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per chi vuole dirmi la sua
Ciao a tutti, volevo rubarvi un po' di tempo e chiedere (a chi lo vuole) di lasciare un parere.
Sono laureata in psicologia (ovviamente) e iscritta all'albo. Ad oggi comunque non lavoro come psicologa, ma lavoro in una serie di progetti e in pratica faccio un po' di tutto (un po' l'educatore, un po' anche l'assistente sociale, l'operatore.... quello che esce da fare). Lavoro con passione e la qualità del mio lavoro mi viene anche riconosciuta.
Il fatto è che da anni sono in terapia per stati d'ansia (prima attacchi di panico e da molto ormai per una costante paura del giudizio degli altri).
Il dubbio che spesso mi pongo è se questa mia ansia possa rendermi inadatta a fare questo lavoro. L'eterno dubbio è "è vero che una persona che non è in equilibrio con se stessa non può aiutare gli altri?". Preciso che il mio lavoro mi piace e che anche l'ambiente di lavoro è ottimo.
Grazie per l'attenzione e grazie in anticipo a chi vorrà lasciare un parere.
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Riferimento: per chi vuole dirmi la sua
Non saprei risponderti..anche perché non ti conosco... A parte il fatto che io fatico a dare una definizione di una persona che è in equilibrio con se stessa, ti propongo di rivolgere questo tuo dubbio al tuo terapeuta. Magari potrai discutere con lui anche il motivo che ti porta a farti questa domanda ora e non prima....
So di non esserti stata d'aiuto, ma non saprei davvero cosa rispondere se non quello che ho scritto più sopra.
Eli
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Riferimento: per chi vuole dirmi la sua
Grazie Eli,
la domanda non me la sono posta ora, ma me la sono posta molto spesso. Ne abbiamo parlato a fondo con il mio terapeuta che crede invece che io faccia bene il mio lavoro. Ma la paura del giudizio degli altri forse ancora una volta è più forte delle conferme che mi arrivano. Ne parleremo ancora e spero vivamente di riuscire, non dico a risolvere completamente il mio problema, ma quantomeno a farne fronte serenamente.
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Riferimento: per chi vuole dirmi la sua
Per Coccinella 1981,l'aver provato la sofferenza può aiutarti nel mestiere,il problema è la sicurezza in te stessa,appena capirai quale importanza dare ai giudizi altrui,potrai aggiungere anche la consapevolezza al tuo curriculum.
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Riferimento: per chi vuole dirmi la sua
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Originalmente inviato da
coccinella1981
Ciao a tutti, volevo rubarvi un po' di tempo e chiedere (a chi lo vuole) di lasciare un parere.
Sono laureata in psicologia (ovviamente) e iscritta all'albo. Ad oggi comunque non lavoro come psicologa, ma lavoro in una serie di progetti e in pratica faccio un po' di tutto (un po' l'educatore, un po' anche l'assistente sociale, l'operatore.... quello che esce da fare). Lavoro con passione e la qualità del mio lavoro mi viene anche riconosciuta.
Il fatto è che da anni sono in terapia per stati d'ansia (prima attacchi di panico e da molto ormai per una costante paura del giudizio degli altri).
Il dubbio che spesso mi pongo è se questa mia ansia possa rendermi inadatta a fare questo lavoro. L'eterno dubbio è "è vero che una persona che non è in equilibrio con se stessa non può aiutare gli altri?". Preciso che il mio lavoro mi piace e che anche l'ambiente di lavoro è ottimo.
Grazie per l'attenzione e grazie in anticipo a chi vorrà lasciare un parere.
Nessuno meglio di te può sapere quanto il tuo stato negativo psichico può influire sul tuo lavoro e sul modo in cui svolgi la professione di aiuto.
Nessuno può sapere se quando sei al lavoro riesci a alsciare i tuoi problemi fuori dalla porta.
Ti ricordo che il lavoro su progetti sociali è molto diverso dal lavoro di psicologo con paziente individuale, e che nè per gli educatori nè per noi assitenti sociali è previsto un percorso di terapia personale come è previsto per gli psicoterapeuti, forse perchè spesso il nostro lavoro si svolge in maniera più pratica, più sull'ambiente che sul singolo....
Adesso sono off topic ma è una cosa che mi preme.
Ricordati che per fare l'assitente sociale si deve essere iscritti ad un albo con relativo esame di stato, forse è stata una leggerezza la tua ma meglio che non tu non dica più che fai un pò l'assitente sociale perchè per assurdo potresti essere denunciata per l'esercizio abusivo della professione.
Io, pur lavorando con le persone e facendo colloqui anche individuali non direi mai " faccio un pò la psicologa" per rispetto della mia professione e della professione degli psicologi.
Sicuramente la tua è stata una leggerezza, credo, perchè le professioni del sociale in certi punti si somigliano.
Se invece tu svolgessi davvero dei compiti riservati per legge alle assistenti sociali, ripeto, faresti un abuso professionale.
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Riferimento: per chi vuole dirmi la sua
Ognuno di noi, nella sfera privata, vive i propri drammi e ha difficoltà di svariati tipi. Gli psicologi non siamo perfetti, anzi, spesso decidiamo di fare psicologia perché possediamo una forte sensibilità umana che ci permette di accostarci con molta facilità al prossimo.
Questo significa che anche uno psicologo può avere le proprie debolezze, le quali possono inficiarne la professione, ma anche no. Il tutto sta nella capacità di gestire il proprio problema personale e tu, nel porti questo problema e parlandone con il tuo terapeuta, inizi a gestire il tutto col piede giusto.
Posso, se lecito, chiederti se hai scoperto a cosa si riferiscono questi attacchi di panico? Ovvero, se sono associati a qualcosa di specifico, come il lavoro o la presenza di una persona, che so...?
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Originalmente inviato da
darlinda
Per Coccinella 1981,l'aver provato la sofferenza può aiutarti nel mestiere,il problema è la sicurezza in te stessa,appena capirai quale importanza dare ai giudizi altrui,potrai aggiungere anche la consapevolezza al tuo curriculum.
da un certo punto di vista, sono d'accordo con darlinda: nel linguaggio fenomenologico si dice che la sofferenza è una possibilità immanente dell'essere umano, proprio perché ognuno di noi, se soggetto a certe esperienze di vita, può provare degli stati interiori di disagio e sofferenza privati, ma che sono possibilità universali perché appartengono alla nautura di ognuno. Il fatto di sperimentarli ed elaborarli può aiutare a empatizzare con la sofferenza altrui.
in sintesi, non è la sofferenza in sé a causare problemi, ma come viene gestita. E' ovvio che essendo psicologa ti devi confrontare con questo disagio e gestirlo. Ma a quanto pare lo stai già facendo con il tuo terapeuta.
Da un altro punto di vista, se prendiamo come assunto la teoria freudiana, i conflitti inconsci (che stanno alla base dei sintomi) costituiscono delle "macchie cieche" (1912) che impediscono, controtransferalmente, di vedere nel paziente gli aspetti che sono in "risonanza" con il disagio del terapeuta. Anche in questo caso Freud dice di fare un'analisi personale per elaborare questi aspetti.
in conclusione, il mio pensiero è che non è il disagio in sé a creare il problema, ma il non affrontarlo con qualcuno.
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Riferimento: per chi vuole dirmi la sua
Ciao ragazzi, grazie a tutti per i vostri pareri. Mi sono stati tutti molto utili. Credo di essere sulla strada giusta, anche se a volte mi faccio un po' prendere dallo sconforto.
Per monicadal: mi spiace per l'equivoco, la mia è stata sicuramente una leggerezza, nel senso che per stringere un po' il contenuto e non star qui a spiegarvi cosa faccio filo per segno ho scritto così, ma non faccio sicuramente nè l'assistente sociale, nè l'educatore... ma apprezzo la tua precisazione e la condivido perchè ogni professione ha la propria formazione e peculiarità. Rispetto al fatto che il lavoro di assistente sociale non richieda un percorso di psicoterapia personale perchè si lavora sull'ambiente io non sono molto d'accordo. Lavorare sull'ambiente significa anche e per prima cosa lavorare con le persone e sulle relazioni tra le persone. Credo piuttosto che non richieda un percorso di terapia individuale perchè ci sono obiettivi e metodologie diverse rispetto al lavoro di uno psicoterapeuta....
Per pinga: intanto ti ringrazio, le tue parole sono quelle che hanno risuonato di più dentro di me. Rispetto al motivo degli attacchi di panico preciso che al momento è da molti anni che non ho più attacchi di panico. Piuttosto ora ho più problemi di insicurezza e paura di essere giudicata mal con conseguente mio senso di pesantezza nel fare ogni cosa. In ogni caso questi miei problemi non sono legati assolutamente a nessuna persona... anzi ho colleghi adorabili che tra l'altro conoscono anche la mia situazione. Forse magari la cosa si accentua di più quando sento una responsabilità maggiore nelle cose, ma non ho notato nemmeno una coincidenza con particolari situazioni.
Ma nessun altro ha mai vissuto una situazione come la mia o simile alla mia?
Grazie a tutti
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Riferimento: per chi vuole dirmi la sua
Per monicadal: mi spiace per l'equivoco, la mia è stata sicuramente una leggerezza, nel senso che per stringere un po' il contenuto e non star qui a spiegarvi cosa faccio filo per segno ho scritto così, ma non faccio sicuramente nè l'assistente sociale, nè l'educatore... ma apprezzo la tua precisazione e la condivido perchè ogni professione ha la propria formazione e peculiarità. Rispetto al fatto che il lavoro di assistente sociale non richieda un percorso di psicoterapia personale perchè si lavora sull'ambiente io non sono molto d'accordo. Lavorare sull'ambiente significa anche e per prima cosa lavorare con le persone e sulle relazioni tra le persone. Credo piuttosto che non richieda un percorso di terapia individuale perchè ci sono obiettivi e metodologie diverse rispetto al lavoro di uno psicoterapeuta....
Vero, condivido, è la diversa metodologia che non richiede un percorso personale...non tanto il soggetto e le problematiche sulle quali si lavora che sono spesso le stesse....ti ringrazio di avermelo fatto ricordare!!!!
Sai a volte nella nostra pratica lavorativa si finisce per fare 3mile cose, di cui molti adempimenti burocratici e ci si dimentica poi che la cosa + importante è la relazione con l'utente. Purtroppo le scarse risorse e la cronica mancanza di personale ci spingono a diventare sempre + degli automi....
E comunque credo che a tante mie colleghe un pò di lavoro fatto con un professionista su se stesse non farebbe poi male...:stress:
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Originalmente inviato da
monicadal
Nessuno meglio di te può sapere quanto il tuo stato negativo psichico può influire sul tuo lavoro e sul modo in cui svolgi la professione di aiuto.
Nessuno può sapere se quando sei al lavoro riesci a alsciare i tuoi problemi fuori dalla porta.
Ti ricordo che il lavoro su progetti sociali è molto diverso dal lavoro di psicologo con paziente individuale, e che nè per gli educatori nè per noi assitenti sociali è previsto un percorso di terapia personale come è previsto per gli psicoterapeuti, forse perchè spesso il nostro lavoro si svolge in maniera più pratica, più sull'ambiente che sul singolo....
Adesso sono off topic ma è una cosa che mi preme.
Ricordati che per fare l'assitente sociale si deve essere iscritti ad un albo con relativo esame di stato, forse è stata una leggerezza la tua ma meglio che non tu non dica più che fai un pò l'assitente sociale perchè per assurdo potresti essere denunciata per l'esercizio abusivo della professione.
Io, pur lavorando con le persone e facendo colloqui anche individuali non direi mai " faccio un pò la psicologa" per rispetto della mia professione e della professione degli psicologi.
Sicuramente la tua è stata una leggerezza, credo, perchè le professioni del sociale in certi punti si somigliano.
Se invece tu svolgessi davvero dei compiti riservati per legge alle assistenti sociali, ripeto, faresti un abuso professionale.
ma che bell'intervento giudicante che le hai fatto!
fantastico davvero. vediamo che ti risponde.
leggerezze psicologiche...
ciaz.
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Originalmente inviato da
coccinella1981
Ciao a tutti, volevo rubarvi un po' di tempo e chiedere (a chi lo vuole) di lasciare un parere.
Sono laureata in psicologia (ovviamente) e iscritta all'albo. Ad oggi comunque non lavoro come psicologa, ma lavoro in una serie di progetti e in pratica faccio un po' di tutto (un po' l'educatore, un po' anche l'assistente sociale, l'operatore.... quello che esce da fare). Lavoro con passione e la qualità del mio lavoro mi viene anche riconosciuta.
Il fatto è che da anni sono in terapia per stati d'ansia (prima attacchi di panico e da molto ormai per una costante paura del giudizio degli altri).
Il dubbio che spesso mi pongo è se questa mia ansia possa rendermi inadatta a fare questo lavoro. L'eterno dubbio è "è vero che una persona che non è in equilibrio con se stessa non può aiutare gli altri?". Preciso che il mio lavoro mi piace e che anche l'ambiente di lavoro è ottimo.
Grazie per l'attenzione e grazie in anticipo a chi vorrà lasciare un parere.
Ciao Coccinella.
Perché mai dovresti essere "inadatta" a fare quel lavoro? Per l'ansia? Starei fresco se non provassi ansia di fronte ad un paziente... sarei una macchina diagnosticas, non un uomo.
E, davvero, lo trovi qualcuno che "sia in equilibrio con se stesso" sempre, in ogni ora del giorno e della notte, in qualsiasi situazione? Io un animale così non l'ho (ancora) mai incontrato.
Siamo quelli che siamo, e facciamo quel che possiamo con quel che siamo.
Magari non sarà la perfezione, però sarà sicuramente meglio del nulla.
Continua. Preferisco un terapeuta ansioso che sa di esserlo ad uno psicopatico che ignora di esserlo...
Buona vita
Guglielmo
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Grazie Willy è veramente bello sentire le tue parole, soprattutto da uno psicologo, che è la figura professionale di cui temo di più il giudizio di inadeguatezza.
Rispetto alle parole invece che mi ha scritto monicadal vorrei far notare che ho già risposto... e comunque per la cronaca non l'ho vissuto come un intervento giudicante..... EVVIVA!:asd::clap2:
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neuromancer
ma che bell'intervento giudicante che le hai fatto!
fantastico davvero. vediamo che ti risponde.
leggerezze psicologiche...
ciaz.
Beh, se dire le cose come stanno per legge è essere giudicanti.....
Comunque non mi sembra che il mio messaggio sia stato frainteso dalla persona alla quale era rivolto, e comunque direi
giustamente giudicante, tenendo conto anche che in molti messaggi all'interno di questo forum abbondano i messaggi scritti da psicologi
dove coloro che scrivono non perdono occasione - e aggiungo anche qui, giustamente - di sottolineare quali sono i vostri compiti, quali spettano per legge voi e quanto e visto quanto difendete la vostra professione corporativamente, chiedendo l'intervento dell'ordine ogniqualvolta vi sembra che qualcuno esercizi in modo abusivo le competenze riservate a voi in modo esclusivo, non vedo perchè anche gli sltri professionisti come me non debbano avere il giusto spirito difensivo a proposito della propria specificità professionale.....
O solo gli psicologi sono liberi di difendere la propria professione????
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Originalmente inviato da
monicadal
Sì, direi anzi giustamente giudicante, tenendo conto anche che in molti messaggi all'interno di questo forum abbondano i messaggi scritti da psicologi
dove coloro che scrivono non perdono occasione - e aggiungo anche qui, giustamente - di sottolineare quali sono i vostri compiti, quali spettano per legge voi e quanto e visto quanto difendete la vostra professione corporativamente, chiedendo l'intervento dell'ordine ogniqualvolta vi sembra che qualcuno esercizi in modo abusivo le competenze riservate a voi in modo esclusivo, non vedo perchè anche gli sltri professionisti come me non debbano avere il giusto spirito difensivo a proposito della propria specificità professionale.....
O solo gli psicologi sono liberi di difendere la propria professione????
scusa, sorge la domanda: che professione professi?
quindi il tuo era una specie di intervento rivendicativo? una specie di rappresaglia morale?
................
ma, lasciamo perdere, dopo tutto non è stato visto come intervento giudicante.
equivoco.
ciaz.
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..ma credevo che fosse chiara la mia professione dato il mio intervento....
non era vendicativo ma puntualizzante e precisante...
Ho notato come questo forum è spesso letto anche da non professionisti, da clienti, pazienti o semplici interessati alla psicologia.
Non mi piaceva che potesse passare una immagine che fa confusione tra le professioni di psicologo e di assitente sociale, tutto qui....
Già gli utenti fanno fatica a capire il valore delle professioni che "curano" attraverso il dialogo...cerchiamo almeno noi professionisti di non generare maggior confusione...:)
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Originalmente inviato da
monicadal
..ma credevo che fosse chiara la mia professione dato il mio intervento....
non era vendicativo ma puntualizzante e precisante...
Ho notato come questo forum è spesso letto anche da non professionisti, da clienti, pazienti o semplici interessati alla psicologia.
Non mi piaceva che potesse passare una immagine che fa confusione tra le professioni di psicologo e di assitente sociale, tutto qui....
Già gli utenti fanno fatica a capire il valore delle professioni che "curano" attraverso il dialogo...cerchiamo almeno noi professionisti di non generare maggior confusione...:)
Ma guarda, mi aveva colpito fondamentalmente come avevi puntualizzato il tuo post sulla richiesta principale. Per il resto, nel settore dei servizi sociali, specificatamente nell'aiuto alla persona in abito pubblico (scuola centri per minori, asl), spesso per come è regolato il mondo del lavoro ci si ritrova a prestare servizio con sottili sfumature, che nella mia esperienza si incentrano finora tra educatore, psicologo, pedadogo, un po' di assistente sociale (per quel che può significare).
Al momento, non mi sembra che le categorie formali abbiano molto peso sostanziale in questo ambito essendo assente ogni forma di valutazione esterna all'operato.
ciaz.
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Riferimento: per chi vuole dirmi la sua
Ciao coccinella1981,
se può farti sorridere ti rimando una frase detta da un collega quando facevamo tirocinio in O.P.G...."Devi preoccuparti quando ti dicono che sei normale e non quando ti dicono che sei esaurita,o ansiosa,etc..perchè in quest'ultimo caso fai parte della società attuale"...
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Originalmente inviato da
neuromancer
Ma guarda, mi aveva colpito fondamentalmente come avevi puntualizzato il tuo post sulla richiesta principale. Per il resto, nel settore dei servizi sociali, specificatamente nell'aiuto alla persona in abito pubblico (scuola centri per minori, asl), spesso per come è regolato il mondo del lavoro ci si ritrova a prestare servizio con sottili sfumature, che nella mia esperienza si incentrano finora tra educatore, psicologo, pedadogo, un po' di assistente sociale (per quel che può significare).
Al momento, non mi sembra che le categorie formali abbiano molto peso sostanziale in questo ambito essendo assente ogni forma di valutazione esterna all'operato.
ciaz.
Ok, allora nessuno avrà da ridire se io, laureata in servizio sociale e iscritta all'albo degli assitenti sociali, dico che in fondo sono un pò una psicologa...ne convieni con me? :medito:
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Originalmente inviato da
monicadal
Ok, allora nessuno avrà da ridire se io, laureata in servizio sociale e iscritta all'albo degli assitenti sociali, dico che in fondo sono un pò una psicologa...ne convieni con me? :medito:
Per me, nessunissimo problema. In fondo, da qualche parte, siamo un po' tutti un po' psicologi.
A me basta che non fai la psicologa. Sull'essere non posso proprio dir nulla, sul fare sì.
IMHO
Buona vita
Guglielmo
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Ma se dicessi che, poichè le professioni hanno delle aree in comune, io faccio un pò la psicologa?
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Originalmente inviato da
neuromancer
Ma guarda, mi aveva colpito fondamentalmente come avevi puntualizzato il tuo post sulla richiesta principale. Per il resto, nel settore dei servizi sociali, specificatamente nell'aiuto alla persona in abito pubblico (scuola centri per minori, asl), spesso per come è regolato il mondo del lavoro ci si ritrova a prestare servizio con sottili sfumature, che nella mia esperienza si incentrano finora tra educatore, psicologo, pedadogo, un po' di assistente sociale (per quel che può significare).
Al momento, non mi sembra che le categorie formali abbiano molto peso sostanziale in questo ambito essendo assente ogni forma di valutazione esterna all'operato.
ciaz.
Io credo che le categorie formali hanno un senso rispetto ai compiti svolto e alle possibilità di occupazione a coloro che sono iscritti a un determinato albo.
Se a uno psicologo che lavora in una organizzazione ( pubblica o privata) viene chiesto di svolgere dei compiti da assitente sociale si preclude una possibilità lavorativa a coloro che sono iscritti all'albo degli assitenti sociali.
E sarebbe la stessa cosa nel caso che a un assitente sociale venisse chiesto di svolgere dei compiti che sono previsti per gli psicologi.
Ci sono delle aree che sono in comune ma credo che in fondo dire: io faccio un pò l'assitente sociale, sia un pò come sminuire il compito degli assistenti sociali. Io credo che ci debba essere rispetto per le rispettive compentenze e i rispettivi ruoli e come io non potrei " fare un pò la psicologa" nemmeno uno psicologo possa " fare un pò l'assistente sociale.:mano:
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Originalmente inviato da
monicadal
Ma se dicessi che, poichè le professioni hanno delle aree in comune, io faccio un pò la psicologa?
Secondo me, no. Anche la psicologia ha molto in comune con la matematica. Ma non pretendo di fare il matematico.
Magari per te non è così. Ma per me ci sono differenze notevoli tra dire una cosa e farla.
Buona vita
Guglielmo
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Ciao Coccinella1981, se è da anni che sei in terapia per attacchi d'ansia che a quanto pare dal tuo punto di vista sono pure peggiorati, forse dovresti cambiare terapia! Come sicuramene ben saprai esistono terapie cognitivo-comportamentali molto adatte per questa situazione, e di solito durano pochi mesi. Quind a meno che non ti piaccia stare lungamente in terapia, forse dovresti cambiarla.
Per quanto riguarda l'ansia, io credo che il primo problema dell'ansia sia che la gente se ne vergogna. Perchè in realtà l'ansia la "soffriamo" tutti, ma quelli ch e più la lamentano, spesso è perché se ne vergognano.
E inece non ce niente di cui vergognarsi, secondo me quando sei in ansia dovresti farla fluire (nel senso di viverla e non controllarla) e magari dirlo proprio che stai un po 'in ansia. Solitamente chi lo ammette viene considerato anche più simpatico, se poi ti diverte puoi farlo diventare un vizio o un vezzo per "farti notare", ma questo spetta a te deciderlo, a me sembrerebbe onestamente un rischiare di adagiare tutta la nostra "personalità" su un solo modo di essere, e invece tu sei sicuramente tante altre cose ;)
Per quanto riguarda la gente che ti sembra che ti giudichi, è probabile che molti lo facciano, ma sicuramente questi quando tornano a casa si ricordano più le auto critiche su sé che quelli su di te.
Hai mai fatto caso che quando ricordiamo un discorso con una persona, di quello che ha detto l'altro ricordiamo solo il senso, ma di quello che abbiamo detto noi ricordiamo anche le pause, le intonazioni e ogni inceppo ;)
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Originalmente inviato da
monicadal
Io credo che le categorie formali hanno un senso rispetto ai compiti svolto e alle possibilità di occupazione a coloro che sono iscritti a un determinato albo.
Se a uno psicologo che lavora in una organizzazione ( pubblica o privata) viene chiesto di svolgere dei compiti da assitente sociale si preclude una possibilità lavorativa a coloro che sono iscritti all'albo degli assitenti sociali.
E sarebbe la stessa cosa nel caso che a un assitente sociale venisse chiesto di svolgere dei compiti che sono previsti per gli psicologi.
Ci sono delle aree che sono in comune ma credo che in fondo dire: io faccio un pò l'assitente sociale, sia un pò come sminuire il compito degli assistenti sociali. Io credo che ci debba essere rispetto per le rispettive compentenze e i rispettivi ruoli e come io non potrei " fare un pò la psicologa" nemmeno uno psicologo possa " fare un pò l'assistente sociale.:mano:
Ma se questo discorso ti aiuta a lavoro, a me non importa gran chè il resto. è un tuo discorso personale. punto.
per quanto riguarda le categorie, gli albi rispettivi, io butterei tutto quanto nella spazzatura, perchè gli albi professionali sono non solo inutili, ma dannosi su diversi aspetti, primo fra tutti, non discrimina la competenza specifica, o, meglio, non la valuta.
poi, in fondo, siamo un po' tutti psicologi, un po' tutti assistenti sociali (mio dio, spero di no io!), un po' tutti tutto. Come osservava willy (ancora una volta spavaldamente saggio e pragmatico) ciò che conta è il fare, il come lo fai.
Alcuni dubbi li abbiamo allora.
ciaz.
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Dalila77
Ciao Coccinella1981, se è da anni che sei in terapia per attacchi d'ansia che a quanto pare dal tuo punto di vista sono pure peggiorati, forse dovresti cambiare terapia! Come sicuramene ben saprai esistono terapie cognitivo-comportamentali molto adatte per questa situazione, e di solito durano pochi mesi. Quind a meno che non ti piaccia stare lungamente in terapia, forse dovresti cambiarla.
Per quanto riguarda l'ansia, io credo che il primo problema dell'ansia sia che la gente se ne vergogna. Perchè in realtà l'ansia la "soffriamo" tutti, ma quelli ch e più la lamentano, spesso è perché se ne vergognano.
E inece non ce niente di cui vergognarsi, secondo me quando sei in ansia dovresti farla fluire (nel senso di viverla e non controllarla) e magari dirlo proprio che stai un po 'in ansia. Solitamente chi lo ammette viene considerato anche più simpatico, se poi ti diverte puoi farlo diventare un vizio o un vezzo per "farti notare", ma questo spetta a te deciderlo, a me sembrerebbe onestamente un rischiare di adagiare tutta la nostra "personalità" su un solo modo di essere, e invece tu sei sicuramente tante altre cose ;)
Per quanto riguarda la gente che ti sembra che ti giudichi, è probabile che molti lo facciano, ma sicuramente questi quando tornano a casa si ricordano più le auto critiche su sé che quelli su di te.
Hai mai fatto caso che quando ricordiamo un discorso con una persona, di quello che ha detto l'altro ricordiamo solo il senso, ma di quello che abbiamo detto noi ricordiamo anche le pause, le intonazioni e ogni inceppo ;)
Ciao,
ti ringrazio per i consigli, ma ho già messo i pratica tutto quello che mi hai detto seguendo le indicazioni del mio terapeuta che ha un un orientamento cognitivo-comportamentale ;);)
Rispetto al fatto che i miei sintomi sono peggiorati io non ho mai detto questo e sinceramente nemmeno lo penso... anzi credo che l'essere passati dall'avere attacchi di panico senza capire il perchè (pensando addirittura di essere disadratati) a non avere più attacchi di panico, ma pensieri che faccio fatica a digerire sia un passo avanti significativo. Pensieri che tra l'altro ultimamente riesco anche ad esplicitare di più con gli altri anche se ancora con fatica. :blush:
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willy61
Secondo me, no. Anche la psicologia ha molto in comune con la matematica. Ma non pretendo di fare il matematico.
Magari per te non è così. [U]Ma per me ci sono differenze notevoli tra dire una cosa e farla.[/U] :approved:
Buona vita
Guglielmo
:approved:
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coccinella1981
Ciao,
ti ringrazio per i consigli, ma ho già messo i pratica tutto quello che mi hai detto seguendo le indicazioni del mio terapeuta che ha un un orientamento cognitivo-comportamentale ;);)
Rispetto al fatto che i miei sintomi sono peggiorati io non ho mai detto questo e sinceramente nemmeno lo penso... anzi credo che l'essere passati dall'avere attacchi di panico senza capire il perchè (pensando addirittura di essere disadratati) a non avere più attacchi di panico, ma pensieri che faccio fatica a digerire sia un passo avanti significativo. Pensieri che tra l'altro ultimamente riesco anche ad esplicitare di più con gli altri anche se ancora con fatica. :blush:
:) Ti ringrazio del complimento, mi fa piacere allora che i miei consigli non siano così male. Sono sicura infatti che il tuo psicoterapeuta sia un tipo in gamba, del resto da i miei consigli :D ma visto che sono tanti anni che vai, magari per te sarebbe più adeguata una psicoterapia di tipo strategico, prova magari a informarti.
Sono contenta cmq di aver capito male io,e che in realtà non sei "peggiorata", sai leggendo che adesso avevi anche paura del giudizio altrui pensavo fosse una cosa ulteriore che si fosse aggiunta. Forse intendevi dire, e sicuramente è stato un mio errore di ricezione, che proprio lo scoprirti sull'aspetto dell'ansia ti fa temere che gli altri ti giudichino. Ma io penso che le persone danno il giudizio che noi gli permettiamo di avere, e che comunque anche questo giudizio da noi concesso sia più clemente di quello che crediamo che sia. Del resto se tu scoprissi che una tua amica è particolarmente ansiosa non credo che penseresti male di lei ;)
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Dalila77
:) Ti ringrazio del complimento, mi fa piacere allora che i miei consigli non siano così male. Sono sicura infatti che il tuo psicoterapeuta sia un tipo in gamba, del resto da i miei consigli :D ma visto che sono tanti anni che vai, magari per te sarebbe più adeguata una psicoterapia di tipo strategico, prova magari a informarti.
Sono contenta cmq di aver capito male io,e che in realtà non sei "peggiorata", sai leggendo che adesso avevi anche paura del giudizio altrui pensavo fosse una cosa ulteriore che si fosse aggiunta. Forse intendevi dire, e sicuramente è stato un mio errore di ricezione, che proprio lo scoprirti sull'aspetto dell'ansia ti fa temere che gli altri ti giudichino. Ma io penso che le persone danno il giudizio che noi gli permettiamo di avere, e che comunque anche questo giudizio da noi concesso sia più clemente di quello che crediamo che sia. Del resto se tu scoprissi che una tua amica è particolarmente ansiosa non credo che penseresti male di lei ;)
Ciao Dalila77
ci sono alcune cose non corrette rispetto alle ipotesi che fai tu sul mio percorso personale, ma credo che questo non sia il luogo adatto per parlarne, anche perchè, pur ringraziandoti dei consigli che mi hai dato, io qui non cercavo consigli per risolvere la mia ansia, ma richiedevo dei pareri sull'inadeguatezza al lavoro... sebbene mi rendo conto sia una domanda da un milione di dollari!!!!:asd:
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willy61
Secondo me, no. Anche la psicologia ha molto in comune con la matematica. Ma non pretendo di fare il matematico.
Magari per te non è così. Ma per me ci sono differenze notevoli tra dire una cosa e farla.
Buona vita
Guglielmo
Ma veramente io la penso esattamente come te!!!! la mia era una provocazione, ma chiedo a te e rosadimaggio, sempre pronti giustamente a difendere la vostra professione come io ho fatto con la mia all'inizio del 3d, ma che forse non avete seguito bene l'intera disccusione:
Poichè ci sono dei vostri colleghi non iscritti all'albo degli assitenti sociali ma degli psicologi che hanno detto che fanno un pò gli assitenti sociali la cosa non è reciproca? Uno psicologo secondo voi può fare in parte l'assitente sociale?
Quando ho spiegato che per essere assitenti sociali si deve aver seguito un percorso specifico ed essere iscritti a uno specifico albo neuromacer mi ha accusata di essere stata " giudicante"
Credo comunque alla fine che molti psicologi siano veramente poco informati su quello che succede nel reale mercato del lavoro per quello che riguarda l'ambito sociale.
Se un laureato in psicologia, come afferma neuromancer, può fare un pò l'assitente sociale, perchè non il contrario?
A lui era rivolta la mia domanda....rispondendo in maniera così polemica a una domanda palesemente provocatoria e metaforica avete denotato una scarsissima attenzione all'intera discussione...
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RosadiMaggio
:approved:
Ma non preoccuparti...non ho assolutamente l'intenzione di mettermi a fare la psicologa abusiva.....la mia era solo una provocazione a seguito di alcuni messaggi...:rolleyes::jd:
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coccinella1981
Ciao Dalila77
ci sono alcune cose non corrette rispetto alle ipotesi che fai tu sul mio percorso personale, ma credo che questo non sia il luogo adatto per parlarne, anche perchè, pur ringraziandoti dei consigli che mi hai dato, io qui non cercavo consigli per risolvere la mia ansia, ma richiedevo dei pareri sull'inadeguatezza al lavoro... sebbene mi rendo conto sia una domanda da un milione di dollari!!!!:asd:
Scusa se sono andata un pò off topic.
Non preoccuparti per il resto....io credo che l'adeguatezza o meno al lavoro dipenda da come si sa distaccare il nostro vissuto personale dall'aiuto che diamo, dalle ipotesi che facciamo, da come interagiamo con la persona utente o cliente o paziente ( se lavori nel sociale forse più utente) e non da quella che è la nostra vita.
Se per fare lo psicologo o l'assitente sociale o l'educatore si dovesse essere perfettamente senza alcun problema nessuno potrebbe farlo....
Ognuno ha i suoi " nodi" che scioglie tramite il lavoro personale, lavoro che tu stai facendo.
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monicadal
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A lui era rivolta la mia domanda....rispondendo in maniera così polemica a una domanda palesemente provocatoria e metaforica avete denotato una scarsissima attenzione all'intera discussione...
Beh, allora la prossima volta specifica meglio...
Se leggo una domanda ironico/polemica, mi sento di poter dare uan risposta ironico/polemica. Io non mi son sentito offeso dalla tua domanda.
Ovvio, per me, che un'assistente sociale abbia delle conoscenze di psicologia. Altrettanto ovvio che le utilizzi nel suo lavoro. Quando vedi una famiglia per un progetto, sarebbe da stupidi non considerare se le tappe evolutive psicologiche dei bambini sono state o meno raggiunte. E non sempre sono necessarie conoscenze ultraspecialistiche per capirlo.
Ovvio che gli elementi di base del colloquio clinico li debba conoscere (nota bene, li debba, non li possa) anche un'assistente sociale. Vuol dire che fà psicoterapia? Ovvio che no.
Allora, ti scandalizzi se, nel corso di una serie di colloqui psicologici di valutazione, io - psicologo - tengo conto anche delle leggi in materia di adozione o delle possibilità di cercare un sostegno sociale (in termini di reti sociali, di strutture, di contributi anche economici da parte di enti pubblici, di corsi di formazione, ecc.) per contribuire a risolvere i problemi della persona che mi sta davanti? Ovvio che l'intervento sul sociale non lo farò io, am non credo che conoscerne alcune caratteristiche mi trasformi in un assistente sociale. Semplicemente, mi consente di fare meglio lo psicologo, secondo me.
E' più chiaro, adesso, quel che volevo dire?
Buona vita
Guglielmo
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willy61
Beh, allora la prossima volta specifica meglio...
Se leggo una domanda ironico/polemica, mi sento di poter dare uan risposta ironico/polemica. Io non mi son sentito offeso dalla tua domanda.
Ovvio, per me, che un'assistente sociale abbia delle conoscenze di psicologia. Altrettanto ovvio che le utilizzi nel suo lavoro. Quando vedi una famiglia per un progetto, sarebbe da stupidi non considerare se le tappe evolutive psicologiche dei bambini sono state o meno raggiunte. E non sempre sono necessarie conoscenze ultraspecialistiche per capirlo.
Ovvio che gli elementi di base del colloquio clinico li debba conoscere (nota bene, li debba, non li possa) anche un'assistente sociale. Vuol dire che fà psicoterapia? Ovvio che no.
Allora, ti scandalizzi se, nel corso di una serie di colloqui psicologici di valutazione, io - psicologo - tengo conto anche delle leggi in materia di adozione o delle possibilità di cercare un sostegno sociale (in termini di reti sociali, di strutture, di contributi anche economici da parte di enti pubblici, di corsi di formazione, ecc.) per contribuire a risolvere i problemi della persona che mi sta davanti? Ovvio che l'intervento sul sociale non lo farò io, am non credo che conoscerne alcune caratteristiche mi trasformi in un assistente sociale. Semplicemente, mi consente di fare meglio lo psicologo, secondo me.
E' più chiaro, adesso, quel che volevo dire?
Buona vita
Guglielmo
Io non mi scandalizzo di nulla.... ho abbastanza esperienza di lavoro per sapere come nella pratica come si svolgono le cose....non è questo il punto.
Però dai, se leggi tutta la discussione mi sembra tutto più chiaro.
Solo per aver detto che gli assistenti sociali hanno un albo e che uno psicologo non dovrebbe mai dire apertamente: " faccio un pò di tutto anche l'assistente sociale" esatamente come io non direi mai per rispetto all'altra professione " faccio un pò di tutto anche lo psicologo" mi è stato detto che ero " giudicante" .
Se dire come stanno le cose " legalmente" significa essere giudicanti....
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mi sembra che il discorso di monica sia stato abbastanza chiaro....si capiva benissimo che era una provocazione!
Anche noi nel codice deontologico abbiamo il DOVERE di difendere la professione esattamente come voi!
Ed è inaccettabile sentir dire....faccio un pò l'assistente sociale
Poi è abbastanza scontato, direi, che ogni professione prenda in prestito nozioni dell'altra ma non per esercitare un'altra professione.....e questo perchè spesso si lavora in équipe sullo stesso caso!
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neuromancer
ma che bell'intervento giudicante che le hai fatto!
fantastico davvero. vediamo che ti risponde.
leggerezze psicologiche...
ciaz.
Mica l'ha capito tanto, il senso :look:
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monicadal
Ma non preoccuparti...non ho assolutamente l'intenzione di mettermi a fare la psicologa abusiva.....la mia era solo una provocazione a seguito di alcuni messaggi...:rolleyes::jd:
Non mi aveva neppure sfiorato questo dubbio :nono::asd::nono:
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Coccinella, secondo me puoi lavorare anche se sei ansiosa, l'importante è non farsene un problema, questo volevano dire i miei pseudo consigli :approved: