Il cibo può essere come una droga?
A dimostrarlo sono alcune ricerche svolte in Italia (gruppo di ricerca del professor Gaetano di Chiara del dipartimento di Tossicologia dell’Università di Cagliari) e in Usa (Gene-Jack Wang, del Brookhaven National Laboratory on Long Island, N.Y.).
Secondo gli studiosi nel cervello delle persone che non riescono a fare a meno di mangiare e hanno grandi difficoltà a controllarsi così come in coloro che hanno sviluppato una dipendenza da sostanze, il sistema della ricompensa lavora eccessivamente e porta alla continua ricerca del piacere procurato dalla sostanza (cibo, droga o alcool) mentre alcune regioni della corteccia frontale che dovrebbero controllare ed inibire, sono eccessivamente deboli.
La conseguenza è la ben nota battaglia tra il desiderio irrefrenabile della sostanza e la difficoltà o l’incapacità di opporre una resistenza.
Quali riflessioni può sollevare questa “scoperta”?
Possiamo iniziare a pensare che le dipendenze da sostanze abbiano tutte una base neurofisiologica comune?
E come si può tentare di ripristinare un equilibrio tra piacere e controllo?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572







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