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  1. #1
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    conosciamo attraverso le biografie

    mi è venuta l'idea di farci un 'viaggio' nella storia dello sviluppo della psicologia clinica e non, attraverso le biografie e citazioni di personaggi più o meno noti, potendo così anche ipotizzare lo sviluppo di certi concetti teorici e pratici all'interno di contesti storici e culturali. Io parto con George Kelly che mi ha lasciato dei bei ricordi e che è stato indirettamente decisivo riguardo le mie scelte sul modo di osservare il mondo.. la biografia è tratta dal sito http://www.oikos.org/kelit.htm#Kelly

    George Kelly - Psicologo, Matematico, Educatore. Ha creato la teoria della Psicologia dei Costrutti Personali. Nacque nel Kansas nel 1905. Nel 1909 fece un viaggio con la famiglia nel carro coperto del padre per recintare una terreno in concessione ai pionieri del west nel Colorado. Dopo essere ritornato alla fattoria nel Kansas frequentò irregolarmente la scuola e fu istruito dai genitori. Nel 1926 si laureò in fisica e matematica, in seguito in Pedagogia all’ Edimburgh University e in Psicologia nell’Iowa. Nel 1931 cominciò a lavorare in psicologia clinica, organizzando un programma di cliniche viaggianti dentro e fuori le aree rurali di Fort Hays nel Kansas. La ‘clinica viaggiante’ offriva i suoi servizi ad adulti e bambini attraverso psicoterapie e consulenze, ed era composta esclusivamente da lui e da suoi quattro studenti che lo aiutavano.

    Lavorò soprattutto nell’area della psicologia clinica negli USA, elaborando la sua teoria della Psicologia dei Costrutti Personali, centrata sul cambiamento delle persone attraverso la psicoterapia, sebbene ritenesse il termine ‘psicoterapia’ inadeguato per descrivere l’avventura dell’uomo nella transizione e trasformazione. Infatti rifiutò sempre la terminologia tradizionale della psichiatria e della psicologia, ritenendola riduttiva e inefficace. Nel 1945-1946 fu nominato Professore e direttore dell’Istituto di Psicologia Clinica alla Ohio State University. Vi rimase sino al 1965 quando ottenne la Cattedra in Psicologia Teoretica alla Brandeis University. Morì nel 1967.

    citazione:
    "Sono stato così imbarazzato dall’ iniziale etichettamento della teoria dei costrutti personali come ‘cognitiva’, che parecchi anni fa decisi di scrivere un altro breve libro per chiarire che non desideravo un accessorio delle teorie cognitive. Avevo scritto un terzo del manoscritto quando feci una conferenza all’Università di Harvard dal titolo "La Psicologia dei Costrutti Personali come Linea di Deduzione". Ascoltando la conferenza, il professor Gordon Allport spiegò agli studenti che la mia non era una teoria ‘cognitiva’ bensì ‘emozionale’. Più tardi, nello stesso promeriggio il dott. Henry Murray mi prese da parte dicendomi: "Lo sai, non è vero, che in realtà tu sei un esistenzialista !" Da allora sono incappato in quasi tutti i possibili meandri oscuri ove possono precipitare i teorici della psicologia. A Varsavia, ad esempio, ove pensavo che la mia conferenza sui costrutti personali venisse considerata una sfida aperta al materialismo dialettico, i miei ospiti Polacchi che avevano diretto alcuni seminari sulle mie teorie prima che arrivassi, mi spiegarono che: "la teoria dei costrutti personali era esattamente ciò che il materialismo dialettico sosteneva". Nel corso del tempo mi sono visto classificato, in un libro sulle teorie della personalità, come "teorico dell’apprendimento", una definizione così platealmente ridicola che ancora oggi, al pensiero, mi viene da sorridere.

    Pochi anni fa, uno psicoanalista ortodosso, dopo avermi udito parlare di psicoterapia, insistette nell’affermare che, nonostante quello che io potessi dire di Freud e, persino, nonostante la mia mancata successione apostolica che spetta di diritto alla psicoanalisi, in realtà io ero "uno psicoanalista". Lo stesso marchio mi è stato imposto da una coppia di psichiatri londinesi addentro alle tematiche psicoanalitiche, e non ho potuto far nulla per scuoterli dalla loro convinzione.

    Naturalmente mi hanno anche chiamato Buddista Zen e, lo scorso autunno, uno studente di uno dei nostri corsi di formazione (ora insigne psicologo), invitato a dare una lezione, ha passato un'ora e mezzo in un seminario corrompendo i miei studenti con l’idea che io fossi un ‘behaviorista’.

    Ho ritenuto necessario, alla fine, dirvi tutto ciò in modo che, in seguito, quando vi sentirete disperatamente confusi, non sarete eccessivamente critici verso voi stessi e verso di me."

    Kelly - La relazione psicoterapeutica - 1965
    tratto da:
    http://www.oikos.org/kelidioit.htm

  2. #2
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    wow accadueo! Ho trovato molto interessante la tua proposta, solo che mi sembra troppo limitato alla psicologia, potremmo inserire biografie di autori che hanno a che fare con la vita in generale? Ad esempio, ho trovato molto interessante la vita di William Burroughs, se per te non ci sono problemi, vorrei postarla.. fammi sapere ciao

  3. #3
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    hai ragione accadueo, allarghiamo il discorso a tutti i personaggi vissuti e viventi! Aspetto con ansia di 'conoscere' William Burroughs.

  4. #4
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    William Seward Burroughs,
    il "drogato omosessuale pecora nera di buona famiglia", lo sperimentatore di ogni sostanza stupefacente esistente sulla faccia della terra, il padre spirituale riconosciuto della beat generation, nasce nel 1914 a St. Louis, Missouri.

    Rampollo di una ricca famiglia conosciuta in tutto il mondo per la produzione di macchine calcolatrici, si laureò ad Harward, una ben singolare e "conformistica" laurea per uno degli artisti più trasgressivi del Novecento. Animale letterario con pulsioni omosessuali, una forte attrazione verso le pistole ed il crimine, unite ad una naturale inclinazione ad abbattere tutte le regole, Burroughs non sembrava proprio strutturato per conformarsi ad una società che lui riteneva troppo "normale". I suoi genitori, tuttavia, sembrarono accettare lo stravagante stile di vita del figlio, e dopo la laurea appunto, continuarono inizialmente a supportarlo finanziariamente, seppur di malavoglia, nella continua ed incessante sperimentazione dei più svariati e allucinati stili di vita.

    Tutta l'opera letteraria di Burroughs si basa sulla sua triplice esperienza di intossicazione, omosessualità e esilio. La sessualità in generale è il punto di partenza delle sue esplorazioni, a partire dalle teorie di liberazione sessuale di Willelm Reich, un punto importante che ne nutrirà le mitologie letterarie. Prima di diventare scrittore, e dopo aver perso il supporto familiare, Burroughs non si fa mancare il classico itinerario da scrittore maledetto: lavora come barista, operaio, detective privato, reporter e pubblicitario a
    New York (dove fra l'altro ha modo anche di unirsi al mondo sommerso della criminalità cittadina).

    Nel 1943 conosce Allen Ginsberg (il celebre poeta, simbolo per antonomasia della beat generation), allora studente del Columbia College, che per il suo parlare così ampiamente erudito lo classificò come “intellettuale aristocratico”, mentre Kerouac, l'altra icona dei figli dei fiori, capì subito il genio che si celava in Burroughs.

    Lo scrittore in erba divenne dunque per Kerouac e Ginsberg l’anziano e saggio maestro, conoscitore delle droghe e dei diversi risvolti della vita criminale, oltre che gran visionario intellettuale e critico sociale. Ad un certo momento si sposò addirittura con Joan Vollmer (malgrado le sue propensioni omosessuali e il lungo flirt con Ginsberg stesso), ed i due partirono verso luoghi più ospitali di New York per la vita da tossicodipendenti, finendo a Città del Messico dove scrisse “Junky”, il suo primo romanzo. Purtroppo, però, quello è un periodo tragico, segnato da eccessi di ogni tipo. Un episodio lo fa capire molto bene. Cercando di mostrare ad alcuni amici la sua abilità con la pistola, imita con esiti sfortunati l'impresa di Guglielmo Tell, uccidendo la moglie sul colpo. Il loro figlio va dunque a vivere con i genitori di lui, mentre lo scrittore comincia a girare il mondo, vagando dal Sud America fino a Tangeri.

    Kerouac e Ginsberg lo vanno a trovare proprio nella città marocchina e lo trovano fra migliaia di fogli scritti, del tutto sconnessi fra di loro: riuniti quei frammenti, prende corpo "Il pasto nudo", poi pubblicato nel ’58.
    In realtà, Burroughs non fece altro che inventare il famoso "cut-up", una tecnica che rappresenta una specie di montaggio casuale tra i testi, la cui provenienza può essere la più disparata. Il libro presenta infatti una trama spezzata, stravolta da incisi, digressioni e flashback. Nel suo intento, questo modo di operare avrebbe dovuto proteggerlo dai luoghi comuni, di cui la letteratura dell'epoca sovrabbondava (sempre secondo Burroughs), e dall'eccessivo razionalismo. La stessa idea, ma funzionò molto meno, Burroughs la trasferì nella pittura: sparava barattoli di vernice contro tele immacolate. "Il pasto nudo", ad ogni modo, trasformò di fatto Burroughs in una celebrità, dando vita a quel culto che è ben alimentato ancora oggi in ogni parte del mondo, soprattutto fra le culture underground e rock.

    Inoltre, per capire il livello di devianza che presentano i libri di Burroughs, basti dire che David Cronenberg ha tratto dal Pasto nudo una controversa pellicola dall'omonimo titolo.

    A questo suo principale romanzo seguirono processi per oscenità che, fortunatamente, si conclusero bene per lo scrittore. Egli passò un periodo vivendo a Parigi con lo scrittore-poeta Brian Gysin; qui Burroughs proseguì nell'esplorazione del metodo compositivo del “cut-up”. I risultati sono “The Soft Machine”, “The Ticket That Exploded” e “Nova Express”. Il suo libro più recente è “My Education: A Book of Dream”, pubblicato nel ’94.

    William Burroughs, a discapito della vita folle e travagliata che lo ha visto protagonista, ha fatto una fine fra le più normali che si possano immaginare. E' morto il 4 agosto 1997 nel Memorial Hospital di Lawrence (Kansas) per un attacco cardiaco all'età di 83 anni.
    tratto da: http://biografieonline.it/biografia....am%20Burroughs

    citazione: "il linguaggio è un virus venuto dallo spazio" W. Burroughs

  5. #5
    Appema ho un attimo giuro che leggo e commento...

  6. #6
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    Ilona Staller

    Nata a Budapest in Ungheria il 26 novembre 1951, è la figlia irreprensibile di una tranquilla famiglia di alti funzionari e esponenti del ceto colto e riflessivo del suo paese. Il padre lavorava al ministero dell'Interno mentre la madre esercitava la professione di ostetrica.
    La futura pornostar al principio sembra voler seguire le orme materne ma le cose non andranno esattamente come sperato dai bravi genitori.

    Dopo un breve amore per l'archeologia (per breve tempo frequenta l'università), comincia a muovere i primi passi nel mondo della moda. Posa per un'agenzia fotografica di Budapest, la "Mti", che gestisce le migliori cinquanta modelle ungheresi e viene subito notata per la straordinaria quanto accattivante bellezza. Non ancora ventenne, viene incoronata Miss Ungheria.

    Nel 1974 Ilona Staller decide di abbandonare il proprio paese per trasferirsi in Italia. L'obiettivo è quello di affermarsi come fotomodella. Un traguardo che si dissolve quando incontra Riccardo Schicchi, autore, produttore e regista di film pornografici, vero guru del settore.
    Con Schicchi conduce inizialmente "Voulez-vous coucher avec moi" un programma notturno dell'emittente radiofonica Radioluna, ed è proprio qui che nasce il mito di Cicciolina. Durante la trasmissione la provocante ragazza aveva l'abitudine di chiamare i suoi interlocutori radiofonici con il termine di "cicciolini": sarà Maurizio Costanzo il primo a rovesciare su di lei l'appellativo.
    La trasmissione, in onda dalla mezzanotte alle due, diverrà un fenomeno senza paragoni, seguita da migliaia di fan disposti a fare le ore piccole pur di seguirla.

    Ormai da tutti ribattezzata Cicciolina conquista le copertine di tutti i giornali: "la Repubblica", "Oggi", nonché il primo servizio nudo sul settimanale "L'Europeo". Dalla grande stampa ai rotocalchi, da Enzo Biagi a Costanzo tutti si occupano di Ilona Staller che nel frattempo inaugura una sua carriera cinematografica: il primo vero e proprio film si intitola "Cicciolina amore mio". Una pellicola poco hard che si rivelerà un fallimento.
    Con Schicchi realizza allora un nuovo film "Telefono rosso", molto più spinto: sarà un record di incassi.
    Diventerà in breve una vera regina del porno, lavorando con gli artisti più conosciuti, da Moana Pozzi ("Cicciolina & Moana ai Mondiali", 1987) a Rocco Siffredi ("Amori particolari transessuali", 1992).

    Ma la vera novità per Cicciolina è la candidatura alle politiche del 1987 nel partito radicale di Marco Pannella con la lista del Partito dell'amore. Viene eletta con 22.000 preferenze, seconda solo al leader radicale.
    E' l'apice del successo non solo della Staller ma anche di Riccardo Schicchi che è il deus ex machina di tutta l'operazione.

    La storia tra la diva e il producer cade a pezzi sotto lo scalpello di Jeff Koons, artista americano che dedica un'opera d'arte all'attrice, ne diventa amico e nel giugno del 1991 la sposa. Dal matrimonio nasce un figlio, Ludwig.
    Non appena il legame tra i due coniugi si esaurisce, Ludwig viene conteso con tentativi di rapimento, liti, fughe e botte.

    Inizia così per Ilona Staller una lunga battaglia legale, in cui si vede inizialmente privata del figlio, nel 1995, per poi riacquisirne la custodia con l'ultima sentenza della Corte costituzionale, nel 1998.
    Da qualche anno Cicciolina ha ripreso l'attività artistica prevalentemente presentando spettacoli.

    Nel gennaio del 2002 Cicciolina si è buttata nuovamente nell'agone politico, presentandosi come indipendente nelle elezioni parlamentari ungheresi per il seggio di Kobanya-Kispest, uno dei quartieri proletari di Budapest.
    Malgrado il suo sbandierato amore per l'Ungheria, per cui prometteva di fare grandi cose, i cittadini non hanno appoggiato l'iniziativa bocciandola alle elezioni.

    Non contenta torna in Italia con l'intenzione di candidarsi per diventare il nuovo sindaco di Monza. Il suo programma politico prevede un punto piuttosto audace: trasformare la Villa Reale in un casinò. L'obiettivo non riscuoterà successo.
    Fonte: qui

    Intervista a Cicciolina:
    Giornalista: "Cicciolina, ci dia una definizione di sperma..."
    Cicciolina: "Un momento... Ce l'ho sulla punta della lingua!"

  7. #7
    bella quella di Kelliy...

  8. #8
    louis
    Ospite non registrato
    L'idea di Accadueo è molto buona , ma limitarsi alla
    biografia diventa un pò sterile ... partendo dal principio che
    una teoria psicologica deriva dalla personalità del proprio
    autore , l'idea di fondo allora sarebbe riuscire a collegare
    la teoria dell'autore con aspetti della propria esistenza ....
    per fare un esempio :
    Kelly parla di costrutti , e il termine sembra rimandare alla
    sua formazione di matematico così come leggo nella biografia,
    Bandura ad esempio che ha 'scoperto' il senso di auto-efficacia
    ha sempre ammesso di averlo sentito in modo forte dentro di se,
    il complesso di Edipo poteva scoprirlo solo Freud dato che questa
    ambivalenza era molto 'sua', etc. etc.
    Chi conosce bene kelly ci fa questo collegamento?
    ciao a tutti

  9. #9
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    luis, è anche molto interessante la tua idea, il 'problema' di fondo è che in questa maniera si rischia di dare troppa fantasia interpretativa e poca 'realtà' storica, ad esempio, sempre nel caso di Kelly, mi verrebbe da dire che probabilmente il concetto di costrutto si sviluppa nell'autore dopo una notte passata con gli amici. C'era un suo amico architetto che parlò di come era importante dare "sfogo" alla propria creatività individuale per costruire un palazzo e lui, dopo qualche biccherello di troppo e con una donna sulle sue ginocchia, iniziò a pensare che anche l'uomo 'costruisce' un suo modo creativo e originale di essere, apparire e osservare nel mondo.. a parte gli scherzi, questo discorso credo si possa fare nel momento in cui gli autori abbiano pubblicato delle autobiografie autorizzate dove è lui stesso a raccontare la sua storia. Mi ricordo che studiando il libro di storia della psicologia, il testo dava sfogo a particolari illazioni francamente parecchio discutibili.
    Si potrebbe fare che scegliamo un periodo storico circoscritto, tipo dal 1940 al 1959, e vedere cosa e chi si sviluppa entro questa dimensione temporale. Che ne pensi?
    Ultima modifica di Accadueo : 23-01-2004 alle ore 07.51.03

  10. #10
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Bruce Lee


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