ho deciso di lasciare psicologia....sono indecisa se continuare l'uni o meno. vorrei solo informarmi su scienze dell'educazione o lettere moderne sempre qui a parma prima di rinunciare del tutto ad una laurea. chi mi sa dire qualcosa? grazie
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ho deciso di lasciare psicologia....sono indecisa se continuare l'uni o meno. vorrei solo informarmi su scienze dell'educazione o lettere moderne sempre qui a parma prima di rinunciare del tutto ad una laurea. chi mi sa dire qualcosa? grazie
No dai, perchè vuoi rinunciare?
ascolta io sono laureata in scienze dell'educazione ( a Lecce )ora mi sono iscritta a Psico a Parma, ma se vuoi saperlo gli esami che io ho sostenuto a Sc. dell'educazione non erano più facili. Non per scoraggiarti ma per dirti che magari è un periodo di scoraggiamento. Anch'io a volte sono incerta se continuare anche perchè lavoro a tempo pieno, però se davvero ti piace provaci, pensa che ques'anno era a numero aperto cosa rara per psicologia. cmq forza e coraggio qualsiasi scelta farai:approved:
Ciao,posso chiederti perchè vuoi rinunciare? Se è solo un periodo un po' grigio,pensaci bene prima di lasciare..... Credimi,da quando mi sono iscritta io ho avuto ogni genere di problema (e continuo ad averne),ma nonostante ciò non mollo,dovessi metterci un secolo..... Se poi i motivi sono altri,rifletti comunque bene prima di cambiare o lasciare l'uni. Se posso esserti utile in qualche modo,fammelo sapere,un bacione! :smile:
mi sembra il colmo che io abbia sostenuto 4 esami e passato nessuno di questi quando di impegno sui libri ne ho messo....non dico che educazione è più facile ma perlomeno non dovro buttare tempo e denaro di nuovo per rifare gli stessi identici esami prima scritti e poi fooooorse orali....io sono di lecce e dio solo sa perche sono venuta a parma ma non credo sia questione di università.... adoravo psicologiaed era il mio sogno....sono riusciti a farmela odiare!!
Guarda io sono passata da scienze dell'educazione a psicologia quest'anno perchè come te psicologia è il mio sogno e sinceramente fossi in te non lascerei....anche se i quattro esami non li hai passati!!!!Cmq il corso in scienze dell'educazione è molto più organizzato ed è molto più bello seguire le lezioni perchè,almeno parlo della mia esperienza,si è in pochi,ci si conosce praticamente tutti,c'è molta più discussione.......e non ti nego che a volte penso che forse ho sbagliato ma anche se è più difficile psicologia sono molto più motivata perchè mi è sempre piaciuta e hai molti più sbocchi professionali.Pensaci........
secondo me nn ti devi demoralizzare...il fatto che tu nn abbia passato i 4 esami magari può voler dire che il tuo metodo di studio deve essere modificato...perchè prima di decidere di mollare nn provi ad andare con i tutor di psicologia applicata del servizio PATOS, loro che sono più competenti di noi hanno sicuramente qualche consiglio utile da darti...
e poi anche noi possiamo darti una mano!
sei una matricola? e se sì di che gruppo?
Grazie mille per le risposte, soprattutto a chi mi ha incoraggiato con un bel messaggio privato......purtroppo il punto non è il fatto di essere scoraggiata ma anche quello di non avere più interesse per quello che studio e non è positivo dopo un solo anno. A vev pensato che un altro corso come educazione mi permetteva di studiare esami diversi senza però staccarmi troppo da CIO CHE HO VOLUTO FINO AD ORA....ci pensero bene parlando con i miei e vedendo le possibilita anche economiche. non vogliom deluderli ancora fallendo di nuovo. non se lo meritano davvero. un bacio. ciao.
Sì, certo..sono decisioni importanti da ponderare bene!però, davvero, io prima di lasciare proverei ad andare a fare due chiacchiere con i tutor della facoltà...sono ragazzi giovani, carinissimi!non costa niente...è una semplice chiacchierata...e magari potrai uscire dal loro studio con qualche chiarezza in più!è chiaro...non "vendono" soluzioni...però possono sempre aiutarti a riflettere, raccontarti altre esperienze, fornirti suggerimenti, capire che cos'è che non va...in bocca al lupo per tutto!
sto seriamente pensando anch'io di lasciare... dopo voti poco meritati e bocciature senza senso, vedendo che gente che non fa niente ha 30 e dal 28 in su non ha senso.. stupida non sono...
ho scritto... sviluppo è stata la goccia... con 18 errori bocciata e hai visto che strage... ma quello è il meno... guardando indietro vedo tante rinunce, ore passate sui libri e a lezione, appunti perfetti per cosa? votini... e bocciature, non ci sto..
vedo come va personalità, che poverino almeno lui mi sembra buono ...
chi faceva lezione bene o sembrava buono ha fatto esami da spararsi
lui che invece aveva due gatti a lezione mi sembra il più umano... (almeno per i racconti di alcuni dei 20) si vedrà se come al solito il grande numero ci schiaccerà anche questa volta e a quel punto ci penso una volta per tutte...(se lasciare)
l'università nn è una passeggiata...e in effetti vedere gente che prende voti alti senza fare molto (ma poi...sarà vero?) fa innervosire, considerando le ore impiegate nello studio, nella preparazione degli esami, nel seguire le lezioni (quando molti invece nn lo fanno, e nn parlo assolutamente degli studenti lavoratori, ma di quelli che potrebbero frequentare ma che nn vengono).. sicuramente il fatto di essere così tanti è un punto a nostro svantaggio, i professori che erano abituati ad avere 300 studenti per anno quest'anno se ne sono ritrovati 900... ma nn credo che l'obiettivo dei professori sia quello di "farci fuori", è che sui grandi numeri di gente iscritta all'esame c'è anche un gran numero di bocciati (alla fine facendo un discorso puramente matematico anche all'ultimo appello di personalità su 20 iscritti nn l'hanno passato in 5, cioè il 25%, nn è poco)
L'obiettivo dei nostri prof credo che sia quello di formarci, anche perchè il nostro è un settore già saturo, quindi una volta laureati nn è che poi così facilmente riusciremo a trovare un posto di lavoro...e a maggior ragione dobbiamo arrivarci preparati..
c'è anche da dire che dalle superiori all'università cambia anche il modo di studiare (oltre alla mole di informazioni da dover immagazzinare) e a volte bisogna un po' aggiustare il tiro..e questo lo dico per esperienza personale (quando sono stata matricola a farmacia me ne sono resa conto)
tutto ciò per dire che se questa è una passione bisogna tener duro e impegnarsi sempre di più...
Sono d accordo con i consigli di saretta..Non mollare mi raccomando..Rivolgiti al patos davvero..!!gli attimi di sconforto ci sono e anche io ne so qualcosa..ma con un po di buona volonta e impegno pian piano gli obiettivi si raggiungono..!
capisco di far parte del tuo/vostro problema e non della soluzione, però... almeno alcune precisazioni vorrei farle lo stesso.
intanto i grandi numeri: nessuno ha detto, a noi che facciamo gli esami del I anno: "sterminateli!!!!!" solo perchè siete il triplo del solito.
sta accadendo esattamente quello che accade tutti gli anni, ovvero che la selezione maggiore si ha SEMPRE il primo anno, che ci sia la prova d'ingresso o che non ci sia. non è un'impressione, sono i dati a parlare: in biblioteca, se volete, potete trovare un articolo pubblicato lo scorso inverno su Psicologia dell'Educazione che parla proprio delle carriere dei vostri predecessori e che molto semplicemente e platealmente conferma questa cosa: la maggior parte delle rinunce si ha SEMPRE il I anno, così come è il I anno a determinare in gran parte chi si laureerà in corso e chi fuori corso.
I motivi sono tanti e NON dipendono dalla vostra numerosità: al I anno trovate tanti esami obiettivamente pesanti, e non solo alcuni esami pesanti; moltissimi pagano lo scotto di trovarsi fronte materie in aprte inattese (che c'entra la biologia con Freud, qualcuno avrà detto), lo scotto dell'inesperienza, del doversi inventare un metodo di studio che magari non coincide affatto con quello delle superiori, della difficoltà di imparare a gestire l'emotività, a comprendere le richieste degli esami e ad affrontare prestazioni che richiedono maggior sforzo di quelle delle superiori. paradossalmente chi ha sempre fatto relativamente poca fatica alla superiori può trovarsi più spiazzato di chi invece ha sempre dovuto tirarsi il collo: se prima studiare tre ore erano sufficienti per un sette o più, adesso tre ore non bastano più.
sarettasx ha ragione, secondo me, nel dire che la numerosità semmai amplifica la percezione delle bocciature, per cui 80 bocciati (su 160) fa più sensazione di 20 (su 40), però, addirittura, quest'anno in neuroscienze siete mediamente andati meglio del solito... idem per metodologia: facendo il raffronto con la sola prof pinelli, che teneva il corso anche gli anni passati, i bocciati sono stati percentualmente di meno.
non credo sia una politica vincente, anche nel caso si cambi facoltà, identificare il problema con il mitico docente - carogna: il docente "buono", quello che ti da' 18 perchè ha compassione o fa un esame facile per far passare tutti - ammesso che esista! - è/sarebbe un docente inutile. gli esami non sono difficili perchè siam cattivi: gli esami sono difficili perchè la psicologia è difficile, e studiare psicologia, ve ne accorgerete, è addirittura più semplice che fare gli psicologi. se l'università deve sfornare professionisti o quantomeno figure professionali, il minimo che dovete pretendere (non semplicemente aspettarvi) è che si esigano conoscenze professionali.
poi, certo, il docente - buono probabilmente non esiste, e probabilmente il docente - carogna esiste :D, ma non mi pare fruttuoso fare di una possibile eccezione una legge che spieghi l'andamento del mondo. attribuire successi ed insuccessi ad altri che a sè (locus of control esterno) è poco produttivo, ma nella vita in generale, non in università. porsi in discussione, chiedere aiuto per identificare quali modalità di studio sono errate o migliorabili, per gestire meglio l'organizzazione dei tempi e dell'ansia, ecc., è sicuramente un atteggiamento più vantaggioso - ribadisco, nella vita, io credo. le persone per aiutarvi ci sono, il servizio di psicologia applicata è nato apposta, e pochi o nessun docente rifiuta a priori un colloquio per aiutare chi trova difficoltà nel proprio esame, soprattutto per le matricole.
la figura dello studente che non fa nulla e piglia 30 mi pare tanto mitica quanto quella del docente-buono: poi, ovvio, ci sono i superdotati che leggono un capitolo sbadigliando e se lo ricordano a memoria, ma questo è nascere sotto una buona stella, non colpa nè usurpazione di meriti altrui.
ok, a questo punto potete pure picchiarmi :corteo:
Io straquoto.
nono altro che picchiarla... (seguo la sua battuta naturalmente :) ) ha ragione...
Mi ha fatto riflettere soprattutto la cosa del locus of control esterno... sarà che sto ripassando personalità e mi ritrovavo nelle descrizioni ma non volevo ritrovarmici diciamo... sarà che è vero... ed è giustissimo che non va bene nella vita in generale, mi metterò in discussione e cercherò di migliorare o ammettere che un aiuto può essere costruttivo (a volte sono orgogliosa e lo riconosco), per il numero e l'importanza del primo anno ne ero sicura... è che appunto, è il più delicato, fra l'altro (come abbiamo studiato proprio nella sua materia) ci sono tante variabili anche esterne che si aggiungono a esami ecc (è naturale, è la vita...) e il vedersi andare via l'estate , e le energie per il secondo anno..diciamo non aiuta..
Vedrò di prendermi almeno un mese di pausa e riiniziare con la stessa grinta del primo giorno il primo giorno del secondo anno.. poi si vedrà.
Per il buon-professore (questo invece fa parte di didattica) so bene che non esiste... come diceva todeschini è un'idealizzazione... con "buono" intendevo per alcuni atteggiamenti... nel senso gentile, non buono=bravo professore (con questo non dico che non lo sia, ma insomma non era un giudizio). Qualche professore meno disponibile c'è di sicuro... ma se foste sempre presenti per 800 persone vi farebbero santi (non mi riferisco nè a lei nè ad altri nominati, non voglio proprio fare riferimenti anzi)
grazie per la risposta comunque... mi è servita ad aprire ancora meglio gli occhi..
mollare non mollo mai... ci sono però periodi neri che mi fanno pensare al peggio... loc. of c. interno o esterno, è umano averi periodi davvero tremendi e vedersi crollare altre "certezze" porta a considerazioni affrettate o non troppo giuste...
speriamo bene... ce la metterò tutta...
ps; non sempre i geni sbadiglianti vanno avanti :) non so come ma c'è anche chi ci riesce non onestamente..
La parte che mi è piaciuta di più della risposta è stata sulla professione... ed è giusto così, se onestamente prenderò tante "capocciate" e magari ci metterò di più di altri a finire ... di certo sarò una psicologa che sa cosa fa, che ha studiato per farlo con passione e professionalità... è un mestiere delicato e non è uno scherzo, laureati non onestamente potrebbero rovinare altre persone, preferisco passare più tempo ed essere d'aiuto per gli altri, non danneggiare con una laurea perfetta e presa velocissima...
grazie ancora e buona serata/nottata
Non mollare l'università comunque! Se pensi che un altro corso possa fare meglio al caso tuo cambia, magari può essere proprio la strada corretta per te, ma mi raccomando non mollare! Te lo dice una persona che lavora da 13 anni a tempo pieno e che si è iscritta 8 anni fa a filosofia a Verona, è stata una faticaccia ma ho preso la laurea ed ora sono iscritta a psico a Parma, ho un figlio di un anno e ogni tanto canno degli esami ma mi rimbocco le maniche e li ripeto.... è difficile lavorare studiare famiglia ecc. ecc. ma ti assicuro che una volta arrivata ti guardi indietro e dici "meno male che non ho mollato!, altrimenti avrei rinunciato a conoscermi meglio, ossia a capire fino a dove potevo e riuscivo ad arrivare"!
FORZA, informati e se ritieni che sia giusto per te un altro corso fallo ma non mollare lo studio!!!!
Tutti vogliamo che tu resti! Ma asolta questi consigli solo con un orecchio perchè i sacrifici devi farli tu, e tu soltanto... e ne hai già fatti tanti! Se la passione per la psico ancora non l'hai persa allora devi lottare con tutte le tue forze o diventerà un rimpianto, ma se invece ti rendi conto che ti delude e basta e che non è come te l'aspettavi, allora non stare a sprecare un altro anno e trova la tua strada. Attenta però perchè se hai già diversi esami indietro dovrai essere estremamente motivata per restare in pari! Anche io penso che i tutor di PATOS possano aiutarti, anche perchè conoscono anche le altre realtà universitarie e sapranno dirti a cosa vai incontro.
Io sono al 3° anno, purtroppo devo confermarti quello che ha detto Saretta, e cioè che la legge dei grandi numeri non c'entra con le bocciature, sono sembre troppe e sempre immeritate...
Spero solo che tu faccia la scelta migliore PER TE, in bocca al lupo!
Esatto..Se hai la passione non mollare..Uno sforzo..Anche se grande va fatto..Se la passione ecc non ci sono..Cambia adesso che sei in tempo..!
ciao non lasciare una branca tanto bella e affascinante.... se ci sono difficolta' oggi non e' dettto che ve ne siano piu' avanti. te lo dice una ragazza che ha iniziato a 25 anni la triennale a firenze con una neonata e sta ora facendo al spec a parma nuovamente in attesa di un bimbo, questo perche' ci tengo davvero molto e allo stesso tempo ho voglia di famiglia..... e' dura non sempre riiesco nei progetti che mi propongo pero' ce la si fa... ah, dimenticavo a lavoro faccio anche i turni di notte con degli psichiatrici, quindi.... spero che questo sia un rinforzo non solo x te ma anche x chi legge, mi rendo conto che c'e' zempre chi ci dice bhe' sarai una delle tante senzas lavoro...ma chi e' preparato, fidati i suoi riconioscimenti li avra'...auguri e w la vita:skunk: