Semplificando, la terapia cognitivo-comportamentale, si divide in due grandi correnti fondamentali: la prima, è quella Razionalista, che rappresenta la sua matrice originaria e fu fondata da Aron Beck, (ex psicoanalista); si puo' dire che essa vide effettivamente la luce con la pubblicazione del suo libro "Principi di Terapia Cognitiva"; contemporaneamente, nello stesso ambito, lavoro' Albert Ellis, (ex psicoanalista anche lui), che fondo' la Terapia Razionale Emotiva. Questi due Clinici, furono i primi fondatori, del cognitivismo clinico di tipo razionalista.
L'altra corrente, è quella Post Razionalista, che vide inizialmente la luce con i lavori di George Kelly e la sua Teoria dei Costrutti Personali, che diede origine al Costruttivismo cognitivista; successivamente, da Mahoney e Vittorio Guidano venne fondata la corrente Strutturalista, rifacendosi a vari concetti, quali quello di significati personali, e stili di personalita', coerenza interna, discontinuita'-continuita' del senso di Sè e dell'Identita', tutti campi -e ce ne sono altri- in cui interviene la clinica.
Dopo un periodo in cui lavoro' con Guidano, da lui si distacco' Giovanni Liotti, che formulo' una teoria piu' complessa della mente, della personalità e legami di attaccamento (sulla base di una rivisitazione della Teoria dell'Attaccamento di Bowlby, degli studi di Mary Ainsworth e Mary Main, oltre quelli di P. Fonagy) e della loro influenza nelle patologie, nello sviluppo sia normale che deficititario della metacognizione ed autoriflessione, processi di memoria ed altro; si è occupato di dell'impatto sui disturbi di Personalita' di eventi ed attaccamenti traumatici e traumatizzanti.
G. Liotti, si è occupato molto dei fenomeni di dissociazione della coscienza di vario tipo, tra l'altro. Vedi ad es., quale testo base, in proposito "La Dimensione Interpersonale della Coscienza".
Spero, per ora, di essere stata chiara, essemndo il discorso piuttosto complesso.
La terapia cognitivo comportamentale, si chiama così perchè mentre da una parte, fin dall'inizio, alcuni comportamentisti che operarono soprattutto in campo clinico, si resero conto di stare e di dover sempre piu' interessarsi di fenomeni cognitivi, connessi ai comportamenti posti in atto dagli individui, ( per questi aspetti, v Paolo Meazzini, ad es.), dall'altra, i cognitivisti, integrarono nei loro metodi sia di studi che clinici, contributi del comportamentismo, talvolta apportandovi delle modifiche ed ampliandoli. Questo è il modo piu' semplice in cui riesco a spiegarti il connubio tra le due denominazioni, che ha una lunga storia e tradizione.
Eventualmente, poi, ti posso indicare qualche testo di riferimento.
Ciao

