Ma voi psicoterapeuti qualche volta vi chiedete mai se quel che fate riesce davvero a "far guarire" qualcuno? E che significa farlo guarire? In cosa differisce il vostro intervento da quello di un musicista che compone un pezzo musicale che viene ascoltato da qualche persona che poi nell'ascoltarlo "sta meglio"? Certo esiste l'arte, la musica, il cinema, la letteratura e la cultura e sono cose che in un certo senso fanno star meglio (o peggio) certi esseri umani, ma non li liberano certo dai disagi esistenziali, dai malcontenti, da questi mali qua della vita. Un artista può proporre una poetica, una visione del mondo, un gioco da fare assieme, colori, immagini, suoni, associazioni che possono essere condivisi o meno, appoggiati ed apprezzati o no, ma non pretende di certo di far guarire qualcuno, renderlo più libero, più consapevole, di cosa poi?
L'arte non descrive, non è scienza, anche se può utilizzare tecniche complicate di seduzione, è una costruzione fittizia, ambigua, e piuttosto libera...
Se l'idea è quella che un qualsiasi intervento che faccia sentir meglio le persone in qualche senso rappresenta una terapia, allora è psicoterapia per qualcuno il gioco delle carte, i videogames, guardare la partita, praticare uno sport e quant'altro... Se certe persone usano tutte 'ste cose, in qualche senso le faranno star meglio.
Si possono fare degli esperimenti e mostrare che non fare ascoltare più musica a certe persone può renderle più scontente ed infelici, ma di certo ascoltare musica non è che rappresenta una cura per risolvere i disagi esistenziali ed il male di vivere quotidiano... E' un coltivare una distrazione, non serve di certo a mettere a posto certi malanni che affondano le loro radici in situazioni reali piuttosto complicate da sbloccare e sbrogliare, ammesso che sia possibile sbloccarle.
Le psicoterapie servono agli esseri umani così come servono agli esseri umani l'arte, la cultura e le varie pratiche spirituali, compresa la religione, ma per me non curano nulla, non rappresentano cure mediche, non esiste alcun morbillo da cui poter guarire in questi casi.
Nel libro "La coscienza di Zeno" lo psicanalista viene considerato da Zeno come un "uomo ridicolo", che s'illude di poter guarire il suo paziente e questa visione la condivido.







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