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  1. #1
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    05-04-2007
    Residenza
    bresso (milano)
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    227

    consultzioni on line: un pensiero

    Inserisco un sito di un interessante articolo sulla consultazione/psicoterapia on line: mi interesserebbe aprire una discussione su questo argomento in quanto mi pare che non esista una letteratura scientifica, mentre sarebbe ora di ragionarci un po' su!
    C'è qualcuno che ha epserienze o pensieri da discutere sulll'artgomento?
    www.humantrainer.com/articoli/valida_terapia_virtuale
    lella

  2. #2
    Bulavsky
    Ospite non registrato
    purtroppo non riesco ad aprire la pagina con l'articolo...

    Comunque, l'argomento e' interessante. Ma puoi almeno riassumere, che posizione prende l'autore dell'articolo?

  3. #3
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    05-04-2007
    Residenza
    bresso (milano)
    Messaggi
    227

    ci provo

    In realtà era un articolo scritto da ricercatori che simulava, con tanto di animaizoni, un "colloquio clinico" su msn tra un teraputa e un "cliente". L'interessante, secondo me, era che i ricercatori avessero un atteggiamento di apertura nei confronti di questa possibile frontiera clinica, raccomandando un atteggiamento altrettanto aperto da parte degli psicologi senza dimenticare che, essendo prassi del tutto sconosciuta, ha bisogno di una vera ricerca sperimentale.
    Mi è spesso capitato di sentire colleghi che ritengono tale possibilità assolutamente non praticabile (forse un po' aprioristicamente, aggiungo io) portando come motivazione l'impossibilità di creare un setting adeguato.
    Vorrei sapere come la pensate, visto che io non mi sento di essere "contro" per partito preso. Mi sembra anzi uno strumento a cui pensare se, ad esempio, si ha a che fare con un target giovane, abituato a usare il web e le sue possibilità, che ci offre una possibilità di aggancio.
    lella

  4. #4
    Bulavsky
    Ospite non registrato
    In parte, quelli che sono contrari apriori hanno anche ragione. La communicazione via internet e' gia povera di suo. Figuriamoci se dovessimo far capire le emozioni, gli stati d'animo, i problemi ecc. Sappiamo bene anche l'importanza della communicazione non verbale nel rapporto terapeutico. Spesso le nformazioni piu' importanti si prendono proprio da li'. Lavorando con la parola scritta, lavori non con il problema, ma solo con quello che il cliente ritiene essere il suo problema. Lavori con l'immagine, che puo' essere vicina alla realta', ma con la stessa probabilit' puo' essere lontana mille miglia.

    Secondo me, la consultazione via internet, puo' essere uno strumento valido, ma quando viene usato come un'aggiunta al lavoro terapeutico "normale".

    Che ne pensate?

  5. #5
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
    Residenza
    liguria
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    1,277
    ".... ci offre una possibilità d'aggancio" dici bene Lelluzza.

    Credo che possa essere utile come primo momento di contatto non solo per i giovani utenti esperti della rete e del pc in generale ma, anche per altre categorie di utenti-clienti.
    Sono molti i pz che mi contattano per un lavoro di questo tipo via internet nei siti dove sono registrata, ma, pochi e selezionati quelli che comprendono che le indicazioni fornite da una mail di risposta non possono essere messe sullo stesso piano di un colloquio clinico vis a via.
    L'importanza del setting, della cv e non v, della relazione terapeutica tutta non si possono trasmettere, a mio modo di vedere, attraverso un pc.

  6. #6
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    05-04-2007
    Residenza
    bresso (milano)
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    227

    già

    Sono assolutamente d'accordo con voi. Non a caso ho parlato di aggancio. forse è bene che io cerchi di contestualizzare il mio pensiero.
    Mi occupo (da circa 25 anni) di dipendenze e nello specifico di adolescenti con problemi di uso problematico o di abuso di sostanze. Per arrivare ad un servizio, pubblico o privato che sia, i ragazzi dovrebbero riuscire a "problematizzare" il loro bisogno.
    Ricordo a tutti che la giurisprudenza italiana in questa materia è un po' schizofrenica, in quanto, da un lato considera il tossicodipendente come un "malato" da curare, dall'altro definisce come reaato il solo uso di sostanze. Allora io mi chiedo, ma soprattutto chiedo a chi ha voglia di fare una riflessione sull'argomento, internet e una chat non possono essere d'aiuto in una prima fase di "problematizzazione" andando incontro al bisogno difensivo di chi non se la sente di andare in un servizio connotato? Senza la pretesa di curare nessuno con questo strumento, non può sevire a instaurare una relazione protetta con un operatore con lo scopo dichiarato di arrivare ad una relazione vis a vis?
    lella

  7. #7
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
    Data registrazione
    09-02-2002
    Residenza
    Roma
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    2,111

    Chi2008

    Apro un thread sul CHI2008 a firenze. Chi ci sarà? Incontriamoci amici!

    Ciao!

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di noemi2004
    Data registrazione
    30-05-2005
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    Pistoia
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    Citazione Originalmente inviato da pinga Visualizza messaggio
    Apro un thread sul CHI2008 a firenze. Chi ci sarà? Incontriamoci amici!

    Ciao!
    Di cosa si tratta???
    Rachele Agostini

  9. #9
    plado6700
    Ospite non registrato

    x dott. allegri

    Caro dott. Allegri. Io non sono una psicologa... ma una pubblicista. Per cui parlo da utente comune. Mi chiedevo questo: come si fa a fornire "consulenza" via mail? Ma come mai quando si va da uno psicologo molto spesso viene detto che il "setting" è fondamentale ad esempio e poi invece è possibile fornire una risposta via mail senza neanche vedere in faccia il presunto paziente? I dubbi per quel che mi riguarda sono molti. Gliene dico uno perché gli altri semmai li lascio agli psicologi che conoscono gli aspetti tecnici della questione meglio di me. Lei sa naturalmente bene che anche in terapia ci sono pazienti capaci di simulare, manipolare e tutto il resto... si immagini in una mail... supponiamo ad esempio che io sia convinta di qualcosa e voglia sentirmi dire certe cose a conferma dei miei presupposti o preconcetti... e soprattutto supponiamo che io non sia una persona stupida. Ora se lei mi vedesse di persona probabilmente riuscirebbe a smascherare il mio atteggiamento o magari no. Ma se io fossi capace scrivendo di essere una brava comunicatrice, potrei ancor meglio e quasi sicuramente manipolare la questione... non so se mi spiego. E ottenere di conseguenza una risposta che desidero e che magari potrebbe in qualche modo rivelarsi non solo inefficace ma persino dannosa per me. Diciamo quindi semplicemente che non è possibile stabilire se le cose che la persona scrive dall'altra parte siano o meno attendibili... su questo converrà... non potendo neanche contare sulla gestualità... Altro dubbio. Come fa lei a stabilire con una minima certezza cosa è bene dire al paziente? E soprattutto quale è la finalità di tutto ciò? Quella di dare consigli o quella di aiutare l'utente? Lei parla di "consulenza". Ma se io chiedo una consulenza ad un avvocato, a un commercialista, a un architetto la chiedo certamente per risolvere un problema. Ora nel caso della psicologia sia che si tratti di dare consigli che di aiutare a risolvere un problema, se questo avviene via mail in entrambi i casi c'è qualcosa che non funziona. Se si tratta di un consiglio... ci sono miliardi di siti "gratuiti" che fanno lo stesso... e non penso che le persone siano disposte a pagare per avere un consiglio... per quello possono anche rivolgersi ad un loro amico... se invece la finalità è quella di aiutare in qualche modo una persona, visto che il servizio che lei offre è del resto a pagamento, allora bisognerebbe anche essere certi che quel servizio porti effettivamente un qualcosa di efficace... che mi risolva un problema, anche piccolo...e qui si torna al dubbio se una terapia... o una consulenza come lei la chiama nel caso della psicologia possa avere la stessa efficacia anche se svolta via mail... io sono personalmente un po' scettica anche perché con questa modalità di consulenza verrebbe meno in una qualche maniera il valore di certe costanti che gli stessi psicologi tendono a mostrare come di importanza fondamentale.... allora mi chiedo e le chiedo: dove sta la verità?

  10. #10
    Neofita L'avatar di dr.allegri
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    25-02-2008
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    Salsomaggiore Terme (Pr)
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    4
    Cara Plado6700,
    le domande che mi fai sono parecchie, ma vedrò di riuscire a risponderti in maniera esauriente ed anzi ti invito a replicare o a chiedere delucidazione se ne sentissi il bisogno. Dal tuo testo mi sono permesso di estrapolare queste:

    1)Come si fa a fare consulenza via mail senza nemmeno avere visto il paziente?
    2)…e se il paziente/cliente nella mail simulasse, come si fa a capirlo? Simulando potrebbe ricevere una risposta dannosa per lui/lei?
    3) come faccio a stabilire cosa dire al paziente?....scelgo di dare consigli o quella di aiutarlo?
    4)…ma la consulenza dell’ avvocato mi risolve il problema se la pago e quella dello psicologo?!? Meglio la consulenza via mail o quella online (o dal vivo?)?!?


    1) Nel mio sito: Miopsicologo spiego come la Consulenza Psicologica Privata via E-mail ha l’intento di essere un modo semplice e veloce per rispondere in maniera professionale a quesiti/problemi di natura psicologica. Quindi, scopo del servizio (indipendentemente da chi sia a farne richiesta) è incrementare la presa di coscienza del proprio problema, favorendone la conoscenza e la comprensione. Spiego inoltre che questa forma di aiuto non costituisce e non vuole nemmeno essere terapia psicologica.

    2) Certamente non è possibile stabilire se le cose che la persona scrive siano o meno attendibili, ma per esperienza mi sento di affermare che simulare via mail è molto più raro rispetto al tentare di farlo in studio o anche tramite videoconferenza su Internet. Il non doversi esporre in prima persona e l’anonimato più assoluto della mail, permette di non dovere utilizzare delle maschere e quindi di poter chiedere qualsiasi cosa senza vergogna di essere giudicati o riconosciuti.
    In merito al ricevere risposte dannose…compito di noi psicologi nelle consulenze è quello di chiarire e mostrare situazioni o soluzioni possibili (tutti sanno quanto è difficile prendere delle scelte quando “ci siamo dentro fino al collo”!) e non sostituirci al cliente facendogli prendere per forza una scelta univoca.

    3) Cosa dire al cliente è una cosa per cui noi psicologi ci siamo professionalmente preparati duramente e per cui almeno per quel che mi riguarda continuo ad esercitarmi, studiare e mettermi alla prova quotidianamente! Il mio compito non è certamente quello di dare dei consigli ma di aiutarlo a risolvere una questione per cui sono stato interpellato e per cui vengo risarcito.

    4) Anche l’avvocato più in gamba non può fare miracoli se la persona ha rapinato, estorto, ucciso, e viene colto in flagrante, così anche la psicologia ha i suoi mezzi ed i suoi giusti limiti!
    La consulenza via mail è un mezzo semplice e veloce per risponde e chiarire un singolo problema di natura psicologica.
    La consulenza on-line permette di affrontare la/le questione/i in modo molto più completo ed approfondito con un interazione reciproca (tramite collegamento audio) ed una visiva (tramite video).

    Tanto per fare un esempio, questo semplice chiarimento ha necessitato di 4 domande/risposte, se pensiamo alla mail sarebbe stata una cosa articolata, risolvibile in maniera decisamente più celere e credo anche maggiormente approfondita avendo potuto usufruire di un collegamento audio-video.

    Ringraziandoti per il tuo interessamento colgo l’occasione di salutarti!

    Dr. Robert Allegri

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