
Originalmente inviato da
massimomassimo
aggiungerei che nonostante la patologa, o per meglio dire etichetta nosografica, esiste una notevole mutevolezza nelle personalità border, che per quanto coattivi e stereotipati sono persone e come tali profondamente diverse le une dalle altre. Per cui partire dal presupposto che c'è un metodo giusto per comportarsi con un borderline vuol dire anche relegare la sua patologia alla cronicità immutabile impedendoti una creatività relazionale che potrebbe farti avere molti modi con i quali comportarti con lui. Per cui mi sposterei dalla posizione centrata sulla patologia a quella centrata sulla persona, e non trascurerei la tua persona come oggetto dell'analisi. per esempio chiedendoti come ti senti meglio tu a comportarti con lui, oppure come preferisci comportarti con lui, e quali sono gli aspetti che ritieni lui abbia frainteso/strumentalizzato nella vostra relazione e sui quali tu, nell'ambito del tuo ruolo, puoi lavorare.
tieni presente che una volta trovata una soluzione non avrai molte altre possibilità di riproporla, poichè lui si adatterà a te, poichè tu, come lui, sarai divenuta prevedibile e stereotipata, e quindi ti troverai nuovamente a dover cercare una soluzione.
spero di esserti stato utile e non averti invece confuso le idee. un saluto