Ciao a tutti,
volevo sottoporvi una questione piuttosto delicata.
Lavoro in una comunità di recupero per tossicodipendenti da circa un anno, qualche giorno fa ho combinato un casino con una utente appena giunta da un carcere femminile. Questa giovane donna era stata inviata dal medico che l'aveva in cura presso l'unità psichiatrica del carcere; diagnosi: disturbo bordeline.
Premetto che il direttore della CT dove lavoro è un mercenario che pur di far soldi accoglie qualsiasi richiesta gli giunga senza fare alcun tipo di valutazione e soprattutto senza interpellare nessuna delle figure professionali in carico al centro.
Passo a raccontarvi quanto accaduto.
Chiamerò la giovane donna in questione Lilla.
Lilla è giunta in condizioni pietose al centro, francamente provata dall'esperienza e imbottita di farmaci. Accompagnata dal cugino(padre putativo dopo la morte del padre e la fuga d'amore della madre) a cui è morbosamente legata, mi da subito la sensazione di essere un soggetto difficilmente gestibile. Chiedo informazioni riguardanti la famiglia, la sua storia passata e quella + recente. Il cugino mi dice che è più volte scappata, che oltre a fare uso di sostanze si è anche prostituita e che, pur volendole un bene da pazzi, non ha più voglia di starle dietro.
A un certo punto mi dice, strizzando l'occhio, che qualora Lilla dovesse scappare sarebbe nuovamente incarcerata, niente di più falso visto che aveva appena finito di scontare la sua pena cmq sto al gioco anch'io. Una volta rimasta sola con lei comincio col compilare la scheda anamnestica chiedendole alcune informazioni sulla sua famiglia, lei mi dice che non si fida( come darle torto) così lascio stare chiedendole di recarsi in camera a darsi una rinfrescata. Poco dopo viene di nuovo in ufficio chiedendomi del caffè, sulle prime le dico che non è possibile poi decido che non è il caso di essere troppo rigida e le concedo un goccio della mitica bevanda. A un certo punto mi guarda e mi chiede se ho avuto il caffè,io le rispondo , mostrandole la tazza vuota. che l'ho anche bevuto. Mi guarda nuovamente, poi guarda nella sua tazza con sospetto, intuisco che c'è qualcosa che non va lei continua ad osservare con circospezione la tazza e il suo contenuto quando, in preda forse ad un delirio di onnipotenza, paradossalmente confermo la sua paura che c'è qlcosa che non va dicendole che forse qualcuno ci ha sputato dentro(che stupida!)Inutile dirvi qual è stata la sua reazione è schizzata via dicendomi di andare affanculo e che nessuno si era mai permesso di prenderla in giro a quel modo. Le sono scorsa dietro cercando di spiegarle che scherzavo e bevendo dalla sua tazza ma non c'è stato verso è andata via e da allora non ho più avuto sue notizie.
Mi chiedo riuscirò a perdonarmi per il grave errore commesso e a ridimensionare il mio ego?
P.S. Durante il tempo trascorso con lei, sembrava che la follia si fosse impadronita di noi tutti.
Grazie in anticipo per i vostri commenti anche spietati purchè sinceri.![]()
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