La scuola non mi ha dato nessuna limitazione. Diciamo che c'è una regola non scritta per cui chi lavora presso un servizio pubblico non dovrebbe portare i pazienti che segue nel pubblico nel privato. Lo stesso dicasi, per esempio, per chi lavora in un consultorio. Diciamo che chi lavora nella scuola in realtà offre un servizio un pò diverso da chi lavora in consultorio, perchè noi psicologi scolastici abbiamo a che fare con utenti e non pazienti, in quanto lo sportello di ascolto è un intervento di primo livello che non prevede una presa in carico. Da questo punto di vista non svolgerei il medesimo servizio, perchè a scuola offro una consulenza breve, nel privato percorsi di sostegno che implicano una presa in carico. Ci sono colleghi che la vedono così e non si fanno grossi problemi....altri che lavorano in equipe in cui non solo è vietato prendere in carico privatamente pazienti che seguono presso un servizio pubblico, ma addirittura non possono inviare privatamente tali pazienti nemmeno a nessuno dei colleghi della loro stessa equipe
