Che mi risulti, proprio la possibilità concessa all'uomo e negata alla donna "di darlo\a" (ma che brutta espressione, posso sostituirla con lo squisitamente ottocentesco "concedersi"?

) a proprio piacimento, costituiva uno dei cardini dello sbilanciamento di potere (in favore del maschio) della società patriarcale, pre-rivoluzione sessuale. Anzi uno dei
topoi del femminismo e dell'emancipazione della donna è stato proprio il riappropriarsi del diritto di disporre liberamente del proprio corpo, e di de-colpevolizzare socialmente modalità di espressione della propria sessualità che fosserò al di fuori dei modi, schemi, significati prescritti da norme e rappresentazioni sociali (il matrimonio; la verginità imposta; la prescrizione di un atteggiamento di castità per lo meno simulato, ecc). In teoria oggi la donna dovrebbe essere più forte proprio perchè
può concedersi, e manifestare apertamente la propria sessualità.
Se le cose stanno così, a naso direi che alcuni problemi per i maschietti nascerebbero casomai proprio da questa riappropriazione di potere da parte della donna: più che a presunte astinenze, secondo me, siamo allergici alle professioni di indipendenza dalla nostra volontà! Diciamocelo mariomario, abbiamo istintivamente la sensazione che, per l'amore dell'armonia delle cose, quel
"può" concedersi, dovrebbe intendersi come un
"deve". Se proprio non si può imbragliare la sessualità della femmina, che la si democratizzi perbacco! Insomma il problema non è che la donna si conceda poco o tanto, ma che decide lei a chi concedersi, e ti dirò di più: sospetto che il maschietto che vede le femminuccie eprimere la propria sessualità di più e più disinvoltamente, senza che a beneficiarne sia (pure e sempre) lui, magari si secca anche di più della cosa

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Ora, premesso che l'idea di una specie di esproprio proletario e socializzazione coatta del femminile patrimonio degli individui appartenenti all'altra metà del cielo, affascina i cuori democratici, velleitari e un po' pigri, come il mio; nondimeno è cosa risaputa che essendo coinvolti individui in possesso di una pervicace volontà di intendere e volere e del diritto di fare di sè quel che più aggrada, mi sa che dovremo rinunciare in qualche modo a questa lodevole utopia

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Restano alcune domande: perchè le femmine sembrerebbero molto più selettive di noi (indipendentemente dalla "quantità" di attività e partners sessuali a cui si dedicano)? Temo sia imprescindibile qui il solito barboso accenno alle croci biologiche che ci portiamo addosso (semplificando: i maschi sarebbero meno selettivi perchè i nostri progenitori ci guadagnavano riproduttivamente ad aspergere generosamente per il mondo il loro surrogato biologico, essendo per loro cosa relativamente poco dispendiosa e certamente meno carica di fastidiose conseguenze; le femmine si darebbero maggiori pene perchè le loro progenitrici ci guadagnavano a pensarci su due e anche tre volte a mettere a disposizione il loro nido per un faticosissimo, e magari geneticamente male in arnese, uccelino da allevare).
Perchè gli uomini dovrebbero soffrire tanto di questa sorta di regime liberale del sesso? Bella domanda! Non ho risposte esaurienti, ma tanto per cominciare, penso che rispondere a nostra volta con una maggior selettività (oltre alle interferenze delle arcaiche ascendenze biologiche di cui parlavamo prima), cozza col ruolo sessuale in cui, almeno implicitamente, molti uomini continuano a riconoscersi. In effetti, mi pare la rivoluzione sessuale abbia cambiato i comportamenti più (e prima) che le credenze e l'immaginario collettivo sul sesso, e nella costituzione dell'identità maschile continuano a ad avere sotterraneamente un ruolo portante un bel pò di anticaglie (il "vero" uomo non si tira mai indietro; un "vero" uomo deve avere molte donne; il "vero" uomo si gurda dalle corna ecc.) ) che cozzano paurosamente coi modi di vivere reali nella nostra società. Risultato: frustrazione. Ne verremo fuori pian piano adeguando le nostre credenze culturali profonde alle novità della nostra società da un lato (e aggiungo, adeguando un po' i comportamenti sociali di tutti, maschi e femmine, a certe esigenze inconsce profonde, dall'altro).
Se ti può consolare mariomario, penso che anche le donne abbiano la loro bella dose di gatte da pelare: in realtà per molte (escluse tutte le lettrici di questo forum, beninteso) l'antica ingiunzione all'astinenza si è effettivamente ribaltata nel suo opposto, e alcune donne oggi sono schiave del "darsi", come prima del "non darsi". Insomma, ognuno, maschio o femmina, ha i suoi problemi, e il cielo non è mai azzurro, azzurro....