cosa ne pensate della possibilità per lo psicologo di lavorare in farmacia?
a milano hanno fatto un esperimento simile con gli psicologi di quartiere....
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cosa ne pensate della possibilità per lo psicologo di lavorare in farmacia?
a milano hanno fatto un esperimento simile con gli psicologi di quartiere....
E come è andata?
da quello che ho letto in internet è andata bene!
ma volevo sapere cosa ne pensate!
cIAO Elisa, posso chiederti un link all'articolo web che ne parla? La cosa potrebbe funzionare nel senso che tutto è possibile ma credo che sia necessario far comprendere bene ai farmacisti il valore del proprio contributo professionale per vincere una iniziale diffidenza verso l'utilità della cosa (che fra l'altro credo legittima per motivi che sarebbe lunghissimo esporre).
Infatti!Sarebbe utile sapere che cosa facevano in concreto questi psicologi in farmacia all'interno di questo esperimento, altrimenti mi sembra difficile formulare un parere...
Ciao!
anch'io ho trovato l'articolo e mi sono subito mobilitata, offrendomi GRATIS per consulenze in farmacia... credo sia un'idea super!
il farmacista era entusiasta, ma il suo ordine non ha dato l'ok perchè per le professioni mediche non è possibile accedere a consulti in farmacia e la nostra è considerata professione medica... per cui, nulla!!!
quello di Milano è un esperimento fatto dal Comune, per cui era tutto diverso... un vero peccato, sarebbe stato un bel modo di avvicinarsi a nuovi pazienti...
Che tipo di domanda può avere, secondo voi, una persona incontrata in farmacia? Personalmente credo che sia un'idea super... ficiale, chiaramente sarei ben felice di essere smentito, per cui attendo vostre considerazioni.Citazione:
Ciao!
anch'io ho trovato l'articolo e mi sono subito mobilitata, offrendomi GRATIS per consulenze in farmacia... credo sia un'idea super!
il farmacista era entusiasta, ma il suo ordine non ha dato l'ok perchè per le professioni mediche non è possibile accedere a consulti in farmacia e la nostra è considerata professione medica... per cui, nulla!!!
quello di Milano è un esperimento fatto dal Comune, per cui era tutto diverso... un vero peccato, sarebbe stato un bel modo di avvicinarsi a nuovi pazienti...
Saluti,
ikaro
Caspita!anche io volevo fare così!
ma allora non si può? è solo una sperimentazione che rimane a Milano? come si fa a proporsi per questo servizio?
Non capisco perchè dovrebbe essere superficiale...Diventa superficiale se c'è chi lo fa diventare tale. Noi siamo psicologi, il nostro scopo è promuovere il benessere e potenziare le risorse individuali. Come iniziale screening si può anche fare in farmacia perchè no?
Proprio l'altro giorno ho visto un cartello sulla vetrina di una farmacia che pubblicizzava la possibilità di fare un colloquio con uno psicologo, in una stanza separata ovviamente. Quindi immagino che ci sia un modo di farlo.... il cartello non era "arrangiato", ma stampato, di dimensione medio-grandi e con immagini, perciò non credo fosse solo un esperimento del farmacista...
Se la cosa è organizzata per bene, non vedo perchè dovrebbe essere considerata un'iniziativa superficiale...
La cosa è stata pubblicizzata, più o meno chiaramente, su vari giornali.
Ora arriva la posizione dell'Ordine della Lombardia: Ordine degli Psicologi della Lombardia - Posizione OPL sulla questione dello psicologo di quartiere (o nelle farmacie)
Citazione:
L'iniziativa dello psicologo nelle farmacie, o psicologo di quartiere, di cui si è parlato durante la scorsa consigliatura, non è di fatto un progetto dell'OPL.
Abbiamo proprio in questi giorni studiato tale questione viste le numerose domande che stanno giungendo in tal senso.
L'iniziativa è in realtà un progetto pilota portato avanti dal laboratorio di psicologia clinica dell'Università cattolica e finanziato dalle farmacie stesse, terminato a metà marzo.
Stiamo in ogni caso lavorando per capire in che modo l'Ordine può attivarsi con gli attori istituzionali adeguati per dare un seguito ed uno sviluppo a tale sperimentazione.
Sarà nostra cura tenere informati gli iscritti dei nostri progressi in tal senso.
Mi sono informata ed effettivamente era una sperimentazione del laboratorio di psicologia clinica dell'università cattolica in collaborazione con l'OPL e Assofarma solo su Milano.Così ho scritto direttamente al prof. Molinari che è uno dei responsabili del progetto, per ora non ho ricevuto alcuna risposta ma appena avrò qualche informazioni in più vi faccio sapere :Ops:
Ma...veramente proprio ieri l'OPL diceva che loro non c'entrano nulla......
visto che Molinari è il presidente dell'OPL ci credo poco che proprio non c'entrano nulla! ma può essere che effettivamente il progetto sia stato portato avanti dalla cattolica con il semplice consenso limitato a questa sperimentazione da parte dell'OPL
Veramente Molirani era il presidente dell'OPL.
AD ogni modo, nel post precedente ho riportato il link alla dichiarazione che ha fatto ieri l'OPL su OPL Informa e mi pare che, da come è scritto, non ci siano molti dubbi.....
Sì, è vero, Molinari ora è un consigliere ma semplicemente da gennaio 2010 con le nuove elezioni. il progetto invece è partito a fine 2009. Direi ad ogni modo che sicuramente è un professionista che gode di una certa credibilità nell'ambito dell'OPL! ma al di là di questo discorso che lascia il tempo che trova, trovo invece interessante quanto viene comunicato nel tuo link dall'OPL, cioè "Stiamo in ogni caso lavorando per capire in che modo l'Ordine può attivarsi con gli attori istituzionali adeguati per dare un seguito ed uno sviluppo a tale sperimentazione.Sarà nostra cura tenere informati gli iscritti dei nostri progressi in tal senso. ". Mi lascia intendere che la sperimentazione non è stata fine a se stessa ma che stanno pensando di dare seguito alla cosa.
DA quello che ho capito io, stanno pensando di fare qualcosa nell'ambito delle farmacie ma mettendo in moto l'OPL e l'Ordine dei farmacisti.
é vero che Molinari è professionista serio, ma per tutto l'anno scorso su questo caso degli psicologi e le farmacie non si è avuta una risposta chiara e definitiva (tanto che anche ora l'OPL si trova a rispondere a un sacco di mail su questo...anche arretrate).
Ma se lui come professionista o professore fa una cosa, non vuol dire che la fa l'OPL come istituzione....sono due cose distinte e non andrebbero confuse.
Ad ogni modo, attendiamo e vediamo cosa vogliono fare :)
Ma sì certo Luisa, hai ragione. Ma non sto confondendo il professionista Molinari con l'istituzione OPL. Ho solo espresso un mio parere che appunto è quello che a mio avviso l'OPL c'entra nella misura in cui questo progetto è stato per lo meno appoggiato ad un professionista che gode di credito all'interno dell'Ordine. In questo credo c'entri l'ordine, al di là delle comunicazioni ufficiali che possono fare e che rimangono certamente il punto di riferimento di fatto per ognuno di noi.Era solo un mio pensiero al di là delle righe, tutto qui.
Perciò, come dici tu, attendiamo e vediamo cosa vogliono fare :-)
ciao!!!!!...mi sembra proprio un'ottima idea...anzi...io spero facciano qualche legge per mettere d'obbligo uno psicologo in ogni scuola...dalle elementari al liceo...perchè m sembra giusto dare la possibilità ai genitori di bambini con problemi di apprendimento o comportamentali di ricevere gratuitamente consigli utili...!!! e lo stesso è per la farmacia....anzi...sai cosa è richiesto per provare ad entrare a far parte di questo progetto?...io mi sono appena laureata in psicologia dello sviluppo e dell'educazione...il mio sogno sarebbe la pet therapy....oppure la scuola...o l'insegnamento....ma anche il lavoro in farmacia non mi dispiace!!!...di sucuro ci vorrà specialistica ed esame di stato...giusto???...a presto!!!
Ciao Daisy
rispondo a te ma un po' a tutti...
Io sono di Milano, e indirettamente (cioè per bocca di una mia compagna della scuola di psicoterapia) ho sentito la testimonianza di una persona che lavora presso le farmacie come psicologo...
Ovviamente ci vuole laurea quinquennale ed esame di stato, e immagino anche una scuola di psicoterapia post-laurea... :) ovviamente, come un po' tutti gli ambiti in cui lavorano i liberi professionisti, ci vogliono i "contatti" per partecipare ai progetti, sostanzialmente il solito iter che un po' tutti gli psicologi e i liberi professionisti in generale devono affrontare (avendo un'amica che fa la consulente a partita iva nel mondo della moda, so che è un iter comune)....
Per quanto riguarda la validità dello psicologo in farmacia, vi assicuro che le testimonianze sentite sono di assoluta serietà e validità/utilità del servizio, per nulla superficiale!! Anzi, da quello che ho sentito, è molto utile perfare esperienza, dato che comunque vedi "un po' di tutto", dalla "semplice" mamma ansiosa per la crescita del pargolo fino a veri e propri casi da cps.... :)
Infine, sempre rispondendo a daisy... per il discorso dello psicologo nelle scuole (so che è un argomento che esula dal contenuto del thread, ma mi sembra in attinenza con quanto si sta discutendo qui) in realtà gli accordi ci sarebbero, ma il problema è molto molto più complesso...se si continuano a tagliare i fondi alle scuole, e la maggior parte degli istituti non hanno soldi nemmeno per la carta igienica, dificilmente la scuola si potrà permettere lo psicologo... ecco quindi che in Italia lo psicologo nelle scuole c'è, ma sono gli psicologi delle asl (in genere quelli dei consultori di zona) che vengono a lavorare nelle scuole, se va male una volta al mese, se va bene un po' più spesso...sicuramente è un servizio scadente, ma per la scuola è a costo zero
(dico questo a ragion veduta, sto offrendo un servizio di sportello di counselling gratis per una scuola dove una volta al mese arriva anche uno psicologo della asl di zona)
Tornando cmq all'argomento in questione, per fare lo psicologo in farmacia ci vuole il patrocinio dell'ordine locale, dell'ordine dei farmacisti e del comune (penso, visto che quelle interessate sono farmacie comunali)...progetto quindi molto interessante ma anche molto complicato...
a presto
Chiara
non vedo assolutamente la necessità di una scuola di psicoterapia, poichè si tratta (immagino) di colloqui di consultazione. inoltre mi sembra un buon servizio. Non capisco perchè gli psicologi da una parte continuano a dire che non c'è lavoro dall' altra sviliscono un sacco di opportunità (ad. es. questa) perchè non "all'altezza"
ma in concreto, cosa fa lo psicologo nella farmacia? cioè, ha una stanza nella farmacia in cui possono fare consulti persone qualsiasi? e perché proprio nelle farmacie?
PS oggi nell'home page di ops c'è questo articolo: evidentemente l'iniziativa di Milano ha avuto successo e i cittadini sono soddisfatti
http://www.opsonline.it/psicologia-2...te-milano.html
si,l'idea è carina e anche secondo me non è necessaria la scuola di specializzazione, mentre l'iscrizione all'albo si...
certamente dovrebbe essere organizzata per bene la cosa...io sono di roma e magari si potrebbe replicare la cosa anche qui, ma sempre coinvolegndo istituzioni, altrimenti sono poco ottimista...ma se addirittura in questi giorni alcune farmacie non hanno voluto accettare le locendine e i volantini del Maggio di Informazione Psicologica! e non si tratta certo di un'iniziativa per cui devono essere autorizzati,visto che i colloqui si tengono fuori dalla farmacia...quindi, dipende sempre dalla disponib e apertura mentale del singolo farmacista, se non si fa parte di una cosa + strutturata...
Credo di si, una stanza riservata, altrimenti addio segreto...e nelle farmacie perchè è un posto che ha a che fare con salute, benessere/malessere...pensa a quanti vanno a chiedere medicinali per ansia, emicrania e tanti altri medicinali legati anche a disturbi psicosomatici...
ciao a tutti!
scusate se riapro una discussione chiusa da alcuni mesi, ma avevo necessità di capire se questo progetto inerente lo psicologo in farmacia, poteva essere svolto individualmente. ossia se si trova una farmacia disponibile alla prevenzione dello stato di salute dei suoi clienti ed avendo una stanza dove svolgere i colloqui, uno psicologo iscritto all'albo, gratuitamente lo può fare?
grazie a tutti.l
Lo psicologo in farmacia è stata una buona occasione, ovviamente, senza essere polemici, sarei lieta di sapere che non sono entrati in questo progetto solo elettori e/o utenti delle categorie di psicologi che si sono presentati all'Ordine per le elezioni di gennaio, perchè le voci a me giunte erano queste.
Speriamo che abbia seguito la sperimentazione perchè si tratta di un modo per cominciare soprattutto per i neopsicologi.
Inoltre qst sperimentazione aveva riguardato solo alcune zone di milano ed alcune farmacie che appunto erano spalleggiate da associazioni private che retribuivano gli psy. Inoltre gli psicologi che ci andavano non andavano tutti i giorni, ma avevano solo degli spazi in uno o due giorni in cui ricevevano.
Ma...gratuitamente? Su questo sarei un po' scettica anche perchè il messaggio poi è: "qui lo psicologo è gratuito, perchè mai dovrei andare nel suo studio e pagarlo?"
Puoi chiedere al farmacista di darti uno spazio per fare lì dei colloqui (se ovviamente il setting lo consente, non uno spazio con il vecchietto che si misura la pressione e dove la gente passa) e fare una tariffa buona oppure fare consulenza su un ambito specifico legato magari alla farmacia.
concordo, perchè lavorare gratis?
ciao, volevo avere informazione sul progetto avviato, da quanto so per primo, dal comune di milano sugli psicologi nelle farmacie.
qualcuno di voi sa qualcosa o ha partecipato a questi progetti?
io ho trovato questo sito che ne parla ma sarei molto interessata!
http://www.psicologiainfarmacia.it/
ciao e grazie
no, è come un primo colloquio gratuito, che spesso si fa anche nel privato tra l'altro per sponsorizzarsi. io ho anche amici neo avvocati e altrio professionisti che offrono una prima consulenza gratuita. anche banche fanno queste cose, x dire. non si tratta di fare veri e propri colloqui di consulenza come si terrebbe in uno studio privato a gratis! e pensate anche ad occasioni di invii che ci possono essere. un'ottima occasione di familiarizzazione con il nostro ruolo, proprio perchè consente una prima "capatina" senza alcun impegno. io la trovo un'inziativa piena di risvolti positivi. e aiuterebbe a far entrare nell'immaginario collettivo la figura di psicologo sia come professionista, il cui ruolo è UNICO e non può essere svolto da medici, preti ecc..e il fatto di trovarlo inserito in un contesto quotidiano che già gode di considerazione, per vicinanza non può che giovare alla visibilità della nostra categoria
Il rischio c'è che passi il messaggio sbagliato (colloquio gratis, su quello che voglio e quando voglio), ecco perchè ti dicevo che bisogna impostare il lavoro in modo preciso e non generico.
Per farsi conoscere si può organizzare una presenza una tantum su un argomento e fare sì una consulenza gratuita breve. Ma appunto con l'idea di farsi conoscere come professione e come singolo in modo da diffondere il proprio nome e la propria presenza.
mmmh...
allora ho provato a vedere il sito e sotto alla pagina Chi siamo non esce nulla. Non so, ma non mi pare una cosa positiva, sarebbe la prima cosa da curare da parte di profesasionisti seri e che ci tengano a far vedere il loro lavoro.
ciao, scusate, ho letto solo ora che era presente un altro thread con questo argomento. sorry!
Ciao a tutti!
concordo con le vostre affermazioni, solo che come sapete, spesso la gente è molto scettica sulla nostra professione o talvolta non sa che cosa aspettarsi con i nostri colloqui. per questo potrebbe essere un buon modo per sensibilizzare la popolazione sull'importanza del benessere della salute mentale e chiarire tante"dicerie" sul nostro lavoro.
il fatto di non essere pagate per 1 o 2 colloqui a persona, non scredita, secondo me il nostro lavoro anzi potrebbe essere un ulteriore incentivo per i " potenziali clienti". ovviamente tutto inserito magari all'interno di un progetto che abbia senso e continuita! quante volte capita che le persone chiedano prima quanto ci prendiamo piuttosto che preoccuparsi della nostra competenza-professionalità e saper essere?
Visto che è una cosa che mi è capitata di recente, Avrei un' altra domanda da porvi, possiamo o meno consigliare medicinali naturali tipo fiori di back o omeopatia? la mia risposta è stata no, perchè non siamo competenti in tale materia. Aspetto , però da voi, magari alcuni chiarimenti.grazie e buona giornata a tutti!
interessaante...Ma per le altre città come si fa?
I fiori di Bach secondo me non hanno bisogno, per essere prescritti, di una specializzazione particolare, conosco psicoterapeuti che si pubblicizzano anche come "esperti" in fiori di Bach (io stessa me li sono "autoprescritti", informandomi approfonditamente su testi, e su info on line...)....i medicinali omeopatici, non saprei....
Io collaboro con una naturopata, lei dopo una laurea in scienze dell'educazione e una specializzazione in naturopatia prescrive i fiori di bach...quindi anche se forse non ci vuole un'apposita formazione per dare i fiori di bach, comunque direi di no, che noi non possiamo prescriverli, prima cosa perchè creerebbe ancor maggiore confusione (se non vogliamo che altre figure invadano l'ambito di competenza degli psicologi, perchè dovremmo farlo noi?) e poi soprattutto perchè comunque sono metodi che possono causare un cambiamento nello stato psico-fisico della persona, quindi vanno somministrati, sempre, da persone con la formazione per farlo ;)
in realtà le elezioni dell'ordine non centrano, il progetto è partito dall'Università Cattolica di Milano, quindi semmai sono entrati quelli che collaboravano con la cattolica e la facoltà di psicologia che c'è lì, che comunque erano psicologi abbastanza giovani (ve li vedete gli psicologi già avviati, magari anche con una cattedra come docenti universitari, a guadagnare - poco, comunque - per fare consulenze in farmacia??) e che venivano pagati (ripeto, da quanto ne so era più un rimborso spese)
Ciao a tutte/i!
Anch'io mi ero interessata alla questione dello psicologo in farmacia e mi era sembrata un'ottima idea per avvicinare la gente alla psicologia.
Quest'anno anche il MIP è andato decisamente meglio!
Potremmo informarci meglio sulla procedura e scrivere un progetto da presentare anche nelle città che non sono Milano, cosa ne dite?
Da quello che ricordo di aver letto sul progetto milanese, lo psicologo aveva una sua stanzetta in cui riceveva i pazienti per un numero prestabilito di colloqui gratuiti (a seconda del tipo di domanda della persona); se poi la persona sentiva il bisogno di continuare il percorso, poteva scegliere se andare privatamente dallo psicologo in questione.
Se vi va di unire le forze, io ci sono!
Buona giornata!!
Sarah
ciao a tutti!
io mi sono già informata...purtroppo nn si può fare..
servono molti permessi e autorizzazioni..
quindi è stato un progetto di milano e tale rimarrà!
mi dispiace!
ciao