Ciao a tutti, qualcuno di voi si occupa di sostegno psicologico a famiglie con bambini disabili?
Come organizzate gli incontri? Sapete consigliarmi qualche libro al riguardo?
Grazie a chi mi risponderà.![]()
Ciao a tutti, qualcuno di voi si occupa di sostegno psicologico a famiglie con bambini disabili?
Come organizzate gli incontri? Sapete consigliarmi qualche libro al riguardo?
Grazie a chi mi risponderà.![]()
La Famiglia di fronte alla disabilità;
Pluridisabilità e vita quotidiana;
La Speciale normalità;
Sono alcuni testi che mi vengono in mente, credo però che ci dovresti dire che tipo di disabilità hanno i bimbi di qs famiglie (è la medesima o no?), quale il contesto del tuo intervento, chi è il committente (loro o un ente?), sono gruppi terapeutici o di autoaiuto con facilitatore almeno nella fase iniziale?
Credo che se fornirai qualche informazione in più sarà più semplice aiutarti e condividere l'esperienza
Ciao
il silenzio è pace, è serenità. A.G.
Ciao tanatoss, grazie per le informazioni, sei stata gentilissima.
I bambini hanno deficit cognitivi che vanno dalla sindrome di Down a deficit più gravi. Il committente è un centro di riabilitazione psicomotorio. Io devo incontrare delle famiglie che hanno bimbi disabili e fare sostegno psicologico. Credo che debba incontrare singole famiglie alla volta, non si tratta di gruppi di auto-aiuto. Grazie per la disponibilità.![]()
Interessante intervento. Secondo me potrebbe essere utile periodicamente metterle insieme magari non tutte ma quelle che hanno bisogni simili o con caratteristiche simili.
Seguo individualmente la Presidentessa di una Onlus di bambini autistici ed adolescenti. Ciò che mi porta in seduta sono le storie di queste famiglie nel momento della diagnosi, le difficoltà ad accettare un figlio diverso, l'inserimento a scuola, nella rete sociale in generale, il fatto che non entrambi i genitori sono partecipi dell'accudimento del figlio,.....
Quello che emerge è proprio il desiderio da parte di qs famiglie di non sentirsi le uniche con qs problema e con qs problemi. Tutte loro sanno di non esserlo ma è come se avessero bisogno di ascoltarsi, vedersi, prendere nuovi spunti di riflessione, CONDIVIDERE.
Credo che potresti proporlo al tuo committente, ripeto non a tutte e non subito ma come un servizio in più.
Complimenti comunque qs è una bella esperienza di lavoro tanto arricchente quanto difficile (almeno per me)
il silenzio è pace, è serenità. A.G.
Gira che ti rigira, i thread che apro per interesse vedono sempre come protagonista Tanatoss, con la sua disponibilità e i suoi preziosi consigli. Complimenti!
Dottoressina, io da pochissimo ho iniziato un progetto con famiglie di disabili adulti, in vista di una loro ospedalizzazione in comunità, perciò i temi che tratto si discostano un pò da ciò che tratti tu. Concordo però con Tanatoss: le famiglie di disabili (piccoli o grandi che siano) hanno l'esigenza di condividere con altri la loro esperienza, sentono che parlare con chi ha problemi simili da un minimo di sollievo, perciò ti consiglio, se puoi, di fare non solo colloqui individuali, ma anche di gruppo.
Le tematiche da affrontare sono molte: dal momento della diagnosi, al ritorno a casa dall'ospedale del bambino, al sostegno su cui possono contare, senza parlare delle informazioni che una famiglia che si trova di fronte ad un problema del genere necessita (indirizzi di centri specializzati, associazioni, ecc). Per questo il lavoro di gruppo lo vedo meglio.
Resto a disposizione per eventuali suggerimenti.