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  1. #1
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Un mio amico, già da parecchi anni è dipendente da alchool. Un medico del Sert, gli ha consigliato di intraprendere una psicoanalisi e gli ha pure consigliato a chi rivolgersi; ma l'analista, prima di prenderlo in carico gli ha imposto di restare sobrio, perchè se beve non ha la lucidità per affrontare una terapia efficace, quindi lo ha inviato da un neurologo che dopo vari farmaci risultati inutili(antidepressivi e ansiolitici)vuole dargli l'antabuse. Che ve ne pare?
    Non vi sembra un circolo vizioso?
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Ciao Francesca.

    L'analista fa bene, secondo me. Va bene che il Super-Io è solubile in alcool, ma deve pur rimanerne un pochino in forma solida per comunicare...

    Peraltro, la psicoanalisi risulta essere una forma terapeutica particolarmente poco efficace nel trattamento delle dipendenze (per quel che ricordo dai testi che ci ammannivano in Università).

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Ciao Francesca.

    L'analista fa bene, secondo me. Va bene che il Super-Io è solubile in alcool, ma deve pur rimanerne un pochino in forma solida per comunicare...

    Peraltro, la psicoanalisi risulta essere una forma terapeutica particolarmente poco efficace nel trattamento delle dipendenze (per quel che ricordo dai testi che ci ammannivano in Università).

    Buona vita

    Guglielmo
    Quale forma terapeutica secondo te Willy, potrebbe essere quella più efficace?
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  4. #4
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Peraltro, la psicoanalisi risulta essere una forma terapeutica particolarmente poco efficace nel trattamento delle dipendenze (per quel che ricordo dai testi che ci ammannivano in Università).
    "Che cavolo stai dicendo, Willy?!?" (Arnold)

  5. #5
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Citazione Originalmente inviato da francesca63
    Un mio amico, già da parecchi anni è dipendente da alchool. Un medico del Sert, gli ha consigliato di intraprendere una psicoanalisi e gli ha pure consigliato a chi rivolgersi; ma l'analista, prima di prenderlo in carico gli ha imposto di restare sobrio, perchè se beve non ha la lucidità per affrontare una terapia efficace, quindi lo ha inviato da un neurologo che dopo vari farmaci risultati inutili(antidepressivi e ansiolitici)vuole dargli l'antabuse. Che ve ne pare?
    Non vi sembra un circolo vizioso?
    Ma non ho capito bene, per lo psicoanalista dovrebbe restare sobrio sempre, o soltanto durante le sedute?
    Certo che se riesce a restare sobrio (a non bere proprio più insomma) con altri sistemi, il problema non sussiste più e non gli serve andare dallo psicoanalista.

    Comunque rilancio la domanda di francesca: se la psicoanalisi non funziona, quali psicoterapie sono ritenute efficaci per combattere l'alcolismo?

    Un saluto

  6. #6
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Certo che se riesce a restare sobrio (a non bere proprio più insomma) con altri sistemi, il problema non sussiste più e non gli serve andare dallo psicoanalista.
    E a mezzo di quale artificio, di grazia, non berrebbe più? Cioè, quali sono questi sistemi? I farmaci? La vedo male...
    Io ho sempre avuto un particolare pessimismo riguardo alle dipendenze; li la possibilità di tornare alle origini, al grembo originario, alla dissoluzione del proprio ente nell'essere primordiale, è visibile più che mai. L'alcol poi, beh, ha le sue belle peculiarità in termini di potenziale distruttivo. Ma qui, ancora una volta, la psicoterapia è di vitale importanza: non so a quale orientamento si riferisse willy ma potrei pensare che un decondizionamento sistematico avrebbe efficacia in minor tempo. Però mi chiedo: gli alcolisti sono caratteri molto complessi e insieme al bicchiere hanno tracannato anche l'anima...senza un setting analitico la vedo male. Un mio amico tossicomane, con sedute di gruppo e individuali in comunità di tipo analitico (e con una serie di altri ''accorgimenti''), ora è un'altra persona. In ogni caso, spero bene...

    Saluti,
    Luigi

  7. #7
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Ma non ho capito bene, per lo psicoanalista dovrebbe restare sobrio sempre, o soltanto durante le sedute?
    Certo che se riesce a restare sobrio (a non bere proprio più insomma) con altri sistemi, il problema non sussiste più e non gli serve andare dallo psicoanalista.
    Questo è vero, il paziente dovrebbe smettere di bere prima di aver iniziato la cura! Certo è un racconto di seconda mano, quindi non sappiamo veramente come siano andate le cose, né per quale motivo lo psicoanalista ha detto quello che ha detto. Mi chiedo comunque perchè il medico del SerT lo ha inviato altrove se era già in cura lì, è molto strano...

    Comunque rilancio la domanda di francesca: se la psicoanalisi non funziona, quali psicoterapie sono ritenute efficaci per combattere l'alcolismo?
    Rilancio anch'io!

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Questo è vero, il paziente dovrebbe smettere di bere prima di aver iniziato la cura!
    Ma ''smettere'' in che senso?

    Saluti,
    Luigi

  9. #9
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Dott. Guglielmo Rottigni
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  10. #10
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Un mio amico, già da parecchi anni è dipendente da alchool. Un medico del Sert, gli ha consigliato di intraprendere una psicoanalisi e gli ha pure consigliato a chi rivolgersi; ma l'analista, prima di prenderlo in carico gli ha imposto di restare sobrio, perchè se beve non ha la lucidità per affrontare una terapia efficace, quindi lo ha inviato da un neurologo che dopo vari farmaci risultati inutili(antidepressivi e ansiolitici)vuole dargli l'antabuse. Che ve ne pare?
    Non vi sembra un circolo vizioso?
    Beh...mi sembra più che altro una prassi comune. Però...che bello sapere ancora di medici che consigliano una psicoanalisi!

    Saluti,
    Luigi

  11. #11
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Grazie delle risposte, ma la mia perplessità rimane. Il mio amico, per comodità chiamiamolo Nico, se si prende l'antabuse, che per lui è come "l'ultima spiaggia", starà sicuramente male almeno fin quando perde la memoria alcolica. Nico ha paura, sperava di poter essere aiutato in maniera diversa, cioè sognava, con una psicoanalisi, di individuare le cause rimosse che lo spingono ad avere questa dipendenza e dopo averle elaborate potersene liberare. Che ne pensate? Alla fine la sua dipendenza è molto cronicizzata, ci convive da 20 anni, lavora, ha una vita sociale e familiare normale...nessuno sa: solo i familiari e gli amici intimi. A mio avviso, invece, l'analista avrebbe potuto iniziare a sostenerlo.....chissà poteva anche farcela senza l'antabuse e sarebbe stato una bel percorso terapeutico a lieto fine.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  12. #12
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Il mio amico nico per tanti anni era convinto di poter smettere i bere quando decideva, si illudeva di poter controllare. Provava piacere sia per le stimolazioni chimiche prodotte dall'alcol, sia da quelle fisiologiche(cibo, sesso,ecc). Ma tutto questo ora è finito, la sua soglia del piacere si è innalzata per cui l'intensità dei piaceri fisiologici ha perso valore, significato.
    I normai piaceri della vita, come fare l'amore o una serata tra amici per nico non sono piacevoli: gode solo bevendo, ma una volta che l'effetto si esaurisce precipita in una sensazione di vuoto, noia, inutilità, depressione.
    Il craving lo divora, tra una bevuta e un'altra ha un'urgenza compulsiva, incontrollabile che gli annulla la volontà di fermarsi, e lo riporta alla bottiglia.
    Il trattamento psicoanalitico dell'alcolismo è estremamente complessa perchè quella che si scatena nell'etilista è una vera e propria reazione chimica, come per le droghe, per cui l'incubo che affligge nico non è di facile soluzione. Sicuramente lui beve perchè avrà avuto da bambino carenze affettive o traumi, ma anche qualora l'analista individua le radici profonde della dipendenza, se la memoria alcolica non cessa e non riesce a riequilibrare quella soglia del piacere che si è sballata, non troverà mai delle buone motivazioni per smettere. Quindi l'antabuse è l'unica soluzione, anche perchè nico non vuole che il suo problema sia condiviso con altri, il che comporta che non si rivolgerebbe mai a gruppi come AA, o a terapie che coinvolgono la famiglia.
    Quello che vi riporto è una realtà sconvolgente, che mi tocca in maniera particolare perchè sono una delle pochissime persone con cui si apre. Vorrei tanto aiutarlo, ma non so come. Forse qualcuno potrebbe suggerire qualche struttura specializzata dove potersi curare, disintossicare ed essere supportato anche psicologicamente.
    Un saluto
    FRANCESCA

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  13. #13
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Quindi l'antabuse è l'unica soluzione, anche perchè nico non vuole che il suo problema sia condiviso con altri, il che comporta che non si rivolgerebbe mai a gruppi come AA, o a terapie che coinvolgono la famiglia.
    Quello che vi riporto è una realtà sconvolgente, che mi tocca in maniera particolare perchè sono una delle pochissime persone con cui si apre. Vorrei tanto aiutarlo, ma non so come. Forse qualcuno potrebbe suggerire qualche struttura specializzata dove potersi curare, disintossicare ed essere supportato anche psicologicamente.
    Un saluto


    sicuramente meglio una struttura dove possa disintossicarsi. coinvolgere assolutamente la famiglia, non farti trascinare.
    () le dipendenze sono una brutta bestia (familiare).
    doppio setting, psichiatria e di gruppo. poi semmai individuale, se ce la fa.

    ciaz.

  14. #14
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    sicuramente meglio una struttura dove possa disintossicarsi. coinvolgere assolutamente la famiglia, non farti trascinare.
    () le dipendenze sono una brutta bestia (familiare).
    doppio setting, psichiatria e di gruppo. poi semmai individuale, se ce la fa.

    ciaz.
    Tu pensi allora che non resisterà per molto?
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  15. #15
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Lepre*marzolina
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    nei peggiori bar di caracas...
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    Riferimento: Dipendenza da alchol e soluzioni cliniche

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Il craving lo divora, tra una bevuta e un'altra ha un'urgenza compulsiva, incontrollabile che gli annulla la volontà di fermarsi, e lo riporta alla bottiglia.
    Il trattamento psicoanalitico dell'alcolismo è estremamente complessa perchè quella che si scatena nell'etilista è una vera e propria reazione chimica, come per le droghe, per cui l'incubo che affligge nico non è di facile soluzione. Sicuramente lui beve perchè avrà avuto da bambino carenze affettive o traumi, ma anche qualora l'analista individua le radici profonde della dipendenza, se la memoria alcolica non cessa e non riesce a riequilibrare quella soglia del piacere che si è sballata, non troverà mai delle buone motivazioni per smettere. Quindi l'antabuse è l'unica soluzione, anche perchè nico non vuole che il suo problema sia condiviso con altri, il che comporta che non si rivolgerebbe mai a gruppi come AA, o a terapie che coinvolgono la famiglia.Quello che vi riporto è una realtà sconvolgente, che mi tocca in maniera particolare perchè sono una delle pochissime persone con cui si apre. Vorrei tanto aiutarlo, ma non so come. Forse qualcuno potrebbe suggerire qualche struttura specializzata dove potersi curare, disintossicare ed essere supportato anche psicologicamente.
    Un saluto
    io faccio tirocinio in un ser.t e (personalmente) non ci vedo nulla di strano se il medico del ser.t non ha voluto prescrivere l'antabuse (soprattutto leggendo la parte che ti ho sottolineato).
    stando a quel che so L'antabuse è un farmaco che va prescritto solo ed esclusivamente a persone fortemente motivate proprio perchè se assunto insieme ad alcool può portare degli effetti collaterali pericolosi.
    Il circolo vizioso di cui parli non è solo per il tuo amico ma è comune in tutte le persone con delle dipendenze: i servizi possono aiutare solo chi effettivamente è disposto a farsi aiutare e chi riconosce di avere un problema.

    perchè il tuo amico non ha nessuna intenzione di rivolgersi ai CAT o agli AA?le risposte possono essere molte: perchè non si considera un alcolista? perchè ha paura di essere visto con gli alcolisti?
    permettimi di dire che questo non depone assolutamente a suo favore per un eventuale presa in carico da parte del servizio.
    Il servizio non è tenuto ad offrire motivazioni a smettere ma ad aiutare chi queste motivazioni le ha già...forse per questo gli ha consigliato la psicoterapia...per aiutarlo a trovare la motivazione per affrontare il percorso di disintossicazione.
    lo so che può sembrare "crudele" ma è così.
    per quanto riguarda un eventuale ingresso in comunità mi pare che qui in emilia romagna ce ne siano..o anche in Veneto.
    ma ti dico che spesso l'ingresso è seguito dai ser.t (soprattutto se è il ser.t a pagare la retta) e che spesso le comunità per alcolisti mettono come requisito fondamentale la presenza/coinvolgimento dei familiari..
    Ultima modifica di Lepre*marzolina : 20-07-2009 alle ore 13.33.31
    dove c'è gusto non c'è perdenza

    ho sempre amato il mio prossimo...finchè era poco....



    Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà
    C.P.



    E' cosi' difficile divertirsi di questi tempi, anche sorridere fa male alla faccia

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