Cari colleghi e colleghe,
Mi sono ritrovata nell' ultimo periodo a nutrire dei forti dubbi su ciò che sto facendo. Sono una studentessa del corso in Psicologia e Salute, a Roma, e a giorni inizierò il mio terzo anno. Ho scelto questa facoltà seguendo le mie inclinazioni ed i miei interessi, ma nell' ultimo periodo sento che ho commesso un grave errore, che in Italia per noi non c' è posto e che le persone intorno a me, quando mi guardano con aria di superficialitá e beffa appena spiego loro cosa sto studiando, non hanno tutti i torti nel giudicarmi una "mancata neurologa" o una "psichiatra svogliata". Vorrei prendere la magistrale in neuroscienze cognitive, ma mi chiedo, magari non dovrei cimentarmi in un ambito in cui c'è già un' alta competizione tra medici, sicuramente depositari di una fiducia maggiore di quella riposta in un semplice psicologo... Non mi sono mai posta il problema del confronto psichiatra-psicologo o similaria, davvero, ma questo periodo mi sono chiesta più volte se essere un'esemplare studentessa e specializzarmi in quello che mi piace, sia davvero la strada per trovare lavoro ed essere indipendente... So che le richieste di lavoro riguardano sopratutto l'ambito della psicologia del Lavoro, selezione del personale e simili... Ma pensare che devo scegliere la magistrale basandomi anche sulla prospettiva lavorativa mi rende ancora più confusa...qual' è secondo voi la professione di psicologo che renderebbe maggiormente in Italia?per favore non rispondete i soliti " non pensare al lavoro ma a quello che ti piace " , grazie a tutti in anticipo!







Rispondi citando