Salve a tutti, sto svolgendo una consulenza di parte per un danno biologico di natura psichica.
Vi sintetizzo brevemente: il signore ha 42 anni, 1 anno fa ha avuto un incidente in moto con una grave frattura alla caviglia e adesso zoppica. Ha sintomi sia ansiosi che depressivi (anche se nel MMPI prevalgono nettamente i secondi) e la sua vita è molto cambiata perché si vergogna, si sente a disagio e non può più fare molte attività che faceva prima (es. andare a correre, giocare a pallone con gli amici, andare a ballare ecc.)
So che possono sembrare banali, ma cose che mi sembravano chiare (dopo un corso fatto nel 2008/2009 e vari libri letti) ora mi creano seri dubbi, tanto da farmi restare bloccata, per questo chiedo il vostro aiuto
Innanzitutto si può parlare di danno psichico se la depressione del mio cliente è causata non dall'incidente di per sé ma dalle sue conseguenze? Vorrei cioè capire se c'è un problema di nesso causale secondo voi.
Inoltre ho visto che da quando ho fatto il corso sono cambiate tantissime cose e non vorrei fare errori grossolani anche solo con denominazioni sbagliate: posso parlare di danno psichico ed esistenziale? O solo di non patrimoniale? Le informazioni che ho trovato sono così contrastanti che hanno contribuito alla mia confusione anziché aiutarmi.








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