Ho qualche dubbio sulla teoria di Piaget.
Iniziando, Piaget filosoficamente parlando è influenzato da Kant: entrambi ritengono che la mente umana interpreti la realtà tramite forme proprie,qui sorge il primo dubbio:se per Kant queste sono le categorie di natura immutabile, per Piaget queste cosa sono?Io avevo pensato agli schemi di azione,ovvero inizialmente i riflessi che sono l'unica cosa di cui l'individuo dispone sin dalla nascita.Ma gli schemi di azioni (che poi saranno le reazioni circolari)sono soggetti a modifiche, anzi devono essere modificati altrimenti non c'è adattamento ambientale, e quindi nessuna manifestazione di intelligenza.
Cosa sbaglio?![]()







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Bella riflessione!!!! A Jean Piaget dobbiamo l'individuazione della via del tertium. Per lo studioso, infatti, è inaccettabile che il bambino venga considerato il protagonista passivo di un processo di apprendimento, così come è inverosimile che la struttura ereditaria possa contenere tutte le successive differenziazioni (se cosi fosse un comportamento riflesso dovrebbe pre-contenere il sistema di operazioni logiche quali, ad es., quelle di tipo matematico, linguistico, etc.). La proposta di Piaget, la sua terza via, si pone tra preformismo ed evoluzionismo. E' l'autoregolazione che, tra le polarità eredità/ambiente, costituisce l'unica dimensione capace di spiegare il processo di crescita. La costruzione di nuove strutture si sviluppa a partire dal sistema innato di riflessi, che rendono possibile la processualità maturativa. Tale costruzione procede per stadi contrassegnati da livelli crescenti di complessità cognitiva. Il ruolo che Piaget assegna all'interazione e alla trasmissione sociale ha prodotto, a partire dagli anni '70, una serie di studi centrati proprio sugli effetti dell'interazione sociale sullo sviluppo cognitivo. Studi e ricerche hanno delineato l'importanza del cosiddetto conflitto socio-cognitivo. Tale processo sottolinea l'utilità del confronto di centrature e soluzioni diverse nel corso di uno scambio sociale. La resa cognitiva, infatti, appare superiore se un compito viene eseguito in una situazione di interazione tra pari, piuttosto che in un'esperienza individuale. Tali studi, pertanto, hanno dimostrato il ruolo facilitante dell'interazione sociale che, ad ogni modo, non assume la funzione di meccanismo generativo dello sviluppo cognitivo.
