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Dubbi approccio psicoterapia
Salve a tutti, apro questo post per risolvere dei dubbi:
- chi si specializza in psicologia analitica junghiana, può comunque lavorare anche sul versante psicodiagnostico, dunque utilizzando come strumenti i test psicologici (roscharch, blacky pictur's test, ecc..)?
- pur essendo in possesso della specializzazione in psicoterapia, è possibile personalmente utilizzare un appraccio di tipo junghiano? O necessariamente ci vuole la qualifica di psicologo analitico?
Grazie a chi vorrà contribuire alla mia chiarezza mentale!
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EmyLaStrega
- chi si specializza in psicologia analitica junghiana, può comunque lavorare anche sul versante psicodiagnostico, dunque utilizzando come strumenti i test psicologici (roscharch, blacky pictur's test, ecc..)?
Ovviamente sì.
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EmyLaStrega
- pur essendo in possesso della specializzazione in psicoterapia, è possibile personalmente utilizzare un appraccio di tipo junghiano? O necessariamente ci vuole la qualifica di psicologo analitico?
Ovviamente sì. Una specializzazione riconosciuta dal MIUR presso una scuola di orientamento junghiano rilascia il diploma di "psicoterapeuta" (titolo ufficiale) con formazione junghiana, appunto (ovvero psicologo analitico, titolo non ufficiale).
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EmyLaStrega
Grazie a chi vorrà contribuire alla mia chiarezza mentale!
??!!
Saluti
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non ho compreso il secondo punto! Se io mi specializzo in una scuola di psicoterapia che non si incentra su un orientamento specifico posso comunque personalmente utilizzare un metodo junghiano, o per poterlo fare ci vuole necessariamente una qualifica che lo attesti??
Chiarezza mentale nel senso che è un dubbio che mi stava torturando!
Grazie comunque per la risposta!
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Personalmente puoi utilizzare il metodo che vuoi, purchè psicoterapeuta. Senza una formazione junghiana (tra le più complesse e lunghe) dubito seriamente che ciò sia possibile, però.
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eh già ineffetti, però insomma come approccio penso che sia fattibile magari studiando personalmente, è che le scuole di psicologia analitica junghiana sono davvero molto care considerando le risorse economiche, vedi aipa o cipa, che offriranno sicuramente un percorso bellissimo e interessante però non tanto fattibile, soprattuto per chi come me, non ha queste associazioni nella regione di provenienza :(
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Purtroppo devi considerare il fatto che una formazione di tipo psicoanalitico, freudiana o junghiana, non può prescindere dall'analisi personale. Lo studio personale, per quanto apprezzabile, non è di alcuna utilità nella clinica senza questo tipo di percorso.
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Si l'analisi personale, penso che sia necessaria a prescindere dal percorso formativo, però certe associazioni ci speculano troppo.
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Dipende, per alcuni modelli teorici non è necessaria. Comunque è importante fare un percorso congruente con l'orientamento che si vuole adottare: se interessa la psicologia analitica non sarà di grande utilità fare un percorso kleiniano.
Sulla speculazione delle associazioni, dipende da cosa intendi. Sarei più cauto, ad esempio, a considerare speculazione l'adozione da parte di società analitiche serie come CIPA, AIPA o simili, dove l'analisi è un requisito formativo fondamentale e non c'è bisogno di "attirare candidati".
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Non metto in dubbio la serietà di certe associazioni, per speculazione intendo il fatto che un prerequisito per accedere è l'aver compiuto 300 ore di analisi (per AIPA per esempio) con un delegato della stessa associazione: e chi vive in regioni in cui non ci sono? Penso che sia ingiusto, posso capire la seconda analisi che va effettuata durante gli anni del corso, ma prima che importanza ha se effettuo analisi con un altro psicoanalista? MI sembra un pò "sfiducioso" nei confronti di tutti gli altri psicoanalisti, come se solo loro fossero dotati della capacità di comprendere la psiche.
E' dannoso seguire un corso di specializzazione in psicoterapia e utilizzare personalmente un approccio junghiano?
Comunque io personalmente (sottolineo IO) sostengo che anche per uno psicologo e non psicoterapeuta, sia necessario effettuare un percorso di analisi individuale. Mi sembra presuntuoso il voler "aiutare" gli altri se prima non si "aiuta" se stessi.
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EmyLaStrega
Non metto in dubbio la serietà di certe associazioni, per speculazione intendo il fatto che un prerequisito per accedere è l'aver compiuto 300 ore di analisi (per AIPA per esempio) con un delegato della stessa associazione: e chi vive in regioni in cui non ci sono? Penso che sia ingiusto, posso capire la seconda analisi che va effettuata durante gli anni del corso, ma prima che importanza ha se effettuo analisi con un altro psicoanalista? MI sembra un pò "sfiducioso" nei confronti di tutti gli altri psicoanalisti, come se solo loro fossero dotati della capacità di comprendere la psiche.
L'adozione di determinati metodi formativi, anche se a volte "scomodi", ha ben precise ragioni d'essere. L'analisi con un membro dell'associazione può garantire un percorso congruente con una determinata metodologia di lavoro che differisce da quella adoperata da altri psicoanalisti di differente formazione. Non è quindi questione di "sfiducia" quanto piuttosto di scelte di intervento specifiche e dovute a motivi teorici e metodologici che caratterizzano le diverse scuole. Alcune di queste scelte comportano anche importanti sacrifici (come doversi recare in altre città per andare dal proprio analista) e per questo motivo va ben ponderata la scelta e la motivazione.
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EmyLaStrega
E' dannoso seguire un corso di specializzazione in psicoterapia e utilizzare personalmente un approccio junghiano?
Se intendi fare una scuola pubblica, quindi "teoricamente" ateorica - cosa impossibile - direi che come minimo si rischia di fare una gran confusione. Poi ci sono cose più "dannose", come operare senza avere gli strumenti specifici per farlo. Come opzione ritengo che sia senz'altro sconsigliabile. L'analista autodidatta non esiste.
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EmyLaStrega
Comunque io personalmente (sottolineo IO) sostengo che anche per uno psicologo e non psicoterapeuta, sia necessario effettuare un percorso di analisi individuale. Mi sembra presuntuoso il voler "aiutare" gli altri se prima non si "aiuta" se stessi.
Sono d'accordo. Purtroppo non molti sono di questo parere.
Saluti
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Si hai perfettamente ragione, ma a livello pratico - materiale già fare analisi ha un suo costo (circa 100 euro per 300 ore sono 30.000 euro, una cifra abbastanza paurosa!) pensa andarla a fare pure lontano dalla propria regione (costi aggiuntivi) e riuscire a conciliare i mille impegni di studio...qui la motivazione mica è estrinseca non ci sta proprio!!! Quindi o sei "figlio di papà" e dunque hai la certezza che tanto ci sta papà a pagare tutto, avendo quindi la disponibilità; oppure puoi intraprendere questo tipo di specialistica quando già hai una sistemazione lavorativa e dunque hai delle entrate.
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EmyLaStrega
Non metto in dubbio la serietà di certe associazioni, per speculazione intendo il fatto che un prerequisito per accedere è l'aver compiuto 300 ore di analisi (per AIPA per esempio) con un delegato della stessa associazione: e chi vive in regioni in cui non ci sono? Penso che sia ingiusto, posso capire la seconda analisi che va effettuata durante gli anni del corso, ma prima che importanza ha se effettuo analisi con un altro psicoanalista? MI sembra un pò "sfiducioso" nei confronti di tutti gli altri psicoanalisti, come se solo loro fossero dotati della capacità di comprendere la psiche.
E' dannoso seguire un corso di specializzazione in psicoterapia e utilizzare personalmente un approccio junghiano?
Comunque io personalmente (sottolineo IO) sostengo che anche per uno psicologo e non psicoterapeuta, sia necessario effettuare un percorso di analisi individuale. Mi sembra presuntuoso il voler "aiutare" gli altri se prima non si "aiuta" se stessi.
Ma un'idea sul tipo di corso di specializzazione che viorresti seguire, ce l'hai già chiara? Lo stai già facendo?
Te lo chiedo per capire un pò meglio la tua domanda. Penso sia utile anche a gieko per comprendere ed aiutarti meglio; comunque, se non segui un corso realmente junghiano, presso una loro Scuola, difficilmente potresti essere preparata ad utilizzare questo tipo di approccio, che é particolare nel panorama psicoanalitico e che a volte, può avere "forte impatto" che bisogna saper gestire, sia dentro di sè , conoscendolo dall'interno per esperienza, sia cì"con il paziente". Se tu ad es. segui un'analisi freudiana, non saresti poi in grado di seguire (tu ma anche noi, intendiamoci, in generale) il paziente utilizzanzo l'approccio junghiano, anche se a livello teorico, dovrai conodcerlo ugualmente, ma la pratica, é diversa. Inoltre, sarebbe insensato come già ha detto gieko, per l'approccio kleiniano.
in realtà tutti gli psicologi anche non psicoterapeuti, quando operano a livello clinico, per onsulenze, sostegno, diagnosi, ed altro, hanno una loro griglia teorica di riferimento preferenziale, basata sull'esperienza su sé stessi e l'apprendimento , ma altra cosa cosa é utilizzare l'approccio junghiano come se si fosse analisti, apprendendolo dai libri.
E ciò vale anche per altri approcci, ma lo junghiano é affascinante ma molto insidioso se non ben conosciuto ed attraversato "direttamente".
Al limite, potresti provare a contattare una scuola collaterale all'AIPA ed al CIPA, che fa anche dei Bienni formativi e dei Master, per apprendere direttamente e non solo dai libri.
Inoltre, so che l'AIPA di Roma fa dei prezzi contenuti di analisi contattando il loro Consultorio - lo hanno all'interno della struttura - e cercano di metterti n contatto con analisti che stanno finendola formazione o la hanno appena finita, quella quadriennale ed operano sotto supervisione più stretta - per tranquillità loro, analisti (psicologo-analista) , scuola epz, nei pressi delle varie zone di residenza.
L'AIPA ha varie sedi in Italiae così il CIPA ed analisti "diffusi" in diverse zone, se a te interesserebbe tanto conoscere questa formazione, in modo più diretto.
Fino a poco tempo fa, i prezzi calmierati, si aggiravano sui 40 euro a seduta, sia per analizzandi che per pz .
Ciao
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Ah meglio a sapersi...grazie rosadimaggio :) molto gentile, è che avevo letto questi prezzi, sinceramente poco accessibili, in un altro post di questo forum e mi ero demoralizzata.
Comunque io sono della Sicilia e ho visto sul sito internet AIPA, che le sue sedi sono nel Lazio, in Toscana, in Lombardia e in Campania, quindi non penso che ci sia qui qualche delegato...non so al momento opportuno valuterò bene la scelta, ancora sono lontana, solo che qualora volessi intraprendere la mia formazione presso AIPA devo pensarci prima per cominciare l'analisi, tutto qui ;)
In più mi era venuto anche il dubbio per quanto riguarda l'utilizzo dei test psicologici, perchè sono anche molto interessata a questo versante della psicologia, ma Gieko mi ha detto che possono essere utilizzati come strumenti a prescindere dall'approccio psicoterapico.
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<<Al limite, potresti provare a contattare una scuola collaterale all'AIPA ed al CIPA, che fa anche dei Bienni formativi e dei Master, per apprendere direttamente e non solo dai libri>>.
Bienni che hanno a che fare con l'approccio junghiano? Non ne avevo mai sentito parlare!
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Originalmente inviato da
EmyLaStrega
Si hai perfettamente ragione, ma a livello pratico - materiale già fare analisi ha un suo costo (circa 100 euro per 300 ore sono 30.000 euro, una cifra abbastanza paurosa!) pensa andarla a fare pure lontano dalla propria regione (costi aggiuntivi) e riuscire a conciliare i mille impegni di studio...qui la motivazione mica è estrinseca non ci sta proprio!!! Quindi o sei "figlio di papà" e dunque hai la certezza che tanto ci sta papà a pagare tutto, avendo quindi la disponibilità; oppure puoi intraprendere questo tipo di specialistica quando già hai una sistemazione lavorativa e dunque hai delle entrate.
Se si vuol fare lo psicoanalista essere figli di papà non aiuta, almeno questa è la mia opinione. Le scorciatoie, di qualsiasi tipo siano, possono rivelarsi dei grossi limiti per chi dovrà fare i conti con la tortuosità e la complessità dell'inconscio.
Una sistemazione lavorativa, delle entrate proprie, può costituire un punto di partenza basilare per chi vuole intraprendere questa formazione.
Saluti
PS: guarda bene nei siti di CIPA ed AIPA. Entrambi hanno soci siciliani, anche se iscritti ad istituti di altre città.
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Quella dei figli di papà (ovviamente) era una battuta, volta a sottolineare che purtroppo gente che non ha molte risorse economiche non può andare dove vorrebbe, in quanto non può contare sulle risore materiali familiari se sono scarseggianti e quindi bisogna attendere di trovare una sistemazione personale lavorativa a cui attingere, sacrificando così anni e rallentando il proprio obiettivo formativo.
Ma i soci siciliani di AIPA e CIPA lavorano in Sicilia? Altrimenti poco importa la loro identità d'origine!
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Secondo te come potrei sapere la loro "identità d'origine"?
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Anche io ho visto che alcuni sono siciliani, ma il punto è capire dove operano?
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Perchè se sono siciliani, ma comunque sono attivi nelle sedi del Lazio,Toscana,Lombardia o Campania, poco importanta, il problema sussiste!
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Solitamente vengono messi i contatti lavorativi, non del luogo di nascita o di residenza.
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Sul sito del CIPA (Roma - Milano) troverai tutti i soci analisti che operano su territorio italiano. Molti sono concentrati nel centro Italia e nella fattispecia a Roma (o Milano nel caso dell'altra sede) ma di analisti ce ne stanno. Figuriamoci in una regione come la Sicilia! Posso ''emotivamente'' concordare con te sull'elevato costo della formazione analitica ma, appunto, solo emotivamente. Ad una più attenta analisi nonchè formazione specialistica in ambito junghiano scoprirai come queste scuole sono nell'onestà intellettuale più completa: grandi nomi della psicologia analitica sono ''passati'' dal CIPA e, sinceramente, continuo a pensare che una formazione del genere abbia un suo motivato costo; non si può sempre tendere (soprattutto in ambito psicoanalitico...) ad una perequazione dell'offerta. Molte scuole limano gli ''spigoli'' e si aprono (anche giustamente per carità!) ad influenze e contaminazioni che ritengono necessarie. Ma la ''storia'' di un orientamento va mantenuta, le radici concettuali e pratiche sempre interpretate ma mai facilmente esposte a negazioni di sorta! L'AIPA e il CIPA, con tutto ciò che ne consegue, sono la storia della psicoanalisi junghiana in Italia e come tali vanno considerate: il risentimento e ben accetto ma, come mi pare ti accennavano gieko e gaia, l'analisi è una cosa che vale tutta una vita: non ci sono compromessi in un siffatto destino. Detto ciò bisogna non perdersi mai d'animo e continuare a lavorare: le vie dell'analisi sono infinite!:)
Saluti,
Luigi
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Anch'io sono interessata all'appoccio junghiano, e pur essendo campana, ed avendo qui a disposizione l'AIPA, per me è impossibile in questo momento, e nell'immediato futuro, pensare di intraprendere un percorso personale di analisi per accedere alla scuola. Va bene l'onestà intellettuale ma una povera disgraziata, che non lavora, e non certo per mancanza di volontà o per pigrizia, perchè non può continuare la propria formazione personale, e seguire i propri desideri ? Non credo c'entri l'onestà intellettuale. E' questione proprio di soldi. Io non li ho, capisco il disagio perchè a 31 francamente non vorrei attendere la vecchiaia per poter cominciare il mio percorso ... :jd:
Altro problema sono le sedi. Il CIPA in campania non esiste. Ed io non posso assolutamente spostarmi. AIPA E CIPA sono le uniche scuole di psicoterapia junghiane o ne esistono anche altre?
Bacio a tutti :yahoo:
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ritaroma
Anch'io sono interessata all'appoccio junghiano, e pur essendo campana, ed avendo qui a disposizione l'AIPA, per me è impossibile in questo momento, e nell'immediato futuro, pensare di intraprendere un percorso personale di analisi per accedere alla scuola. Va bene l'onestà intellettuale ma una povera disgraziata, che non lavora, e non certo per mancanza di volontà o per pigrizia, perchè non può continuare la propria formazione personale, e seguire i propri desideri ? Non credo c'entri l'onestà intellettuale. E' questione proprio di soldi. Io non li ho, capisco il disagio perchè a 31 francamente non vorrei attendere la vecchiaia per poter cominciare il mio percorso ... :jd:
Altro problema sono le sedi. Il CIPA in campania non esiste. Ed io non posso assolutamente spostarmi. AIPA E CIPA sono le uniche scuole di psicoterapia junghiane o ne esistono anche altre?
Bacio a tutti :yahoo:
Ne esistono altre che non sono però legate a quelle storiche: l'AION di Bologna e la LISTA a Milano. Un'altra è presente in abruzzo l'ATANOR ma è spiccatamente hillmaniana quindi fortemente archetipica. Altre scuole, più o meno manifestamente, si rifanno al pensiero junghiano ma da qui alla ''formazione analitica'' ci passa molto. Oltretutto nelle scuole storiche il titolo che si rilascia dopo i 4 anni è in ''psicoterapia'' giacchè, ovviamente, per il titolo di ''analista'' bisogna continuare gli studi e il training analitico per almeno 3 anni dopo il conseguimento del primo titolo. Diciamo, considerando tutto, che almeno 10 anni fra training e analisi sono necessari: e non mi sembrano neanche eccessivi.
Detto ciò, anche io mi incazzo come una bestia,per cosi dire...i soldi non ci stanno e il lavoro neanche...ma non posso neanche pretendere che scuole di tal fatta ''abbassino'' il loro livello e i requisiti necessari: già la psicologia universitaria è combinata male, se anche le scuole storiche di formazione si aprono alla marea di sfaccendati (perchè ci sono...) stiamo freschi! L'analisi, purtroppo e per fortuna, è una cosa seria e richiede un ''sacrificio'' (anche in termini junghiani...) non indifferente.
Saluti,
Luigi
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Sono d'accordo sul discorso che bisogna mantenere un certo livello per impedire che frotte di studenti annoiati e sfaccendati si iscrvano, però io non concepisco perchè una persona che non ha i mezzi non possa accedere...
per esempio si potrebbero fare dei colloqui motivazionali, cercando di capire il perchè quella persona voglia intraprendere quel tipo di percorso.. e poi da li magari accordarsi sulle terapia, insomma diciamocelo chiaro, venirsi incontro a metà strada.
L'analisi è una cosa meravigliosa, ma è troppo d'elite, e questo è a discapito della categoria stessa. Mi ritengo un'ottima professionista, però sto qua a girarmi i pollici per una serie di motivi, e i miei 10 anni di analisi diventeranno 20 di questo passo... il che è deprimente.
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Premesso che i costi proibitivi sono una palese ingiustizia verso chi vorrebbe intraprendere un percorso di questo tipo, le vere Scuole junghiane doc, restano comunque il CIPA e L'AIPA, secondo me, mentre le altre, pur essendo junghiane, sono, almeno alcune più ad orientamento junghiano. Ciò non significa che non siano serie, mi riferivo alla vera matrice junghiana, tanto che il CIPA fu fondato con il benestare dello stesso Jung da parte del suo allievo. Se così non fosse, Luigi, mi coreggerà, immagino:sisi:
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ritaroma
Sono d'accordo sul discorso che bisogna mantenere un certo livello per impedire che frotte di studenti annoiati e sfaccendati si iscrvano, però io non concepisco perchè una persona che non ha i mezzi non possa accedere...
per esempio si potrebbero fare dei colloqui motivazionali, cercando di capire il perchè quella persona voglia intraprendere quel tipo di percorso.. e poi da li magari accordarsi sulle terapia, insomma diciamocelo chiaro, venirsi incontro a metà strada.
L'analisi è una cosa meravigliosa, ma è troppo d'elite, e questo è a discapito della categoria stessa. Mi ritengo un'ottima professionista, però sto qua a girarmi i pollici per una serie di motivi, e i miei 10 anni di analisi diventeranno 20 di questo passo... il che è deprimente.
Concordo pienamente. Ma siamo al solito punto: che fare? Se esistessero vie per venirsi incontro, senza togliere nulla alla specificità della formazione, sarei il primo a percorrerle. C'è solo da sperare forse.
Saluti,
Luigi
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RosadiMaggio
Premesso che i costi proibitivi sono una palese ingiustizia verso chi vorrebbe intraprendere un percorso di questo tipo, le vere Scuole junghiane doc, restano comunque il CIPA e L'AIPA, secondo me, mentre le altre, pur essendo junghiane, sono, almeno alcune più ad orientamento junghiano. Ciò non significa che non siano serie, mi riferivo alla vera matrice junghiana, tanto che il CIPA fu fondato con il benestare dello stesso Jung da parte del suo allievo. Se così non fosse, Luigi, mi coreggerà, immagino:sisi:
L'AIPA fu fondata dal primo analista che portò Jung in Italia: il vecchio Ernst...Per quanto riguarda il CIPA fu fondata invece dal gruppo di analisti che gravitavano intorno alla figura di M.Trevi che, con una accurata e pluriennale esegesi junghiana, trovò utile una 'scissione' in base alla autonomia teoretica che il suo orientamento man mano prendeva. Galimberti è, per esempio, uno dei massimi esponenti dell'orientamento attuale del CIPA. Cionondimeno le principali scuole junghiane continuano un fruttuoso scambio e non si sono mai rinchiuse nella autoreferenzialità. Questo è un altro motivo del perchè la formazione junghiana sia così esigente.
Saluti,
Luigi
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Grazie , Luigi, ho invertito l'ordine dei fattori, l'AIPA fu fondata da Berhanrd e dalla scissione nacque il CIPA con Trevi ; mi sembrava che non quadrasse tutto infatti, comunque, anche il CIPA é sempre stata un ottima Scuola, hanno solo spostato per qualche tempo su particolari diversi, secondo alcuni; il primo ad es., più sulla clinica, poi, poco dopo, sempre come accento, hanno iniziato ad essere considerati di eguale livello anche a questo riguardo.
Ciao
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RosadiMaggio
Grazie , Luigi, ho invertito l'ordine dei fattori, l'AIPA fu fondata da Berthrand e dalla scissione nacque il CIPA con Trevi ; mi sembrava che non quadrasse tutto infatti, comunque, anche il CIPA é sempre stata un ottima Scuola, hanno solo spostato per qualche tempo su particolari diversi, secondo alcuni; il primo ad es., più sulla clinica, poi, poco dopo, sempre come accento, hanno iniziato ad essere considerati di eguale livello anche a questo riguardo.
Ciao
Si è così. Diciamo che non esistono differenze grosse tra le due scuole anche perchè ripeto sono entrambe in buoni rapporti mi pare. Il CIPA è nato comunque, più o meno, negli stessi anni che vedevano il sorgere dell'AIPA quindi entrambe sono a tutti gli effetti ''le scuole''. C'è da dire che quell'orientamento detto 'junghismo critico' che è andato verso la ridefinizione in senso ''fenomenologico'' ed ''ermeneutico'' dei principali concetti junghiani (già presenti in Jung per la verità) è da attribuirsi al pluridecennale lavoro del CIPA: in questo senso è molto bello sapere che ciò rappresenti un lavoro a tutti gli effetti ''italiano''!:yahoo:
Saluti,
Luigi
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Ritaroma finalmente qualcuno mi ha capito! Ripeto AIPA e CIPA sono sicuramente delle scuole di un livello più che alto, ma è ingiusto che chi sia ALTAMENTE MOTIVATO debba aspettare di avere un salario a cui attingere, senza dimenticare che nel frattempo la vita trascorre, non aspetta di sicuro noi, e dare origine ad una famiglia propria per poi dover motivare tutti al trasferimento in un'altra regione esige ancora più risorse economiche, ma anche emotive. Insomma i sacrifici è giusto farli, ma altro quando li fai a 26 anni, altro a 36 anni. Dunque secondo me gli organizzatori di queste scuole dovrebbero valutare soprattutto la motivazione ad intraprendere questo lungo e difficile percorso, proprio come ritaroma ha proposto (davvero ottima pensata). E comunque non penso che una scuola per mantenere alto il suo livello debba richiedere tanti fondi per non rischiare, appunto, di divenire una scuola di basso livello, anche gente che ha molti soldi spesso fa parte di quell' elìte di studenti perditempo, quindi pensare che siano i soldi a rendere motivati gli studenti è proprio un'assurdità bella e buona. Non è che se una scuola è più accessibile vuol dire che non è scuola valida, di sicuro in questo caso (qualora si attuasse una riduzione di tasse, e analisi a bassi costi per studenti che vogliono intraprendere questo cammino) si punterebbe soprattutto sulla MOTIVAZIONE, che è la compenente più importante (a mio avviso) di questo percorso incentrato in particolar modo su stessi. Queste scuole hanno una reputazione così alta che non sarà mica una riduzione di costi a smantellare la loro dignità professionale. Penso che si dovrebbe essere solo più comprensivi nei confronti di quelle persone che sono realmente motivate e desiderose di intraprendere tale carriera, ma materialmente non hanno la possibilità economica.