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Enzo Artale
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Enzo Artale
Ultima modifica di artale03 : 14-05-2011 alle ore 22.10.10
l'ordine per fortuna ha scritto a Cancrini invitandolo a ritirare subito l'emendamento
lui si è giustificato in 1000 modi ma era chiaro che si stava arrampicando sugli specchi
ora vedremo...
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Ultima modifica di artale03 : 14-05-2011 alle ore 22.08.42
forse sarò io lo strano....
ma non capisco come invece di far ricerca..progredire tutti insieme(ognuno col suo bagaglio culturale proprio del suo indirizzo di laurea)verso la conoscenza di molti disturbi che ancora non si conoscono...
e di aiutare moltissima gente che si trova in difficoltà....
invece di fare tutto ciò si è più interessati a prevalere l'uno sull'altro...
bah....che paese di MERD......
io sono sconvolto...ma allora a cosa serviamo?...
L. 56/89 Ordinamento della Professione di Psicologo
tratto dal sito dell'albo nazionale degli psicologi - riferimento: gazz. uff. 24 febbraio 1989, n. 46
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il testo riportato non va utilizzato come fonte ufficiale. Fare sempre riferimento alle pubblicazioni sulla Gazzetta Ufficiale.
Articolo 1. Definizione della professione di psicologo.
1. La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la
prevenzione,
la diagnosi,
le attività di abilitazione-riabilitazione
e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona,
al gruppo,
agli organismi sociali
e alle comunità.
Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.
capisco il risentimento e il senso di frustrazione, lo proviamo tutti, ma cerchiamo di stare coi piedi per terra...psicologo non vuole dire psicodiagnosta toutcourt...![]()
Secondo la legge possiamo fare una marea di altre cose, ma nella realtà dei fatti la psicodiagnosi, sopratutto per chi lavora in campo clinico è una grossa fetta del lavoro!!!!!! Per non parlare del fatto che la diagnosi è il primo passo di un intervento...anche se si tratta di semplici consulenze di sostegno. Cosa facciamo allora, sopratutto chi lavora come privato: viene una persona da te e tu la spedisci subito da uno psichiatra per farle fare la diagnosi... Mi sembra assurdo......chi lavora come psicologo libero professionista che dovrebbe fare? Spedire subito un ipotetico paziente da un altro per la diagnosi?????? Non credo sia il modo migliore per iniziare una relazione terapeutica..........![]()
Rachele Agostini
molti terapeuti analisti nemmeno al fanno la diagnosi se è per questo...
non credo sia questo il punto.
credo il punto sia più in ambito pubblico, dove per altro già da ora i medici decidono il bello e il cattivo tempo, e in ambito peritale, in cui cmq già adesso le cose non sono molto chiare rispetto alle competenze specifiche.
per il resto, nel privato col mio paziente, la diagnosi così come la intende questa legge secondo me è un'altra cosa...e nessuno ci impedisce di farla a livello psicologico, il che VA MOLTO OLTRE le categorie da DSM.![]()
Bisognerebbe ritirarsi in massa dalla scuole di Cancrini, che prima si mette in tasca i soldi degli specializzandi e poi cerca di metterglielo in quel posto.......scusate il francesismo!!!
questo è uno dei motivi per cui molti terapeuti ANALISTI fanno solo danni....
bisogna dare più scientificità alla nostra disciplina...per cui secondo me la diagnosi è..e rimane punto essenziale per la cura del paziente...difficile da privarsene....e non credo che solo lo psichiatra la possa fare....perchè lui è un medico.....per me sono tutte cavolate
Uno dei punti forse è: perchè impedire di usare uno strumento a chi lo vuole usare, a chi lo ritiene utile e ha le capacità professionali per utilizzarlo. Il fatto che terapeuti analisti non la usano non vuol dire secondo me che se ne può anche fare a meno. E' sacrosanto che il problema è in ambito pubblico così come è vero che uno nel privato fa quello che vuole e come vuole ma perchè accettare un qualcosa che ci rende le cose più difficili? Perchè un privato dovrebbe aggirare l'ostacolo facendo nella pratica una diagnosi (nelle modalità che lui si sceglie, e questo è altro argomento) che però ufficialmente non può dire assolutamente di aver fatto o camuffandola in altro modo perchè non è legalmente possibile (ma in realtà fai!!!)? Perchè complicarci la vita così??????? Io comunque non ignorerei le ripercussioni che tale legge avrebbe in ambito peritale...anche se in questi casi non si tratta di una vera e propria diagnosi (quindi il problema si potrebbe forse bypassare) si taglierebbe fuori da quel tipo di lavoro una grossa fetta di psicologi...
ALTRO COMMENTO: oggi la diagnosi e domani cosa ci toglieranno?????
Quello che ha indignato me non è il fatto in sè (cioè l'espropriazione della diagnosi) ma il principio concettuale che sta alla base della cosa.
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Rachele Agostini
L'account di Tesla_77 è in stato di attivazione, e ci teneva molto a scrivere la sua opinione vista l'imminente scadenza per firmare la petizione.Ciao a tutti!
CAMILLA
Alcuni interventi precedenti mi hanno lasciato sinceramente sconcertato...
Forse chi minimizza la portata di questa legge fa un altro lavoro ed è capitata in questo forum per sbaglio!
La psicodiagnosi è il cardine della nostra professione! Punto!
Come può intervenire sulla sofferenza altrui chi non è legittimato a riconoscerla?
Tra l'altro questa legge è un attentato a tutta la nostra professione in tutti gli ambiti!
Non solo, come ha scritto qualcuno, nel servizio pubblico: anche se uno psicologo opera privatamente, per legge non sarebbe autorizzato a condurre una psicoterapia senza la diagnosi di un medico.
Inoltre, quale giudice può nominare come CTU uno psicologo la cui consulenza può essere giudicata nulla perchè non legittimato ad effettuare la psicodiagnosi?
Ho studiato anni e quali prospettive avrei di svolgere questa professione?
Psicologi sveglia!!!!!!
Ultima modifica di tupayayopaca : 13-01-2008 alle ore 17.09.17
non è proprio così...questa proposta specifica è moto più focalizzata, vi posto la lettera della presidente dell'ordiene dell'emilia romagna. questo non significa che forse piu avanti non ci saranno altre belle pensate del genere, ma per ora riguarda un ambito molto specifico.
io non sono affatto a favore di questa colossale idiozia, nè "vado contro" a chi si scaglia contro cancrini, dico solo che è necessario capire bene di che cosa stiamo parlando, prima di farci prendere dall "ribellione di massa" senza un minimo di criterio..come ho visto in altri 3d su questo argomento..
non capisco perchè certe persone si debbano scaldare tanto, ho solo messo le cose in chiaro, sono una psicologa anche io, stai sereno.
ecco la lettera:
Carissime/i Colleghe/i,
come certamente sapete, è all’esame della XII Commissione Affari Sociali della Camera un Disegno di Legge teso a garantire ai cittadini, in particolare ai meno abbienti, un più ampio ed agevole accesso alle cure psicoterapeutiche. Il primo firmatario e relatore alla XII Commissione è l’Onorevole Luigi Cancrini, noto e stimato psichiatra, fondatore di una delle prime Scuole di Psicoterapia Familiare in Italia.
Questa Proposta di Legge consente al cittadino di accedere alla psicoterapia a seguito di richiesta da presentare ai Servizi delle Aziende USL che si occupano di Salute mentale (ad esempio: Dipartimenti di Salute mentale, Servizi per le tossicodipendenze, Servizi Materno-Infantili ecc.).
Il Servizio che riceve questa domanda, che è anche quello che deve finanziare il progetto di cura, deve:
· fornire le indicazioni necessarie a definire il progetto terapeutico ed i tempi della cura (numero di sedute per un max di 24 mesi);
· formulare la diagnosi e valutare l’idoneità al trattamento;
· affidare ad un presidio ASL la realizzazione del progetto, nel caso la richiesta del cittadino fosse accolta, oppure, quando l’ASL non possa soddisfare rapidamente e direttamente la richiesta, autorizzare questa cura presso professionisti psicologi e medici con abilitazione all’esercizio dell’attività psicoterapeutica (liberi professionisti non dipendenti delle ASL);
· effettuare il monitoraggio e il controllo della qualità dei servizi di psicoterapia.
Purtroppo, nell’ultima seduta del 2007 il relatore, On. Cancrini, ha fatto proprio un emendamento che dispone che la diagnosi necessaria per accedere alla psicoterapia debba essere necessariamente affidata ad un medico specializzato in psichiatria o neuropsichiatria infantile del Servizio Sanitario Nazionale, ciò che esclude la possibilità di diagnosi agli psicologi, se pure limitatamente a questo ambito della diagnostica di accesso alla psicoterapia.
E’ evidente che tale ipotesi, se tradotta in legge, sarebbe gravemente lesiva di quanto sancito nell’art. 1 della L.56/89 istitutiva del nostro Albo professionale.
Il nostro Ordine Nazionale e gli Ordini regionali hanno immediatamente avviato iniziative volte a rappresentare ad un tempo illegittimità e pericolosità di un iter legislativo che, se divenisse norma, decreterebbe un inaccettabile ed anacronistico arretramento della nostra dignità professionale e, ciò che è peggio, del servizio che complessivamente restituiamo alla collettività ed ai singoli cittadini.
Abbiamo, quindi, intessuto rapporti istituzionali e professionali con la XII Commissione, con i suoi membri, e, naturalmente, con lo stesso On. Cancrini.
A proposito di rapporti istituzionali con l’On Cancrini, il Presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, dott. Palma, gli ha spedito una lettera aperta -pubblicata nel sito del CNOP- ed anche io stessa ho avviato un confronto.
Si tratta, comunque, di attivare rapporti attraverso un lavorio intenso che affrontiamo con fermezza e con senso di responsabilità; lo spirito di ribellione che in noi si manifesta di fronte ad una patente ingiustizia è temperato dalla consapevolezza della delicatezza della situazione.
Una minaccia che sembra profilarsi potrebbe essere quella della possibilità di un’approvazione del disegno di legge direttamente dalla XII Commissione divenuta deliberante, senza alcun passaggio in aula (Camera), evitando così la discussione che in questa potrebbe svolgersi.
Il nostro obiettivo primario è, comunque, il ritiro dell’emendamento presentato dall’On. Cancrini relativo alla diagnosi. La cosa, tutti noi ne siamo ben consapevoli, non appare facile nell’attuale contesto, in ispecie se dovesse presentarsi come una contrapposizione tra gli interessi degli psicologi e quelli più generali di un accesso dei cittadini alla psicoterapia che i media, in questi ultimi mesi, disegnano come urgente a fronte del succedersi di tragici e suscitatori di emozione fatti di cronaca.
E’ pertanto estremamente importante la convinta e ferma adesione di tutti i colleghi ad un’azione che, per essere efficace, deve essere tanto intransigente sui principi, che solidale tra psicologi e tra questi ed i loro organi istituzionali, azione caratterizzata dall’astensione da forme personalistiche ed esasperate che non restituirebbero una corretta immagine della nostra professione, oltre a risultare, spesso, controproducenti.
Non ci si può, infine, esimere dall’osservare che quanto disposto dal Disegno di Legge, qualora approvato, non sarebbe finanziato; in altre parole il Governo non ha e non sembra avere intenzione di prevedere risorse economiche rinviando di fatto alle Regioni o ai Direttori Generali delle ASL la scelta di reperire i finanziamenti necessari. E’ facile immaginare che ben poco potrà essere fatto in concreto se non in casi limitati e particolari.
Cordialmente