Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
"......c'è chi un giorno invece ha sofferto / e allora ha detto: io parto
/ ma dove vado se parto? / sempre ammesso che parto: ciao! ...."
(da "E la vita e la vita" di Cochi e Renato, 1974)
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A mio avviso il nodo va colto nel fatto che viviamo in una società nella quale si dà più attenzione alla confezione che non al prodotto, alla forma più che alla sostanza.
Alle parole piuttosto che ai fatti.
E al fatto che la maggior parte della gente ragiona prendendo in affitto il cervello degli altri, non già elaborando un pensiero proprio, formulato sulla base delle proprie esigenze e della propria storia personale.
Ad esempio nell'immaginario collettivo si cerca di far passare l'imprenditore/datore di lavoro come un dispensatore di opportunità, laddove - quasi a tutti i livelli - si tratta di sfruttatori del tempo/lavoro altrui.
E così venire licenziati passa per un'ineluttabilità, necessaria per la salute del sistema.