non mi piace mettere i cavoli miei on-line. però alle volte non so che pesci prendere.
mi trovo alle prese con un padre assente; che è presente solo per elargire denaro. ormai ho 26 anni, me ne sono andata di casa e, nonostante io ne sia dipendente soffro relativamente poco dei suoi influssi, della sua rigidità caratteriale e del suo essere sempre, troppo, terribilmente irascibile, nonchè ansiogeno.
ma quella che ne soffre molto è mia madre. madre di 4 figli che vivono tutti tra bologna e bolzano. adesso anche l'ultima figlia se n'è andata (per decisione di mio padre perchè "tanto in sicilia lavoro non ce n'è", altra idea rigida e idiota), ha paura della solitudine perchè mio padre la trascura. tornato dal lavoro pretende il suo sonnellino pomeridiano. poi, quando si alza dal letto, si "attacca" al computer e lascia mia madre in soggiorno a leggere riviste o a guardare la TV per ore ed ore. Sembrano separati in casa, se non fosse che dormono ancora insieme.
non viaggiano più, non vivono più e mia madre non è neanche libera di uscire con un'amica o prendere un caffè da lei perchè mio padre la rimprovera ossessivamente, sciorinando una lunga lista dei difetti dell'amica.
la cosa che mi fa arrabbiare di più è che lui critichi tutti, compresa me. ha un'attitudine continua a criticare tutto e tutti. lui solo è perfetto. e alle volte mi mette contro le altre persone perchè ho mare di difetti, pur non sapendo come sono fatta, perchè non vivo con lui da quasi 9 anni.
la cosa un pò mi fa incavolare ma quello che più mi fa star male è la solitudine di miamadre che l'altro giorno è scoppiata, raccontandomi della sua solitudine e di quanto riconosca di non aver nulla in comune con mio padre. prima c'eravamo noi e doveva badare a noi. adesso che si trova a tu per tu con lui, capisce che non è l'uomo per lei, nonostante lei lo ami.
in effetti, sentire tutto questo da mia madre mi rincuora perchè riconosco che non sono io la "malata" che dice di avere un padre malato. ma che sono "sana", pure troppo.
fatto sta che ho detto a mia madre "parlaci". ma lui è troppo preso da se, dal suo lavoro, dal suo computer.come sempre, girerebbe la frittata a suo favore.
non sopporto vedere mia madre, così dolce e paziente e comprensiva, essere trattata così. e non sopporto che lei, così vitale, debba passare il resto della sua vita e la quasi imminente pensione in questa solitudine.
cosa fare? dovrei parlargli?
mia madre confida nel fatto che sono psicologa. ma io credo che qui non ci sia bisogno di uno psicologo ma di costruire di nuovo qualcosa insieme, un rapporto che muta e che è mutato profondamente, perchè adesso deve fare i conti con il fatto che i figli non ci sono più a riempire le sue giornate con altro, non con riviste e computer.






