Non so se ne siate a conoscenza, ma esiste una pratica sessuale, di origini giapponesi e chiamata bukkake, che consiste nell' eiaculazione da parte del maschio sul volto della partner. Inizialmente, almeno secondo alcuni, questa pratica sessuale aveva una valenza propiziatoria, con un profondo significato culturale, veniva eseguita subito dopo il matrimonio e vi partecipavano più o meno tutti i maschi della famiglia: il motivo di questa specie di rituale era quello di "garantire" la fertilità del maschio, oltre a mostrare la sua virilità. Attualmente questo rito viene praticato solo dalle famiglie più tradizionaliste, soprattutto quelle vicine alla dinastia imperiale, mentre si è persa la sua accezione originale; però il bukkake, grazie all' influsso occidentale, ovviamente più restio ad accettare qualcosa del genere, si è trasformato in una sorta di gioco, con tanto di spettacoli organizzati in televisione e al teatro, e tramite la pornografia nipponica si è diffuso in occidente, diventando un pò il "marchio di fabbrica" del materiale erotico odierno. Al di là delle considerazioni morali, etiche e anche fisiche, che spettano a ognuno di noi, questa pratica, se si eccettua la sua forma originale, che se inserita in un determinato contesto forse si può anche non ritenerla perversa, può essere condiserata una parafilia? Certamente non fornisce un buon insegnamento a chi guarda filmati pornografici ed è ancora un adolescente: alcuni ragazzi, comprese le ragazze, pensano che si tratti di una cosa normale e poi possono praticarla. E' evidente che il maschio voglia accrescere il suo ruolo di dominatore, e la partner recitare la parte della "sottomessa", ma l' atto in sè deve essere considerato una forma di umiliazione erotica? Coloro che si dedicano al bukkake mostrano una naturale inclinazione a ripetere il gesto, e alcuni sono letterlmente ossessionati, al punto da formarsi uno schema mentale secondo cui il piacere sia raggiungibile solo in questo modo; a tutti gli effetti sembrerebbe una parafilia, ma è pure vero che non tutti palesano un desiderio assiduo. Nelle circostanze più lievi, dunque, è comunque da considerarsi un' ossessione?