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  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di chiocciolina4
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    Psichiatra denuncia cliente pedofilo

    Leggete questa notizia su uno psichiatra di Palermo che ha denunciato un cliente pedofilo
    http://www.repubblica.it/2007/10/sez...-denuncia.html

    secondo voi in casi del genere come si deve comportare un professionista della psicologia? E quali sono le implicazioni in un caso e nell'altro? E' il caro vecchio dilemma segreto professionale-coscienza.

  2. #2
    Neofita
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    segreto professionale

    Sono ormai in pensione, ma quando lavoravo presso un servizio di igiene mentale mi era stato insegnato che quando si viene a conoscenza di un reato che riguardi un minore si ha l'obbligo di denuncia e non vale il segreto professionale
    anch'io sarei interessata ad altri contributi in

  3. #3
    Styrofoam Crown L'avatar di Grace
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    Se non ricordo male il codice prevede che in casi di pericolo per il terapeuta,il paziente o terzi si possano avvertire le autorità rivelando lo stretto necessario. Lui ha fatto ciò che era giusto fare,non c'è dubbio (mica è un prete che ha le mani legate).
    Il paziente-pedofilo può darsi anche che si senta tradito,ma credo che questo sia di poco conto rispetto alla gravità della vicenda.

    UNBELIEVABLE..I was surprised..I was surprised..I'm still surprised
    17 Luglio 2011, Udine
    We're gonna try to remember this picture right here in my mind,when I close my eyes tonight on that pillow..when I look up in the sky,I thank God of what I had here..I'll be thinking of this!
    We're gonna record this moment in time..the night we laid up in the sky of San Siro..at the end of It

    29 Giugno 2013, Milano
    Jon Bon Jovi

    vinciamonoigrace(at)hotmail.it

  4. #4
    Johnny
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    non conosco il caso in particolare, ma in generale mi sembra giusto anche dal punto di vista della vittima del pedofilo, che adesso sarà tutelata.

  5. #5
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    in che senso un prete ha le mani legate?
    Concordo in pieno con tutti gli altri.

  6. #6
    Styrofoam Crown L'avatar di Grace
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    Nel senso che se a un prete vengono confessati dei crimini lui non può tradire il segreto della confessione e andare a denunciare il criminale, la Chiesa prevede questo,l'unica cosa che può fare è convincere il criminale a costituirsi. Lo psichiatra invece può andare oltre il segreto professionale in casi gravi.

    UNBELIEVABLE..I was surprised..I was surprised..I'm still surprised
    17 Luglio 2011, Udine
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  7. #7
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    non per andare ot, ma parlando di umanità ed etica una cosa del genere la trovo orribile.
    Tanto più che un prete può benissimo non dire apertamente il colpevole, ma che SA' che tale persona è a rischio(le vittime).
    Personalmente ricordo un passo della bibbia che diceva che poche cose odia Dio più del unione del Delitto con la Solennità.
    Essere "usato" come scudo "morale" per compiere atti immorali o come "scudo" mi sembra una delle cose più aberranti possibili.
    Non ha senso che per amore della "confidenza" di un anima, Dio permetta ad un altro suo figlio di continuare a subire violenze.
    Cosi la penso.

  8. #8
    Styrofoam Crown L'avatar di Grace
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    sono d'accordo con te ma purtroppo la Chiesa prevede così,chissà che vedendo lo psichiatra non cambino idea

    comunque lo psichiatra sarà tenuto a spiegare la situazione all'Ordine, per correttezza,ma credo che a questo punto sarà solo una pura formalità

    UNBELIEVABLE..I was surprised..I was surprised..I'm still surprised
    17 Luglio 2011, Udine
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  9. #9
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Citazione Originalmente inviato da chiocciolina4 Visualizza messaggio
    secondo voi in casi del genere come si deve comportare un professionista della psicologia? E quali sono le implicazioni in un caso e nell'altro? E' il caro vecchio dilemma segreto professionale-coscienza.
    allora, una cosa è il livello legislativo. nel caso si sia dipendenti pubblici, quindi anche medici, psichiatri, psicologi (ma anche maestre e AS), c'è l'obbligo di denuncia nel caso in cui si venga a conoscenza di un reato. E quindi, quella è la strada da seguire. Anche perchè, in caso non si faccia, si può essere a propria volta denunciati.

    Nel caso del libero professionista non c'è l'obbligo di legge, ma c'è l'obbligo morale. Si può perdere la relazione con il paziente? Bè, a volte è da valutare se questa è la cosa più importante da salvaguardare...
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  10. #10
    Postatore OGM L'avatar di magictoldo
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    Sono d'accordo con chiocciolina che dice che è un vecchio dilemma, secondo me lo psichiatra ha fatto bene a denunciare il paziente, nn fraintendetemi, si è vero c'è il segreto professionale, però secondo me ci sono certe occasioni in cui è bene tradirlo anche perchè c'erano dei minori nel mezzo...
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  11. #11
    Partecipante L'avatar di plinius11
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    credo di essere stato frainteso.

    Non ho detto che il segreto professionale debba prevalere in questi casi ma non starò certo col telefono in mano mentre il paziente racconta quello che è successo: "pronto polizia, qui in vivavoce potete ascoltare le dichiarazioni di questo mostro". E non faccio finta di rispettare il segreto professionale e poi appena esce dalla stanza: "aiutatemi, ho appena parlato con uno stupratore di bambini". E' la cosa più difficile ma dobbiamo mantenere la lucidità e contenere le nostre personali paure.

    Ho detto che darei un aut aut: o nell'arco di pochi giorni ci pensi e ti denunci o sarò costretto a farlo io e tu ora ne sei avvisato, sia chiaro che sarebbe meglio che lo facessi tu. (tradotto: io la responsabilità me la prendo ma do al paziente la possibilità di ravvedersi, di fidarsi, di poter risolvere ciò che di conflittuale c'è nella sua storia personale. Certo che non si risolve tutto in 2 giorni ma do il tempo per riflettere).

    Una cosa che sento è che prevale l'irrazionale nelle vostre parole. Mi sembra che siate maggiormente colpiti dalla mostruosità del gesto piuttosto che dal gesto terapeutico di cui io parlo. mi chiedo se la psicologa radiata dall'albo non abbia avuto un feedback di SUPERVISIONE o se non avesse sentito come l' ORDINE DEGLI PSICOLOGI/PSICOTERAPEUTI avrebbe consigliato da un punto di vista legale. Magari sono cose a cui non si pensa in determinate circostanze. IO SONO FAVOREVOLE AL FATTO DI DENUNCIARE, sappiate intendermi.

    Non vorrei aprire il discorso sulla MOSTRUOSITA' di cui ho sentito parlare. Sono daccordissimo che sia riprorevole il gesto di abusare su bambini o uccidere o violentare qualcuno e che vadano perseguiti legalmente e penalmente questi avvenimenti, ma non vorrei che si rischiasse di fare la seguente equazione MOSTRO=NON LAVORERO' MAI CON UNO SCHIFOSO DEL GENERE quasi a voler prenderne le distanze. Cioè mi va bene se i non addetti ai lavori, i mass media, etc, fanno queste considerazioni ma uno psicologo/psicoterapeuta deve riuscire a porsi al di sopra e capire come aiutare quell'individuo (credo che tutto questo derivi da una IDENTIFICAZIONE CON LA VITTIMA a cui i media ci hanno abituati lobotomizzandoci). Aiutare a capire le sue motivazioni, lavorare sulla sfera affettiva/emotiva e riuscire a fornire i mezzi per comprendersi e favorire la riflessione profonda del gesto compiuto. Aprire la porta al senso di colpa, che forse in questi casi non ha accesso alla coscienza.

    PRENDETE TUTTO CON LE PINZE: non significa giustificare ma riuscire a comprendere anche quando non condividiamo il gesto in questione.

    (certo che è difficile esprimersi in un forum ;o) )

  12. #12
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Citazione Originalmente inviato da plinius11 Visualizza messaggio
    credo di essere stato frainteso.

    Non ho detto che il segreto professionale debba prevalere in questi casi ma non starò certo col telefono in mano mentre il paziente racconta quello che è successo: "pronto polizia, qui in vivavoce potete ascoltare le dichiarazioni di questo mostro". E non faccio finta di rispettare il segreto professionale e poi appena esce dalla stanza: "aiutatemi, ho appena parlato con uno stupratore di bambini". E' la cosa più difficile ma dobbiamo mantenere la lucidità e contenere le nostre personali paure.

    Ho detto che darei un aut aut: o nell'arco di pochi giorni ci pensi e ti denunci o sarò costretto a farlo io e tu ora ne sei avvisato, sia chiaro che sarebbe meglio che lo facessi tu. (tradotto: io la responsabilità me la prendo ma do al paziente la possibilità di ravvedersi, di fidarsi, di poter risolvere ciò che di conflittuale c'è nella sua storia personale. Certo che non si risolve tutto in 2 giorni ma do il tempo per riflettere).

    Una cosa che sento è che prevale l'irrazionale nelle vostre parole. Mi sembra che siate maggiormente colpiti dalla mostruosità del gesto piuttosto che dal gesto terapeutico di cui io parlo. mi chiedo se la psicologa radiata dall'albo non abbia avuto un feedback di SUPERVISIONE o se non avesse sentito come l' ORDINE DEGLI PSICOLOGI/PSICOTERAPEUTI avrebbe consigliato da un punto di vista legale. Magari sono cose a cui non si pensa in determinate circostanze. IO SONO FAVOREVOLE AL FATTO DI DENUNCIARE, sappiate intendermi.

    Non vorrei aprire il discorso sulla MOSTRUOSITA' di cui ho sentito parlare. Sono daccordissimo che sia riprorevole il gesto di abusare su bambini o uccidere o violentare qualcuno e che vadano perseguiti legalmente e penalmente questi avvenimenti, ma non vorrei che si rischiasse di fare la seguente equazione MOSTRO=NON LAVORERO' MAI CON UNO SCHIFOSO DEL GENERE quasi a voler prenderne le distanze. Cioè mi va bene se i non addetti ai lavori, i mass media, etc, fanno queste considerazioni ma uno psicologo/psicoterapeuta deve riuscire a porsi al di sopra e capire come aiutare quell'individuo (credo che tutto questo derivi da una IDENTIFICAZIONE CON LA VITTIMA a cui i media ci hanno abituati lobotomizzandoci). Aiutare a capire le sue motivazioni, lavorare sulla sfera affettiva/emotiva e riuscire a fornire i mezzi per comprendersi e favorire la riflessione profonda del gesto compiuto. Aprire la porta al senso di colpa, che forse in questi casi non ha accesso alla coscienza.
    Concordo in pieno con quanto hai detto.
    E ancora di più con il fatto che siamo abituati a idnetificarci con la vittima e a non vedere nient'altro, così come il fatto di mettersi a sentire l'aggressore non vuol dire "giustificarlo". anche perchè, se mai ci metteremo ad ascoltare davvero gli aggressori, quando mai riusciremo a studiarli davvero?
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  13. #13
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    io direi che più che volerne prendere le distanze, il punto sarebbe : quale è la condotta corretta da seguire in un caso cosi delicato?
    E qual'è allora, il limite da tenere tra psicoterapeuta e cittadino con coscienza, al momento in cui siamo consapevoli di una confessione di abusi?
    Plinus ha detto egregiamente la sua , che condivido in tanti punti.

  14. #14
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    qual'è allora, il limite da tenere tra psicoterapeuta e cittadino con coscienza, al momento in cui siamo consapevoli di una confessione di abusi?
    io direi anche un'altra cosa: capire, nel momento in cui il paziente rivela una cosa del genere, se il comportamento è attuale o passato.
    se è passato, la denuncia ci potrà essere lo stesso ma sicuramente i tempi di lavoro e di azione sono diversi. nel senso che come terapeuta/psicologo posso allora lavorare con "più calma" per portare il paziente a prendere coscienza e denunciarsi. certo che va fatto anche un lavoro su come proteggere le vittime da altri eventi del genere. non so se è chiaro, ma intendo dire che bisogna lavorare col paziente e mettere in atto un *paino di interevento* nel caso si renda conto, e sotto quali condizioni, che sta per commettere un altro abuso.
    se invece è un comportamento attuale, come dice Plinus, i tempi sono minimi per agire. e dipende forse anche da ognuno di noi e dai nostri limiti a tollerare una situazione del genere. credo anche che se uno riceve una rilevazione del genere e non so come fare, può tranquillamente chiamare l'Ordine e avere un consulto legale.
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  15. #15
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Citazione Originalmente inviato da plinius11 Visualizza messaggio
    Ho detto che darei un aut aut: o nell'arco di pochi giorni ci pensi e ti denunci o sarò costretto a farlo io e tu ora ne sei avvisato, sia chiaro che sarebbe meglio che lo facessi tu. (tradotto: io la responsabilità me la prendo ma do al paziente la possibilità di ravvedersi, di fidarsi, di poter risolvere ciò che di conflittuale c'è nella sua storia personale. Certo che non si risolve tutto in 2 giorni ma do il tempo per riflettere).
    Concordo pienamente con quello che hai detto

    E in questo caso comunque c'è l'obbligo legale di denunciare. Noi come psicologi siamo "incaricati di pubblico servizio" (art. 358 codice penale) anche se lavoriamo privatamente. E per l'articolo 331 del codice di procedura penale abbiamo l'obbligo di denuncia e di referto, anche se siamo coperti dal segreto professionale, se incorriamo in un reato perseguibile d'ufficio. E credo che la pedofilia lo sia. http://www.perrupato.it/codici/procedura_penale.htm E lo dice anche il nostro codice deontologico, anche se non ha valore legale.
    E l'articolo 200 dice che anche i ministri religiosi hanno le stesso obbligo...

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

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