha molti pazienti, se ha scritto dei libri o dei saggi, o collabora con riviste del settore o è a capo o cmq partecipe a scuole di psicoterapia o simili se cmq partecipa a seminari , insomma tutto quello che bene o male ti dice che ce la mette tutta con serietà e competenza,queste persone sono tante, poi ovviamente, te l' ho già detto, se sei nata nel momento sbagliato, non hai speranza. :jd: visto che oggi, con internet scrivi il nome e ti trovano anche se hai respirato
Se non ti puoi permettere nomi di risonanza, ma devo dire che anche chi ha le qualità sopraesposte non è a volte particolarmente caro, allora ovviamente devi fare affidamento a te stessa con l' intuito e con le capacità razionali e al limite provare + di uno. insomma il furbacchione di turno ce l' ha sempre scritto sulla fronte, anche se è vero che quando uno ha bisogno crede anche nelle favole, :magia:
ciao
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O non crede a nessuna "realtà", travisandone a priori ogni senso compiuto e trasformandolo in favoletta. Comunque, per inciso, dato che sei nuovo/a, di risposte ne ha già avute moltissim e molto chiare, oltre ad indicazioni su dove reperire material utile al dubbio/non dubbio, alle identiche domande, cosa che sembrerebbe sfiorare il trolling, in vari altri thraed, ma se uno é incontentabile, o non recepisce, bisogna arrendersi all'evidenza, soprattutto nel passaggio dall'asserzione sostenuta alla sfida.
In ogni caso, il tema del thread erano e restano gli attacchi di panico secondo una prospettiva diffusa dai mass media e che has irritato alcuni colleghi che hanno assistto in diretta ad una (delle varie.) trasmissione tv, in cui non veniva, in modo scorretto, a livello interdisciplinare, citata la psicoterapia come risorsa utile per gli stessi, secondo le intenzioni di chi lo ha perto.
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Memole sono d'accordo sul fatto che una persona povera debba prima di tutto pensare a mangiare etc. ma ciò non toglie il bisogno di una psicoterapia.....e il servizio pubblico ahimè......ci siamo capite!
Poi è ovvio...nessuno lavora gratis.....ma si possono avere tante soluzioni....pensa al difensore d'ufficio che viene assegnato ad un imputato......per la sanità ahimè....non è lo stesso in termini di risultati finali!