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  1. #1

    Sogno molto inquietante...

    Gentile Hermes, leggo sempre i suoi interventi con grande interesse. Vorrei porre alla
    sua attenzione un mio incubo di un paio d'anni fa, paricolarmente vivido e realistico, e le sarei grato se volesse provare a decifrarne il simbolismo.

    Mi trovo nella città di Venezia. Non, però, la Venezia che amo visitare d'estate, dall'atmosfera sospesa e celestiale, piena di sole, azzurro e pace, ma di una Venezia grigiastra, caotica, gremita di gente che si affaccenda in tutte le direzioni.
    Dentro di me ho un forte desiderio di incontrare la Venezia in cui vorrei essere, di ritrovare silenzio, bellezza e pace. Mi dirigo, dunque, in linea retta lungo una strada che spero mi porti al limite della città e mi permetta di uscirne. Cammino, cammino, e finalmente arrivo al confine: le case finiscono e scorgo davanti a me una discesa asfaltata che si perde in un paesaggio di campagna (paradossalmente, nonostante si tratti di Venezia), fatto di colline, alberi, uno squarcio di cielo un po' più azzurro. L'ultima persona che vedo, in quella città, è una donna anziana dai capelli grigi e lunghi, in piedi immobile sull'uscio della propria casa, come una statua.

    Con quel nuovo paesaggio davanti agli occhi, e pieno di entusiasmo, decido di spiccare il volo. Sono convinto che volando oltre la collina che si trova alla mia destra troverò la Venezia celeste che desidero così tanto. Il mio volo è un po' insicuro, ho paura di cadere, ma riesco comunque a controllare la mia direzione. Durante la mia ascesa lungo il fianco della collina sorvolo alcune case isolate e periferiche, ultimissimi segni della città che mi lasciavo alle spalle.

    Finalmente arrivo sulla cresta della collina, convinto che si dischiuderà una visione meravigliosa. Ma quello che vedo è ben diverso da ciò che speravo. E' orribile, spaventoso. Rimanendo sospeso nell'aria, vedo alla mia destra una grande distesa marina e una strana struttura metallica, come una piattaforma petrolifera in rovina. In fila l'uno dopo l'altro, come immobilizzati sulla superficie dell'acqua, giacciono grandi aeroplani. Hanno tutti subìto incidenti e sono tutti squarciati nella parte anteriore, e dentro gli squarci si intravede l'interno della carlinga. In uno di questi noto una grossa macchia di sangue, proprio al posto di guida del pilota. Proseguo sorvolando questi aerei, ed entro in una specie di struttura chiusa costruita sul mare, anch'essa piena di cadaveri di aeroplani. Alcuni di questi, però, sono anche sospesi sul soffitto. Il mio volo si fà più insicuro, diventa sempre più veloce e vertiginoso e rischio di toccare gli aerei, cosa che non voglio con tutto me stesso. Riesco comunque a evitarli, ma con grandissima fatica, e sento, forse, di averli sfiorati.

    Infine il mio volo si ferma. Gli aeroplani sono tutti alle mie spalle, finalmente. Sono arrivato alla fine di quel grande edificio costruito sul mare, in un punto dove l'acqua è bassa. Noto che l'acqua è rossa come il sangue: la assaggio per accertarmi, è salata. Ho davanti a me una piccola discesa acquatica che conduce ad una grande porta. Da oltre la porta sento provenire inquietanti rumori metallici, come di fabbrica. Ho con me una piccola barca e alcune grandi fragole rosse, che ripongo in dei sacchetti bianchi. Sento che sto per affrontare un viaggio. Una voce, da dentro o da fuori, mi dice che si tratterà del "mare più difficile da attraversare".

    A questo punto, il sogno si interrompe.

    La ringrazio in anticipo, e spero di poter leggere presto la sua risposta!
    T.S.
    Ultima modifica di Unavoltatanto : 24-05-2010 alle ore 13.36.43

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