Lo ammetto, sono capitato qui per caso, cercando in google “feticismo psicologia”.
Vi invito a ripetere la ricerca e leggendo qua e là tra i risultati non potrete fare a meno di notare come il feticismo sia descritto come una cosa mostruosa e spaventosa.
In questo forum ho letto le discussioni già aperte sul tema (o meglio su alcuni aspetti del tema, ritengo che esso sia molto ampio) ed anche altri thread; mi è piaciuto molto il vostro modo di approcciarvi agli argomenti e per questo eccomi qui a scrivere.
Mi presento: uomo, 27 anni, laureato e lavoratore in ambito scientifico, bisex (si può dire?), fidanzato (e felice) con la stessa ragazza da 3 anni, feticista. Feticista di indumenti lucidi (vestiti in latex, in vinile, scarpe lucide con il tacco, ecc.).
Conosco tantissime persone, più o meno amiche, con la mia stessa passione (dai 20 ai 30 anni) che incontro sempre volentieri sia a feste a tema dove “sfoggiamo” i nostri feticismi, sia per un caffè o un pomeriggio di shopping. Con tutte queste persone parlo di politica quanto di meteo, per passare a quello che accade in TV e finire su temi fetish per poi magari ricadere su musica o politica ancora. E per noi è tutto naturale. Molte di queste persone le ho conosciute su internet proprio per via dei nostri feticismi e con alcune è nato anche un rapporto di amicizia profondo, che dura da anni, ci si confida sentimenti, emozioni, problemi di tutti i giorni, pettegolezzi.
Ho trascorso un’infanzia serena, nessun trauma; ripensando al passato non ho nessun rimpianto e sono convinto che non mi sia mancato niente; ho vissuto e vivo in una famiglia serena. Risalire al mio primo “episodio fetish” è difficile; ricordo ad esempio che alle elementari mi facevo dei vestiti con le borse della spesa o che mi piacevano molto gli stivali di gomma per la pioggia ma vivevo il tutto con l’innocenza di un bambino, ovviamente tutto ciò slegato dal piacere sessuale. Parlando con amiche e amici feticisti ho visto che ciò è ricorrente: molti trovano nella loro infanzia dei nessi o degli episodi riconducibili al loro feticismo.
Alla fine delle medie la maturità sessuale e alle superiori le prime “tempeste ormonali”; capire quanto il feticismo e la passione per determinati materiali amplificassero il piacere sessuale non è stato immediato ma graduale. All’inizio non ne vedevo il senso, pensavo di essere un caso più unico che raro, ma ciò non mi spaventava; qualche anno dopo la prima libertà su internet mi fa capire che non sono un alieno e finalmente a questa passione do anche un nome: FETISH.
Da quel momento ad oggi il mio lato fetish ha avuto luci ed ombre (non sto qui a raccontarvi tutto perché non voglio tenervi ore incollati allo schermo a leggere, ma per chi lo ritenesse necessario sono disposto a farlo volentieri) legate principalmente al dubbio se esternare o meno queste mie passioni (vestendomi come piaceva a me, andando o meno a certe feste, parlandone con chi mi confidavo). Crucci e rompicapi che hanno finalmente trovato risposta definitiva 5-6 anni fa quando ho accettato veramente questo lato di me per uno degli aspetti che mi caratterizza e che quindi è da esprimere, nei modi, nei luoghi e nelle occasioni opportune. Mi sento a posto con me stesso, sto bene e sono soddisfatto con la mia persona, sento di vivere al 100%.
La mia fidanzata non è feticista. Ne ero al corrente prima dell’inizio della nostra relazione e per me non ha mai costituto un problema. Sento davvero di esserne innamorato, con lei c’è intesa a vista su moltissime cose, condividiamo valori e ideologie. Sessualmente non stiamo passando un gran periodo, vi è attrazione fisica ma a entrambi manca il desiderio di un rapporto. Nonostante questo stiamo bene assieme. Lei è al corrente del mio fetish ma non ha mai dimostrato di essere particolarmente curiosa in merito.
Tutto questo mega-preambolo della mia storia per testimoniarvi come io sia convinto che il feticismo sia una cosa normale se uno lo vive con consapevolezza e con misura (per capirci chiedere di poter leccare le scarpe alla prima ragazza che passa per strada, o andare al supermercato vestito di latex fa passare solo per ridicoli).
Vi chiedo dunque:
a) perché il feticismo è considerato una malattia? (potrei tirare fuori link a bizzeffe dove si citano studi e opere varie)
b) se è una malattia come mai ne sono affette così tante persone? Come mai non si sente parlare di questa pandemia?
c) E’ possibile che il feticista non si renda conto di essere malato e quindi non cerchi da solo di guarire? Perché dovrebbe guarire se lui sta bene così?
Infine (un desiderio): sarei davvero molto curioso di sentire, tra di voi del mestiere, qualche feticista (a cui ovviamente va di fare “outing”) che ci parla di come vive (o ha vissuto) psicologicamente la propria passione.
…ok, direi che come primo post su questo forum può bastare!
NeroLucido
PS: spezzo una lancia in favore di Riversky che sui feticismi si era già espressa in un altro post; la “terapia” di disintossicazione dal fetish funziona. Per lo meno su di me, in un determinato periodo della mia vita ha funzionato. Certo, occorre mettersi in testa che ci vuole tempo e bisogna essere motivati; un po’ come smettere di fumare.







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ma altri potranno essere più esaurienti.

o comunque ci fornisca qualche indicazione. posso dunque parlare solo per me.