la notizia appare ieri sui giornali, ma è un argomento di cui si parla spesso.
copio qui l'articolo comparso su corriere.it

"Un anno fa, quando forse non immaginava di diventare presidente della Camera, disse che meritava profondo rispetto lo sciopero della sete attuato da Marco Pannella per indurre il Parlamento a discutere un provvedimento di clemenza: «Le sofferenze dei detenuti in soprannumero rappresentano il vero e proprio scandalo come ha già rimarcato Papa Wojtyla nel suo intervento alla Camera». Così, ora che è stato chiamato a guidare l'assemblea di Montecitorio, Fausto Bertinotti raccoglie in pieno l'appello lanciato dal cardinale Renato Raffaello Martino: «Toccherà al legislatore, nella sua autonomia, decidere se e come intervenire. Ma vorrei manifestare anche pubblicamente la mia condivisione di questa sollecitazione». Ieri, dopo aver letto i resoconti dell'intervento del presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, Bertinotti ha deciso di uscire allo scoperto con una nota ufficiale che cita «l'ulteriore e autorevole invito al Parlamento» e ricorda altre analoghe sollecitazioni: «Tutti coloro che si sono dedicati al mondo delle carceri hanno dovuto constatare che i detenuti subiscono per la condizione in cui sono tenuti un aggravio di pena rispetto a quella loro comminata dalla magistratura».

Il presidente della Camera, infine, non dimentica «il personale che opera nel carcere, costretto ad un disagio prodotto per il sovraffollamento». Non è escluso che in una delle prossime conferenze dei capigruppo, Bertinotti possa sondare la volontà dei partiti di varare un atto di clemenza: sia per l'indulto (che azzera in tutto o in parte la pena) sia per l'amnistia (che cancella il reato) serve una maggioranza dei due terzi. Ammesso che non si allarghi il fronte del no — Lega, buona parte di An e Italia dei Valori — sarà necessaria una delicata trattativa che chiarisca quali sono i numeri a favore dell'amnistia (premia anche chi non è detenuto) e quali propensi per il solo indulto che ha l'effetto deflattivo del condono sul sovraffollamento delle carceri. Antonio Di Pietro dice di essere contrario ad amnistia e indulto: «Il Parlamento ha altre urgenze come quella di mettere mano subito alla riforma Castelli». E Maurizio Gasparri spiega che An farà ostruzionismo ma il partito di Fini non è monolitico sulla clemenza. Il fronte del sì, che comprende Rosa nel pugno, verdi, Pdci, Rifondazione, Ds e Margherita, può contare anche sul vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto («Amnistia o indulto») e su Maurizio Ronconi dell'Udc («Se ne parli in modo serio»). È realistico prevedere che i partiti non escano allo scoperto su un tema così delicato prima delle elezioni amministrative. Per questo il radicale Daniele Capezzone propone: «Indulto entro il 2 giugno, festa della Repubblica, con l'impegno a lavorare poi sull'amnistia»."

cosa ne pensate?
e per chiarire sin da subito: l'argomento vorrebbe essere l'amnistia-indulto-grazia in quanto tali, nel nostro periodo storico-politica. non chi la presenta, è contrario o a favore.