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Con la psicoterapia si può cambiare?
Salve a tutti e scusate per la domanda che può sembrare banale, ma avrei bisogno di sapere il punto di vista di esperti.
Mi chiedo se con la psicoterapia si possono colmare in età adulta le mancanze affettive che caratterizzano l'attaccamento insicuro oppure l'intento è quello di accettarsi per come siamo fatti e cercare di vivere al meglio?
Potrà, per esempio, un ambivalente - dopo adeguata psicoterapia - relazionarsi in modo "sano" ad uno sicuro? (domanda molto semplicistica, lo so, ma spero di aver fatto capire quello che intendevo)
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Perché, secondo te, un "ambivalente" (chissà che cos'è...) si relaziona in modo "non sano"?
Guarda, non è una domanda né retorica, né ironica. Sono davvero incuriosito. E interessato.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Volevo dire che molto spesso una persona con modello operativo di attaccamento, ad esempio, ambivalente, si relaziona in modo dipendente.
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Citazione:
Originalmente inviato da
benedetta14
Salve a tutti e scusate per la domanda che può sembrare banale, ma avrei bisogno di sapere il punto di vista di esperti.
Mi chiedo se con la psicoterapia si possono colmare in età adulta le mancanze affettive che caratterizzano l'attaccamento insicuro oppure l'intento è quello di accettarsi per come siamo fatti e cercare di vivere al meglio?
Potrà, per esempio, un ambivalente - dopo adeguata psicoterapia - relazionarsi in modo "sano" ad uno sicuro? (domanda molto semplicistica, lo so, ma spero di aver fatto capire quello che intendevo)
Domanda tutt'altro che banale, alla quale però la risposta è complessa.
In primo luogo direi che bisogna definire cosa si inteda con "relazionarsi in modo sano e sicuro" (anche se il tuo riferimento alla teoria dell'attaccamento è chiaro...). Poi bisogna considerare a quale tipo di psicoterapia ci si riferisca, visto che alcuni orientamenti mirano all'estinzione del sintomo/adattamento, altri al cambiamento strutturale.
Non c'è una risposta univoca, quindi...
Saluti
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Originalmente inviato da
gieko
Domanda tutt'altro che banale, alla quale però la risposta è complessa.
In primo luogo direi che bisogna definire cosa si inteda con "relazionarsi in modo sano e sicuro" (anche se il tuo riferimento alla teoria dell'attaccamento è chiaro...). Poi bisogna considerare a quale tipo di psicoterapia ci si riferisca, visto che alcuni orientamenti mirano all'estinzione del sintomo/adattamento, altri al cambiamento strutturale.
Non c'è una risposta univoca, quindi...
Saluti
OK Grazie gieko. Si, mi riferisco alla teoria dell'attaccamento ed intendevo dire relazionarsi senza dipendenze affettive. Le terapie che mirano all'estinzione del sintomo/adattamento sono quelle cognitive-comportamentali?
Comunque la domanda si riferiva a quelle che si rivolgono al cambiamento strutturale: che esperienza avete in merito? Si possono colmare le carenze affettive?
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Originalmente inviato da
benedetta14
OK Grazie gieko. Si, mi riferisco alla teoria dell'attaccamento ed intendevo dire relazionarsi senza dipendenze affettive. Le terapie che mirano all'estinzione del sintomo/adattamento sono quelle cognitive-comportamentali?
Oggi giorno è veramente difficile ragionare per generalizzazioni, visto che anche in ambito cognitivista ci sono orientamenti molto più vicini all'intervento strutturale che altro. Grosso modo comunque sì. Ma soprattutto la terapia breve strategica.
Citazione:
Originalmente inviato da
benedetta14
Comunque la domanda si riferiva a quelle che si rivolgono al cambiamento strutturale: che esperienza avete in merito? Si possono colmare le carenze affettive?
L'esperienza e l'idea che ho di una teoria clinica che riguardi il cambiamento strutturale è che non è passando attraverso il "colmare le carenze affettive" che si producono processi di trasformazione. Non si tratta di riparare qualcosa di mancante, ma di trasformare qualcosa che genera sofferenza.
Saluti
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Ciao Benedetta. La tua è una bella domanda, bella perchè va al cuore di un argomento fondamentale e centrale nel benessere individuale e di coppia.
I Moi della teoria dell'attaccamento individuano, come mi sembra tu sappia bene, gli stili insicuri in evitante-distanziante, preoccupato-ambivalente e disorganizzato. Gli sviluppi di questo filone di ricerca evidenziano come sia possibile che Moi organizzatisi in età infantile possano essere permeabili rispetto a nuove strutture proposte da successive relazioni, come ad es. in adolescenza ed in età adulta. La collusione e complementarità degli attaccamenti in una coppia può rendere più facile lo stallo: nella casisitica clinica si presenta una prevalenza della coppia partner evitante-partner preoccupato. La terapia individuale o di coppia può essere terreno utile per evolvere verso un attaccamento sicuro, attraverso la possibilità di sviluppare una metacognizione sulle caratteristiche delle dinamiche relazionali personali e della diade, e procedere con un'elaborazione di quanto man mano emerge nella prospettiva della co-costruzione di un attaccamento sicuro mediante la possibilità di aiutarsi ad "aprirsi" e permettersi di sperimentare esperienze emozionali correttive che consentono di lasciarsi alle spalle il corrispettivo Moi insicuro.
E' un percorso, da costruire insieme, che affronta una gamma i variabili relative a processi cognitivi ed a processi affettivo emotivi , come ad es. processi di attribuzione e valutazione, percezione del supporto e del conflitto, credenze e standard , vicinanza, intimità e self-disclosure, livelli di impegno e coinvolgimento nella relazione, ecc..
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Citazione:
Originalmente inviato da
GIUNONE
permettersi di sperimentare esperienze emozionali correttive che consentono di lasciarsi alle spalle il corrispettivo Moi insicuro.
Esperienze emozionali correttive di che? E poi fornite da chi? I limiti dell'epistemologia ambientalista si scontrano proprio con il fatto che in terapia abbiamo a che fare un con processo bidirezionale. Nulla da correggere, tutto da mettere in gioco e trasformare, insomma.
Saluti
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Con la teoria dell'attaccamento l'esperienza emozionale correttiva si riferisce alla possibilità di costruire nuovi significati e sperimentare nuove emozioni lenitive rispetto a quelle che hanno contribuito alla formazione di modalità affettivo-emotive disfunzionali. Non c'è un dispenser, ma la sperimentazione del nuovo (emozione e significato) avviene all'interno del percorso terapeutico e soprattutto della relazione di coppia.
Se non sei d'accordo non so che dirti, ti sto portando i riferimenti di questo orientamento.
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Ti ringrazio, credo di conoscerne qualcosa e la mia era una riflessione critica, dato che la teoria dell'attaccamento si rifà ad un'epistemologia ambientalista.
Ad ogni modo la mia era una risposta/stimolo per benedetta che parlava proprio di "colmare le mancanze affettive".
Saluti
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Originalmente inviato da
GIUNONE
Con la teoria dell'attaccamento l'esperienza emozionale correttiva si riferisce alla possibilità di costruire nuovi significati e sperimentare nuove emozioni lenitive rispetto a quelle che hanno contribuito alla formazione di modalità affettivo-emotive disfunzionali. Non c'è un dispenser, ma la sperimentazione del nuovo (emozione e significato) avviene all'interno del percorso terapeutico e soprattutto della relazione di coppia.
Se non sei d'accordo non so che dirti, ti sto portando i riferimenti di questo orientamento.
E' azzardato dire che, data la fondamentale importanza della sperimentazione del nuovo e le difficoltà ad esplorare dei Moi insicuri, difficilmente un paziente sarà motivato ad interrogarsi sul suo modo di relazionarsi prima della fine traumatica del rapporto affettivo? Ed è corretto dire che di conseguenza la terapia difficilmente potrà essere individuale? E se i Moi insicuri si relazionano prevalentemente tra di loro, come riescono a percepire l'importanza di conoscersi più approfonditamente e di rivolgersi ad un terapeuta?
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Originalmente inviato da
gieko
Oggi giorno è veramente difficile ragionare per generalizzazioni, visto che anche in ambito cognitivista ci sono orientamenti molto più vicini all'intervento strutturale che altro. Grosso modo comunque sì. Ma soprattutto la terapia breve strategica.
Gieko ma in psicoanalisi cosa si intede per "cambiamento strutturale"? Perche' e' vero che le TBS mirano all'estinzione del sintomo/adattamento, ma se mirassero solo a quello sarebbero non dico inutili ma quasi. Insomma, se cosi' fosse la maggior parte delle volte si verificherebbe uno spostamento del sintomo e saremmo punto e da capo...anche nelle TBS viene fatto un intervento di tipo strutturale, quindi mi domandavo se per caso in psicoanalisi non si intenda un'altra cosa...
Grazie per il chiarimento!
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Mi sembra che ne avessimo parlato in una vecchia discussione... Da quel che so, la TBS non contempla il concetto di struttura, ma si occupa del sistema percettivo. Consideriamo inoltre che oltre allo spostamento del sintomo (che ritengo altamente probabile con questo tipo di tecniche) può essere sottile e "camuffato" dai processi di suggestione messi in atto (ed esplicitamente contemplati nella TBS).
Cosa si intenda per struttura in psicoanalisi è piuttosto complesso e sarò necessariamente parziale... In sostanza si intende un livello organizzativo inconscio del soggetto che configura il mondo interno ed esterno del soggetto.
So che può suonare poco chiaro, ma non saprei come altro definirlo.
Spero che sia un po' più chiara la differenza tra i livelli di intervento.
Saluti
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Gieko ma in psicoanalisi cosa si intede per "cambiamento strutturale"? Perche' e' vero che le TBS mirano all'estinzione del sintomo/adattamento, ma se mirassero solo a quello sarebbero non dico inutili ma quasi. Insomma, se cosi' fosse la maggior parte delle volte si verificherebbe uno spostamento del sintomo e saremmo punto e da capo...anche nelle TBS viene fatto un intervento di tipo strutturale, quindi mi domandavo se per caso in psicoanalisi non si intenda un'altra cosa...
Grazie per il chiarimento!
Il problema è capire che cosa si intende per "struttura", anche all'interno della stessa psicoanalisi la questione non è univoca.
Saluti,
ikaro
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Originalmente inviato da
gieko
Mi sembra che ne avessimo parlato in una vecchia discussione... Da quel che so, la TBS non contempla il concetto di struttura, ma si occupa del sistema percettivo. Consideriamo inoltre che oltre allo spostamento del sintomo (che ritengo altamente probabile con questo tipo di tecniche) può essere sottile e "camuffato" dai processi di suggestione messi in atto (ed esplicitamente contemplati nella TBS).
Cosa si intenda per struttura in psicoanalisi è piuttosto complesso e sarò necessariamente parziale... In sostanza si intende un livello organizzativo inconscio del soggetto che configura il mondo interno ed esterno del soggetto.
So che può suonare poco chiaro, ma non saprei come altro definirlo.
Spero che sia un po' più chiara la differenza tra i livelli di intervento.
Saluti
Si si infatti ricordo che ne avevamo gia' parlato di questo! Ma gia' da quella discussione "ne ero uscita" con un po' di confusione su cosa si intendesse in psicoanalisi con struttura...grazie per il chiarimento, anche se mi rendo conto che non si puo' spiegare in due parole e dunque dovro' necessariamente approfondire...
In effetti nelle TBS viene contemplato il concetto di sistema percettivo reattivo del paziente, pero' quello che io intendevo dire era che un lavoro di..."ristrutturazione" sulla struttura di personalita' viene fatto anche dagli strategici una volta eliminato il sintomo, non e' solo questione di spostare l'attenzione del paziente da esso. Certo posso farlo, ma come dici tu lo spostamento del sintomo a quel punto non sarebbe solo probabile, sarebbe sicuro!
Comunque ci riflettero' su...
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Originalmente inviato da
ikaro78
Il problema è capire che cosa si intende per "struttura", anche all'interno della stessa psicoanalisi la questione non è univoca.
Saluti,
ikaro
Ecco... :argh:
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Originalmente inviato da
benedetta14
E' azzardato dire che, data la fondamentale importanza della sperimentazione del nuovo e le difficoltà ad esplorare dei Moi insicuri, difficilmente un paziente sarà motivato ad interrogarsi sul suo modo di relazionarsi prima della fine traumatica del rapporto affettivo?
Non è detto, spesso invece si verifica uno stallo che blocca i partner in un copione fisso e stabile che potrebbe continuare all'infinito.
Ed è corretto dire che di conseguenza la terapia difficilmente potrà essere individuale?
Può anche esserlo, si lavora sui Moi dell'individuo.
E se i Moi insicuri si relazionano prevalentemente tra di loro, come riescono a percepire l'importanza di conoscersi più approfonditamente e di rivolgersi ad un terapeuta?
E' il forte malessere personale e relazionale il campanello d'allarme che, come in tutte le terapie, può far nascere la domanda.
Ti ho risposto in grassetto, ciao!
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Originalmente inviato da
chiaravarri
un lavoro di..."ristrutturazione" sulla struttura di personalita' viene fatto anche dagli strategici una volta eliminato il sintomo, non e' solo questione di spostare l'attenzione del paziente da esso. Certo posso farlo, ma come dici tu lo spostamento del sintomo a quel punto non sarebbe solo probabile, sarebbe sicuro!
Sono molto dubbioso sul fatto che la TBS modifichi in qualche modo la struttura di personalità. Ribadisco che mi pare di capire che in questo orientamento non si maneggi il concetto di struttura e pertanto non sia presente nè a livello teorico, nè metodologico. In altre discussioni era emerso piuttosto chiaramente come, rifacendosi alla prima cibernetica, gli strategici ritengono sia sufficiente lavorare proprio sul sistema percettivo-reattivo (in un'ottica molto comportamentista, in fondo). La brevità dei loro trattamenti ne è un'ulteriore dimostrazione, dal momento che il processo di cambiamento strutturale necessita di periodi molto più lunghi.
Attenzione dunque, perchè se adottiamo l'ottica strutturale, l'estinzione del sintomo (per quanto durevole) non significa assolutamente che strutturalmente siano avvenuti cambiamenti.
Saluti
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Originalmente inviato da
ikaro78
Il problema è capire che cosa si intende per "struttura", anche all'interno della stessa psicoanalisi la questione non è univoca.
Potremmo anche provare a delineare meglio il concetto, partendo da qualche definizione. Ad ogni modo direi che nei diversi orientamenti psicoanalitici il concetto di "struttura" è accomunato dall'idea che si abbia a che fare con organizzazioni (di significato, di funzioni...) inconsce e proprie di ogni singolo soggetto.
Facci sapere che ne pensi.
Saluti
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Originalmente inviato da
ikaro78
Il problema è capire che cosa si intende per "struttura", anche all'interno della stessa psicoanalisi la questione non è univoca.
Saluti,
ikaro
E' vero. Ad ogni modo, potrei pensare che un certo pattern di attaccamento, sicuramente produrrà effetti strutturali (mi riferisco qui al tradizionale concetto di 'carattere') che faranno da sfondo a tutte le modalità relazionali del soggetto. Siccome, a mio modesto parere, qualcosa come un 'attaccamento' è riferibile al livello strutturale è quasi ovvio che l'indagine di questo sfondo, che condiziona le successive forme dell'adattamento, sia da considerarsi di competenza psicoanalitica giacchè è inverosimile che una terapia strategica contempli le varie modalità ''inconsce'' di esperire un tipo di attaccamento disfunzionale nell'età adulta. Faccio un esempio: se le modalità di relazione, in un eventuale paziente, sono di tipo 'isteroide' (non voglio scendere nei particolari) annullare il sintomo (sempre successivo e conseguente a tale organizzazione) è pressochè inutile, data la 'durezza' di questa organizzazione cognitivo-emotiva che, per fuggire l'angoscia, tenderà sempre ad una certa coerenza isteroide per mantenersi in vita: in tal senso le difese messe in atto garantiscono la sopravvivenza strutturale e un continuo 'riciclo' al livello sintomatologico. Per il resto non conosco la terapia strategica per esprimermi con cognizione di causa.
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Citazione:
Potremmo anche provare a delineare meglio il concetto, partendo da qualche definizione. Ad ogni modo direi che nei diversi orientamenti psicoanalitici il concetto di "struttura" è accomunato dall'idea che si abbia a che fare con organizzazioni (di significato, di funzioni...) inconsce e proprie di ogni singolo soggetto.
Facci sapere che ne pensi.
Penso che la struttura riguardi ciò che accomuna, più che ciò che è proprio di ogni singolo soggetto. In Freud, ad esempio, essa riguarda l'apparato psichico così come viene definito nelle due topiche. In questo senso la struttura è data e non può esserci "cambiamento strutturale" in senso stretto.
Saluti,
ikaro
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Originalmente inviato da
ikaro78
Penso che la struttura riguardi ciò che accomuna, più che ciò che è proprio di ogni singolo soggetto. In Freud, ad esempio, essa riguarda l'apparato psichico così come viene definito nelle due topiche. In questo senso la struttura è data e non può esserci "cambiamento strutturale" in senso stretto.
Saluti,
ikaro
Esattamente! Anche Jung con la stratificazione della psiche arriva a concludere qualcosa del genere: data cioè l'impossibilità di abitare totalmente la verità dell'inconscio (essendo esso un momento immutabile della struttura psichica) non possiamo che procedere per continui decentramenti e centramenti della personalità. Questa dialettica definisce il processo di individuazione che, a parte le cattive interpretazioni datene, è 'interminabile'.
Saluti,
Luigi
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Originalmente inviato da
ikaro78
Penso che la struttura riguardi ciò che accomuna, più che ciò che è proprio di ogni singolo soggetto.
Questo è molto importante. Soprattutto quel ''accomuna''...mi pare che sotto questo aspetto siamo abbastanza vicini.
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da gieko
Ad ogni modo direi che nei diversi orientamenti psicoanalitici il concetto di "struttura" è accomunato dall'idea che si abbia a che fare con organizzazioni (di significato, di funzioni...) inconsce e proprie di ogni singolo soggetto.
Che significa che un'organizzazione strutturale è inconscia, che non la si conosce? Che non si è persuasi del fatto che ci struttura? O si vuol dire qualcos'altro?
Un saluto
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Che significa che un'organizzazione strutturale è inconscia, che non la si conosce? Che non si è persuasi del fatto che ci struttura? O si vuol dire qualcos'altro?
Un saluto
Significa che per sua natura è un livello di organizzazione non accessibile alla coscienza, operante al di fuori del funzionamento cognitivo del soggetto, non identificabile a meno di non utilizzare un dispositivo appositamente studiato, quale il setting psicoanalitico.
Se vogliamo usare una metafora è qualcosa di assimilabile alla struttura di un edificio (fondamenta, pilastri portanti), che non è visibile perchè in parte è sotto terra ed in parte integrata nei muri e nelle stanze, a meno di non avere strumenti appositi.
Saluti
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Originalmente inviato da
gieko
Sono molto dubbioso sul fatto che la TBS modifichi in qualche modo la struttura di personalità. Ribadisco che mi pare di capire che in questo orientamento non si maneggi il concetto di struttura e pertanto non sia presente nè a livello teorico, nè metodologico. In altre discussioni era emerso piuttosto chiaramente come, rifacendosi alla prima cibernetica, gli strategici ritengono sia sufficiente lavorare proprio sul sistema percettivo-reattivo (in un'ottica molto comportamentista, in fondo). La brevità dei loro trattamenti ne è un'ulteriore dimostrazione, dal momento che il processo di cambiamento strutturale necessita di periodi molto più lunghi.
Attenzione dunque, perchè se adottiamo l'ottica strutturale, l'estinzione del sintomo (per quanto durevole) non significa assolutamente che strutturalmente siano avvenuti cambiamenti.
Saluti
Capito...ma la durata del trattamento dipende anche dal tipo di problema immagino...e questo credo valga sia per le TBS che per altri orientamenti.
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Originalmente inviato da
chiaravarri
Capito...ma la durata del trattamento dipende anche dal tipo di problema immagino...e questo credo valga sia per le TBS che per altri orientamenti.
Ma la tbs non può durare a lungo...è una sua specificità l'essere orientata verso un numero contenuto di sedute. Altrimenti non è più breve ne strategica...
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
luigi '84
Ma la tbs non può durare a lungo...è una sua specificità l'essere orientata verso un numero contenuto di sedute. Altrimenti non è più breve ne strategica...
Saluti,
Luigi
Beh, dipende...breve perche' spesso si sta sotto le 20 sedute ma dipende sempre dal problema. Se il terapeuta ritiene che sia necessario piu' tempo si prende piu' tempo. E poi breve in termini di numero di sedute, che pero' rispetto ad altri orientamenti sono piu' diluite nel tempo. Quindi, ipotizzando, se io me la posso cavare in 10 sedute, non e' detto che finisca la mia terapia nel giro di due mesi e mezzo....non e' una cosa cosi' "rigida" come l'hai descritta tu...e poi il fatto che sia "strategica" e' riferito non tanto al numero complessivo di colloqui ma ad altro...
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Originalmente inviato da
chiaravarri
Beh, dipende...breve perche' spesso si sta sotto le 20 sedute ma dipende sempre dal problema. Se il terapeuta ritiene che sia necessario piu' tempo si prende piu' tempo. E poi breve in termini di numero di sedute, che pero' rispetto ad altri orientamenti sono piu' diluite nel tempo. Quindi, ipotizzando, se io me la posso cavare in 10 sedute, non e' detto che finisca la mia terapia nel giro di due mesi e mezzo....non e' una cosa cosi' "rigida" come l'hai descritta tu...e poi il fatto che sia "strategica" e' riferito non tanto al numero complessivo di colloqui ma ad altro...
Si...ma sempre venti sedute sono. Io ho esperienza di sedute più diluite nel tempo, come dici tu, ma ti parlo sempre di almeno 5-6 anni: questa è una differenza irriducibile giacchè così, capirai benissimo, che anche l'osservazione della crescita dell'individuo non sfugge...ne consegue che il tempo non è tanto una questione di ''problema presentato'' ma di una precisa disposizione clinica nei termini 'strutturali' che dicevamo poco sopra.
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
chiaravarri
Capito...ma la durata del trattamento dipende anche dal tipo di problema immagino...e questo credo valga sia per le TBS che per altri orientamenti.
Sì, ma in psicoanalisi si parla sempre di tempi medi intorno a 8-10 anni, e considera che la frequenza arriva fino a 4 sedute settimanali.
Un processo molto intenso, insomma, proprio perchè l'intervento è diretto agli aspetti più profondi e, appunto, strutturanti.
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Originalmente inviato da
luigi '84
Si...ma sempre venti sedute sono. Io ho esperienza di sedute più diluite nel tempo, come dici tu, ma ti parlo sempre di almeno 5-6 anni: questa è una differenza irriducibile giacchè così, capirai benissimo, che anche l'osservazione della crescita dell'individuo non sfugge...ne consegue che il tempo non è tanto una questione di ''problema presentato'' ma di una precisa disposizione clinica nei termini 'strutturali' che dicevamo poco sopra.
Saluti,
Luigi
Eh...io non ho detto che una TBS sia meglio di un percorso psicoanalitico o di una cognitiva comportamentale. Sono cose diverse. Per certe classi di problemi andra' bene una terapia breve per certe altre sara' meglio una psicoanalisi e via discorrendo. Non penso che si possa decidere a priori questo. Io ad esempio da paziente ti dico che in terapia per anni non ci vorrei stare...non e' una presa di posizione nei confronti del vostro orientamento, solo un mio modo di essere che pero' alla fine credo si riflettera' anche sul mio futuro come terapeuta.
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Originalmente inviato da
gieko
Sì, ma in psicoanalisi si parla sempre di tempi medi intorno a 8-10 anni, e considera che la frequenza arriva fino a 4 sedute settimanali.
Un processo molto intenso, insomma, proprio perchè l'intervento è diretto agli aspetti più profondi e, appunto, strutturanti.
Si ma quello che non capisco gieko perdonami e': come fate a decidere questo a priori? Insomma, qualsiasi caso, davvero qualsiasi, ha tempi medi di 8-10 anni? Non puo' succedere che venga previsto un tempo medio di, la butto li, 2-3 anni? Se il tempo medio e' di 8-10 anni dopo quanto inizio a "vedere" dei cambiamenti?
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Si ma quello che non capisco gieko perdonami e': come fate a decidere questo a priori? Insomma, qualsiasi caso, davvero qualsiasi, ha tempi medi di 8-10 anni? Non puo' succedere che venga previsto un tempo medio di, la butto li, 2-3 anni? Se il tempo medio e' di 8-10 anni dopo quanto inizio a "vedere" dei cambiamenti?
Beh, certo che no, non è possibile stabilire a priori la durata di una psicoanalisi, in ogni caso Gieko descriveva il percorso di una psicoanalisi condotta al suo termine ultimo ed anche in questo caso comunque non esiste un tempo stabilito a priori. Sicuramente esistono lavori che possono durare anche molto meno, degli effetti terapeutici (più che cambiamenti) possono incominciarsi a "vedere" anche molto presto, certo Freud metteva quantomeno in guardia da queste "fughe nella guarigione", ma non vorrei aprire un'altra discussione...
Un saluto,
ikaro
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Originalmente inviato da
ikaro78
Beh, certo che no, non è possibile stabilire a priori la durata di una psicoanalisi, in ogni caso Gieko descriveva il percorso di una psicoanalisi condotta al suo termine ultimo ed anche in questo caso comunque non esiste un tempo stabilito a priori. Sicuramente esistono lavori che possono durare anche molto meno, degli effetti terapeutici (più che cambiamenti) possono incominciarsi a "vedere" anche molto presto, certo Freud metteva quantomeno in guardia da queste "fughe nella guarigione", ma non vorrei aprire un'altra discussione...
Un saluto,
ikaro
Capito...grazie!
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Originalmente inviato da
ikaro78
Beh, certo che no, non è possibile stabilire a priori la durata di una psicoanalisi, in ogni caso Gieko descriveva il percorso di una psicoanalisi condotta al suo termine ultimo ed anche in questo caso comunque non esiste un tempo stabilito a priori. Sicuramente esistono lavori che possono durare anche molto meno, degli effetti terapeutici (più che cambiamenti) possono incominciarsi a "vedere" anche molto presto, certo Freud metteva quantomeno in guardia da queste "fughe nella guarigione", ma non vorrei aprire un'altra discussione...
Un saluto,
ikaro
Per me si può pure continuare in questa discussione, mi interessano molto tutti i vostri interventi, li sto seguendo con attenzione.
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Originalmente inviato da
benedetta14
Salve a tutti e scusate per la domanda che può sembrare banale, ma avrei bisogno di sapere il punto di vista di esperti.
Mi chiedo se con la psicoterapia si possono colmare in età adulta le mancanze affettive che caratterizzano l'attaccamento insicuro oppure l'intento è quello di accettarsi per come siamo fatti e cercare di vivere al meglio?
Potrà, per esempio, un ambivalente - dopo adeguata psicoterapia - relazionarsi in modo "sano" ad uno sicuro? (domanda molto semplicistica, lo so, ma spero di aver fatto capire quello che intendevo)
di primo acchitto: NO.
poi però ti chiedo: chi ti ha detto (se si riferisce a te questa etichetta) che sei una insicura ambivalente? e chi sarebbe il sicuro? ... vedi, da un punto di vista teorico e sperimentale il paradigma delle organizzazioni comportamentali di attaccamento è estremamente importante e stimolante clinicamente parlando.
ma se poni la domanda sul livello delle carenze affetive, allora ti chiedo: pensi che (a proposito di) un insicuro ambivalente sia stato deprivato di carenze affettive? non è così. e non sappia quindi riconoscerle? non è così.
melgio ancora: cosa intendi per carenze affettive? io non so cosa significa....:P
in vista di una terapia di coppia, a quanto presumo, le cose sono su un altro versante piuttosto che di tipo insicuro ambivalente, più pragmatico.
ciaz.
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Citazione:
Originalmente inviato da
chiaravarri
Si ma quello che non capisco gieko perdonami e': come fate a decidere questo a priori? Insomma, qualsiasi caso, davvero qualsiasi, ha tempi medi di 8-10 anni? Non puo' succedere che venga previsto un tempo medio di, la butto li, 2-3 anni?
Come ha giustamente sottolineato ikaro, la durata dell'analisi non è stabilibile a priori. Tieni presente, tuttavia, che trattandosi di un intervento strutturale si lavora su modalità di funzionamento inconscio del soggetto, in un certo senso "al di là del sintomo", e quindi tempi di 2-3 anni sono insufficienti.
Se portiamo avanti la metafora dell'edificio di cui ho scritto a charlie, la psicoanalisi si occupa appunto delle strutture portanti, non di qualche danno all'edificio in sè (il sintomo). Ci sono strutture più o meno compromesse, senza dubbio, tuttavia il "cantiere" in questi casi non può durare 2 settimane.
Citazione:
Originalmente inviato da
chiaravarri
Se il tempo medio e' di 8-10 anni dopo quanto inizio a "vedere" dei cambiamenti?
Concordo con ikaro anche su questo: i risultati ci sono ben prima dei tempi indicati, ma si tratta di un processo di continua evoluzione, consolidamento, trasformazione. E poi c'è sempre la "fuga nella guarigione" (guardacaso frequente con gli attacchi di panico, ogni riferimento alla TBS è puramente casuale!).
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Originalmente inviato da
chiaravarri
Eh...io non ho detto che una TBS sia meglio di un percorso psicoanalitico o di una cognitiva comportamentale. Sono cose diverse. Per certe classi di problemi andra' bene una terapia breve per certe altre sara' meglio una psicoanalisi e via discorrendo.
Questo ragionamento, troppo spesso sentito all'università, non si regge. Non ci sono teorie che si adattano alla patologia, semmai tecniche... E poi, dal punto di vista epistemologico è un errore colossale: le teorie devono tendere a spiegare il più ampio spettro di patologia. Se una teoria funziona solo con determinate patologie, c'è qualcosa che non quadra. Questa è, ad esempio, una delle critiche che muovo alla TBS o al comportamentismo, che, alle prese con determinate aree di sofferenza (perversioni, narcisismo, psicosi), devono alzare bandiera bianca.
Citazione:
Originalmente inviato da
chiaravarri
Io ad esempio da paziente ti dico che in terapia per anni non ci vorrei stare...non e' una presa di posizione nei confronti del vostro orientamento, solo un mio modo di essere che pero' alla fine credo si riflettera' anche sul mio futuro come terapeuta.
Un po' pregiudizievole, anche se molto comune... Poi quando si entra nel merito del lavoro analitico, se ne apprezza la portata, solitamente non è più così "tremendo" il pensiero della durata.
Saluti
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
vorrei fare due osservazioni:
è difficile determinare il tipo di cambiamento che si vuole, perchè si riferisce a più concetti e in fondo a diversi rapporti con la propria realtà. non a caso si utilizza una metafora, quella dell'edificio e delle fondamanta, immagine quasi prototipica del talgiio psicoanalitico.
infine, gli scopi concordati con il paziente finiscono alle volte per essere dei vettori cooptati da entrambi nella relazione in funzione probabilmente del modo di confermare la propria realtà.
allora: epistemologicamente parlando, una non nuova questione: il cambiamento da un punto di vista metaforico è possibile, ma epistemologicamente parlando la metafora la possiamo utilizzare per descrivere probabilisticamente cosa avviene. quindi invece di parlare di cambiamento, forse non è più utile parlare di continuità che il paziente si appresta a riprendere nella sporadica, frequente, persistente, interruzione della propria organizzazione (relazionale) dei significati emotivi personali (l'ipseità,la vivienza) dice Maturana)?
ciaz.