• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 8 123 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 207

Discussione: counseling filosofico

Hybrid View

  1. #1
    Johnny
    Ospite non registrato

    counseling filosofico

    Consulenza filosofica - Wikipedia


    ieri sera durante una puntata di Tatami (pensa te cosa si scopre guardando la tv a mezzanotte) si parlava di depressione.
    A parte un professionista (non so se psicologo o psichiatra) che diceva cose sensate, c'erano vari opinionisti e dicevano le solite cose: che ci si ammala perché ci si vuole ammalare, bisogna essere forti, bisogna voler guarire, bisogna "ascoltarsi dentro", è colpa del paziente se si ammala, ecc...

    Poi verso la fine della discussione: c'era un tale che si definiva "consulente filosofico".
    Al che mi sono detto: sarà una nuova frontiera della filosofia, visto che loro fanno ancor più fatica di noi a trovare lavoro, si sono inventati sta cosa nuova. Elogio la creatività.

    Ma oggi, cercando su google, ho scoperto che è proprio una professione vera e propria e si chiama "counseling filosofico".


    Mi chiedo: secondo voi è corretta sta cosa? se uno ha un problema, una psicopatologia (tipo una depressione, ma non solo) è giusto prenderlo in giro così?
    Ultima modifica di Johnny : 23-09-2008 alle ore 08.39.21

  2. #2
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    1,975

    Riferimento: counseling filosofico

    ieri sera durante una puntata di Tatami (pensa te cosa si scopre guardando la tv a mezzanotte) si parlava di depressione.
    A parte un professionista (non so se psicologo o psichiatra) che diceva cose sensate, c'erano vari opinionisti e dicevano le solite cose: che ci si ammala perché ci si vuole ammalare, bisogna essere forti, bisogna voler guarire, bisogna "ascoltarsi dentro", è colpa del paziente se si ammala, ecc...

    Poi il culmine verso la fine della discussione: c'era un tale che si definiva "consulente filosofico".
    Al che mi sono detto: sarà una nuova frontiera della filosofia, visto che loro fanno andor più fatica di noi a trovare lavoro, si sono inventati sta cosa nuova. Elogio la creatività.

    Ma oggi, cercando su google, ho scoperto che è proprio una professione vera e propria e si chiama "counseling (si, avete letto bene) filosofico".


    Mi chiedo: secondo voi è corretta sta cosa? se uno ha un problema, una psicopatologia (tipo una depressione, ma non solo) è giusto prenderlo in giro così?
    Beh, ma in che senso "prenderlo in giro"? In ogni caso, se vuoi approfondire il tema, ti consiglio il recente saggio di Umberto Galimberti La Casa di Psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica. Buona lettura!

    ikaro

  3. #3
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: counseling filosofico

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Beh, ma in che senso "prenderlo in giro"? In ogni caso, se vuoi approfondire il tema, ti consiglio il recente saggio di Umberto Galimberti La Casa di Psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica. Buona lettura!

    ikaro
    grazie per la lettura, però Galimberti è un filosofo, vorrei invece sapere cosa ne pensa la psicologia e la psichiatria...

    prendere in giro...non so, è stata la mia impressione al momento. Siccome la salute (mentale, in questo caso) è una cosa importante su cui è bene non giocarci, mi sembra una speculazione fare della consulenza filosofica una professione.
    Cioè per condurre un colloquio con un paziente, bisogna seguire delle regole ben precise, ci sono delle tecniche da usare per l'interazione (chiarificazioni, interpretazioni, ecc...), bisogna utilizzare l'ascolto fluttuante (prestare attezione sia al paziente, sia alle reazioni di chi ascolta, capacità questa che si acquisisce oltre che con lo studio, anche con un'analisi personale), bisogna monitorare il transfert e il controtransfert per evitare di mettere in atto acting, ecc...

    quindi non mi sembra che un filosofo abbia le competenze per aiutare in modo professionale una persona a superare problemi di per sé gravi o profondi.
    Ultima modifica di Johnny : 06-10-2008 alle ore 11.00.04

  4. #4
    ghost attack
    Ospite non registrato

    Riferimento: counseling filosofico

    Galimberti è anche psicologo. A parte questo basterebbe veramente informarsi un pò. Si tratta di un segnale anche sociale secondo me notevole. Dove lo psicologo tradizionalmente interviene su patologie quali sono comunemente dette (nevrosi ecc.) la consulenza filosofica si muove su un piano non reduzionista. In pratica il "cliente" non va inscatolato in una griglia di sintomi ed etichettato, si cerca di inquadrare il suo malessere in una chiave esistenziale. Il vuoto assoluto che ci circonda sempre più assordante rende necessario oggi un aiuto di questo genere, che non si limiti a riportare le persone nella "normalità" che consenta loro di riprendere il loro posto come ingranaggi nella macchina sociale. Si tratta di consentire un orientamento dellle proprie scelte di vita con il dialogo. Si tratta di lasciare spazio a certi temi che altrimenti vengono per lo più ignorati dal mondo contemporaneo. Morte, perdita di senso di ciò che si fa, amore, sono interrogativi che a volte irrompono con violenza nella vita delle persone, senza per questo tradursi in patologie. Lì allora, forse, si avrà una circostanza in cui la consulenza filosofica tenterà di riempire questo vuoto.

  5. #5
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: counseling filosofico

    Citazione Originalmente inviato da ghost attack Visualizza messaggio
    Galimberti è anche psicologo. A parte questo basterebbe veramente informarsi un pò. Si tratta di un segnale anche sociale secondo me notevole. Dove lo psicologo tradizionalmente interviene su patologie quali sono comunemente dette (nevrosi ecc.) la consulenza filosofica si muove su un piano non reduzionista. In pratica il "cliente" non va inscatolato in una griglia di sintomi ed etichettato, si cerca di inquadrare il suo malessere in una chiave esistenziale. Il vuoto assoluto che ci circonda sempre più assordante rende necessario oggi un aiuto di questo genere, che non si limiti a riportare le persone nella "normalità" che consenta loro di riprendere il loro posto come ingranaggi nella macchina sociale. Si tratta di consentire un orientamento dellle proprie scelte di vita con il dialogo. Si tratta di lasciare spazio a certi temi che altrimenti vengono per lo più ignorati dal mondo contemporaneo. Morte, perdita di senso di ciò che si fa, amore, sono interrogativi che a volte irrompono con violenza nella vita delle persone, senza per questo tradursi in patologie. Lì allora, forse, si avrà una circostanza in cui la consulenza filosofica tenterà di riempire questo vuoto.
    Ciao, scusami, ma dalla tua visione traspare un background filosfico-esistenziale, che a sua volta, ha permeato la psicologia analitica junghiana, particolarmente secondo la prospettiva di Umberto Galimberti. Forse, per capire meglio la differenza, è utile aggiungere che Galimberti, oltre che eminente filosofo contemporaneo, è anche uno psicologo analista di fornazione junghiana e studioso di Jung e dell'influenza del suo pensiero nel mondo contemporaneo.
    Mentre ci sono filosofi che fanno una "terapia filosofica", che va a sostituirsi a quella psicologica; non sto dicendo che essa sia un male o un bene, pero' bisogna fare una certa distinzione tra filosofi che popolano qs mondo, secondo me.
    Cmq, sembra che stia prendendo abbastanza piede qs tipo di consulenza e talvolta "terapia".

    Ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  6. #6
    ghost attack
    Ospite non registrato

    Riferimento: counseling filosofico

    Il fatto che Galimberti sia stato, o sia, Junghiano non ha, secondo me, niente a che vedere con la questione "che cos'è la consulenza filosofica". Nel senso che, ad esempio nel saggio "La casa di psiche", Jung è trattato, così come Lacan e altri come un momento di passaggio che porti dall'ideologia clinica della psicologia a quelle che Galimberti chiama pratiche filosofiche. In questo senso oltre a Lacan, che ha in un certo senso mostrato i paradossi interni della psicologia clinica (da psichiatra) sono molto interessanti anche Foucault e Binswanger (tra i maggiori esponenti di una psicologia post-metafisica a carattere esistenziale).
    E comunque si dimentica troppo spesso che la psicologia nasce con la filosofia (si vedano Platone e Aristotele), che i suoi maggiori rivoluzionari, eranoimbevuti di filosofia (Freud ringrazia Schopenhauer, Nietzsche e Groddeck per l'idea di "inconscio", Jung era un ricercatore spirituale paragonabile ai pensatori presocratici o agli sciamani della filosofia perenne).

    ecc. ecc. non volevo annoiare con i soliti discorsi ma spesso mi sembrano necessari.
    Inoltre ti dico (cosa superflua, ma è tanto per risponderti) che il mio background è più segnato da Jung e Freud che da Aristotele e Platone...

  7. #7
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: counseling filosofico

    Citazione Originalmente inviato da ghost attack Visualizza messaggio
    Il vuoto assoluto che ci circonda sempre più assordante rende necessario oggi un aiuto di questo genere, che non si limiti a riportare le persone nella "normalità" che consenta loro di riprendere il loro posto come ingranaggi nella macchina sociale. Si tratta di consentire un orientamento dellle proprie scelte di vita con il dialogo. Si tratta di lasciare spazio a certi temi che altrimenti vengono per lo più ignorati dal mondo contemporaneo. Morte, perdita di senso di ciò che si fa, amore, sono interrogativi che a volte irrompono con violenza nella vita delle persone, senza per questo tradursi in patologie. Lì allora, forse, si avrà una circostanza in cui la consulenza filosofica tenterà di riempire questo vuoto.
    stando al tuo ragionaemnto, le persone in quanto "parti di un ingranaggio della macchina sociale" che hanno bisogno di relazione e lo trovano nel dialogo con il consulente filosofico, sarebbero doppiamente raggirate, perché oltre che a non parlare con un vero amico, pagano anche una somma di denaro. E' la mercificazione della relazione, e la consulenza filosofica farebbe quindi parte di questa macchina sociale!
    Quello che fa un consulente filosofico, a mio avviso, lo fa già egregiamente un prete. Forse è l'ateismo che ha portato la figura del consulente filosofico.


    Si tratta di un segnale anche sociale secondo me notevole. Dove lo psicologo tradizionalmente interviene su patologie quali sono comunemente dette (nevrosi ecc.) la consulenza filosofica si muove su un piano non reduzionista. In pratica il "cliente" non va inscatolato in una griglia di sintomi ed etichettato, si cerca di inquadrare il suo malessere in una chiave esistenziale.
    è un segnale sociale, secondo me, anche della svalutazione della figura dello psicologo. Non so perché, sembra che si abbia paura dello "psicologo", anche in tv (e non solo), ci sono tate, coach, e quant'altro. Che sono psicologi/ghe, ma stranamente non si presentano come tali

    Non sono d'accordo sulla questione dell'antiriduzionismo. Nella consulenza filosofica il paziente-cliente viene per forza inquadrato, ma questoavviene in modo implicito (ci sono vari studi nella psicologia clinica sugli schemi di tipizzazione della personalità, è inevitabile "inquadrare" le persone. Solo che se ciò avviene in modo implicito, diventa pericoloso perché si confondono i propri giudizi impliciti con la realtà). E comunque la psicologia, a differenza della psichiatria classica, grazie anche all'influenza della filosofia fenomenologica-esistenzialista, cerca di evitare di appiccicare le diagnosi-etichette ai pazienti. Non è vero che la psicologia è riduzionista.
    Ultima modifica di Johnny : 25-09-2008 alle ore 17.33.42

  8. #8
    ghost attack
    Ospite non registrato

    Riferimento: counseling filosofico

    Codice PHP:
    stando al tuo ragionaemnto, le persone in quanto "parti di un ingranaggio della macchina sociale" che hanno bisogno di relazione e lo trovano nel dialogo con il consulente filosofico, sarebbero doppiamente raggirate, perché oltre che a non parlare con un vero amico, pagano anche una somma di denaro. E' la mercificazione della relazione, e la consulenza filosofica farebbe quindi parte di questa macchina sociale!
    Quello che fa un consulente filosofico, a mio avviso, lo fa già egregiamente un prete. Forse è l'
    ateismo che ha portato la figura del consulente filosofico. 
    D'accordissimo sui dubbi riguardo al carattere "istituzionale" della filosofia. Penso però che il consulente non debba mai, qui ti correggo, essere scambiato per l'amico. Non si offre amicizia o amore. Si offre uno sguardo diverso, grazie anche allo spunto di pensatori ritenuti adatti alla situazione, che possa permettere al cliente di orientarsi nei suoi rapporti e nelle sue scelte. Perciò non si tratta di vendere amicizia, semmai parlerei di un servizio. La tua critica è comunque importante. La pratica filosofica sarebbe in qualche modo chiusa nella struttura: ma si tratta forse di un dispositivo (quello della consulenza) consente di aprirsi a nuove possibilità. Se la fenomenologia è una struttura aperta, così vedrei anche la pratica filosofica. Achenbach rifiutava ogni metodo precostituito.
    In ogni caso mi sembra azzeccato il tuo paragone con il prete. Solo che qui non si tratta di dogmi, non si tratta di rivelazione, nè di Spiriti Santi. Sicuramente il vuoto lasciato dalla secolarizzazione del cristianesimo ha bisogno di essere colmato.
    Jung stesso tra l'altro costruiva un interessante paragone tra la Confessione dei peccati e il lettino dello psicoanalista. Non c'è secondo Jung differenza sostanziale nella funzione che le due pratiche ricoprono nell'equilibrio della psiche. Ma questo non c'entra.

  9. #9
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: counseling filosofico

    Citazione Originalmente inviato da ghost attack Visualizza messaggio
    Galimberti è anche psicologo. A parte questo basterebbe veramente informarsi un pò. Si tratta di un segnale anche sociale secondo me notevole. Dove lo psicologo tradizionalmente interviene su patologie quali sono comunemente dette (nevrosi ecc.) la consulenza filosofica si muove su un piano non reduzionista. In pratica il "cliente" non va inscatolato in una griglia di sintomi ed etichettato, si cerca di inquadrare il suo malessere in una chiave esistenziale. Il vuoto assoluto che ci circonda sempre più assordante rende necessario oggi un aiuto di questo genere, che non si limiti a riportare le persone nella "normalità" che consenta loro di riprendere il loro posto come ingranaggi nella macchina sociale.
    oddio, lo psicologo non è uno psicodiagnosta che "appiccica etichette", che interviene sulle patologie, che vuole "raddrizzare" le persone e riportarle alla "normalità", dove avete appreso questa concezione? E' aberrante. Anzi, lo psicologo non fa affatto interventi ortopedico-riparativi (cit. Carli), gli obiettivi dei suoi interventi sono più ampi, includono anche la promozione del benesse, non si limitano alla cura del malessere. Ma perché in tutte le scuole di counseling, coaching e altre amenità, gira questa fandonia? Anche la psicologia si "muove su un piano non riduzionista", come dite voi. Lo psicologo non è come quello delle barzellette o dei film americani

  10. #10
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
    Data registrazione
    25-03-2008
    Residenza
    Lecce
    Messaggi
    1,011

    Riferimento: counseling filosofico

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    Anche la psicologia si "muove su un piano non riduzionista" [/B]
    Non tutta a mio parere...o non credi?
    E in ogni caso molto dipende dalla formazione e sensibilità culturale dello psicologo stesso.

    Saluti,
    Luigi

  11. #11
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: counseling filosofico

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    oddio, lo psicologo non è uno psicodiagnosta che "appiccica etichette", che interviene sulle patologie, che vuole "raddrizzare" le persone e riportarle alla "normalità", dove avete appreso questa concezione? E' aberrante. Anzi, lo psicologo non fa affatto interventi ortopedico-riparativi (cit. Carli), gli obiettivi dei suoi interventi sono più ampi, includono anche la promozione del benesse, non si limitano alla cura del malessere. Ma perché in tutte le scuole di counseling, coaching e altre amenità, gira questa fandonia? Anche la psicologia si "muove su un piano non riduzionista", come dite voi. Lo psicologo non è come quello delle barzellette o dei film americani

    Infatti, si cerca sempre piu' anche in ambito universitario, di promuovere una preparazione sulla prevenzione e psicologia della salute, oltre a non dover riparare "la persona" nel senso di "raddrizzarla". L'uomo non è una macchina, o peggio, è un essere vivente complesso che vive un mondo complesso di relazioni e contesti, e puo' in qs ambito, sviluppare delle sofferenze.

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 06-10-2008 alle ore 11.32.23
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  12. #12
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: counseling filosofico

    non so, il mio dubbio è che in una consulenza filosofica nascano collusioni, complicità e invece di guarire il "paziente" si ristagni nella sua patologia (è cosa nota che i pazienti cercano di coinvolgere l'operatore nel loro gioco). O peggio ancora che il consulente grazie alla gratificazione narcisistica che deriva dal suo ruolo metta in atto agiti controtransferali, che a volte possono essere pericolosi per entrambi.
    Certo, questo discorso vale per le patologie "gravi"; ma il consulente come fa a sapere se la persona che ha di fronte è grave o no?

    Il lato positivo è che i consulenti filosofici possano fare da "filtro", siccome incute meno timore andare da loro che dallo "strizzacervelli" (espressione di senso comune che esprime bene la visione collettiva di chi si occupa sella pscihe), può magari accogliere persone ceh non si presenterebbero da uno psicologo/psichiatra/psicoterapeuta e indirizzarle da loro




    Ma il discorso di base è che l'idea di curare una persona presuppone un criterio di "normalità" a cui essa vada riportata. C'è una salute, ed è quello il dogma dello psicologo. Naturalmente questa idea va indebolendosi (Lacan, Binswanger, counseling centrato ecc.)
    a mio avviso (è una opinione personale quindi non pretendo di dire il punto di vista della psicologia in generale) non esiste una "normalità a cui il pz va riportato", nel senso che ognuno ha una propria struttura di personalità, e in certe condizioni si scompensa e presenta dei sintomi, tipici della struttura stessa. Quindi la "normalità" è su misura del paziente, è soggettiva, non è dogmatica.
    Ultima modifica di Johnny : 25-09-2008 alle ore 19.40.07

  13. #13
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: counseling filosofico

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    non so, il mio dubbio è che in una consulenza filosofica nascano collusioni, complicità e invece di guarire il "paziente" si ristagni nella sua patologia (è cosa nota che i pazienti cercano di coinvolgere l'operatore nel loro gioco). O peggio ancora che il consulente grazie alla gratificazione narcisistica che deriva dal suo ruolo metta in atto agiti controtransferali, che a volte possono essere pericolosi per entrambi.
    Certo, questo discorso vale per le patologie "gravi"; ma il consulente come fa a sapere se la persona che ha di fronte è grave o no?

    Il lato positivo è che i consulenti filosofici possano fare da "filtro", siccome incute meno timore andare da loro che dallo "strizzacervelli" (espressione di senso comune che esprime bene la visione collettiva di chi si occupa sella pscihe), può magari accogliere persone ceh non si presenterebbero da uno psicologo/psichiatra/psicoterapeuta e indirizzarle da loro

    ras, ma tu come lo sai che incute meno timore, che l'hai provato?

    E poi, a parte la prima parte del tuo discorso, che è si valida, ma che a volte, purtroppo, non risparmia neppure psicoterapeuti di esperienza, pero' almeno a volte, se è consapevole, puo' rendersi effettivamente conto di cosa "sta" accadndo o per accadere; il consulente filosofico, non so, ed è anche vero che se non ha esperienza psicologica, non so come si renda conto se una persona è ad es., "potenzialmente" grave, il che è ancora piu' pericoloso del grave conclamato.

    Pero', per me, c'è anche un'altra domanda interessante da porsi: "chi sono i potenziali clienti di qs consulenti, dal momento che non tutti ne conoscono l'esistenza? Ed allora che rischio c'è in qs "particolarita'" della clientela, a diversi livelli?"

    A voi l'ardua sentenza

    Ciao





    a mio avviso (è una opinione personale quindi non pretendo di dire il punto di vista della psicologia in generale) non esiste una "normalità a cui il pz va riportato", nel senso che ognuno ha una propria struttura di personalità, e in certe condizioni si scompensa e presenta dei sintomi, tipici della struttura stessa. Quindi la "normalità" è su misura del paziente, è soggettiva, non è dogmatica.
    .........................
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  14. #14
    ghost attack
    Ospite non registrato

    Riferimento: counseling filosofico

    Certo, questo discorso vale per le patologie "gravi"; ma il consulente come fa a sapere se la persona che ha di fronte è grave o no?
    Ci sono diversi indirizzi... La scuola di counseling filosofico di Torino (triennale) è la prima ad essere stata fondata in Italia (c'è di mezzo lo zampino, ancora, di Galimberti). Tra gli insegnamenti (Corso di Formazione Triennale per Counselor Filosofico) ci sono anche discipline psicologiche, che dovrebbero garantire al counselor di acquisire i metodi di individuazione delle patologie più gravi che rendono sconsigliabile/pericoloso o impossibile la relazione di consulenza.
    Ma so che ci sono anche scuole che rifiutano completamente la psicologia e non la comprendono nei programmi di formazione

  15. #15
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: counseling filosofico

    Scusa ras, ho fatto un po' di "casino" col post
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

Pagina 1 di 8 123 ... UltimoUltimo

Privacy Policy