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C.G.Jung - Libri inerenti alla cartomanzia
Qualcuno di voi per caso ha letto qualche libro di questo psicoanalista? Oppure è ben informato a riguardo? Perchè avrei bisogno di informazioni sui tarocchi e so che lui faceva riferimento alle carte. Ho cercato in giro ma niente di specifico... Per caso conoscete uno dei suoi libri in cui fa particolare riferimenti ai tarocchi?
Grazie in anticipo:)
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Nenechan
Qualcuno di voi per caso ha letto qualche libro di questo psicoanalista? Oppure è ben informato a riguardo? Perchè avrei bisogno di informazioni sui tarocchi e so che lui faceva riferimento alle carte. Ho cercato in giro ma niente di specifico... Per caso conoscete uno dei suoi libri in cui fa particolare riferimenti ai tarocchi?
Grazie in anticipo:)
:stress::stress::stress::stress::uhm::uhm::flam::f lam::flam::flam::bua::bua::bua:
EEEEEEEEEEEEEEEEHH?? Ma stai scherzando spero? Carte?? Tarocchi?? Oddio...
L'unica cosa che mi sento di risponderti in merito è di andarti a leggere qualcosa sugli studi sul simbolismo religioso, alchemico, gnostico degli ultimi anni (Psicologia e alchimia e Psicologia e religione); certamente la sua antropologia ha riflettuto anche sul ruolo dell'astrologia e del pensiero magico...ma per come l'hai messa tu sembra perlomeno che Jung ricevesse in seduta col mazzo di carte!! 'Na mano de briscola??:sbonk:
Saluti,
Luigi
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Luigi, vedi perchè poi ci sono i pregiudizi su Jung?...tarocchi, paccotoglia new age...ma da dove esce sta' storia? Eppure circola, e di brutto anche! Che tristezza...
Giulietta.O
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giulietta.o
Luigi, vedi perchè poi ci sono i pregiudizi su Jung?...tarocchi, paccotoglia new age...ma da dove esce sta' storia? Eppure circola, e di brutto anche! Che tristezza...
Giulietta.O
Eh...lo so cara, lo so purtroppo. Però penso che ognuno debba in qualche modo e in minima parte approfondire i discorsi sennò stiamo freschi. Le cause di questi pregiudizi sono probabilmente molteplici...ma la prima che additerei è la tendenza di alcuni fannulloni ad appropriarsi indebitamente di materiale fuori dalla loro portata e poi di alcuni altri 'santoni' che, dall'interno dello junghismo stesso, hanno malamente pronunciato o esaltato alcuni aspetti del pensiero di Jung che non rispondono affatto alla sue linee di ricerca e all'essenza del suo insegnamento. Mah...
Saluti,
Luigi
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Va bene, sono d'accordo sull'approfondire i discorsi - è che la battuta mi veniva, pensando anche in generale all'ignoranza su Jung imperante e non il contrario a proposito degli junghiani di cui dicevamo l'altro giorno - però basta fare la fatica di prendere in mano un qualsiasi testo di Jung per rendersi conto del lavoro immane e serissimo rispetto per esempio a miti e agli archetipi che ha portato avanti.
Neuchan, uno sforzino, vedrai che dopo poche pagine archivi la faccenda tarocchi...
Giulietta.O
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giulietta.o
Neuchan, uno sforzino, vedrai che dopo poche pagine archivi la faccenda tarocchi...
Giulietta.O
Mi associo a questa riga speranzosa!:D
Saluti,
Luigi
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Non stavo chiedendo un libro in cui Jung mi scrivesse come mescolare le carte, devo fare un lavoro sulla cartomanzia e non certo perchè mi diverto a farlo. Mi hanno consigliato di leggere dei libri di Jung perchè faceva riferimento ai tarocchi, visto che non so che cavolo abbia scritto, ho chiesto quel che ho chiesto. Non mi devo studiare Jung, volevo solo sapere se c'era materiale per lavorare sulla cartomanzia, perchè da quanto mi han detto ce nè. Se non ce nè amen, non mi sembra il caso di farne una questione fuori dal mondo. Una persona chiede per ricevere informazioni, perchè probabilmente non le possiede no? Sono venuta in un forum di psicologia per avere informazioni sicure proprio per colmare la mia ignoranza. Ma qui a quanto leggo non si può.
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Nenechan
Non stavo chiedendo un libro in cui Jung mi scrivesse come mescolare le carte, devo fare un lavoro sulla cartomanzia e non certo perchè mi diverto a farlo. Mi hanno consigliato di leggere dei libri di Jung perchè faceva riferimento ai tarocchi, visto che non so che cavolo abbia scritto, ho chiesto quel che ho chiesto. Non mi devo studiare Jung, volevo solo sapere se c'era materiale per lavorare sulla cartomanzia, perchè da quanto mi han detto ce nè. Se non ce nè amen, non mi sembra il caso di farne una questione fuori dal mondo. Una persona chiede per ricevere informazioni, perchè probabilmente non le possiede no? Sono venuta in un forum di psicologia per avere informazioni sicure proprio per colmare la mia ignoranza. Ma qui a quanto leggo non si può.
Mi spiace ma non sei stata tanto chiara nella prima richiesta. E siccome è a volte rischioso (per tanti motivi) fare accostamenti di questo genere (avrai capito che Jung è spesso frainteso) mi sono permesso di essere un pò più 'antipatico'!:P
Perdonami comunque se il tono ti è sembrato 'brusco': in realtà sono molto più simpatico!:D
Saluti,
Luigi
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Bene.
L'accostamento che ho fatto io è pericoloso in quanto Jung non fa riferimenti "specifici e non" alla cartomanzia o ai tarocchi?
Richiedo solo per essere più chiara...
"Psicologia e alchimia e Psicologia e religione", dunque sono questi i libri che mi consiglieresti per trarre le riflessioni junghiane sul ruolo del pensiero magico?
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Nenechan
"Psicologia e alchimia e Psicologia e religione", dunque sono questi i libri che mi consiglieresti per trarre le riflessioni junghiane sul ruolo del pensiero magico?
Si, direi di si. Anche se sul ruolo del pensare 'arcaico' Jung ha scritto tanto: per esempio ''La libido, simboli e trasformazioni'' del 1912 introduce i temi fondamentali della psicologia analitica.
Saluti,
Luigi
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se mi è permesso chiederlo...chi ti ha detto che Jung ha trattato il tema di "carte e tarocchi"?
diciamo che, in poche parole, Jung si distacca dal maestro Freud perché riteneva che alla base della vita psichica non vi fossero le pulsioni (libido e aggressivià) ma una spinta all'individuazione del Sè. E oltre all'inconscio "privato" formulato da Freud (costituito dalla storia personale e rimossa dell'individuo) esiste un inconscio "collettivo", innato, universale, il quale ontiene degli "archetipi", cioè dei simboli universali. Questi achetipi quindi si manifestano in tutte le civiltà e in tutte le epoche, indistintamente.
Ricordiamoci che Jung, così come Freud, operò molto tempo fa e si addentrava in un terreno completamente sconosciuto (oggi ne sappiamo qualcosa di più, grazie anche allo stesso Jung). Inoltre quando si parla di un concetto, bisogna inquadrarlo nella teoria di riferimento. Cioè, se parlo di "archetipo", devo sapere cosa significa per jung "inconscio collettivo" ...e così via.
Il punto è che spesso questi concetti vengono presi in prestito da alcuni ciarlatani che li interpretano e li usano a loro piacimento, decontestualizzandoli dal loro significato originario. Molti astrologi fanno parte di questa categoria di ciarlatani.
Ad esempio (faccio un esempio banale) quando in Psicoanalisi si dice che è possibile comunicare a livello inconscio, non significa che esiste la telepatia (come a volte gli astrologi dicono, sputtanando il nome di Jung) :sbonk: ma significa che esiste una forma di comunicazione non verbale ed emotiva che è definita "controtransfert", ed è dovuta a tanti fattori come: la postura, il tono della voce, l'espressione, ecc....e che influenzano il modo con cui il ricevente decodifica il messaggio suscitando emozioni simili a quelle provate dal mittente. Credo ceh sulla qeustione Jung e tarocchi esista qualcosa di qeusto tipo
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1 Allegato/i
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Originalmente inviato da
Nenechan
Qualcuno di voi per caso ha letto qualche libro di questo psicoanalista? Oppure è ben informato a riguardo? Perchè avrei bisogno di informazioni sui tarocchi e so che lui faceva riferimento alle carte. Ho cercato in giro ma niente di specifico... Per caso conoscete uno dei suoi libri in cui fa particolare riferimenti ai tarocchi?
Grazie in anticipo:)
Sí, Jung si é interessato del simbolismo dei tarocchi e ne fa accenno in diversi suoi libri. Ha anche sviluppato dei suoi tarocchi, con particolare riferimento alle prime 22 carte dei tarocchi tradizionali, e li usava ovviamente non per predire il futuro ma come test proiettivo per i suoi pazienti.
A che io sappia questi tarocchi junghiani non sono in vendita o almeno non più.
Ti accludo in allegato quello che ho nel mio archivio a riguardo. Nell'ultima pagina ci sono elencati alcuni link che puoi consultare per ulteriori informazioni.
Ciao!
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millelune
Sí, Jung si é interessato del simbolismo dei tarocchi e ne fa accenno in diversi suoi libri. Ha anche sviluppato dei suoi tarocchi, con particolare riferimento alle prime 22 carte dei tarocchi tradizionali, e li usava ovviamente non per predire il futuro ma come test proiettivo per i suoi pazienti.
A che io sappia questi tarocchi junghiani non sono in vendita o almeno non più.
Ti accludo in allegato quello che ho nel mio archivio a riguardo. Nell'ultima pagina ci sono elencati alcuni link che puoi consultare per ulteriori informazioni.
Ciao!
Ma che sciocchezze, che sciocchezze! Povero junghismo...che fine triste doveva fare. Ma, giusto per informazione, da dove diavolo escono sti tarocchi junghiani? Erano in vendita?? Mah...sarà mica un dolce tipico piuttosto! Il tipico tarocco junghiano...:jd:
Saluti,
Luigi
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paradelta
"Il futuro è preparato nell'inconscio già molto tempo prima e perciò può essere indovinato dai chiaroveggenti." CARL GUSTAV JUNG
Questa poi! Che c'entra questo aforisma con i tarocchi?? Qui si esprime, alla solita maniera junghiana, un concetto o una problematica molto complessa che chiama in causa il livello strutturale e quello storico-individuale: cioè i momenti essenziali della dialettica psichica (io e inconscio). Essendo il livello formale-strutturale 'collettivo', cioè comune a ogni successivo costituirsi storico dell'uomo, dice Jung, sarebbe in linea di massima possibile avvicinarsi a delle 'invarianti' (simboli concretizzati, morti) che figurano nei sistemi simbolici di tutte le tradizioni. Ovviamente il discorso non si limita a questo: la vera invariante strutturale è il simbolo-vivo che viene prima di ogni concretizzarsi 'segnico', prima del costituirsi di un linguaggio comune. Questa dimensione è propria di stati dominati dalla disaggregazione psicotica in cui nessun elemento sembra possibilitato a 'storicizzarsi'' in forme comuni. Non so se mi spiego...
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
paradelta
quando Jung parla di sincronicità (i link postati pèarlano di sincronicità junghiana), non credo che si riferisca alla possibilità di "indovinare" il futuro con un mazzo di carte :argh:
io non sono un esperto su Jung (in questo forum c'è chi ne sa molto più di me), ma da quel che mi risulta, Jung era molto influenzato dalla filosofia orientale, e dalla concezione dell'essere umano per così dire "olistica", che andava ben oltre la visione meccanicistica e positivistica di Freud (alla base del pensiero freudiano c'è proprio il principio del determinismo psichico secondo cui la vita psichica è dettata dalla legge causa-effetto). Quello di Jung è un tentativo di uscire da questi rigidi schemi causa-effetto.
Anzi, direi che Jung non è stato l'unico, ma è stato un po' il precursore di qeusta concezione perché dagli anni '50 la fisica ha influenzato il corso psicoanalisi per via della teoria del campo che ha determinato l'abbandono della nozione di causalità lineare a favore della causalità circolare e interazione reipoca tra gli elementi del campo.
Citazione:
millelune
Sí, Jung si é interessato del simbolismo dei tarocchi e ne fa accenno in diversi suoi libri. Ha anche sviluppato dei suoi tarocchi, con particolare riferimento alle prime 22 carte dei tarocchi tradizionali, e li usava ovviamente non per predire il futuro ma come test proiettivo per i suoi pazienti.
A che io sappia questi tarocchi junghiani non sono in vendita o almeno non più.
Ti accludo in allegato quello che ho nel mio archivio a riguardo. Nell'ultima pagina ci sono elencati alcuni link che puoi consultare per ulteriori informazioni.
Ciao!
ho sottolinato in grasseto la parola "ovvviamente" perché non sembra così ovvio. Se dici che Jung usava le immagini dei tarocchi come test proiettivo, che c'azzecca la possibilità di predire il futuro? :argh:
capite che se esistono gli archetipi, significa che certi simboli sono innati e universali, perciò un tarocco disegnato 1000 anni fa ha un significato che può essere intuìto da un bambino del giorno d'oggi? e che i sogni, se sono espressione di archetipi, hanno dei collegamenti con le allucinazioni di uno schizofrenico? lo capite? non c'entra niente la magia.
se lo scopo ultimo di una persona è quello di raggiungere l'individuazione, significa che la vita è come un cammino, in cui c'è una meta "finale", un compimento (non a caso, come Buddha o Gesù Cristo) e quindi nel momento in cui si nasce c'è una sorta di "percorso" che è per così dire "scritto" nel destino di ognuno. Ciò non significa che lo si può indovinare con un mazzo di carte (capite che è ridicolo?), significa invece che la persona sente una spinta interiore a realizzare questo disegno che nessuno sa, e in uncerto senso non lo sa neanche la persona interessata, perché è dettato dall'inconscio, ma a cui ognuno è chiamato perché tutti perché l'individuazione fa parte dell'inconscio collettivo e quindi comune a tutti.
Se proprio vogliamo dare una connotazione "soprannaturale" a tutto ciò, dovremmo chiamare in causa la religione e Dio, non certo la magia. Jung infatti era molto credente (alla domanda "lei crede in Dio?" rispose "io non credo, sò") e quindi, penso, questo cammino verso il compimento di sè potrebbe avere sfumature soprannaturali nel senso che fa parte di un piano divino.
Potremmo dire che relazione tra Jung e la chiromanzia è la stessa che esiste tra religione e la chiromanzia, cioè zero, anche se a volte usano parole che si assomigliano.
se Jung vedesse i siti che sono stati linkati qui sopra credo che si rivolterebbe nella tomba
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Johnny
capite che se esistono gli archetipi, significa che certi simboli sono innati e universali, perciò un tarocco disegnato 1000 anni fa ha un significato che può essere intuìto da un bambino del giorno d'oggi? e che i sogni, se sono espressione di archetipi, hanno dei collegamenti con le allucinazioni di uno schizofrenico? lo capite? non c'entra niente la magia.
se lo scopo ultimo di una persona è quello di raggiungere l'individuazione, significa che la vita è come un cammino, in cui c'è una meta "finale", un compimento (non a caso, come Buddha o Gesù Cristo) e quindi nel momento in cui si nasce c'è una sorta di "percorso" che è per così dire "scritto" nel destino di ognuno. Ciò non significa che lo si può indovinare con un mazzo di carte (capite che è ridicolo?), significa invece che la persona sente una spinta interiore a realizzare questo disegno che nessuno sa, e in uncerto senso non lo sa neanche la persona interessata, perché è dettato dall'inconscio, ma a cui ognuno è chiamato perché tutti perché l'individuazione fa parte dell'inconscio collettivo e quindi comune a tutti.
Se proprio vogliamo dare una connotazione "soprannaturale" a tutto ciò, dovremmo chiamare in causa la religione e Dio, non certo la magia. Jung infatti era molto credente (alla domanda "lei crede in Dio?" rispose "io non credo, sò") e quindi, penso, questo cammino verso il compimento di sè potrebbe avere sfumature soprannaturali nel senso che fa parte di un piano divino.
Potremmo dire che relazione tra Jung e la chiromanzia è la stessa che esiste tra religione e la chiromanzia, cioè zero, anche se a volte usano parole che si assomigliano.
se Jung vedesse i siti che sono stati linkati qui sopra credo che si rivolterebbe nella tomba
Calmo johnny, calmo!;)
A parte gli scherzi, capisco il tuo risentimento ma, nella foga di voler ricondurre alla 'realtà' i testi di Jung, si rischia di fare confusione! Hai citato un mare di questioni che come minimo non ci basterebbe la vita per risolverle!:P
Mi permetto solo di farti un appunto (ma solo per un interesse scientifico comune) sulla questione ''religione'': non credo si possa dire con tanta facilità che Jung fosse credente. Come sai, in psicoanalisi la questione religiosa è un tasto dolente. Ti invito a riflettere proprio su quella citazione che fai di Jung: ''non ho bisogno di credere. Io so.''. Credi che denoti una 'fede' nel senso comunemente inteso? Io non credo. Anche questo fatto ha a che fare con la questione strutturale in Jung. Il ''sapere'' è li inteso come un vero ''sapere'' e non come ''fede''. Che differenza c'è? Ti invito a rispondermi :approved:(anche se forse su queste faccende sarebbe bene aprire una discussione apposita...io non ne vedo l'ora!;)).
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
luigi '84
Ti invito a riflettere proprio su quella citazione che fai di Jung: ''non ho bisogno di credere. Io so.''. Credi che denoti una 'fede' nel senso comunemente inteso? Io non credo. Anche questo fatto ha a che fare con la questione strutturale in Jung. Il ''sapere'' è li inteso come un vero ''sapere'' e non come ''fede''. Che differenza c'è? Ti invito a rispondermi :approved:(anche se forse su queste faccende sarebbe bene aprire una discussione apposita...io non ne vedo l'ora!;)).
potrebbe esseci un percorso che va dalla fede al sapere così come parallelamente c'è un percorso che va dall'Es all'Io .
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Originalmente inviato da
Johnny
quando Jung parla di sincronicità (i link postati pèarlano di sincronicità junghiana), non credo che si riferisca alla possibilità di "indovinare" il futuro con un mazzo di carte :argh:
io non sono un esperto su Jung (in questo forum c'è chi ne sa molto più di me), ma da quel che mi risulta, Jung era molto influenzato dalla filosofia orientale, e dalla concezione dell'essere umano per così dire "olistica", che andava ben oltre la visione meccanicistica e positivistica di Freud (alla base del pensiero freudiano c'è proprio il principio del determinismo psichico secondo cui la vita psichica è dettata dalla legge causa-effetto). Quello di Jung è un tentativo di uscire da questi rigidi schemi causa-effetto.
Anzi, direi che Jung non è stato l'unico, ma è stato un po' il precursore di qeusta concezione perché dagli anni '50 la fisica ha influenzato il corso psicoanalisi per via della teoria del campo che ha determinato l'abbandono della nozione di causalità lineare a favore della causalità circolare e interazione reipoca tra gli elementi del campo.
ho sottolinato in grasseto la parola "ovvviamente" perché non sembra così ovvio. Se dici che Jung usava le immagini dei tarocchi come test proiettivo, che c'azzecca la possibilità di predire il futuro? :argh:
capite che se esistono gli archetipi, significa che certi simboli sono innati e universali, perciò un tarocco disegnato 1000 anni fa ha un significato che può essere intuìto da un bambino del giorno d'oggi? e che i sogni, se sono espressione di archetipi, hanno dei collegamenti con le allucinazioni di uno schizofrenico? lo capite? non c'entra niente la magia.
se lo scopo ultimo di una persona è quello di raggiungere l'individuazione, significa che la vita è come un cammino, in cui c'è una meta "finale", un compimento (non a caso, come Buddha o Gesù Cristo) e quindi nel momento in cui si nasce c'è una sorta di "percorso" che è per così dire "scritto" nel destino di ognuno. Ciò non significa che lo si può indovinare con un mazzo di carte (capite che è ridicolo?), significa invece che la persona sente una spinta interiore a realizzare questo disegno che nessuno sa, e in uncerto senso non lo sa neanche la persona interessata, perché è dettato dall'inconscio, ma a cui ognuno è chiamato perché tutti perché l'individuazione fa parte dell'inconscio collettivo e quindi comune a tutti.
Se proprio vogliamo dare una connotazione "soprannaturale" a tutto ciò, dovremmo chiamare in causa la religione e Dio, non certo la magia. Jung infatti era molto credente (alla domanda "lei crede in Dio?" rispose "io non credo, sò") e quindi, penso, questo cammino verso il compimento di sè potrebbe avere sfumature soprannaturali nel senso che fa parte di un piano divino.
Potremmo dire che relazione tra Jung e la chiromanzia è la stessa che esiste tra religione e la chiromanzia, cioè zero, anche se a volte usano parole che si assomigliano.
se Jung vedesse i siti che sono stati linkati qui sopra credo che si rivolterebbe nella tomba
perchè ti scaldi tanto?!!!
io credo che nessuno sia detentore della "vera interpretazione" del pensiero di Chi non c'è neanche più a ribattere....
al sig. che deve fare questa ricerca è stato "chiesto" di cercare materiale in merito...se poi lo ha inventato, non ne vedo la motivazione...
p.s.
per ciò che concerne il mio intervento....
era un modo come un altro per dire...:"non c'è necessità di una discussione in merito poichè internet è fornito di più motori di ricerca e le informazioni lì reperibili sono molte di più di quante se ne potrebbero avere in una discussione come "questa".."
tutto qui....
ciao
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Originalmente inviato da
luigi '84
Ma che sciocchezze, che sciocchezze! Povero junghismo...che fine triste doveva fare. Ma, giusto per informazione, da dove diavolo escono sti tarocchi junghiani? Erano in vendita?? Mah...sarà mica un dolce tipico piuttosto! Il tipico tarocco junghiano...:jd:
Saluti,
Luigi
Non è un argomento che mi interessa molto, non mi piacciono i tarocchi e le divinazioni in genere, mi piace scoprire il futuro da me giorno per giorno. Lo trovo in genere piú saggio, chi consulta oracoli non finisce bene (vedasi Edipo, poveretto). Comunque amo Jung e feci a suo tempo la mia tesi di laurea in psicologia dinamica.
Volevo solo aiutare chi cercava materiale su questo argomento e non scherzavo affatto riguardo ai tarocchi jungiani.
La casa editrice che li vendeva è:
Königsfurt-Urania Verlag GmbH
Königsfurt 6, Klein Königsförde
D-24796 Krummwisch
04334 - 18 22 010
04334 - 18 22 011
presso la quale è, credo, ora ancora possibile acquistare il libro di Robert Wang: Jungianisches Tarot- Set. Handbuch und 78 Karten (Gebundene Ausgabe)
Quindi il libro di Wang + le 78 carte del tarocco junghiano, ma non so se sono proprio uguali alle originali o modificate, dovrebbe approfondire chi è interessato al tema.
Per avere un' idea di questi tarocchi, vai al link Jungianisches Tarot
Anche se non conosci il tedesco, guarda le carte che a quanto c'è scritto lì dovrebbero essere una riproduzione di sei dei tarocchi junghiani.
Ciao!
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paradelta
perchè ti scaldi tanto?!!!
io credo che nessuno sia detentore della "vera interpretazione" del pensiero di Chi non c'è neanche più a ribattere....
al sig. che deve fare questa ricerca è stato "chiesto" di cercare materiale in merito...se poi lo ha inventato, non ne vedo la motivazione...
mi scaldo perché qualcuno aveva scritto
Citazione:
paradelta Il futuro è preparato nell'inconscio già molto tempo prima e perciò può essere indovinato dai chiaroveggenti." CARL GUSTAV JUNG
L'Isola della Felicità: I Tarocchi,: Filosofia nei Tarocchi
Percorso di conoscenza dei tarocchi. Via iniziatica da Jung a Jodorowsky. Il giornale di Blu
usa google
ammesso che la citazione sia corretta, non credo che Jung si riferisca ai chiaroveggenti con la fera di cristallo
I tarocchi vengono usati come materiale su cui meditare e riflettere (un po' come le macchie di Rorschach) e non per predire il futuro: ne parla in questo sito
I TAROCCHI e JUNG
Il mondo dei Tarocchi, e in specie la serie dei 22 Arcani Maggiori, è stato rivisitato e reinterpretato negli ultimi decenni da diversi approcci psicologici, che hanno utilizzato la ricchezza simbolica delle loro immagini in un’ottica diversa da quella più tradizionalmente esoterica e magica. Il lavoro proposto da diversi Autori, molti dei quali di scuola junghiana, è andato nella direzione di un uso di queste immagini per la meditazione, l’autoconoscenza, la visualizzazione: insomma per un viaggio alla scoperta del proprio mondo interiore.
si collega sempre al discorso degli archetipi: se un antico mistico ha disegnato una figura mentre era in estasi, oppure guardando un disegno di uno schizofrenico il quale è a contatto con il proprio inconscio perché ha l'Io disfatto (che poi è il motivo per cui il processo primario "buca" il processo secondario, per citare Racamier), ebbene su questa immagine noi possiamo meditare e ciò può aiutare nella ricerca del Sè perché si tratta di simboli universali, archetipi, perché disegnati in un momento di "contatto" con materiale inconscio (l'inconscio collettivo)
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Johnny
Il mondo dei Tarocchi, e in specie la serie dei 22 Arcani Maggiori, è stato rivisitato e reinterpretato negli ultimi decenni da diversi approcci psicologici, che hanno utilizzato la ricchezza simbolica delle loro immagini in un’ottica diversa da quella più tradizionalmente esoterica e magica. Il lavoro proposto da diversi Autori, molti dei quali di scuola junghiana, è andato nella direzione di un uso di queste immagini per la meditazione, l’autoconoscenza, la visualizzazione: insomma per un viaggio alla scoperta del proprio mondo interiore.
Ma puntualizzo sempre il fatto importante che tutto ciò, seppur utile ad un livello intellettuale, di ricerca, non ha d'altro canto nulla a che vedere con l'analisi. L'analisi è interpretazione del transfert nevrotico (quello psicotico è un altro discorso) con tutti i mezzi a disposizione dell'analista che, nell'opzione junghiana, comprendono dispositivi quali l'associazione, immaginazione attiva (variante per immagini appunto dell'associazione libera), interpretazione dei sogni (anche seriali), e il resto dell'armamentario freudiano (lapsus, atti mancati, apparenti errori, pause nell'associazione, silenzi).
Saluti,
Luigi
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Nenechan
Qualcuno di voi per caso ha letto qualche libro di questo psicoanalista? Oppure è ben informato a riguardo? Perchè avrei bisogno di informazioni sui tarocchi e so che lui faceva riferimento alle carte. Ho cercato in giro ma niente di specifico... Per caso conoscete uno dei suoi libri in cui fa particolare riferimenti ai tarocchi?
Grazie in anticipo:)
forse sono io ad aver difficoltà nel comprendere il "tema" di una discussione o "richiesta"...;)
buon proseguimento...non capisco in cosa...ma buon proseguimento...
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Originalmente inviato da
paradelta
forse sono io ad aver difficoltà nel comprendere il "tema" di una discussione o "richiesta"...;)
buon proseguimento...non capisco in cosa...ma buon proseguimento...
Nemmeno io capisco, sai. Che ci sia una richiesta, un tema, non significa per forza che essa debba essere soddisfatta nella direzione originaria: cioè, se c'è il pericolo di sprofondare in un mare di fesserie, bisogna pure porvi argine. O non credi?:mumble:
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
luigi '84
Nemmeno io capisco, sai. Che ci sia una richiesta, un tema, non significa per forza che essa debba essere soddisfatta nella direzione originaria: cioè, se c'è il pericolo di sprofondare in un mare di fesserie, bisogna pure porvi argine. O non credi?:mumble:
Saluti,
Luigi
se credo che una cosa sia una fesseria...la ignoro...
"argini"?!
è un compito che non mi sono data...;)
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il legame tra Jung e i tarocchi che rischia di emergere in certi discorsi, mi sembra molto simile a quello che lega Freud alle critiche di perversione per via delle teorie sulla sessualità: sono semplificazioni dettate dall'ignoranza e dai pregiudizi, e soprattutto dalla non conoscenza
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Woooo! Ho scatenato l'apocalisse ahahahahahahaha!:asd:
Comunque adesso recupererò i titoli che mi avete citato, per comprendere quelle teorie junghiane interpretate da alcuni come inerenti alla cartomanzia. Così vedo di capirci un po'. Grazie mille per avermi risposto/corretto/magari bonariamente insultata da alcuni? :-P Scherzo dai...capisco, ma ragazzi siete troppo agguerritiiiiiiiiii!!! :P Grazie ancora.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Nenechan
Woooo! Ho scatenato l'apocalisse ahahahahahahaha!:asd:
Comunque adesso recupererò i titoli che mi avete citato, per comprendere quelle teorie junghiane interpretate da alcuni come inerenti alla cartomanzia. Così vedo di capirci un po'. Grazie mille per avermi risposto/corretto/magari bonariamente insultata da alcuni? :-P Scherzo dai...capisco, ma ragazzi siete troppo agguerritiiiiiiiiii!!! :P Grazie ancora.
Più che ai tarocchi, Jung si era interessato alla tecnica divinatoria cinese dell'I-Ching o Libro dei mutamenti, come metodo di esplorazione dell'inconscio.
Jung scrisse la prefazione alla traduzione tedesca (disponibile anche in quella italiana) dell'I Ching fatta dal suo amico sinologo Richard Wilhelm. Ne accenna qualcosa anche in Sogni Riflessioni Ricordi.
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io penso, che il concetto, di inconscio collettivo, potrebbe trovare un nesso, con la lettura dei tarocchi, anche perchè questi ultimi, non sono altro che la lettura di un simbolismo che apparterebbe al nostro inconscio