Uno studio condotto da una equipe di medici specializzati in genetica, infatti, ha cercato di trovare una correlazione tra la propensione femminile al tradimento e il patrimonio genetico della fedifraga.
La ricerca, condotta da un team di studiosi guidati dal Professore Tim Spector del Guy’s and St. Thomas Hospital di Londra, ha utilizzato un campione di studio composto da 5000 donne, di età compresa tra i 18 ed i 60 anni, e 2500 coppie di gemelle.
Dai test condotti sulle 5000 donne è emerso che quasi una donna su quattro (circa il 25 % del campione), ha tradito il proprio partner almeno una volta.
Studiando invece i dati rilevati dalle 2500 coppie di gemelle rispetto allo stesso argomento e utilizzando lo stesso metodo di indagine si è scoperto che, se una delle due sorelle aveva tradito, la probabilità che anche l’altra sorella fosse infedele era del 55%; una cifra maggiore del doppio rispetto alle donne non unite da legami di parentela.
Lo studio tra le gemelle è servito, secondo le teorie del Prof. Spector, a fornire alcune correlazioni tra la capacità di compiere una determinata azione e la grande somiglianza del patrimonio genetico che unisce i campioni. Le gemelle, infatti, condividono una parte rilevante di DNA e, di conseguenza, risulta alquanto probabile che le loro azioni, rispetto a situazioni simili, siano molto più svincolate da influenze esterne.
La dimostrazione di questa teoria – quindi - ci porta a pensare che sussista un forte legame tra il patrimonio genetico di una donna e la probabilità che sia infedele, anche se (ammette il Prof. Spector), esiste comunque una forte influenza dei fattori culturali e lo stato della relazione sentimentale che la donna traditrice sta conducendo.
Gli studi condotti dal team del Prof. Spector, però, non sono stati capaci di fornirci l’identificazione del gene colpevole del tradimento