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  1. #1
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    22-08-2009
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    190

    Attaccamento al terapeuta

    ciao a tutti,è la prima volta che scrivo qui,e gia mi scuso se scrivero un messaggio prolisso.Mi ha colpito molto questo forum,perchè è pieno di gente e c'è tanta interazione tra gli iscritti e spero che il mio messaggio non passi inosservato.
    Sono una ragazza di 25 anni,in terapia da quasi un anno presso una psicologa.Inizialmente ho deciso di intraprendere la terapia a causa di una forma di bulimia che stava diventando sempre piu incontrollabile,anche se la causa maggiore che la scaturiva erano i miei problemi di relazione affettiva che ancora oggi mi porto dietro.Questo per un classico e banale esempio di infanzia travagliata e distrutta da abusi psicologici continui,diritti negati, ingiustizie vissute,e continui abbandoni,che tutt'oggi si verificano,anche se meno frequentemente perchè ora so difendermi e ho deciso di staccarmi da tutto cio che mi faceva stare male e giocava in modo negativo sulla mia autostima.Ma i segni sono tanti,molti indelebili e di lavoro da fare su di me ce ne è tanto.

    Ho costruito,nonostante il mio scetticismo,la mia diffidenza,un rapporto bellissimo con la mia psicologa.Non nego che gia dalla 3° seduta,si è instaurato un transfert fortissimo,anche se ancora non mi fidavo ciecamente di lei.Avevo disperatamente bisogno di lei,era diventato il mio rifugio,il mio momento di serenità e di sfogo.
    In quasi un anno di terapia raramente ci siamo ritrovate a parlare del nostro rapporto,questo perchè per me il discorso diventava sempre piu complicato e parlare dei miei sentimenti riguardo a cio mi metteva in grossa difficoltà,perchè sapevo che sbilanciarmi troppo non mi avrebbe fatto bene.SOno una che dimostra apertamente cio che prova,a volte in modo quasi esagerato,come per avere ancora piu attenzioni,ma quando vedo che la cosa non è riscontrata allo stesso modo,vuoi che sia per codice deontologico o per mancanza di interesse,cio mi fa stare peggio.
    Ci sono stati degli episodi in cui la mia psicologa ha dimostrato di avermi a cuore (una volta mi ha fatto una carezza e per quanto possa essere stato bello,la cosa mi ha spiazzato totalmente,sono molto sensibile al contatto fisico,soprattutto verso chi mi trasmette protezione),allo stesso tempo pero mi ha fatto male.ne abbiamo parlato,ma una parte di me sperava che quella carezza ci avvicinasse ancora di piu,e invece,per poco tempo l'ho sentita piu distante di prima e ci stavo malissimo,poi ci siamo riavvicinate,ma stavolta lei è stata piu attenta a come si esponeva nei miei confronti,anche se una parte di me ogni volta che la vedo,vorrei terribilmente abbracciarla e dirle quanto le voglio bene,di quanto ci staro male all'idea che un giorno il nostro rapporto finirà e che per come sono fatta questo giorno non arriverà mai,che sarei disposta a stare 30 anni in terapia pur di non perderla.Lei dice che neanche dopo la terapia possiamo diventare vagamente amiche,e questa cosa mi distrugge,mi fa male capirla e non voglio capirla,voglio che lei continui ad essere il mio punto di riferimento anche quando sarò guarita,e contiuare a sentirla anche solo per mangiarci una pizza insieme.
    perchè è cosi difficile?perchè ogni volta che affronto questo discorso con lei mi distruggo dalla stanchezza e perchè sto cosi male all'idea che vorrei tanto stringerla a me e dirle quanto le voglio bene?perchè non posso sapere se lei me ne vuole?se ci tiene a me?e quanto ci tiene a me??

    scusate.....ma spesso è difficile e ci sono periodi in cui vorrei mollare tutto per non infossarmi ancora di piu su questo rapporto.


    grazie a tutti per avermi ascoltato.

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    20-01-2005
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    Iperuranio
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    1

    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Ciao, cara Ninina. Grazie per aver scelto di condividere con noi aspetti molto importanti del tuo rapporto terapeutico. Le tue parole sono molto dense ed indicative. La relazione con la tua psicologa è lo strumento del tuo percorso terapeutico. Nel rapporto con il terapeuta si ha infatti la possibilità di porre in essere le difficoltà personali e relazionali, cioè il cuore del disagio. Condividere con lei tutte le tue sensazioni e soprattutto le paure, le angoscie, la rabbia, la tristezza, relative al tuo attaccamento a lei è fondamentale perchè è materiale preziosissimo su cui lavorare, indicativo perchè parla di te, dell'"altro" e della relazione. Lavorandoci insieme vedrai che man mano che la terapia proseguirà, evolveranno anche quegli aspetti che al momento senti dolorosi ed impossibile da accettare o affrontare, prendendo quindi nuove e più funzionali forme.
    Ti dò un forte forte abbraccio ed un grande incoraggiamento per il vostro importante lavoro...

  3. #3
    Partecipante Figo L'avatar di demetra83
    Data registrazione
    31-05-2006
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    firenze (ma originaria di napoli)
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    904

    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    ciao e benvenuta il tuo stato d'animo in questo moment deve essere molto combattuto immagino : da un lato tu sai che per codice deontologico la tua terapeuta non puo' esternare ne' sentimenti ne' farsi vedere troppo emotivamente coinvolta , parli di trasfert e quindi saprai bene che in realtà non vedi la tua psicologa come un amica nel senso vero del termine , bensi' hai trasferito l'affetto e le aspettative che hai di una persona importante emotivamente della tua vita , su di lei , quindi il poroblema e' questo : la tua psicologa in quest'anno ti ha aiutato , sostenuta capita , ricordandoti in modo latente che non siete ne' sarete mai amiche .. lo so fa male , ma e' la realta' , comincia a prendere atto che (spero presto) potrai camminare con le tue gambe e volare con le tue ali libera dalle sofferenze che ti hanno afflitto , e quindi dovrai elaborare un distacco con questa persona che ti ha aiutata , in compenso rifletti sul trasfert che hai avuto e ti consiglio (secondo il mio modesto parere , che non e' detto sia giusto) di pensarci su , ovvero prova a pensare quale persona abbia preso il posto della tua psicologa , cioe' in realta' la tua psicologa chi rappresenta nella tua vita emotivamente ?? tua madre? tuo padre? un parente ? o una persona con la quale avevi un conflitto in passato e quindi adesso hai la sensazione di aver risolto quel conflitto tramite la tua terapeuta?? questo e' quello che ti suggerirei per renderti il distacco piu' razionale e meno doloroso ... lo so sara' un altro lutto per te ma pensa che uno psicologo cosi' come tutti i medici in generale sono essere umani , proviamo emozioni sono convinta che la tua psicologa vorrebbe esserti amica , sono sicura che in quest'anno ti si sia affezionata e vorrebbe esternalrlo con un abbraccio , una carezza ma non puo' se facesse cosi' egoisticamente ti terrebbe a se' soggiogandoti in un rapporto fittizio a due infinito
    con affetto ti abbraccio e continua a scriverci

  4. #4
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
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    28-07-2004
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    In prov. di Novara
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    587

    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Da moderatrice vi chiedo di discutere sul tema dell'attaccamento al proprio terapeuta senza entrare troppo nei particolari della propria esperienza personale, altrimenti sono costretta a chiudere e/o spostare nella sezione del benessere psicologico.
    Il titolo è stato modificato a tal proposito.

    Un dubbio invece da lettrice:
    Citazione Originalmente inviato da demetra83 Visualizza messaggio
    ...da un lato tu sai che per codice deontologico la tua terapeuta non puo' esternare ne' sentimenti ne' farsi vedere troppo emotivamente coinvolta...
    Scusa Demetra ma mi potresti indicare quale articolo del codice cita ciò che dici? Perchè mi potrei sconvolgere scoprendo che l'approccio rogersiano (che sto apprendendo) e come tale anche altre correnti umanistiche (e non solo!) che fanno della riflessione empatica e della congruenza con il proprio vissuto emotivo (da comunicare al paziente) il cardine dell'efficacia terapeutica, siano contrarie alla deontologia professionale
    Il compito nella nostra vita non è di trionfare, ma di continuare a cadere, serenamente....
    (Robert Luis Stevenson)


    VISITA IL MIO CENTRO DI PSICOLOGIA CLINICA E PSICOTERAPIA
    centroclinicopangea

  5. #5
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    03-11-2007
    Residenza
    ..in giro
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    86

    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Scusa Demetra ma mi potresti indicare quale articolo del codice cita ciò che dici? Perchè mi potrei sconvolgere scoprendo che l'approccio rogersiano (che sto apprendendo) e come tale anche altre correnti umanistiche (e non solo!) che fanno della riflessione empatica e della congruenza con il proprio vissuto emotivo (da comunicare al paziente) il cardine dell'efficacia terapeutica, siano contrarie alla deontologia professionale [/QUOTE]

    Il mio terapeuta è di una scuola umanistica e mi comunica a volte le emozioni che suscito in lui, non tanto ma lo fa. Inoltre, non ha avuto problemi a chiedermi di vederci in piazza per un chiarimento (io mi sono rifiutata perchè in quel momento ho pensato che non è una cosa professionale...ma ci sto riflettendo) ma penso che lo abbia fatto con consapevolezza.I miei prof erano dell'indirizzo clinico-dinamico di Padova, abbastanza ortodossi, e penso di rifarmi ancora al loro modello in parte.
    Lui è anche molto amico del suo terapeuta, che è anche suo maestro da anni...ed è anche molto amico di alcuni suoi pazienti., che però sono dei pazienti allievi..
    Non ho ancora maturato un'idea chiara sulla relazione paziente-terapeuta ma è molto interessante l'argomento.
    La mia tutor del tirocinio, una terap. sistemica, una volta mi disse a proposito di un paziente"questo è il tipico paziente con cui vorresti fare amicizia perchè interessante, simpatico, profondo...ma non puoi". Quindi è una questione di approccio teorico anche...
    Comunque credo che l'esagerato tecnicismo, la freddezza, il distacco "professionale" non sono caratteristiche del bravo terapeuta...almeno secondo me. Mi sembra una visione vecchia della psicoterapia...
    Io anche tendo ad attaccarmi al terapeuta, in questo momento è l'unica persona con cui riesco a fare discorsi interessanti e io ho sete di persone come lui aperte, intraprendenti, sorridenti...ma penso che sia meglio vedere la terapia come un'esperienza che ti da gli strumenti per creare legami nuovi e/o diversi.
    Cmq è importante che vengano fuori questi vissuti in terapia, fondamentale, l'importante è che il terapeuta li riconosca e aiuti a riconoscerli credo.
    penso che farò una specializzazione ad approccio umanistico...
    ciao

  6. #6
    Partecipante Assiduo
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    22-08-2009
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    che belle parole,grazie.

    mi consolerebbe solo sapere che lei mi vuole bene,che anche lei fa fatica a mantenere il distacco,e anche se non diventeremo amiche dopo la terapia,vorrei solo continuare a sentirla e a vederla ogni tanto.il solo pensiero mi fa andare in astinenza.si è vero,probabilmente ha preso il posto della mia migliore amiche,che a volte è assente perchè è mamma e ha tanti impegni,mentre la mia psicologa c'è sempre,è il suo lavoro,e anche questa cosa mi distrugge.c'è per il suo lavoro,non perchè è veramente interessata a sapere se sto bene.E' piu presente della mia migliore amica adesso,ma sempre e solo PER IL SUO LAVORO.che frustrazione!

  7. #7
    Partecipante Assiduo
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    22-08-2009
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Ieri sono tornata in terapia,è stata piu dura della volta scorsa.sono entrata che ero nera,frustrata,stanca,scoraggiata....lei questo lo ha notato subito.Ha notato che io non mi sento compresa sul fatto della fiducia,che io le do fiducia perchè è lei,non perchè ha un segreto professionale da mantenere.Dall'altra parte invece,ammette che se io tradissi la sua fiducia....non avrebbe nulla da perdere,perchè in realtà io di lei so poco e niente.L'unica confidenza che ci accomuna èche credo di essere l'unica paziente a cui fa la tariffa minima,non tanto per un fatto economico,ma per un discorso di logica che non vi sto a spiegare.questo lo ammetto,mi ha fatto sentire un po la sua cocca,ha detto piu volte di aver preso a cuore la mia situazione,e che se non guarissi dopo i suoi investimenti,il suo tentativo fallirebbe.Inizialmente mi ha pregato di non dirlo a nessuno,tantomeno ai suoi colleghi altrimenti l'avrebbero accusata di attirare pazienti in questo modo.Effettivamente,ogni volta che entro dopo un altro paziente,vedo sempre quei 50-60 euro sul tavolo.Io non mi sono mai permessa di farlo,non avrei mai tradito la sua fiducia per nessuna ragione al mondo,e non lo sto facendo tutt'ora.si sto scrivendo qui sul forum,ma i nomi non sono stati fatti e mai si faranno.Mi faceva stare bene il fatto che avevamo un segreto comune,perchè teneva in piedi il nostro rapporto.L'altro giorno mi ha detto che se io avessi confidato questa cosa a qualcuno,sarebbe andata solo a mio discapito,perchè poi avrei dovuto dare spiegazioni a tutti.E il discorso sul fatto di proteggere la sua faccia con i suoi colleghi dove è andato a finire?l'unica cosa che poteva mettere alla prova il nostro rapporto è andato a svanire in un attimo e questo mi ha buttato ancora piu giu.Io passo quasi tutti i giorni a casa a difendere la sua immagine,non posso nemmeno nominarla,solo perchè si chiama PSICOLOGA viene vista come una figura negativa,e continuo a difenderla fino allo sfinimento,perchè in fondo non sanno neanche che faccia ha,e che persona è,fa parte solo della mia vita e nessuno sa in famiglia cosa ci diciamo.Difendo un rapporto,dove so benissimo che se io non ci fossi piu,lei non avrebbe niente e comunque da perdere.Stamattina l'ho chiamata per spostare appuntamento,ha cercato di rallegrare il clima,ma ero intontita e non ho avuto tanto modo di reagire ai suoi tentativi.sono sempre piu stanca e frustrata.

  8. #8
    Partecipante Figo L'avatar di demetra83
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    cara ninna , ti svelo un segreto che insegnano a noi all'universitaà , relativo alla "tariffa" , inun testo che ho letto e studiato poco fa l'autore precisava quanto fosse delicato il discorso del pagamento . E' spesso un arma a doppio taglio , come dici tu il fatto che la tariffa che la tua psicologa ti ha riservato , ti fa sentire "speciale" perche' sai che a te chiede di meno propio perche' il fatto che il tuo caso le stia a cuore ti fa sentire + vicina a lei .. questa cosa secono me' e' statauno dei fattori scatenanti del tuo malsano attaccamento ... avrebbe dovuto chiederti i soldi senza specificare che paghi di meno rispetto agli altri cosi' si sarebbe evitato questo spiacevole disguido. Ricorda lei e' un essere umano cme tutti ovvio che ogni suo paziente per lei e' speciale , ogni persona trattata e' una sua "chicca" ed e' normale che diciamo cosi' tu le stia a cuore in quanto sua paziente , piu' ti aggrovigli nel cercare da lei conferme del suo affetto pu' danneggi te stesssa , lo scopo della terapia ninna e' far imparare i pazienti a volare con le proprie ali ed essere indipendenti , voi continuare a pagare per averer conferme , affetto e amicizia ??? o vuoi vivere una vita autentica fatta di affetti e amicizie vere?? coraggio , e' difficile lo so ma puoi farcela! un bacio
    Ultima modifica di demetra83 : 26-08-2009 alle ore 16.27.55

  9. #9
    Partecipante Assiduo
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    22-08-2009
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    eh....effetivamente una parte di me sarebbe disposta a stare anche 30 anni in terapia pur di non perderla.il discorso è questo...
    Ho iniziato con lei con il servizio di sportello di ascolto,quindi non pagavo all'inizio.in genere sono servizi limitati,che durano circa un paio di mesi,giusto per indirizzarti un po da qualche parte.io sinceramente non mi ero resa conto di quanto tempo fosse passato e sono stata in cura,gratuitamente per 6 mesi!ogni tanto mi accennava di questa cosa che dovevamo accellerare i tempi di cura,che il lavoro doveva essere piu efficiente ecc...ma io non mi ero resa conto da quanto tempo lei mi stesse facendo la terapia fuori dal suo monte ore.Alla fine quando ho capito,l'ho chiamata subito (purtroppo abbiamo dovuto affrontare questa cosa per telefono,perchè io DOVEVO chiarire in quel momento e subito!).quando ho capito che il mio servizio gratuito con lei era finito,sono scoppiata a piangere.questo perchè mi avrebbe portato obbligatoriamente a dare spiegazioni a casa su cosa avrei dovuto farci con quei soldi,non perchè non ce li ho,ma dare spiegazioni mi avrebbe portato ad uno stress ancora piu grande.parlandone,mi disse che se volevo continuare a stare con lei,potevo seguirla al suo studio privato,e che mi avrebbe fatto la tariffa minima.e cosi è stato...in fondo io mi trovo bene a lavorare con lei,nonostante tutto c'è un buon rapporto,perchè perderla solo dopo 6 mesi di terapia?io avevo cmnqe bisogno di essere seguita.
    la cosa che mi fa male,non è tanto questo,si è vero mi fa male ma c'è dell'altro...capisco che non bisogna mai confondere in terapia affetto con il lavoro,e sono daccordo,ma perchè,neanche dopo la terapia è possibile continuare a sentirsi o diventare amiche?non posso accettare l'idea che per ipotesi tra 4 anni il nostro rapporto finirà,solo perchè io non avro piu bisogno di lei in quanto terapeuta.Io non sono cosi,non sono una che dimentica e che chiude i rapporti in questo modo,soprattutto se diventano cosi profondi e intimi.io ho paura di essere dimenticata da lei.eppure ho sentito storie di persone che dopo la terapia sono diventate amiche delle proprie psicologhe,perchè è cosi sbagliato proseguire con il rapporto dopo che tutto è finito?cosa c'è di male?

  10. #10
    elisa1234
    Ospite non registrato

    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Citazione Originalmente inviato da ninina_ninina Visualizza messaggio
    ciao a tutti,è la prima volta che scrivo qui,e gia mi scuso se scrivero un messaggio prolisso.Mi ha colpito molto questo forum,perchè è pieno di gente e c'è tanta interazione tra gli iscritti e spero che il mio messaggio non passi inosservato.
    Sono una ragazza di 25 anni,in terapia da quasi un anno presso una psicologa.Inizialmente ho deciso di intraprendere la terapia a causa di una forma di bulimia che stava diventando sempre piu incontrollabile,anche se la causa maggiore che la scaturiva erano i miei problemi di relazione affettiva che ancora oggi mi porto dietro.Questo per un classico e banale esempio di infanzia travagliata e distrutta da abusi psicologici continui,diritti negati, ingiustizie vissute,e continui abbandoni,che tutt'oggi si verificano,anche se meno frequentemente perchè ora so difendermi e ho deciso di staccarmi da tutto cio che mi faceva stare male e giocava in modo negativo sulla mia autostima.Ma i segni sono tanti,molti indelebili e di lavoro da fare su di me ce ne è tanto.

    Ho costruito,nonostante il mio scetticismo,la mia diffidenza,un rapporto bellissimo con la mia psicologa.Non nego che gia dalla 3° seduta,si è instaurato un transfert fortissimo,anche se ancora non mi fidavo ciecamente di lei.Avevo disperatamente bisogno di lei,era diventato il mio rifugio,il mio momento di serenità e di sfogo.
    In quasi un anno di terapia raramente ci siamo ritrovate a parlare del nostro rapporto,questo perchè per me il discorso diventava sempre piu complicato e parlare dei miei sentimenti riguardo a cio mi metteva in grossa difficoltà,perchè sapevo che sbilanciarmi troppo non mi avrebbe fatto bene.SOno una che dimostra apertamente cio che prova,a volte in modo quasi esagerato,come per avere ancora piu attenzioni,ma quando vedo che la cosa non è riscontrata allo stesso modo,vuoi che sia per codice deontologico o per mancanza di interesse,cio mi fa stare peggio.
    Ci sono stati degli episodi in cui la mia psicologa ha dimostrato di avermi a cuore (una volta mi ha fatto una carezza e per quanto possa essere stato bello,la cosa mi ha spiazzato totalmente,sono molto sensibile al contatto fisico,soprattutto verso chi mi trasmette protezione),allo stesso tempo pero mi ha fatto male.ne abbiamo parlato,ma una parte di me sperava che quella carezza ci avvicinasse ancora di piu,e invece,per poco tempo l'ho sentita piu distante di prima e ci stavo malissimo,poi ci siamo riavvicinate,ma stavolta lei è stata piu attenta a come si esponeva nei miei confronti,anche se una parte di me ogni volta che la vedo,vorrei terribilmente abbracciarla e dirle quanto le voglio bene,di quanto ci staro male all'idea che un giorno il nostro rapporto finirà e che per come sono fatta questo giorno non arriverà mai,che sarei disposta a stare 30 anni in terapia pur di non perderla.Lei dice che neanche dopo la terapia possiamo diventare vagamente amiche,e questa cosa mi distrugge,mi fa male capirla e non voglio capirla,voglio che lei continui ad essere il mio punto di riferimento anche quando sarò guarita,e contiuare a sentirla anche solo per mangiarci una pizza insieme.
    perchè è cosi difficile?perchè ogni volta che affronto questo discorso con lei mi distruggo dalla stanchezza e perchè sto cosi male all'idea che vorrei tanto stringerla a me e dirle quanto le voglio bene?perchè non posso sapere se lei me ne vuole?se ci tiene a me?e quanto ci tiene a me??

    scusate.....ma spesso è difficile e ci sono periodi in cui vorrei mollare tutto per non infossarmi ancora di piu su questo rapporto.


    grazie a tutti per avermi ascoltato.

    Ciao, anch'io vado da uno psicologo. Per loro siamo lavoro, puro e semplice. Anche la carezza, per loro è prassi. La carezza quando sei triste, l'abbraccio quando sei disperata, è routine, lo fa a te ed a tutte le altre sue pazienti.
    Una volta ero fuori che aspettavo il mio psichiatra e dentro c'era un'altra paziente (più vecchia di me), ed ascoltandola capivo che con parole diverse diceva le stesse fregnacce che dicevo io al mio medico..."quando mi è mancato, ma come son felice di vederla, bla bla bla...)....mi ha fatto pena, mi son fatta pena.....triste riporre questo affetto a gente che lo fa per lavoro....vuol dire che intorno a me c'è il VUOTO più nero e più profondo....Leggi qualcosa sul transfert, è illuminante....si crea questo rapporto, tu ne rimani dentro, ti metti in ghingheri per andare dallo psicologo di turno, e loro sogghignano perchè pensano che ti stanno guarendo....che ora stai bene, e si compacciono di quando son bravi e son fighi....e magari meriterebbero pure una medaglia come medico dell'anno....tutta prassi. Non mangerete mai una pizza insieme e via dicendo.....lei ha una vita e tu sei una cartella clinica, prima lo realizzi meglio è, ci sto passando io!!!! fidati!

  11. #11
    Partecipante Super Esperto L'avatar di chiaravarri
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    26-10-2008
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Citazione Originalmente inviato da elisa1234 Visualizza messaggio
    Ciao, anch'io vado da uno psicologo. Per loro siamo lavoro, puro e semplice. Anche la carezza, per loro è prassi. La carezza quando sei triste, l'abbraccio quando sei disperata, è routine, lo fa a te ed a tutte le altre sue pazienti.
    Una volta ero fuori che aspettavo il mio psichiatra e dentro c'era un'altra paziente (più vecchia di me), ed ascoltandola capivo che con parole diverse diceva le stesse fregnacce che dicevo io al mio medico..."quando mi è mancato, ma come son felice di vederla, bla bla bla...)....mi ha fatto pena, mi son fatta pena.....triste riporre questo affetto a gente che lo fa per lavoro....vuol dire che intorno a me c'è il VUOTO più nero e più profondo....Leggi qualcosa sul transfert, è illuminante....si crea questo rapporto, tu ne rimani dentro, ti metti in ghingheri per andare dallo psicologo di turno, e loro sogghignano perchè pensano che ti stanno guarendo....che ora stai bene, e si compacciono di quando son bravi e son fighi....e magari meriterebbero pure una medaglia come medico dell'anno....tutta prassi. Non mangerete mai una pizza insieme e via dicendo.....lei ha una vita e tu sei una cartella clinica, prima lo realizzi meglio è, ci sto passando io!!!! fidati!
    La frase che mi sono permessa di evidenziare in rosso e' quella che piu' mi ha fatto accapponare la pelle.
    Hai fatto un quadro della nostra categoria orrendo.
    E mi domando che razza di terapeuti tu abbia incontrato sulla tua strada...
    I rapporti terapeutici che entrambe avete descritto in questo thread sono rapporti malsani e io vi consiglierei caldamente di parlarne con loro...andare da uno psicoterapeuta per stare meglio e poi ritrovarsi nelle situazioni sopra descritte per causa del terapeuta stesso e' malsano anche questo.

    Io sono quasi alla fine della mia terapia. Chiaro che dispiace anche a me sapere che poi non lo vedro' piu' (apparte qualche congresso e ammesso o non concesso che tra qualche anno non riesca ad entrare nella sua scuola di specializzazione, ma quando quel momento verra' lui sara' il mio professore non il mio terapeuta) ma sapevo fin dall'inizio che questo faceva parte del "gioco". E francamente per lui non provo altro che gratitudine...
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

  12. #12
    elisa1234
    Ospite non registrato

    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Citazione Originalmente inviato da chiaravarri Visualizza messaggio
    La frase che mi sono permessa di evidenziare in rosso e' quella che piu' mi ha fatto accapponare la pelle.
    Hai fatto un quadro della nostra categoria orrendo.
    E mi domando che razza di terapeuti tu abbia incontrato sulla tua strada...
    I rapporti terapeutici che entrambe avete descritto in questo thread sono rapporti malsani e io vi consiglierei caldamente di parlarne con loro...andare da uno psicoterapeuta per stare meglio e poi ritrovarsi nelle situazioni sopra descritte per causa del terapeuta stesso e' malsano anche questo.

    Io sono quasi alla fine della mia terapia. Chiaro che dispiace anche a me sapere che poi non lo vedro' piu' (apparte qualche congresso e ammesso o non concesso che tra qualche anno non riesca ad entrare nella sua scuola di specializzazione, ma quando quel momento verra' lui sara' il mio professore non il mio terapeuta) ma sapevo fin dall'inizio che questo faceva parte del "gioco". E francamente per lui non provo altro che gratitudine...
    A me ha fatto accapponare la pelle il modo in cui alcuni di voi parlano dei pazienti in altri topic in questo forum. Ma ripeto son paziente ed è giusto sia cosi. Io credo che per la persona che ha aperto questo argomento sia molto meglio prendere questa visione, e prendere atto di queste cose. Vedere una carezza come un gesto fatto a lei personalmente vuol dire illudersi. Penso semplicemente questo. Sai è che ormai capisco cosa c'è dietro, e mi sembra tutto calcolato...il toccare un braccio in un particolare momento....l'abbraccio in un altro...e anche quella diventa routine.

  13. #13
    Partecipante Super Esperto L'avatar di chiaravarri
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Citazione Originalmente inviato da elisa1234 Visualizza messaggio
    A me ha fatto accapponare la pelle il modo in cui alcuni di voi parlano dei pazienti in altri topic in questo forum. Ma ripeto son paziente ed è giusto sia cosi. Io credo che per la persona che ha aperto questo argomento sia molto meglio prendere questa visione, e prendere atto di queste cose. Vedere una carezza come un gesto fatto a lei personalmente vuol dire illudersi. Penso semplicemente questo. Sai è che ormai capisco cosa c'è dietro, e mi sembra tutto calcolato...il toccare un braccio in un particolare momento....l'abbraccio in un altro...e anche quella diventa routine.
    Mi dispiace per te. Davvero.
    E' evidente che non hai molto idea di quello che e' un SANO rapporto terapeutico, ma visto che Ninina sta cercando di lavorarci sopra ti chiederei per favore di non essere cosi' disfattista....
    E soprattutto se disprezzi cosi' la categoria non andarci piu'...visto che hai capito tutto quello che c'e' dietro...del resto non sei nemmeno costretta a venire su questo forum a leggere se la cosa ti fa cosi' accapponare la pelle.

    Comunque liberissima di pensarla come vuoi.
    A me non cambia la vita.
    Ultima modifica di chiaravarri : 29-08-2009 alle ore 17.01.34
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

  14. #14
    Johnny
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Citazione Originalmente inviato da elisa1234 Visualizza messaggio
    A me ha fatto accapponare la pelle il modo in cui alcuni di voi parlano dei pazienti in altri topic in questo forum. Ma ripeto son paziente ed è giusto sia cosi.
    non so a quali thread ti riferisci, ma siccome mi sembra improbabile che uno psicologo/psicoterapeuta scriva cose da "far accapponare la pelle" parlando di pazienti (anche perché devono seguire un codice deontologico) , credo che gli interventi a cui ti riferisci siano quelli scritti da utenti che NON SONO PSICOLOGI, bensì counselor o cose del genere


    (mi riferisco in particolare a un consulente filosofico che è anche stato bannato per le cose che scriveva e pochi altri che appunto non erano psicologi e sparavano diagnosi a casaccio verso gli gli altri utenti e parlavano dell'Io Bambino come fosse un etto di mortadella...lo dico per chiarire che mi riferivo a qualche singola persona ben specifica)
    Ultima modifica di Johnny : 26-12-2009 alle ore 17.24.26

  15. #15
    Partecipante Super Esperto L'avatar di chiaravarri
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    non so a quali thread ti riferisci, ma siccome mi sembra improbabile che uno psicologo/psicoterapeutas criva cose da "far accapponare la pelle" parlando di pazienti (anche perché devono seguire un codice deontologico) , credo che gli interventi a cui ti riferisci siano quelli scritti da utenti che NON SONO PSICOLOGI, bensì counselor o cose del genere
    Esatto.
    E soprattutto ALCUNI di noi non sono TUTTI noi.
    Quindi sarebbe auspicabile non generalizzare in questa maniera pacchiana...
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

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