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E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Mettiamo caso che gente esperta nel campo si ritrovasse casualmente malato per esempio di schizofrenia,cosa farebbe?Si riempirebbe di farmaci come un otre,si farebbe serenamente applicare un utile elettroschok,si guarirebbe da sola sapendo perfettamente di cosa si tratta,studierebbe il suo stesso male per amore della sua stessa scienza,considerandola una ottima occasione,andrebbe sicuramente dal miglior psicologo che conosce,o pregherebbe per ottenere una grazia?
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darlinda
Mettiamo caso che gente esperta nel campo si ritrovasse casualmente malato per esempio di schizofrenia,cosa farebbe?Si riempirebbe di farmaci come un otre,si farebbe serenamente applicare un utile elettroschok,si guarirebbe da sola sapendo perfettamente di cosa si tratta,studierebbe il suo stesso male per amore della sua stessa scienza,considerandola una ottima occasione,andrebbe sicuramente dal miglior psicologo che conosce,o pregherebbe per ottenere una grazia?
Darlinda,
non vorrei solleticare la tua suscettibilità ma credo che una ex studentessa di scienze politiche e filosofia possa arrivarci da sola al fatto che lo psicologo è un essere umano esattamente come lo sono gli altri. Metti che un oncologo venga colpito da un tumore, chiaramente si lascerebbe curare da chi, in quel momento, versa in una situazione migliore di quella sua. E non perché non sia bravo abbastanza nel suo lavoro, ma va da sé che in un momento di malattia molte delle nostre abilità - sia mentali che fisiche - possono essere compromesse, fosse soltanto perché una malattia può essere accompagnata da depressione o tanti altri fattori debilitanti (poi dipende dalla malattia). Dunque, schizofrenia o meno, lo psicologo in questione si lascerà curare da altri e certamente non farà nulla di ciò che sospetti, o quantomeno noi ce lo auguriamo un po' tutti. Per il bene suo, ma soprattutto della comunità...
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Per Missfredom chi non ci passa non lo sa e nemmeno se lo immagina neanche se crede di saperlo e una che ha studiato psicologia, te lo dice una che ha studiato scienze politiche e filosofia che non si ricorda di aver rese pubbliche queste notizie,e che può sapere molto di più,sempre di più di uno che non c'è passato e che nel caso ci passasse potrebbe anche semplicemente impazzire.
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darlinda
Per Missfredom chi non ci passa non lo sa e nemmeno se lo immagina neanche se crede di saperlo e una che ha studiato psicologia, te lo dice una che ha studiato scienze politiche e filosofia che non si ricorda di aver rese pubbliche queste notizie,e che può sapere molto di più,sempre di più di uno che non c'è passato e che nel caso ci passasse potrebbe anche semplicemente impazzire.
Il tuo ultimo messaggio non è molto chiaro, tuttavia hai fatto una domanda - anche piuttosto semplice - ed io ti ho risposto. Se poi la risposta non ti aggrada non è certamente un problema, io ti ho detto quello che penso e che mi auguro accada, per il resto sei libera di pensare qualunque cosa tu voglia. Per inciso, ho avuto a che fare con una schizofrenica per 29 anni e ci ho vissuto in casa per tutto il tempo quindi ho una chiara idea di cosa sia la malattia in questione, di come si manifesti o di quali siano i crucci di uno schizofrenico, era anche una forma piuttosto violenta di schizofrenia la quale veniva monitorata con una cura farmacologica piuttosto complessa: tuttavia non accade dall'oggi al domani che ci si ammali di schizofrenia (questo consente, per quanto comunque complesso, che qualcuno possa diagnosticarla). Quanto al resto, "impazzire" è un termine che si usa con troppa facilità per i miei gusti e di cui troppo spesso non si conosce neppure il significato. Sicché il tuo "potrebbe anche semplicemente impazzire" può significare tutto, ma anche assolutamente niente in relazione a quello che stavi dicendo. Dunque, si può "impazzire", ma ciò non implica che ci si curi in piena autonomia.
Per concludere, poco c'entra il fatto che il malato in questione abbia familiarità con la sua malattia, soprattutto in fase di esordio, consentimi ma in quel caso tutto potrebbe avere fuorché "familiarità con il suo problema" dal momento che deve ancora sottoporsi a diagnosi [che non farà mai da solo]. Soprattutto in caso di schizofrenia, poco ne sa il malato in questione di quali siano i farmaci che dovrà prendere; potrebbe avere un'idea della sintomatologia, ma non necessariamente conoscere il modo in cui farvi fronte.
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Siccome la sottoscritta prende pochi farmaci,come placebo più che altro e la sua vittoria se l' è già presa, volevo dire che guardare uno schizofrenico non vuol dire esserlo e sapere esattamente cosa si prova.Poi mi spieghi come fai a sapere che studi ho fatto e poi la permalosa sei tu molto più di me.
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darlinda
Siccome la sottoscritta prende pochi farmaci,come placebo più che altro e la sua vittoria se l' è già presa, volevo dire che guardare uno schizofrenico non vuol dire esserlo e sapere esattamente cosa si prova.Poi mi spieghi come fai a sapere che studi ho fatto e poi la permalosa sei tu molto più di me.
Cara darlinda, non è in atto alcuna critica amara.
Non mi pare di aver affermato che so esattamente cosa si provi ad essere schizofrenici, né tantomeno di averti dato della permalosa; ma è un vizio che avete in molti da queste parti: quello di attribuire agli altri parole o intenzioni specifiche (anche quando non sarebbero riscontrabili). Il mio era un consiglio oltre che una mia personale convinzione dettata da un sano buonsenso, ma in quanto tale sei libera di lasciarlo cadere; mi spiace che l'abbia presa in malomodo ma ahimé credo sia un limite del mezzo in questione che troppo spesso ci lascia fraintenderci, piuttosto che inerente a inesistenti rancori (di cui non ci sarebbe - appunto - motivo). Non si tratta di vittorie, ma dovresti avere l'umiltà di capire che essere schizofrenici non equivale ad essere medici-di-se-stessi (così come per ogni altra patologia). Non basta avere una conoscenza, per quanto dettagliata, di una patologia per fornirne la cura, bisogna conoscere tante altre cose che riguardano il nostro organismo, la sua propria anatomia, la farmacologia, il modo in cui il nostro organismo quindi reagisce ai farmaci, nella sua totalità (quindi bisogna conoscerlo sia in termini fisiologici che psicologici); e comunque, tanto per scendere nei dettagli, uno psicologo non è autorizzato a prescrivere farmaci.
Poi, a questo punto, se ritieni di essere tanto brava non vedo perché tu debba cercare conferme presso di noi. Ma soprattutto, se non è assolutamente possibile mettere in discussione quello che affermi non vedo che senso abbia porre l'argomento come finta-domanda. Ti ho raccontato della mia personale esperienza per smentire la tua affermazione secondo cui "chi non ci passa neppure se lo immagina"; lascia stare ché me lo immagino fin troppo bene - non cosa si prova ma come si manifesta. Forse sei tu che non sai come può esprimersi una forma violenta di schizofrenia e che quindi dai per scontato che uno schizofrenico qualunque possa curarsi autonomamente (evidentemente non sai che può manifestarsi secondo varie modalità, che non tutte le forme sono blande come la tua e che non è facilmente diagnosticabile in alcun caso). Dunque mi sa che stai commettendo un errore, o faciloneria se preferisci. Proprio in virtù del fatto che per porre una diagnosi di schizofrenia sarebbe necessario vi fossero delle manifestazioni specifiche, e che si manifestino in un determinato arco di tempo, ma sarebbe altrettanto importante escludere una serie di condizioni che pongono problematiche di diagnosi differenziale, questo significa che, per quanto tu possa essere informata sulla schizofrenia, non sarai però informata sulle altre condizioni che possono dare manifestazioni psicotiche malgrado non siano attribuibili ad un quadro generale di schizofrenia.
Hai idea di quanti farmaci/sostanze possono provocare allucinazioni?
Di quante patologie possano condurre a comportamenti sessuali inappropriati?
Persino i sintomi catatonici, pur essendo associati alla schizofrenia, potrebbero ricorrere in altri disturbi mentali.
I soggetti possono esprimere una varietà di convinzioni inusuali o strane che non sono di intensità rilevante,
possono avere esperienze percettive insolite,
ma il loro comportamento può non essere eccessivamente disorganizzato o anche si. Dipende.
Ecco, una persona può sapere anche tutto della schizofrenia, ma con molte probabilità sa ben poco di tutto il resto.
Nota Bene: le tue informazioni sono visibili a tutti, sul tuo profilo.
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Se qualcuno si informasse sulle fantasie persecutorie ti spiegherei anche le forme violente Missfreedom,io ho imparato a convivere con la malattia riportando danni minimi perchè sono tosta non perchè non ho sofferto i sintomi.Vorrei aggiungere che ho visitato il mio profilo e quelle informazioni non c'erano,mi spieghi come hai fatto tu?
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About darlinda (dal tuo profilo)
Per vedere le tue informazioni pubbliche, dove c'é scritto ex studentessa di.....ed altre cose, tipo alcune tue preferenze, vai sul tuo profilo personale e clicca su about. Dovresti vederle. Sono effettivamente visibili pubblicamente.
Se non ti compaiono, contatta i moderatori (Biz..).
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darlinda
Se qualcuno si informasse sulle fantasie persecutorie ti spiegherei anche le forme violente Missfreedom,io ho imparato a convivere con la malattia riportando danni minimi perchè sono tosta non perchè non ho sofferto i sintomi.Vorrei aggiungere che ho visitato il mio profilo e quelle informazioni non c'erano,mi spieghi come hai fatto tu?
Per le info del profilo ti ha ben illuminata Rosa.
Quanto al resto, non credo che le fantasie persecutorie di cui parli tu abbiano una relazione esclusiva con una forma aggressiva di schizofrenia (proprio perché è una patologia complessa). Dunque, quando dico che una forma è violenta, intendo dire che non è assolutamente possibile controllare/contenere quella violenza soltanto perché si è tosti, ma che necessita di una cura farmacologica piuttosto intensa. Anche la persona in questione riportava danni minimi su se stessa, il problema era tutelare gli altri. Dunque, non basta essere tosti per controllare una forma violenta di schizofrenia; se si può controllare non è violenta, questo non significa che tu non abbia sofferto, lungi da me. O che tu non sia stata forte.
Quando dico forme violente, intendo comunque dire che le persone in questione possono attantare alle vite altrui, anche avvalendosi di oggetti pericolosi provocandone la morte, e che non sono assolutamente in grado di rendersi conto del potenziale danno, né quindi delle conseguenze del loro gesto.
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Essere tosti vuol dire non lasciarsi traviare dalle voci che possono raccontarti di tutto e tormentarti fino a per esempio diventare insensibili all'esterno e impegnati solo in dialoghi fantastici all'interno o possono aizzarti contro qualcuno fino ad ucciderlo,le voci possono fingere di essere la vittima stessa che perseguita l'allucinato spingendolo ad una crisi di rabbia incontrollabile,possono fingersi anche i parenti uno per uno che dichiarano odio contro il paziente e tante altre belle cosette che per me sono comprensibili per te non so Missfreedom e poi secondo te se quello che ho imparato non lo condivido con quelli del mestiere a chi dovrei dirlo?Non mi aspettavo tanta indifferenza e sufficienza.
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darlinda
Essere tosti vuol dire non lasciarsi traviare dalle voci che possono raccontarti di tutto e tormentarti fino a per esempio diventare insensibili all'esterno e impegnati solo in dialoghi fantastici all'interno o possono aizzarti contro qualcuno fino ad ucciderlo,le voci possono fingere di essere la vittima stessa che perseguita l'allucinato spingendolo ad una crisi di rabbia incontrollabile,possono fingersi anche i parenti uno per uno che dichiarano odio contro il paziente e tante altre belle cosette che per me sono comprensibili per te non so Missfreedom e poi secondo te se quello che ho imparato non lo condivido con quelli del mestiere a chi dovrei dirlo?Non mi aspettavo tanta indifferenza e sufficienza.
Darlinda, so a cosa ti riferisci, tuttavia il fatto che tu sia stata forte non significa che tutti gli schizofrenici siano in grado di riuscire a far fronte ad una situazione del genere, ed è probabile che ti stia facendo un complimento quindi prendilo come tale. Tornando alla domanda iniziale, il fatto che tu ti sia "curata da sola" non implica che tutti riescano a farlo. Sei tu l'eccezione, non gli altri. Quanto alle ultime righe, non credo che condividere significhi imporre il proprio punto di vista, ed è per questo che penso dovresti essere più flessibile nell'accettare il mio come diverso dal tuo - quindi non accettarlo in senso assoluto, ma come diverso dal tuo, come possibile; e non vedo cosa ci sia in quello che dico di indifferente o sufficiente. Indifferente sarà forse chi non ti risponde, chi non prova un minimo di interesse - critico o meno - per le questioni che poni, non il contrario.
Comunque sia, buona serata. :medito:
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darlinda
Essere tosti vuol dire non lasciarsi traviare dalle voci che possono raccontarti di tutto e tormentarti fino a per esempio diventare insensibili all'esterno e impegnati solo in dialoghi fantastici all'interno o possono aizzarti contro qualcuno fino ad ucciderlo,le voci possono fingere di essere la vittima stessa che perseguita l'allucinato spingendolo ad una crisi di rabbia incontrollabile,possono fingersi anche i parenti uno per uno che dichiarano odio contro il paziente e tante altre belle cosette che per me sono comprensibili per te non so Missfreedom e poi secondo te se quello che ho imparato non lo condivido con quelli del mestiere a chi dovrei dirlo?Non mi aspettavo tanta indifferenza e sufficienza.
In realtà, non si tratta di indifferenza o di sufficienza, anzi, non pensare che non ci dispiaccia non poter approfondire certi dialoghi con te, che sei una persona intelligente e sensibile, toccata da questa sofferenza e forse lo sei di più proprio per questo. Il fatto é che non possiamo approfondire, per regolamento interno del forum che tutti abbiamo sottoscritto al momento dell'iscrizione, singoli casi personali a livello clinico, soprattutto nei dettagli. Qui, si può parlare a livello teorico, mentre per i problemi clinici personali, c'é un'apposita parte del forum, su un'altra pagina, che trovi in alto a destra e che si chiama "Benessere4u", Servizi alla Persona dove ci sono persone direttamente autorizzate a risponderti in modo più diretto ed approfondito ed eventualmente scendendo nei dettagli e dove potresti riportare in modo che senti più tuo e più completo, la tua testimonianza anche sulle tue fantasie persecutorie e sul tuo malessere in generale, in modo da poterla condividere con maggiore libertà. Lì, poi grazie ai moderatori - della sezione apposita per trattare i problemi personali - possiamo capire fin dove ci é possibile intervenire anche per noi, in modo più approfondito.
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Condivido pienamente ciò che dice RosadiMaggio, oggettivamente abbiamo delle limitazioni: finché si toccano argomenti in modo generico, cosa che la tua domanda iniziale consentiva di fare, siamo autorizzati a discuterne su questo forum. Non a caso ritornavo a quella, che è generica e dunque consente un confronto (e non perché volessi ignorare aspetti importanti del tuo problema, ma perché non sono autorizzata a fare considerazioni a riguardo, come è giusto).
Anzi, forse ne ho fatte anche troppe. ;)
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Se si ammala lo psicologo sono guai seri..... io credo che per il lavoro che fa è difficile che si ammali, ma non impossibile! a questo punto sarebbe utile l'intervento di un altro psicologo, anche se come cosa sarebbe un pò strana...
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solamenteIo
Se si ammala lo psicologo sono guai seri..... io credo che per il lavoro che fa è difficile che si ammali, ma non impossibile! a questo punto sarebbe utile l'intervento di un altro psicologo, anche se come cosa sarebbe un pò strana...
Io invece credo che proprio per il lavoro che fa sia molto facile che si ammali!:asd:
Ecco perchè, almeno per una parte dei clinici, è indispensabile un lunghissimo e faticoso training o lavoro su di sè che, tra gli infiniti motivi, serve anche da 'disinfettante' affinchè il clinico stesso abbia una visione piu o meno chiara dei suoi conflitti e una capacità di gestirli che gli viene dall'aver appunto sperimentato su di sè le vie della nevrosi e quel guadagno che l'analisi produce. Sulla schizofrenia il discorso si complica (c'è il fatto della latenza per esempio..) anche se nessun titolo ufficiale estromette come per magia il clinico dalla malattia. Poi, per quanto mi riguarda, a parte i sintomi conclamati, nessuno può dirsi fuori da una struttura di personalità: quindi tutti sono nel profondo condizionati dalle loro particolari disposizioni e i cosiddetti 'sintomi' non sono che mere oscillazioni quantitative e qualitative causalmente legate ad una struttura inconscia che condiziona gli stati tensivo-motivazionali e il comportamento. In breve, lo psicologo si ammala eccome! O al massimo, un pò ingenuamente, può ''far finta di essere sano''...
Saluti,
Luigi
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Purtroppo gli psicologi sono esseri umani come tutti gli altri possono ammalarsi e non sono onniscienti.Per quanto riguarda le voci,il vissuto del malato,conscio o meno,non è la causa della malattia è lo strumento per la coscienza minoritaria per cercare di condizionare la dominante,cioè quella che domina il corpo ossia quella che può dirsi abbia una vita vera e propria,impersonare entità incorporee è logico meglio se vi sono implicazioni religiose di mezzo.La possibilità di comunicazione intraemisferica deve essere latente per anni,lo stress psicologico lo scatena ma non è la causa,ed interessante sarebbe capire come l'altra parte possa gestire una molteplicità di voci anzichè una come è normale.La schizofrenia è un conflitto interno tra due parti coscienti all'interno dello stesso cervello.Spero che ciò che testimonio qui germogli in qualcun'altro portando ad una ricerca nuova.
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Ciao Darlinda, non ho ben capito che problema tu abbia, mi è sembrato di capire "schizzofrenia", comunque qualsiasi cosa tu senta di avere, sei tu che ne fai un problema, anche se senti le voci, che problema c'è? magari pensi semplicemente ad alto volume, e allora non creartene un problema; i problemi tendono ad auoto realizzarsi come delle profezie auto avveranti; se tu pensi che sia "da pazzi" pensare "ad alto volume" allora si che c'è da impazzire. I problemi sono lì dove pensiamo che debbano essere, ma questa è una trappola alla quale possiamo sfuggire, basta solo un po' di coscienza (conoscenza); ovviamente a meno che non si trovi qualche vantaggio secondario. Se ne trai vantaggio, allora non lamentarti troppo, anche se in raltà so che lamentarsi fa parte del personaggio.
Ti dico questo perché mi è sembrato di capire che tu qui cercavi un po' d'aiuto in questo forum; ma ricorda che in realtà l'aiuto è solo dentro te (e cmq sicuramente nn in questo forum che non è di autoaiuto), e lo psicoterapeuta può solo aiutarti a esplorare te stessa per trovare dentro te l'aiuto che brami.
Vuoi comunque sapere davvero da chi va' uno psicologo o uno psicoterapeuta quando sta male, dipende dall'orientamento ;) ...e dipende da cosa ha bisogno in quel momento, io personalmente vado dagli amici, la vita è bella se le sorridi, e alcune volte solo con gli amici me lo riesco a ricordare ;)
PS
non fare caso alla mia reputazione, noi interazionisti non l'abbiamo mai buona ;) ma cerca di estrapolare qualcosa da quanto ho scritto!
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Io credo molto nella supervisione quando si fa una professione di aiuto e anche per lo psicologo.
La supervisione non impedisce certo allo psicologo di ammalarsi, ma può costituire un valido aiuto a capire in modo tempestive eventuali problematiche che possono insorgere quali periodi di stanchezza fisica e intellettuale e burn out....
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
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Dalila77
Ciao Darlinda, non ho ben capito che problema tu abbia, mi è sembrato di capire "schizzofrenia", comunque qualsiasi cosa tu senta di avere, sei tu che ne fai un problema, anche se senti le voci, che problema c'è? magari pensi semplicemente ad alto volume, e allora non creartene un problema; i problemi tendono ad auoto realizzarsi come delle profezie auto avveranti; se tu pensi che sia "da pazzi" pensare "ad alto volume" allora si che c'è da impazzire. I problemi sono lì dove pensiamo che debbano essere
...e dipende da cosa ha bisogno in quel momento, io personalmente vado dagli amici, la vita è bella se le sorridi, e alcune volte solo con gli amici me lo riesco a ricordare ;)
cerca di estrapolare qualcosa da quanto ho scritto!
Io estrapolo solo una cosa: mai sentito tante fesserie in una sola volta! Oddio...:sbonk::sbonk: Si, mi era capitato, lo ammetto, ma così tutte insieme fanno un certo effetto! Semplicemente incredibile...:jd::jd::jd:
ps. Si scrive 'schizofrenia' comunque...così, giusto per recuperare qualcosa da questa accozzaglia di parole.
Saluti,
Luigi
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Hai ragione luigi schizzofrenia è un errore che non mi riesco a togliere ;) sarà perché la vedo in maniera diversa che continuo a scriverla differentemente ;)
Per il resto non ti preoccupare, noi interazionisti siamo abituati a commenti tipo il tuo, del resto per quanto riguarda la psicologia è una "scienza" troppo nuova e quindi è normale che si trovi ancora al livello di "la terra è piatta" ed è normale che i vari Galileo Galilei vengano derisi. Ovviamente non sto dando a me della Galilei, la teoria del volume non è mia, ma come dire, sono una dei seguaci di Galileo ;)
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Io non cerco aiuto,io il problema l'ho superato,vi sto indicandi io che cosa è la schizofrenia,quando parlo di sufficienza è perchè non mi prendete in considerazione a livello teorico,io rispondo non pongo quesiti a voi,io ho la risposta e l'ho condivisa con voi.
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
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darlinda
Essere tosti vuol dire non lasciarsi traviare dalle voci che possono raccontarti di tutto e tormentarti fino a per esempio diventare insensibili all'esterno e impegnati solo in dialoghi fantastici all'interno o possono aizzarti contro qualcuno fino ad ucciderlo,le voci possono fingere di essere la vittima stessa che perseguita l'allucinato spingendolo ad una crisi di rabbia incontrollabile,possono fingersi anche i parenti uno per uno che dichiarano odio contro il paziente e tante altre belle cosette che per me sono comprensibili per te non so Missfreedom e poi secondo te se quello che ho imparato non lo condivido con quelli del mestiere a chi dovrei dirlo?Non mi aspettavo tanta indifferenza e sufficienza.
Ma a te, sono accadute tutte queste cose? Le hai vissute "tutte" in prima persona o almeno in parte, sono frutto della tua cultura sulla schizofrenia?
Quando dici che per te sono comprensibili, ti riferisci ad es., alla consapevolezza che sono "altro" da te e dalla tua reale volontà?
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Mia cara rosa sono sedici gli anni che ho di esperienza tutta mia e il resto un po' d'informazioni prese altrova e conoscenze con il mio problema e caspita se sono consapevole che sono altro da me,ma continuate a sottovalutare quel che dico così la mia esperienza andrà sprecata,per me in fondo la cosa è risolta e gli altri schizofrenici si possono arrangiare come ho fatto io,il problema di coscienza io l'ho risolto,quel che so e lo dico da persona che ha i sintomi ma mantiene il contatto con la realtà l'ho reso pubblico ma se a voi non va di farci niente,liberissimi.
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Se sono sedici anni, la tua forza nella capacità di affrontarlo, é stata ed é veramente notevole, anche perché sono certa che ci siano stati e forse ci siano anche oggi, momenti difficilissimi per te. Quello che tu vorresti fare é testimoniare del modo, anzi dei modi, che hai utilizzato per affrontarli e riuscire a superarli e cosa fai attualmente, quando insorge uno "specifico" problema (ad es., contenuti dei dialoghi che senti con relative emozioni, difficoltà di concentrazione, paura- se ancora accade - di essere "attratta" troppo verso l'interno che ti si vorrebbe imporre? Attacchi di rabbia o di amore improvvosi, se ci sono? O molti altri aspetti che solo tu puoi conoscere, dato che ogni esperienza é personale?), oppure - o anche -qualcos'altro?
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Si Rosa io voglio testimoniare questo,tutto quello che di difficile ho passato che ho superato grazie alla pazienza e alla sopportazione che la malattia mi ha insegnato oltre alle conclusioni,ripeto,TEORICHE,desunte dall'esperienza diretta che ho del fenomeno,del cervello un po' se ne sa tutti grazie alle scuole e alla divulgazione scientifica,ma io affermo che non si sa tutto, in particolare che uno si può ritrovare un ospite indesiderato impossibile da cacciar via,se non con un allenamento,guarda un po',psicologico.Guarda Rosa che sono io la prima a capire la portata di quello che affermo sul fatto che uno schizofrenico ha due teste e il tipo di reazione che può generare,ma se dico che lo so è perchè lo so,tra l'altro quando mi rivolgo alla mia metà la chiamo abominio e scherzo di natura.Chi può dirsi più consapevole di me?
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
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darlinda
Io non cerco aiuto,io il problema l'ho superato,vi sto indicandi io che cosa è la schizofrenia,quando parlo di sufficienza è perchè non mi prendete in considerazione a livello teorico,io rispondo non pongo quesiti a voi,io ho la risposta e l'ho condivisa con voi.
Darlinda, tu puoi solo indicarci cosa sia la schizofrenia PER TE.
Non esiste un'oggettività in tale ambito ma solo esperienze soggettive, la tua esperienza può essere interessante, ma mi dispiace deluderti, non ci insegna molto, un'altra persona può fare una testmonianza inversa alla tua accusando lo stesso malessere. Anche se tu volessi aiutarci a trovare una soluzione al cambiamento, questa sarebe comunque applicabile solo alle persone che la vivono esattamente come te, cioè solo tu, nel senso che ogni persona è un mondo a parte. Sarai sicuramente ocnsapevole che ogni percorso di cambiamento è personalissimo e non cedibile.
Puoi parlare nei termini che vuoi della tua esperienza, anche come fosse l'unica possibile, ma non ci restituisce una forma della realtà naturale, ma solo una forma della tua realtà individuale.
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
Ragazzi siamo passati da una domanda (se uno psicologo si ammalasse) alla testimonianza di darlinda..
rimaniamo nel topic (se ce n'è ancora bisogno:sbonk:) oppure darlinda se vuoi condividere la tua testimonianza apri un'altra discussione
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
La mia discussione sulla mia testimonianza già c'è e per quanto mi riguarda rispetto alla mia esperienza io sono stata oggettiva nel considerarla e nello studiarla.
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Riferimento: E se un giorno uno psicologo si ammalasse?
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Originalmente inviato da
darlinda
La mia discussione sulla mia testimonianza già c'è.
Bene allora rimaniamo in tema:approved: