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Uno psicologo è come un buon abito va scelto su misura?
La domanda è semplice ,un paziente deve scegliere il suo medico usando senso critico?Lo consigliereste anche voi?Secondo me il carattere ha una fondamentale importanza,se non c'è intesa meglio tagliare subito i ponti che tanto il mare è pieno di pesci.
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Riferimento: Uno psicologo è come un buon abito va scelto su misura?
E la stampella chi é?
Il sarto?
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darlinda
La domanda è semplice ,un paziente deve scegliere il suo medico usando senso critico?Lo consigliereste anche voi?Secondo me il carattere ha una fondamentale importanza,se non c'è intesa meglio tagliare subito i ponti che tanto il mare è pieno di pesci.
Cos'é il "carattere" - e di chi é in questo tuo discorso tale carattere di importanza fondamentale di cui parli? Come dovrebbe essere, questo "carattere" quindi?
Ogni scelta va fatta con un minimo di "senso critico", purché esso sia ben utilizzato ed applicato.
Comunque, non é l'unico criterio di scelta, poi lbera di pescare nel "mare".
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darlinda
La domanda è semplice ,un paziente deve scegliere il suo medico usando senso critico?Lo consigliereste anche voi?Secondo me il carattere ha una fondamentale importanza,se non c'è intesa meglio tagliare subito i ponti che tanto il mare è pieno di pesci.
bisogna vedere se il disaccordo è dovuto al "carattere" dello psicologo (parli di medico ma presumo ti riferisca allo psicologo) o se è dovuto al tuo modo di vederlo.
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Johnny
bisogna vedere se il disaccordo è dovuto al "carattere" dello psicologo (parli di medico ma presumo ti riferisca allo psicologo) o se è dovuto al tuo modo di vederlo.
L'osservazione della nostra amica non è del tutto peregrina.
Certo che dipenderà dal <<modo di vederlo>> del paziente. Ma il paziente
ha diritto ha un suo modo di vederlo e, di più, a un suo modo di sentirlo.
Qui si discute spesso di orientamenti, di teoria, MA esiste anche una pratica
un certo modo da parte dello psicoterapeuta o psicologo di <<vedere>>
la propria professione, di intepretarla e quel modo non è e non può essere
indifferente al paziente. Anche il paziente ha diritto di sentire qualcosa... non può essere l'oggetto, distante dell'applicazione di orentamenti, studi, teorie e tecniche, se così fosse ci dimenticheremmo l'accoglienza e l'empatia.
E qualcuno, spesso, la dimentica. E il paziente lo sente, sente la distanza.
In un mondo professionale così difficile, anche se in teoria tutto sembrerebbe così "dato", così matematicamente dimostrabile. Lasciamo questa libertà all'"interlocutore" dello psicologo, al paziente dello psicoterapeuta, che, secondo me è anche un diritto, quello di sentire (sensazioni) e poterlo dichiarare. E' un feedback non da poco. E se fosse ascoltato sarebbe anche utile.
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IT_Modeler
L'osservazione della nostra amica non è del tutto peregrina.
Certo che dipenderà dal <<modo di vederlo>> del paziente. Ma il paziente
ha diritto ha un suo modo di vederlo e, di più, a un suo modo di sentirlo.
Qui si discute spesso di orientamenti, di teoria, MA esiste anche una pratica
un certo modo da parte dello psicoterapeuta o psicologo di <<vedere>>
la propria professione, di intepretarla e quel modo non è e non può essere
indifferente al paziente. Anche il paziente ha diritto di sentire qualcosa... non può essere l'oggetto, distante dell'applicazione di orentamenti, studi, teorie e tecniche, se così fosse ci dimenticheremmo l'accoglienza e l'empatia.
E qualcuno, spesso, la dimentica. E il paziente lo sente, sente la distanza.
In un mondo professionale così difficile, anche se in teoria tutto sembrerebbe così "dato", così matematicamente dimostrabile. Lasciamo questa libertà all'"interlocutore" dello psicologo, al paziente dello psicoterapeuta, che, secondo me è anche un diritto, quello di sentire (sensazioni) e poterlo dichiarare. E' un feedback non da poco. E se fosse ascoltato sarebbe anche utile.
sono pienamente d'accordo, io a tal proposito c'è ho fatto la tesi :)
proprio perché il paziente ha il diritto di vedere e sentire il proprio terapeuta come vuole, e proprio perché si pone centralità ai suoi vissuti, se cambia 100 psicoterapeuti perchè a un certo punto del trattamento trova che tutti abbiano "un brutto carattere", evidetemente la questione riguarda la paziente e non il terapeuta (c'è era arrivato Freud 100 anni fa: "nevrosi di transfert") e quindi è un aspetto su cui bisogna lavorare in terapia, anziché cambiare di nuovo terapeuta.
Più pratico di così..
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Johnny
sono pienamente d'accordo, io a tal proposito c'è ho fatto la tesi :)
proprio perché il paziente ha il diritto di vedere e sentire il proprio terapeuta come vuole, e proprio perché si pone centralità ai suoi vissuti, se cambia 100 psicoterapeuti perchè a un certo punto del trattamento trova che tutti abbiano "un brutto carattere", evidetemente la questione riguarda la paziente e non il terapeuta (c'è era arrivato Freud 100 anni fa: "nevrosi di transfert") e quindi è un aspetto su cui bisogna lavorare in terapia, anziché cambiare di nuovo terapeuta.
Più pratico di così..
Giusto,:approved: non solo in ogni psicoterapia - a meno di non essere concentrati esclusivamente su tecniche e competenze" - i vissuti (ed i modi di vedere)del paziente sono sempre centrali, essendo il fulcro che la sostanzia; ma quando si ripete come dici tu la storia del "trovare il terapeuta con un brutto carattere" da parte del paziente in modo piuttosto continuativo, é essenziale capire a quale punto ciò avviene al fine di comprenderne i processi sottostanti e di non rimanerne invischiati - nè il pz nè il terapeuta - quanto rimetterli in moto in modo utile.
Per quanto é chiaro che nessun terapeuta né nessuna terapia vada bene per "tutti" così come il paziente può non andar bene per "quel" terapeuta - per molti motivi, se capisce che si tratterebbe di un percorso improduttivo - é appunto un discorso molto vecchio e conosciuto in psicologia clinica.
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[QUOTE=[B]IT_Modeler[/B];2198293] .
Qui si discute spesso di orientamenti, di teoria, MA esiste anche una pratica
un certo modo da parte dello psicoterapeuta o psicologo di <<vedere>>
la propria professione, di intepretarla e quel modo non è e non può essere
indifferente al paziente. Anche il paziente ha diritto di sentire qualcosa... non può essere l'oggetto, distante dell'applicazione di orentamenti, studi, teorie e tecniche, se così fosse ci dimenticheremmo l'accoglienza e l'empatia.
[QUOTE]
Secondo me ( e non penso essere la sola) il paziente ha il diritto di sentire tutto ciò che sente, poi é importante il senso di questo sentire e la/le sua/ funzione/i; volevo però chiederti se tu ti riferisci ad es. alla possibile "mancanza di sintonia e sintonizzazione" che un paziente può sentire e di cui può soffrire al di là del "metodo" utilizzato e cosa intendi precisamente nella frase che ho evidenziato.
Grazie
Ciao
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Johnny
... se cambia 100 psicoterapeuti perchè a un certo punto del trattamento trova che tutti abbiano "un brutto carattere", evidetemente la questione riguarda la paziente e non il terapeuta (c'è era arrivato Freud 100 anni fa: "nevrosi di transfert") e quindi è un aspetto su cui bisogna lavorare in terapia, anziché cambiare di nuovo terapeuta.
Più pratico di così..
Certo, e infatti se un paziente va dal terapeuta è per un motivo pratico, forse vuole alleviare le sue sofferenze.
Se cambia 100 terapeuti allora ... potrebbe essere stato sfortunato ... ?
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_daimon_
Certo, e infatti se un paziente va dal terapeuta è per un motivo pratico, forse vuole alleviare le sue sofferenze.
questa "volontà" non è così scontata, dipende da tanti fattori, non a caso hanno inventato l'analisi della domanda
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Johnny
questa "volontà" non è così scontata, dipende da tanti fattori, non a caso hanno inventato l'analisi della domanda
Certo, e dall'analisi della domanda cosa potrebbe venir fuori?
Che la domanda ne nasconde un'altra? Che il paziente è ambivalente verso il cambiamento?
Anche queste testimoniano una sofferenza, e la "gestione" dell'ambivalenza non è un compito del terapeuta?
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_daimon_
Certo, e dall'analisi della domanda cosa potrebbe venir fuori?
Che la domanda ne nasconde un'altra? Che il paziente è ambivalente verso il cambiamento?
Anche queste testimoniano una sofferenza, e la "gestione" dell'ambivalenza non è un compito del terapeuta?
la "gestione dell'ambivalenza" è compito del terapeuta ma insieme al paziente, dopo aver stetto una buona alleanza. Il terapeuta da solo non può fare un bel niente
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Johnny
la "gestione dell'ambivalenza" è compito del terapeuta ma insieme al paziente, dopo aver stetto una buona alleanza. Il terapeuta da solo non può fare un bel niente
Hai di fronte a te una persona con "problemi emotivi" ed incapace di risolverli e che probabilmente è già stata da altri terapeuti.
Ciò che hai bisogno di sapere è se quella persona abbia una motivazione al cambiamento, al di là delle ambivalenze e delle resistenze che possa manifestare, ed utilizzarla come "leva" per permettergli di ottenerlo, anche se in una direzione diversa dalle sue aspettative iniziali.
Il compito è del terapeuta, "l'alleanza" la può ottenere su un livello di consapevolezza diverso da quello cosciente.
Non si è in una relazione simmetrica come può essere nel counseling o nel coaching in cui si lavora direttamente e in "piena" collaborazione con il cliente verso un obiettivo prestabilito.
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Johnny
la "gestione dell'ambivalenza" è compito del terapeuta ma insieme al paziente, dopo aver stetto una buona alleanza. Il terapeuta da solo non può fare un bel niente
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_daimon_
Ciò che hai bisogno di sapere è se quella persona abbia una motivazione al cambiamento, al di là delle ambivalenze e delle resistenze che possa manifestare, ed utilizzarla come "leva" per permettergli di ottenerlo, anche se in una direzione diversa dalle sue aspettative iniziali.
appunto.......
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Riferimento: Uno psicologo è come un buon abito va scelto su misura?
Ho posto la questione perchè avendo esperienza da paziente mi rimarranno eternamente impresse le due dottoresse che ho frequentato,una la seconda mi ha salvato la vita e insegnato da ottima cognitivista a rafforzare il carattere,una persona dolcissima e disponibile comunicativa,espressiva e durante le sedute si occupava di me e mi ascoltava,la prima invece è stato come buttare i soldi nel secchio,aggressiva,dominante diceva lei a me cosa e come dovevo pensare,mi fumava in faccia senza chiedere il permesso,mi ha sottoposto all'inizio e alla fine del rapporto lo stesso stupido questionario con domande banali dalle quali ancora mi chiedo cosa avrà mai capito,con lei che pensava che lo psicologo potesse pensare del suo paziente ch'era un idiota e io ero là davanti era un duello mentale perchè dovevo dimostrarle che non ero un idiota è stata lei tralaltro a interrompere la terapia che era ad un punto morto,l'ultimo questionario e poi arrivederci.L'unica mia idiozia è stata quella di non averle dato immediatamente il benservito,ma ero più giovane e più succube delle persone e degli eventi e poi la titolata era lei.
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Originalmente inviato da
darlinda
Ho posto la questione perchè avendo esperienza da paziente mi rimarranno eternamente impresse le due dottoresse che ho frequentato,una la seconda mi ha salvato la vita e insegnato da ottima cognitivista a rafforzare il carattere,una persona dolcissima e disponibile comunicativa,espressiva e durante le sedute si occupava di me e mi ascoltava,la prima invece è stato come buttare i soldi nel secchio,aggressiva,dominante diceva lei a me cosa e come dovevo pensare,mi fumava in faccia senza chiedere il permesso,mi ha sottoposto all'inizio e alla fine del rapporto lo stesso stupido questionario con domande banali dalle quali ancora mi chiedo cosa avrà mai capito,con lei che pensava che lo psicologo potesse pensare del suo paziente ch'era un idiota e io ero là davanti era un duello mentale perchè dovevo dimostrarle che non ero un idiota è stata lei tralaltro a interrompere la terapia che era ad un punto morto,l'ultimo questionario e poi arrivederci.L'unica mia idiozia è stata quella di non averle dato immediatamente il benservito,ma ero più giovane e più succube delle persone e degli eventi e poi la titolata era lei.
Che significa che la prima ti diceva lei cosa e come dovevi pensare?:mumble:
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Riferimento: Uno psicologo è come un buon abito va scelto su misura?
Rosadimaggio la prima aveva una personalità forte e la usava per condizionarmi.Non mi dirai che quella ti sta simpatica.
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darlinda
Rosadimaggio la prima aveva una personalità forte e la usava per condizionarmi.Non mi dirai che quella ti sta simpatica.
Non ho detto questo; tra l'altro non so neppure di chi tu stia parlando, se non che sia sia una terapeuta con cui ti sei trovata male; ti ho fatto una domanda per capire meglio cosa facesse la prima che hai citato.
Può solo farmi piacere che con la seconda tu ti sia trovata bene e ti abbia aiutata molto e con i giusti modi.
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dato che la "cura psicologica" è basata soprattutto sulla relazione è necessario che si crei un'alleanza implicita tra le due parti coinvolte.......se non c'è è inutile continuare......è anche vero però che se una persona cambia tanti psicologi e/o psicoterapeuti probabilmente e dico probabilmente mi lascia pensare che non voglia "cambiare" o nutre delle aspettative troppo alte di soddisfazione impossibili da raggiungere......è probabile che questa persona non riesca a fidarsi di nessuno.....e questo potrebbe essere il suo problema reale.......insomma le ipotesi sono tante....!
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Zuccherina
dato che la "cura psicologica" è basata soprattutto sulla relazione è necessario che si crei un'alleanza implicita tra le due parti coinvolte.......se non c'è è inutile continuare......è anche vero però che se una persona cambia tanti psicologi e/o psicoterapeuti probabilmente e dico probabilmente mi lascia pensare che non voglia "cambiare" o nutre delle aspettative troppo alte di soddisfazione impossibili da raggiungere......è probabile che questa persona non riesca a fidarsi di nessuno.....e questo potrebbe essere il suo problema reale.......insomma le ipotesi sono tante....!
Non solo implicita, Zuccherina anche se quella é fondamentale, serve anche un'alleanza esplicita, soprattutto in certe terapie e/o fasi delle stesse.
Hai fatto delle considerazioni molto apprezzabili :approved:
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Ciao Rosa....grazie
anche il tuo modo di riflettere sulle cose è piacevole poichè ti poni tante domande e non provi a buttarti su risposte che possono essere dettate dall'istinto:approved: