Lavoro in un'azienda dove il managing partner (il capo dei capi) è un mobber, ma forse non è prorpio giusto chiamarlo così (perché il suo comportamento non è intenzionalmente diretto alla tua specifica esclusione, si comporta male con tutti, nessuno escluso)....comunque...
Io personalmente, per mia fortuna, raramente ho a che fare con lui, ma il resto dello staff si invece, quotidianamente. Ogni sua richiesta va evasa immediatamente, nessuna scusa. Un momento ti dice bravo, il momento successivo, quasi immemore della tua bravura, ti da dell'incapace. Si permette di chiederti favori che esulano dal lavoro (es. pagargli l'assicurazione della sua auto, prenotargli la visita medica) e pretende efficienza anche per cose che non hai mai fatto, che non sei tenuto a fare, che non dovresti fare. Per lui sia se pulisci le scale o predisponi il budget è indifferente: puoi fare (devi saper fare) sia l'uno che l'altro. Ogni sua telefonata genera ansia, se non capisci al volo quello che ti sta chiedendo già incomincia a rimproverarti, a urlarti, quanto sei deludente e inetto. Ti sbatte la cornetta in faccia. Denuncia la tua inettitudine al tuo capo diretto, che è comunque un subalterno di lui. Il tuo capo di retto però raramente ti rimprovera, perché pure lui è oggetto di critica. Tu sei in continua ansia. Se lo incontri per il corridoio ti saluta amorevolmente però. Si mette pure a scherzare con te magari, anche se un minuto prima di ha dato dell'idiota. Frase tipica "si rende conto di quello che ha fatto"? Risposta tipica "ma, sa, pensavo che..." ..."pensava? Lei non è pagato per pensare! Esca subito!". Le persone ingoiano tutto, perché la paura di perdere il posto è tanta. Lui può licenziarti, l'ha fatto già con altri. Ha avuto cause in tribunale. Ha perso. Ha pagato. Ma tu te ne devi andare comunque e sei in perdita in ogni caso.
Si dice sia malato, bipolare. Ma non c'è una diagnosi. Non puoi rispondergli a tono, perché hai paura. Non puoi continuare ad ingoiare però. Non è che sia così ogni giorno, ma solo i giorni in cuii parli con lui. Ma basta un giorno per rovinarti un mese di salute mentale.
Studio psicologia, vorrei aiutare i colleghi che vedo distrutti, in primis la sua segretaria personale, spesso in lacrime. Ma anch'io sono implicato. Vorrei io stesso essere capace, le poche volte che interagisco con lui, di gestire l'inevitabile nervosismo che mi accompagna nell'interazione con questo "essere umano". Ma ho paura anch'io. Penso di andarmene da questa azienda, non ci resterò sicuramente (e questo indipendentemente da lui, è che proprio volgio fare altro nella vita), ma vorrei comuqnue capire, imparare da questa esperienza e magari mettere a frutto una qualche saggezza che potesse emergere in caso di soluzione di questo conflitto.
Qualche commento? Un consiglio? ...magari dagli psicologi o culturoi della psicolgia on line di questo forum?. Grazie in anticipo. Max







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...magari ne avessi il coraggio...).