In passato, insomma fino a ieri, appena c'era un omicidio con associato il suicidio subito compariva in tv o per radio il solone di turno che emetteva la sua sentenza: è colpa della depressione, spiegavano che bastava prendere un pò di antidepressivi e tutto si sarebbe risolto. Il tam tam sugli antidepressivi inziava alla RAI la mattina alle sei con la Falcetti, che a quell'ora trovava sempre lo psichiatra pronto alla consulenza radiofonica (per la RAI, appunto). Tanto a pagare è sempre l'industria. Ieri invece la notizia ci viene da Bologna: il Prof. Marco Miglioli, un grande clinico medico si è suicidato uccidendo prima il figlio da sei anni in coma e poi la moglie e infine se stesso. Il Prof. ha scritto una lettera accorata ai familiari. Il gesto sembrerebbe dovuto al fatto che il Prof. ha scoperto di essere malato di cancro al polmone. Dunque si è trovato di fronte-anche lui- alla malattia. Si apre così lo spaccato di vita e di sentimenti che in passato veniva liquidato con la solita battuta: depressione. Non c'è il brusio degli psichiatri: forse il caso è diverso dagli altri? Certo che no: diversi sono i soggetti, non più i poveri consumatori di psicofarmaci, ora c'è un clinico famoso. Ed ecco che i soloni tacciono, al tam tam sull'uso di psicofarmaci è stata messa la sordina. Eppure nessuno segnala che il Prof. Miglioli ci ha offerto l'ultima lezione di vita: anche lui, clinico di fama, di fronte alla precarietà dell'esistenza ha subito l'euforia della follia. Ecco perchè ne voglio parlare: ieri sera i tg hanno riportato la testimonianza di un libraio che è stato fra gli ultimi a vederlo. La testimonianza descriveva che il Prof. non era cupo come al solito, al contrario era felice, raggiante, al punto tale che il libraio ne era rimasto meravigliato, colpito, e... preoccupato. Ed aveva ragione: quella felicità era paradossale, il Prof. Miglioli progettava il suicidio ed era euforico. La lezione è esemplare e spero che venga ripresa per un dibattito
chiarificatore: il suicidio e le condotte omicide non sono frutto della "depressione" ma dell'eccitamento maniacale che si chiama follia......il dibattito ora è aperto....
ps ci tengo a ringraziare il dott. Mattioli per la segnalazione del caso........
Ale







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