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Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Ciao a tutti, come voi anche io mi preparo per Padova, ed ora che sto studiando molto di più potrò finalmente partecipare attivamente anche io alle discussioni.
Innanzitutto approfitto della vostra preparazione per chiedervi un pò di cose su cui ho dei dubbi riguardo i progetti.
1) Il progetto va redatto in prima o in terza persona?
2) Qual'è la differenza sostanziale tra i progetti di prevenzione e promozione della salute? Io mi confondo con gli obiettivi. Tipo sul fumo voi che mettereste in entrambi i casi?
3) Ho visto che la commissione nella tracca mette dei punti da seguire, ma noi dobbiamo metter solo quelli o possiamo aggiungerne altri?
4) è importante l'ordine con cui svolgiamo il progetto? Tipo prima obiettivi o prima popolazione bersaglio?
5) Io metto sempre queste fasi: premessa e analisi del problema; obiettivi generali; obiettivi specifici; popolazione bersaglio; (teoria di riferimento solo se mi verrà richiesta); attività; tempi e costi; metodologia; risorse umane; risorse strumentali; valutazione. Secondo voi vanno bene?
6) secondo che sia un progetto di sostegno, di prevenzione, di promozione, ecc le fasi sono sempre le stesse?
Vi ringrazio già da ora.
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Citazione:
Originalmente inviato da
lauramir
Ciao a tutti, come voi anche io mi preparo per Padova, ed ora che sto studiando molto di più potrò finalmente partecipare attivamente anche io alle discussioni.
Innanzitutto approfitto della vostra preparazione per chiedervi un pò di cose su cui ho dei dubbi riguardo i progetti.
1) Il progetto va redatto in prima o in terza persona?
2) Qual'è la differenza sostanziale tra i progetti di prevenzione e promozione della salute? Io mi confondo con gli obiettivi. Tipo sul fumo voi che mettereste in entrambi i casi?
3) Ho visto che la commissione nella tracca mette dei punti da seguire, ma noi dobbiamo metter solo quelli o possiamo aggiungerne altri?
4) è importante l'ordine con cui svolgiamo il progetto? Tipo prima obiettivi o prima popolazione bersaglio?
5) Io metto sempre queste fasi: premessa e analisi del problema; obiettivi generali; obiettivi specifici; popolazione bersaglio; (teoria di riferimento solo se mi verrà richiesta); attività; tempi e costi; metodologia; risorse umane; risorse strumentali; valutazione. Secondo voi vanno bene?
6) secondo che sia un progetto di sostegno, di prevenzione, di promozione, ecc le fasi sono sempre le stesse?
Vi ringrazio già da ora.
ciao laura!
1-io lo metto in terza persona
2-la differenza è che i progetti di prevenzione prevengono un comportamento disfunzionale, quelli di promozione promuovono un comportamento positivo. nel caso del fumo, quando il progetto previene sarà basato sull'informare sugli aspetti nocivi; se invece è di promozione verranno proposti ad esempio comportamenti antitetici all'uso del fumo (esempio educazione alla salute)
3-io seguo sempre i punti proposti dalla commissione, perchè a volte strafare si rivela pericoloso
4-l'ordine è importante, ma non fondamentale
5-i punti che proponi secondo me vanno bene, visto che sono quelli seguiti anche dai progetti di rollo
6-le fasi dei progetti a grandi linee sono sempre quelle!
spero di esserti stata utile...questo è quello che so io...anche se la terza prova rimane un mistero!
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Grazie mille, sei stata celere e grandiosa. Ho visto che il Prof. Rollo mette anche i rischi. Magari li inserisco pure.
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Ciao, un altro dubbio sul progetto, se inserisco i riferimenti teorici chiaramente devo essere coerente nelle metodologie e nelle attività. Ma se sto facendo per esempio un progetto di prevenzione o di promozione e volessi usare la teoria cognitivo-comportamentale nelle attività sarebbe sbagliato mettere incontri di gruppo per esempio? Voi che mettereste?
Io ho letto invece che per i progetti suddetti si potrebbe usare come riferimento teorico l'approccio di psicologia della salute volto alla prevenzione o promozione della salute (teoria bio-psicosociale o una cosa dle genere), secondo voi lo contesterebbero?
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Ciao Laura, io purtroppo rispetto alle teorie di riferimento mi arrendo nel senso che farò una premessa ed analisi del contesto tipo quelle di nel testo di Rollo ma non saprei a che riferimenti teorici rifarmi dato che non li conosco specifici per ogni posibile argomento ne ho info epidemiologiche per ogni argomento e non saprei a cos'altro riferirmi con principi teorici..e il contesto credo speti a noi ipotizzarlo..morale io non credo riuscirò ad inserirli..
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Ottimo, in alto mare come me! Ihih! Mal comune mezzo gaudio. Io cmq ci ho ragionato un pochino e, sempre se dovessero chiedermi il riferimento teorico, altrimenti non lo metto, userei nei progetti di promozione della salute l'approccio bio-psicosociale della salute e tutte le attività sarebbero coerenti. Per quello di prevenzione secondo cosa mi chiedono metterei o cognitivo-comportamentale (tipo per prevenzione ansia e depressione, tossicodipendenza, quindi tecnica avversiva, gestione dell'ansia, desensibilizzazione, sert, ecc) o sistemico-familiare (disturbi dell'alimentazione, gruppi, anche dipendenza ecc). Ma non s se sia giusto. Però ci andrò penso un pò ad improvvisazione.
Secondo te come andrebbe questo mio ragionamento?
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
ciao ragazze non vi nego che per la terza prova sono nel panico!:sbonk::sbonk:
io per a livello teorico sto vaga..ho visto che anche rollo non ha mai approfonodito molto questo aspetto...come dice laura l'approccio di psicologia della salute promuove comportamenti positivi e previene quelli negativi, in un approccio bio-psico-sociale... ma questo è un riferimento teorico?? mah non ne capisco nulla! :swear:
altra cosa che ho trovato:
-metodolgie attive di gruppo (circle time, brainstorming, preparazione opuscoli etc)
-metodologie basate sulla psicologia umanistica (ascolto rispettoso e empatico, espressione del sè e delle emozioni...)
io tra i progetti di prevenzione ho fatto:
fumo
alcool
droghe
disturbi comportamento alimentare
obesità
bullismo
abbandono scolastico
hiv
sportello scolastico
tra quelli di promozione
educazione sessuale
educazione alimentare (che è anche di prevenzione
tra quelli di supporto:
depressione
alcolismo
tossicodipendenza
dca
pazienti psichiatrici
avete qualche consiglio???
ragazze mancano 15 giorni e sto calvario FORSE finirà! mi sta rovinando la vita!
un abbraccio a tutte!:Ops:
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Io proporrei di trascrivere ognuno un suo progetto per confrontarli. Proporrei di metterne uno di prevenzione, uno di promozione e uno di sostegno. Magari da persone diverse. Che ne dite? Lo scriverò più tardi, ditemi quale vi interessa. Ora sto scappando.
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Ciao Laura, scusa se non ti ho più risp..io non ho il tempo di mettermi a provare a scrivere progetti..leggo quelli di Rollo e poi farò del mio meglio nel proporre attività logiche..di più non riesco..:sbonk:
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Ciao ragazze io ho una proposta...anche io farò la terza prova e scrivo progetti poco prima di andare a letto..non vi dico i risultati:) comunque che ne dite..io ci ho pensato e quest'anno potrebbe uscire un progetto di psicologia dell'emergenze considerando il terremoto che ha colpito l'Abruzzo!! Oppure pensavo ad un progetto per favorire il sostegno dei familiari ammalati di Alzheimer.,.allora in questo caso ci potremmo confrontare su questi due temi senza scendere nei dettagli ma anche qui fare un lavoro molto schematico...che ne dite?
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
pER QUANTO riguarda il progetto sui familiari ammalati di Alzheimer, la De Beni durante il suo corso di psicologia dell'invecchiamento ha parlato molto di questo tema e di come la malattia rappresenti una doppia morte: quella del paziente ma anche quella dei cari che devono assistere a così tanta sofferenza!!
Stasera provo a scrivere qualcosina su questi temi ora mi occupo della prima prova!!
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
grazie per le dritte akiropita!
hai ragione, vista la tragedia in abruzzo! tra l'altro non so se a pd o in altra facoltà è uscito un progetto di supporto a soggetti con dptds...grazie davvero, non ci avevo proprio pensato!
allora mi informo e domani ci scambiamo qulache idea in proposito!
:yahoo::yahoo::yahoo::yahoo:
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Dai si....anche io stasera provo a svilupparli entrambi. Io ho anche fatto la tesi sul DPTS...
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Dunque, io per la psicologia dell'emergenza lo svilupperei così (di sostegno):
Premessa e analisi della domanda
Scriverei una premessa sulla psicologia del''emergenza, di cosa si occupa, dei disastri, dei risvolti psicologici, del fatto che coinvolge anche i soccorritori e le famiglie annesse. Scriverei che il progetto si propone come piano sostenitore delle persone coinvolte in catastrofi e in particolare nel terremoto dell'Abruzzo.
Obiettivi generali
Sostegno ai soggetti coinvolti nel terremoto dell'Abruzzo
Obiettivi specifici
-sostenere e monitorare che tipo di impatto emotivo l’evento traumatico ha avuto sulle persone coinvolte nel disastro sia in individualmente che in gruppo
-incrementare l'ascolto da parte degli operatori sanitari
-informare sul DPTS e sugli interventi possibili
-favorire l'elaborazione del trauma e contenerlo
-sviluppare le risorse residue dei pazienti
Destinatari
Persone coinvolte nel terremoto dell'Abruzzo di diverse fasce di età.
Attività
- attività d'emergenza per le prime fasi successive all'impatto traumatico.
- colloqui di sostegno e di ascolto e gruppi di auto-aiuto con lo scopo di sostenere i pazienti e farli parlare delle emozioni che stanno vivendo in questo momento. Cadenza bisettimanale. Istituzione di un centro di ascolto psicologico.
- Seminari e videoproiezioni per incrementare le conoscenze sul DPTS
- Interventi di contenimento ed elaborazione del trauma e del suo impatto emotivo rivolti a bambini, insegnanti, adolescenti, adulti e anziani. Quindi agire nelle scuole, nei centri giovanili, nelle case di riposo, personale soccorritore.
- Tecniche di gestione dello stress per favorire l'attivazione delle risorse residue
Metodologia
- colloqui assertivi ed empatici psicologici e sostegno medico
- colloqui di contenimento e formazione di gruppi di auto-aiuto
- seminari e videoproiezioni
- colloquio e somministrazioni di questionari per accertare il probabile DPTS
- tecnica defusing-debriefing
Risorse Umane
Equipe composta da psicologi, medici, 118, assistenti sociali, pedagogisti, tecnici operativi, professori universitari
Risorse strumentali
videoproiettore, opuscoli e brochure sul DPTS, aule seminariali
Tempi e costi
Il progetto di sostegno richiederà almeno 8 mesi e sarà finanziato dalla regione Abruzzo che stanzierà una cifra di 18.000 € (sono pochi???)
Rischi
La non disponibilità delle persone coinvolte. La difficoltà nel reperire ausili dato il rischio di nuove scosse di terremoto
Validazione e valutazione
Le attività proposte sono state monitorate per tutto l'intero svolgimento del progetto attraverso delle supervisioni. Nel corso di suddetti mesi gli strumenti utilizzati sono stati ritenuti validi. Difatti nella fase finale del progetto si è notato come le persone sottoposte alle attività abbiano sviluppato le proprie risorse residue ed abbiano ripreso la loro vita normale con una percentuale del 90%. Il progetto è dunque stato valutato e ritenuto valido per il raggiungimento degli obiettivi proposti.
Com'è secondo voi? Le fasi? Ho scritto papalate??? :jd:
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
...ci provo anche io:
TITOLO: Sosteniamoci
Premessa ed analisi:
A fronte della tragedia che ha colpito L'abruzzo lo scorso Aprile, e considerando l'elevato numero di soggetti coinvolti e attualmente vittime di condizioni sfavorevoli risulta necessario un intervento che sia in grado di offrire sostegno ai terremotati al fine di prevenire eventuali disturbi psico-fisici ma anche di sostenere qualora fossero già presenti.
A tal proposito, risultano interessanti alcune ricerche secondo le quali persone coinvolte in grandi tragedie, necessiterebbero di "valvole di sfogo" per poter elaborare IL VISSUTO EMOTIVO che contrariamente causerebbe danni alla salute psico-fisica.
Alla luce di quanto appena riportato, trova una giustificazione il seguente progetto.
DESTINATARI: soggetti colpiti dal Terremoto Abruzzese.
e olontari
OBT GENERALE: offrire sostegno alla popolazione abruzzese stravolta dal terremoto e prevenire eventuali disturbi.
OBT SPECIFICI:
-ridurre il malessere e gli stati ansiosi dei terremotati (training di rilassamento)
-aumentare il senso di sicurezza dei soggetti terremotati
-aumentare il senso di competenza, controllo nonchè di autoefficacia dei volontari coinvolti
METODOLOGIA E ATTIVITA':
lA METODOLOGIA ATTIVATA, sarà di tipo prevalentemente attiva-partecipativa nel dettaglio sarà organizzata secondo il seguente schema:
1) verranno organizzati gruppi di auto-aiuto durante i quali ognuno dei soggetti partecipanti avrà la possibilità di riportare le proprie paure e sofferenze. Il tutto verrà gestito da un terapeuta esperto in psicologia dell'emergenza, il quale provvederà ad ristrutturare certe convinzioni irrazionali e disfunzioanli per il soggetto associando all'ascolto attivo anche training di rilassamento corporeo.
Queste attività saranno organizzate in base alle richieste del momento, dunque non è possibile prevedere i tempi con precisione.
2) Per aumentare il senso di sicurezza delle vittime terremotate, verranno organizzati degli incontri informativi nella tenda principale del campo con cadenza bisettimanale,
nte i quali i presenti verrano informati costantemente degli interventi previsti per la ricostruzione delle città colpite. Il tutto verrà organizzato in collaborazione deiolontari che provvederanno all'aggiornamento delle informazioni contattando le strutture coinvolte e competenti.
3) I volontari verranno coinvolti in attività informative e formative gestite da uno psicologo. Durante la formazione, verrà consegnato del materiale e verranno inoltre organizzati role plaing per favorire l'apprendimento di abilità comunicative efficaci.
TEMPI: Il presente progetto avrà la durata di 6 mesi.
RISCHI: difficoltà nel reperire volontari perchè insufficienti, resistenze da parte della popolazione colpita;
RISORSE: idem al progetto di sopra
COSTI: vi do una bella notizia. Ho seguito il corso svoltosi a maggio presso l'università di padova e i tutor hanno detto che non serve inserire la voce costi perchè non conosciamo le tariffe. Io infatti, metterò solo la voce per far capire alla commissione che so della sua esistenza
VALIDAZIONE: EX ANTE: QUESTIONARIO Beck Depression Inventory per valutare lo stato di malessere. Questionario sull'autoefficacia per i volontari di apprendimento sui principale contenuti della psicologia dell'emergenza.
IN ITINERE: coinciderà con il monitoraggio del progetto, per individuare eventuali defaillancesche ostacolano il raggiungimento degli obt, in modo da effettuare una risistematizzazione dei punti critici
EX-POST: Stessi questionari per fare il confronto tra il prima e il dopo, in più aggiungerei un questionario per valutare il gradimento del progetto.
Magari ci metterei un controllo dopo 6 mesi dalla fine del progetto.
Questo è lo schema che ci hanno detto di seguire, inoltre cci hanno detto che il progetto può anche essere di una sola pagina l'importante è sfiorare tutti i punti...e di stare calmi.
Spero di aver messo tutto...che ne dite. A me quello di Lauramir piace, tocca tutti i punti e non dice assurdità quindi direi che va benone
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Grazie, anche il tuo mi piace, ed in effetti mi hai fatto notare che devo perfezionare delle cose. Avrei dovuto mettere i rischi (li ho dimenticati), l'organizzazione dei metodi, tipo bisettimanale o di più ecc, e anche un test tipo il tuo per la valutazione.
Ho modificato direttamente alcune di queste cose così chi legge ha un quadro più completo.
Posso migliorare va.
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Citazione:
Originalmente inviato da
Akiropita82
...ci provo anche io:
Premessa ed analisi:
A fronte della tragedia che ha colpito L'abruzzo lo scorso Aprile, e considerando l'elevato numero di soggetti coinvolti e attualmente vittime di condizioni sfavorevoli risulta necessario un intervento che sia in grado di offrire sostegno ai terremotati al fine di prevenire eventuali disturbi psico-fisici ma anche di sostenere qualora fossero già presenti.
A tal proposito, risultano interessanti alcune ricerche secondo le quali persone coinvolte in grandi tragedie, necessiterebbero di "valvole di sfogo" per poter elaborare IL VISSUTO EMOTIVO che contrariamente causerebbe danni alla salute psico-fisica.
Alla luce di quanto appena riportato, trova una giustificazione il seguente progetto.
DESTINATARI: soggetti colpiti dal Terremoto Abruzzese.
e olontari
OBT GENERALE: offrire sostegno alla popolazione abruzzese stravolta dal terremoto e prevenire eventuali disturbi.
OBT SPECIFICI:
-ridurre il malessere e gli stati ansiosi dei terremotati (training di rilassamento)
-aumentare il senso di sicurezza dei soggetti terremotati
-aumentare il senso di competenza, controllo nonchè di autoefficacia dei volontari coinvolti
METODOLOGIA E ATTIVITA':
lA METODOLOGIA ATTIVATA, sarà di tipo prevalentemente attiva-partecipativa nel dettaglio sarà organizzata secondo il seguente schema:
1) verranno organizzati gruppi di auto-aiuto durante i quali ognuno dei soggetti partecipanti avrà la possibilità di riportare le proprie paure e sofferenze. Il tutto verrà gestito da un terapeuta esperto in psicologia dell'emergenza, il quale provvederà ad ristrutturare certe convinzioni irrazionali e disfunzioanli per il soggetto associando all'ascolto attivo anche training di rilassamento corporeo.
Queste attività saranno organizzate in base alle richieste del momento, dunque non è possibile prevedere i tempi con precisione.
2) Per aumentare il senso di sicurezza delle vittime terremotate, verranno organizzati degli incontri informativi nella tenda principale del campo con cadenza bisettimanale,
nte i quali i presenti verrano informati costantemente degli interventi previsti per la ricostruzione delle città colpite. Il tutto verrà organizzato in collaborazione deiolontari che provvederanno all'aggiornamento delle informazioni contattando le strutture coinvolte e competenti.
3) I volontari verranno coinvolti in attività informative e formative gestite da uno psicologo. Durante la formazione, verrà consegnato del materiale e verranno inoltre organizzati role plaing per favorire l'apprendimento di abilità comunicative efficaci.
TEMPI: Il presente progetto avrà la durata di 6 mesi.
RISCHI: difficoltà nel reperire volontari perchè insufficienti, resistenze da parte della popolazione colpita;
RISORSE: idem al progetto di sopra
COSTI: vi do una bella notizia. Ho seguito il corso svoltosi a maggio presso l'università di padova e i tutor hanno detto che non serve inserire la voce costi perchè non conosciamo le tariffe. Io infatti, metterò solo la voce per far capire alla commissione che so della sua esistenza
VALIDAZIONE: EX ANTE: QUESTIONARIO Beck Depression Inventory per valutare lo stato di malessere. Questionario sull'autoefficacia per i volontari di apprendimento sui principale contenuti della psicologia dell'emergenza.
IN ITINERE: coinciderà con il monitoraggio del progetto, per individuare eventuali defaillancesche ostacolano il raggiungimento degli obt, in modo da effettuare una risistematizzazione dei punti critici
EX-POST: Stessi questionari per fare il confronto tra il prima e il dopo, in più aggiungerei un questionario per valutare il gradimento del progetto.
Magari ci metterei un controllo dopo 6 mesi dalla fine del progetto.
Questo è lo schema che ci hanno detto di seguire, inoltre cci hanno detto che il progetto può anche essere di una sola pagina l'importante è sfiorare tutti i punti...e di stare calmi.
Spero di aver messo tutto...che ne dite. A me quello di Lauramir piace, tocca tutti i punti e non dice assurdità quindi direi che va benone
ciao ragazze! io ho fatto un progetto moooolto simile al vostro:mano:..forse abbiamo preso buono spunto da internet (almeno io l'ho fatto!!!!)
Premessa ed analisi del contesto:
-il terremoto in abruzzo (molte vittime, molti sfollati, area vasta, molte scosse di assestamento)
-effetti psicologici (sensazione di aver perso tutto, manxcanza punti di riferimento e incontro, mancanza di aspettative verso il futuro, sensazione di mancanza di dignità, spesso incremento abuso alcool e psicofarmaci)
-la psicologia dell'emergenza (prevenzione secondaria)
-il dptds (sintomi e rischi)
DESTINATARI: soggetti colpiti dal Terremoto, (soprattutto bambini e anziani) e volontari
OBT GENERALE: offrire sostegno alla popolazione e ai volontari per prevenire disturbi.
OBT SPECIFICI:
-fornire supporto, ascolto e possibilità di rielaborare trauma
-informare sul dptds
-dare informaioni su terremoto
-fornire punti di ritrovo
METODOLOGIA E ATTIVITA':
lA METODOLOGIa sarà basata sull'ascolto empatico e sul confronto
ATTIVITA':
1) verranno organizzati gruppi di auto-aiuto durante i quali ognuno dei soggetti partecipanti avrà la possibilità di riportare le proprie esperienze e condividerle con il gruppo. ciò porta a sentirsi compresi, aiuta l'espressione delle emozioni e da contenimento
2) Per aumentarela comprensione del sisma nelle vittime terremotate, verranno organizzati degli incontri informativi, nelle tendopoli e nelle scuole, verranno distriubuiti opuscoli esplicativi sulle cause del teremoto.
questi incontri saranno gestiti da geologi volntari e da uno psicologo
3) I volontari verranno coinvolti in attività informative e formative gestite da uno psicologo
4) verranno crati dei centri di ascolto (uno permanente presso l'ospedale e altri dislocati nel territorio presso le tendopoli)
in cui i soggetti potranno essere ascoltati ed entrare in relazione accogliente con gli psicologi
5) verrà costruito un centro di aggregazione nel quale si svolgeranno attività ludico ricreative e servirà com epunto di riferimento e di ritrovo
TEMPI: Il progetto avrà la durata di 12 mesi
RISCHI:
-difficoltà nel reperire volontari
-non trovare operatori adeguatamente formati
-resistenze da parte della popolazione colpita (anziani
-ritardi nell'attivazione della rete di sostegno
RISORSE:-3 psicologi
- 2 geologi volontari
5 educatori
VALUTAZIONE IN ITINERE : questionari creati ad oc per rilevare il gradiemnto delle attvità nella popolazione , per rilevare la partecipazione e per capire se le attività soddisfano i bisogni
EX-POST: ricerche epidemiologiche per verificare l'incidenza del dpts
FOLLOW UP: dopo un anno dalla fine del progetto
questo è quello che ho fatto io...ma che dite: TROPPE ATTIVITà PROPOSTE?
inoltre ho un dubbio sulla metodologia...è giusto dire si basa su ascolto empatico, comprensione ed espressione delle emozioni? in pratica su rogers???
cioa a tutte !!! e forza che manca poco!!! (questo non ho ancora capito se sia un bene o un male....:mumble:)
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Bè credo che la teoria di Rogers vada bene, ma se dovesse uscire nella traccia la teoria di riferimento specificalo che stai usando questo approccio.
Cmq le attività non sono molte secondo me. Ma sia tu che Akiropita82 avete usato delle fasi un pò diverse dalle mie, le avete presa dal libro del prof. Rollo? Ma la validazione non c'è?
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
ciao laura!
sì, le ho prese dal libro del prof. rollo! comunque non ti preoccupare per le fasi! non credo s
aranno così fiscali...credo che invece sia importante essere coerenti con scopi e attività!!!
hai ragione è meglio esplicitare la teoria di riferimento..:approved:
mi sta venendo un dubbio: credo che ci sia differenza tra un progetto di supporto ai terremotati (quello che ho proposto io) e uno che tratti nello specifico il dptds nei terremotati...nel senso che il secondo dovrebbe proporre attività più specifiche per il disturbo...tipo defusing e debriefing e il metodo cognitivo-comportamentale di razionalizzazione di ellis (che mi pare avessi proposto tu)...mah...spero che in sede d'esame sia specificato esattamente l'ambito del progetto...già nell'introduzione i due progetti si differenzierebbero molto (sul sostegno parlerei degli effetti del terremoto in generale, mentre sul dstds andrei a specificare sintomi, comorbilità etc...)
cosa ne pensi???
ciao e grazie per il confronto-ripasso!
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Io cmq la teoria la metterò solo se mi viene richiesta nella traccia, non vorrei sbagliare....
Per il secondo punto...bè tu hai proposto un progetto più in generale, quasi di prevenzione, mentre io più nello specifico, di supporto, presupponendo che avessero già sviluppato il DPTS, ma in fin dei conti non cambia moltissimo.
A volte cmq ho visto che il progetto è stato libero, non hanno specificato l'ambito, per cui speriamo ripropongano una cosa del genere.
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Ciao ragazze, mi è venuto un dubbio. Nell'ultima fase del progetto io ho messo sia validazione che valutazione, ma ho notato che alcune di voi nella mettono oppure hanno messo validazione e non valutazione. Qual'è corretto? Nel libro del prof. cosa c'è di preciso? Inoltre chi mi spiega bene la differenza tra le due? Grazie.
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Ciao Lauramir, allora la validazione non so se sia proprio la valutazione..probabilemnte sono due cose diverse però guardando il libro del prof. Rollo non mi pare vi sia nei progetti la voce validazione ma di valutazione! Quindi non vorrei che tu abbia scambiato i termini, ti dico inoltre che al corso di formazione non ho mai sentito parlare di validazione.
Spero di esserti stata utile
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Grazie, bè nemmeno io ne avevo mai sentito parlare, ma nell'altra discussione del forum è stato il prof. Rollo stesso a dirmi che tra le mie fasi mancava la validazione...quindi non so....sono un pò perplessa in effetti visto che lui nel suo libro non l'ha messa. Casomai ora provo a riscrivergli.
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
ciao!!!! sono una neo iscritta a questo sito..spero arrivi correttamente il messaggio...
mi interessava l'ultima parte della valutazione...è necessario mettere anche se il progetto è andato a buon fine??? io credo sinceramente di no..piuttosto sviluppare meglio e in termini più concreti uno strumento di valutazione che aiuti per un pre e un post....
che dite???
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Si definiscano in modo dettagliato gli obiettivi, le metodologie e la
tempistica per l’attuazione di un progetto di sostegno rivolto ad un
gruppo di pazienti tossicodipendenti da realizzarsi nel contesto di
un’istituzione pubblica.
b. Si definiscano in modo dettagliato gli obiettivi, le metodologie, e la
tempistica per l’attuazione di un progetto di intervento riabilitativo rivolto
ad un gruppo di pazienti ricoverati a seguito di trauma cranico commotivo
da realizzarsi nel contesto di un’istituzione pubblica.
c. Si definiscano in modo dettagliato gli obiettivi, le metodologie e la
tempistica per l’attuazione di un progetto di intervento nell’ambito della
scuola elementare rivolto ad un singolo bambino o ad un gruppo di
bambini responsabili di ripetuti episodi di aggressività nei confronti di uno
o più compagni di classe.
d. Si definiscano in modo dettagliato gli obiettivi, le metodologie e la
tempistica per l’attuazione di un programma di prevenzione dal disturbo
di burn-out rivolto al personale infermieristico operante nel contesto di un
reparto di oncologia di un ospedale pubblico.
scegli quello che piu ti piace...
a dopo
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Bè chiaramento quello clinico. Ma se lo stai già facendo tu non è meglio che io ne inserisco un altro? O svolgiamo lo stesso per confrontarci?
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
io scelgo uno dei tre che ho messo. tu in caso fanne un altro. per il momento sto leggendo l'attenzione...
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Citazione:
Originalmente inviato da
lalegessica
Si definiscano in modo dettagliato gli obiettivi, le metodologie e la
tempistica per l’attuazione di un progetto di sostegno rivolto ad un
gruppo di pazienti tossicodipendenti da realizzarsi nel contesto di
un’istituzione pubblica.
Stavo cercando di svolgerne uno molto simile, se qualcuno l'ha fatto o lo farà... help :jd: sono messa malissimo per il progetto.
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
premessa: un breve descrizione dei disturbi di tossicodipendenza e dell'ormai consumo eccessivo che i giovani ne fanno.
Finalita: sostenere un gruppo di tossicodipendenti nel loro percosso di disintossicazione attraverso la favorirazzione di empowerment, e la comunicazione dei loro sentimenti
.... ovviament tutto in modo piu dettagliato.
obiettivi generale: aumentare le conoscenze sui danni di stupefacenti
acquisire consapevolezza del problema
responsabilizzarli alla ricerca di una soluzione
educazione all'emozioni
obiettivi specifici: comunicare in modo prima non verbale e poi verbelmente una serie di aggettivi a contenuto emozionale.
promuovere la fiducia in se, aiutandoli a considerare tutte le qualita che possiedono.
attraverso il racconto di un ex tossicodipendenti, auitarli a comprendere che dalla droga si puo uscire.
metodologia: la metodologia usata sara di tipo interattiva finalizzata al diretto coinvolgimento dei ragazzi
attivita: giochi di role plaing,
giochi psicologici,
somministrazione test autostima
problem solving
risorse strumentali: penne, carta, oggetti vari
tempi: 120 ore da sett ad novembre...
destinatari 20 pazienti che frequento asl di provinacia
valutazione: questionario imput output.... eccc
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Ti sei dimenticata anche risorse umane.
Ma come mai i destinatari lo metti alla fine?
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Citazione:
Originalmente inviato da
lalegessica
premessa: un breve descrizione dei disturbi di tossicodipendenza e dell'ormai consumo eccessivo che i giovani ne fanno.
Finalita: sostenere un gruppo di tossicodipendenti nel loro percosso di disintossicazione attraverso la favorirazzione di empowerment, e la comunicazione dei loro sentimenti
.... ovviament tutto in modo piu dettagliato.
obiettivi generale: aumentare le conoscenze sui danni di stupefacenti
acquisire consapevolezza del problema
responsabilizzarli alla ricerca di una soluzione
educazione all'emozioni
obiettivi specifici: comunicare in modo prima non verbale e poi verbelmente una serie di aggettivi a contenuto emozionale.
promuovere la fiducia in se, aiutandoli a considerare tutte le qualita che possiedono.
attraverso il racconto di un ex tossicodipendenti, auitarli a comprendere che dalla droga si puo uscire.
metodologia: la metodologia usata sara di tipo interattiva finalizzata al diretto coinvolgimento dei ragazzi
attivita: giochi di role plaing,
giochi psicologici,
somministrazione test autostima
problem solving
risorse strumentali: penne, carta, oggetti vari
tempi: 120 ore da sett ad novembre...
destinatari 20 pazienti che frequento asl di provinacia
valutazione: questionario imput output.... eccc
ciao ragazze!
io ho una difficoltà enorme a fare progetti per i tossicodipendenti...sarà che all'università non ho mai fatto nulla a riguardo??? comunque sia, cerco di scrivere quello che proporrei io...so che non è il massimo...datemi pure qualche dritta!
introduzione:
tossicodipendenza e incapacità di tollerare frustrazioni, regole e procrastinare soddifacimento. importanza di lavorare su regole e responsabilizzazone verso sè e altri. sofferenza delle famiglie. importanza di non sentirsi abbandonati, ma contenuti. importante riabilitazione anche socio-lavorativa
specificare il contesto in cui avvengono le attività..io questo lo farei in un centro diurno (mi pare che il sert si occupi più del piano fisico)
-destinatari:tossicodipendenti in fase di riabilitazione e loro famiglie
-obiettivo generale: dare supporto e fornire sostegno durante la riabilitazione
-obiettivi specifici:
fornire un punto riferimento per poter esprimere emozioni e bisogni
valorizzare le potenzialità di ognuno
dare risposte a bisogni e aiutare nella soluzione dei problemi
formare per il reinserimento lavorativo ed educare al rispetto di sè a altri
-metodologie: basate su tecniche di relazione d'aiuto, empatia e ascolto, autoaiuto, espressione di sè e delle proporie potenzialità
-attività: sportello di ascolto permanente
ascloto telefonico e consigli via mail
colloqui individuali
progetti specifici di interventi individuali
gruppi di autoaiuto
orientamento al lavoro e formazione
educazione alle regole al rispetto
attività ricreative
-tempi e durata. lo sportello sarà aperto alternativamente le mattine e i pomeriggi nei giorni lavorativi, per 4 ore al giorno.
la durata del progetto sarà di 1 anno.
-figure professionali coinvolte:
1 coordinatore
1 assistente sociale
2 operatori di comunità
1 psicologo
1 esperto in formazione
-risorse materiali
una sede presso ulss
materiali di consumo
linee telefoniche e internet
pc
-rischi: abbandono del progetto, mancanza di fondi, scarsa pubblicizzazione del centro.
-valutazione:
somministrazione ai tossicodipendenti e alle loro famiglie di un questionario di gradimento e valutazione dell'utilità del progetto
valutazione del tasso di ricadute e del rienserimento socio-lavorativo
fa un pò schifino..lo so...ma non mi veniva in mente nient'altro:mumble:...che schifezza! va beh, dai mi metto a studiare che è meglio!
ciao a tutte e un :Ops:
-
Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
avete visto che è uscito un nuovo libro del prof. Rollo sul PROGETTO? Sapete dirmi qualcosa a riguardo?
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Citazione:
Originalmente inviato da
francescap1981
ciao ragazze!
io ho una difficoltà enorme a fare progetti per i tossicodipendenti...sarà che all'università non ho mai fatto nulla a riguardo??? comunque sia, cerco di scrivere quello che proporrei io...so che non è il massimo...datemi pure qualche dritta!
introduzione:
tossicodipendenza e incapacità di tollerare frustrazioni, regole e procrastinare soddifacimento. importanza di lavorare su regole e responsabilizzazone verso sè e altri. sofferenza delle famiglie. importanza di non sentirsi abbandonati, ma contenuti. importante riabilitazione anche socio-lavorativa
specificare il contesto in cui avvengono le attività..io questo lo farei in un centro diurno (mi pare che il sert si occupi più del piano fisico)
-destinatari:tossicodipendenti in fase di riabilitazione e loro famiglie
-obiettivo generale: dare supporto e fornire sostegno durante la riabilitazione
-obiettivi specifici:
fornire un punto riferimento per poter esprimere emozioni e bisogni
valorizzare le potenzialità di ognuno
dare risposte a bisogni e aiutare nella soluzione dei problemi
formare per il reinserimento lavorativo ed educare al rispetto di sè a altri
-metodologie: basate su tecniche di relazione d'aiuto, empatia e ascolto, autoaiuto, espressione di sè e delle proporie potenzialità
-attività: sportello di ascolto permanente
ascloto telefonico e consigli via mail
colloqui individuali
progetti specifici di interventi individuali
gruppi di autoaiuto
orientamento al lavoro e formazione
educazione alle regole al rispetto
attività ricreative
-tempi e durata. lo sportello sarà aperto alternativamente le mattine e i pomeriggi nei giorni lavorativi, per 4 ore al giorno.
la durata del progetto sarà di 1 anno.
-figure professionali coinvolte:
1 coordinatore
1 assistente sociale
2 operatori di comunità
1 psicologo
1 esperto in formazione
-risorse materiali
una sede presso ulss
materiali di consumo
linee telefoniche e internet
pc
-rischi: abbandono del progetto, mancanza di fondi, scarsa pubblicizzazione del centro.
-valutazione:
somministrazione ai tossicodipendenti e alle loro famiglie di un questionario di gradimento e valutazione dell'utilità del progetto
valutazione del tasso di ricadute e del rienserimento socio-lavorativo
fa un pò schifino..lo so...ma non mi veniva in mente nient'altro:mumble:...che schifezza! va beh, dai mi metto a studiare che è meglio!
ciao a tutte e un :Ops:
Secondo me va bene così!
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
PROPONGO sostegno ai familiari di soggetti ammalati di Alzheimer:
TITOLO:
PREMESSA ED ANALISI DEL CONTESTO: E' un dato ormai noto che con l'allungamento della vita sono così aumentate anche le patologie della terza età. Una di queste è il Morbo di Alzheimer, malattia debilitante a decorso irreversibile caratterizzato dalla perdita continua delle funzioni cognitive e vitali poi. A causa del decorso nefasto i familiari sono spesso vittime indirette ma pur sempre vittime del Morbo. Ricerche eseguite nel campo, hanno evidenziato nei familiari vari disturbi psico-fisici, tra questi ricordiamo, deppressione, ansia, somatizzazioni ecc..
Ed è in questa cornice teorica che nasce il Presente progetto, il quale verrà avviato nella Casa di Cura S. Camillo di Roma (inventato) in cui attualmente sono ricoverati 15 pazienti affetti dal Morbo in fase iniziale.
Il presente progetto si prefigge di prevenire nei familiari forme di malessere cercando di garantire la lucidità e la salute necessaria per una gestione efficacia del malato.
DESTINATARI: diretti: familiari
indiretti: paziente
TEMPI: il progetto nasce in forma sperimentale e avrà la durata di 1 anno.
OBT GENERALE: prevenire eventuali problemi psicosomatici fornendo sostegno psicologico ai familiari di pazienti affetti dal morbo di Alzheimer
OBT SPECIFICI:
1) aumentare le conoscenze sulle dinamiche psicologiche implicate nel rapporto con il malato
2) aumentare la percezione di efficacia nella gestione del familiare malato
3) ridurre stati di tensione e o depressione nel familiare
ATTIVITA':
1) verrà organizzato un ciclo di 10 incontri formativi. Ogni incontro avrà la durata di 2 ore e avrà cadenza bisettimanale. Durante questi incontri, uno psicologo esperto nel ciclo di vita, renderà partecipi i familiari di ciò che accadrà non solo a livello fisico ma anche a livello psicologico. Questa formazione servirà per rendere tutto più prevedibile e quindi maggiormente controllabile.
2) Verrà organizzato un Parent Training durante il quale i familiari potranno riportare le proprie preoccupazioni e condividerle con persone sofferenti quanto loro. Il tutto verrà adeguatamente monitorato da un terapeuta che tenterà di strutturare le convinzioni più disfunzionali dei partecipanti.
Il parent training durerà 10 incontri, con cadenza settimanale.
RISORSE: solite, psicologo, psicoterapeuta
materiali: fogli, videoproiettore, lavagna ecc
VINCOLI: indisponibilità da parte della popolazione target, resistenze eventuali ecc
3)apertura di uno sportello d'ascolto per tre mattine e due pomeriggi all'interno della comunità S. Camillo. Per agevolare i partecipanti lavoratori, inoltre verrà attivato un servizio d'ascolto online, in cui sarà possibile inviare email allo psicologo, qualora il partecipante ne sentisse la necessità.
COSTI:
VALUTAZIONEZ:
EX ANTE questionario baseline, sulle conoscenze relative alla patologia
La percezione di effi8cacia verrà ricavata da una serie di indici appositamente indagati mediante un'intrevista strutturata
Bek Depression Inventory
IN ITINERE: le attività procedono nel verso giusto?
EX POST: stessi questionari per un confronto tra il prima e il dopo e in più un questionario di gradimento del servizion ricevuto dalla Comunità.
Un follow up sarà previsto dopo 6 mesi dalla fine del progetto
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Io l'ho svolto sul quaderno, ma era troppo lungo per postarlo. Cmq mi sembra buono il tuo.
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Boh chissà, ho la percezione di scrivere più o meno sempre le stesse cose...speriamo...
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
che disperazione, avevo finito proprio ora di scrivere pure un progetto e all'improvviso involontariamente l'ho cancellato tutto. Cmq volevo chiedervi una cosa: i costi bisogna metterli, cioè la cifra o semplicemente scrivere la voce? e poi nella valutazione posso mettere prima, dopo e durante come sono cambiati i familiari dei soggetti ammalati?
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
anche io ho la sensazione di scrivere sempre se stesse coseeee!!!
sta roba del progetto non mi piace per niente! comunque secondo me non siam messe male...conosco gente molto meno preparata di noi che l'ha passato sensa problemi!!! quind forza!
vi metto il progetto che ho fatto io...
sostegno ai familiari di soggetti ammalati di Alzheimer:
PREMESSA ED ANALISI DEL CONTESTO:
-allungamento vita
-500000 malati in italia e continua crescita
-descrizione patologia (cronicità, degenerazione capacità)
-famiglia si prende cura del malato ,spesso isolamento e cambiamento qualità vita, sviluppo stess, ansia, depressione
-importanza di sostenere, informare, non lasciare soli.
DESTINATARI: 50 familiari di pazienti del centro diurno
TEMPI: 1 anno.
OBT GENERALE: fornire sostegno psicologico ai familiari di pazienti affetti dal morbo di Alzheimer e prevenzione dei disturbi psicologici.
OBT SPECIFICI:
1)dare supporto e informazioni per una corretta gestione del malato
2)dare supporto e informazione per una corretta gestione dello stess
3) fornire ascolto, sostegno psicologico
4) evitare isolamento
MODELLO TEORICO: psicologia della salute (prevenzione e promozione benessere)????
ATTIVITA':
-apertura di un centro apposito presso l’ulss, nei pressi del centro diurno in cui saranno proposte le seguenti attività:
1-centro di ascolto permanente, apertura linee telefoniche e servizio mail
2-sostegno psicologico e colloqui (sia individuali che di gruppo). 2 volte alla settimana
3-incontri di gruppi di auto-aiuto. 1 volta a settimana
4-incontri di formazione sulla gestione pratica del malato. 2 incontri al mese
5-incontri di informazione sui risvolti psicologici della cura del malato. 2 incontri al mese
FASI:
-progettazione
-selezione dei destinatari
-presentazione del progetto
-inizio attività
-valutazione
RISORSE UMANE: psicologo, medici, coordinatore, volontari adeguatamente formati
materiali: sede, sedie, tavoli, linea telefonica,fogli, videoproiettore, lavagna
RISCHI: mancanza fondi, abbandono, mancanza di tempo e interesse
VALUTAZIONE:
EX ANTE questionario appositamente creato sulle conoscenze relative alla patologia, e sulle conseguenze che la presa in carico di un malato può avere
Beck Depression Inventory
IN ITINERE: questionari di gradimento del progetto e bisogni ulteriori
EX POST: questionari per un confronto tra il prima e il dopo
Un follow up sarà previsto dopo 6 mesi dalla fine del progetto
che dite??? mah a me sembra di inventare cose su cui non sono assolutamente ferrata...ma questo è quello che con sta terza prova ci spingono a fare...
ciao a tutte!!!:yahoo:
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Riferimento: Terza prova: il progetto (ambito clinico)
Secondo me va bene. Ma cosa sono quelle fasi dopo le attività?