Ciao a tutti, anzitutto mi scuso per la sezione sbagliata ma non ho trovato un posto a mio parere più adatto.
Detto questo, so che questo forum non tratta certe cose ma vuoi siete più esperti di me e io non so più dove sbattere la testa...
Quindi per favore leggete tutto
Premetto che so, che chi soffre di depressione, autolesionismo, disturbi alimentari va trattato in un certo modo,le linee base sono più o meno uguali e non mi dilungo troppo.
il distacco emotivo è fondamentale, ma bisogna stargli accanto e stare attenti a non farsi influenzare, bisogna per cosidire dare "la caramella" e poi spronare. L'aiuto di uno specialista è fondamentale ma la persona deve prima capire di avere una malattia e deve volerne uscire. È un percorso arduo
Ora vi racconto a grandi linee la storia per far capire più o meno il problema di fondo.
Ho 25 Anni e la mia fidanzata 23, lei figlia di un padre che non è mai stato presente (letteralmente) nella sua vita (per le sue ambizioni, più importanti della figlia) nonostante vivesse con lei, a 14 anni (durante il divorzio dei genitori) scopre che quando sua madre resta in cinta, lui vuole farla abortire perché nn la vuole; lei (la madre) mente sulle diagnosi dei medici e tiene la bambina.. Lei (la mia fidanzata) Scoperto questo per anni frequenta la palestra del padre, in una situazione economica difficile dove è successo che per giorni non avevano letteralmente un pasto a cena.. Lei comunque frequenta palestra e si distrugge fisicamente rischiando addirittura di morire, superando ogni limite del suo fisico, in primis per attirare le attenzioni del padre (comunque mai avute), e poi perché continuando a correre il dolore fisico durante l'attività la libera dal dolore emotivo. In tutto questo interviene una persona che dopo diversi anni riesce ad allontanarla dalla palestra, ciò nonostante lei è tuttora ala ricerca di affetto da parte del padre che continua a non trattarla e quando lo da la demolisce emotivamente. In quegli anni il padre maniaco del fisico per il suo lavoro da culturista la plasma mentalmente alla ricerca di un fisico perfetto. Questo la porta ad avere una serie di problemi. Inizia a contare ogni caloria, se un giorno mangia una cosa in più il giorno dopo si punisce con più palestra (la giornata topica sono 4 ore, è arrivata fino ad 8 ore non stop); e se la palestra è chiusa va a correre per 14/16km (in un ora e mezza senza pause quindi immaginate il ritmo che tiene).
Durante il giorno non fa colazione e pranzo e cena sono diventati the e biscotti... Al massimo un po' di minestrone. Non ha mai avuto problemi di rigetto del cibo volontario eccetto in due occasioni distaccate di 7 mesi, il punto è che in questi due casi non si è messa le dita in gola semplicemente per vomitare, ovvero dopo avere espulso il cibo ha continuato a tenere le dita dentro per oltre UN ORA, è stato difficile tirargli fuori queste cose ma mi ha lasciato perplesso questa affermazione: "più lo facevo più stavo bene".
In particolare adesso il problema che sorge e che guardandosi allo specchio non si vede come è realmente... Potete immaginare il fisico di una giovane ragazza che fa 4 ore di corsa al giorno. Ora cosa succede, quando parliamo lei mi dice "Io non mi amo", se io le dico che è bella lei risponde "non sono bella faccio schifo, io mi vedo allo specchio e non sono come vorrei"
Qui il succo della questione. Al momento non ci possiamo permettere uno specialista, ma so a grandi linee cosa devo fare per aiutarla... E per cominciare vorrei provare ad aiutarla ad accettare se stessa fisicamente, oltre a ripeterle spesso quanto sia fantastica la porto fuori a conoscere altra gente, le sto accanto e ogni tanto le faccio vedere qualche foto fatta per caso dove può vedere il suo splendido corpo. Ma ogni volta che mi dice "non sono così","io non mi vedo bella" ecc. io mi blocco e non so più come rispondere... La mia domanda quindi è cosa posso fare o dirle a questa sua affermazione?
Grazie ancora e scusatemi ancora ma come ho detto siete la mia ultima spiaggia e un dibattito su questo può essermi davvero utile.
Roberto







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